25
Set
2026

Mantenete la calma e colludedete: il problema dell’antitrust del “pacing” nell’IA

di Jim Fellinger, direttore della comunicazione dell’ICLE

In questo articolo pubblicato su Truth on the Market, sostengo che la proposta di Dario Amodei, secondo cui i principali laboratori di intelligenza artificiale dovrebbero “regolare il ritmo della frontiera”, creerebbe un cartello che potrebbe rallentare l’innovazione senza rendere l’IA più sicura in modo affidabile. Anziché esentare dalla normativa antitrust i limiti coordinati allo sviluppo, i responsabili politici dovrebbero favorire la presenza di valutatori indipendenti, una rendicontazione trasparente in materia di sicurezza e norme di responsabilità che facciano ricadere sui laboratori i rischi da loro generati, preservando al contempo una concorrenza agguerrita.

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24
Set
2026

Il Katechon argusiano*

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di GabriMaria Rigotti uscito oggi su Lisander

I. Il ritorno del Katechon: dal dibattito contemporaneo al problema costituzionale

Esistono idee politiche che sembrano appartenere definitivamente al passato, finché il mutare delle circostanze non rivela che la storia non le aveva affatto archiviate: attendeva soltanto che tornassero le domande capaci di renderle nuovamente necessarie. Il Katechon è una di queste. Per secoli, il concetto è rimasto prevalentemente confinato alla riflessione teologica e alla storia del pensiero politico. Eppure, la convergenza fra instabilità geopolitica, accelerazione tecnologica, fragilità delle istituzioni e avvento dell’intelligenza artificiale ha riportato in primo piano un interrogativo antichissimo: che cosa impedisce a una civiltà di precipitare nel caos o nella tirannide? Che si condividano o meno le sue opinioni, a Peter Thiel va riconosciuto il merito di aver riportato questa domanda al centro del dibattito contemporaneo, ricordando alle società liberali che la stabilità non rappresenta mai una conquista definitiva. Ogni ordine vive infatti grazie a istituzioni capaci di contenere le tendenze distruttive, senza però compromettere le condizioni necessarie allo sviluppo della libertà, dell’innovazione e della prosperità.

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21
Set
2026

Considerazioni su “Il momento straussiano” di Peter Thiel

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Carlo Altini uscito oggi su Lisander

Il problema è noto e inflazionato: la crisi della democrazia rappresentativa nell’età globale. Ovvero: riuscirà l’Occidente liberale a mantenere un equilibrio tra ragione e potenza, tra efficacia politica e valori filosofici? Dall’11 settembre 2001 – la data simbolica che segna la fine dell’illusione condensata nella formula “fine della storia” elaborata da Francis Fukuyama per designare l’epoca successiva al crollo del blocco sovietico – migliaia di saggi hanno cercato di confrontarsi con questo problema dai punti di vista più disparati. Non diversamente si propone di fare Peter Thiel fin dal 2005 (la data di prima pubblicazione del suo saggio in un volume collettaneo), ma con strumenti originali dovuti sia alla sua formazione accademica, sia alla sua professione di imprenditore tech. Una premessa è necessaria: inutile – e senza senso – sarebbe cercare nei suoi testi un’aderenza storica, filosofica, politica e filologica agli autori citati e utilizzati (Vladimir Solov’ev, Carl Schmitt, Leo Strauss, René Girard). Thiel non insegna in un’aula universitaria e non ha alcun interesse a proporsi quale interprete di testi filosofici raffinati e difficili. Pertanto, riflessioni che utilizzino l’argomento del “fraintendimento” non colgono il bersaglio, cioè lo scopo di Thiel, che è politico-strategico e per il quale egli utilizza del tutto liberamente (e in modo contraddittorio, come vedremo a breve) i suoi autori di riferimento.

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17
Set
2026

Il dominio dei maghi. Thiel, Trumpland e il “national conservatism”

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Agostino Carrino uscito oggi su Lisander

I.

Negli ultimi tempi si è sviluppato un forte interesse per la figura di Peter Thiel, un imprenditore statunitense dell’intelligenza artificiale, di origine tedesca ma con cittadinanze plurime. Dubito che questo interesse dipenda dalla qualità intrinseca dei suoi scritti, compreso quello da poco tradotto in italiano, Il momento straussiano (Liberilibri 2026), risalente del resto a una ventina di anni fa.

Può essere che il clamore mediatico sia dipeso dal fatto che Thiel scrive con convinzione di “tempi ultimi”, della venuta dell’Anticristo e di come questa “venuta” possa essere “ritardata”, ma di profeti dell’Anticristo se ne trovano a carrettate a Hyde Park, a concionare su una cassetta della frutta contro la decadenza morale e la fine dei tempi.

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14
Set
2026

Il potere che frena. Peter Thiel, il katechon e il tempo allocativo

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Pier Giuseppe Monateri uscito oggi su Lisander

Peter Thiel ha riportato il katechon nel lessico pubblico con una combinazione difficilmente imitabile di miliardi, escatologia e Silicon Valley. Nelle sue conversazioni sulla teologia politica e, più recentemente, nelle lezioni dedicate all’Anticristo, la vecchia figura della Seconda lettera ai Tessalonicesi riappare come il potere che impedisce la precipitazione della fine.

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10
Set
2026

Il potere prima del potere: l’intelligenza artificiale e la nuova sovranità computazionale

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Fabio De Felice uscito oggi su Lisander

C’è stato un tempo in cui, per comunicare a distanza, bisognava comprare un gettone telefonico. Quel piccolo oggetto di metallo consentiva l’accesso a una rete pubblica e il suo valore seguiva le decisioni sulla tariffa telefonica. Oggi, per accedere alla più importante infrastruttura cognitiva che stiamo costruendo, utilizziamo ancora gettoni, solo che li chiamiamo “token”.

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31
Ago
2026

La meritocrazia non si decreta: bisogna rimuovere gli ostacoli che le impediscono di affermarsi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Luigi Capoani e Silvia Fusar Bassini

Negli ultimi anni la meritocrazia è diventata una delle parole più utilizzate nel dibattito pubblico italiano. Ogni governo promette di valorizzare il talento, ogni riforma dichiara di voler premiare i migliori e ogni concorso afferma di essere costruito secondo criteri di imparzialità. Eppure la percezione diffusa, soprattutto tra i giovani, è che il merito continui a rappresentare un’eccezione piuttosto che la regola: nel Meritometro 2025, indice che misura lo stato del merito in Europa, realizzato dal Forum della Meritocrazia con Deloitte, l’Italia si colloca ultima su 12 Paesi europei con un punteggio di 27 su 100, lontanissima dai paesi scandinavi che registrano punteggi intorno ai 60 punti su 100.

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