11
Mar
2019

Cuba ha una “nuova” Costituzione, ma non una Costituzione “nuova”

Una maggioranza quasi plebiscitaria (86,6% dei votanti) ha approvato la riforma della Costituzione della Repubblica di Cuba, voluta dall’attuale Presidente del Consiglio di stato Miguel Díaz-Canel come segnale tangibile del passaggio di potere dalla famiglia Castro alla “nuova” generazione di politici cubani. In verità, l’esito della consultazione elettorale era alquanto scontato: per l’approvazione della novella costituzionale si sono mobilitati tutti gli organi dello Stato (le scritte con l’appello yo voto si’ sono apparse ovunque), mentre a fare campagna per il “no” (che, comunque, ha convinto settecentomila cubani, il 9% della popolazione) si sono schierate solo qualche presenza sui social e le chiese evangeliche locali (contrarie all’apertura, più o meno esplicita, alle unioni tra le persone dello stesso sesso prevista dal testo riformato della Costituzione). Leggi tutto

8
Mar
2019

La guerra (commerciale) di Donald Trump

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Giovanni Caccavello.

Seguendo il suo stesso ragionamento, Trump sta perdendo la guerra commerciale.

“Nulla può essere più assurdo di tutta questa teoria sulla bilancia commerciale […]

Quando due nazioni commerciano l’una con l’altra, questa insensata teoria presuppone che,

se la bilancia è pari, nessuna delle due “perda” o “guadagni”, ma se la bilancia è a favore

di una delle due, una nazione tende a rimetterci e l’altra a profittare,

in proporzione alla grandezza dell’avanzo di quest’ultima”

(Adam Smith, 1776. “Indagine sulla Natura e sulle Cause della Ricchezza delle Nazioni”, Libro IV, Capitolo 3, Parte II).

Come abbiamo avuto modo di imparare nel corso di questi ultimi tre anni (campagna elettorale per le elezioni Presidenziali del 2016 compresa), la politica commerciale di Donald Trump si fonda sull’idea del commercio internazionale come “gioco a somma zero”. Questa idea, difesa a spada tratta da diverse figure vicine al Presidente americano (come ad esempio Peter Navarro o John Bolton), reputa il “deficit commerciale” come una variabile economica negativa, che porta sia alla riduzione dei posti di lavoro, sia alla riduzione della ricchezza americana. Leggi tutto

26
Feb
2019

La libertà rende il mondo migliore

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Andrea Marrocchesi.

Uno dei più grandi ed esiziali miti delle scienze economiche è quello secondo il quale il capitalismo( o libertà economica) generi grandi  benefici per un ristretto ammontare di persone e che impoverisca la moltitudine. Le origini di questo pensiero risalgono, almeno in epoca contemporanea, a Karl Marx: il filosofo di Treviri asseriva che in un sistema capitalistico la competizione determinasse un calo dei profitti, rendendo necessario un maggiore sfruttamento dei lavoratori. Leggi tutto

21
Feb
2019

La Corte costituzionale: no alla «democrazia in deficit»

La Corte costituzionale – con sentenza n. 18/2019 – ha dichiarato incostituzionale la disposizione che consente agli enti locali in stato di pre-dissesto di ricorrere all’indebitamento per gestire in disavanzo la spesa corrente per un trentennio. Per dirla in modo meno tecnico, la Corte ha eliminato una scappatoia che il legislatore aveva offerto ai tanti enti locali italiani appesantiti da bilanci fuori controllo, nel momento in cui aveva consentito a questi ultimi – pur strutturalmente in disavanzo – di contrarre ulteriore debito per finanziare la spesa corrente e di spalmare il piano di rientro su un arco temporale lunghissimo (fino a trent’anni). Leggi tutto

5
Feb
2019

Maduro vs. Guaidó: la pericolosa ambiguità ideologica del governo italiano

Giusto ieri sera, lunedì 4 febbraio, intervistato da Nicola Porro su “Quarta Repubblica” (Rete 4), il vice-Premier Matteo Salvini ha spiegato che “sul Venezuela il governo non sta facendo una bella figura” . Al tempo stesso, in una nota della Presidenza del Consiglio, è stato annunciato che “l’Italia appoggia il desiderio del popolo venezuelano di giungere nei tempi più rapidi a nuove elezioni presidenziali libere e trasparenti, attraverso un percorso pacifico e democratico, nel rispetto del principio di autodeterminazione”. Leggi tutto

22
Gen
2019

Élite, meritocrazia e sviluppo economico

di Lorenzo Ieva, Magistrato TAR e dottore di ricerca in diritto dell’economia.

Poche righe, per consentirmi di intervenire nel dibattito pubblico sulla importanza delle élite nel governo di una società moderna, aperta, evoluta e competitiva, nel mondo globalizzato ed interconnesso del XXI sec.

In ogni tempo, che piaccia o meno, qualsiasi società, anche quella democratica, non può fare a meno di persone di elevata caratura professionale. Nel pensiero Occidentale, fin da Platone e Aristotele, per passare attraverso Macchiavelli, al liberalismo classico (Stuart Mill), ed infine agli inizi del Novecento con Schumpeter e Pareto, è dimostrato – come ho raccontato nel mio ultimo libro uscito lo scorso dicembre ed intitolato “Fondamenti di meritocrazia – che qualsiasi comunità progredita abbia la necessità di poter contare, nella politica, nell’economia e nell’amministrazione pubblica, su uomini di talento e di ingegno, culturalmente preparati, i quali sappiano interpretare le sfide del futuro, senza alcuna autoreferenzialità, mettendo a disposizione di tutti il proprio sapere. Leggi tutto

14
Gen
2019

L’agricoltura biologica e il disegno di legge 988

Il fact checking di oltre 200 esperti.

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Flavio Barozzi e Luigi Mariani (Società Agraria di Lombardia).

La nostra formazione liberale ci induce a ritenere che l’imprenditore agricolo debba essere libero di adottare il processo produttivo (convenzionale, biologico, integrato, ecc.) che meglio gli consente di confrontarsi con il mercato, a condizione che tale processo avvenga nel rispetto delle normative e fornisca all’acquirente i prodotti attesi e che il produttore dichiara di rendere disponibili. Ma riteniamo altresì che il legislatore debba favorire l’innovazione della nostra agricoltura per consentirle di confrontarsi ad armi pari con gli agricoltori delle altre parti del mondo e di svolgere in modo efficace e sostenibile il proprio ruolo di produttore di beni di consumo e di generi alimentari in quantità e di qualità confacenti. Leggi tutto

9
Gen
2019

Il reddito minimo universale è una soluzione alla ricerca di un problema

Di Gonzalo Schwartz

Questo articolo è apparso originariamente su The Hill.

La paura dell’automazione e dell’intelligenza artificiale o IA ha suscitato innumerevoli dibattiti sul futuro del lavoro e sull’utilità degli esseri umani nell’epoca dei robot.

Molti temono la disoccupazione tecnologica, altri, invece, paventano in futuro la disuguaglianza dei redditi. Per affrontare il cupo futuro del mondo del lavoro, esponenti del mondo politico, del mondo tecnologico e persino aspiranti candidati presidenziali, come Andrew Yang, propugnano un reddito minimo universale per superare queste incertezze. Leggi tutto

29
Dic
2018

Considerazioni di fine anno sulla scuola

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Tomaso Invernizzi.

Qualunque riforma dell’istituzione scolastica, riguardi essa i programmi, l’alternanza scuola/lavoro, gli esami di stato, il sistema di valutazione, i criteri di finanziamento, incide nella realtà scolastica effettuale a seconda di come, chi ogni giorno “fa” la scuola, realizza nella pratica il cambiamento. Di conseguenza, se c’è un punto centrale per avere una scuola di qualità, esso riguarda il reclutamento del personale docente. Il sistema che ha portato al concorso ordinario del 2016 non ha fatto in tempo a vedere un secondo bando che il reclutamento è già stato modificato. Quest’anno si sta svolgendo un concorso non selettivo che porterà nei prossimi anni in ruolo tutti gli abilitati, costituendo in sostanza un’occasione di immissione in ruolo anche per chi non ha la preparazione per il superamento di un concorso ordinario. Leggi tutto

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