29
Giu
2020

L’illegalità non denunciata produce demagogia che la alimenta

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Anna Monia Alfieri.

Il cittadino medio esige chiarezza e verità sulla solita storia per la quale tutte le scuole pubbliche paritarie sono dei postifici e dei diplomifici, scuole che rilasciano titoli di studio non attendibili, alterano le graduatorie statali, hanno bilanci non verificati, regalano i titoli di studio, non pagano gli stipendi al personale.

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21
Giu
2020

Scuole paritarie e «oneri per lo Stato»: cosa dice la Costituzione

Per il Movimento 5 Stelle il finanziamento statale alle scuole paritarie sarebbe impedito dall’art. 33 co. 3 Cost.: trattandosi di un onere “fiscale”, infatti, sarebbe “vietato” dall’inciso finale della norma richiamata, da quel «senza oneri per lo Stato», cioè, che segue al riconoscimento del diritto, in favore di enti e privati, di organizzare scuole e istituti di educazione. Il caso in esame è tra quelli in cui può misurarsi, con maggiore evidenza, il rischio di confondere l’attività di interpretazione delle norme (specialmente quelle costituzionali) con l’affermazione della propria personale visione di policy. Ma ammettere che scindere politica e diritto è difficile non significa anche dire che è impossibile. 

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16
Giu
2020

Quel malato rapporto fra Stato e individuo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Mario Gambilare

Terminologicamente, c’era qualcosa che non quadrava fin dall’inizio del delirio “gestione-pandemia”, nell’approccio con cui lo Stato trattava il rapporto tra sé medesimo e i propri contribuenti, in questo caso esercenti. Si riferiva ai famosi €600, infatti, in termini di bonus, espressione la cui connotazione premiativa veniva acuita da parte dei media ricorrendo ad “aiuto”. Se, poi, si verifica sul sito dell’INPS, ente erogatore ufficiale, si parla di “indennità”; da un punto di vista civilistico, trattasi quest’ultima del “corrispettivo, diverso dal risarcimento, erogato al soggetto che ha subìto un danno, indipendentemente da ogni accertamento di colpa”. Ma perché, nella circostanza in questione, mi chiedo io, non dovremmo parlare, invece, proprio di risarcimento, posto che il soggetto, identificato nel legislatore, la cui colpa è del tutto accertata, c’è ed esiste? E qualcuno mi smentisca se dico che non mi risulta che il barista dell’angolo abbia deliberato motu proprio di chiudere per tre mesi i battenti, per poi riaprirli a coperti dimezzati, per di più mascherato.

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11
Giu
2020

Per un approccio assicurativo e di mercato alla protezione delle imprese in caso di eventi catastrofici

E’ sotto gli occhi di tutto che all’irrompere della pandemia è immediatamente aumentata la domanda – e ovviamente l’offerta – di “pubblico”, in economia e non solo. Ciò è avvenuto in virtù degli immediati trasferimenti richiesti e concessi e a prescindere dagli annunciati programmi di “recovery”. Lo statalismo si è subito fatto baldanzoso, magari senza dichiararsi tale. Con una certa dose di cinismo verrebbe da affermare che i Piketty e le Mazzuccato non si sono fatti sfuggire l’occasione per cercare un appiglio alle loro costruzioni ideologiche.

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10
Giu
2020

Il rischio zero

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Rossi

A una settimana dalla riapertura dei confini regionali, continuano a moltiplicarsi gli appelli di politici e virologi sul coronavirus: “attenzione, non abbassiamo la guardia, continuiamo a mascherarci e stare distanziati perché non siamo ancora al rischio zero”. Il rischio zero. Ma di cosa parlano costoro? Da quando nella vita è possibile e auspicabile inseguire il rischio zero? La vita è assunzione di rischi o non è. Solo i morti non corrono più pericoli (a patto di non credere alla reincarnazione però).

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9
Giu
2020

Lettera aperta al Capo dello Stato

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Aldo Canovari.

Illustre Signor Presidente,

ascolto da sempre i suoi nobili discorsi alla Nazione.

La formula canonica di indirizzo “agli Italiani” – indistintamente a tutti gli Italiani -, se di certo è correttamente adottata in situazioni normali, invece in questi mesi in cui il nostro paese è flagellato dal coronavirus, è apparsa a non pochi inappropriata.

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8
Giu
2020

Volevo fare l’editore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Pierpaolo Pelò

Sono un autore di fumetti professionista deciso, o meglio, deciso fino a poco tempo fa, a diventare editore, prima di me stesso e poi magari di altri.

Abituato al regime della cessione diritti d’autore, che non comporta IVA, iscrizione alla camera di commercio e all’INPS, comincio a documentarmi sui vari annessi e connessi delle partite IVA tra i quali scopro la tassa sulle giacenze di magazzino, cioè…se ho dei libri invenduti, quindi una perdita, su quella perdita devo pagare una tassa?!

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