Domenica Armageddon antiMerkel, e noi risaliamo verso 500 di spread
Non abbiamo simpatia per i tassa e spendi, per gli apparati pubblici obesi nella spesa e tossicodipendenti di tasse, cioè “tassicodipendenti” . Non possiamo essere confusi con gli assatanati difensori dello Stato anche quando è pessimo proprietario, pessimo regolatore e peggio che pessimo spenditore e tassatore. Come in Italia. Ma detto che in Italia le cose vanno da farci star male, visto che neanche il governo tecnico ha impresso la svolta che secondo noi serve, temo sia venuto il momento di tirare un bilancio anche fuori da casa nostra. Sulla guida europea di questi anni di crisi. Cioè sulla leadership europea di Angela Merkel. Noi che vorremmo un’Italia capace di tagliare spesa e tasse e di rilanciare produttività nelle aziende come fecero i tedeschi tra il 2002 e il 2007, non abbiamo pregiudizi ostili. Ma va detto: la leadership della Merkel presenta un bilancio pessimo. La colpa non è solo sua. I guai sono quelli dei Paesi eurodeboli, Italia in primis purtroppo ben compresa. Ma la storia a un certo punto compie delle accelerazioni. Che equivalgono a giudizi sui leader. Senza appello. Ecco allora le dieci ragioni più gravi della requisitoria che la storia sta pronunciando su una leadership fallimentare. Quella tedesca, appunto.











