Anghingò, ma che Alice è Calabrò
Anno dopo anno, il contributo di Corrado Calabrò alla forma espressiva delle Autorità indipendenti di settore è diventato veramente degno di nota. La presentazione del presidente dell’Autorità per le garanzie nella comunicazione è diventata sempre più lieve nei toni, filosofica nelle descrizioni, breve negli sviluppi, diplomatica nelle allusioni, aerea nei dati, smussata nei richiami. La riforma della Rai è “scetticamente inevasa”; da telefoni bianchi il titoletto “avanti c’è posto” al nuovo piano frequenze digitale; sospeso tra Pirandello e Mozart “…e quella che vorrebbe e non vorrebbe…”, il paragrafo dedicato alla critica in punta di piedi dei tg: con perle tipo “un telegiornale è il mondo che si parla” o “la tv è una finestra aperta sul pianeta”. Però.
Vado al dunque, l’unico della relazione. La proposta di una società veicolo mista pubblico-privata per le reti di Nuova Generazione. Ha almeno due gravi difetti, a mio modo di vedere. Il modello olandese da noi non funziona: perché in Olanda la tv via cavo c’era da anni, come complementare alla rete fissa telefonica, nonché alla tv analogica, nonché alle successiva iniziative wifi e banda larga locali. Secondo: da noi c’è solo Fastweb, per altro la rete in fibra più estesa in Europa, come attore di NGN. E allora, per costituire una società veicolo mista, l’Autorità dovrebbe volgere le tariffe sulle quali essa decide a premiare l’incentivo alla realizzazione di NGN, invece di continuare a premiare l’ex incumbent TI, con un occhio comprensivo ai suoi debiti e ai suoi azionisti bancari, e di escludere Fastweb dalla riallocazione per gara delle ex frequenze Ipse. Ma di questo, ovviamente, Alice-Calabrò tace. Anghingò, tre Corradi sul comò…
La notizia ha fatto capolino sui media tedeschi nei giorni scorsi. E la trovata è così ingegnosa da aver fatto imbufalire il gran fustigatore della mobilità di capitali, noto ai più come Peer Steinbrück, Ministro delle Finanze teutonico. In tempi di vacche magre, Vienna ha infatti coniato monetine d’argento da 1,50 euro ciascuna. Il boom dei “Silber–Philarmoniker”- così si chiamano questi spiccioli d’eccezione coniati a partire dal 2008 dalla Repubblica federale austriaca- non è certo da imputare ad una passione improvvisa di qualche numismatico, ma è piuttosto funzionale a tutelare il risparmio e gli investimenti dei cittadini, austriaci e non.










