Il voto e il problema economico
Restiamo qui fedeli all’impostazione del nostro blog, evitare analisi e commenti solo politici, che lasciamo alle libere preferenze e orientamenti dei lettori. Ad altri il compito di commentare il senso generale del primo turno amministrativo, e che cosa esso implichi per Berlusconi e la Lega, per il centrosinistra e il centro. Pongo un’altra questione, diretta non solo a voi lettori ma anche a tutti coloro che hanno a cuore l’economia italiana e la crescita del Paese. Dalla Confindustria, che la settimana prossima tiene la sua Assemblea annuale, a tutte le altre associazioni d’impresa, del commercio e dell’artigianato, ai sindacati. Alla Banca d’Italia che a fine mese vedrà le ultime considerazioni annuali del governatore Mario Draghi, chiamato a guidare la BCE con un successo che non è solo personale e da lui più che giustamente meritato per quanto ha fatto in questi ani a Via Nazionale e nella sua vita intera, ma anche un successo prestigioso per il Paese intero.La domanda è questa. Avete l’impressione che il quadro politico che si affaccia nel futuro del Paese, come delineato al primo turno amministrativo, sia un passo avanti incoraggiante verso tutto ciò che occorre per rafforzare la crescita economica italiana?











