19
Apr
2021

Le origini liberali del femminismo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonella Marty

Il femminismo, alle sue origini, era un movimento liberale, o almeno non proponeva soluzioni basate sullo Stato: il femminismo liberale fa parte di una tradizione individualista, come si può vedere nella storia degli Stati Uniti. Molte persone presumono che le prime attiviste e sostenitrici femministe fossero socialiste e interventiste, ma la realtà è diametralmente opposta. Queste donne non chiedevano fondi a tutti i cittadini per sostenere la causa, chiedevano l’uguaglianza davanti alla legge, e lo facevano sfidando lo Stato. Le prime, a metà del XVIII secolo, furono Mary Wollstonecraft in Inghilterra e Judith Sargent Murray negli Stati Uniti, entrambe concentrate sull’uguaglianza educativa. Entrambe ispirarono altre femministe individualiste negli Stati Uniti, come Elizabeth Cady Stanton, Susan Brownell e Matilda Gage. Queste donne lottarono per un’educazione uguale, per il diritto di voto e furono anche abolizioniste.

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16
Apr
2021

Perché Guariremo: una recensione del libro di Roberto Speranza

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Alvise Pedrotti.

Perché Guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute, il libro di Roberto Speranza edito da Feltrinelli, è uscito lo scorso ottobre ma è stato prontamente ritirato dal mercato per una serie di motivi, tra cui la mancanza di tempo per presentarlo al pubblico dell’autore e il contestuale arrivo della seconda ondata del virus. Non è facile procurarselo ma nemmeno impossibile: Perché Guariremo è reperibile sul sito spagnolo di Amazon.

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15
Apr
2021

Ventisette anni di Organizzazione Mondiale del Commercio

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Dario Ciccarelli.

Ventisette anni fa, il 15 aprile 1994, veniva firmato a Marrakech il Trattato che istituiva l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Con la firma del Ministro del Commercio con l’estero del tempo, Paolo Baratta, l’Italia diveniva Membro fondatore della nuova Organizzazione. Fu una rivoluzione. Nel sistema giuridico del mercato globale, disegnato dal Trattato dell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel suo combinarsi con le altre fonti del diritto internazionale, le imprese degli Stati aderenti hanno il diritto di esportare. Ciascuno Stato importatore, vero, può contribuire a modellare – con regole nazionali non discriminatorie, che tutelino interessi nazionali extracommerciali riconosciuti come meritevoli di protezione (morale pubblica; salute umana, animale e vegetale; tutela del patrimonio storico-artistico; tutela del consumatore; etc.) – tale diritto a esportare. Tuttavia, grazie all’Organizzazione Mondiale del Commercio, dal 1 gennaio 1995 è ormai il diritto, e non più l’arbitrio opaco del potere, a disciplinare la competizione internazionale tra i talenti. Ogni volta che un Membro contesta una presunta violazione delle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio commessa da un altro Membro, ai tavoli di Ginevra si attiva un interessante confronto tecnico-giuridico, attraverso il quale, con il contributo di tutte le delegazioni interessate, ed eventualmente con l’intervento di autorevoli giudici, l’umanità intera, di fatto, consegue ogni giorno equilibri più avanzati nel rapporto tra dimensione commerciale e dimensione extracommerciale e nel processo di sviluppo sostenibile del pianeta. 

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13
Apr
2021

Maratona concorrenza: quello che l’Antitrust non dice

Di Luigi Ceffalo e Carlo Stagnaro.

Nei giorni scorsi, LeoniBlog ha ospitato numerosi commenti sui contenuti della segnalazione dell’Antitrust ai fini della legge annuale per la concorrenza. In generale, gran parte delle proposte dell’Autorità sono apparse convincenti e coraggiose, sebbene in alcuni casi abbiamo espresso delle perplessità. Ma che dire di quello che il rapporto non contiene? Ci sono almeno tre ambiti che il Garante lascia scoperti, e che invece meriterebbero un approfondimento: la revisione della governance portuale, le professioni e il ruolo generale dello Stato nell’economia. 

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12
Apr
2021

Maratona concorrenza: liberare le spiagge

L’AGCM, da tempo, si sta impegnando per la liberalizzazione del comparto balenare. A fronte di uno scenario politico che, seppure con diverse sfumature, sostiene compatto le ragioni degli attuali gestori dei lidi privati, chi esercita le funzioni di garante della concorrenza è sempre stato coerente nel caldeggiare l’applicazione dei principi di libera prestazione di servizi e libertà di stabilimento anche a questo comporto, facendosi promotore anche di iniziative giudiziarie per ottenere finalmente la messa a gara delle spiagge a tutt’oggi detenute in forza di ripetute proroghe dei titoli concessori originariamente acquisite sulla base delle procedure previste dal codice della navigazione del 1942 e del relativo regolamento attuativo.

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8
Apr
2021

Davvero è stata abolita la censura cinematografica?

Dalla censura al “sistema di classificazione”: si tratta solamente di novità lessicali o c’è qualcosa di sostanziale? In questi giorni si è parlato diffusamente dell’abolizione della censura cinematografica. “Definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, ha dichiarato il ministro Franceschini.

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8
Apr
2021

Ever Given, o meglio: Ever Taken… for Granted

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Emiliano Valerio Morgia.

Cosa c’è di tanto singolare nella vicenda della portacontainer? Un motivo per ripensare dalle fondamenta il nostro modello di sviluppo o una dimostrazione (indiretta e paradossale) di quanto funzioni bene?

Se c’è un aspetto che colpisce nelle foto della enorme nave portacontainer Ever Given, incagliata nel Canale di Suez, è questo: la global supply chain come è un grande cinema, nel quale si entra attraverso una piccola porticina.

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7
Apr
2021

Maratona concorrenza: aprire i porti

L’Antitrust non trascura neanche i porti. La segnalazione inviata al Presidente del Consiglio ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza riserva una serie di proposte per la liberalizzazione del settore delle infrastrutture e delle attività portuali, settore ritenuto – insieme alle settore delle infrastrutture digitali e al settore delle infrastrutture energetiche – decisivo per la crescita e la competitività, specie nella delicata fase economica in essere determinata dalla crisi epidemiologica. In ogni caso, si tratta di misure che sono preordinate all’attrazione degli investimenti necessari per adeguare gli scali italiani alle nuove esigenze dei traffici marittimi internazionali a partire dall’ampliamento, l’elettrificazione e l’automazione delle banchine, senza tuttavia arrivare a proporre una riforma integrale della normativa di settore volta a dare una assetto pienamente concorrenziale al comparto.

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6
Apr
2021

Maratona concorrenza: tutto il potere all’Antitrust?

Nell’ultima parte della segnalazione, l’Antitrust chiede più poteri in una serie di ambiti. 

Diverse modifiche riguardano le operazioni di concentrazione che, al di sopra di certe soglie, devono essere notificate al Garante e sono soggette alle sue eventuali prescrizioni. Si tratta di un tema importante, visto che il rigore di fronte alle concentrazioni è uno dei più importanti campi di attività delle autorità antitrust, nonostante il maggiore lassismo che sembra essersi fatto strada negli ultimi anni. Il primo punto riguarda proprio il criterio adottato per valutare gli effetti delle concentrazioni: l’Autorità italiana deve anzitutto accertare l’esistenza (o il rafforzamento) di una posizione dominante, mentre la maggior parte d’Europa e la stessa Commissione seguono un criterio sostanziale in forza del quale si verifica che l’operazione sotto esame “non ostacoli in modo significativo una concorrenza effettiva”. Inoltre, l’Antitrust chiede di poter tenere conto degli eventuali vantaggi derivanti dalla concentrazione (tipicamente economie di scala o di gamma), se essi possono essere almeno in parte retrocessi ai consumatori. Sono richieste sensate, anche se certo non rivoluzionarie. 

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