Se il benzinaio ti porge giornale e caffè
La quotidianità di ciascuno di noi è segnata da abitudini più o meno d’obbligo concatenate nel tempo. Il ragionier Ugo Fantozzi era giunto a mettere la sveglia alle 7.51 per arrivare a lavoro alle 8,30. Tutto era calcolato al dettaglio: “cinque secondi per riprendere conoscenza, quattro secondi per superare il quotidiano impatto con la vista della moglie, sei per chiedersi cosa mai lo spinse un giorno a sposare quella specie di curioso animale domestico, tre secondi per bere il caffè”, un’altra manciata di minuti per le normali pratiche mattutine, “tre minuti per vestirsi e correre alla fermata del suo autobus che passa alle 8.01”.
Se anziché usare i mezzi pubblici il ragioniere avesse impiegato l’auto, se avesse avuto il vizio del fumo e se, infine, fosse stato un uomo dalla spiccata curiosità intellettuale, bramoso di leggere gli articoli di Giannino, Mingardi, Stagnaro e Lottieri











