14
Mar
2012

Ohoh, anche Berlino fallisce l’obiettivo di deficit…e se in Francia…

Leggete qui. Der Spiegel ci informa che  anche la rigorosissima Germania fallisce i suoi obiettivi di rientro del deficit pubblico. per carità, è pora roba nel 2011, quando secondo autorevole Isttuto di Colonia per la Ricerca Economica sono in realtà stati adottati tagli reali solo di 4,7 miliardi di euro rispetto ai 6,1 annunciati. Ma per il 2012 ne mancano ancora più della metà dei 19,1 miliardi annunciati, mentre il budget per il 2013 è previsto entro fine di questo marzo, e dei tagli pluriennali annunciati per l’anno a venire meno di un terzo sono stati identificati e predisposti. Ci sono due modi di guardare alla cosa. Il primo è accusare i tedeschi di due pesi e due misure, visto che la Spagna  che ha sfondato di 2,5 punti di Pil il limite del 6% di deficit pubblico previsto per il 2011 dal programma pluriennale di rientro, all’Ecofin appena concluso è stata costretta a scendere nel 2012 al 5,3%, il che implica altri 3,2 punti di Pil di tagli e aggravi fiscali anche quest’anno, dopo due anni in cui la Spagna ha varato quattro manovre molto ma molto restrittive. Il secondo è quello di tenere gli occhi aperti su che cosa succede alle presidenziali elezioni francesi, primo turno il 22 aprile e ballotaggio due settimane dopo. La domanda che vorrei farvi, prima di dirvi come la penso io nei prossimi giorni, è questa: preferireste una vittoria del socialista Hollande che annuncia la riscrittura del trattato franco-tedesco e quella del fiscal compact in nome di più Stato e più deficit rispetto al suo rientro brutale e rapido? In questi giorni, ho scoperto che a tifare Hollande in Italia sono tanti, sia a sinistra uil che è ovvio a partire da D’Alema, sia a destra anche se non lo dicono, sia tra chi a prescindere dalla scassatissima politica italiana pensa invece che comunque il fiscal compact non risolve niente, e poiché la LTRO della BCE è un palliativo per prendere tempo ma non risolve i problemi, tanto vale che qualcuno dia una botta al rigore oland-finnic-tedesco. Sono curioso di sapere comma la pensano i lettori del nostro blog.

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45 Responses

  1. Luca

    Tanto tempo fa l’Europa si diede l’obiettivo di diventare l’area economica più competitiva del mondo.

    I bilanci vanno tenuti a posto, ma se non rimettiamo seriamente in pista certi obiettivi ciò non basterà a garantire ricchezza e prosperità al nostro futuro. E il destino dei primi della classe non è indipendente da quello dei più “asinelli”.

  2. andrea

    Che LTRO sia un palliativo è chiaro, ma non può certo essere che con più deficit e stato si esca da questa situazione. La strada è casomai, come sostiene lei signor Giannino da anni, meno, meno tasse, meno debito e più serietà e rigore nei conti pubblici. Io penso che della Germania ci debba fregare poco, perchè sono seri, hanno credibilità e sanno il da farsi, siamo noi ( o meglio i nostri politici con le loro dichiarazioni) che non riusciamo a capire quali sono i nostri veri problemi o non vogliamo ammetterli. Per quel che riguarda la Francia, il programma di Hollande è agghiacciante, è esattamente ciò che non bisogna fare, tra tasse, pensioni e deficit. Però che questi ultimi sviluppi europei non convincano è condivisibile, d’altro canto come potrebbero?non affrontano i problemi strutturali europei, ossia una moneta unica senza mercato unico,senza politiche comuni e con divergenze enormi tra i diversi stati.

  3. Marco Tizzi

    Posto che faccio fatica a farmi un’opinione su elezioni estere perché l’informazione è molto rarefatta, soprattutto non parlando la lingua.

    Però ho letto l’intervista a Hollande sempre sullo Spiegel e mi sembrava, sinceramente, molto sensato nelle risposte: la richiesta era di includere nel fiscal compact delle misure espansive, siano esse “project bond” o altro.

    Di sicuro non mi va bene una rielezione di Sarkozy perché non mi pare per nulla esponente di una destra liberale e non mi piace per nulla che ci siano due Paesi che vanno a fare i maestrini a casa degli altri senza occuparsi di quello che accade entro i propri confini.

    Perché continuiamo a dimenticarci che l’Handelsblatt, non certo la versione tedesca de “il Manifesto”, ci ha detto che Frau Merkel nasconde il vero debito pubblico tedesco, che ammonterebbe a 7000 (settemila) miliardi e che è il cancelliere che più di tutti l’ha pompato. Quindi di che stiamo parlando?

    Di prese per i fondelli, perché stanno imponendo un’austerità basata sul carico fiscale che non può funzionare. Ho fatto i conti e le tasse che pagherò quest’anno sono al di fuori di ogni razionalità.
    E non venitemi a dire che alla Merkel andrebbe bene che noi tagliassimo spesa pubblica e tasse perché tutto vuole la Germania tranne un’Italia competitiva.

    Ci vorrebbe meno sovranità nazionale, mercato davvero unico, istituzioni europee che sostituiscano quelle nazionali. Ma non succederà mai, perché gli attuali leader non hanno una visione che vada al di là del dopodomani e dell’orticello di casa.

    Allora ben venga qualcuno che scompiglia le carte: tanto Monti ha dimostrato che i privilegi statali non vengono toccati, ma poi non si trovano i soldi per le riforme che servono, che un minimo di liberalizzazione non si riesce a fare e che lo Stato diventa sempre più grasso e coercitivo.
    Stante così le cose, lasciamo fluire i debiti pubblici e pace, così almeno non ingrassa a spese nostre: saremo in buona compagnia nel mondo.

  4. Lucas

    Sarkozy lo detesto.
    MA Hollande rischia di mandarci a gambe all’aria.

    Diciamo così:
    Preferisco Hollande se in realtà guida DSK e hollande fa la marionetta.
    Se no Sarkozy.

  5. Orazio

    Si attua quanto previsto da John Adams (secondo presidente USA) che disse:
    “Ci sono due modi per schiavizzare una Nazione: uno è con le spade, l’altro con il debito.”
    Il resto è solamente corollario!

  6. Marte

    eee…….. io vorrei sapere quanto mi costa in più l’Istituzione Unione Europea. Sapete, abbiamo….. per ordine: Comuni, Province, Regioni, Stato, Unione Europea. Chi paga? Chi guadagna da tutto ciò? L’Unione Europea era un grande progetto Politico che è diventato solo una questione di soldi?

  7. luciano pontiroli

    @Orazio
    Per contrarre debiti bisogna essere in due: il debitore ed il creditore. Di solito, il primo vuole indebitarsi, mentre il secondo glielo permette solo se si fida di lui (crede in lui).
    Forse Adams parlava d’altro.

  8. Marcello

    Certo che la spesa deve restare sotto controllo e soprattutto misurarne le produttività, ma quando ci preoccuperemo di far crescere l’economia europea?
    Dopo l’ossessione per la stabilitá delle finanze pubbliche, a quando l’ossessione per la crescita con una politica economica comune con principi fiscali e leggi regolatorie dei servizi uguali in tutti i paesi dell’euro??
    In fondo in fondo quest’idea di Europa così rigida non ha fatto un gran bene a nessuno, escluso i tedeschi!

    Vivremo da malati per morire sani???

  9. LucaS

    La mia potrebbe sembrare una risposta assurda o paradossale, ma sono assolutamente serio:

    Le elezioni francesi sono quasi comiche, se non fossero tragiche: in pratica il candidato della sinistra che quasi sicuramente vincerà ha il programma economico di Nicky Vendola che contraddice in toto (oltre che l’ABC dell’economia e della finanza) tutta la politica europea e le intere raggiunte tra i vari paesi… Il candidato che viene definito di “destra” (se cosi possiamo dire) ha un programma economico abbastanza simile, e ciliegina sulla torta quello di “estrema destra” ha un programma ancora più orientato verso il socialismo-reale…. In Francia manca totalmente il benchè minimo pensiero liberale… per certi versi è quasi peggio dell’Italia, quindi chiunque vinca è del tutto indifferente: socialismo reale è e sarà il loro modello! Comunque dovendo scegliere dico Hollande: con le sue politiche folli accelererà ulteriormente il crollo definitivo (comunque già in corso) del socialismo-reale francese che verrà spazzato via (spero il prima possibile) dai mercati…. sempre che la BCE come al solito coi suoi giochini delle tre carte non lo tenga in vita artificialmente truffando il mercato vero!

  10. LucaS

    X Oscar

    Non crede che i fondamentali economici della Francia siano estremamente negativi? Io intendo soprattutto “in prospettiva”… quindi più che leggerli e fare paragoni occorrerebbe “interpretarli”. La Francia potrà anche avere indicatori sulla carta migliori di altri paesi, ma gli altri stanno ristrutturando i loro sistemi economici uscendo dal 900′ come direbbe Ostellino, mentre in Francia questo non sta assolutamente avvenendo e anzi sembra che vogliano ulteriormente rafforzare, piuttosto che iniziare a smantellare, il loro socialismo reale. In Francia non c’è assolutamente la consapevolezza della necessità di questo cambiamento… figuriamoci un consenso dell’opinione pubblica e una maggioranza politica per attuarlo davvero concretamente… quindi penso che nel giro di alcuni anni sarà proprio la Francia ad essere presa di mira dai mercati…..

  11. Francesco P

    L’Europa è un continente le cui nazioni soffrono tutte di “spendite pubblica” e di “burocratite”. La Germania non fa eccezione e, sinceramente, fa un po’ ridere che un malato che ha 39 di febbre faccia le pulci agli altri malati con una temperatura di 40 gradi. Non è il caso di sbeffeggiare gli altri malati perché i tedeschi non sono poi questi “mostri sacri” di efficenza, a dispetto di come li dipinge l’iconografia ufficiale.

    Il fatto segnalatoci da Giannino deve farci riflettere sulle reali debolezze del sistema politico ed economico europeo. Il mancato conseguimento degli obbiettivi di bilancio indica la difficoltà della Germania di agire con efficacia nella direzione del contenimento della spesa pubblica in una fase del ciclo economico caratterizzata dal rallentamento e/o stagnazione a livello mondiale e dalla recessione in Europa.

    Il sistema industriale tedesco soffre particolarmente del fatto che la maggior parte dell’export avviene verso gli altri Paesi Europei. La Germania soffre particolarmente anche per via del default greco e dei conseguenti interventi per salvaguardare il proprio sistema bancario/finanziario ed industriale.

    La crescita maschera i sintomi delle due pericolose malattie. La riduzione della crescita e, peggio, la recessione, fanno emergere impietosamente una grave difficoltà nel rispettare gli obbiettivi di bilancio.

  12. Paolo

    E’ evidente che è molto meglio Hollande, che rinegozierebbe completamente i folli trattati imposti dalla Germania con il fiscal compact che porteranno solo recessione e mai la crescita, peggiorando sempre di più la situazione.
    Ha pienamente ragione a tassare al 75% i redditi oltre il milione di €, faccendo così pagare le tasse a chi ha i redditi altissimi e non causando recessione. Andrebbe introdotta anche in Italia, anche per redditi più bassi, eliminando invece l’IMU sulla prima casa che è una vera rapina di Stato: come può una persona con redditi bassissimi pagarla?
    Monti ha introdotto una patrimoniale mascherata che è peggio di una vera, visto che non prevede una soglia alta d’esenzione che invece in Francia è prevista.
    Invece da noi Monti vuol fare l’esatto contrario riducendo le dirette per alzare le indirette, oltre che essere non equo provocherà solo il peggiorare della crisi. E’ la classica medicina che ammazza il malato.
    Ma forse Monti lo fa perchè così risparmia 15000 € per ogni punto in meno di IRPEF? E questo non è conflitto di interessi?

  13. Paolo

    Infatti le tasse devono essere fatte pagare a chi ha i redditi, introducendo magare un contributo di solidarietà progressivo da 1 a 10 punti, a partire dai redditi sopra i 120 mila €, così pagherebbero anche gli sportivi che hanno gli stipendi netti.
    Si potrebbero così ridurre le tasse sulla benzina, evitando di mettere l’Iva sulle accise e faccendola diventare fissa oltre una certa soglia.
    E il debito pubblico si riduce vendendo il patrimonio pubblico e con la crescita visto che è valutato in rapporto col PIL, non alzando le tasse, come anche un bambino sarebbe capace a fare, senza bisogno dei prof.
    E se lo dico io che non sono di sinistra…

  14. Stefano

    …. continuo a chiedermi perchè l’Europa deve concentrarsi sul taglio del debito invece che sulla crescita, mentre USA e Giappone convivono da anni con parametri economici a valori che da noi sono considerati non indici di febbre alta, ma addirittura di una agonia avanzata.
    Sicuramente un debito crescente è preoccupante, sicuramente una spesa eccessiva è da correggere a partire da tutte quelle rendite di posizione clientelisticamente concesse, sicuramente l’evasione fiscale è da combattere, ma lo scopo dello Stato è il benessere dei cittadini ….. non l’impoverimento della popolazione per aderire a regole puramente contabili, o no ??

  15. Davide Gionco

    Io trovo che i nostri dirigenti europei siano in preda ad una isteria collettiva.
    Sono solamente concentrati a mettere a posto i conti finanziari senza alcun riguardo per la realtà dell’economia reale.

    Eppure è così evidente che la rappresentazione finanziaria non ha nulla a che vedere cona la realtà.

    Prima considerazione, economica.
    Se a casa mia c’è del lavoro da fare (ad esempio coltivare l’orto)e ci sono delle persone disoccupate ci si organizza e le persone disoccupate vanno a fare quel lavoro.
    Alla fine in casa mia saremmo più ricchi e tutti potrebbero usufruire dei frutti dell’orto.
    Perchè in una nazione non si fa la stessa cosa?
    Chi se ne frega dei conti finanziari.
    La finanza deve essere uno strumento per accompagnare lo sviluppo dell’economia reale, non un mondo che vive di se stesso.
    A casa mia la finanza potrebbe ridursi a questo: guardate che se voi disoccupati venite qui a coltivare l’orto, domani ci sarà da mangiare per tutti.
    La finanza dovrebbe essere lo strumento che regola il patto di scambio di lavoro (beni e servizi) fra i membri della famiglia (la nazione).

    Secondo considerazione, finanziaria.
    Mettiamo l’Italia dentro ad una scatola chiusa e facciamone un bilancio in euro.
    Gli euro che ci scambiamo fra di noi, in Italia, non entrano e non escono.
    Neppure gli euro che lo Stato raccoglie con le tasse e usa per pagare le sue spese non entrano e non escono.
    Dove sono le uscite di euro?
    Gli euro che escono dal territorio italiano sono quelli consumati dallo sbilancio dei pagamenti verso Euroland (specie la Germania). Si tratta di circa 1% di PIL all’anno (0.01*1500 = 15 miliardi) di perdite, più il pagamento degli interessi dei titoli di stato posseduti all’estero. Gli interessi sono il 5% del debito (0.05*1900 = 95 miliardi, di cui 40% in mano a stranieri = 38 miliardi).
    E da dove entrano gli euro?
    Considerando che non possono entrare dall’attivo della bilancia commerciale (che p in passivo), l’unica entrata possibile è l’emissione di nuovi titoli di stato, andando ad incrementare il debito dello Stato.
    Ma allora: perchè tutta questa paura di aumentare il debito?
    Se lo Stato tiene a zero il deficit (senza emettere ulteriori titoli oppure compensando con l’aumento delle entrate fiscali le nuove emissioni di titoli), allora avremo una perdita annua in euro pari a 15+38 = 53 miliardi di euro, pari a -3.5% di PIL ogni anno, quindi con l’obbligo di una crescita reale (nonostante tutte le vessazioni dello stato) di +3.5% per non andare in recessione.
    Se lo Stato accettasse di aumentare il debito di +3.5% annuo di PIL, allora avremmo una incidenza di zero sulla crescita da parte dello Stato, e il settore privato potrebbe giocarsi le sue carte per fare riprendere la crescita.
    Se, infine, lo Stato accettasse un aumento del deficit superiore al 3.5%, allora lo Stato darebbe un contributo positivo, grazie ai suoi consumi, alla crescita del PIL.

    Gradirei davvero avere un commento di Giannino a queste considerazioni.

  16. Paolo

    @Stefano
    In Giappone e USA la crescita è superiore all’Europa e quindi il rapporto debito Pil è più basso e sostenibile. Senza l’euro ci sarebbe stata una svalutazione con l’emissione di nuova liquidità (come fanno gli Usa che continuano a stamapre moneta) avrebbe favorito la ripresa.
    L’€ doveva essere il punto di arrivo e non di partenza: è come fare una casa partendo dal tetto.
    Insomma questo € fatto così male ci ha rovinato e favorito i padroni tedeschi che dopo oltre 70 anni hanno ottenuto di comandare tutta l’Europa.

  17. Andrea

    Con tutto il rispetto e sinceramente, nessuna dele due ipotesi mi piace perchè parto dal presupposto che nessuna soluzione può funzionare finchè non ci si libera della tremenda (dis)unione neuropea e della sua moneta nata morta (e per di più privata). Al di la delle belle parole al vento che ancora circolano, proprio noi italiani dovremmo sapere meglio di tutti quanto sia assurda la pretesa di centralizzare il governo economico (e non solo) di tutti gli stati europei, noi che in 150 anni non siamo riusciti a mettere d’accordo nemmeno 20 regioni (o tre macroregioni se vogliamo), non per incapacità ma probabilmente perchè è impossibile. E questo senza voler infierire discutendo della democraticità inesistente delle istituzioni neuropee, che sono chiaramente informate ai principi marxisti e quindi fallimentari.

  18. Paolo

    @Andrea
    Per forza che l’€ è nato morto col cambio assurdo che ci è stato imposto, non si può svalutare e la BCE non è prestatore di ultima istanza come lo sono tutte le altre banche centrali. Ma lo sapevamo dove ci andavamo a cacciare?
    Mi pare che solo Cossiga e Bossi avessero previsto nel 1998 che era la moneta dell’alta finanza europea e non del popolo: i paesi se non hanno più una propria moneta, senza una vera unione fiscale, sono destinati a perdere sempre più sovranità.
    A questo punto solo, se vince Hollande, cambia qualcosa.
    E il bello è che io non sono di sinistra…

  19. GIUSEPPE

    io sono un elettore di destra, ma spero che in francia vinca il candidato socialista. ( si avete capito bene). lo spero perchè l’asse merkel- sarkozy ha imposto una politica economica fallimentare, ha affamato un paese come la Grecia, ha ridotto l’europa a un direttorio dove 2 paesi decidono e gli altri devono eseguire, ma quando poi bisogna applicare quelle regole nei loro paesi, questi 2 illustri signori se ne dimenticano e continuano a fare i loro comodi.

    p.s. spero di farmi una bella risata quando Sarkozy lascerà l’eliseo

  20. adriano

    Preferirei Hollande.Non per i suoi programmi.Non perchè sia socialista.Per cambiare chi non ha governato bene.La democrazia dovrebbe servire a questo.Per quanto riguarda il fiscal compact o la sua revisione,entrambe le ipotesi non mi piacciono.Preferirei che qualche politico proponesse il ridimensionamento dell’ ingerenza europea.Visto che l’unione politica è possibile solo nei sogni,limitiamola ai rapporti commerciali e ritorniamo alle sovranità nazionali.Chi vuole mantenere l’apparato inutile e costoso se lo paghi.Tutte le volte che vedo certi personaggi che rivestono importanti incarichi europei mi viene da vomitare.Ma chi sono costoro e perchè sono abbonati a vita a ricoprire cariche pubbliche senza che nessuno li abbia eletti?Torniamo alle sane politiche nazionali e lasciamo perdere tutto questo ciarpame legato all’euro.Tanto i problemi sono noti ed anche le soluzioni.Preferisco che a prenderle sia il popolo nella sua autonomia che un apparato avulso me le imponga con procedure incomprensibili e contrarie alle mie convenienze.

  21. Stefano

    Debito / PIL Giappone ca. 230%
    Debito / PIL USA (considerando anche quello dei singoli Stati così come in Italia-Europa si è soliti fare) ca. 150% …. ma gli investitori comprano il loro debito. Da noi no ? Xchè ? Sono stupidi gli investitori ? Sono apprendisti stregoni ????

  22. Francesco P

    @Paolo
    Pia illusione “…se vince Hollande, cambia qualcosa”. Neppure se vincesse la signora Marina cambierebbe qualcosa perché l’estrema destra francese è anch’essa fortemente statalista come da noi la Lega (sì, predicano bene, ma poi scopri che sono per far crescere il pubblico al Nord, altro che federalisti). Purtroppo in Europa non si sono ancora espresse forze genuinamente liberali e senza un radicale mutamento morale e politico non ci si può attendere che l’Europa riprenda la via della crescita.

  23. john galt

    Mollare adesso con il rigore significa ridare fiato ai peggiori istinti dei soliti quattro politicanti. Adesso che ci siamo imbarcati, conviene andare avanti così, maledicendo chi ci ha costretti a tutto ciò. Ovvio che quello che Monti sta facendo è poco, visto che non ha palle per tagliare la spesa, ma la rabbia della gente sta montando e grazie a ciò ridurre le uscite sarà progressivamente più facile. Tornare indietro adesso sarebbe un suicidio e, comunque, le tasse difficilmente scenderebbero, visto che i politici difficilmente rinuncerebbero ad abbondanti entrate e potrebbero ingannare gli italiano ricominciando a fare andare gli sprechi.a

  24. luigi zoppoli

    La crisi finanziaria e la vicenda greca sono un giochino tutt’altro che chiuso e la guardia alta sulle finanze pubbliche non sarebbe male senza che questo escluda la coalizione del rigore. La Francia senza necessità di Hollande fa e farà qel che le pare avendo perfino istituzionalizzato 5000€ di sussidi per ogni auto elettrica che Renault sta per introdurre nel mercato. Il punto sta nel vedere cosa diranno/faranno i paesi che hanno pesantemente corretto le loro finanze ma non riesco a considerare negativa la stretta italiana per quanto discutibili ne siano le modalità.

  25. carlo

    hollande . ma consiglierei a tutti per godersi la partita in tribuna d’ onore di converitre i propri assets in dollari. non vedremo in giro l’ euro ancora per molto . o comunque nona questi livelli.

  26. lucio

    Roma Polo-Roma Ulivo…. Il mega stato moderno, roba mai vista! si pappa più del 50% del PIL. Non sarà che è in crisi quel modello economico lì? Socialismo selvaggio!

  27. Logos

    @Stefano
    In Giappone andrà a finire in lacrime, dopo trent’anni è finito nel club illustre dei grandi paesi con deficit commerciale (USA; UK; FRANCIA; ITALIA; SPAGNA). Gli USA e gli UK, non sono proprio degli stregoni o dei geni della finanza, stampano semplicemente moneta per acquistare “carta”. Proprio in questi giorni il ministro delle finanze britannico ha proposto l’emissione di un mega bond a 100 anni. Debito ammazza debito, insomma. Da noi il lavoro sporco lo stanno facendo le tanto vituperate banche, visto che la BCE per statuto non può fare quanto la FED e Bank of England possono fare. Chi pagherà il conto? Semplice. I fannulloni, i bamboccioni e le giovani generazioni con una tassazione abnorme e che andranno in pensione con il metodo contributivo (30-40% di uno stipendio miserrimo). Dopo la cura Thatcher, ho visto, visto che ci ho vissuto, molti pensionati, gente perbene, vivere in roulottes negli UK. Con 100 pound alla settimana e la council tax (nostra IMU) da pagare (2000 pound all’anno) è difficile tirare avanti anche e soprattutto in un paese civile. A tutti quelli che giocano a fare i liberisti e che vomitano epiteti verso il prossimo, chiederei solo di riflettere. Di questa gentaglia ne conosco uno, lobotomizzato dal populismo di questi anni, che spesso frequenta questo blog e che non sa di essere assistenzialista suo malgrado.

  28. Logos

    @Paolo
    Mi scusi, ma lei lo sa come è stato stabilito il cambio con l’euro?
    Da come parla mi sembra proprio di no. Al cambio (fisso) un euro vale quasi 2 marchi (1,95583), il quale all’entrata in vigore della moneta unica veniva scambiato a 989,999 lire. Moltiplichi 989,999 x 1,95583 ed otterrà il fantomatico cambio-Prodi 1936,27.
    Non credo che l’opposizione, quella poi, sarebbe riuscita a fare meglio.
    Se poi vogliomo continuare con le minkiate complottiste dell’euro, delle banche (che in Italia sono controllate dalla politica mediante le fondazioni. L’esempio più illustre è il caso del Monte Paschi di Siena, dove appunto il Comune di Siena e la Provincia hanno le loro belle poltrone da spartirsi)…faccia lei

  29. dante_5

    Non so se qualcuno ha letto l’ultima news…Il nostro debito pubblico a gennaio è arrivato AL RECORD, salendo rispetto al mese precedente di 37 miliardi di €…poi c’è chi si affanna a spiegare che è un tecnicismo dovuto all’incremento di riserve in Banca Italia a gennaio…”Può” anche darsi ma fin dagli albori della Manovra Monti ho sostenuto che – azzoppando più che la crescita l’economia reale in modo criminale – avrebbe certamente portato in non molto tempo ad un incremento del rapporto debito/PIL. Ora, se il PIL sarà certamente in calo nel 2012, ed il debito, lungi dallo scendere, sale, cosa fa il rapporto debito/PIL? Sembra una domandina facile, ma 40 professoroni a Roma non sono stati “in grado” di intuirlo.
    Tornando al tema principale, in Francia sicuramente hanno più riserve di viveri rIspetto a noi ma se dura l’inverno non so chi ne esce peggio. Intanto, è comunque vero che – per l’insipienza delle “classi dirigenti” italiane, politici, industriali e professori tutti nel mazzo – i francesi hanno fatto una bella razzia stile Napoleone en Italie, a cominciare da Parmalat e dalla cassaforte di oltre un miliardo di euro, che ha già preso da un pezzo la via di Pa

  30. dante_5

    Dicevo sopra prima di schiacciare un tasto non voluto di invio del commento che i soldi di Parmalat sono già da un pezzo a Parigi, Alitalia sarà il prossimo boccone ma era meglio cederla a Spinetta e C. quando c’erano anche i debiti, che ora invece sono finiti sul conto di Pantalone (a proposito di debito pubblico, anche), poi pure nella moda hanno preso la loro parte (Bulgari, Gucci). Certo, il nazionalismo in economia è anacronistico, però difficilmente “l’economia reale” italiana uscirà bene da queste vicende – per esempio Parmalat comprerà il latte sempre di più in Francia, ecc. Quindi, come la Germania che ha visto migliorare la sua competitività con la svalutazione dell’euro, anche la Francia sta approfittando dei problemi dell’Italia per alleviare i suoi. Vuoi vedere che alla fine paghiamo il conto noi per tutti?

  31. Jacopo

    Ovviamente Sarkò! Per quanto sia antipatico e populista/dirigista, come qualunque politico francese, è sicuramente più affidabile del candidato Socialista. Ricordo dai libri di storia che la Francia è il paese che più si ribellò contro tagli di spesa pubblica o aumenti di tasse, in pratica qualsiasi misura di austerity. Penso che quindi serva, per lo meno, un rappresentante politico che non sia troppo incline ad accontentare le richieste della pancia (Parigi), ma piuttosto si renda conto che la stabilità europea passa proprio per la stabilità della seconda economia dopo quella tedesca. Ricordo anche che Sarkò ha comunque ridotto il perimetro dello Stato francese, cedendo quote delle aziende pubbliche, anche se comunque rimane secondo solo all’Italia come presenza nelle più grandi aziende nazionali. Quindi anche se non è la Thatcher sicuramente è meglio di un novello Mitterrand.

  32. Paolo

    Certo che con Hollande cambierebbe tutta la politica europea tanto che è temutissimo da Merkel e Monti in primis. Rinegozierebbe il fiscal compact e favorirebbe la crescita riducendo le imposte indirette, con il rilancio dei consumi faccendo salire il PIL e aumentando l’IRPEF al 75% sopra il milione: questa è l’equità.
    Quindi in Italia Monti verebbe mandato via e si tornerebbe al voto già quest’anno, visto che sta faccendo solo disastri col crollo del PIL, i super aumenti della benzina, l’aumento dell’IVA e la volontà di ridurre ‘IRPEF, che andrebbe invece aumentata per i redditi alti. Ma vi rendete conto che in Italia con l’IMU fanno pagare le tasse anche ai poveracci che hanno solo la prima casa e hanno solo 500€ al mese? Come faranno a pagarla? Questa sarebbe l’equità?

  33. @Paolo
    L’equità è pagare tutti nella medesima proporzione. Far pagare le persone in modo progressivo non è equità, ma squallido esproprio. Ciò detto, il punto non è la solita tiritera che qualcuno non può pagare l’IMU perché vive con 500 € al mese e bla bla bla. Il punto è che nessuno deve pagare l’IMU perché quest’ultima è una porcata. Finché daremo per scontato che lo Stato può decidere tranquillamente della nostra libertà tassandoci a piacere, in nome della fornitura di servizi che non è in grado di fornire né in qualità, né in economicità, allora continueremo ad avere nel mirino falsi obiettivi, del tipo “lui, poverino, non ce la può fare a pagare le tasse”. Ciò è un falso obiettivo, perché equivale a dire “lui, poverino, non ce la fa a farsi derubare da un fisco canaglia”. L’ingiustizia non sta nel fatto che l’IREF dei ricconi non viene aumentata, ma nel fatto che un apparato fuori controllo ci succhia il sangue.

  34. LucaS

    X Paolo

    Lei non ha ancora capito che in Francia non c’è il muro di Berlino e che i ricchi se ne andrebbero via pagando a quel punto zero! E’ incredibile vedere come si arrampica sugli specchi pur di non ammettere che ci sono milioni (si ha letto bene ho scritto MILIONI) di statali totalmente inutili ed è ora che la smettano di farsi mantenere forzosamente dai privati produttivi visto che questi stanno chiudendo…. se ne rende conto o è chiedere troppo? Wake up please!

  35. Paolo

    @John Galt
    Certamente, la soluzione migliore è ridurre la spesa improduttiva dello Stato, ma qui il problema è che aumenta anche per le false riduzioni dei costi della politica, come quella che gli ex Pres. Senato mantengono i privilegi e vitalizi per ancora 10 anni.
    E’ ovvio che a nessuno piace pagare le tasse, ma almeno devono essere eque.
    E’ la Cost. che prevede la progressività della tassazione, così chi ha di meno paga meno di chi ha di più.
    Ma lo sapete che in Francia Ancelotti al PSG guadagna 6,5 milioni di € netti all’anno? Quindi lui pagherebbe con Hollande oltre 9 milioni di € di tasse, che sarebbe una bella equità.
    L’IMU di Monti è un rapina perchè tassa le prime case e triplica quello che si pagava sulle seconde, prendendossi il 50% dai comuni. Come faranno le persone senza reddito a pagarla? Dovranno vendere la nuda propietà o andare dagli usurai.
    E’ comunque assurdo tassare il patrimonio visto che uno le tasse le ha già pagate sui guadagni che ha maturato e quando compra casa, con mille sacrifici, ha già pagato le imposte.
    E l’aumento dell’IVA rovina di nuovo i più poveri. Quindi finiamola di dire che Monti fa manovre eque.
    Fa invece il suo interesse, dei ministri super ricchi e di Berlusconi. Ma lo sapete che Monti non alzando l’irpef per i redditi alti, molto più equo di cosa ha fatto e senza effetti recessivi, risparmia ben 15 mila € per ogni mancato punto di aumento. Questo si chiamo conflitto di interessi.

  36. Paolo

    @LucaS
    Appunto perchè Monti non interviene su questi statali parassiti? Brunetta aveva migliorato la situazione.
    Non è così facile cambiare nazionalità, sopratutto per i professionisti e i manager che con gli sportivi sarebbero i più colpiti. Già nei super liberal USA c’ere un aliquota max al 90%.
    Le società non sarebbero colpite in quanto non si parla di IRES, ma di IRPEF.

  37. Paolo

    La vittoria di Hollande sarebbe un segnale forte dato contro l’europa dei banchieri e dell’alta finanza, mandandogli un chiaro e netto messaggio di rifiuto contro la loro politica recessiva che blocca la crescita e tassa il ceto medio-basso e non i ricconi, che trasfericono tutto nei paradisi fiscali.

  38. Alberto Mag

    Io penso che l’Italia da sola non sia in grado di attuare politiche adeguate. La nostra storia ci insegna che siamo incapaci di autoguidarci, che ci vuole qualcuno che ci imponga le cose (e con il quale prendersela, così possiamo coltivare l’arte del mugugno tipicamente italiota). Detto questo certamente abbattere il debito attraverso una massiccia opera di dismissione del patrimonio pubblico (ivi compresi i patrimoni di partiti e sindacati) è questione dirimente per smobilizzare risorse necessarie per abbattere (non ridurre, abbattere) le tasse, creare percorsi di crescita mirati (la fine del mito di tantissime micro imprese che creano occupazione, forse, ma non sviluppo, perchè non hanno semplicemente le risorse per crescere) che consentano di operare senza l’affanno dei parametri europei e crearsi una politica italiana vera, con le giuste alleanze. Tanto, mi pare chiaro, l’Europa non è più quella che era stata pensata. La Germania, in primis, la considera un “taxi” per operare secondo i propri disegni, che sono chiarissimi: ha fatto pagare a tutti unificazione e allargamento con il quale si è creata un nuovo mercato interno e, soprattutto, un mercato di fornitori a basso costo alternativo a quelli storici (Italia in particolare). Con questo può puntare, avendone le capacità e la “vision”, ai mercati futuri, che non sono l’Europa ma il resto del mondo (analisi di Giannino sul mercato automotive docet). Per cui usiamo anche noi il “taxi” europeo, ma prima dobbiamo essere in grado di prenderlo.

  39. Stefano

    ….ma siamo proprio sicuri che “stampare moneta” sia proprio sbagliato ??? Non è forse che con il velocizzarsi ed il virtualizzarsi dei movimenti del denaro siamo in un diverso stato della finanza, per il quale cercare di applicare pedissequamente le regole che valevano prima equivale un po’ a cercare di applicare le tecniche della fisica dei solidi ad una materia che è ora invece nello stato liquido o addirittura aeriforme ??

  40. alberto

    Di cose ne abbiamo già scritte anche troppe, sulle cazzate fatte dalla Trika europea, sui debiti sovrani, sugli squilibri commerciali nel decennio, a favore della Germania, di perdita di competitività e di tante altre evidenze; Hollande spero che servirà semplicemente per accelerare l’ unificazione politica e finanziaria dell’ area, che non può sopravvivere, come dice anche lei, in queste condizioni, o viceversa ad accelerare la exit strategy (morbida o hard) dalla attuale gabbia dell’ Euro scemo.

  41. Stefano

    …anche le norme stupide bisogna saperle fare: per uno Stato come l’Italia, invece che per 20 anni rimborsare il 60% dell’extra debito che ci troviamo sul groppone finirà che pagheremo solo la penale che al massimo è dello 0,5% 🙂
    E francamente a questi apprendisti stregoni europei che pongono grossi pesi sulle teste degli altri senza pensare che non sono numeri, ma persone, famiglie, … gli starebbe proprio bene, visto l’effetto che le misure imposte a Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna ed ora anche all’Italia stanno ottenendo: recessione, impoverimento, sfiducia, tensioni sociali, ….
    Proprio una bella Europa stanno realizzando 🙁

  42. Paolo Venturini

    @LucaS
    caro mio, ti vedo scatenato contro gli statali: forse uno di noi ti ha stuprato la sorella o la madre? Caro mio, datti una calmata. I tagli che vuoi contro la nostra categoria ci sono stati in parte (blocco del turnover da anni e anni) e altri se ne faranno. Ma i licenziamenti selvaggi che ti eccitano come un cammello in calore non verranno mai fatti, fattene una ragione, del piuttosto ci sarà il default totale e incontrollato del Paese. Allora è vero che salteremo per forza, ma prima di noi salteranno milioni di aziende perché il default trascinerà le banche e queste ultime il sistema delle imprese. Ma tu godrai perché, almeno, anche gli statali sono stati licenziati. Ma quanto sei intelligente…

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