L’assalto a Equitalia: c’è protesta e protesta.
Alcuni mi hanno chiesto se non stia finalmente esultando per i tentati assalti perpetrati a Torino e Milano alle sedi di Equitalia, o per le minacce rivolte ai vertici della società in Sardegna dopo dure proteste di piazza. Ieri il capo della Agenzia delle Entrate A. Befera e il Presidente dell’Inps A.Mastrapasqua hanno espresso tutto il loro sdegno per questi atti, la solidarietà a chi ne è stato fatto oggetto, l’ammonimento a cessare tale spirale. Poichè personalmente da anni sono molto esposto sulla trincea della lotta alle eccessive pretese e alle incostituzionali procedure del sistema tributario italiano, desidero esprimere con assoluta chiarezza la mia posizione. No, noi non possiamo condividere proteste violente e minacce personali. Più volte lo abbiamo detto e ripetuto: non escludiamo affatto l’opportunità, talora anzi la necessità, di procedere a violazioni di obblighi fiscali che riteniamo illegittimi, ma sempre e solo in forma pubblicamente dichiarata, nel pieno rispetto delle persone delle cose dei principi del nostro ordinamento.











