12
Mag
2020

Se non riparte la scuola non riparte il paese

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Suor Anna Monia Alfieri.

In tempi di Covid-19, siamo tutti spaventati: di certo lo sono

a) i genitori degli 8 milioni di studenti in Italia, per l’incertezza riguardo al se e al quando ripartirà la scuola e su quale futuro riusciranno a dare ai propri figli se loro stessi non possono tornare a lavorare; 

b) i gestori delle 12.000 scuole paritarie, come pure i dirigenti scolastici delle 40.000 scuole statali, che si interrogano su come sarà la scuola del dopo Covid-19 e sul come conciliare le esigenze sanitarie con quelle educative; 

c) i dipendenti, 180.000 delle scuole paritarie, un milione della scuola statale; anche per molti di loro, e per i precari in primis, il futuro è appeso al filo della “curva” epidemica, che li vedrà tutti a casa in CIG se questa non dovesse declinare; 

d) gli studenti, 1.600.000 quelli non raggiunti dalla didattica a distanza, 300mila gli allievi disabili che vivono in isolamento da due mesi; 

e) i cittadini, 60.359.546 in Italia, che temono a ragion veduta per il futuro dell’economia e per le losche mire di chi ha già messo gli occhi sul “Piano Marshall” del Governo e dell’Europa…. Se non riparte la scuola, non riparte l’economia, non riparte il Paese e l’Italia sarà sì guarita, ma condannata ad una vita di stenti;

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8
Mag
2020

Covid-19: I paesi capitalisti hanno i livelli di sicurezza più elevati

di Rainer Zitelmann

Recentemente, in tutto il mondo i socialisti stanno cercando di attribuire la crisi del coronavirus ad un fallimento del capitalismo. L’Index of Economic Freedom, compilato annualmente dalla Heritage Foundation a partire dal 1995, misura la libertà economica di 180 paesi. Secondo il sociologo tedesco Erich Weede, l’Indice può essere considerato una sorta di “classifica del capitalismo” globale.

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8
Mag
2020

Il FOIA alla prova del Covid-19

Nel gennaio 2016 pubblicai per l’Istituto Bruno Leoni un primo commento alla bozza del decreto cosiddetto FOIA (Freedom of Information Act, d.lgs. n. 97/2016, che modifica il d.lgs. n. 33/2013, decreto cosiddetto Trasparenza), dal titolo inquietante: «Foia italiano: solo una “farsa”?». Ebbi poi l’onore che quel mio scritto fosse in buona parte incorporato nel parere reso dal Consiglio di Stato su tale bozza di decreto. Ebbene, l’inquietante domanda – confermata dopo il testo definitivo del decreto stesso, rafforzata con le Linee Guida  dell’Anac e rimasta attuale negli anni in ragione dei molti casi di trasparenza negata – oggi torna a riproporsi. Infatti, si ha notizia del rigetto di istanze di accesso civico generalizzato, rivolte ad attori istituzionali al fine di conoscere dati e documenti riguardanti decisioni adottate per lo stato di emergenza. 

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6
Mag
2020

Il nuovo bigotto (volgarmente detto “restacasista martire”): Io sono meglio di te perché godo di meno

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Riccardo Manzotti

Il virus ha prodotto una nuova figura in Italia: il nuovo bigotto volgarmente chiamato “restocasista martire”. È una forma di virus psicologico, in realtà. Si tratta di persone che, animate dal sacro furore di essere nel giusto, predicano il rispetto in modo ossessivo delle regole anti-contagio. Perseguono questo fine e perseguitano chi non lo fa. Come i bigotti del tempo passato, anche questi italiani zelanti si ritengono moralmente superiori. È fondamentale, per il bigotto, tracciare una linea invalicabile tra lui e il resto degli Italiani, sempre descritti con disprezzo e indignazione. Lui o lei, ovviamente, ha una sensibilità, una comprensione degli avvenimenti, un rispetto per chi soffre, una volontà a sacrificarsi, che gli altri non hanno. È sfortunato, poverino, deve vivere in un mondo di persone chiaramente non alla sua altezza. Ah! Se tutti fossero come lui! Sfortunatamente deve coabitare con il resto del paese!

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5
Mag
2020

Statalismo, un ritorno inevitabile?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Cesare Giussani

La pandemia ha definitivamente seppellito quel poco di liberalismo che era presente nella cultura italiana. È di moda attribuire alla sanità privata la colpa della diffusione del contagio – si arriva ad attribuire al capitalismo l’origine scatenante del virus – e si prospetta per la nostra economia una politica industriale con la mano pubblica come prima attrice.

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4
Mag
2020

Il nuovo bill of Rights ai tempi del coronavirus

La diffusione della pandemia del coronavirus ha oramai alterato il rapporto fra le autorità che compongono la Repubblica e i cittadini italiani. Ad una condizione di ordinaria e già deplorevole soggezione dell’individuo, Stato, Regioni e Comuni hanno fatto seguire la riduzione ai mimimi termini dei diritti e delle libertà dei cittadini. La stabilizzazione del quadro epidemiologico, tuttavia, non rende più tollerabile da parte della società civile l’azione straordinaria e al limite della legalità costituzionale degli organi di governo dello Stato e della varie articolazioni della Repubblica.

Non si può tollerare nessun ulteriore deragliamento dai binari dello Stato di diritto. È tempo di rivendicare un nuovo Bill of Rights, perché la convivenza con il coronavirus non diventi l’occasione per incamminarci verso nuove forme di regimi illiberali.

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1
Mag
2020

La Costituzione non si sospende: il fine non giustifica i mezzi

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Massmiliano Siddi.

L’attuale momento di pandemia è decisamente grave e impone a ogni cittadino il dovere di collaborare costruttivamente alla gestione dell’emergenza.
Non è, dunque, in alcun modo nostra intenzione minare la credibilità di alcuna delle pubbliche autorità impegnate nei loro compiti né sottovalutare l’oggettiva difficoltà di esercitare questi ultimi in maniera adeguata.

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27
Apr
2020

Calmierare i prezzi delle mascherine: un’ordinanza inopportuna e illegittima?

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato l’avvio della nuova fase di contrasto all’emergenza da coronavirus. Tra le misure di questa cosiddetta fase “due” (che assomiglia, in verità, a una fase “uno” meglio organizzata), è stata annunciata anche quella di un calmiere dei prezzi di vendita al consumo delle mascherine facciali. Con ordinanza n. 11/2020 del Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, questo proposito è stato concretizzato, stabilendo che il prezzo finale delle mascherine chirurgiche non potrà essere superiore, per ciascuna unità, ad € 0,50, al netto dell’IVA. Questa scelta decisione può essere criticata tanto per un profilo sostanziale (economico), quanto per uno formale (giuridico).

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