31
Gen
2012

Quello che ‘The Iron Lady’ non dice – di Antonio Masala

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonio Masala.

“The Iron lady” non è un brutto film. Non c’è solo l’ottima interpretazione di Meryl Streep, c’è anche una regia accorta, colonna sonora e fotografia ben realizzate, una storia scorre che, a parte qualche momento di fiacca.

Ma nonostante non sia brutto si tratta purtroppo di un film “sbagliato”, di un’occasione persa.

Il film è incentrato sulla vita privata, o meglio sulla triste malattia, di un grande personaggio politico, e lascia intravedere qualcosa delle sue idee, delle sue “fissazioni”, della sua vicenda alla guida della Gran Bretagna. Ma Margaret Thatcher non è stata solo il primo premier britannico donna, e la sua vicenda politica non è stata solo la più lunga premiership della politica britannica contemporanea. Margaret Thatcher non è stata un politico importante, è stata molto più.

Che sia amata o disprezzata (solo gli indifferenti non sono ammessi), la sua è stata innanzitutto un’esperienza filosofica straordinaria, una rivoluzione culturale prima che economica. La Thatcher ha cambiato il corso della storia britannica perché ha saputo trasformare le idee in realtà, sino alle loro estreme conseguenze. È stata non la fantasia al potere (se qualcuno capisce cosa voglia dire questa suggestiva ma vuota locuzione) ma il potere delle idee, la trasformazione delle idee in realtà e dunque la trasformazione della realtà stessa.

La sua convinzione profonda era che l’economia andasse male come conseguenza del fatto che qualcosa era andato male dal punto di vista filosofico e spirituale. E la sua intera vicenda politica e umana è stata una battaglia ininterrotta sui principi, un esempio quotidiano di ciò che doveva essere fatto per cambiare lo spirito del paese. Tanto che tutte le sue scelte politiche ed economiche più importanti possono essere lette in virtù dei principi che voleva portare avanti, e mai della convenienza elettorale.

Questo è stato il “thatcherismo”, e non a caso la Thatcher è l’unico politico britannico contemporaneo ad avere un “ismo” che segue il suo cognome, quasi si volesse fare riferimento a una ideologia politica. Questo è ciò che ha reso straordinaria la vicenda della Thatcher, ed è ciò che le si deve riconoscere, anche qualora si ritengano del tutto sbagliate le trasformazioni che seppe operare in undici anni e mezzo di governo. Le grandi rivoluzioni, anche quelle fatte senza armi, rappresentano da sempre un filone importante del cinema mondiale, e anche in questo caso il materiale per un film era più che abbondante – anche a voler lasciare perdere le migliaia di stuzzicanti aneddoti e curiosità che hanno accompagnato la sua storia e la sua personalità. Ma nel film cosa sia stato il thatcherismo affiora appena (si pensi che a ciò che avviene tra la fine della guerra delle Falkland e l’inizio della crisi della sua leadership vengono dedicati si e no un paio di minuti).

Forse si è deciso che non era il caso di affrontare una pagina cruda e controversa, e ancora aperta, della storia britannica recente. O semplicemente, cosa più che lecita, si è voluto fare un film sulla vicenda umana di una donna che è stata straordinaria, ma che come tutti gli esseri umani invecchia, si ammala e soffre. Che questo accada anche ai grandi uomini (e donne non lo aggiungiamo, perché la Thatcher non lo avrebbe voluto) lo sapevamo, e un film per raccontarcelo non era indispensabile. Ma che quella della Thatcher sia stata prima di tutto una grande rivoluzione culturale e filosofica (senza nascondere il carico di incomprensioni e sofferenze che essa si portò dietro) non tutti lo sanno. Se la regista lo avesse raccontato meglio ne sarebbe venuto fuori qualcosa di molto di più di un film ben fatto.

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10 Responses

  1. LucaS

    Assolutamente d’accordo! A lady di ferro è stata, è e sarà sempre un mito! Ogni tanto ci ripenso e ancora non riesco a credere a quello che è riuscita a fare.

  2. P. Tisbo

    Il solo errore della Thatcher è stato quello di essere troppo “personaggio”, ossia di aver accentrato talmente tanto sulla sua figura che alla fine della sua carriera i Tories non hanno saputo darle un degno erede. Cameron, molti anni dopo, sembra averne le qualità, vedremo.

  3. Lucio

    Concordo. Ho visto il film e non mi è piaciuto, perché troppo incentrato sulla storia familiare e sulla malattia. C’è un grande vuoto che reta incolmato: non traspare in alcun modo la Margaret Thatcher grande leader politica e guida di una grande nazione in momenti difficili. Viene dato per scontato, ma in questo modo la storia non convince e gli spettatori finiscono col domandarsi perché mai la vita privata di questa donna meriti tanto sforzo descrittivo.

  4. piera53

    se è così credo che non andrò a vederlo. Ho però visto J.Edgar, anche trovo ci si sia soffermati parecchio sul privato del personaggio tralasciando fatti importanti.

  5. antonella

    La Thatcher e Reagan hanno estremizzato i principi del capitalismo e le conseguenze del loro narcisismo le viviamo oggi. Anche Tremonti si è accorto che la finanza incontrollata porta alla rovina. Oggi l’ho sentito da Giannino e mi ha convinto.
    Non ammiro la Thatcher e penso che la sua visione(?) politica abbia costituito l’humus dell’attuale crisi dell’economia del mondo occidentale. Mi spiegate qual era la sua filosofia? La sopraffazione del forte sul debole? Il mercato costi quel che costi?

  6. LucaS

    X Antonella
    Tremonti ti ha convinto? Che Dio ci aiuti! Leggiti qualche articolo a caso su Noise from Amerika (che è comunque un ottimo sito in geralare) per capire appieno la sua immensa ignoranza e inettitudine! La cosa che più mi fa inc… è che uno del genere da noi passa per “esperto” e viene addirittura preso sul serio…. in qualsiasi partito liberale di tutto il mondo uno cosi non vogliono nemmeno sentirlo nominare invece è da 18 anni il responsabile economico del centro-destra… ma chi vota questa gentaglia (o come Giannino gli da corda!) non si merita di meglio!

  7. LucaS

    X Antonella
    Sulla Thatcher: stai completamente travisando, probabilmente per ignoranza (non me ne volere ma è proprio cosi!), le sue idee e le sue politiche! Qui in poche righe sarebbe impossibile risponderti ma ti faccio solo un esempio: quando la Thatcher si dimise i poveri stavano molto ma molto meglio di quando divenne premier nel 79′! il debito era molto ma molto più basso e l’economia molto più competitiva con tasse molto più basse e questo ovviamente è di beneficio soprattutto per i più poveri mentre per chi è ricco che l’economia vada bene o meno non cambia poi molto… Però capisco che dopo aver ascoltato le scemenze di Tremonti (che tra l’altro cambiano in continuazione: in passato era un sostenitore del mercato… ovviamente senza capire il perchè ma solo per convenienza e sempre per questo motivo adesso ha cambiato ancora posizione.. rispetto a lui Scilipoti è la coerenza in persona!)

  8. marco m.

    Grandissima Tatcher !
    La crisi in cui ci troviamo accade perché non ci sono piú politici come lei. Cameron purtroppo é da solo e i socialisti camaleontici ed incompetenti alla Tremonti imperversano. Sono convinto che la storia si prenderá una rivincita spero solo di esserci per vedere.
    ps. per Oscar Giannino, i tuoi fan attendono la tua dissociazione da quanto detto dal socialista tremonti ieri a radio 24.

  9. Mirella Di Giorgio

    Si, anche io la penso cosi sul film. Diciamo che sarebbe potuto essere tranquillamente un film su mia nonna (tranne che per i 30 minuti dedicati alla vita politica della Thatcher) con la differenza che mia nonna alla stessa eta’ (nate lo stesso mese dello stresso anno) e’ ancora lucidissima. Tutte le vite di chi e’ nato e cresciuto in tempi di guerra sono interessanti. Chi ha avuto un minimo di spirito di iniziativa e qualita’ intellettuali in Europa ha potuto nel suo piccolo fare qualcosa di grande. A me non importa un fico secco di vedere l’ex primo ministro britannico a letto o in vestaglia per casa, non mi aggiunge nulla. Come non aggiunge nulla al film di Eastwood, attualmente nei cinema, sapere che il protagonista era omosessuale. C’e’ un ossessione oggi dei registi, vogliono rivelare il lato intimo delle persone, ma quel lato e’ privato e non va rappresentato, anche per rispetto. E poi quest’ossessione per i dettagli, i denti un po’ in fuori, i vestiti, i cappellini. Ma fateci vedere qualcosa di controverso che mi spieghi chi era questa persona, perche’ ha suscitato tante reazioni contrastanti. Ricordo che mio padre odiava la Thatcher, mi sarebbe piaciuto che il film mi spiegasse il perche’, come i motivi che hanno spinto molti ad apprezzarla. Invece no, si vedono cappellini, sorrisi, chiacchere private con marito e figlia, ma si sfiora appena, forse per mera paura, l’aspetto puramente politico. Il film non mi ha lasciato nulla.

  10. Piccolapatria

    Giungo in ritardo…Ho visto il film; poco “iron” sulla lady, anzi molto “soft”. Insomma un bel film con una sceneggiatura tutta incentrata per far risaltare l’eccelsa bravura interpretativa della Meryl Streep; un racconto di fantasia ben congegnato; qualche incindentale riferimento agli accadimenti reali per dare colore di verità; il nome Thatcher è usato per attirare la curiosità di potenziali spettatori che, se si aspettano di assistere alla rappresentazione storica di questo irripetibile personaggio che, nel bene e/o nel male, ha fatto epoca, resteranno abbastanza delusi.

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