11
Giu
2020

Per un approccio assicurativo e di mercato alla protezione delle imprese in caso di eventi catastrofici

E’ sotto gli occhi di tutto che all’irrompere della pandemia è immediatamente aumentata la domanda – e ovviamente l’offerta – di “pubblico”, in economia e non solo. Ciò è avvenuto in virtù degli immediati trasferimenti richiesti e concessi e a prescindere dagli annunciati programmi di “recovery”. Lo statalismo si è subito fatto baldanzoso, magari senza dichiararsi tale. Con una certa dose di cinismo verrebbe da affermare che i Piketty e le Mazzuccato non si sono fatti sfuggire l’occasione per cercare un appiglio alle loro costruzioni ideologiche.

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10
Giu
2020

Il rischio zero

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Rossi

A una settimana dalla riapertura dei confini regionali, continuano a moltiplicarsi gli appelli di politici e virologi sul coronavirus: “attenzione, non abbassiamo la guardia, continuiamo a mascherarci e stare distanziati perché non siamo ancora al rischio zero”. Il rischio zero. Ma di cosa parlano costoro? Da quando nella vita è possibile e auspicabile inseguire il rischio zero? La vita è assunzione di rischi o non è. Solo i morti non corrono più pericoli (a patto di non credere alla reincarnazione però).

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9
Giu
2020

Lettera aperta al Capo dello Stato

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Aldo Canovari.

Illustre Signor Presidente,

ascolto da sempre i suoi nobili discorsi alla Nazione.

La formula canonica di indirizzo “agli Italiani” – indistintamente a tutti gli Italiani -, se di certo è correttamente adottata in situazioni normali, invece in questi mesi in cui il nostro paese è flagellato dal coronavirus, è apparsa a non pochi inappropriata.

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8
Giu
2020

Volevo fare l’editore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Pierpaolo Pelò

Sono un autore di fumetti professionista deciso, o meglio, deciso fino a poco tempo fa, a diventare editore, prima di me stesso e poi magari di altri.

Abituato al regime della cessione diritti d’autore, che non comporta IVA, iscrizione alla camera di commercio e all’INPS, comincio a documentarmi sui vari annessi e connessi delle partite IVA tra i quali scopro la tassa sulle giacenze di magazzino, cioè…se ho dei libri invenduti, quindi una perdita, su quella perdita devo pagare una tassa?!

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8
Giu
2020

Dopo il Covid, l’ingerenza dello Stato riguarda anche i marchi storici

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Leonardo Maria Seri.

Cambia il “Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale”: ora c’è il “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa” 

Il Decreto Rilancio (art. 43, d.l. 34/2020) interviene ancora sui marchi storici di interesse nazionale abrogando l’art. 185-ter del c.p.i, a circa un anno dalla sua introduzione con d.l. 34/2019 convertito con modif. in legge 58/2019. 

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3
Giu
2020

Se un’azione (non) vale un voto

Qualche nota sulle Multiple Voting Shares nelle quotate italiane

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Federico Riganti.

Tra le varie misure di protezione dell’imprenditoria italiana suggerite – nelle scorse settimane e in modo un po’ altalenante – dall’esecutivo, è circolata anche la proposta di introdurre il sistema del voto plurimo nelle società quotate. 

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1
Giu
2020

Test sierologici in Lombardia, una scelta incomprensibile

La Lombardia è la regione che più di tutte nel nostro paese ha subito le conseguenze negative del diffondersi del covid-19, con poco meno di 90.000 contagi e circa 16.000 morti (su totali nazionali di circa 233.000 e 33.000, rispettivamente). Dal momento che la Lombardia è anche la regione che più si distingue dalle altre per modello sanitario regionale adottato, non stupisce che tale modello sia ora finito sotto accusa. La specificità del sistema sanitario regionale lombardo, è bene ricordarlo, non sta tanto nella diffusione del privato tra gli erogatori di servizi sanitari (più diffuso in altre regioni, come Lazio e Campania), quanto piuttosto su due principi intorno a cui dal 1997 si è sviluppato il sistema regionale: la libertà di scelta del paziente e la netta distinzione tra le competenze di erogazione del servizio, in capo a operatori pubblici e privati in concorrenza tra loro, e quelle di controllo e finanziamento, in capo alla Regione e alle Agenzia di Tutela della Salute. Prima della pandemia, questo sistema si distingueva per l’elevata attrattività delle sue strutture (dalle altre regioni e dall’estero) unita a un efficiente utilizzo delle risorse, con un’incidenza della spesa pubblica sanitaria sul PIL regionale inferiore al 6%. Oggi, l’apparente fallimento nel contrastare il dispiegarsi del virus dà vigore alle argomentazioni di coloro che vorrebbero cambiare questo modello o  centralizzare le competenze sulla sanità a livello nazionale.

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1
Giu
2020

La burocrazia non è un virus (per una diagnosi corretta del problema)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Matteo Repetti

Premessa: avete mai sentito qualcuno – soprattutto in questi ultimi tempi tribolati – esprimere un’opinione genericamente a favore della burocrazia? E tuttavia, avete per caso avuto la percezione che il fenomeno burocratico, la pervasività degli uffici pubblici, delle procedure, dei pareri, dei subprocedimenti, dei rimandi, delle fasi integrative d’efficacia, e via discorrendo, abbia registrato – non si dice un’inversione di tendenza – ma un qualche semplice rallentamento?

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