7
Mag
2026

Oltre il costo-opportunità: la genitorialità come scelta di futuro

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Luca Pesenti uscito oggi su Lisander

Nel suo articolo, Marco Valerio Lo Prete descrive con efficacia e robustezza statistica il passaggio (tutto italiano, anche se non isolato) da una lunga rimozione del problema demografico alla sua tardiva tematizzazione pubblica. Lo fa evidenziando in modo convincente come la denatalità non sia soltanto una questione demografica in senso stretto, ma incida profondamente sulla capacità di innovazione e sulla propensione al rischio di un sistema economico. L’argomento mi pare molto solido: una popolazione che invecchia tende a esprimere quasi inevitabilmente una mentalità maggiormente conservativa e dunque minore dinamismo imprenditoriale e minore disponibilità al cambiamento.

Tale dinamica viene generalmente interpretata come l’espressione di vincoli materiali persistenti. L’incertezza economica, la precarietà lavorativa, l’asimmetria nella distribuzione dei costi della cura, la difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e lavoro rappresentano fattori strutturali che (questa è la tesi, assai diffusa nelle scienze sociali) comprimerebbero la possibilità stessa di immaginare un progetto familiare. Se letta dentro questo frame interpretativo, la cultura della cautela (dal posticipo della maternità fino alla vera e propria rinuncia) non appare come un’anomalia psicologica o morale, ma al contrario come una risposta adattiva a oggettive condizioni avverse. Quando i vincoli si irrigidiscono, le aspettative si contraggono e le scelte riproduttive vengono rinviate. O, più spesso, abbandonate.

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