29
Apr
2010

Siniscalco ko sotto il pugno di Bazoli

Domenico Siniscalco si è tirato via dalla canddiatura alla presidenza del consiglio di gestuione di Intesa, dopo la pubblicazione odierna da parte della Stampa del verbale del Consiglio della Compagnia di sanpaolo in cui è emerso quanto forti e decise fossero state le pressioni su Benessia per non disallinearsi dalle attese di Bazoli.  Credo ne vedremo delle belle, di qui al 30 prossimo quando si sceglie. Bazoli e Guzzetti hanno reagito alle determinazioni di benessia e del sindaco di Torino Chiamparino come se si trattasse di un’onta da lavare col sangue. Si sono appesi a tutti i campanelli relazionali e politici a loro portata, a cominciare dai vertici del Pd, e ora Chiamparino e Benessia sono sconfessati, il candidato della Compagnia – quello non da loro indicato – resterebbe il professor Beltratti, ma la logica pugilistica vorrebbe a questo punto che si tornasse a Salza, cioè al trionfo dei manager di una banca che si scelgono gli amministratori e li confermano sconfessando anche gli azionisti che dovrebbero esprimerli. Sullo sfondo, è evidente, la guerra irrisolta per il vertice Abi: con lo scontro senza precedenti e sin qui siostanzialmente in stallo paritario tra Faissola bazoliano, e Mussari espressione di Unicredit-Mps. Se davvero volete Mussari, avrebbe detto  il vertice di Intesa al Pd, allora rinuinciate a regalare a un amico di Tremonti la guida del consiglio di gestione di Intesa, e scaricate Chiamparino e Benessia. La vera risposta a chi dice che in Italia l’attacco alle banche viene dalla politica, dalla Lega e Berlusconi: macché, sono i sempre-manager,  a comandare anche sui propri azionisti se necessario.

29
Apr
2010

“Paga e taci, somaro lombardo!”

Una recente inchiesta giornalistica sull’economia di Brescia e sulla sua “reinvenzione” dopo la crisi della centralità siderurgica realizzata da Dario Di Vico per il Corriere della Sera (“L’alba hi-tech di Brescia dopo l’acciaio”) ha messo in evidenza come uno dei fattori di forza di questa provincia lombarda sia la massiccia presenza di supermercati, centri commerciali, mega-store e via dicendo. Non si tratta soltanto di realtà che creano posti di lavoro, ma soprattutto di strutture che contribuiscono a mantenere più bassi i prezzi e, di conseguenza, a proteggere il potere d’acquisto.

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29
Apr
2010

Lo sbilancio previdenziale: c’è, eccome

Non c’è dubbio che bisogna essere riconoscenti, per il gran lavoro svolto all’Inps dal presidente Antonio Mastrapasqua e da tutti i suoi collaboratori. La relazione annuale INPS sul 2009  presentata l’altroieri in Parlamento testimonia di un grande sforzo di efficienza tecnologica e di procedure, con 600 milioni di euro di risparmi cumulati, 18 miliardi di sostegni a vario titolo alle vittime della crisi di cui 10 alle famiglie, 18 milioni di prestazioni pensionistiche pagate, 20 milioni di lavoratori assicurati, un milione e mezzo di imprese con cui interfacciarsi. Anche se, malgrado tutto questo, il testo della relazione sul sito Inps ancora non c’è. Tre dati almeno, però, si stagliano tra tutti quelli forniti, e disegnano una fotografia del Paese che ha anche ombre, al di là delle luce su cui Mastrapaqua giustamente ha insistito. La prima ombra è il pesante deficit reale, altro che avanzo. Vediamo i dati. Read More

29
Apr
2010

L’auto cinese: comunismo di mercato

Il salone dell’auto di Pechino in questi giorni ha come sfondo notizie da corsa all’oro. L’aumento del 46% di auto e pickup venduti in Cina nel 2009 con l’affermazione come primo mercato mondiale a 13,6 milioni di unità,  l’ulteriore crescita di un buon 20% attesa quest’anno e, se il credito cinese tiene,  anche negli anni a venire a questi ritmi, producono sviluppi che hanno dell’incredibile. Dietro i numeri da sbornia, il governo cinese con un disegno di pianificazione che promette di essere spietatamente efficiente, e che molti in Europa – noi no – invidiano. Read More

28
Apr
2010

Epicèdio sentimentale della bicicletta senza casco

Ci stanno portando via tutto. Non ce ne accorgiamo ma ci stanno portando via tutto. Legge dopo legge. Codicillo dopo codicillo. Emendamento dopo emendamento. Senza troppo chiasso. Perché quando si tratta di dar del danno non c’è uno straccio di opposizione, non c’è un surrogato di corrente (né antica né moderna), non c’è un facsimile di movimento: niente. Ci stanno portando via tutto. Non soltanto parte significativa del nostro tempo, non soltanto quasi metà del nostro reddito, non soltanto il 49% della nostra libertà. Ci stanno portando via tutto. Non soltanto il nostro presente fatto di quotidiani affanni burocratici, di continue batoste fiscali, di onnipresenti insensati divieti e obblighi. Ci stanno portando via tutto. Non soltanto il nostro passato fatto di valori, tradizioni e consuetudini troppo genuine per essere compatibili con spietati programmi ministeriali di solidarietà pubblica e dunque laica. Ci stanno portando via tutto. Non soltanto il nostro futuro e quello dei nostri figli che dovranno vedersela con uno dei debiti pubblici più grandi del mondo, un sistema previdenziale insostenibile e in generale un’economia (e quindi una società) al collasso.

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27
Apr
2010

La vera storia della patata Ogm

Non sempre le potentissime lobbies del cibo transgenico hanno la vittoria garantita. A sorpresa hanno appena subito una cocente sconfitta sui loro piani di introdurre nuovi tipi di patate ogm

E la sconfitta, annunciata con toni così trionfalistici da Repubblica, sarebbe la seguente: interpellati recentemente da Greenpeace in Germania, i colossi del fast food hanno confermato di non volere ammettere nei loro menu patate geneticamente modificate. Non è proprio uno scoop, anzi la storia è abbastanza vecchia, e vale la pena riportarla correttamente (e non c’entra nulla con la vicenda della patata Amflora, la cui coltivazione è stata recentemente ammessa dall’UE, ma che non è destinata all’uso alimentare).

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27
Apr
2010

L’Italia e il rischio post-greco

Sono d’accordo con Ugo Arrigo: il venticello che spira potentemente nel mix politico-mediatico sull’Italia “tedesca e virtuosa” si fonda su elementi largamente esagerati, manifestamente politici più che oggettivi. Contemporaneamente, mi sembra utile approfondire il vero stato dell’arte comparata tra paesi dell’euroarea. Con una convinzione. Se salta Grecia e poi Iberia, noi saremmo i prossimi per le ragioni che dice Arrigo. Per inciso, io penso che un default di chi ha fatto moral hazard inibisca più moral hazard futuro di quanto ne incoraggi invece ogni salvataggio, si parli di una banca o di uno Stato. Penso al contempo che ai tedeschi converrebbe, un euro ristretto all’area franco-renana-olandese più paesi a Est in cui Berlino ha delocalizzato. Eppure, penso che alla fine i tedeschi non perseguiranno tale obiettivo: ma il rischio che la situazione sfugga di mano, prima e dopo il 9 maggio quando si vota in Nord-Renania Westfalia, c’è eccome. E’ chiaro per altro che all’Italia l’euro conviene, anche se abbiamo completamente buttato nel water i 7 punti di Pil di minor spesa pubbluica per interessi che l’euro ha rappresentato per il nostro Paese: invece di meno tasse, i politici di ambo i colori hanno alzato la spesa corrente Read More

26
Apr
2010

Il Governo elargisce incentivi, i parlamentari propongono più tasse?

Con l’emanazione del decreto legge 40/10, il Governo ha deciso adottare misure di rilancio dell’economia con un pacchetto di incentivi a beneficio di specifici settori. Una linea d’azione opinabile, dato che lo strumento più adatto a far carburare un’intera economia non può che essere la riduzione della pressione fiscale. Dati alla mano, è dimostrato che la crescita in termini di consumi e produzione conseguente ad un taglio delle tasse porta ha un effetto più che compensativo in termini di contabilità pubblica.

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