Chi dice che i giovani non hanno creatività?
Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Daniele Vecchi.
Questo post non ha nulla di politico ma vuole evidenziare che spesso gli stereotipi forniscono una visione distorta della realtà. In giro ci sono tanti giovani che sono creativi, intelligenti e provocano discussioni interessanti. Non conoscono la banalità.
È il caso di Alex Rawnsley, un musicista bravissimo (award winner) e studente al primo anno di PhD alla facoltà di Medicina di Oxford, che dopo aver sentito del caso Moro ha deciso di fare quello che non era mai stato fatto in 50 anni di storia: scrivere un musical.
Nelle parole di Alex:

Il cast del musical, attori e musicisti, era composto da studenti dell’Università di Oxford, principalmente liberal arts, che hanno passato una rigorosa selezione per poter far parte di questo progetto.
Lo spettacolo nei suoi circa 90 minuti ha ripercorso i tragici eventi che portarono al rapimento e all’omicidio dell’onorevole Moro. La ricerca che Alex ha condotto in mesi di studio, sacrificando tempo ad altre attività, gli ha permesso non solo di mettere in scena i fatti ma fornire un quadro completo delle possibili interpretazioni di quel drammatico e storico episodio. Non ha trascurato neppure il ruolo della famiglia Moro, trattandolo con la delicatezza e la sensibilità necessarie.
Indubbiamente la verità processuale è innegabile e ampiamente riconosciuta ma è chiaro che dal punto di vista storico quella vicenda presenta ancora diverse zone d’ombra.
Essendo un musical, che dire delle musiche e dei cantanti? Semplicemente BRAVI. La musica, come nella tradizione dei musical, si articola su vari temi collegati e che si intrecciano costantemente. I ragazzi che hanno recitato, danzato e cantato, così come i musicisti, hanno dato prova di grande professionalità e versatilità. Parliamo di una produzione per definizione al risparmio.
Il musical è stato proposto per 3 serate e ha fatto registrare il “tutto esaurito”, a dimostrazione che quando ci sono talento, storie interessanti e impegno le cose funzionano. Il North Oxford Theatre ospita poco più di 100 spettatori e quindi parliamo di un bel successo.
Ma il vero messaggio di questo evento è che la curiosità, l’imprenditorialità, la ricerca, la voglia di prendersi qualche rischio fanno parte della natura umana e si esaltano quando sono lasciate libere di esprimersi. Ecco, il tema della libertà, cosi minacciata durante i terribili anni di piombo, rimane attuale ed è un bene prezioso: mi riferisco alle classiche libertà come quella di pensiero, di intraprendere, di ricercare la felicità, di operare in spazi non limitati da regole assurde spesso introdotte da una burocrazia autoreferenziale. È una battaglia intergenerazionale che nonostante gli insegnamenti della Storia sembra trovare sempre più nemici che amici.












