21
Set
2012

Tra Goethe e Madoff – di Gerardo Coco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

In questo difficile periodo molti tedeschi si staranno consolando con Goethe, un gigante della letteratura di cui ricorre il 180° della morte.

Chissà se rileggeranno quel passo del Wilhelm Meister dove un personaggio definisce la partita doppia come “la più grande invenzione del genere umano”. Se questa è stata la più grande, la seconda grande invenzione è stata quella di mettere il denaro nelle poste passive del bilancio. Con questo coup d’etat contabile si è riusciti a ingannare il mondo intero. Il denaro, l’intermediario degli scambi, è diventato debito creato dalle banche centrali per monetizzare il debito degli stati che circola come credito. E’ una contraffazione legalizzata che permette ai governi di spendere e di indebitarsi senza freni appropriandosi così dei beni prodotti dagli altri (questo è il vero significato del signoraggio, il “signore” si appropria dei beni dei sudditi senza produrre nulla in cambio).

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20
Set
2012

L’isola dei Veltroni

Da Libero, 18 settembre 2012

L’ultimo romanzo di Walter Veltroni, L’isola e le rose, ha portato all’attenzione del grande pubblico la storia della Repubblica delle Rose, una piattaforma artificiale costruita nelle acque internazionali a largo delle coste riminesi. La piattaforma venne demolita dallo Stato italiano pochi mesi dopo la proclamazione di indipendenza, annunciata il 1 maggio 1968 dal suo ideatore, l’ingegner Giorgio Rosa. Read More

17
Set
2012

Quadrare il cerchio fra euro e consenso – di Franco Debenedetti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Franco Debenedetti.

La decisione della BCE di acquistare in quantità “illimitata” titoli con maturità inferiore a 3 anni degli stati che ne fanno richiesta, può forse ridurre il costo del servizio del debito, ma non elimina il problema vero, il debito. Per questo le alternative sono solo o inflazione o ristrutturazione. Delle due, quest’ultima è di gran lunga preferibile: purché venga fatta in tempo.

E’ quanto sostengono Harald Hau e Ulrich Hege, due economisti tedeschi, entrambi dottorato a Princeton, cattedre in America e in Inghilterra, in un articolato saggio sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung del 14 Settembre, che qui si sintetizza. Read More

16
Set
2012

Auto nuova? Un suicidio fiscale!

Il Governo incalza la Fiat perché chiarisca i suoi piani industriali che sembrano incompatibili con una sorta di patto con l’Italia che sarebbe avvenuto ad alto livello. Giusto! La Fiat per decenni ha ricevuto il sostegno dello Stato, anche in considerazione della Sua rilevanza come impulso e traino della produzione interna riferibile a tutto l’ampio indotto e della connessa occupazione; ora deve però chiarire quali saranno le prossime strategie industriali soprattutto per verificarne gli effetti sull’economia e sul lavoro del nostro Paese, … anche se

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16
Set
2012

Vecchie abitudini, inevitabili sfide — di Davide Grignani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Grignani.

Joaquin Almunia, durante il seminario a Cernobbio della European House-Ambrosetti, ha detto “sì, è vero, i contribuenti europei hanno sofferto per pagare più tasse usate per la ristrutturazione finanziaria del sistema bancario in pericolo, ma ora si ritrovano con banche più solide a cui si potrà chiedere di sostenere e finanziare i nuovi progetti ed i nuovi investimenti europei…”.

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15
Set
2012

L’impresa che non è un’impresa. Il caso Carbosulcis — di Thomas Manfredi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Thomas Manfredi.

La storia di CarboSulcis s.p.a. è la storia di una impresa che non è un’impresa. Spiegamoci meglio: le imprese nascono, sopravvivono e – altrimenti muoiono – se e solo se hanno l’economicità della gestione come unica loro prospettiva. Se invece di creare valore, lo distruggono, gli azionisti delle stesse non hanno alcun ritorno dall’investimento effettuato ed è semplice dimostrare che si trovano in una situazione migliore chiudendo i battenti. A voler essere pignoli nel breve periodo le perdite potrebbero anche essere sopportate, a condizione che nel lungo periodo si possa tornare a generare profitti, ma come vedremo non è affatto il caso del Sulcis.

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