Peter Thiel, il liberalismo e l’Occidente
Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Raimondo Cubeddu uscito oggi su Lisander
Nella letteratura esplosa in quest’ultimo decennio sulla crisi politica e identitaria dell’Occidente il volume di Peter Thiel Il momento straussiano (Liberilibri, 2025) è tra quelli che, anche per l’autorevolezza dell’autore, hanno fatto più scalpore. Ma non è quello più radicale. Il testo originario è del 2007 ed è stato seguito da altri saggi e conferenze, in cui – come negli scritti di altri pensatori contemporanei nei quali predomina la condanna della modernità ridotta, ad esempio da Curtis Yarvin (Mencius Moldbug), a un Dark Enlightenment (inteso come il preludio della cultura liberal che sfocia nella «Cathedral» del «Deep State» e della «Deep Democracy») – prende forma un tentativo di mettere in discussione l’intera storia culturale dell’Occidente moderno. Un proposito che, a partire dal corposo ed efficace saggio introduttivo di Sergio Belardinelli, è stato più volte sottolineato in vari ed autorevoli interventi su questo blog.




















