Un paese a proprietà privata limitata
“Arte, bloccato traffico illegale a Venezia“. Messa così, la notizia farebbe pensare a qualcosa di terribilmente pericoloso. E allora, uno si aspetterebbe di leggere di quadri e opere d’arte trafugate dai più importanti musei del mondo, fatte circolare con stratagemmi furbi e insospettabili. Poi, però, si va a leggere la notizia di agenzia e si scopre che non c’è nessun Arsenio Lupin che si è intrufolato nel Louvre, ha sottratto la Gioconda e, per uno strano caso del destino (o perchè un novello Zenigata la sa più lunga di qualsiasi genio del crimine), è stato arrestato a Venezia con la refurtiva.
I fatti, in realtà, sono i seguenti. I carabinieri avrebbero bloccato la vendita all’asta di 18 dipinti di proprietà della Fondazione di Venezia. Perchè? Perchè si sono dimenticati di comunicare la cosa alla Soprintendenza di riferimento e di ricevere la licenza necessaria. A sua discolpa, la Fondazione ha dichiarato: “Si tratta di opere minori che servivano per recuperare risorse importanti. È stata una nostra leggerezza”.
La notizia ha fatto capolino sui media tedeschi nei giorni scorsi. E la trovata è così ingegnosa da aver fatto imbufalire il gran fustigatore della mobilità di capitali, noto ai più come Peer Steinbrück, Ministro delle Finanze teutonico. In tempi di vacche magre, Vienna ha infatti coniato monetine d’argento da 1,50 euro ciascuna. Il boom dei “Silber–Philarmoniker”- così si chiamano questi spiccioli d’eccezione coniati a partire dal 2008 dalla Repubblica federale austriaca- non è certo da imputare ad una passione improvvisa di qualche numismatico, ma è piuttosto funzionale a tutelare il risparmio e gli investimenti dei cittadini, austriaci e non.










