Equo compenso online: bene l’AGCOM
Editoriale IBL, 24 gennaio 2023
Come deve essere ripartito tra editori e piattaforme online il valore creato dalla diffusione dei contenuti dei quotidiani su internet? È una domanda complessa e su cui i rappresentanti dei vari interessi in campo si scontrano da anni. Da un lato, gli editori della vecchia carta stampata rivendicano la paternità dei contenuti e lamentano che essi siano in qualche modo appropriati dalle big tech. Dall’altro, queste ultime obiettano che è solo grazie alla visibilità creata su internet se tali contenuti hanno una circolazione molto più ampia che in passato. A questo conflitto l’Italia ha provato a dare una risposta dirigista: nel contesto del recepimento della direttiva europea sul copyright, l’allora ministro della Cultura, Dario Franceschini, aveva assegnato al Garante della comunicazione l’onere di stabilire la dimensione delle relative fette. Per fortuna, l’Agcom ha dato seguito a tale obbligo riportando il mercato al centro.




















