Lo Stato è la volontà generale? Jean-Jacques Rousseau a tre secoli dalla nascita – di Gerardo Coco
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco .
Nel mese di giugno di trecento anni fa, a Ginevra, nasceva Jean-Jacques Rousseau (28 giugno 1712 – 2 luglio 1778). È una ricorrenza importante perché questo grande narratore e filosofo sociale ha, più di ogni altro, influenzato la politica e la cultura moderna. Leggendo le sue opere politiche si capirà perché i punti di svolta decisivi della Storia sono spesso portati da tempeste improvvise. Quella che Rousseau scatenò fu annunciata da un grido: “L’uomo è nato libero ma dovunque è in catene”. È così infatti che si apre il primo capitolo del Contratto Sociale, la sua opera politica più importante. Fu la parola d’ordine del secolo successivo. Marx la trasformò in appello all’azione a dimostrazione di come le frasi roventi agiscono sulle menti più dei ragionamenti e diventino strumenti di potenza in mano a capi politici che se ne servono per influenzare le masse.











