Tre fenomeni dalle urne
Abitualmente, sul blog qui evitiamo commenti solo politici, ci concentriamo sull’economia e dunque sulle politiche economiche. Ma mi pare che per una volta si debba far eccezione. Il ballottaggio delle amministrative ha confermato e amplificato il primo turno. Tutto potete dire e pensare, tranne che esserne rimasti stupiti se leggete – non ho detto se condividete, ma se leggete – quanto da mesi scrivo su queste colonne. Chiunque abbia un minimo di antenne sensibili per cogliere ciò che si muove di recente sempre più tumultuosamente nella testa, nella pancia e nel portafoglio degli italiani, non credo possa dire “non me l’aspettavo”. Leggendo le migliaia di lettere che mi arrivano – sono diventate davvero migliaia dacché abbiamo lanciato l’iniziativa disperatimai@radio24.it – e le centinaia di telefonate, personalmente avevo avere dubbi. In sintesi, e lasciando a ciascuno il pieno diritto di spaccare il capello per cogliere questo o quel dato a mio giudizio più di contorno, siamo in presenza di tre macrofenomeni. Uso questo termine perché cambiano il quadro della politica italiana. Nel senso che la seconda Repubblica come l’abbiamo conosciuto è fi-ni-ta. Era già finita politicamente dopo una troppo lunga agonia che non ha fatto bene al Paese, mentre l’euro si avviava a propria volta a diventare un Vietnam. Ma ora è definitivamente sepolta, per espresso e inequivocabile segnale degli italiani.











