28
Nov
2020

Margaret Thatcher, il coraggio della necessaria impopolarità

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Amedeo Gasparini

Trent’anni fa Margaret Thatcher usciva da Downing Street. Si concludeva l’era che in Gran Bretagna portava il suo nome. Dopo undici anni di governo e tre elezioni di fila vinte – un capolavoro politico senza precedenti – si chiudeva un’epoca. Una liberazione per alcuni, un dramma per altri.

Leggi tutto
27
Nov
2020

Il sistema nazionale di istruzione e le scuole paritarie

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Anna Monia Alfieri.

“Le scuole paritarie formano, insieme alle scuole statali, il sistema nazionale di istruzione”  dichiara il ministro Azzolina in Senato

Il ministro Azzolina dichiara apertamente, con il question time del 26.11.2020 che “paritarie e statali sono sistema istruzione”: ROMA, 26 NOV – “Le scuole paritarie formano, insieme alle scuole statali, il sistema nazionale di istruzione. Nell’ottica dell’unitarietà del sistema nazionale di istruzione e formazione, nel disegno di legge di bilancio, ora all’esame del Parlamento, è stato previsto lo stanziamento di 60 milioni a regime, a decorrere dal prossimo anno, del fondo destinato al sostegno del sistema integrato da zero a sei anni”.

Leggi tutto
16
Nov
2020

Monopolio educativo e la scuola d’elite sono pericolosi

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Anna Monia Alfieri.

Gli Istituti pubblici paritari si confermano ai primi posti nella classifica delle migliori Scuole Secondarie di 2° grado delle principali città. C’è da crederci, visto che la fonte è Eduscopio (ed.2020/21), il portale della Fondazione Agnelli, non certo vicina al mondo della scuola paritaria. Quest’ultima, evidentemente, continua ad essere realtà culturale di altissimo livello e, in quanto tale, viene scelta per formare la classe dirigente di domani. Sono tutti d’accordo, compresi politici e giornalisti che, da anni, la scelgono per i propri figli. Proviamo a fare un sondaggio fra i conduttori televisivi, fra i politici, gli imprenditori: scopriremo che la scuola paritaria è un passaporto per un futuro di successo.

Leggi tutto
12
Nov
2020

La riforma fiscale che verrà: fra equivoci mediatici e poche certezze

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Marco di Siena

Si torna a parlare di riforma fiscale e ciò non lascia sorpresi. L’idea che si debba lasciare il segno nella storia (tributaria) della Repubblica costituisce una sorta di richiamo incoercibile per tutti gli esecutivi: una sorta di cliché iterativo utile a dimostrare la forza progettuale ed innovativa di una compagine governativa. Tuttavia, ad oggi, di tale presunta riforma fiscale poco o nulla si sa. In questo contesto generale a tratti nebuloso, tuttavia, sembra di scorgere un unico punto fermo: la prefigurata riforma comporterà un intervento sulla progressività del tributo personale per eccellenza vale a dire l’IRPEF. Una modifica incentrata – se bene si intende – sul superamento della tradizionale struttura per scaglioni da sostituirsi con un modulo di progressività continua (il cosiddetto modello alla tedesca). Sin qui quello che di tale ipotizzata riforma fiscale è lecito conoscere. Il resto, invece, è assolutamente opaco e non è agevole comprendere in quale direzione si intenda procedere.

Leggi tutto
11
Nov
2020

Proposte “antifragili” in tema di lavoro

Il libro di Pietro “L’intelligenza del lavoro” (Rizzoli, 2020) raccoglie esperienze e proposte in tema di lavoro che hanno il tratto comune dell’”antifragilità”. Se per antifragilità intendiamo la capacità di cambiare e migliorare a fronte di shock esterni, non allo scopo di proteggersi, bensì di adattarsi: l’antifragilità che abbraccia l’imprevisto, l’incertezza, ed è in grado di assumerne positivamente il rischio. E’ proprio in chiave antifragile che Pietro Ichino cerca di immaginare il mondo del lavoro in risposta ai teorizzatori della “fine del lavoro” (oltre che della “fine del mondo”). Perché, per molti aspetti, egli stesso è un esempio di giurista e di politico antifragile.

Leggi tutto
10
Nov
2020

Modern Monetary Theory: poche idee ma molto confuse

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Fabrizio Ferrari (@Fabriziofer1994)

Chiunque si interessi — per mestiere o diletto — di economia e questioni monetarie, ha ormai sicuramente sentito parlare della Modern Monetary Theory (MMT), quella teoria economica secondo cui — in buona sostanza — uno Stato può scegliere il livello ottimale di impiego dei fattori — e, quindi, di PIL — del proprio sistema economico. In altre parole, la MMT è una teoria secondo cui uno Stato ha il potere, semplicemente tramite la regolazione dell’offerta di moneta, di garantire a tutti un lavoro, eliminando la disoccupazione. Per un’analisi approfondita dei principi teorici della MMT, rimando a Gregory Mankiw, Guida scettica alla Modern Monetary Theory.

Leggi tutto
3
Nov
2020

Appello al Governo

Domani 4 Novembre è in Parlamento: si pongano le premesse per salvare la Scuola 2021 e la Nazione.

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Anna Monia Alfieri.

Economia ai tempi del lockdown. Si torna a parlare di chiusure, di zone rosse, di lockdown mirati. I due termini sembrano l’uno l’opposto dell’altro: l’ipotesi di un nuovo lockdown generale, infatti, spaventa gli economisti, e non solo. Occorre decidere di quale morte morire: di Covid o di fame. In mezzo si trovano, come sempre le persone, le loro vite, il loro lavoro, i loro affetti. Paura, smarrimento, solitudine sono sentimenti che sempre più cittadini stanno sperimentando sulla loro pelle: le certezze vengono meno, pensare al futuro crea turbamento, il pensiero della salute personale e dei propri cari genera ansia. 

Leggi tutto
3
Nov
2020

La psichiatria ai tempi del Covid-19

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Giovanni Perini.

La Great Barrington Declaration, [1] cioè, per essere estremamente sintetici, la proposta da parte di alcuni epidemiologi di un approccio “svedese” alla pandemia (”proteggiamo gli anziani, ma viviamo normalmente, in attesa dell’immunità di popolazione”), ha molti difetti, elencati dal Foglio in una lista ben ragionata.[2] Tra quelle che vengono affermate nella GBD, alcune cose sono poco supportate dai dati, ma altre sono incontrovertibili. Per esempio, è incontrovertibile che molti giovani abbiano attualmente paura di morire di Covid . È chiaro che anche i giovani debbano essere preoccupati della situazione sanitaria generale, in quanto l’enorme quantità di anziani ammalati che occupa nei periodi peggiori i Pronti Soccorsi, i reparti ospedalieri e le rianimazioni finisce per impedire le cure mediche essenziali anche ai giovani. Tuttavia, il messaggio che è passato attraverso la narrazione pubblica, ma a volte anche istituzionale, è: “Siamo tutti ugualmente a rischio”, mentre c’è una differenza di mille volte nel rischio di morire per Covid-19 tra persone giovani e anziani. Carlo Signorelli e Anna Odone hanno pubblicato a Settembre alcuni dati epidemiologici aggiornati per l’Italia, che confermano questa proporzione.[3]

Leggi tutto
1 2 3 444