Il buco nell’acqua / 20
A proposito di “adeguata remunerazione del capitale investito”: Giordano Masini spiega perché, a Phnom Penh, il profitto dei privati dà da bere a tutti.
A proposito di “adeguata remunerazione del capitale investito”: Giordano Masini spiega perché, a Phnom Penh, il profitto dei privati dà da bere a tutti.
Fuori i profitti nell’acqua? Solo uno slogan per sprecare di più, secondo Piercamillo Falasca (dall’Occidentale).
Coglie piuttosto di sorpresa la decisione dell’Ufficio centrale della Corte di Cassazione di tenere in piedi il referendum sul nucleare, nonostante le disposizioni oggetto dello stesso siano state abrogate dal cd. “decreto omnibus” (decreto legge 34/2011, come convertito in legge 75/2011).
La storia è nota ma è utile ripeterla: in attesa che gli italiani votassero circa il mantenimento o meno delle norme di attuazione di una politica energetica nucleare, il governo anticipava il risultato abrogativo eliminando, col “decreto omnibus”, le stesse disposizioni che sarebbero dovute essere oggetto di referendum. In parole povere, il referendum non aveva più oggetto. Read More
Sul numero di Panorama Economy in uscita domani, il mio commento a Draghi. Read More
Massimo D’Antoni, su LeftWing, invita a votare sì al primo quesito e no al secondo. Sono d’accordo a metà, ma vale la pena leggere perché si tratta di un suggerimento ponderato.
Giorgio Santilli del Sole 24 Ore spiega perché il referendum può indebolire lo sforzo di rendere il settore pubblico un po’ più efficiente.
In ogni giornata zeppa di analisi elettorali e di commenti, durante la quale le parole vuote quasi sempre prevalgono sulla riflessione e sull’approfondimento, può essere utile andare indietro nel tempo e abbeverarsi a un autore evergreen: quel Guglielmo Ferrero che nacque nel 1871 vicino a Napoli (a Portici) e per molti anni fu una delle firme principali – assieme a Edoardo Giretti, Maffeo Pantaleoni, Vilfredo Pareto – de Il Secolo, quotidiano di Milano che fu il primo giornale d’Italia e venne chiuso nel 1927 a causa del suo orientamento liberal-radicale. Read More
L’acqua privata? Un “equivoco montato ad arte“, secondo Andrea Benetton di Libertiamo.
Oggi facciamo un’incursione in terra nemica. Le ragioni dei referendari sono bene esposte nel libro di Luca Martinelli, L’acqua (non) è una merce (Milano, Altreconomia, pp.152, 12 euro), che riprende e amplia la prima edizione uscita l’anno scorso. Martinelli cerca di spiegare perché, a suo avviso e di chi ha promosso la consultazione del 12-13 giugno, l’acqua dovrebbe essere considerata un servizio privo di rilevanza economica, e pertanto sottratto alla disciplina del mercato e delle gare. Ma non convince.