4
Ago
2011

Le falle dell’acquedotto pugliese

Le ultime vicende relative all’acquedotto pugliese confermano quanto sostenuto anche in questo blog, ossia che il referendum sui servizi pubblici locali è stato percepito come consultivo, piuttosto che abrogativo (con uno snaturamento dell’istituto previsto dalla Costituzione).
Il 20 giugno 2011, a risultato referendario ancora caldo, la Puglia ha approvato una legge che pubblicizza sostanzialmente il regime giuridico del servizio idrico, “sfidando” il governo a dichiarare guerra alla volontà popolare con l’impugnativa di questa legge. L’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile, Fabiano Amati, ha infatti sostenuto che “il Ministro degli Affari Regionali avrebbe potuto delegare l’impugnazione al Ministro della Difesa, così come si fa appunto in “tempo di guerra”.
Per nulla impressionato dall’ukase dell’assessore, il governo, pochi giorni fa, ha ovviamente impugnato la legge rilevandone diversi profili di incostituzionalità. A prescindere da alcuni aspetti marginali, il punto focale della questione politica e giuridica è se, e fino a che punto, le regioni, ma anche lo stesso Stato, possono pubblicizzare davvero il servizio idrico. Abbiamo ripetutamente detto che, al di là degli slogan in campagna referendaria, esiste pur sempre un sistema europeo di regole ed un quadro costituzionale di riferimento che rendono pressoché velleitario ogni tentativo di realizzare in concreto gli obiettivi conclamati con il referendum, specialmente da parte delle regioni, vincolate dal rispetto del riparto delle competenze legislative fissato in Costituzione.
La legge della Puglia afferma solennemente in apertura che “L’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita” e che “La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato”. Con la Puglia, altre regioni e altri enti locali hanno forzato le loro competenze o per dichiarare ovvietà (il decreto Ronchi proprio con l’art. 23 bis oggetto di referendum aveva già affermato “la piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche”) o per rivendicare funzioni che non sono di loro competenza come pronunciato dalla suprema Corte (v. la legge Marche di assestamento al bilancio 2011 e la modifica allo statuto comunale di Venezia).
Verranno dunque al pettine della Corte costituzionale i nodi di una impossibilità giuridica di pubblicizzare i servizi idrici? Sarà questa l’occasione per fare luce su alcune delle mistificazioni referendarie, a partire dall’affermazione che la legge abrogata metteva in discussione la natura pubblica dell’acqua? Sarà la volta buona perché anche regioni e enti locali smettano di inseguire i fantasmi della ideologia/demagogia e assumano comportamenti finalmente più pragmatici nel rispetto delle regole sovranazionali e nazionali?

4
Ago
2011

Il mio no a SB

Per conto mio, la bocciatura da riservare al discorso di SB ieri è totale: un intervento strutturale sull’età pensionabile da innalzare di 3-5 anni per tutti in tempo di 3-5 anni e privatizzazioni immobiliari per 5 punti di Pil da realizzare nel triennio sono materia deliberabile in un Consiglio dei ministri in poche ore; citare come pressoché unica misura la riforma dell’articolo 18 Statuto lavoratori è un modo per evocare nell’immediato scontro sociale perché la misura, per quanto a mio giudizio pià che auspicabile, avrebbe effetti solo di medio-lungo periodo e non tali da far pensare ai mercati che siamo in presenza di una blindatura dei saldi senza tasse aggiuntive, che è invece quel che più occorre. Anzi, fossi io a decidere una buona metà dei migliori saldi conseguibili con un deciso intervento sull’età pensionabile sarebbe da destinare a meno tasse subito!

2
Ago
2011

Pareggio di bilancio in Italia: la proposta bipartisan di Nicola Rossi

Il Presidente dell’Istituto Bruno Leoni, senatore Nicola Rossi, ha depositato oggi in Senato una proposta di legge per emendare la Costituzione vigente al fine di introdurre una regola di responsabilità fiscale in grado di contribuire significativamente a garantire la sostenibilità di lungo periodo delle nostre finanze pubbliche e, anche per questa via, il benessere delle generazioni future. La proposta introduce esplicitamente nella Costituzione il principio del pareggio del bilancio strutturale (senza, quindi, ricorso all’indebitamento e tenendo conto dell’andamento del ciclo economico) delle Amministrazioni Pubbliche, dello Stato e delle Regioni, associato ad un vincolo circa il livello massimo del rapporto fra spesa totale delle Amministrazioni Pubbliche e prodotto interno lordo. Il testo della proposta e’ accessibile qui. Read More

1
Ago
2011

Un’idea per ridurre i costi della politica

Dopo la manovra estiva sono dilagati nell’opinione pubblica i malumori legati alla contestuale mancanza di norme per ridurre i costi della politica, su cui l’Istituto Bruno Leoni ha condotto una recente indagine: come al solito, si impongono sacrifici ai cittadini, ma chi comanda non da’ mai il buon esempio! Forse è giunto il momento di rovesciare il gioco delle parti, restituendo al “popolo sovrano” qualche piccola prerogativa. Ecco come si potrebbe fare. Read More

1
Ago
2011

Usa, Europa e i balbettii sul debito pubblico

Anche la soluzione last minute al problema del debito pubblico federale statunitense appartiene alla categoria too little, too late. Esattamente come per i tre round in venti mesi dedicati dall’Europa al problema del debito greco. L’Europa ha pagato la sua miope debolezza estendendo i costi della messa in sicurezza e approfondendo il divario tra le economie reali dei suoi membri. L’America verrà meno duramente punita per via della forza del dollaro come tallone monetario mondiale, ma resta avviata su un sentiero di spesa e debito pubblico insostenibili, con una ripresa in cospicuo rallentamento e forte disoccupazione, e con un’Amministrazione che ha perso la sua credibilità. Se dovessimo fare un’ideale e sintetica graduatoria di chi ha commesso i maggiori errori, i diversi soggetti del mercato, i loro regolatori, oppure la politica? Read More

31
Lug
2011

Mercato delle idee: Risponde David Mazzerelli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da David Mazzerelli, coordinatore nazionale di Tea Party Italia.

Caro Alberto,
ti scrivo da tuo coetaneo, prima ancora che da liberista. Ti scrivo una personalissima risposta alla tua ottima analisi intitolata “Liberisti in Italia, che fare?”. Perchè se nel “mercato delle idee” Tea Party Italia, in appena un anno di vita, ha fatto oltre 20 eventi da nord a sud, facendo sentire la propria voce, cercando di aggregare più realtà possibile, è anche grazie ad un arcipelago di proposte, di spunti e di valori che – nel mio piccolo – ho avuto la fortuna di imparare da persone come te, che prima ancora di noi lottavano per quegli stessi valori in cui oggi ci riconosciamo: i valori della responsabilità individuale, dalla libertà politica e quindi della libertà economica. Read More

29
Lug
2011

Quel che rischia il ceto medio, con questo governo. E quel che faremmo noi.

Dal prossimo numero di Panorama.

D’accordo, a ogni manovra c’è chi esagera. Repubblica ma anche il Corriere, due settimane fa hanno impazzato. Per cinque giorni il quotidiano diretto da Ezio Mauro, per due quello da Ferruccio de Bortoli, hanno sparato pagine intere sui tagli da duemila a tremila euro a famiglia che deriverebbero dalla manovra. Dimenticando di dire che il più delle cifre veniva da simulazioni sulla riduzione lineare di deduzioni e detrazioni fiscali per 20 miliardi che il governo ha posto nel decreto legge a copertura dei saldi, invece che nella delega per finanziare la riforma fiscale com’era previsto nella versione originale. Dimenticando cioè di chiarire che quei tagli sono stati previsti solo per dare garanzia immediata ai mercati che comunque l’azzeramento del deficit si farà, non che l’intenzione di Tremonti e Berlusconi sia di farli davvero, perché al contrario il ministro dell’Economia ha sempre spiegato e ripetuto che è sula spesa che occorrerà incidere ancor più profondamente, che le deduzioni e detrazioni vanno ridotte scegliendo fior da fiore per levare a chi non ne ha bisogno, non per aggravare linearmente il carico fiscale alle famiglie povere e numerose. Ma ammettiamolo.I media e l’opposizione hanno fato bene a spara, è il governo che si è pazzescamene contraddetto. Read More

28
Lug
2011

L’auto in bottiglia

Austerità sì, ma non per tutti. Ci sono dei fortunati, in Italia, che possono ancora contare sui rubinetti della spesa pubblica. L’ultima notizia – che arriva a valle di una manovra lacrime e sangue, tutta giocata dal lato delle entrate – è quella di una nuova spesa, e una nuova tassa. La nuova spesa è il sussidio all’auto elettrica. La nuova tassa è sulle bottiglie di acqua minerale. Una parola sola: vergogna.

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27
Lug
2011

Fisco, anche la Corte Costituzionale aiuta lo Stato ladro!

Ieri non sono riuscito a postare perché il blog non teneva –  a proposito, mi scuso coi lettori perché l’inconveniente capita un po’ troppo spesso – dunque devo rimediare con un giorno di ritardo. Del resto, non è che abbia sbollito l’ira. Perché  la sentenza 247 della Corte Costituzionale, depositata il 25 luglio, per i sinceri liberali ma oso pensare per tutti i cittadini e contribuenti italiani non può che essere definita in un solo modo: una ver-go-gna  as-so-lu-ta, una Caporetto del diritto, uno schiaffo in faccia alla libertà e a quell’elementare principio di garanzia per tutti che è la certezza del diritto! Read More