Corrado Clini e gli OGM: lo scandalo del buon senso
Ci sono argomenti che per i politici fanno l’effetto di una manciata di puntine da disegno gettate sulla sedia. Gli Organismi Geneticamente Modificati sono tra questi, a giudicare dalla levata di scudi seguita all’intervista rilasciata dal ministro dell’ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera. Digitando “clini ogm” su Google News ci si può fare un’idea piuttosto precisa della cosa, dato che appaiono decine e decine di dichiarazioni furibonde e allarmate (i più infuriati di tutti sembrano essere quelli del PD e della Lega Nord). Ma cosa avrà mai detto di così scandaloso il ministro dell’ambiente?
Nulla di nuovo, in realtà, per chi conosce da tempo le posizioni del ministro, esplicitate in più occasioni quando ancora le sue dichiarazioni non avevano il potere di scatenare simili tsunami, e per chi gli riconosce la coerenza di non assumere posizioni “di comodo”, quelle posizioni tipiche di chi, una volta assunte cariche pubbliche, preferisce non esprimersi su temi considerati “caldi” dal punto di vista ideologico e potenzialmente divisivi. Corrado Clini ha semplicemente denunciato il clima che non permette “di aprire una seria riflessione che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell’ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli OGM“, ed ha parlato di alcuni benefici che le biotecnologie possono portare in settori “no food” della produzione agricola, non in concorrenza con le varietà alimentari, non prima di aver saggiamente rammentato che il miglioramento genetico è alla base di tutte le specie vegetali che fanno oggi parte della nostra dieta, anche di quelle tipiche e tradizionali.











