Acciaio, atto secondo – di Lucia Navone
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Lucia Navone.
Oggi a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, soffia il maestrale. E quando è maestrale da quassù si può vedere l’isola d’Elba e oltre, fino alla Corsica. Un’immensa distesa di campi con al centro la vecchia centrale dell’Enel (ora spenta), dove dopo gli uliveti, i vigneti e la piana agricola di Venturina, ci sono i grandi impianti della Lucchini con il fuoco della cokeria e il fumo dell’altoforno.
Impianti dove, negli anni d’oro, lavoravano diecimila, dodicimila operai, rimasti oggi poco più di tremila. In quest’autunno che si preannuncia caldo sul fronte occupazionale anche la Lucchini di Piombino (gruppo Severstal) vedrà ridurre del 20% la propria forza lavoro perché, dicono, “il settore siderurgico è in crisi e in Italia manca una politica industriale”.











