18
Mag
2026

Politica natalista in Polonia (2015-2025): bilancio di un fallimento annunciato

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Olivier Bault uscito oggi su Lisander

Gli esempi polacco e ungherese insegnano una lezione di bruciante attualità: non tutte le politiche nataliste si equivalgono, e ciò che determina l’efficacia degli aiuti finanziari è il modo in cui essi vengono mirati. Le misure più efficaci sono quelle che permettono alle giovani madri di rinviare il loro ritorno sul mercato del lavoro, garantendo loro una compensazione di reddito sufficiente durante i primi anni di vita del bambino. Ma anche questo non basta. Il calo della natalità in Europa centrale e occidentale è innanzitutto la conseguenza di profondi cambiamenti culturali: crescita del consumismo e dell’individualismo, diminuzione della pratica religiosa tra i giovani, priorità data alla carriera professionale, rinvio dell’età del matrimonio. Di fronte a queste dinamiche di fondo, i trasferimenti finanziari, per quanto generosi possano essere, possono al massimo attenuare i sintomi di un male più profondo. La Polonia, che ha introdotto a partire dal 2016 uno dei programmi di sostegno alla famiglia più ambiziosi della sua storia, ne fornisce la prova.

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