24
Apr
2018

Svolta nei rapporti PA-cittadini

La Pubblica Amministrazione ha costi visibili e costi invisibili. Tra i primi, vanno considerati gli stipendi di dipendenti e dirigenti pubblici. Tra i secondi, occorre considerare le perdite economiche, in termini di tempo e mancati guadagni, che la burocrazia impone a chi ha un’attività imprenditoriale. In realtà, c’è anche una terza situazione, intermediaria, che combina le due precedenti. E’ il caso dei risarcimenti che la PA deve riconoscere alle imprese per i danni provocati.

Quest’ultimo è un principio ribadito nella sentenza 1457, datata 6 marzo 2018, del Consiglio di Stato. La sentenza, inoltre, introduce delle novità: il collegamento tra il ritardo (ingiusto!) e l’attività economica danneggiata. Nel caso su cui il Consiglio di Stato si è trovato a decidere, si trattava di un’attività turistica e balneare salentina, frenata dal Ministero per i beni e le attività culturali per ben due anni, su cui un imprenditore aveva investito migliaia di euro.

Le autorità avevano in un primo momento (tra il 2005 e il 2006) autorizzato, per quanto di competenza, all’avvio dell’iniziativa. Su queste basi il soggetto privato interessato ha dato inizio ai lavori per la realizzazione dello stabilimento. Successivamente, dopo circa 1 anno dall’avvio dei lavori, il Ministero ha progressivamente assunto atti limitativi della stessa attività. Prima ha bloccato i lavori ritenendo erroneamente una difformità degli stessi dal progetto (tale atto ha avuto peraltro un risvolto penale che poi si è rivelato privo di fondamento). Poi ha revocato l’autorizzazione concessa per presunte necessità di tipo archeologico e successivamente ha disposto autoritativamente l’occupazione temporanea dell’area al fine di svolgere l’attività archeologica. Particolarmente grave l’estensione dell’occupazione che ha riguardato l’intera proprietà del privato pari a circa 40.000 mq, nonostante l’attività archeologica riguardasse solo una superficie di 1.942 mq. Va aggiunto che, prima della sentenza del Consiglio di Stato, già il TAR locale aveva annullato, per ben due volte, l’intervento del Ministero. E’, infatti, in seguito al secondo riavvio dell’iniziativa che l’imprenditore si è appellato al Consiglio di Stato per chiedere un congruo risarcimento.

Anzitutto è importante sottolineare la sensibilità economica della sentenza che nei passaggi iniziali ha qualificato il comportamento complessivamente tenuto dalle amministrazioni resistenti come un vero e proprio “accanimento” nei confronti dell’iniziativa imprenditoriale, posto in essere “senza giustificazione alcuna, in modo del tutto sproporzionato rispetto al fine da perseguire”. Inoltre, secondo la sentenza del Consiglio di Stato, il principio costituzionale di correttezza e buona amministrazione di cui all’art. 97 Cost., letto alla luce dell’evoluzione che ha avuto nel diritto vivente, comporta come corollario che l’attività amministrativa persegua l’obiettivo di determinare un contesto idoneo a consentire l’intrapresa di iniziative private, anche al fine di accrescere la competitività del Paese.

Come anticipato, è proprio al risarcimento che è legata la novità più importante. Per la prima volta, i giudici non sono ricorsi a consulenze esterne, ma si sono basati sui bilanci dell’impresa per quantificare gli utili perduti. Da ciò potrebbero, peraltro, derivare possibili sviluppi favorevoli a protezione del libero esercizio dell’attività d’impresa.

Questo tipo di risarcimenti applica la sentenza 500/1999 della Corte di Cassazione e le norme del processo amministrativo, per mitigare l’impatto dell’amministrazione sui cittadini e le attività economiche. La novità è, dunque, l’utilizzo del principio di accountability, cioè rendere conto delle proprie azioni. Per quantificare i danni, ci si è basati su strumenti economici e non, come in precedenza, a parametri che tenessero in conto un “interesse pubblico asseritamente prevalente”. Finalmente, per determinare i danni della burocrazia, ci si basa sul mancato funzionamento dell’impianto produttivo, sugli ostacoli all’attività imprenditoriale e sulla carenza di guadagni. All’impresa danneggiata spettano, perciò, due anni di utili, con riferimento al periodo in cui la struttura ha funzionato a regime.

24
Apr
2018

Un nuovo ruolo per la CdP? Modelli di mercato o “catoblepismo” di ritorno – di Stefano Simonelli

La recente attualità – l’eventuale trasformazione di CdP in ‘banca pubblica di sistema’ invocata dal leader pentastellato Luigi Di Maio – ci ha fatto ritornare indietro di 70 anni, quando nacque Mediobanca per mano di istituti bancari pubblici e avendo tra i propri soci anche i principali grandi attori del sistema industriale privato italiano.

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20
Apr
2018

Nella diatriba tra MIUR e Crusca è stato fatto sparire l’imprenditore—di Mario Dal Co

Mario Dal Co analizza il Sillabo Educazione all’Imprenditorialità per la scuola secondaria di secondo grado, emanato dal MIUR.Il sillabo si riempie la bocca di parole inglesi e di acronimi grotteschi, ma butta nella pattumiera l’essenziale parabola di Adam Smith sulla motivazione che anima colui che si dà da fare in una società complessa:  “it is not from the benevolence of the butcher, the brewer, or the baker, that we expect our dinner, but from their regard to their own interest”.

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16
Apr
2018

La Colombia è davvero pronta per entrare nell’OCSE?

Il 23 e 24 aprile la commissione per il commercio internazionale dell’OCSE si riunirà per discutere l’ingresso della Colombia. Nonostante il rapido sviluppo economico e gli sforzi politici fatti per pacificare il territorio, il paese sudamericano continua a presentare istituzioni democratiche relativamente deboli e uno stato di diritto ancora poco sviluppato.

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7
Apr
2018

Può una soda-tax migliorare la nostra salute?

La soda-tax è probabilmente tra gli esempi pratici più noti di teoria del nudge, di cui presenta tanto gli aspetti “positivi”, quanto quelli “negativi”: primo su tutti, quello di rischiare di indirizzare la “spinta gentile” lì dove non serve. E cioè, far pensare che un’imposta sia più utile, anche solo nell’immediato, rispetto al mutamento dei fattori socio-culturali

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3
Apr
2018

Pediatria di Famiglia, un settore dove non esiste concorrenza—di Carlo Zanolini

La “Pediatria della mutua o di Famiglia” è iniziata in Torino negli anni ’60 su iniziativa di alcuni pediatri, e successivamente si è diffusa a livello nazionale.
L’idea fondante, originaria e stimabile, era quella di fornire assistenza sanitaria gratuita a tutti i bambini italiani seguendo le indicazioni della medicina preventiva, per cui promuovere la salute nelle prime età della vita significa garantire maggior salute per il resto della vita e maggior longevità.

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29
Mar
2018

Osservatorio Economia Digitale-Il caso Zego e il futuro del carpooling

Su questo blog lo abbiamo scritto più volte (ad esempio qui, qui, e qui): quello di aggiornare all’era digitale la regolamentazione del trasporto pubblico e’ un problema che investe ogni nuova esigenza di mobilità urbana. Oggi, purtroppo, ne abbiamo la conferma. A finire sul banco degli imputati, e a farne le spese, è infatti Zego, una piattaforma di carpooling urbano attiva a Milano e, fino a ieri, a Torino, dove Comune e Polizia Municipale hanno intrapreso una vera e propria guerra all’app, culminata con l’auto-sospensione dei servizi da parte di Zego.

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28
Mar
2018

Osservatorio Economia Digitale-Il caso Flixtrain

Il 24 marzo Flixbus è sbarcata nel mercato del trasporto ferroviario tedesco, finora monopolio dell’azienda pubblica Deutsche Bahn, grazie alla deregulation finalmente attuata dal governo tedesco. Il modello sarà lo stesso già sperimentato con successo per gli autobus. Flixbus collabora con gli operatori di autobus locali, collegandoli al sistema di prenotazione e promozione dell’azienda. Questo fa sperare che, nel corso dei prossimi mesi o anni, Flixtrain si espanda e metta in movimento l’intero mercato europeo del trasporto ferroviario.

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