24
Lug
2012

Lo spread: se patrimoniale, pronti alle piazze

Sono cominciati i giorni di passione. Quelli veri, per Grecia, Spagna e Italia. Dopo tante manovre correttive, e mentre è in corso una profonda recessione che colpisce i redditi delle famiglie e mette alle corde le imprese. Dopo 31 mesi di crisi dell’euroarea, dopo 26 eurovertici e molti mezzi passi avanti sulla via di meccanismo un po’ più cooperativi contro la divaricazione del rischio sovrano nell’euroarea. Eppure questa volta la sensazione è che siamo proprio al dunque. Alla prova finale. Lo spread italiano ieri oltre quota 520 e quello spagnolo 100 punti più su si devono infatti a un fatto concreto. Ai mercati, l’indicazione data è di provare il tutto per tutto entro il mese di agosto. E i mercati ci proveranno eccome, come si è visto ieri.

Ma quali sono, i segnali che i mercati interpretano come una muleta rossa brandita davanti alle corna del toro? Che cosa si può concretamente immaginare che l’Europa possa opporre? E in caso contrario, che cosa possiamo fare noi o che cosa ci verrà riservato? Sono tre quesiti uno più ansiogeno dell’altro. Ma tant’è, di ansia e ansiolitici è fatta la vita dell’Europa, da un bel pezzo a questa parte.

Cominciamo allora da ciò che induce i mercati a provarci. I segnali sono venuti in larga parte dalla Germania, ma la Francia è e resta decisiva. Fino a una decina di giorni fa, sembrava che l’eurovertice del 28 giugno avesse  diffuso una consapevolezza diversa anche a Berlino. Certo, il taglia spread chiesto dal governo Monti arrischiando il veto non era di fatto passato e non è operativo. Ma il calo degli indici di fiducia e degli ordinativi tedeschi per la componente di commercio intraeuropeo sembrava radicare per la prima volta la cognizione che, a furia di giocare col fuoco e continuare a deflazionare gli eurodeboli, anche per l’export tedesco e dunque per la crescita germanica il rischio diventava forte.

Poi, purtroppo, un  nuovo cambio di marcia. La decisione della Corte di Karlsruhe di prendersi fino al 15 settembre per esprimersi sul rispetto da parte dell’ESM – il nuovo fondo salvabanche e salvastati subentrato dal primo luglio all’EFSF – della Legge Fondamentale tedesca, è  apparsa a tutti come un invito ad approfittare di agosto per “andar corti”, come si dice, cioè a guadagnare vendendo i titoli eurodeboli facendone impennare spread e rendimenti. Subito dopo, han ripreso a fioccare dichiarazioni da parte di esponenti politici tedeschi appartenenti al partito liberale, democristiani, cristiano-sociali e anche socialdemocratici, nuovamente ispirate alla linea “basta aiuti”. E’ tornata a gonfiarsi l’aspettativa del “fuori la Grecia dall’euro”.

Lo stesso Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo outlook sull’Italia la settimana scorsa, irritualmente ha previsto che una crisi a breve di solvibilità dell’Italia può avvenire. Così gli spread hanno accentuato ascesa e divaricazione la scorsa settimana, la serie di scadenze dei titoli pubblici tedeschi a rendimento negativo ha preso ad estendersi. Per la prima volta da molto tempo, la vendita massiccia di di titoli eurodeboli di banche e fondi anglosassoni è stata pareggiata non solo  da sottoscrizioni di titoli tedeschi come fossero a rischio negativo, ma si è visto un fenomeno analogo estendersi agli acquisti di titoli francesi. Come a dire che il mercato anglosassone ha spinto Parigi a tenersi unita alla linea tedesca, visto che lo spread francese era inverso rispetto a quello spagnolo e italiano.

Il fatto ha la sua importanza. Se i mercati nelle prossime sedute dovessero continuare a dare l’impressione a banche e governo francesi si essere immuni dalla nuova crisi che si abbatte su Atene, Madrid e Roma, si indebolirebbe di molto l’unica vera arma europea a disposizione in agosto per evitare il peggio. Il divieto di vendite di titoli allo scoperto disposto ieri dalla Consob per una settimana e a Madrid a oltranza, ha avuto sì l’effetto di contenere i danni di una giornata che rischiava di essere abissale, e che ha visto invece per effetto di queste misure perdere di più le borse franco-tedesche. Ma il mercato “corto” si riorganizza e aggira tali divieti, come abbiamo visto in passato. Di conseguenza, finché non c’è un ESM in campo magari munito di licenza bancaria, nel breve a poter erigere un muro contro l’attacco dei mercati c’è una sola istituzione europea, la BCE.

Siamo sul filo dell’interpretazione dei suoi poteri secondo il Trattato. La monetizzazione del debito pubblico è vietata dal Trattato, e un acquisto sistemico da parte BCE dei titoli degli eurodeboli si presterebbe all’accusa.  Ma alla BCE spetta per statuto non solo salvaguardare la stabilità della moneta contenendo l’inflazione, ma anche la salvaguardia sistemica finanziaria in quanto tale. Ed essa è a rischio, perché ormai è a rischio l’euro.

Mario Draghi ha dichiarato di esser pronto a fare tutto il possibile. Ma, in concreto, per i due terzi del board necessari ad acquisti massicci della BCE – ne servirebbero di illimitati, per battre la speculazione – serve il consenso della Francia. Senza Banca di Francia, con Bundesbank, finlandesi, olandesi e austriaci contrari, è veramente difficile immaginare che la BCE possa fare da salvagente.

E allora? Senza scudo europeo, a difesa dell’euro in quanto tale ormai e non di Roma o Madrid, per l’Italia le alternative concrete sono due. In  caso di un paio dis ettimane stabilmente sopra la soglia di 500 punti di spread, un’intesa frnco-tedesca potrebbe tirar fuori dal cappello un accordo col Fondo Monetario della signora Lagarde e mettere l’Italia di fronte  a una proposta vincolante. Poiché il nostro problema è l’eccesso di debito pubblico, con alte tasse e alta spesa che non lasciano più margine ad avanzi primari consistenti per anni atti a ridurre il debito, come per tanti anni abbiamo promesso senza mantenere, all’ITalia si potrebe chidere subito di aderuire a u fondo straordinario di riduzione del debito, asservendo una decina di punti di Pil di gettito fiscale per diversi anni, e aggiungendovi da subito una forte patrimoniale in forma di prestito forzoso. L’ipotesi è assai più concreta di quanto si ammetta a Roma, dicono i bene informati tra Berlino, Parigi e Washington. Altrimenti, l’Italia dovrà essa da sola avanzare una proposta credibile per abbattere il suo debito pubblico cedendo attivi patrimoniali pubblici.

Purtroppo, è ciò che sinora è mancato al governo Monti. Ma potrebbe essere l’unica freccia al nostro arco. Evitando la patrimoniale sugli italiani, che farebbe insorgere gli italiani già così colpiti nel loro reddito. E soprattutto a quel punto avendo titolo in Europa per mostrare a francesi e tedeschi che l’euro vale scudi cooperativi ai quali sinora resistono. Al Tesoro ci stanno concretamente pensando, con procedure d’emergenza. Perché, in caso di un ritorno alla lira che ci venisse imposto a forza, di sicuro il nostro export con una forte svalutazione delle ragioni di scambio monetarie farebbe molto, molto male  a quello tedesco.

Solo che al Tesoro piacciono le proposte che fanno appello al patrimonio privato degli italiani. Arzigogolate come volete, prestito straordinario nazionale, sottoscrizione di quote di un fondo garantito dagli attivi pubblici (che così non si cedono), ma sempre patrimoniale è.

In quel caso, credo che sarei tra chi chiede agli italiani di scendere nelle piazze.

Molti ci darebbero degli irresponsabili, direbbero che soffiamo sulla demagogia. Soprattutto nel fronte di chi sostiene Monti dicendo “non è colpa sua, i politici di prima sono peggio e più colpevoli, avanti con lui”.

Ora che Monti sia incolpevole del disastro ereditato da destra e sinistra della seconda repubblica, è un fatto.

Che abbia mantenuto la via del più tasse, è un secondo fatto.

Che non abbia avviato dismissioni pubbliche perché Ragioneria e Tesoro da sempre resistono, è un terzo fatto.

Se arriva la patrimoniale, i fatti due e tre diventano prevalenti, ed è soprattutto il terzo a portare alla patrimoniale. Il primo vale sempre però,  nel senso che andando nelle piazze a urlare, ci ricorderemmo di farlo anche contro tutti i predecessori di Monti, ai quali dobbiamo questa bella condizione.

 

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227 Responses

  1. LuigiVis

    Urka ! Si è capitalizzato il papello.
    Divergo un poco, assumendo le relative responsabilità. Prima preferirei veder temporalmente bloccate le fonti tossiche che convergono su rating e spread in forma speculativa. E senza l’assillo di giornate vissute in emergenza organizzare la costrizione a difesa dell’Eurogruppo. In mancanza, pazienza. La sera, con la Lire, andremo lo stesso a mangiarci la pizza margherita. Anzi, magari qualche volta in più di adesso. Quanto alla Patrimoniale abbiamo già dato, ora e prima (Prodi, Amato).

  2. adriano q

    Al tesoro piacciono le proposte sul patrimonio,a Giannino no.E agli italiani?Ritorna il vizio di fondo dell’attuale governo,dimenticarsi della democrazia.Un ESM con licenza di uccidere non ci sarà mai.Gli accordi europei hanno il profumo di quelli arabo israeliani.Ognuno li interpreta a suo comodo giocando sul significato delle parole.Parliamo lingue diverse ed i significati non sono gli stessi.Anche per questo occorrono soluzioni semplici e facilmente spiegabili.Se dobbiamo trattare con FMI ed europa,facciamolo per il ritorno alla moneta sovrana,unica ipotesi che veda un barlume di speranza.Le altre manovre servono solo a perdere tempo.

  3. Lorenzo

    Caro Giannino non sta affatto soffiando sul fuoco.
    Sta solo cercando di svegliare le formiche italiane che continuano a farsi svaligiare dalle cicale. E le cicale fanno pure la morale alle formiche.
    Cosa deve accadere ancora perchè le forniche italiane la smettano di soffrire e tacere per quieto vivere, affondando sempre di più in un pantano di tasse, burocrazia e leggi idiote a servizio delle cicale?
    In passato sono rotolate teste (anche in senso letterale) per molto meno.

  4. Marco Tizzi

    Mumble mumble.
    Nella sua trasmissione questa mattina, caro Oscar, il suo interlocutore mi ha fatto (come sempre quando parla un politico tedesco della CSU/CDU) girare i cosìddetti perché come al solito mostrava di non aver capito assolutamente un tubo di quel che stava accadendo o di ciurlare serenamente nel manico.

    La sua analisi qui, a parte gli errori di copia-e-incolla :), mi pare molto lucida, ma non tiene conto di alcuni fattori:
    – siamo certi che i bund siano considerati ancora porto sicuro dagli investitori istituzionali? Per me no. Qual è la conseguenza? Che se il denaro comincia a scappare dai bund i tedeschi sono nella merda: ci hanno spenzolato giù dal burrone e adesso rischiano di caderci loro, mentre noi riusciamo a prendere l’ultimo appiglio.
    – quale ultimo appiglio? Rumors che ho sentito (insistenti) parlano di una “nuova lira” o un “Euro B” peggato al dollaro e che viene svalutato in maniera molto controllata nell’arco di qualche anno. Conseguenze per l’economia tedesca che all’interno della UE non può mettere dazi? L’ha scritto anche lei: pesantissime.
    – All’intervento con elicotteri del FMI che ci prende le tasse non ci credo perché scatenerebbe sommosse di piazza e con Obama sotto elezioni il rischio è troppo grande. Non ci crede nessuno che gli USA non c’entrino con il FMI, nemmeno gli americani.
    – Piuttosto vedo bene, anzi vedo sempre meglio, un intervento del FMI volto a liberare l’Italia dall’Euro. Un sostegno all’exit strategy. Che ha molto più senso soprattutto per gli americani: alla fine chi glielo fa fare di aiutare l’Italia perché la Germania ci guadagni?

    La terza guerra mondiale è in atto e gli schieramenti sono sempre gli stessi: Grande Germania da una parte, mondo anglosassone dall’altra.
    Io spero che l’Italia faccia come nella prima e non come nella seconda. Ce ne pentiremmo.
    A noi converrebbe parecchio.
    (Oscar, la prego di dare un occhio a questa lettura in termini di equilibrio di Nash della situazione, che ho già postato ieri: hurriyetdailynews.com/Default.aspx?pageID=449&nID=26097&NewsCatID=430)

    Nel frattempo la politica si sta ingegnando per tenere fuori il M5S dal Parlamento. Il “suo” movimento farà il pari con loro.
    italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1782153&codiciTestate=1
    Per me questo articolo andrebbe portato all’ONU, alla Corte Internazionale per i Diritti dell’Uomo, in qualsiasi organizzazione internazionale che possa salvaguardare la democrazia: ai tempi del fascismo nessuno avrebbe avuto il coraggio di scrivere così chiaramente che l’obbiettivo della classe politica è solo salvarsi, rifugiata dentro il palazzo.
    Oscar, non si faccia confondere: serve discontinuità. Se non vuole esporsi in prima persona, capisco, ma la prego di non diventare il ricettacolo del reciclaggio di chi è stato almeno complice nella situazione attuale.
    Tutto nuovo, todo cambia.

  5. Mandingo

    articolo al solito molto interessante e condivisibile. L’unico appunto che mi permetto di fare è che per quanto mi consta nessuno nelle sedi citate da Giannino pensa di monetizzare il debito attraverso dismissioni immobiliari, le dismissioni di cui si parla sono bel altre… più che di dismissioni si parla di saldi estivi (appunto, il tempismo è perfetto).

    Ma rimane un problema, anzi due: il primo è che tali dismissioni da qui a venerdì non si possono fare, e non è un orizzonte temporale a caso quello che ho citato, quindi tali dismissioni possono essere annunciate rimettendosi poi al giudizio del mercato sulla credibilità della parola data, credibilità che mi pare non venga riconosciuta in questo momento (non solo all’Italia, a nessun paese dell’area euro). Oltre a ciò c’è una dinamica puramente finanziaria che ci vede protagonisti di un avvitamento alla greca, avvitamento a cui non possiamo sottrarci, da un lato perchè siamo sottoposti al rispetto di quella sciagurata lettera che Berlusconi e Tremonti si fecero fare lo scorso anno per cercare di avere la forza di fare qualche minima riforma, dall’altro perchè comunque i 400 miliardi per il bail out spagnolo a noi costeranno circa 76 milardini, che non abbiamo e che andranno a sommarsi al debito pubblico.

    Non sono un economista ma mi pare che se anche vogliamo vedere qualche risultato positivo da dismissioni effettuate in tutta fretta e con il coltello alla gola, tale risultato sarebbe vanificato dalla necessità di far fronte alla quota del “salvataggio” della Spagna. Quindi saremmo al punto di partenza. E nella nostra situazione sarebbero anche gli altri stati creditori (si veda la nota Moody’s di ieri sera).

    La questione allora è perchè la Francia, che per tanti versi ha fondamentali ben peggiori dei nostri e una curva del debito sicuramente molto peggiore della nostra, riesce ad indebitarsi a tassi negativi? A mio modo la risposta può solo essere una: perchè al momento tutti sono convinti che il costo della crisi che grava sulle spalle francesi verrà pagato dal vaso di coccio tra i vasi di ferro, cioè noi. Ecco perchè mi chiedo quale possa essere la ragione per cui l’Italia rimanga nell’Euro… l’unica ragione che vedo è che restando nell’euro dovremo fare i compiti a casa, altre non ne vedo. Anzi reputo che i compiti a casa ce li faranno fare comunque, quindi forse è meglio tornare uno stato pienamente sovrano finché possiamo farla, quando saremo sotto bail out non avremo più tale lusso.

  6. Mandingo

    Marco Tizzi :Mumble mumble.siamo certi che i bund siano considerati ancora porto sicuro dagli investitori istituzionali? Per me no. Qual è la conseguenza? Che se il denaro comincia a scappare dai bund i tedeschi sono nella merda: ci hanno spenzolato giù dal burrone e adesso rischiano di caderci loro, mentre noi riusciamo a prendere l’ultimo appiglio.- quale ultimo appiglio? Rumors che ho sentito (insistenti) parlano di una “nuova lira” o un “Euro B” peggato al dollaro e che viene svalutato in maniera molto controllata nell’arco di qualche anno. Conseguenze per l’economia tedesca che all’interno della UE non può mettere dazi? L’ha scritto anche lei: pesantissimeblockquote>

    Due cose:

    – sui bund l’unica cosa che sappiamo, perchè sono giorni che lo scrive la stampa specializzata di tutto il mondo (Italia esclusa, mah), è che al momento TUTTI gli istituzionali che si rispettino stanno shortando (chissà se anche loro hanno una procura simile a quella di Trani perchè guarda un pò prima tutti hanno shortato e la settimana dopo eccoti la solerte agenzia di rating che parla di outlook negativo…)

    – relativamente all’uscita di Italia o Olanda o Finlandia o Irlanda (degli altri non importa nulla a nessuno perchè non sarebbero uscite significative, e comunque questi sono i paesi che (i) hanno un concreto interesse economico a uscire e (ii) hanno una economia che può competere con chi rimane), attenti perchè gira insistentemente voce di uno SME2, ossia un ancoraggio della nuova Lira/Punt/Guilder all’euro con una banda di oscillazione ristretta… è vero che non credo che la nuova Lira si svaluterebbe del 30% come certuni sostengono, ma limitarsi al 5% perdippiù dovendo intervenire sul mercato per non discostarci potrebbe essere una propsettiva non proprio allettante, già abbiamo dato (nel ’92)

  7. Marco Tizzi

    @Mandingo
    Ma se invece la banda di oscillazione fosse sul dollaro, lei come la vede?
    Ovvio che debba essere temporanea altrimenti siamo punto e a capo.

    Per inciso: una soluzione del genere sarebbe uno stimolo molto più forte a riforme serie e razionali della situazione attuale, perché se dico “sto in oscillazione per due anni e poi apro” quando apro devo essere un gioiellino.

  8. Marco Tizzi

    @Mandingo
    Terzo problema sulle dismissioni: per essere serie devono essere almeno 400 miliardi di botto.
    Chi li ha così tanti soldi?
    Senza indebitarsi, perché se il gioco è che le perdite dei debiti privati diventano debiti pubblici e poi tornano debiti privati con in carico però un tot di asset, allora questo si chiama tecnicamente furto.

  9. luca

    siamo fottuti….non ci restano che le armi, tra un pò l’unico vero investimento per il futuro saranno i tanto vituperati F35

  10. Mandingo

    @Marco Tizzi

    per me le bande di oscillazione sono parte del problema, non una possibile soluzione. Marco o Dollaro poco cambia, non possiamo aspettarci che siano altri a farsi carico dei nostri interessi.

  11. Mandingo

    Marco Tizzi :@MandingoTerzo problema sulle dismissioni: per essere serie devono essere almeno 400 miliardi di botto.Chi li ha così tanti soldi?Senza indebitarsi, perché se il gioco è che le perdite dei debiti privati diventano debiti pubblici e poi tornano debiti privati con in carico però un tot di asset, allora questo si chiama tecnicamente furto.

    credo che il ragionamento di Giannino sia che intaccando lo stock di debito anche solo di, diciamo, 100-200 miliardi da un lato si darebbe un segnale inequivocabile al mercato, dall’altro si diminuirebbe il costo che dobbiamo pagare a servizio del debito che, a fronte di una situazione di avanzo primario, potrebbe innerscare una spirale virtuosa. O perlomeno io la vedo così (anche se ho dubbi sul timing della cosa e se valga la pena fare tali sacrifici per restare intrappolati nell’euro)

  12. Marco Tizzi

    @Mandingo
    Sono d’accordissimo, infatti ricordo ancora che prima del ’92 siamo stati anche la quarta economia al mondo.
    E che il declino nasca proprio nel ’92 non mi pare un caso.
    Ho solo paura che senza pegging all’inizio sarebbe un ottovolante, ma forse mi sto fasciando la testa.
    Alla fine quand’ero in Sudafrica il Rand oscillava serenamente del 25% in un anno e stavamo tutti benissimo.

  13. Luca Zerilli

    esploda pure tutto. LAVORO NON C’è!!!! ma l’hanno capito li dall’alto oppure ancora non è chiaro…. quanto devono veder salire la disoccupazione prima di far qualcosa di concreto? la mia paura è che non sappiano proprio dove sbattere la testa….

  14. Mario Zacchi

    Per quanto difficilissima, preferisco la strada Monti: mettere equilibrio nei conti e solo dopo, semmai, vendere patrimonio pubblico. Diversamente sarebbe come se la mamma del drogato lasciasse il figlio aggirarsi indisturbato in camera da letto, dove tiene anelli e collane.

    Circa la vendita, poi, preferirei di gran lunga l’ idea suggerita ormai da tempo che si sia noi italiani a comprare quote di un fondo in cui convergono gli asset. Un modo per conservare le nostre cose, ma soprattutto un modo per richiamarci tutti ad un po’ di dignità che è l’ unica vera cosa che ci manca e che genera tutti in ostri mali.

  15. luca

    Mario Zacchi :
    Per quanto difficilissima, preferisco la strada Monti: mettere equilibrio nei conti e solo dopo, semmai, vendere patrimonio pubblico. Diversamente sarebbe come se la mamma del drogato lasciasse il figlio aggirarsi indisturbato in camera da letto, dove tiene anelli e collane.
    Circa la vendita, poi, preferirei di gran lunga l’ idea suggerita ormai da tempo che si sia noi italiani a comprare quote di un fondo in cui convergono gli asset. Un modo per conservare le nostre cose, ma soprattutto un modo per richiamarci tutti ad un po’ di dignità che è l’ unica vera cosa che ci manca e che genera tutti in ostri mali.

    ricompralo noi??? Ovvero un altro indebitamento…. a

  16. Fabrizio Capone

    Siamo in guerra! L’ha detto pure Monti… Non c’è alternativa: se siamo davanti al baratro (come sostiene Giannino e io personalmente condivido quest’opinione) non possiamo più permetterci lo status di “non belligeranti”. A questo punto io preferisco l’alleanza con gli anglosassoni. La storia anche recente ci insegna che quando ci siamo alleati con i Tedeschi ci è andata sempre male…

  17. Francesco

    Caro Oscar,
    a me sembra che, come lei preannucia da tempo col la canzone “this is the end” dei Doors, che siamo arrivati … alla fine, appunto. Che si dovesse arrivare alla resa dei conti si era capito da tempo, il dubbio era solo sul quando. Io avrei scommesso su Settembre, ma forse sarà prima. D’altro canto questo gioco delle tre carte non poteva continuare troppo a lungo. E inutile concentrarsi su strumenti finanziari che aggiungono debiti su debiti che nessuno potrà pagare perché le economie reali sono in recessione, strozzate dalle tasse, e quindi con prospettive di sviluppo negative e , di conseguenza, gettito fiscale in diminuzione. Penso che ormai siamo fuori tempo per adottare tutte quelle misure che avrebbero senza dubbio consetito di avere un situazione dell’economia se non positiva quanto meno accettabile. Monti, a mio giuduzio, a delle responsabilità enormi, sia nella sostanza che nella forma: ha preso in mano un paese sull’orlo del fallimento e invece di addotare le misure giuste, cioè tagli consistenti della spesa, ha fatto l’opposto di quello che doveva fare: ha aumentato le tasse che, comìè noto, gravano sulla parte “sana” dell’economia e aumentato la spesa, stringendo definitivamente il cappio al collo del sistema Italia, azzerando tutte le possibilità di ripresa future a causa dell’enorme debito, da lui incrementato. però ha pensato bene, nel migliro stile berlsuconiano, di prenderci in giro, dicendo prima quan’era in viaggio in Cina che la crisi era finita, poi da Mosca, quando lo spread schizzava alle stelle, che lui pensa all’economia reale (quale? quella in recessione strozzata dalle tasse che lui ha aumentato?). Poi, ciliegina sulla torta, con la faccia di bronzo che più di bronzo non si può, da al suo amichetto di nuova nomina in RAI 650.000 Euro lordi di stipendio, pagati dal contribuente, mentre pensa di congelare la 13a della pensione da mille euro e meno. Secondo me andrebbe precessato per alto tradimento, altro che. Intanto i consiglieri regionali Siciliani continuano a perceprie 17.000 Euro NETTI AL MESE !!!! La regione Sicilia ha più dipendenti di sua maestà britannica, ci sono più auto blu nella regione Lazio che in tutti gli states ecc. Perché Monti è peggio dei Governi ch elo hanno preceduto? Perché almeno loro avevano la scusa che tutto sommato le cose non andavano così male. Oggi, invece, con il malato Italia allo stadio terminale in modoo conclamato lui continua imperterrito con gli stessi comportamenti dei suoi compagni di merende che lo hanno preceduto, e in più sostenuto da larga parte della stampa Italiana, come in un vero regime. Cero, fincheé gli Italiani continueranno ada ccetare tutto in modo supino perché questa banda bassotti dovrebbe rinunciare alle sue ricche prebende. Arraferranno fino all’ultimo, come l’Avaro di moliere che in punto di morte tende la mano per acchiappare il crocifisso d’oro del prete che è chinato su di lui per darli l’estrema unzione.

  18. riccardo

    @Marco Tizzi
    caro Marco: il Sud Africa però ha una cosa che a noi manca: risorse naturali. ( tra l’ altro col metodo Fischer-Tropsch non hanno neppure problemi per il petrolio) come Lei certamente sa.
    Se tornassimo alla Lira il conto energetico che dovremmo pagare quanto alto sarebbe? Svalutazione e conto energetico potrebbero controbilanciarsi e rendere quindi le nostre esportazioni non così favorevoli ( dati i costi di produzione di molti settori) come noi pensiamo.Negli anni 90 il costo al barile era decisamente inferiore ad Oggi. Sapremmo resistere liberi con la nostra Lira nel mondo moderno? Nel frattempo sono anche cresciute economie quali BRICS ma non solo. Anche il Sud Est asiatico è in crescita costante.
    Siamo sicuri che staremmo in piedi con le esportazioni?O competitor quali Turchia, Brics etc potrebbero comunque ridurre significativamente la nostra quota export?

  19. mick

    @Marco Tizzi @ altri… sono d’accordo con voi
    Siamo alla frutta. L’immobilità europea, le improvvide dichiarazioni di soloni germani ed FMI lasciano capire che un piano B per salvarci il lato B è assolutamente indispensabile.

    P.S. Forse qualcun altro avrà notato il mutato atteggiamento della Francia e lo stranissimo calo dello spread francese… ho paura che il caro Hollande abbia fatto il gioco delle tre carte. Sostanzialmente ho l’impressione che abbia usato il piano Monti per ottenere che qualcuno (chissa chi?) gli comprasse i suoi titoli del debito

  20. mick

    Leggo solo adesso la parte dell’articolo di Giannino dove parla della Francia… ovvio quindi che la cosa non sia passata inosservata!

  21. Marco Tizzi

    @riccardo
    E’ vero che a noi mancano le risorse naturali, ma è anche vero che al SA quando c’ero io, nel 2006-2007, mancava quasi completamente la trasformazione. E questo li rendeva poveri perché vendevano materia prima (petrolio ne hanno sempre avuto molto, il titanio copre le spiagge, qualsiasi minerale, il legno, anche l’agricoltura… lasciamo stare :)) e reimportavano prodotti lavorati.
    Oggi questo sta cambiando, ma comunque resta il fatto che trasformare ha un valore aggiunto talmente enorme che il prezzo dell’energia e della materia prima, se resta in oscillazioni sensate (il 20-25%, davvero, non si sente), si può assorbire serenamente.
    Soprattutto quando, come l’Italia, si produce per nicchia e con alto valore aggiunto: fare concorrenza alla cina sul low-cost di prodotti ad alta manodopera è comunque senza senso, anche oggi.
    Negli anni 80 non avevamo una moneta forte eppure abbiamo finito il decennio al quarto posto al mondo.
    Possiamo tornare lì.

    D’altra parte che alternative abbiamo?
    Solo peggiori.
    Quindi io dico: signori, abbiamo una mano forte e cioé il nostro debito pubblico, che nessuno vuole far defaultare, e la nostra industria, che ci rende comunque un’economia solida. Andiamo a vedere il bluff dei tedeschi: mettiamo una roadmap ultrastringente sull’unione politica. Tipo: si fa e si fa in 3 mesi o siamo fuori.
    Loro diranno “nostra crante costituzione non ci gonzente di fare crante campiamento in poco tempo”. Noi li salutiamo, mettiamo la freccia e andiamo.

    L’unico mio cruccio è che oggi l’industria occupa pochissimo personale, ma con un po’ di aiuti fiscali, che con una banca centrale propria son più facili da attuare, si può lanciare anche i servizi.

    Insomma: sarà dura e ci sarà tanto da fare, ma altrimenti restiamo qui a guardare la nave che affonda e questa cosa non mi piace per niente.

  22. Nicola Accarino

    L’Italia è una società sotto capitalizzata molto indebitata verzo terzi con un conto economico in perenne perdita in cui i soci sono mediamente molto ricchi e il capitale sociale è risibile. Per pagare i debiti l’amministratore va in banca per chiedere un prestito. Il direttore dice: se credi nel futuro nella tua società chiedi prima il danaro ai tuoi soci e poi la banca può fare la sua parte; se i soci non credono nella loro società perchè ci deve credere la banca? Devo chiedere le fideiussioni ai soci! E poi, quali possibilità concrete ha la banca di riprendere i suoi soldi se la società perde ogni anno? Deve escudere le fidejussioni? Ti consiglio – dice sempre il direttore – prima di tutto di azzerare stabilmente le perdite aumentando le entrate e riducendo le uscite poi di ricapitalizzare la società con l’intervento dei soci e poi puoi tornare in banca per un prestito. Forse a quel punto non ne hai più bisogno!

  23. omero mastix

    @Francesco
    Il guaio è che Monti è un incapace e non sa di esserlo; con un po’ di ironia butta sugli altri la responsabilità della situazione, ma ormai il gioco è scoperto. Invece di lagnarsi si presenti in parlamento e dica chiaramente cosa occorre per “salvare l’Italia”. Poi lasci agli elettori la risposta.

  24. Erix

    SvalutaTe l’euro!
    Alla parità col dollaro se non a meno, i venti smetteranno di soffiare le acque si calmeranno e tutto sembrerà un brutto sogno….

  25. riccardo

    @Marco Tizzi
    Caro Marco. Sul discorso di mettere pressioni ai tedeschi mi trovi perfettamente d’ accordo.
    Sul resto non lo so.
    Oscilerebbe solo di un 20-25% il nostro costo energetico? Quanto ci è rimasto di produzione ( lavorazione) ad alto valore aggiunto? Abbiamo perso la chimica, le biotecnologie, la farmaceutica, auto lasciamo perdere. Ci restano si produzioni di nicchia sono d’ accordo Ma sono sufficienti a far marciare il paese in modo dignitoso?
    E lo shock iniziale riusciremmo a sopravvivere a quello?Soprattutto ci sarebbe la coesione socilae necessaria per affrontare anni di povertà e risollevarsi: io ne dubito, purtroppo.
    Non lo so. Restare in un Euro così è la morte lenta. Uscire, mi pare però la morte veloce.

  26. Marco Tizzi

    @riccardo
    Ho lavorato per tanti anni per i tedeschi e mi ha fatto imparare ad adorare una cosa degli italiani: noi abbiamo tanti difetti, ma innanzitutto li mettiamo sempre tutti in piazza, anche quando non sono veri o non sono difetti, e soprattutto non ci rendiamo MAI conto dei nostri punti di forza.
    Il mondo invidia la nostra industria, i nostri prodotti, il nostro design, la nostra capacità inventiva.
    Non siamo così messi male, dai!
    Abbiamo questo problema immenso della classe politica e di un pezzo di classe dirigente anche nel privato, ma stai tranquillo che ce la facciamo, sappiamo farcela, quando c’è da lottare tiriamo fuori tutto quello che siamo bravissimi a tenere nascosto a noi stessi.
    Se siamo sicuri che l’Euro sia la scelta giusta, per tutti, ok, parliamone, ma se non vogliamo mollarlo solo per paura, allora no!
    Paura non dobbiamo averne, davvero.

  27. Nicola

    @Mario Zacchi
    Sono d’accordo. L’unica strada per non fallire è internalizzare il debito con un provvedimento forzoso che converta una quota consistente (200 miliardi di €) dei fondi, delle obbligazioni, dei conti di deposito in BTP a 10 anni al tasso dei bund tedeschi. Da qui a fine 2012 non avremmo bisogno di andare sul mercato per i titoli in scadenza. Vedrete come cala lo spread e soprattutto ci cominceremmo a liberare da questa forma di schiavitù in cui siamo caduti: siamo schaivi per debito. Ci costa sacrificio ma il debito fatto dai nostri politici purtroppo lo dobbiamo pagare noi e i nostri figli!

  28. stefano romei

    oramai è chiaro che o schianteremo subito o ci attenderà la morte per inedia nel giro di pochi anni.
    secondo me o svaluta l’euro pesantemente o ne dovremo uscire di corsa.
    la nostre forze sono la manifattura,il turismo,l’agro alimentare.tutti settori che farebbero boom con una svalutazione del 30%.la fiat non delocalizzerebbe più in serbia o polonia e tutti tornerebbero giocoforza a fare impresa quà.un valore minore degli immobili per i paesi dalla moneta forte li porterebbe a comprare casa quà e questo farebbe ripartire anche il settore immobiliare oggi paralizzato.
    le materie prime costerebbero di più ma i nostri prodotti reggerebbero benissimo.
    insomma da quando siamo nell’euro la ns economia è in retromarcia.
    abbiamo avuto qualche anno di bengodi dato da prestiti a basso costo ed indebitamento in genere.
    è ora di tornare a lavorare se non vogliamo lasciare un paese di carta alle prossime generazioni.
    bruciata ovviamente

  29. Mike

    Caro Giannino, i nodi sono arrivati al pettine e devono essere sciolti. Azzardo un pronostico. Io credo che i soliti noti sceglieranno finalmente la strada dell’abbattimento del debito pubblico attraverso la cessione degli attivi patrimoniali pubblici, da Lei da sempre caldeggiata. Non per convinzione, ma perché, diversamente, dovrebbero fare i conti con la ribellione dei contribuenti – elettori, al più tardi nella primavera del 2013. In ogni caso, sarò con Lei, in piazza, contro l’eventuale esproprio di Stato.

  30. Ricardo

    @ chi propone l’uscita dell’Italia dall’Euro

    Io invece temo che stiate sottovalutando le conseguenze per il nostro Paese – secondo molti una svalutazione anche del 40% non è così improbabile.

    E’ vero che, in realtà, nessuno sa davvero cosa succederebbe, ma questa incertezza dovrebbe essere motivo di ancor maggiore cautela.

    Ma al di là di questo, c’è anche una questione di lungo periodo che dobbiamo considerare, ed è nel motivo stesso di esistenza dell’EU e dell’Euro.

    Nel lungo periodo, in un mondo globalizzato, nessuno dei membri dell’EU può immaginare di andare avanti da solo, certamente non l’Italia, ma nemmeno la Francia o la Germania.

    Molto più che la paura della svalutazione o del default (che sarebbero catastrofici, ma prima o poi ne verresti anche fuori), sono le prospettive di lungo periodo che ci dovrebbero spingere a salvare l’Euro e l’EU.

    E diciamoci la verità: se cade l’Euro, possiamo scordarci non solo l’unione politica, ma probabilmente anche il mercato unico e ogni altro futuro tentativo di integrazione.

    Siamo tutti d’accordo che l’Euro e l’EU, così come sono, non possono sopravvivere – ma l’unica strada possibile è in avanti: maggiore integrazione, sia dei mercati e che politica, condivisione dei debiti ma anche cessione di sovranità dai Paesi all’Europa.

  31. Marco Tizzi

    @Ricardo
    Posto che non sono un euroscettico a prescindere, semplicemente mi rendo conto che così non va e quindi cerco di valutare le cose col massimo della razionalità (e del tornaconto).
    La svalutazione del 40% all’interno dell’UE non è pensabile perché semplicemente tutta Europa verrebbe a fare la spesa in Italia, di qualsiasi cosa. Con internet è anche più semplice di 20 anni fa.
    Anche questa cosa che il Paese piccolo con moneta propria non ce la faccia nel mondo moderno mi sembra non corroborata dai fatti: mi pare che in Svizzera e Danimarca, per dirne due, si stia benissimo e si sia parecchio competitivi.
    La cosa che non capisco è associare l’Euro all’UE: perché mai? Anzi, con monete proprie si potrebbe pensare all’unione politica e fiscale nel lungo periodo senza l’ansia da costituzione tedesca.
    E alla fine del processo avere Stati Uniti d’Europa e moneta unica.
    Cosa che, però, non piace a quasi nessuno al di sopra delle Alpi. Quindi?
    Devo diventare povero per inseguire una chimera che gli altri non vogliono?

  32. mick

    @Ricardo
    Giusto ma bisognerà prima o poi prendere atto del fatto che c’è a chi interessa ben poco (o solo a parole) una vera unione europea.
    All’Italia possono essere addebitati un montagna di errori e manchevolezze ma di certo non un atteggiamento sfavorevole ad una più stretta integrazione. Non so quanto consapevole delle conseguenze ma di fatto …
    Il punto poi è che francamente anche se per il rotto della cuffia l’Euro dovesse salvarsi nella sua forma attuale LA FIDUCIA reciproca è già stata abbondantemente esaurita ed una eventuale uscita dalla crisi non farebbe altro, paradossalmente, che aumentare i disincentivi a proseguire sulla via dell’unione. O si procede subito allo scambio più Unione in cambio di metodi cooperativi di gestione dei debiti oppure qualsiasi cosa ci riservino i prossimi mesi di certo l’Unione è finita. Finita perchè come si è sempre detto l’esperimento europeo è uno strano marchingegno che se non va avanti, va indietro. Non può di certo star fermo!

  33. Marco Tizzi

    @Ricardo
    Per capirsi con chi abbiamo a che fare:

    spiegel.de/international/europe/german-reaction-to-moody-s-outlook-cut-for-german-triple-a-rating-a-846172.html

    Ci rendiamo conto?
    Voglio dire: qui c’è l’armageddon e questi scrivono che “la Germania non ha risorse infinite” (ma dai? E secondo voi perché tre quarti di mondo chiede la garanzia della Banca Centrale?) e che “i tedeschi non accetteranno nuovi aiuti alla Grecia” (sono rimasti solo i tedeschi in tutto il mondo a preoccuparci della Grecia).

    Adesso giro la questione: non me ne frega niente se i tedeschi ci vogliono o non ci vogliono nell’Euro, sono IO che non voglio stare sotto la stessa moneta con gente così ignorante!

  34. Mandingo

    Ricardo :@ chi propone l’uscita dell’Italia dall’Euro
    Io invece temo che stiate sottovalutando le conseguenze per il nostro Paese – secondo molti una svalutazione anche del 40% non è così improbabile.

    Siamo tutti d’accordo che l’Euro e l’EU, così come sono, non possono sopravvivere – ma l’unica strada possibile è in avanti: maggiore integrazione, sia dei mercati e che politica, condivisione dei debiti ma anche cessione di sovranità dai Paesi all’Europa.

    Buonasera,

    a chi si riferisce quando dice che secondo alcuni una svalutazione del 40% o più non sarebbe improbabile nel caso di uscita dall’euro? glielo chiedo perchè pur non essendo un economista per lavoro leggo ricerca economica e macroeconomica ogni signolo giorno e a me risulta che il consensus indichi una svalutazione, rispetto al CoreEuro o NuovoDM che voglia dirsi, di circa il 10% nel medio periodo. Il 10% non è poco, sia chiaro, ma da qui a sparare il 40%… consideri che le stesse analisi parlano di una svalutazione max del 30% per la Grecia…

    c’è poi da considerare un’altra cosa: al momento l’euro è basso rispetto alle altre valute perchè “beneficia” della crisi dei paesi periferici. Nel caso di uscita dall’Euro dei paesi periferici non sarebbero tanto le loro valute nazionali a svalutarsi (o non tutte, penso ad esempio alla Lira, al Punt, o al Guilder che potrebbe addirittura apprezzarsi), quanto il CoreEuro/NuovoDM a rivalutarsi. Ergo la svalutazione della nuova Lira nei confronti del dollaro o dello Yen sarebbe ancora più contenuta del 10% prima citato. E consideri che le materie prime le paghiamo (ancora) tutte in dollari… questo per dire che il problema vero dell’uscita dall’Euro non sarebbe la svalutazione nostra, il problema sarebbe tutto politico perchè nel caso di nostra uscita le conseguenze politiche ed economiche per Francia e Garmiania sarebbero pesantissime, questa è la vera questione di cui non si parla mai.

    Sulla maggiore integrazione non conosco paese in cui i cittadini vogliano questa maggiore integrazione, i tedeschi non vogliono integrarsi con noi, i finlandesi nemmeno, gli olandesi men che mai, non possiamo dimenticarci questo fatto, in Italia diamo per scontato che la democrazia non valga nulla, “all’estero” non è (sempre) così, nessun politico tedesco farà mai digerire al suo elettorato una integrazione con i paesi del sud europa. Legga i quotidiani “stranieri” e veda un pò cosa dicono le varie persone che intervengono a commentare gli articoli, c’è da fare accapponare la pelle… l’Europa come la descrive lei e altri in Italia è una prerogativa solamente italiana, in nessun altro paese c’è questo feticcio dell’Europa unita.

  35. Paolo Piccardi

    Sono perfettamente d’accordo con il direttore Giannino, la situazione alla quale siamo giunti era scritta vedendo la politica del governo di monti, ha provato sulla via delle tasse e continuando a maciullare le imprese, salari fermi da 10 anni, disoccupazione record per non parlare dei giovani che ormai lavoro e pensione sono diventati un miraggio, e adesso siamo con lo spread dei tempi delle dimissioni del berlusca, cosa è cambiato??NULLA, PIU’ TASSE E MENO SOLDI IN TASCA AGLI ITALIANI, a questo punto ad agosto sono curioso di vedere che cosa tireranno fuori dal cilindro, con una patrimoniale verrebbe giù l’italia(sarebbe ora), altro che patrimoniale, facciamo vendere un pò di beni dello stato e per un paio d’anni abbassiamo le tasse alle imprese del 20-25% e ridiamo fiato alla cosidetta economia reale, siamo nel baratro, ormai è questione di settimane, giorni….ore….giannino salvaci tu!

  36. Lorenza Largaiolli

    Monti avrebbe dovuto fare un sacco di cose che non ha fatto, . Solo in Italia i taxisti riescono a fermare un governo! Sono molto delusa da questo governo, mi aspettavo molto di più. Ce lo meritiamo lo Spread oltre i 530 punti!

  37. Mandingo

    Paolo Piccardi :Sono perfettamente d’accordo con il direttore Giannino, la situazione alla quale siamo giunti era scritta vedendo la politica del governo di monti, ha provato sulla via delle tasse e continuando a maciullare le imprese…

    non voglio fare il difensore d’ufficio del Prof. Monti ma mi permetto di ricordare come le politiche messe in atto dal Governo siano quelle che l’europa ci ha chiesto con quella famosa lettera della BCE in data 5 agosto 2011

    per chi se la fosse dimenticata ecco il link

    http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_inglese_304a5f1e-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml?fr=

  38. Marco Tizzi

    Mandingo :

    Terzo problema sulle dismissioni: per essere serie devono essere almeno 400 miliardi di botto.Chi li ha così tanti soldi?Senza indebitarsi, perché se il gioco è che le perdite dei debiti privati diventano debiti pubblici e poi tornano debiti privati con in carico però un tot di asset, allora questo si chiama tecnicamente furto.

    credo che il ragionamento di Giannino sia che intaccando lo stock di debito anche solo di, diciamo, 100-200 miliardi da un lato si darebbe un segnale inequivocabile al mercato, dall’altro si diminuirebbe il costo che dobbiamo pagare a servizio del debito che, a fronte di una situazione di avanzo primario, potrebbe innerscare una spirale virtuosa. O perlomeno io la vedo così (anche se ho dubbi sul timing della cosa e se valga la pena fare tali sacrifici per restare intrappolati nell’euro)

    Caspita, ma non stiamo un attimo perdendo il senso dei numeri?
    A me 100-200 miliardi di privatizzazione vera, quindi NON a banche, altrimenti si torna al punto di partenza e non si fa altro che spostare asset e debiti, mi sembra una cifra enorme, spropositata.
    Però, per carità, non è che sia contrario, solo mi pare un salto in avanti un po’ semplicistico.
    Sono certo che Giannino abbia in testa qualcosa di concretamente fattibile, perché non è il tipo da sparare la prima cazzata che gli salta in testa, però diciamo che vorrei qualche dettaglio in più su modi e tempi.

  39. Marco Tizzi

    Nel frattempo a Roma si pensa a fantomatici presidenzialismi, con un tocco di genio di uno dei più geniali dei nostri esponenti, il signor GASPARRI:
    «Il presidenzialismo non è una scelta di propaganda e nemmeno una bandiera da sventolare. È una scelta che guarda al futuro, ad un rafforzamento della democrazia diretta»

    Qualcuno per favore gli spieghi che la democrazia diretta è il CONTRARIO della democrazia rappresentativa.
    E il presidenzialismo è la forma più forte di rappresentatività (uno per tutti).

    Insomma, vi prego, qualcuno gli faccia capire che non capisce un cazzo.

  40. Riccardo

    This is the end, beautiful friend
    This is the end, my only friend, the end
    Of our elaborate plans, the end
    Of everything that stands, the end
    No safety or surprise, the end
    I’ll never look into your eyes
    Again

    Special cover by the Euro Music Band: Angela Merkel, sax Mario Monti, keyboards, Francois Holland, Drums, Mariano Rajoi, guitar. Christine Lagarde, singer

  41. Vincenzo N.

    Giannino, Lei con MM è troppo buono. Si ricordi che l’uomo non è stato eletto, è arrivato lì con una nomina da senatore a vita e pieni poteri. Senza assolvere chi lo ha preceduto (tutt’altro!!!) bisogna riconoscere che MM è stato un perfetto incapace che si è lasciato sedurre dalle sirene ed ora si avvita in una situazione che ha contribuito a creare perpetuando i danni che sta facendo da quando è lì.
    E’ ora di rendere pubblico il bilancio dei suoi fallimenti senza riconoscergli l’alibi del pregresso: ha fatto una riforma delle pensioni inutile in relazione all’emergenza della situazione, essa sarebbe stata digeribile nel dopoguerra NON durante la guerra; ha peggiorato la legislazione del mercato del lavoro consegnandone l’applicazione alla magistratura e rendendola di fatto imprevedibile e non interpretabile, l’esatto contrario di ciò che serviva; ha messo la patrimoniale sulla casa (senza spenderne il nome) trasferendo alla speculazione il gettito da essa procurato, in pratica pur di mantenere in vita i suoi elettori non ha esitato ad espropriare il risparmio degli Italiani.
    Mi pare che ciò basti e avanzi per dire che così non si può continuare. Ora lo attendiamo al varco della nuova patrimoniale, se gli Italiani non sapranno organizzarsi, ebbene, saranno condannati a vita, condannati a pagare ogni anno senza nessuna possibilità di uscire dalla gabbia di cui la nostra nomenclatura conserva le chiavi.
    E’ in atto una sorta di nazionalizzazione del debito pubblico, quando invece il mostro ha beneficiari esclusivi sui quali bisogna agire. Ci rimane mezza estate per scappare da questa follia e purtroppo il potere decisionale appare ben saldo nelle mani dei congiurati che hanno stretto un patto a loro esclusivo vantaggio con gli stranieri.
    La storia dell’Italia sta per ripetersi ancora una volta.

  42. Claudio Di Croce

    Sono stupito ma non troppo che dei sudditi siano contenti di farsi rubare altri soldi in modi e con accorgimenti diversi dallo Stato ladro che andranno a vantaggio di quella classe politico-burocratica che ci ha portato alla rovina , invece di essere decisamente dalla parte di chi vuole vendere l’immenso patrimonio pubblico . L’obiezione è la solita : non è il momento, i prezzi sono bassi, non si deve svendere . Ma quando uno stato è in fallimento DEVE VENDERE il suo patrimonio , prima di rubare altri soldi ai suoi sudditi . Se la situazione fosse favorevole gli stessi che dicono che non si deve svendere , direbbero : ma che ragione c’è per vendere ? Io non so quanti di queste persone , anche su questo blog ,sono tra coloro che approfittano di un patrimonio che nominalmente è di tutti , cioè pubblico, ma in effetti è goduto da una massa di ladri e approfittatori , politici, loro parenti e amici, burocrati, loro parenti e amici e altri ladri sciolti.

  43. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Claudio, ma la mia domanda è: chi compra? C’è qualcuno che compra?

    Perché il mio timore è che ce li facciano comprare a noi a forza.
    Che, per carità, è meglio di una patrimoniale che sarebbe, spero con tutto il cuore, la scintilla della rivoluzione, ma cmq sarebbe un prenderlo in quel posto senza nemmeno un accenno di lubrificazione.

  44. Vincenzo N.

    @Marco Tizzi
    Esatto Marco, la Patrimoniale, se la tenteranno (e la tenteranno), sarà la migliore opportunità che ci verrà offerta per ribaltare il tavolo.

  45. Marco Tizzi

    @Vincenzo N.
    Problema: i figli di puttana (scusate, non mi regge più la pazienza) se la fanno la fanno a ferragosto.
    La gente non torna dalla spiaggia per far la rivoluzione.
    E già oggi ho sentito un’idea dei termini: è considerato “patrimonio” un ammontare sopra i 200 000 euro ovviamente SENZA detrarre i debiti.
    Quindi quasi tutti i possessori di casa son dentro, anche se stan pagando le rate del mutuo.
    Tra l’altro otterrebbe lo stesso effetto del prelievo forzoso di Amato: evada chi può.
    D’altra parte se mi rubi i soldi dal conto corrente vale tutto.
    Io preferirei la forca, ma capisco chi si limita all’evasione.

  46. Mirko

    Accidenti Giannino stavolta si è incazzato sul serio…,meglio tardi che mai, quando io gliel’avevo già anticipato qualche settimana fa che prima o poi dovevano intervenire le piazze , mi aveva preventivamente cancellato…
    Comunque spero che tutto questo non avvenga, anche se non saprei dire in che modo lo si possa evitare.

  47. Alessandro

    Io non vedo l’ora di andare nelle piazze! C’è qualcuno là fuori che abbia una benché minima leadership, da portarmi con lui?

  48. marco

    Io sono un fautore della ristrutturazione della pubblica amministrazione, meno politici ci sono in circolazione meno corruzione e maggior qualificazione dei “pochi”. lo slogan 1000 comuni 10 regioni zero province. quota massima di partecipazione di capitale pubblico in una qualsiasi impresa <20%. Poi dismissioni a gogo a cominciare dalle reti televisive alle caserme alle scuole non utilizzate, privilegiando asili e centri per anziani. Privatizzazione del sistema carcerario e pagamento della retta a carico del detenuto. Gli investitori che vedono tali segni di discontinuità capiscono che non ci sarà più trippa per gatti a cominciare da Hollande che sta trastullandosi guardando a noi, che girata la boa andiamo a togliergli il refolo d'aria per le sue vele, e cominciamo a divertirci

  49. vittorio

    E’ ammirevole il tuo spirito rivulozionario.
    Adesso vuoi la piazza.
    E quando nel mirino c’erano pensionti ed operai ?
    gratta gratta….

  50. Mike

    E’ l’idea “suggerita” dalla Germania (230.000 / 240.000 euro). Ma non può passare, pena la rivoluzione. Inoltre, il prezzo da pagare elettoralmente sarebbe troppo alto e alla poltrona certa gente non ci rinuncia.@Marco Tizzi

  51. comprate dollari .
    l’europa si e’ attegiata per dieci anni a superpotenza economica pur non avendone le qualita’ .
    Ci si e’ illusi che una bel palazzo , nel quale si decide se la pizza e’ italiana o meno , e quattro firme su un trattato potesso bastare per aggregare culture cosi’ diverse.
    Be’! Le altre superpotenze ora ci porgono il conto , speculando e trasformando la grande Europa in terra di conquista.
    E’ una nuova era dell’oro per molti fuori dall’euro . Oggi si comprano banche e societa’ a prezzi scontatissimi mentre piccoli uomini giocano ancora a fare i grandi .
    Cara Europa spero che esista un’aldila’ perche’ ho paura che la tua fine sia vicina.
    in bocca al lupo a tutti

  52. John Johnson

    Monti, glorificato dai giornalisti di corte come un padre della patria, non è altri che l’ultimo l’epigono dei troppi comandanti imbelli e vigliacchi che da Badoglio in poi ci siamo meritati. È un curatore fallimentare che, preoccupandosi solo di tutelare gli interessi multinazionali (nord-europei e americani), ci consegna senza condizioni, ad un destino di vinti.
    Monti – professore con una bibliografia inversamente proporzionale alla sua presunzione– grazie ai servigi offerti ai poteri forti internazionali, è ora accreditato come il più servizievole gabelliere di Brenno – il druido- per riscuotere il bottino di una guerra persa ma non combattuta. . L’imposizione di nuove gabelle – sui beni più cari e più sacri – per la loro modalità e consistenza sono un beffardo “Vae Victis” che ci offende e ci umilia.
    Prego la Provvidenza che offra al nostro “volgo disperso che nome non ha” un nuovo Furio Camillo che gridi forte “Non auro sed ferro recuperanda est Patria” .
    Perché la salvezza verrà dal ferro delle nostre officine (per onorare il nostro ingegno ) e da quello delle nostre armi (per purificare e derattizzare la Nazione), non certo dall’oro che verseremo per ingraziarci i potentati di Francoforte.

    “The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants” Thomas Jefferson

    IO NON VOGLIO MORIRE SENZA COMBATTERE.

    John Johnson

  53. A.Smerieri

    Io sono con lei, Oscar. Da tanti anni attendiamo il vero partito liberale che l’Italia non ha mai avuto. In piazza non solo per la patrimoniale, ma per vere riforme liberali nel mercato del lavoro, nelle professioni, nelle corporazioni. Sono d’accordissimo anche con la necessita’ di vendere asset pubblici, ma, su questo, conservo un grande dubbio. Chi se li compra i nostri miliardi di immobili pubblici? Inoltre Vaciago (non il solito politicante) ha ben spiegato di aver partecipato alla prima dismissione in cui la folle burocrazia di enti locali, regole, sovrintendenze permetteva giusto di “vendere una caserma ogni tanto”. Per vendere la nostra marea d’immobili servono quindi compratori (totalmente assenti, al limite un fondo cinese si compra il Colosseo e uno arabo la torre di Pisa) e un “dittatore del debito” che possa cambiare destinazioni d’uso e regole infischiandosene della nostra folle burocrazia.

  54. marco

    mah.minacciare di tornare alla lira. con tutti quei titoli di stato in pancia alle banche.

    se vogliamo fare una minaccia più credibile, nel senso che causerebbe grossi danni anche agli altri, usiamo quella della ristrutturazione del debito alla uruguayana. la francia con i 300 e passa mld di esposizione verso di noi, non credo che resterebbe così tranquilla.

  55. Luca Piccolo

    Io mi sono rotto le palle di urlare nelle piazze.
    Voglio affosare del tutto l’italia.
    Quel che ne risorgerà sarà sicuramente migliore.
    Falliamo, torniamo alla lira, e se ci riusciamo falliamo nuovamente.
    secondo me è l’unico modo, il più giusto per ricordare la seconda repubblica.

  56. Enrico F

    @Nicola Accarino

    Alla sua condivisibile analisi, aggiungo solo che i soci messo mano al portafoglio per ricapitalizzare l’azienda, dovrebbero allontanare quel cattivo amministratore che ha portato l’azienda a perdere soldi per anni…

  57. Francesco_P

    Il vostro vicino di casa ha l’impianto elettrico che non funziona e rischia un corto circuito. Voi cosa fate? Gli mettete una potente bomba in casa che quando esploderà distruggerà anche in vostro appartamento. Questa è la lungimiranza dei tedeschi, dei francesi e del FMI!

    La recessione è frutto del superamento del limite dell’imposizione fiscale. Anche un solo centesimo di tasse in più è una vera e propria bomba che non solo ucciderebbe l’Italia, ma scatenerebbe un’esplosione tale da coinvolgere pesantemente le nazioni vicine. Lapalissiano.

    Le euro-burocrazie sono tutte affratellate; le semplici e chiare ricette suggerite dal buon senso come dismissione del patrimonio pubblico, liberalizzazioni vere, SEMPLIFICAZIONE amministrativa, ecc., se portate avanti in una nazione finirebbero per contagiare gli altri. Meglio far finta di non vedere la realtà ed andare incontro incoscientemente ad un destino infausto per tutta l’Europa.

  58. micky

    Purtroppo non si frigge con l’acqua e tantomeno con l’acqua benedetta di Monti. Tuttavia se lo spread sale qualcuno vende ma chi è che sta comprando? Sono forse le banche italiane a comprare? Se sono le banche italiane a comprare prima o poi dovrà finire questa storia delle impennate dello spread. E a quel punto solita legge all’italiana che cambia le carte in tavola e le obbligazioni italiane in mano agli italiani potranno essere ripagate a babbo morto. Oppure mi viene da pensare che sia solo speculazione per tassare molti e pagare gli interessi a pochi che rastrellano obbligazioni.

  59. Marcello

    Un popolo di ignoranti guidato da irresponsabili!
    Altro che commissario per la regione Sicilia, qui la soluzione è un commissario per la classe politica italiana…accidenti a quante cose ci sarebbero da fare prima della patrimoniale!!!

  60. LucaS

    1) Totalmente d’accordo con lei Giannino! Ma la cosa peggiore è che questi qui del governo tecnico sembra che stiano su Marte! Per es. Giavazzi ha consegnato ormai da tempo un riordino organico dei sussidi per ridurre le tasse alle imprese… e allora cosa diavolo aspettano a presentarlo al parlamento ma soprattutto ai mercati? C’era l’occasione della spending review e cosa partoriscono? Una riaspamio ridicolo di 5 miliardi di euro… ma si rendono conto o no che sono ridicoli a dir poco? E poi hanno anche la faccia tosta di parlare della speculazione, della Germania e dire che chi non compra i btp è un criminale quando sono loro i primi a mettere al sicuro i loro risparmi…. questa gente non conosce davvero vergogna! In altri tempi questi figuri sarebbero già stati impiccati in piazza ma oggi non è possibile, almeno lei perfavore ce la metta tutti per mandarli a casa ma con una forza politica nuova non con appelli alle forze esistenti come mi pare voglia fare perchè sono totalmete inutili!
    2) Tornando all’articolo per me entrambe le soluzioni proposte non funzioneranno e per noi sarà inevitabile fare una ristrutturazione del debito come ha fatto la Grecia coinvolgendo i creditori privati… peccato che la faremo dopo svariati aiuti internazionali dotati di seniority e che non verranno intaccati quindi alla fine della fiera ci troveremo comunque con un debito enorme anche dopo il default selettivo, Grecia docet! Perchè nè la patrimoniale nè le dismissioni possono funzionare? La patrimoniale farebbe crollare i consumi a candela quindi il gettito per lo stato calerebbe comunque inoltre si potrebbe svelare lo stato pessimo dei bilanci bancari che finota sono stati in vari modi nascosti… un po come le banche spagnole che erano fallite da anni ma solo oggi il mercato le prezza come tali! Patrimoniale poliennale vuol dire crollo a candela non solo dei consumi ma anche del valore degli immobili (che per me deve calare del 50% già senza patrimoniale) ergo fallimenti a catena nel settore costruzioni e enormi svalutazioni per gli attivi bancari tali da annullare il loro patrimonio netto e costringere lo stato a salvarle …. insomma alla fine penso che lo stato ci perderebbe: per incassare 10 in più con la patrimoniale incassa almeno 15 in meno su consumi e redditi e deve spendere di pià per disoccupati e banche… un vero affare!
    In teoria le dismissioni sono giustissime e più questi asini giulivi del governo tecnico aspettano a farle meno incassano…. tuttavia non credo che si possano ottenere le cifre che lei spesso indica! Tolte le società quotate e alcune partecipate che sono facilmente monetizzabili per gli immobili servirebbero ANNI e poi non credo che ci sia la fila per comprarli visto che saranno soggetti a tassazione, il loro valore tendenzialmente diminuirà nel tempo, ci saranno 10,000 problemi burocratici e l’economia stagnerà a lungo quindi chi li compra non può farci grossi affari… Se li avessero venduti anni fa la cosa sarebbe stata molto diversa me ti pare che politici e burocrati ne azzecchino anche solo 1 per sbaglio?… Per questi motivi credo che il nostro default sia inevitabile e verrà fatto nel modo peggiore possibile cioè dopo uno stillicidio di diversi anni che darà il colpo di grazia alla nostra base produttiva e con seniority per gli aiuti lasciandoci con un debito enorme senza produttori con cui pagarlo…. L’unica alternativa che può salvarci ma che sarebbe tremenda a breve è dichiarare volontariamente default e ristrutturare ma non succederà mai!

    In ogni caso lasciatemi dire che è fantastico vedere come finalmente i parassiti vari stiano per la prima volta facendosela sotto… hanno capito che forse la cuccagna per loro è finita sul serio…. per tutto questo grazie in eterno alla Germania e alla Merkel. Anzi spero che mollino il prima possibile questo branco di parassiti dei piigs e escano pure dall’euro… poi voglio vedere i piigs e la Francia (che è messa peggio di noi) cosa faranno e chi incolperanno per le loro disgrazie..

  61. Vincenzo N.

    @Marco Tizzi
    ero sicuro che avresti detto che la faranno a ferragosto, infatti penso anch’io che, essendo dei vigliacchi (per ora mi limito a questo), sceglieranno il momento più opportuno per il blitz. Per questo bisognerebbe saper agire come fanno i sindacati, che cominciano con le minacce ancor prima che arrivi il provvedimento (e così facendo hanno collaborato a portarci fin qua). Ma, per fare ciò, ci vorrebbe un’organizzazione – anche solo di scopo – che, purtroppo, mi pare non ci sia.
    Giannino, si può mettere in piedi qualcosa del genere in due giorni?
    Marco, lo chiedo a te perché mi sembri esperto nel campo, come si fa ad avviare via internet un bombardamento a tappeto sull’argomento? Se aspettiamo che lo faccia il Corriere abbiamo già perso.

  62. Vincenzo N.

    @LucaS
    “L’unica alternativa che può salvarci ma che sarebbe tremenda a breve è dichiarare volontariamente default e ristrutturare ma non succederà mai!”

    purtroppo la penso anch’io così, finché avranno respiro questi continueranno ad agire a vantaggio dei detentori di titoli presentando il conto ai risparmiatori di ricchezza reale (il titolo di stato, essendo emesso da un ente fallito, NON è ricchezza reale). Non intaccheranno il debito perché la fonte del loro potere deriva da lì, senza gestire il denaro pubblico essi non sono nessuno, perciò preferiscono andare a prenderlo agli altri e bruciarlo quotidianamente nella fucina dello spread.
    Francia: per ora stanno zitti alla finestra e godono delle disgrazie altrui traendone beneficio, ma non durerà: al momento giusto si proporranno come leader di quelli rimasti al di qua del muro. Per loro è importante sentirsi importanti.

    Il momento per aprire le porte e invitare i tedeschi a uscire è questo, poi vedremo se i loro giudici supremi tornano dalle ferie prima di settembre.
    Ciò che servirebbe come minimo da parte di MM è una dichiarazione in cui afferma che l’Italia non farà più altre manovre fiscali e che sta studiando una riduzione dell’IVA, dell’IMU e del IRPEF già per il 2013 unitamente ad una riduzione degli oneri contributivi da finanziare attingendo a tutte le rendite sopra i 3000 euro, costi quel che costi. Questo farebbe uno statista che scrive l’agenda pensando al suo popolo, ah già, ma lui non lo ha mica eletto nessuno, lui è lì perché è un senatore a vita cooptato a capo del governo dal Presidente della Repubblica dopo una riunione di eletti che avevano a cuore il risparmio degli italiani, è questo che scrivono i giornali no?

  63. mario

    SPERO CHE SE QUESTO ACCADRA’ GLI ITALIANI SI MOBILITINO VERAMENTE…..LASCIANDO LE SPIAGGE… E TUTTI VERSO ROMA!!!!
    ALTRIMENTI NON SI FERMERANNO PIU’ E VORRA’ DIRE CHE NOI ABBIAMO ABDICATO A QUESTA CLASSE POLITICA CHE CI HA SOTTOMESSO DA 50 ANNI…..THE END!!!!!

  64. Vincenzo N.

    @Mike
    per metterla in atto (la P.) chiederanno il consulto dei sindacati. Loro sanno sempre individuare il punto di break even nei loro referendum. Sono bravissimi in questo, studieranno la cifra di soglia, la progressività etc. in modo da dividere il nemico (ci considerano tali, un Nemico) in più tronconi, in modo da neutralizzarne la compattezza.
    Certo stavolta Camusso e C. verrebbero chiamati a fare politica alla luce del sole, fuori dalle salette con luce bassa e profumo di sigarette dove normalmente svolgono le loro eroiche trattative aumma aumma, epperò loro usciranno perché nelle battaglie strategiche – quelle che mettono in pericolo il loro potere di interdizione – non si tirano indietro. Bisognerà quindi tirarli fuori a viso scoperto su un argomento in cui non hanno titolo, come con la riforma DINI ad esempio, sfruttando il fatto che oggi è ancora vivo chi ne è rimasto fregato perché la memoria di quella legge, per quanto remota, è stata rivitalizzata dalla Nuova Maestrina. Per questo penso che un bello scontro di piazza sulla Patrimoniale potrebbe smascherare anche il sindacato (lo ripeto fino alla noia, sono i sindacalisti che operano a 360 gradi il male più profondo della nostra economia).

  65. LucaS

    X Vincenzo

    Propongo una raccolta di firme contro la patrimoniale e per la dismissione degli assets pubblici a riduzione del debito. Una cosa semplice e che tutti capiscano e che si possa fare tramite internet…

  66. ormai si susseguono le proposte per ridurre il debito pubblico, tutte naturalmente a carico dei cittadini italiani: da quella Monorchio -Aletta, che prevede per ogni cittadino, un contributo pari al 10% del suo patrimonio, anche con ipoteca bancaria sugli immomibili per chi non ha sufficiente liquidità, a quella dell’Ambrosetti Club capitanato da Innocenzo Cipolletta che prevede, tra l’altro un prestito forzoso per acquistare buoni del tesoro che valgono 70 a 100 per poi riavere i 70 dopo…30anni!
    io ho elaborato un progetto per un Buono del tesoro che consentirebbe allo stato di risparmiare gli interessi sui titoli di nuova emissione ed eliminerebbe lo spread, i mercati, mi dispiace per Giannino, le agenzie di rating e insomma salverebbe l’Italia a costo zero per tutti. lo inserisco qui così potete leggerlo.
    BUONI TESORO CIRCOLANTI ITALIANI (BTCI):
    una rivoluzione pacifica.
    PREMESSE

    1. L’Italia ha un debito pubblico (DP) di 1966 miliardi di euro che è in rapido incremento.
    2. Su di esso pagheremo quest’ anno circa 80 Miliardi di interessi che andranno ad aggiungersi al precedente DP facendolo crescere progressivamente.
    3. Poiché la BCE non ha tutte le caratteristiche delle normali banche centrali non può stampare nuova moneta per ridurre la quantità di titoli del DP da emettere da parte di un qualsiasi paese, Italia compresa.

    L’Italia si trova pertanto in una situazione drammatica in cui:
    1) non può stampare moneta,
    2) non può ottenere gli eurobond perché di questi la Germania e gli altri paesi virtuosi sarebbero (ingiustamente ) garanti,
    3) può soltanto emettere Buoni del Tesoro Italiani (BTI) che però comportano il pagamento di interessi non più sostenibili.

    Come si esce da questa situazione disperata?

    Io penso che dalla situazione in cui ci troviamo, e che di fatto ci consente soltanto di emettere BTI, si possa uscire soltanto con qualcosa di rivoluzionario e cioè un Buono del Tesoro che ci consenta di:
    a) non pagare gli interessi, bloccando così la crescita progressiva del DP e
    b) non chiedere garanzie ad altri paesi,
    c) non fallire come stato.
    Le caratteristiche dei nuovi Buoni del tesoro.

    0. Sono materializzati
    1. Sono Buoni del Tesoro forzosi, non si possono non accettare;
    2. Hanno il potere liberatorio della normale cartamoneta;
    3. Sono circolanti nel senso che circolano come la normale cartamoneta. Infatti saranno stampati utilizzando la stessa carta filigranata delle attuali monete e porteranno la dicitura: Buoni Tesoro Circolanti Italiani (BTCI). Su di essi sarà stampata la serie, la data di emissione e quella di scadenza. Saranno stampati con tutti i tagli delle banconote attualmente in circolazione a partire dai 5 €. (come dettaglio si può discutere se stampare o no anche il taglio da 500 ). Le dimensioni dei BTCI saranno leggermente più grandi (un centimetro) delle banconote di pari valore per renderli rapidamente riconoscibili alla data della scadenza, data a cui verranno ritirati direttamente dalle banche, sostituiti con moneta normale o con nuovi BTCI. Lo scopo di stamparli sulla stessa carta filigranata dell’attuale cartamoneta è ovviamente quello di renderli non falsificabili e di rendere l’operazione rapida e semplice.
    4. I BTCI vengono emessi e poi circoleranno sempre, dal momento della loro emissione al momento della loro scadenza, al loro valore nominale, sono cioè Buoni anonimi al portatore.

    5. Lo Stato li da direttamente, al momento della loro emissione, al loro valore nominale, a tutti coloro che debbono avere soldi da lui: imprese, impiegati, pensionati ecc e tutti debbono forzosamente accettarli ma lo faranno volentieri perché tanto potranno spenderli liberamente avendo lo stesso potere liberatorio della moneta normale. Non si faranno più aste pubbliche per emettere titoli pubblici.

    6. Il BTCI non matura interessi, pertanto non esisterà più lo spread né le valutazioni delle società di rating sui nostri titoli di stato, né un mercato borsistico per i titoli di stato, né la speculazione su di essi,

    7. I BTCI hanno una scadenza almeno trentennale. (per ridurre il debito pubblico progressivamente si potrebbe iniziare a ritirarli dalla circolazione già l’anno successivo a quello di emissione al ritmo di un trentesimo l’anno, grazie a politiche che dovrebbero portare ad un aumento dell’avanzo primario).
    8. Alla scadenza non potranno più circolare perché non sono più validi ma chi li possiede li riconsegna in una qualsiasi banca che darà in cambio moneta normale. La banca a sua volta riconsegnerà i BTCI scaduti alla Banca d’Italia che li distruggerà consegnando nuova moneta.

    9. Potranno circolare liberamente in tutti i paesi dell’eurogruppo perché sono garantiti dallo stato italiano come la normale cartamoneta.
    10. Soltanto gli imprenditori che hanno relazioni con paesi esterni all’
    eurogruppo potranno chiedere alla loro banca di pagare con le normali
    banconote. Pertanto le banche li cambieranno con facilità perché i
    depositi bancari attuali sono circa 3500 miliardi.
    11. I BTCI sarebbero emessi per un periodo limitato nel tempo e cioè fino
    a quando il debito pubblico italiano non sia riportato al 50-60% del PIL.
    (ma anche fino al 30%. Questo punto è da definire)

    I limiti d’emissione.Limiti quantitativi.

    A) fino al raggiungimento del pareggio di bilancio (2013 o 2014) la somma delle seguenti voci:

    a) Il deficit di bilancio;
    b)I titoli del debito pubblico in scadenza;
    c)Gli interessi sulla massa dei vecchi titoli.
    d)Solo per il 2012 i 70 miliardi da dare alle imprese.

    B)Negli anni successivi al raggiungimento del pareggio di bilancio i BTCI dovrebbero coprire soltanto le voci b) e c) del precedente elenco.

    L’entità della cifra da finanziare con i BTCI varierebbe di anno in anno perché la quantità di titoli del vecchio debito pubblico in scadenza e degli interessi da pagare varia di anno in anno. Il rispetto dei limiti delle emissioni sarebbe controllato e garantito direttamente dalla BCE perché i BTCI dovrebbero essere stampati dalla banca centrale.
    Limiti temporali

    Questo tipo di limite non è definibile a priori tuttavia dovrebbero essere emessi almeno fino al raggiungimento di un debito pubblico pari al 50-60% del PIL.
    Emettendo esclusivamente questo tipo di buoni del tesoro il valore del DP si ridurrebbe progressivamente per la somma di due fattori:
    1)L’emissione di BTCI bloccherebbe la crescita del DB causata dagli interessi che si aggiungono annualmente;
    2)L’attuazione di politiche economiche che, dopo aver determinato il raggiungimento del pareggio di bilancio, determinino poi sostanziosi avanzi primari che anno dopo anno consentano di ridurre il DP consentendo il progressivo ritiro dalla circolazione dei BTCI.
    Accettazione da parte della UE

    L’emissione da parte dell’Italia dei BTCI dovrebbe naturalmente essere prioritariamente accettata da tutti i paesi dell’eurogruppo, dalla BCE, e dagli altri organi centrali europei. Questo tipo di buoni del tesoro dovrebbero però essere visti con favore dagli altri paesi europei, ed in particolare dalla Germania, per una serie di motivi:
    1)Perché manterrebbero la responsabilità economica del DP italiano interamente a carico degli italiani;
    2) Perché i BTCI bloccherebbero il rischio del nostro fallimento e quindi della fine dell’euro e del progetto europeo che il nostro fallimento porterebbe con sé;
    3) Perché, non generando interessi, faciliterebbero il risanamento del nostro DB interrompendo il circolo vizioso: Debito pubblico  interessi >Debito pubblico>interessi e cosi via .
    Tuttavia anche i paesi viziosi o periferici vedrebbero con favore tale tipo di buoni del tesoro perché:
    1)Perché BTC analoghi ai BTCI potrebbero essere emessi anche dagli altri paesi europei con grossi debiti pubblici con le stesse conseguenze favorevoli sulla loro economia;
    2)Perché negli stessi paesi potrebbero essere riviste le attuali politiche di tassazione, causa di grave recessione, favorendo così la ripresa economica.
    3)Perché metterebbero fine al credit crunch.
    Considerazioni finali

    Questo progetto consentirebbe all’Italia di rispettare tutti gli impegni presi con la comunità europea ed in particolare sarebbero addirittura facilitati:
    1)sia il raggiungimento del pareggio del bilancio,
    2)che il difficile (o impossibile?) rispetto del fiscal compact, perché il risparmio degli interessi raggiunto con i BTCI lo renderebbe più agevole .

    In conclusione l’emissione dei BTCI consentirebbe allo stato italiano di superare la grave impasse creata dalla particolare natura dell’euro, una moneta senza uno stato, e dalla conseguente impossibilità per la BCE di stampare cartamoneta, stampando invece un nuovo titolo del debito pubblico ed eliminando così il rischio per lo stato di fallire.

  67. Giovanni Russo

    Caro Giannino, oggi un po’ ripetitivo e complottistico.
    Non c’e ‘ nulla di misterioso che agita i mercati. Solo qualche fatto grosso come una casa. Un Paese con un debito oltre il 123% e che nessuna simulazione verosimile porta al rientro. Una involuzione dell’economia reale senza speranza uccisa dalla pressione fiscale. Una spirale deflazionistica del Club Med anche questa senza speranza. Il cincischiare dei tedeschi che, ormai e’ chiaro un po’ a tutti gli investitori, di economia e leadership capiscono ben poco.
    La ending e’ abbastanza chiara: un break-up dell’euro con i tedeschi che adottano una nuova D-currency e una ECB nord (o euro-nord) e lasciano club-med stampare a gogo’ il vecchio euro. In quanto ci si arriva non lo so. Dipende molto dai Francesi e da che parte decidono di stare.

  68. Fra

    LA GERMANIA FA BENE. Senza che tanti Professori, banchieri e pseudo-industriali italioti vengano a dare lezioni che anche un ragazzino capisce. LORO NON PAGANO I NOSTRI DEBITI. Anche a costo di risentirne economicamente sull’esportazioni. I tanti toni ecumenici che si sentono in tv sulla cattiva Germania se li possono sbatterre sui cogl… Il piagni e fotti funziona solo in Italia, all’estero ti mandano subito a fancu… O si recupera quanto rubato o default. E’ molto semplice. Non servivano nobel per l’economia per capirlo. Come non serve un genio per capire che tutte le pensioni già maturate con il retributivo hanno sforato alla grande, specialmente osservando la coda della distribuzione della serie. Sono cose che anche i sassi conoscono, la differenza generazionale non vi consente più di andare avanti. Da ora potete solo aspettarvi di saldare il conto.

  69. LucaS

    X Vincenzo N.

    Prima di oggi non la conoscevo o almeno non mi ricordavo suoi commenti ma devo dire che a differenza dell’altro tread sulla tecnologia qui la pensiamo ESATTAMENTE nello stesso modo e poi mi piace il modo netto che ha di esprimersi senza tanti giri di parole: cosi si fa! Soprattutto riguardo ai sindacati che assieme ai dipendenti pubblici sono la parte centrale del nostro cancro… e purtroppo la gente comune pensa che stiano dalla loro parte… beata ignoranza!

  70. Giovanni Russo

    Gli Italiani come sempre non faranno un bel nulla e pagheranno.
    I giornalisti proclameranno che lacrime e sangue sono necessari.
    Non hanno fatto un bel nulla quando Tremonti/Monti/Grilli hanno infangato quel poco di stato di diritto che avevamo approvando leggi come la ritassazione di un condono fiscale (scudo fiscale) e il solve et repete. La patrimoniale sarebbe addirittura costituzionale….Che male c’e ‘?

    Ormai il patto sociale e’ rotto. Gli italiani che hanno tirato la carretta questi ultimi 30anni, creando aziende, ricchezza e posti di lavoro sono tutti in fuga. Rimangono gli squallidissimi lavoratori dipendenti che si lamentano che lo stipendio non cresce, che sono precari e che hanno un giorno di ferie in meno.

  71. Mandingo

    Fra :LA GERMANIA FA BENE. Senza che tanti Professori, banchieri e pseudo-industriali italioti vengano a dare lezioni che anche un ragazzino capisce. LORO NON PAGANO I NOSTRI DEBITI. Anche a costo di risentirne economicamente sull’esportazioni. I tanti toni ecumenici che si sentono in tv sulla cattiva Germania se li possono sbatterre sui cogl… Il piagni e fotti funziona solo in Italia, all’estero ti mandano subito a fancu… O si recupera quanto rubato o default. E’ molto semplice. Non servivano nobel per l’economia per capirlo. Come non serve un genio per capire che tutte le pensioni già maturate con il retributivo hanno sforato alla grande, specialmente osservando la coda della distribuzione della serie. Sono cose che anche i sassi conoscono, la differenza generazionale non vi consente più di andare avanti. Da ora potete solo aspettarvi di saldare il conto.

    quale conto dovremmo saldare signor Fra? quello dei debiti delle banche tedesche che abbiamo saldato finora? perchè fare i fenomeni a parole è facile mio buon Fra, fare la moraluccia agli altri e farli indebitare per ripagare gli errori di investimenti delle proprie banche è una mossa da veri fenomeni.

    Se mi permette io mi sono stufato di dover pagare per gli errori degli altri, di sentirmi fare la morale e non aver poi un minimo di aiuto quando serve (aiuto tra l’altro in buona parte pagato con i nostri soldi!!!), troppo facile così. Io con questa gente non voglio più averci a che fare, si, ripagheremo i nostri debiti, e questo ci sta tutto, ma mi sono veramente stufato di dover pagare i debiti delle banche tedesche e delle banche francesi senza nemmeno un grazie.

  72. Andrea

    Carissimo Oscar, la sua analisi è certamente condivisibile e quel che si preannuncia èuno scenario preoccupante. Da questi politici, e tecnici aggiungerei, non ci possiamo aspettare molto, anzi. Si è voluto fare l’Euro a danno degli europei ed ora ci spiegano che é stato un bene! Tagliamo subito pensioni d’oro e facciamoci dare dalle banche almeno la metà del guadagno dagli interessi sui nostri titoli comperati con prestiti a tasso fisso 1/ concesso da Draghi solo alle banche! Ribelliamoci a manovre che alimentano solo questo circuuto vizioso che ci tarTassa per autofinanzisrsi! Sempre pronto a scendere in campo . Andrea

  73. Francesco B.

    Il fondo della tazza e’ vicino … ed i mercati cominciano a non avere piu’ acqua in cui nuotare … insisteranno a picchiare sino a FTSI MIB 10800 nel caso peggiore .. e penso comincera’ ad aumentare la volatilita’ proprio in questi giorni .. Poi .. bastera’ un niente e vedremo la borsa ripartire a razzo senza apparente ragione …

  74. Giovanni Russo

    Non entro nei dettagli della politica tedesca perché non sono in grado.
    So solo che in questi due anni hanno dimostrato zero competenza economica e zero leadership. La solita efficienza ed organizzazione e capacita’ analitica, ma zero capacita’ di sintesi e giudizio.
    Hanno scelto Montino come loro emissario e questo dice tutto.
    Nei blog della City circolano gia’ le battute che sarà necessaria una NUOVA ANZIO per liberare Roma dalle grinfie tedesche. Come sempre gli Inglesi vedono lontano…

  75. Francesco B.

    Fra :
    LA GERMANIA FA BENE. Senza che tanti Professori, banchieri e pseudo-industriali italioti vengano a dare lezioni che anche un ragazzino capisce. LORO NON PAGANO I NOSTRI DEBITI. Anche a costo di risentirne economicamente sull’esportazioni. I tanti toni ecumenici che si sentono in tv sulla cattiva Germania se li possono sbatterre sui cogl… Il piagni e fotti funziona solo in Italia, all’estero ti mandano subito a fancu… O si recupera quanto rubato o default. E’ molto semplice. Non servivano nobel per l’economia per capirlo. Come non serve un genio per capire che tutte le pensioni già maturate con il retributivo hanno sforato alla grande, specialmente osservando la coda della distribuzione della serie. Sono cose che anche i sassi conoscono, la differenza generazionale non vi consente più di andare avanti. Da ora potete solo aspettarvi di saldare il conto.

    Se li fanno pagare da noi per effetto dello spread .. siamo noi che paghiamo i 6% contro l’1,5 dei tedeschi .. Lo spread non e’ altro che il margine in piu’ che i tedeschi si possono permettere di avere rispetto le aziende italiane .. o .. se vuoi .. lo sconto che possono fare per tenere sul mercato .. o .. se vuoi .. gli investimenti che possono fare in piu’ di noi ..

  76. Fra

    Mandingo :

    Fra :LA GERMANIA FA BENE. Senza che tanti Professori, banchieri e pseudo-industriali italioti vengano a dare lezioni che anche un ragazzino capisce. LORO NON PAGANO I NOSTRI DEBITI. Anche a costo di risentirne economicamente sull’esportazioni. I tanti toni ecumenici che si sentono in tv sulla cattiva Germania se li possono sbatterre sui cogl… Il piagni e fotti funziona solo in Italia, all’estero ti mandano subito a fancu… O si recupera quanto rubato o default. E’ molto semplice. Non servivano nobel per l’economia per capirlo. Come non serve un genio per capire che tutte le pensioni già maturate con il retributivo hanno sforato alla grande, specialmente osservando la coda della distribuzione della serie. Sono cose che anche i sassi conoscono, la differenza generazionale non vi consente più di andare avanti. Da ora potete solo aspettarvi di saldare il conto.

    quale conto dovremmo saldare signor Fra? quello dei debiti delle banche tedesche che abbiamo saldato finora? perchè fare i fenomeni a parole è facile mio buon Fra, fare la moraluccia agli altri e farli indebitare per ripagare gli errori di investimenti delle proprie banche è una mossa da veri fenomeni.
    Se mi permette io mi sono stufato di dover pagare per gli errori degli altri, di sentirmi fare la morale e non aver poi un minimo di aiuto quando serve (aiuto tra l’altro in buona parte pagato con i nostri soldi!!!), troppo facile così. Io con questa gente non voglio più averci a che fare, si, ripagheremo i nostri debiti, e questo ci sta tutto, ma mi sono veramente stufato di dover pagare i debiti delle banche tedesche e delle banche francesi senza nemmeno un grazie.

    Se legge bene, il concetto è chiaro. Noi abbiamo i nostri problemi e le cause sono note da tanti decenni. Con questo non voglio dire che la Germania non ha fatto errori. Specialmente il suo settore bancario. Ma non è una gara al peggio, ogni paese sa che deve fare se vuole l’euro e il mercato unico. Noi abbiamo il debito da correggere, i tedeschi hanno le loro svalutazioni da fare.

  77. Francesco B.

    Cui prodest questa situazione..? Alla Germania.. che sta praticando
    del Vampirismo finanziario tirando in lungo lo status quo che le consente di finanziare il proprio debito a basso prezzo .. Se andremo in default capiremo che avremmo dovuto buttare fuori dall’euro i tedeschi e quei 4 paesi virtuosi loro lacche’ ……….

  78. LucaS

    X Mandingo

    Scusi ma è impazzito per caso? Cioè i tedeschi ci vendono le merci e ci fanno credito e lei pensa che dovrebbero ringraziarci perchè noi, forse un domani, gli restituiremo i soldi che ci hanno prestato? Non ho parole! L’unica cosa che penso è che la Germania buona parte dei soldi che ha prestato in giro per l’Europa non li rivedrà più quindi prima stacca la spina ai PIIGS e anche alla Francia meglio è per lei. By the way lei più che pagare i tedeschi sta mantendendo la casta, il sud e i dipendenti pubblici, oltre al welfare insostenibile a beneficio degli italiani, non certo dei tedeschi!

  79. Mike

    La raccolta di firme è un’ottima idea. Bisogna iniziare a passare dalle parole ai fatti. Caro Giannino, Lei che ne pensa?@LucaS

  80. Claudio Di Croce

    @Marco Tizzi
    Quando si ha veramente la voglia di vendere si cercano i compratori sia in Italia che all’estero e si VENDE . Come ho gia ripetuto fino alla nausea la nostra classe politico-burocratica e i loro servi NON VUOLE VENDERE . Anche in questa fase difficile un privato che voglia vendere il proprio alloggio sia pure con difficoltà ci riesce , naturalmente accettando uno sconto rispetto al massimo dei prezzi di questi anni , ma sempre molto più alto di dieci anni fa.. Vedrete che tra un pò appariranno gli slogan : VOGLIONO VENDERE IL COLOSSEO AGLI STRANIERI . E gli italiani imbecilli ci crederanno .

  81. Alberto

    DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURODOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURODOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURODOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO

    Caro Giannino, bisogna che riguardi l’ articolo, cancellando le parti doppie, praticamente mezzo articolo.
    Dopodichè, siamo sempre sullo stesso problema:

    Finchè tra i paesi europei, sarà possibile per speculatori ed investitori, leggere sul sito di Bloomberg, ad esempio, che lo spread tra Germania ed XXXXXXXXX, è tot. non se ne può uscire fuori restando nell’ euro, perchè la Germania sarà avvntaggiata da questo semplice artificio, ora e sempre; non se ne esce, restando nell’ euro, senza gli eurobond, punto e basta, tante altre cose da dire non ce ne sono!

  82. Vincenzo N.

    @LucaS
    scrivo da vari mesi, tuttavia nel post precedente di Giannino, in un dialogo con Alberto (quello del DOBBIAMO USCIRE DALL’EURO…), c’è una “summa” del mio pensiero.
    La cosa piacevole di questo blog è che permette di constatare che qualcuno che legge i dati nudi e crudi, senza lasciarsi prendere per il naso dal commento artefatto che ne fanno i giornali, c’è ancora.
    Se ho ancora un briciolo di speranza, essa nasce proprio da questo fatto.

  83. Sono una nota stonata in questo concerto. leggo e sento tutti dare lezioni ma nessuno che dica dobbiamo farcela. Monti sarà un tecnico, non eletto dal popolo, ma sta facendo quello che ha detto; sono i politici che lo bloccano, vedasi Gasparri PDL per la prima liberalizzazione, quella dei taxi, bella roba per un partito liberale; e pensare che nel 94 mi ci sono anche candidato considerandolo il nostro futuro; è stato peggio del nostro passato del quale mi vanto. Giannino, vuoi fare una lista, una raccolta di firme, io ti sosterrò, ma c’è bisogno di meno lamentele, di meno lagne, di meno contrari, il movimento deve essere di sostegno, all’Italia, non a questo o quel partito, deve essere propositivo. Io sono certo che ce la faremo, dovremo, per noi, il nostro passato ed il nostro futuro. Le persone intelligenti debbono saper scegliere ed agire, e non avere Grilli per la testa. E’ il periodo della costruzione, perché siamo un popolo forte e tenace. Ma chi vuole governare deve essere in grado di farlo, intelligente ed umile. Basta con le lagne e i piagnistei. I pensionati vivono la crisi, sì per le difficoltà familiari , ma anche perché ogni giorno sentono le stesse cose, qualcuno dovrà pur parllare di futuro e di speranza, altrimenti che vadano a farsi fottere, già lo stiamo subendo, o a gettarsi dal ponte. Nella crisi c’è necessità di chi ci mostra una luce, non di chi le spegne. Siate posititivi, propositivi e risolutivi. Io ho fiducia in Monti, e Draghi, ora, perché è il loro lavoro – impegno, domani in Giannino, spero e chissà.
    carlo

  84. lo scimmione

    Da tempo stiamo parlando fra noi di malgoverno, di stupidità e di ingiustizie, e questo non fa che rinfocolare la nostra rabbia – anche l’indignazione è utile se spinge ad agire – ma la nostra è una rabbia sterile. Da mesi vado pregando Giannino e l’IBL di indicarci persone capaci ed autorevoli che vogliano aiutarci a dar vita ad un movimento liberale; ora le scadenze sono vicine e – sperando che qualcuno voglia aderire alla mia richiesta, certo condivisa da molti partecipanti al blog, di creare una forza politica in cui possiamo riconoscerci – chiedo che si facciano promotori di una lettera in cui siano espresse le nostre idee – di dismissioni, ecc: sostanzialmente di snellimento dello Stato – da pubblicare a nostre spese sui giornali o da inviare all’attuale Governo, subissandolo di firme. Penso che, se queste saranno di persone autorevoli e rappresentanti di categorie e strati di opinione pubblica, potranne essere più efficaci di una eventuale manifestazione di piazza a Roma.
    Giuseppe Gilardoni.

  85. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Io mi fido di voi, non ho elementi per contraddirvi se non le sensazioni.
    Vi voglio solo però far notare che se un’asta di beni pubblici va deserta o non raggiunge il minimo, a quel punto siamo davvero nelle canne perché nessuno si fiderà più dei nostri asset.
    Tenetene conto.

  86. LucaS

    X Claudio di Croce

    Premesso che di patrimoniale non vorrei nemmeno sentir parlare e che sono per le privatizzazioni ed energici tagli alla spesa (minimo 50% statali in meno SUBITO)…. Detto questo non credo che le cessioni funzionerebbero esattamente come propone Giannino. Sicuramente ci sono aziende facilmente monetizzabili: Terna, Snam, Eni, Enel, Poste ec… ma per quanto riguarda gli immobili penso sia un bel casino! Tanto per cominciare i prezzi degli immobili in Italia sono artificialmente molto elevati: secondo me dovrebbero calare almeno del 50%, secondo ci sono innumerevoli problemi burocratici e amministrativi per es. piani regolatori ec… poi questi immobili saranno soggetti perennemente a tassazione il che ne abbassa ulteriormente il valore, poi data la situazione economica generale e lo stallo nel fare impresa dubito che con questi immobili chi li compra ci possa fare grandi affari… ergo il tutto richiede molto più tempo e si ricavano molti meno soldi… Non dico di non farlo ma che non è una soluzione per l’emergenza di oggi! Va fatto comunque ma non risolverebbe i problemi che stiamo sperimentando. Per es. liberalizzando in modo massiccio tutte le attività economiche quegli immobili potrebbero avere ben altro valore ma ci vuole tempo e parecchio…
    PS Sia la patrimoniale sia la vendita del patrimonio farebbe collassare il valore degli immobili (che comunque dovrà calare moltissimo a prescindere) ergo mi aspetto che le banche si trovino in difficoltà e magari che lo stato debba ricapitalizzarle… quindi magati coi soldi delle cessioni degli immobili iniziali non ci paghi nemmeno le rocapitalizzazioni…. E’ ragionevole come quadro o mi sfugge qualcosa?

  87. Mike

    Non vedo incompatibilità tra la raccolta di firme, la lettera che Lei propone e la manifestazione di piazza. Tutto può contribuire alla causa del movimento e della rivoluzione liberale contro lo Stato – Ladro – Tassicodipendente. Ho ascoltato la trasmissione di oggi su Radio 24. Giannino ha detto che tra qualche giorno la sua iniziativa vedrà finalmente la luce. Capiremo quindi quale potrà essere il contributo di ciascuno di noi.@lo scimmione

  88. Ricardo

    @ Marco Tizzi, mick

    Se i Paesi dell’Europa non vorranno integrarsi, allora non si farà e l’EU resterà una curiosità della storia.

    Io non lo so se tale integrazione avverrà, dico solo che senza ci aspetta un futuro traumatico a breve termine e di declino a lungo termine.

    Marco: come dice anche mick, purtroppo l’EU o va avanti o va indietro, ed una rottura dell’Euro, ovvero del più importante prodotto dei questa unione, decreterà inevitabilmente non solo ogni progresso di integrazione, ma probabilmente anche regresso sulle altre conquiste (i.e. mercato unico).

    E quando dico che i singoli paesi non ce la fanno non mi riferisco solo alla moneta unica, quello è solo un pezzo, mi riferisco soprattutto al mercato unico, alla auspicabile e necessaria condivisione dei debiti, ed all’unione politica necessaria a tenere insieme tutti i pezzi.

    La Danimarca non ha l’euro (finora, vedremo cosa farà in futuro…ammesso che l’Euro sopravviva, chiaramente…) ma è nell’EU. La Svizzera è oggettivamente un caso particolare, ma cmq, pur non essendo un membro, si è adeguata spontaneamente a quasi tutte le direttive europee, ponendo di fatto le basi per un ingresso futuro. In sostanza, non sono questioni di “se” ma piuttosto di “quando”.

    Altri punti:
    – È vero che l’Italia è sempre stata più che favorevole all’integrazione, ma diciamoci anche la verità: l’ha fatto in qualità di free rider – ora è il momento che ci assumiamo anche qualche responsabilità.
    – Io non credo che la Germania sia poi davvero così contraria, penso piuttosto che la loro sia una questione di negoziazione: condivisione dei debiti in cambio di ristrutturazione delle economie e cessione di sovranità – gioco che potrebbe anche funzionare ma che è anche molto pericoloso: il rischio è che la corda si spezzi.

  89. Vincenzo N.

    @Marco Tizzi
    Marco, si tratterà di stare “fra le canne” con gli occhi aperti anziché, come ora, con gli occhi chiusi. (penso agli occhi degli altri ovviamente…)

  90. danilo

    Caro Dott. Giannino.
    tutto giusto. Non si puo’ chiedere sempre agli italiani di pagare pagare e pagare.
    Pero’ manca un pezzo alla sua analisi.
    Il prezzo della crisi non e’ distribuito ugualmente. Non parlo tanto di ricchi e poveri, tanto i veri ricchi i soldi li portano fuori Italia molto facilmente. Mi riferisco al dualismo generazionale giovani-vecchi.
    In quanto “giovane” (anche se a 35 anni Dante era gia’ piu’ di la’ che di qua), ho visto un disegno ben preciso nella italica patria: privilegi insostenibili finche’ si e’ potuto e anche oltre, poi basta (o meglio basta a chi non ha santi in paradiso).
    Il discorso sembrera’ qualunquista, ma in realta’ le dimensioni elefantiache del problema lo rendono lapalissiano. In tutti gli ambiti sociali di cui ho esperienza vedo 50-70 enni con posti intoccabili e stipendi inusitati continuare a decidere della vita di 30enni ormai rassegnati a prendere le briciole che restano. Politica e PA in primis, ma anche nelle aziende e nelle associazioni. Nei settori di ricerca/tecnologici la cosa assume toni grotteschi in quanto nessuno dei predetti 50-70enni sarebbe in grado di mandare avanti alcunche’ senza i 30enni, ma continuamo a sentire questi 50-70enni sparare frasi tipo dovete diventare “imprenditori di voi stessi”, “cambio di mentalita’ ” etc.etc.
    Francamente sposo in pieno l’idea di crearsi il proprio destino ma eviterei volentieri la presa per il c…o di sentirselo dire da gente che non rischia niente, produce ancora meno e consuma parassitica le poche risorse che potrebbero rilanciare un minimo di economia se messe in mano ad una generazione consapevole dei propri mezzi.
    La mia proposta sarebbe molto semplice.
    Eliminare pensioni sopra i 2 mila euro se non sono in positivo ove ricalcolate con il sistema contributivo.
    I dirigenti pubblici che non rischiano nulla non possono avere stipendi sopra i 100mila euro.
    Non assumere mai piu’ amministrativi nella PA, ma destinare quei soldi dematerializzare i servizi ed i processi. Se assumi gente che sa solo parlare di codici e stampare fogli, non dematerializzerai mai niente, non ce la fanno a livello mentale.
    Detassare totalmente i soldi spesi in ricerca per le aziende e permettere agli enti di ricerca di assumere su fondi privati.

  91. Marco Tizzi

    @Ricardo
    Non sono d’accordo che la rottura dell’euro significhi rottura dell’UE, anzi, penso che sciolga molte tensioni e consenta di ragionare più serenamente. Ovviamente stiamo parlando di un mondo talmente ipotetico che ho ancora meno certezze del solito (non ne ho mai, ma qui siamo proprio nel regno dei punti di domanda).

    Per quanto riguarda il “sentimento europeo”, guarda, io conosco benissimo i tedeschi. Come gli italiani sono spaccati in due, ma il problema è che il sentimento anti-europeo è maggioritario, ma soprattutto è molto più intenso. Da noi anche chi è contro l’UE non lo è in maniera preventiva, quasi mai.
    In Germania c’è il concetto semi-nazista che sotto le alpi siano tutti ladri che passano la giornata in spiaggia e circonloquiscono innocenti ragazze tedesche che a loro si concedono senza volerlo in realtà.
    Fidati, lo pensano in tantissimi.
    Poi ci sarebbe da ragionare sul fatto che l’Euro e l’UE facevano parte dei pagamenti di guerra che sono stati perdonati (il più grande default della storia, a proposito) e quindi forse anche il dire “ok, non volete, quindi lasciamo perdere” è sbagliato.
    Però, davvero, a me non sta bene essere trattato come un accattone, io mi son sempre fatto il culo e ho anche sempre pagato tutte le tasse, non mi va di diventare una colonia perché i miei politici sono una massa di coglioni.

  92. alberto rusalen

    Il problema è l’enorme debito ( che non è stato fatto dai tedeschi!).

    Cosa succede ,secondo lo stato di diritto, quando una azienda non è più in grado di pagare il dovuto?
    Sequestro dei beni dell’azienda e DEGLI AMMINISTRATORI e vendita degli stessi.
    In questo caso gli amministratori del paese Italia degli ultimi 30 anni (stato, regioni provincie e comuni)

    Cordialità

    Alberto Rusalen

  93. Paolo Silvi

    Non ho sufficiente competenza economica per seguire tutte le proposte e le idee. La cosa chiara a chiunque frequenti il blog è la voglia di non stare con le mani in mano. Il confronto delle idee è sempre positivo se porta a proposte concrete. E’ ora, credo, delle proposte. Ho chiesto più di una volta a Oscar Giannino di passare alla fase operativa. Insisto nella sollecotazione dando la personale e più assoluta disponibilità a contribuire( per quello che posso! ) all’iniziativa/movimento/partito etc.etc. Resto in attesa di istruzioni.
    P.S. avendo due figli giovani ed essendo prossimo alla pensione non ho alcuna intenzione di consegnar loro un Paese dove è più probabile morire che vivere !!!

  94. Ricardo

    @LucaS

    Il quadro è assolutamente ragionevole. Il problema, tanto per cambiare, è che oggi siamo incastrati.

    Per valorizzare bene il patrimonio immobiliare bisognava venderlo anni fa, ora purtroppo le condizioni sono quelle che dici tu: per vendere bene ci vuole tempo, ma noi quel tempo no ce l’abbiamo più.

    Conclusione: nei limiti di non far saltare i bilanci delle banche, la parola chiave è, tristemente, SVENDITA

  95. Mike

    La scelta, ormai strategica e non solo più tattica, a me pare obbligata (v. pareggio di bilancio, fiscal compact, etc.): vendita ora del patrimonio pubblico oppure confisca progressiva dei patrimoni privati. Effetti collaterali indesiderati ce ne saranno sempre.@LucaS

  96. ALESSIO DI MICHEEL

    @ Ricardo:

    il patrimonio privatizzabile si è deprezzato, ma non si è deprezzato ! Cioè: se vendo una caserma per ricomprare BTP ed annullarli, la caserma si sarà pure deprezzata, ma, quasi sicuramente, il BTP molto di più, quindi potrei anche averci guadagnato. Poi, certo, bisognerebbe essere sicuri che comunque io intenda davvero pagarlo, quel BTP, se no che mi frega ? …

  97. LucaS

    Scusate ma perchè Giannino insiste sempre sul vendere l’immobile pubblico che presenta mille casini come ho scritto sopra…. mentre si potrebbe vendere molto più rapidamente Eni, Enel, Poste, Snam, Sace, Terna…. E non solo si incasserebbero dei bei soldi ma efficientando aziende di quella taglia si creerebbe molto più sviluppo di quanto non faccia lo stato gestendole lui… Iniziamo da questo che è il passo più facile da fare e allo stesso tempo mettiamo gli immobili in un fondo per valorizzarli piano piano agendo su tutte le leve burocratiche del caso… se li vendi senza prima sburocratizzare non tiri su niente secondo me e non 6 credibile davanti ai mercati mentre anche solo l’annuncio di questa operazione non ti fa entrare cash flow ma ti rende pià credibile, fai vedere che qualcosa si muove e fai abbassare i tassi… Che ne dite?

  98. Marco Tizzi

    @LucaS
    Non voglio dire cazzate, ma penso che le aziende pubbliche in mono-oligopolio facciano dei bei utili, quindi è vero che ridurresti lo stock, ma anche le entrate.
    Penso quindi che la paura sia che in termini di puro conto della serva la situazione cambi poco (o comunque meno che nel caso degli immobili).
    Condivido però le tue perplessità, come ho più volte ribadito.
    Per inciso: se scoppia la bolla immobiliare anche qui (Squinzi ha appena dichiarato che non c’è… ma dove vive ‘sta gente?) si porta dietro tutto il sistema bancario –> Armageddon Totale Definitivo tipo “Marx aveva ragione”.

  99. marco

    ma perchè vi concentrate su una patrimoniale che non verrà e non sulla ristrutturazione amministrativa, industriale, educativa e sociale che pure non verranno lasciandoci veramente nel guano come ci hanno lasciato negli ultimi lustri
    perchè non ci concentriamo sui tagli che non fanno? sulla rai che qualche miliardino ci darebbe con un servizio anche migliore? perchè non dare caserme e scuole che si stan riempendo di ratti e tra un po’ vengon giù e prenderci qualche altro miliardino?
    pensate che ENI sia meglio di Shell? possiamo venderla tutta? riduciamo la spesa e non diamo dei soldi da sperperare ai politici. Enel è meglio di Edison o Surgenia? non mi sembra, direi di vendere. Il cnel invece lo abolirei semplicemente, una prebenda in meno per dei parassiti: Cassa depositi e prestiti? vendere subito dopo averla riempita di fondi immobiliari!
    Forza colla fantasia! Hollande è a portata di mano e Angela trema se ci svegliamo una volta per tutte!!!!! io parto col Volano per conservare un “momentum” che i prof troppo umanisti sembrano sottovalutare

  100. Alberto

    Caro Vincenzo siamo forse troppo schematici ed insensibili e di questi tempi, la realtà dei numeri è molto distante dalla visione fantastica del futuro che ci attende e che è più vicina alla propria situazione di “Comfortably Numb” e permette quindi di gestire le proprie emozioni senza cadere nella depressione! @Vincenzo N.

  101. Ricardo

    @Marco Tizzi

    Per carità, tutto è assolutamente ipotetico. Tuttavia, la rottura dell’Euro sarebbe un colossale fallimento del progetto europeo, mi riesce molto difficile immaginare una ripartenzta.

    Ma anche peggio: se si ritornerà alle monete nazionali, con cambi fluttuanti e svalutazioni competitive, quanto ci vorrà prima che si cominci a parlare di capital control? E di barriere tariffarie? Io vedo molto difficile che il mercato unico possa resistere.

    Sul “sentimento europeo”: non metto in dubbio che molti tedeschi la pensino come dici tu.

    D’altra parte, molti italiani pensano che i tedeschi siano dei coglioni che passano le giornate a ingozzarsi di wrustel e crauti (e che ovviamente non ci sanno fare con le donne…), o che i francesi siano tutti snob radical chic con un grosso complesso di superiorità.

    Ora, fermo restando che l’integrazione culturale è un pezzo importante del puzzle e che tutti dovremmo fare uno sforzo per superare certi pregiudizi (e che cmq sono in molti, soprattutto tra i più giovani, che questi pregiudizi non li hanno), non è detto che per l’integrazione sia strettamente necessario che tutti si amino perdutamente: prova a sentire cosa dicono l’uno dell’altro un Texano e uno di Boston, o per stare a casa nostra, un Milanese e un Napoletano….

    La questione del “ok, non volete, quindi lasciamo perdere”, magari non proprio così alla leggera, rimane cmq un fatto: l’integrazione ci sarà se ci sarà la volontà di tutti.
    Sai come si dice, “ogni popolo ha i governanti che si merita” – se i nostri politici sono una massa di coglioni di certo non è colpa dei tedeschi.

  102. giorgio monaco

    Io non capisco il panico da default e da un’uscita dall’Euro.
    Come abbiamo cambiato moneta una volta, tecnicamente nulla vieterebbe di cambiarla ancora.
    La moneta non e’ una divinita’, ma uno strumento.
    Si parte con una moneta nuova a cambio 1-1 (forse addirittura meglio chiamarla non lira ma che so …fiorino), si mantiene un doppio corso per sei mesi, tutti i conti in Euro restano e semplicemente tutti i nuovi “contratti” si fanno nella nuova valuta.
    Dopo poco ovviamente la nuova moneta si svalutera’ un po’ rispetto al “vecchio” Euro, ma non credo oltre un 20/25% max …se fosse di piu’ la Germania si sparerebbe in bocca visto che abbiamo produzioni quasi sovrapponibili (se ci fosse una svalutazione del 70% come minaccia il Corriere per conto terzi, una Ferrari costerebbe come un VW Golf!).
    In compenso l’economia ripartirebbe a razzo, gli investimenti esteri affluirebbero (vedi come Marchionne fara’ ripartire subito la Fiat!) e non ci sarebbe bisogno di regalare i gioielli di famiglia e …riacquisteremmo una sovranita’ monetaria (che ora non abbiamo ne’ noi, ne’ la BCE) e nazionale.
    Ovvio che una sana gestione dello stato e’ data a prescindere, euro o non euro
    Nel versante delle importazioni poi, e meglio che la piantiamo a dire che la benzina va alle stelle! …c’e’ gia’ andata da un pezzo e l’incidenza del prezzo del petrolio sul costo della benzina e’ irrisorio
    Poi, vorra’ dire che l’IPad e l’elettronica in genere costera’ il 25% di piu’ …embe’?
    Meglio questo che avere gente che si tira una revolverata in nome del Dio Euro

  103. Alberto

    La BCE sta comprando, ma fino a quando reggerà la situazione? Fino a Settembre? E poi?
    Datemi vostro parere, la cosa è in corso!

  104. Marco Tizzi

    @Ricardo
    Per chiarire: personalmente non sono un euroscettico a prescindere, lo sono diventato di fronte a quello che, oggettivamente, è un fallimento.
    E non sono assolutamente antitedesco, anzi: adoro la Germania, passo più tempo che posso a Berlino (tra berlinesi e bavaresti c’è più astio che tra milanesi e napoletani, stai certo), semplicemente non mi piaccioni i politici CSU/CDU (come al 70% dei tedeschi, del resto) e i loro lacché.
    Ma proprio per questo mi rendo conto che la Germania (come noi) non ha potuto scegliere l’Europa con un referendum e questo ha creato tutto un sottobosco di insoddisfazione che ha un suo senso: in fin dei conti ci hanno imposto una cosa gigantesca senza nemmeno chiederci il parere, adesso la cosa non funziona e ci dobbiamo rimettere di tasca nostra?
    Per questo penso che con una classe politica diversa in entrambi i Paesi, con scelte più condivise e più democratiche, con una diversa velocità, si possa ripartire su una integrazione più forte. Perché tu hai ragione, più la gente è giovane più si sente europea, quindi perché non ammettere l’errore e dare tempo al tempo?

  105. Alessandro

    Caro Oscar , intanto complimenti per il tuo lodevole impegno nell’informare correttamente noi poveri sudditi del regime italiano che da mesi dobbiamo sorbirci la melassa di stato dei giornaloni e della tv pubblica che ci raccontano bugie notte e giorno. Un discreto professore di economia politica come ce ne sono tanti in Italia nelle mille facolta di economia , ma ben intrallazzato con banche , preti, e PD , spacciato per un novello Keynes o Friedman . Le ridicole convention dell’unione europea spacciate per il congresso di Vienna , dove non riescono a decidere nemmeno la lingua da usare per i comunicati. Insomma ce n’è abbastanza per capire che la UE e la sua disgraziata moneta l’Euro sono al capolinea. Adesso un paese serio ( cosa che non siamo ovviamente ) avrebbe già pronto il piano B, che andrebbe a rendere operativo prima di andare in default e di fare la fine dell’Argentina. Il ritorno alla Lira sarà la nostra salvezza per mille motivi : il ritorno alla competitività delle merci italiane nell’export, molta sana inflazione per erodere la montagna di debiti dello stato, delle banche e delle aziende, meno soldi per lo stato che dovendo pagare tassi di interesse intorno al 10/12% sui BTP a 10 anni con la Nuove Lire, dovrà per forza ridurre la spesa pubblica clientelare con cui da 30 anni viene mantenuto in vita il meridione.
    E cosa non da poco finalmente Banca d’Italia potra stampare moneta , la liquidità tornera nelle case delle nostre pessime banche , ma anche dei poveri italiani che finalmente potranno permettersi di mangiare una pizza anche 2 volte la settimana. Macome dici tu la nomenklatura statalista degna dell’URSS che da 50 anni domina questo strano paese considerato occidentale ma in realtà dell’est , permeato com’è di una cultura catto-comunista contraria e nemica dell’utile, del profitto , della libera iniziativa , della proprietà privata.
    Se questi satrapi oggi al potere e di cui questo governicchio Monti ne è l’espressione tentassero l’ultima rapina ai danni degli italiani infliggendoci un’assurda patrimoniale su ordine della Germania , credo che saranno moltissimi gli italiani stufi e incazzati che andranno in piazza. Vedremo come va a finire questo pessimo film , con attori di serie B

  106. Paolo 54

    no qualsiasi patrimoniale è incostituzionale come spiegano meglio proprio i costituzionalisti anche se ce ne sono tante
    per esempio la tassa radio/tv lo è pur se non proporzionale
    l’ex bollo di circolazione
    l’IMU
    sta per diventarlo in pieno la tassa sui rifiuti
    cellulari
    e tante altre

  107. L’Italia cattolica si inginocchierà per percorrere il tragitto che la porterà al Santo e chiederà il miracolo: è possibile che gli attuali governanti, i politici di sedia, i protestatari di professione e gli imbonitori di ottimismo spariscano in Cielo a cantare giovinessa, bandiera rossa e lodi al Signore che come contrappasso , essendo essi i ripetenti di professione, scriveranno sulla lavagna celeste “io fui un coglione.”….all’infinito
    paride bianco, utente de ” la versione di Oscar”

  108. Gloria

    @marco
    quanta ragione! il sistema deve essere riformato, non servono più soldi (altri prestiti, altri debiti, che soluzione è mai questa?), ma un sistema organico non fallimentare, che sfrutta solo ciò che possiede e non le previsioni di quanto potrà avere. a partire dalla scuola, l’urbanistica di città, mantenere tutto “vecchio” così com’è ci costa molto più che il rinnovamento, l’italia va riformata alla luce della tecnologia e delle connessioni che essa offre. sarà un processo lento, ma è chiaro: siamo alla fine di un’epoca, io lo spero fortemente, bisogna fare in modo che il cambiamento sia in meglio!

  109. LucaS

    X Marco

    Ci ho pensato ma in questo momento dobbiamo dare segnali forti e poi il rendimento che lo stato incassa ormai è lo stesso o minore di quello che paghiamo sul debito quindi ormai il gioco non vale la candela… inoltre lo spread tenderà a salire mentre il rendimento delle azioni inteso come dividendo no! In questo momento occorre abbattere 10-15% di debito pubblico e l’unico modo di farlo in modo rapido e credibile è questo è l’unico modo che io conosca… altri non ce ne sono! Se non lo facciamo ci avvitiamo in una situazione pericolosissima e a quel punto per quanto possiamo incassare come dividendo la situazione non la recuperiamo più. Questo progetto ovviamente ha senso se si pensa di non fare una ristrutturazione volontaria del debito più avanti… in tal caso quelle attività ci servirebbero per scambiarle con i titoli di stato che subiranno gli haircut in mano agli investitori esteri…

  110. Alberto

    Si ma a che servirebbe? Lo deve fare direttamente lei, la BCE con la stessa potenza di fuoco e mettere paletti come BNS; già le è possibile sul mercato secondario, altrimenti è acqua fresca. @Marco Tizzi

  111. LucaS

    X Paolo 54

    Spiegati meglio perfavore. Cosa significa che la patrimoniale è incostituzionale? Allora anche l’ICI lo era? Io certo non sono favorevole alla patrimoniale ma non credo possa considerarsi incostituzionale. Forse alludi al fatto che si tassano le attività senza tenere conto delle passività connesse a quel bene: un conto è una casa comprata e ammortizzata un contro un altra appena presa col mutuo… è questo che intendi? Thank you.

  112. adriano q

    @gabriella Perchè complicarsi la vita?.Con l’abolizione del contante e l’adozione universale della moneta elettronica senza stampare nulla si possono utilizzare i titoli attuali.Sulle schede prepagate vengono accreditati stipendi e pensioni e le risorse relative utilizzate per ritirare dal mercato i titoli circolanti.Stampiamo nelle nuvole.Tutte chiacchiere già dette,come le amabili discussioni del blog che lasciano indifferente la realtà che come,dice Alberto,si riduce ad uscire dall’euro con morte rapida o a restarci con lunga,dolorosa,inarrestabile agonia.Tutto il resto è noia.

  113. Ricardo

    @LucaS

    In generale, sono assolutamente d’accordo che le varie Enel, Poste, etc (per non parlare poi della moltitudine di piccole società municipalizzate…) vanno assolutamente privatizzate. Ma non tanto per un discorso di fare cassa, quanto per un discorso di efficienza economica.

    Il punto però è che, a differenza degli immobili, prima di privatizzare queste società devi creare le condizioni perché ci sia un regime di libera concorrenza, altrimenti passi da monopoli pubblici a monopoli privati ed è inutile (o peggio).

    Queste quindi sono vendite che, a differenza degli immobili, non si possono fare nell’immediato (dico in generale, poi possono esserci singole eccezioni, i.e. società partecipate da enti pubblici che operano in settori già liberalizzati)

  114. Paolo

    A chi diciamo oggi “Fate presto”? La BCE non può acquistare in eterno titoli di debito pubblico nazionali (ieri Italia, oggi Spagna, domani Portogallo?), continuando a lavorare di conio (dove li prende tutti stì soldi?).
    L’esasperato tecnicismo a cui sembra dovere sottostare l’Euro per sopravvivere (FMI, ESM, Troika, misure della BCE), si dimentica di un fatto: che esiste una Europa fatta di persone, che tutto hanno nella mente tranne – mi sembra – l’idea e il sentire di appartenere all’Europa (problema politico). La Merkel e Sarkozy di fronte a Berlusconi sembravano giganti dell’Europeismo. Di fronte a Monti (che ha esaurito il suo tempo tecnico ed è alla ricerca disperata di un tempo politico), sembrano dei nani. E’ tutto molto confuso, al punto che anche gli opinionisti, commentatori (lasciamo perdere i politici) fanno molta fatica a dare previsioni ed ognuno propone la propria ricetta (chi dismissioni del patrimonio pubblico, chi aumento della spesa pubblica, chi uscita dall’Euro). Ora io mi chiedo:
    1) Possibile che il destino degli Stati Europei sia legato solo ed esclusivamente a principi contabili fiscali, la cui correttezza dei conti deriva dal gettito delle tasse e dalla vendita del debito pubblico su mercati primari e secondari che hanno come obiettivo il profitto? Uno Stato è cosa ben + complessa: Sovranità, cittadini, sistemi di controllo dei poteri, passioni, idee e sentimenti.
    2) Non vorrei essere un menagramo ma Helmut Khol con una intervista di qualche mese fa affermava, oltre all’inopinata politica Europea della Merkel, che sull’Europa di questo passo c’è il pericolo che soffino venti di guerra. E non ha tutti torti.

  115. Luigi F.

    @giorgio monaco
    A proposito dei suoi fiorini:
    Scusi ma la materia prima, l’energia, l’elettronica per costruirl la ferrari con quale valuta pensa che dovrà pagarla? Fiorini?
    Il grano con cui si fa il pane con quale valuta lo si dovrà pagare, visto che siamo importatori?
    Se la sente di pagare un kg di pane 7 fiorini con un’infazione al 40% il primo anno invece che 4,5 euro ovviamente pagato 10 fiorini l’ora lordi come prima veniva pagato 10 euro?
    Se la sente di pagare un litro di benzina 3,5 fiorini al litro?
    Se la sente di pagare un kg di carne di manzo 20 fiorini al posto di 15 euro?
    Se la sente di pagare un 25/30% in più della bolletta del gas e dell’energia elettrica?
    Sicuramente pagherà l’affitto di una settimana al mare 700 fiorini ma se ora ha i 700 euro pensa che la prossima estate avrà i 700 fiorini per andare in ferie a parità di fiorino vs euro con il concambio?

    La svalutazione che voi prospettate al massimo porterà fame e con un debito pubblico non in fiorini ma in euro e un interesse altissimo per poterlo rifinanziare

    Io mi ricordo mio padre che pagava il 26/ 26% di tassi di interessi alla banca nella seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso per il mutuo della casa visto che era un mutuo a tasso variabile e un’inflazione a due cifre.
    Pensa che quello sia il bengodi?
    Io la svalutazione, l’inflazione altissima e i tassi di interessi improponibili li ho già visti, lei?
    Ovviamente con l’ggiunta di una tassazione quantomeno doppia rispetto alla seconda metà degli anni ’70

    La saluto caldamente

  116. Luigi F.

    @Alessandro

    Prima di esportare i prodotti fiiniti deve importare le materie prime,
    vedo che un po tutti tendete a dimenticarlo.
    Ricordo che non abbiamo ferro, oro, zinco, carbone, uranio e petrolio.
    Abbiamo solo buoni cervelli, che scapperanno e buoni tecnici che si incazzeranno e pessimi amministratori che ci resteranno sul groppone.

    Faccia lei

  117. Luigi F.

    @Paolo 54

    Guardi che la costituzione viene protetta a secondo di cosa vogliono ottenete da essa i nostri don Rodrigo di turno.
    Le ricordo per esempio che di tasse ed imposte incostituzionali ne abbiamo a iosa uan per tutte l’IRAP è un furto, bocciata da ogni tribunale europeo, è incostituzionale in quanto non tassa i guadagni ma il lavoro che abbia o non abbia prodotto guadagni, ma è ancora lì a testimonianza del nostro stato tassicodipendente grazie al pio Prodi.

  118. erasmo67

    Se ci sarà una patrimoniale si potrà scendere in Piazza.

    Se ci sarà un congelamento delle tredicesime di dipendenti statali e pensionati si dovrà scendere in piazza armati !

    siete d’accordo spero? O gli espropri ai poveri sono più tollerabili degli espropri ai ricchi ?

    P.s. (non sono ne un dipendente della PA ne un pensionato)

  119. lionello ruggieri

    Questo articolo e i realtivi commenti mi ricordano una frase scritta dal Prof. Pigou tanti, ma tanti anni fa: “Luomo delle strada [e molti giorrnalisti come Giannino, mia aggiunta] che, per quanto riguarda la chimica e la fisica, è entrato in quell’anticamera della conoscenza che non consiste nella coscienza di non saperne niente, per quanto riguarda l’economia deve ancora compiere questo passo”

  120. Eleonora

    Ho sentito stamane l’intervista ad un imprenditore Silvano Monti che descriveva perfettamente la situazione in cui ci troviamo. Le tasse ci sottraggono ogni linfa vitale. Prima della tassazione 101.000€ dopo la tassazione rimangono circa 800€ allucinante. L’imprenditore giustamente sottolineava che solo per arrivare sul posto di lavoro gli tocca pagare al mese 200€ di autostrada mentre ai suoi colleghi svizzeri l’autostrada costa 50€ all’anno.
    La soluzione paventata e sollecitata da Oscar Giannino anziché un ritorno alla liretta (vista come l’apocalisse) era quella della vendita, ma temo io svendita, dei beni pubblici, siano essi immobili mobili o società.
    Mi sarebbe piaciuto intervenire e chiedere ad Oscar:
    siamo sicuri che dopo la svendita dei beni pubblici la situazione debitoria migliorerebbe?
    L’esempio delle autostrade è calzante le autostrade non sono più proprietà dello stato ma la tariffa è lievitata dunque l’imprenditore oltre che le autostrade dovrebbe pagare il trasporto anche su treno, nave l’acqua il gas la luce elettrica e quant’altro non più allo stato parassita ma ai parassiti a cui venderà.
    Oscar i debiti non si possono più pagare agli strozzini!!!
    Per dirla in modo chiaro, possono fare tutti gli champagne party che vogliono … ma fino a quando il fondo ESM non verrà dotato di almeno 1500 – 2000 miliardi di €, oppure fino a quando non verranno messi insieme i debiti di tutti i paesi dell’area €, oppure fino a quando la Bce non farà quantitative easing illimitato per comprare i titoli di stato sul mercato … il problema italiano e spagnolo non verrà mai risolto … ma anche se lo fosse … i guai arriverebbero comunque, perché nel sistema mondo i debiti (debt) sono troppi … rispetto ai redditi (income) … e le economie stanno andando in recessione … a prescindere …
    L’unica soluzione a livello globale di questa crisi passa per la nazionalizzazione delle banche con contestuale azzeramento degli azionisti e forti perdite per gli obbligazionisti e per una operazione di quantitative easing a favore delle famiglie e delle imprese!!!
    Se si “s”vendessero i beni dello stato si prenderebbe solo un po’più di tempo per poi trovarsi come la Grecia fuori dall’euro e spogliata di quel poco che aveva.
    Guardiamo alla nostra compagna di sventure la Spagna
    i conti della Spagna erano apparentemente, fino al 2011 assolutamente in ordine (avevano un Debito / Pil al 68,5% … noi siamo ben oltre il 120%). Questi dati sfatano il mito del fiscal compact: e cioè che bisogna fare i sacrifici per riportare il rapporto Debito / Pil al di sotto del 60% per essere virtuosi
    • il deterioramento è stato velocissimo: Debito / Pil 2012 atteso ad aprile al 79,1% mentre ora siamo già al 90,3%
    • la velocità del peggioramento è direttamente proporzionale al deterioramento del Pil, consequenziale alle manovre finanziarie “lacrime, sudore e sangue”.
    • se le banche hanno erogato finanziamenti non più esigibili e non si lasciano fallire, la conseguenza è il default del popolo spagnolo
    Ovviamente non potevano che salire i rendimenti richiesti dagli investitori per prestare i soldini alla Spagna …
    Bisogna rompere la catena non fare un altro giro al collo
    Con simpatia Eleonora

  121. B&B

    E’ incredibile che si aspetti ancora! che si attenda il peggio senza agire sui problemi macrocopici che stanno davanti agli occhi di tutti, che ci si senta dire da un Ministro che si possono riparmiare 100 MLD di euro di spesa pubblica praticamente da subito e questo non avvenga, che ci si avviti sulla vite senza fine degli annunci, delle smentite e delle difese dei privilegi variamente camuffate. Sono pochi e consistenti i provvedimenti ed i segnali che la parte che produce del Paese ed i Mercati attendono e pretendono immediatamente:
    Riduzione significativa dei costi della politica
    Riduzione molto significativa dei costi della parte pubblica in primis rivedendo ed eliminando ruoli ben pagati in sovrannumero e in gran parte inutili, riorganizzando e ristrutturando Enti centrali e locali, stabilendo criteri di carriera meritocratici per “tutti” (caste intoccabili comprese!) valutati sulla base della efficacia, della efficenza e del raggiungimento di obiettivi sfidanti misurati da soggetti esterni alla P.A. ( il primo obiettivo è proprio il risparmio e la riduzione dei costi a servizio migliorato, molto migliorato).
    Riduzione della pressione fiscale consentita grazie alla riduzione della spesa
    Licenziamento di soggetti in posti di responsabilità incapaci e inadeguati agli obiettivi fissati.

    Non so se si vogliano bloccare le tradicesime dei dipendenti pubblici, mi sembra che in realtà ci sia da bloccare molto di più. Chi non si trova d’accordo provi a riascoltare l’intervista al Presidente della Regione Sicilia sulla 7 di ieri!!

  122. Giulio

    è ora che ci riprendiamo la moneta e torniamo a stampare!!!
    Il deficit del Giappone è enorme rispetto al nostro, ma nessuno specula sul Giappone… perché?

  123. giuseppe 1

    @lionello ruggieri
    Oppure, molto più onestamente, che l’Economia è una materia tutto sommato interdisciplinare, di confine fra la Filosofia e la Matematica (di non alto livello), che molto spesso è solo pura ragioneria. Per questo motivo non può esserne lasciata l’esclusiva agli economisti.

  124. Caro Oscar, Caro Maestro, a proposito della rabbia di noi italiani per l’iniqua espoliazione patrimoniale, cosa ne diresti di un po’ di marcia indietro sull’odiosa Imu e di un eventuale aggiustamento dell’addizionale comunale (a comuni ridotti numericamente almeno di un terzo)? Cerco di spiegarmi meglio. Attualmente tutto il reddito (o la mera rendita) degli immobili posseduti in comuni diversi da quello di residenza concorrono, oltre all’Irpef, alle addizionali territoriali. Non sarebbe un po’ più fisiologico che la parte di reddito, prodotto con immibili in comuni diversi da quello di residenza, concorresse pro quota alle proprio entrare fiscali dei comuni dove gli immobili stessi si trovano? Si tratterebbe di un gettito variabile, come variabile è il reddito prodotto dagli immobili stessi. E proprio questo aspetto imporrebbe ai comuni una maggiore cautela di spesa.

  125. Maxsix

    Oramai la strada è tracciata. Bisogna fare un buy back dei titoli di stato.
    Farlo subito, bene (cedendo gli asset pubblici) o male (patrimoniale e/o prelievo coatto delle tredicesime, ecc. ecc. ecc.) va fatto.
    Abbiamo vissuto in un sogno, ma abbiamo scelto (o ci hanno fatto scegliere) la pillola rossa e ci siamo svegliati dal torpore che ci avvolgeva.
    Ora non possiamo più permetterci di guardare il nostro giardinetto, ma dobbiamo pensare al futuro dei nostri figli. Siamo obbligati a dare loro l’occasione per un futuro.

    Quindi non vedo altra soluzione che aprire in un modo o nell’altro il portafogli, ma almeno questa volta non per mantenere la spesa pubblica, ma per chiudere quell’enorme buco del debito che abbiamo.

  126. giorgio monaco

    @Luigi F.

    Caro Luigi…sempre per ragionare …
    Intanto tutto quello che e’ energia (benzina, elettricita’, gas, ecc) ha attualmente prezzi in cui il costo vero della materia prima incide solo del 25% circa, il resto sono tasse.
    Se la benzina alla fonte aumentasse anche del 30%, vorrebbe dire un aumento di 12 cents che, volendo, e’ tranquillamente assorbibile con un’equivalente diminuzione delle accise, senza aumentare il prezzo della benzina. Lo stesso vale anche per tutta l’energia in genere.
    Gli alimentari poi avrebbero, e’ vero, un aumento, ma comunque il grosso e’ di produzione italiana e quindi ci sarebbero cose che aumentano e la maggior parte che non avrebbero variazioni.
    Poi mi parla di un “ritorno” dell’inflazione come se in questi anni non l’avessimo avuta; dall’arrivo dell’euro gli stipendi base non sono piu’ aumentati e tutti i prezzi sono molto piu’ che raddoppiati rispetto al cambio iniziale lira/euro …non e’ inflazione?
    Il debito pubblico ….le nostre ultime 3 manovre finanzarie sono evaporate interamente a parziale copertura della nostra quota del cosidetto fondo salva stati europeo che li ha poi spesi per coprire i buchi dei vari paesi con sistema bancario fallito.
    Le ricordo che la quota italiana al fondo salva stati e’ di 125 miliardi d euro! …piu’ di 4 manovre finanziarie lacrime e sangue che si evaporano in europa a copertura dei vari buchi.
    Oltre a questa cifra spaventosa, noi ci siamo anche impegnati a rientrare di 50 miliardi l’anno per 20 anni (!!) sul nostro debito pubblico.
    Purtroppo i nostri giornaloni non lo menzionano (5 righe, dico 5, sul Corriere), ma …dove li andiamo a prendere?
    Certo che lo sanno ga’ dove prenderli …una bella patrimonialona (banche escluse perche’ sono “fondazioni”!), l’azzeramento della spesa sociale e delle pensioni e vendendo tutto il vendibile che abbiamo ancora in Italia, dall’acqua fino al gratta-e-vinci.
    Non so se lei ha visto l’elenco delle privatizzazioni che il FMI ha imposto alla Grecia …la pazzia! Neanche un esercito invasore fa un depredamento simile.
    E lei si preoccupa se il pane possa aumentare del 20% quando col passaggio all’euro e’ aumentato secco del 50% in un giorno?
    La cruda verita’ e’ che ci stiamo impoverendo a passo di carica
    Le assicuro che negli anni settanta non eravamo poveri anche se i mutui costavano un’enormita’ e questo perche’ l’economia girava come una trottola (io c’ero e lavoravo) mentre ora e’ morta.
    Scusi, ma le sembra normale che se un paese ha bisogno di soldi si deve indebitare al 7% emettendo Bond che poi da’ a garanzia alla BCE che a sua volta li da’ alle banche del paese all’1% per comprarci gli stessi Bond originari?
    Alla fine del gioco delle tre carte mi sembra che il paese resti indebitato al 7%, la BCE guadagna l’1% e le banche il 6% …geniale!
    Spero di sbagliarmi ….

  127. Piero from Genova

    ciao Oscar, ciao Carlo…

    a primavera 2011 prima del crack vi scrissi un articolo sul rischio Italia..

    http://www.chicago-blog.it/2011/07/03/tutti-giu-per-terra-di-p-torazza/

    lo scrissi PROPRIO IN QUEL MOMENTO perchè leggendo i dati di borsa con tecniche particolari si vedeva che quelle 20 MegaBanche che chiamate Mercato (i fondi Pensione muovono tanti soldi ma si limitano a SEGUIRE i trend costruiti da quelle 20)
    avevano deciso di attaccarci ad agosto (la famosa storia dei volumi sottili)..
    ma quest’anno il gioco al ribasso è “”quasi”” finito qui.. Agosto verrà usato dalla Bce (e forse pure dalla Fed) x far fare un botto in sù ai mercato ed in giù allo Spread..

    la Patrimoniale ci toccherà con il prox attacco è già Caledarizzato x la Primavera 2013.. ed anche se Tu ed Emma scenderete in piazza non cambierà nulla perchè sarà 1 delle contropartite che i Big Internazionali chiederanno x Finanziarci (insieme al Fondo Ipotecario sui Beni Pubblici&Oro, ed ad un Taglio delle Spese Lineare cioè Veloce col Macete (le famose 13° .. anche se quest’ultima potrebbe arrivare già nel 2012)..

    la Finanza post 1989 ha poco a che fare con i fondamentali.. se sei un Paese Marcio ma non gli conviene picchiarti ti possono lasciare a bagno maria x decenni.. se sei un Paese Virtuoso ma gli conviente picchiarti un punto debole lo trovano quando e come vogliono.. il Segnale Subliminale che Moody&Friend hanno lanciato alla Germania ha una DIETROLOGIA che almeno tu dovresti intuire..

    ciao ciao anche se non mi crederai

    Piero

  128. VERGOGNA!!!!!!!!! Nonostante la crisi che avanza, i suicidi, i poveri che aumentano, i giovani che non trovano lavoro, le fabbriche che chiudono, le aziende che vanno via dall’Italia, il presidente (o re) di questa repubblica non trova di meglio che fare ancora una volta una pagliacciata con tutti i rappresentanti del potere vero e fasullo: la festa del ventaglio!!!!!!!! ma in sette anni quanti ventagli gli hanno regalato, che cosa se ne fa se nel palazzo c’è l’aria condizionata?????? non sarebbe stato meglio evitare quella buffonata che sa tanto di ancien regime?????? Quei soldi spesi per l’allestimento e il buffet offerto ai soliti mangioni non potevano servire per dare da mangiare ai veri poveri????? VERGOGNAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!! Mandiamoli a casa, fanno venire il voltastomaco.

  129. Marco Tizzi

    @LucaS
    Ho il timore che ci siamo già in avvitamento, Luca.
    E che l’haircut sia da fare se non si da il bazooka alla BCE…

  130. Ste

    Cari signori, il punto e’ che bisogna tagliare la spesa!!!!!!!!
    Vendere il patrimonio dello Stato e’ una cosa giustissima ma serve solo a prolungargli l’agonia.
    L’ambasciatore italiano a Berlino non può guadagnare più della Merkel, la Lombardia non può spendere 9 euro per amministrare ogni lombardo mentre la Sicilia me spende 20 volte di piu’. Di esempi ne avrei migliaia, e cosa ha fatto questo governo per risolvere queste palesi idiozie? NULLA!!!!!!!!!! (o quasi)

  131. Mandingo

    LucaS :X Mandingo
    Scusi ma è impazzito per caso? Cioè i tedeschi ci vendono le merci e ci fanno credito e lei pensa che dovrebbero ringraziarci perchè noi, forse un domani, gli restituiremo i soldi che ci hanno prestato? Non ho parole! L’unica cosa che penso è che la Germania buona parte dei soldi che ha prestato in giro per l’Europa non li rivedrà più quindi prima stacca la spina ai PIIGS e anche alla Francia meglio è per lei. By the way lei più che pagare i tedeschi sta mantendendo la casta, il sud e i dipendenti pubblici, oltre al welfare insostenibile a beneficio degli italiani, non certo dei tedeschi!

    Mio buon Luca, mi spieghi lei un paio di cosine… le faccio alcune domande

    1 – ma quale credito ci fanno i tedeschi? me lo spieghi bene signor Luca, sono proprio curioso. Lei mio buon signor Luca sa che esiste una cosuccia che si chiama Banca per i Regolamenti Internazionali, diciamo che funziona come banca centrale delle banche centrali. Questa istituzioncina tanto carina pubblica periodicamente i dati sulle esposizioni dei sistemi bancari dei vari paesi, da cui si evince chi fa credito a chi e in che misura. Ecco signor Luca allora dato che io sono pazzo provi un pochino Lei a spiegarmi come fa la Germania a finanziare l’Italia e gli acquisti degli Italiani quando le banche italiane nel loro complesso alla fine di giugno 2011 (la cosa poi è aumentata per ragioni che non hanno nulla di commerciale, e che quindi non le cito perchè viziate dal meccanismo del flight to safety, adesso l’esposizione delle banche italiane è molto maggiore), avevano una esposizione per 161 miliarducoli di eurini verso le banche tedesche… sono curioso di vedere che mi risponde. Non sa di che parliamo? ecco, glielo spiego in termini più terra terra: messi insieme tutti i crediti e tutti i debiti che le banche italiane vantano verso le banche tedesche risulta che le banche italiane stanno finanziando il sistema tedesco e sono esposte verso lo stesso per 161 miliardi… e lei mi dice che i tedeschi “ci fanno credito”… scusi signor Luca, ma lei dove vive? in Germania per caso? ecco qua i dati http://www.bis.org/statistics/provbstats.pdf#page=90

    2 i soldi che la Germania ha prestato “in giro per l’Europa”: ma lei signor Luca evidentemente in Italia non ci mette piede da tanto perchè mi corregga se sbaglio ma a me risulterebbe che ad oggi l’Italia si sia fatta fronte del 18% circa dei prestiti fatti a Grecia, Portogallo, Irlanda e ora Cipro. Immagino che questa sia una cosa che non la tocca, a me invece tocca e mica poco, io sa signor Luca pago le tasse in Italia e non è che mi piaccia tanto che i miei soldi vengano usati per salvare il sederino a banche che hanno semplicemente fatto gli investimenti sbagliati e che poi, non contente del regalo che gli ho fatto, mi vengano a dire che sono uno sprecone dissoluto e che mi “prestano” pure dei soldi (soldi che nessuno – a parte lei forse – ha mai visto…). Se lei ritiene che la Germania abbia prestato soldi ai PIIGS (ergo inclusa l’Italia) ci porti i numeri, ci dica quanti soldi ci hanno prestato e quando. Perchè signor Luca parlare è facile, portare dati è un pò più complesso…

    3 si è vero, mantengo il sud, i dipendenti pubblici, gli sprechi, verissimo, però mantengo (manteniamo?) anche le banche tedesche, francesi, olandesi e belghe che hanno investito su titoli tossici, hanno perso dei soldi, e invece che incamerare le perdite hanno convinto i loro governi ad agire e imporre a soggetti oberati dai debiti di assumere altri debiti per ripagare i loro creditori originari. A me non sembra una cosa molto onorevole: io signor Luca faccio l’avvocato, se lei si sogna di comportarsi così con un suo debitore viene sbattuto in galera per estorisione, questo succede in tutti i paesi, ci sarà una ragione se succede, o no? che senso ha imporre alla Grecia oberata dai debiti di assumerne di altri e poi lamentarsi che il rapporto debito/PIL aumenta… e come potrebbe diminiure? mah, sarà che sono pazzo…

  132. giorgio monaco

    @erasmo67
    …fosse vero quello che dici!
    Il MES ci porta via immediatamente 15 miliardi e ci indebita per 125 + qualunque altra cifra ci possa essere chiesta in futuro e non prevede per nessun governo futuro la possibilita’ di uscirne.
    Se uno degli stati che ne abbia usufruito non dovesse poi restituire quanto ha avuto e il fondo andasse a zero ….noi dovremmo semplicemente partecipare a reintegrarlo nuovamente! …altri 125 miliardi.
    Il Fiscal Compact ci obbliga a imporre almeno 50 miliardi tra tasse e tagli per vent’anni.
    Fai la somma e dimmi tu …
    ah ….a questo il Corriere ha dedicato esattamente 5 righe e mezza a pagina 7 in un titolo completamente fuorviante che diceva “Sì alle regole di bilancio Ue e al Fondo salva Stati. Assalto alla spending review”

  133. Ricardo

    @giorgio monaco

    “”””Poi mi parla di un “ritorno” dell’inflazione come se in questi anni non l’avessimo avuta; dall’arrivo dell’euro gli stipendi base non sono piu’ aumentati e tutti i prezzi sono molto piu’ che raddoppiati rispetto al cambio iniziale lira/euro …non e’ inflazione”””””

    Spero che lei stia scherzando: negli anni ’70 l’inflazione viaggiava al 15%-20% all’anno, negli ultimi 10 anni siamo su una media del 2% (incluso il “gradino” nel passaggio Lira-Euro, che è stato in realtà molto più contenuto di quanto voglia la credenza popolare).
    I due scenari non sono nemmeno paragonabili.

    “””Le assicuro che negli anni settanta non eravamo poveri anche se i mutui costavano un’enormita’ e questo perche’ l’economia girava come una trottola (io c’ero e lavoravo) mentre ora e’ morta”””

    Vero. Ma quanta di quella crescita era drogata da spesa pubblica a deficit e svalutazioni competitive che, mentre la trottola girava gli scavavano il baratro sotto?
    Quanta di quella crescita era ancora “catch-up”? Oggi non funziona più, a prescindere dalle monete.

  134. Claudio Di Croce

    Forse sarà la mia esperienza professionale nel settore privato , ma non riesco a capire come si possano fare discorsi del tipo ” adesso non è il momento di vendere per varie ragioni ” Possibile che non capite che lo Stato italiano è FALLITO e continua a sopravvivere solo grazie alle RAPINE e ai FURTI perpetrati con la VIOLENZA della legge ai danni dei sudditi. Preferite una vendita del patrimonio di uno Stato fallito , anche a prezzi bassi, o preferite che questo patrimonio resti nelle fauci del mostro che rapinerà ulteriormente con la violenza della legge i nostri risparmi ?
    Questa è la domanda semplicissima .

  135. Alberto

    Una faccia di pietra autentica e gran pelo sullo stomaco; in Sicilia può “cummannari” solo il megghio degli “Uomini” e non dico di più!@B&B

  136. Alberto

    Ed aggiungerei, trattandosi della prima casa, come bene primario, sarebbe equo modulare l’ IMU in base a parametri oggettivi quali i mq, e gli accessorii ma indipendententemente dal valore di mercato legato alla zona immobiliare; io ritengo iniquo che un Milanese, o un Romano proprietari solo della prima casa di 100 mq nella fascia mediocentrale, debbano pagare quanto chi risiede in una villa di 300mq a Zagarolo, tanto per fare un esempio, o il doppio di chi ha 100 mq a via Giulia o a Trastevere, date le redite ancora non aggiornate! @Julia Giavi Langosco

  137. Vincenzo N.

    @Alberto
    bel commento, e soprattutto bella colonna sonora (per sognatori che guardano un po’ più in là dell’ultimo smartphone appena uscito).
    L’attualità imminente è però quella di “In the flesh”.

  138. Steve76

    Diamo inizio alle scommesse?
    A partire da quale data ci sarà l’abbandono dell’euro da parte dell’Italia con la re-introduzione della “lira-pesante” al cambio di partenza 1-1?
    Si accettano scommesse!!!
    Via con la giostra!!!

  139. giorgio monaco

    @Ricardo
    ..ma io mica auspico un ritorno a un’inflazione del 15/20% l’anno!
    Dico semplicemente che lo shock iniziale di un eventuale abbandono dell’euro secondo me non supera il 20/25% di perdita di cambio.
    Poi e’ ovvio che la cosa pubblica deve essere amministrata in modo sano, ma questo vale a prescindere, euro o lira o fiorino che fosse.
    Dico pero’ che questo meccanismo dell’euro cosi’ come concepito senza nessuna sovranita’ monetaria e fiscale e’ una pazzia che porta alla rovina o comunque a un abbandono dell’euro volenti o nolenti, perche’ non e’ tecnicamente sostenibile se non al costo di trascinarci in un’economia da terzo mondo azzerando pian piano anche tutte le nostre indubitabili grandi conquiste sociali.
    Purtroppo pero’ delle decisioni europee che ci toccano pesantemente e di quello che ci si addensa sopra la testa nessuno ne parla e vedo che alla fine nessuno sa niente e tutti ragionano come se la commissione europea o la BCE fossero in un altro mondo

  140. Mandingo

    giorgio monaco :@erasmo67…fosse vero quello che dici!Il MES ci porta via immediatamente 15 miliardi e ci indebita per 125 + qualunque altra cifra ci possa essere chiesta in futuro e non prevede per nessun governo futuro la possibilita’ di uscirne.Se uno degli stati che ne abbia usufruito non dovesse poi restituire quanto ha avuto e il fondo andasse a zero ….noi dovremmo semplicemente partecipare a reintegrarlo nuovamente! …altri 125 miliardi.Il Fiscal Compact ci obbliga a imporre almeno 50 miliardi tra tasse e tagli per vent’anni.Fai la somma e dimmi tu …ah ….a questo il Corriere ha dedicato esattamente 5 righe e mezza a pagina 7 in un titolo completamente fuorviante che diceva “Sì alle regole di bilancio Ue e al Fondo salva Stati. Assalto alla spending review”

    Bravo, bisogna spiegarla questa cosa perchè il 99% delle persone non l’ha capita, non hanno capito che i soldi li stiamo mettendo anche noi, non solo gli altri (quelli che poi fanno gli schizzinosi e ci tacciano di essere dei mantenuti… magari ci fosse chi ci mantiene)

  141. Oscar Giannino buonasera, nelle ultime settimane leggo sui giornali e ascolto alla radio di ho sua imminente scesa in campo politico.
    Io personalmente non ho alcun diritto di darle alcun consiglio, e nello stesso momento ho il desiderio di esternare il mio pensiero.
    Spero tanto che lei, Oscar Giannino, non SCENDA in CAMPO nella Politica Italiana per la seguente ragione:
    In lei risiede l’ULTIMA SPERANZA, per noi Italiani e per l’Italia come Stato, di riscatto finanziario, economico e sociale.
    Lei è l’unico che ha il coraggio di fare le scelte coraggiose che Rigor Montis non ha voluto fare a seguito della sua “massonica tendenza”.
    IO RITENGO FORTEMENTE CHE CHIUNQUE VINCA LE PROSSIME ELEZIONI (SPERO M5S – perché la politica ha bisogno di uo schiaffo forte) DEBBA NOMINARLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CON DELEGA DEL MINISTERO DELLA ECONOMIA E FINANZA.
    CHE SIA PARTITO O MOVIMENTO, LEI HA LE CARTE GIUSTE PER TIRARCI FUORI DAI GUAI.

    LA PREGO OSCAR GIANNINO, A NOME DI TUTTI GLI ITALIANI, NON SCENDA IN CAMPO.

    E CHIEDO A TUTTE LE FORSE DI GOVERNO FUTURE DI DARLE IL COMANDO DI QUESTO STATO ITALIANO ORMAI ALLA DERIVA.

    PIERO DI BELLO DA CASTELLANA GROTTE.

  142. Alessandro

    Luigi F. :
    @Alessandro
    Prima di esportare i prodotti fiiniti deve importare le materie prime,
    vedo che un po tutti tendete a dimenticarlo.

    Ricordo che non abbiamo ferro, oro, zinco, carbone, uranio e petrolio.
    Abbiamo solo buoni cervelli, che scapperanno e buoni tecnici che si incazzeranno e pessimi amministratori che ci resteranno sul groppone.
    Faccia lei

    Gent.mo Luigi ,
    con una svalutazione del 40% da parte della Nuova Lira contro Dollaro USA , Franco Svizzero, Marco Tedesco e Franco Francese le nostre aziende saranno tranquillamente in grado di bilanciare l’aumento dei costi derivanti dall’aumento delle materie prime. Non dimentichi poi che in questi sciagurati 10 anni di euro le aziende italiane sono espatriate per sopravvivere ad uno stato sovietico, forcaiolo e esoso di tasse in maniera insopportabile per un presunto paese occidentale. Queste aziende delocalizzate compreranno la materia prima dove forse c’è a prezzi piu convenienti che in Italia. Lei che vorrebbe tenersi l’euro prenda l’auto e vada a fare un giro in auto per l’europa e ravviserà che oltre alle tasse piu alte abbiamo anche i prezzi della benzina e del gasolio piu alti d’europa nell’ilarità dei nostri detrattori. Il ritorno alla Lira serve anche come scopa per spazzare via il putridume che ci ha portato in recessione e al fallimento.

  143. Luigi f.

    Caro Giorgio Monaco
    spero vivamente che lei si sbagli nonostante il suo ragionamento a rigore di logica non faccia una grinza
    cordialmente

  144. roberto manzoni

    Arriva arriva .. « La Befana vien di notte
    Con le scarpe tutte rotte
    Col vestito alla romana
    Viva, Viva La Befana! »

  145. TERZO STATO

    Tanto prima o dopo la strada è quella. Qui finisce con una bella guerra civile. A differenza degli stati uniti non sarà nord contro sud ma Mantenuti contro Produttori. Possono vincere solo i produttori per una ragione semplice, se anche vincessero i mantenuti e schiacciassero l’avversario avrebbero perso comunque.
    Non c’è più nessuno che li mantiene.
    Nelle piazze prima o dopo ci andremo, il dubbio è solo se prima o dopo la catastrofe totale, quando dopo aver depredato il depredabile, lo stato ladro si troverà a non pagare lo stipendio ai suoi milioni di lacchè. A noi 2 possibilità, assalire la bastiglia quando c’è ancora qualcosa da salvare, minimo la dignità. Oppure aspettare che insorgano gli statali senza stipendio.. quando ormai a noi Produttori, avranno tolto tutto. Anche la dignità.

  146. Vincenzo N.

    @Alberto
    cito:
    “Ed aggiungerei, trattandosi della prima casa, come bene primario, sarebbe equo modulare l’ IMU ……….etc.”
    Alberto, quanti anni hai? (è una domanda retorica, serve è darmi il “là”, l’abbrivio fondamentale per poterti fare un rimprovero, ma col tono amichevole delle nostre corrispondenze, sempre che tu sia lo stesso Alberto, quello altrove targato “49”).
    Dicevo dell’età, perché, vedi, io come nacque l’IMU me lo ricordo bene.
    Correvano i primissimi anni 90 e il progetto europeo prevedeva che diventassimo un paese serio, così la nostra intellighenzia pensò (guarda un po’, un’altra volta) che un “vincolo esterno” sarebbe stata una buona idea e ci spiegò che certi sacrifici sarebbero stati utili a farci diventare consapevoli della serietà del progetto (proprio noi, con Sordi e Totò nel dna culturale). Le ricordi le bande di oscillazione dello SME? il virtuoso vincolo esterno che doveva avviarci verso gli Stati Uniti d’Europa? Se non lo ricordi certo sai che ci impallinarono per bene con due tempeste monetarie che noi sfruttammo per trasferire un po’ dei risparmi dello Stato agli speculatori (ti ricorda qualcosa di più recente?). Fu quando l’Emerito gettò nella mischia le sue armate (cinquantamila miliardi? non ricordo bene) per rompersi le ossa e battere in ritirata con una lira che aveva perso lo stesso metà del suo valore. Quale fu il risultato? che il popolo fu chiamato a rimboccarsi le mani (le mise in tasca in verità) e – fra le altre cose – accettò di pagare una nuova tassa che venne chiamata ISI (la S per “straordinaria”). Un’imposta immobiliare che prima NON ESISTEVA.
    Vent’anni passano in fretta e le verità amare si consolidano, comunque l’anno dopo l’ISI divenne ICI , e, anno dopo anno l’ICI aumentò sempre le sue aliquote, uno dei sacrifici che servivano a stabilizzare i conti per…..entrare in Europa.
    Questa la verità ufficiale. I fatti raccontano un’altra storia, che è poi quella di sempre, la nuova tassa servì a mantenere usi e costumi pregressi (finanziando ad es. riforme pensionistiche (Dini) che oggi demoliamo) e consolidò vizi antichi, illudendo gli italiani che bastasse essere solo un po’ furbi per spuntarla un’altra volta, sempre alla maniera di Sordi e di Totò. Riprendemmo così le nostre abitudini e tacitammo le perplessità dei partner cedendo loro qualche azienda in modo che non rompessero e ci lasciassero stare: CDB fece qualche affaruccio, Il Berlusca salvò l’Impero, i Capitani Coraggiosi ingrassarono qualcun altro, gli stranieri molto sensibili alle privatizzazioni gongolarono vedendo che noi sfasciammo le nostre telecomunicazioni mentre essi si tenevano ben strette le loro aziende di stato.
    Oggi siamo (davvero!?) in Europa, ma il problema si pone di nuovo e così l’ICI, che una volta non c’era, cambia nome di nuovo e, manco a dirlo, è di nuovo raddoppiata di peso. Che sia anche stavolta per l’Europa? Oppure questa nuova tassa serve, come sempre, a chi la riscuote e basta?
    Capisci perché ti cito? Io non voglio nemmeno sentir parlare di metri quadri, di vani, di catasti e altri parametri, io, quando introducono una tassa (avendo le finalità di cui sopra) non tratto neanche, li mando a quel paese e amen.

  147. roberto folgori

    Premessa
    Credo che il debito Pubblico Italiano per aver raggiunto l’attuale livello :
    -ha beneficiato di una generale condivisione,almeno tacita, compatibile con qlc aspetto ,direi distorto,della ns visione “culturale nazionale” del rapporto pubblico privato;
    –  ha contribuito cmq al livello dei consumi e quindi in qlc modo si e’ distribuito,certamente non equamente, e forse per vie clientelari,  nella società ,arricchendoci,  e cmq contribuendo a svilupparla,per qlc anno.
    Dunque il debito e’ certamente ns . Qlc Governo ed Istituzione vi  ha contribuito di più e qlc di meno ,e qlc lo ha strenuamente combattuto ma  senza grossi risultati.
    E allora se il debito e’ ns e’ bene che troviamo rapidamente ns soluzioni e risposte,certamente non indolori ormai. Cmq credo sia lapalissiano che e’ meglio e meno doloroso cercare delle soluzioni stando dentro l’euro , che se dovessimo finirne fuori ,con una lira che sarebbe fortemente svalutata,poco accettata all’estero, una economia inflazionata con costi delle  materie prime e del denaro a livelli altissimi.
    Credo inoltre che occorre invertire la tendeza di reciproca “sfiducia/furbizia”  tra fisco e contribuente, figlia di quel rapporto distorto pubblico privato di cui sopra.
    Proposte ( dolorose ed ingiuste)
    a)Per i prossimi 5 anni pagare** i compensi (stipendi ,onorari, consulenze etc)   , verso dipendenti  pubblici e privati,  lavoratori autonomi e imprese,per un ammontare medio del 10%( quindi da l’1% per quelli bassissimi al 15/20%  e forse piu’ per quelli alti e altissimi,con titoli di Stato aventi  le  seguenti caratteristiche:
    Rendimento all’ 1%;
    Durata 15 anni
    Non negoziabili per 5 anni;
    Utilizzabili per legge quale forma di garanzia privilegiata per richiedere mutui e prestiti bancari, e quali  alternative alle fideiussioni fra privati;
    Incorporanti diritti di  acquisto ,e come forma unica di  pagamento, per obbligazioni e azioni dei “veicoli finanziari” che incorporeranno i beni mobili ed immobili dello Stato( con impegno a varare questi veicoli nei 5 anni di non negoziabilità );
    b) invogliare gli acquisti liberi di  ulteriori emissioni di questi titoli di stato  di qlq taglio( es taglio minimo 50 €, essendo elettronici) rendendoli vendibili nelle tabaccherie, ricevitorie , uff postali con vari incentivi es legandoli a delle premialita’ e vincite tipo lotterie);
    -c) per aziende e lav autonomi principalmente , ma anche per privati: garantire  per legge a  chi acquisterà liberamente  tali titoli per quote pari al15% del proprio reddito,lo status di ” Golden Contribuente” , (contribuendo liberamente e meritoriamente al risanamento nazionale,) che comporta la non esecutività di provvedimenti  altrimenti esecutivi delle Agenzie delle Entrate etc,per importi equivalenti ai valori in possesso di tali titoli,e una via privilegiata per una soluzione concordata e condivisa delle vertenze fiscali ( in atto e future); consulenza preventiva gratuita in tempi rapidi( un nuovo e più efficiente diritto di interpello) ed altri benefici da individuare(es  non pignorabilità , salvezza circa la tracciabilita’  delle some cosi investite etc)

    Quanto vale una simile operazione: credo tra i 50 e i 70 miliardi di € di titoli annui all’1%, con effetti di contagio benefico   sui tassi degli altri titoli proposti al mercato, ( insomma se il mercato specula sui ns Titoli, togliamone un po’ dal mercato )ed un risparmio diretto ed indiretto,in interessi, di ca10/12 miliardi annui ,tutti da destinare ad abbattere il debito pubblico,con ulteriori effetti positivi geometrici.
    In 5 anni il 15/20% del debito pubblico sarebbe in titoli a15anni rend all’1%
    E se fosse necessario continuare in10/ 12 anni lo sarebbe ca  il50%
    Senza bisogno di mal negoziare il trasferimento dell’over60% in un debito Europeo,super garantito.
    ** trattandosi di titoli dematerializzati il datore di lavoro ( pubblico o privato , ed il committente) verserebbe la cifra corrispondente su un conto del Tesoro a favore di un soggetto , che riceverebbe una mail ,magari certificata,a conferma con il CF,e quella somma assumerebbe le caratteristiche di questi titoli  che potremmo denominare: sviluppo Italia, per le energie e la fiducia che libererebbero).
    Può essere almeno un contributo di un cittadino qualsiasi al dibattito e una dimostrazione di disponibilità ad accettare sacrifici utili.
    roberto folgori

  148. Alberto

    Vincenzo, sono sempre io, siamo d’ accordo su quel che dici, ma devi renderti conto che quella tassa esiste ed è iniqua così come è, ed io sono realista; iniqua e secondo me, così come è, è anticostituzionale, per il non rispetto di almeno 2 articoli della Costituzione, il 2° ed il 3°. Addirittura vorrei e lo farò, attivarmi per sollevare il conflitto davanti a qualche corte. Se poi vogliamo fare una battaglia per l’ azzeramento dell’ IMU, almeno sulle prime case e sugli immobili adibiti ad attività di economia reale, allora sarò in prima fila. @Vincenzo N.

  149. TERZO STATO

    CI VOGLIAMO ORGANIZZARE??
    C’E’ sul blog qualcuno con le competenze informatiche per creare un blog dove ritrovarsi, tutti i sudditi senza prebende” e organizzare un appuntamento in un luogo qualunque d’Italia dove riunirci al grido di “MORTE ALLO STATO LADRO – MORTE AL TIRANNO – RIBELLIONE FISCALE”??
    Se lo fai tu Oscar ovviamente sarebbe preferibile…
    Altrimenti non ci resta che votare tutti M5S e sperare di far saltare il banco.

  150. marco

    caro Roberto Folgori, in un paese privo di meritocrazia, dove l’evasione fiscale è altissima, dove le relazioni contano molto più delle capacità, e mi fermo perchè se ci legge qualche analista di Moody non vorrei che domani lo spread salisse a 800, ritengo che affermazioni che affibbiano il debito ai contribuenti siano la dimostrazione di un cervellino piccino così (unghia del mignolo) o di una malafede cosmica. Poi la costruzione delle modalità di riacquisto del debito credo debbano essere impartite in eremi remoti e silenziosi tra persone silenti, un brusio potrebbe indurre danni nefasti sull’economia dei prossimi lustri (mathematics required)

  151. Alberto

    L’ idea sarebbe apprezzabile, ma credo che potrebbe limitare di molto le risorse per l’ economia reale, rallentandola ed impattare in modo ulteriormente negativo per i consumi; inoltre potrebbe peggiorare la competitività paese nelle partite correnti. Sono solo dubbi, ma magari studiando bene il sistema potrebbe funzionare. Mi spiega però un’ ultima cosa? Come ha fatto ad arrivare ai 50/70 MLD annui? @roberto folgori

  152. Vincenzo N.

    @Alberto
    vero, ma parlarne a mo’ di trattativa non mi va, giacché ne rifiuto i presupposti, che mi fanno schifo.
    Lo vedi che Bersani è già che lì che la usa a fini elettorali? dice “abbasseremo l’IMU e metteremo la Patrimoniale”, ha un popolino a cui deve dare il morto da sbranare lui !! ma ‘sti demagoghi chi li ferma!??! continuano con le bugie capisci? sanno fare solo quello!! è per questo che non mi va neanche di entrare nel merito, è perché sono dei trappolari e basta, dei cialtroni mentitori che ci inabisseranno sempre più, e noi qui arroccati a pensare a come difenderci dalla loro arroganza !!
    Comunque buonanotte Alberto, alla prossima.

  153. Cesare

    Se gli italiani continuano a votare democraticamente partiti che promettono spesa pubblica, anche per i fini piu’ nobili, la conseguenza e’ che questa spesa, lungi dal creare nuovo reddito, data la rigidita’ dei fattori produttivi difesa dal sindacato e dalla confindustria, determina o inflazione o aumento del debito. Con l’euro l’inflazione non c’e’piu’ e ne risulta solo un aumento del debito. Chi lo paga? Democraticamente si decide di vessare il ceto medio, con l’imu o con la patrimoniale.

  154. Vincenzo N.

    Un’ ultima cosa, per Giannino.
    Non le sarà sfuggito che in 24 ore il numero degli interventi ha superato di gran lunga la media abituale.
    Si conferma che è sulle tasse che si vince o si perde.

  155. Martin Pescatore

    Ah si?! Lei si augura che la gente vada in piazza? A prendere le manganellate!? Lei andrebbe assieme alla sua amica Marcegaglia a prendere le manganellate? Oppure le devono prendere gli altri? Lei, quando è stato nominato il dittatore, quando è stata fatta la manovra “ammazza Italia” stava mangiando suschi? Non sarebbe più facile che i suoi amici di confindustria scioperassero chiudendo a tempo indeterminato le fabbrichette? Non sarebbe più semplice che voi incitaste a chiudere i conti correnti? No questo mai perchè è più utile per voi cambiare il sistema da dentro, vero? Vorreste piegare il sistema alla vostra visione usando la massa di gente alla canna del gas che credete non abbia più niente da perdere? Credete che siamo proprio così ignoranti e creduloni?
    Molta teologia, molto latinorum, pochi fatti e tante pugnette!
    Ci vediamo sul Piave o sui “monti”

  156. difendersi

    Vedo tanta buona volontá, tanta forza, tanta convinzione nel sano italiano ed é bellissimo, tonico, ammirevole!
    Infelicemente tutti i nobili tentativi, da auto-tassarsi in qualche maniera, rimboccarci le maniche, generano risorse che andranno nelle mani di coloro che dovrebbero essere giudicati come traditori della Patria. Solo (e mi dispiace dirlo cosí apertamente, sono un artigiano, ho moglie e due figli) una abolizione della democrazia e veramente una dittatura anche militare puó risollevarci e fare ció che deve essere fatto, costi quello che costi, non esiste alternativa possibile se non sostituendo e giudicando coloro che hanno creato in molti decenni questo sfacelo, ci inc…no mentre noi a capo basso costruivamo macchinari, prodotti eccellenti. Dopo agosto non ho speranza di riaprire la mia azienda, niente commesse, pagamenti zero ecc. La strategia é semplice, ” muoia Sansone e tutti i filistei”, metteró insieme ad altri le mie tecnicitá civili e militari al servizio di una piú ampia eliminazione fisica di queste persone. La lista é pronta, lunga, ma fá ben sperare.

    Perdonatemi, non sono il tipo da suicidarmi, bensí come sempre nella mia vita “combatteró”.

  157. silvia ferretto

    Leggo con grande interesse questo blog.Si tratta dell’unico luogo dove riesco ancora in Italia a trovare persone logiche,preparate e in grado di analizzare lucidamente la situazioneDavvero un buon livello.Taluni interventi sono degni dei miigliori giornali.Per sapere come va davvero l’Italia ormai non si possono piu’ leggere siti nazionali ma si deve andare su quelli stranieri.Grazie a voi e alla trasmissione di Giannino riesco anche a farmi delle risate nonostante la materia sia tutt’altro che divertente.Detto questo purtroppo sono tra quelli che non nutrono speranze almeno nel breve medio periodo.Apparteniamo allo 0,000001 % della popolazione italiana che ha capito i problemi e che vorrebbe risolverli.Tali problemi(eccesso di spesa,debito mostruoso)
    non sono nell’agenda politica e neanche nelle priorita’ dei nostri connazionali.Il 99,999999% degli italiani si divide armoniosamente tra negazionisti(abbiamo fatto del nostro meglio,non possiamo fare di piu’,i paesi nordici ci odiano,la Merkel e’ cattiva perche’ non vuole aiutarci a pagare gli stipendi ai parlamentari siciliani e ai falsi invalidi etc)grosso modo sostenitori di Monti e lettori di Repubblica,e sprezzanti e fieri italici(l’euro ci ha rovinato,andavamo tanto bene con il nostro totally black,bei tempi quando con la nostra liretta gli facevamo un mazzo tanto alla faccia della tecnologia e innovazione,peccato che gia’ a inizio anni 90 stavamo per saltare..) in gran parte seguaci/orfani di Berlusconi/Bossi e lettori del Giornale.
    Quindi mancanza di volonta’ di affrontare i problemi porta a mancanza di soluzioni anche se tali problemi pur nella loro serieta’ sarebbero in modo pragmatico risolvibili.All’estero sono unanimi nel dire che la questione italiana e’ di difficile soluzione piu’ per motivi politici,culturali e sociali che per motivi economici.Quindi rassegnamoci..non ci saranno piazze e se ci saranno non saranno certo per chiedere un abbattimento del debito e taglio della spesa pubblica!Con euro o senza euro ne usciremo solo con qualche anno di lacrime e sangue,un abbattimento del valore dei nostri asset del 30/40%.Poi ci sara’ l’uscita dal tunnel.Speriamo almeno che serva da lezione ai piu’.Nel frattempo sfoghiamoci in questo spazio….Se non altro serve a farci sapere che siamo ancora in molti(relativamente)ad avere un barlume di lucidita’.

  158. LucaS

    X Mandingo

    Scusi il ritardo nella risposta.

    1) Quando dicevo che “la Germania ci vende le sue cose e ci fa credito”… intendo una cosa diversa dagli aiuti finanziari ai governi di cui si sta discutendo in questi giorni e a cui lei si riferisce. Intendo semplicemente dire che se la Germania esporta più di quello che importa e quindi è in surplus mentre molti altri paesi europei sono in deficit. Quindi come fanno questi paesi a importare più di quello che esportano a causa del deficit di competitività con la Germania che anno dopo anno si allarga sempre di più e senza poter svalutare? Semplice: la Germania li finanzia, loro fanno debiti (pubblici soprattutto) che la Germania (cittadini, imprese e banche/assicurazioni) sottoscrive perchè ha un eccesso di risorse finanziarie rispetto alle necessità interne (consumi, investimenti, disavanzo pubblico)… in pratica la Germania finanzia il loro deficit commerciale e questo da anni! esattamente come i cinesi o i paesi del golfo con gli USA. Il dato che cita lei non è significativo perchè si riferisce ai rapporti tra banche (tra l’altro le faccio notare che Unicredit per es. non è solo italiana ma anche tedesca e polacca…) ma io non sto parlando dei flussi netti tra le banche ma di quelli tra i paesi: in parole povere abbiamo verso la Germania molti più debiti che crediti quindi a livello consolidato siamo debitori netti! Come diavolo fa a non capire questa cosa stra-ovvia e direi autoevidente? Se mi chiede un numero specifico non so darglielo al momento anche perchè cambiano continuamente e io non mi occupo di macroeconomia ma di finanzia aziendale quindi sono abituato a ragionare a livello micro comunque si tratta almeno di centinaia di miliardi di euro come ordine di grandezza.
    2) Tornando agli aiuti internazionali io condivido il suo punto di vista: non ne avrei dato alcuno a nessuno! I paesi in difficoltà dovevano fallire e le banche finanziatrici dovevano scontare le perdite relative a quei crediti (e gli stati in difficoltà ristutturarsi sul serio aggiungerei e non per finta come è successo in Grecia dove invece che licenziare hanno assunto altri statali)… Comunque le ricordo che se l’Italia ha contribuito a quei crediti, la Germania vi ha contribuito per cifre molto superiori alle nostre dato il suo maggiore peso-relativo e pil. Lei potrebbe obbiettare che loro avevano molto più da perdere rispetto a noi perchè vantavano verso i pigs un’esposizione di gran lunga superiore alla nostra (a dimostrazione del fatto che loro sono creditori-netti e noi no.. altrimenti cade in contraddizione) ma io potrei risponderle 1) questi aiuti sono dotati di seniority quindi in teoria sono esclusi dal programma di haircut… vedremo comunque come andrà a finire perchè credo che come crediti siano alla lunga inesigibili 2) l’Italia stessa non è in condizione di essere autosufficiente dal punto di vista finanziario già a medio se non a breve termine e quasi sicuramente dovrà chiedere aiuto quindi probabilmente per indorare la pillola ai tedeschi abbiamo sganciato 10 per poi farci prestare 100…. sapendo benissimo che quel 100 da soli non saremo riusciti ad ottenerlo e che sganciando 10 avremo avuto ancora voce in capitolo assieme agli altri stati europei.
    3) D’accordissimo sul fatto che le banche e le imprese finanziarie in generale hanno ottenuto un trattamento di favore, ma mica solo quelle tedesche! E poi l’haircut alla fine l’hanno subito eccome! Per es. guardi a quanti soldi ha perso e probabilmente perderà ancora Generali sui titoli di stato greci.. Da ultimo direi anche un’altra cosa: questo meccanismo, che io non condivido, ha permesso alle società finanziarie di dilazionare e diluire le perdite nel tempo mentre in caso di default immediato della Grecia senza aiuti pubblici avrebbero dovuto riportare immediatamente tutte le perdite e quasi sicuramente avrebbero fatto molta fatica a ricapitalizzarsi sul mercato e lo stato avrebbe probabilmente dovuto ricapitalizzarle: in sostanza lo stato avrebbe comunque dovuto mettere mano al portafoglio! però avrebbe assunto un controllo/influenza molto superiore sulle banche, cambiato il management… insomma possibilità di fare pulizia che invece non ha finora avuto. Dette cosi le cose sono un “attiminooo” diverse da come le espone lei e credo molto più rispondenti alla realtà!

    PS Se una banca fa credito ad un soggetto che poi fallisce sono d’accordo nel dire che è un suo errore ma in questo caso più che errore delle banche credo sia un errore di costruzione dell’euro e dell’UE che è interamente imputabile a politici e burocrati e solo in minima parte alle banche! E’ come prendersela con le banche americane per i subprime quando se non avessero concesso quei crediti finivano in tribunale per discriminazione verso neri e ispanici (Obama ha tenuto diverse cause come queste): anche li l’intromissione della politica nel mercato è stata determinante nello scatenare questo casino!

  159. LucaS

    X Mandingo 2

    Dimenticavo: mi scuso per il tono un po’ aggressivo della mia prima risposta ma non è per mancanza di rispetto, soltanto frustrazione per il fatto che cosi poca gente capisca queste cose e si faccia fare il lavaggio del cervello dallo stato ladro. Per essere chiari: i tedeschi li ripaghiamo dei crediti che ci hanno fatto invece casta, dipendenti pubblici e sud li paghiamo in cambio di niente… adesso suona meglio?

  160. adriano q

    Ieri ascoltavo un cosidetto esperto dall’aria compresa nel ruolo.Quanto spreco di ingegno.”Non sono favorevole alla vendita dei beni ma a farli confluire in un fondo da quotare in borsa (?) e da distribuire forzatamente ai detentori di liquidità.”Idea vecchia,stantia,ripetuta ed anche condivisibile.Meglio un pò di niente che l’esproprio patrimoniale.Poi mi ricordo dell’agosto scorso e della prima idea da incompetente.Se deve essere prestito forzoso facciamolo direttamente sui titoli in asta.Assegnamoli ad un tasso prefissato,ad esempio 3% lordo,e fine dello spread.Rimangono problemi di finanziamento ma intanto evitiamo di affogare e nessuno viene depredato.No,occorrono meccanismi astrusi che si avvitano su sè stessi.Altrimenti perchè avremmo studiato tanto gli integrali ellittici?

  161. Aga44

    Ormai i sacerdoti del liberismo sembrano i vecchi comunisti quando dicevano che lo stalinismo non era vero comunismo.

  162. Mandingo

    @LucaS

    Buongiorno

    non si deve scusare per il ritardo nella risposta o per il tono, ci mancherebbe, anzi la ringrazio per avermi risposto e per l’attenzione che ha prestato a ciò che ho scritto.

    1. mi dispiace ma si sbaglia, noi finanziariamente non dipendiamo dalla Germania, se lei guarda la tabella che le ho segnalato (che è molto significativa) vedrà che se proprio dipendiamo da qualcuno questo qualcuno è la Francia. E consideri che, nonostante le apparenze, la bilancia copmmerciale italiana è in attivo (chiaramente con delle fluttuazioni), ergo nonostante abbiamo tutti l’auto tedesca, la lavatrice tedesca, ecc., vendiamo più di quanto importiamo. Anch’io “a pelle” faccio molta fatica a credere a questa cosa ma i numeri parlano da soli e mi sono dovuto ricredere

    2. La Germania ha contribuito in maniera maggiore per l’unica ragione che i tedeschi sono i più numerosi, i vari rapporti di forze all’unione europea, sia per quanto riguarda il numero di europarlamentari che la ripartizione dei bilanci, ecc, tutti dipendono da rapporti basati sul numero di abitanti di ogni singolo paese. Concordo sul fatto che la Grecia andava “fatta fallire”, ossia 2 anni fa le doveva essere consentito di fare default e poi da li implementare politiche di rigore come condizione per ricevere aiuti, chi ha deciso che il default non era possibile ahimè sono stati i tedeschi, che hanno così ingigantito la crisi. Se ha tempo cerchi su wikipedia “sovereign default”, c’è la lista di tutti gli stato che hanno fatto default: se la Germania nel secolo scorso ha fatto default 3 volte credo che si potesse lasciare far default alla Grecia nel 2010, se poi vuole le dico perchè a mio modo di vedere ciò non è stato possibile. Io non do colpe alla Germania per i nostri problemi, i debiti li abbiamo fatti noi e anche se loro ci vendevano le BMW la responsabilità è solo nostra, ma a mio modestissimo modo di vedere la Germania ha colpe enormi per aver portato la crisi a questo punto. E’ anche vero che gli altri paesi potrebbero facilmente avere una maggioranza in seno al board della BCE e far passare ogni risoluzione che reputino più appropriata, quindi se alla Germania imputo scelte masochiste-miopi-autoreferenziali agli altri imputo di non fare quello che potrebbero fare

    3. beh mi pare che fare di tutta un’erba un fascio sia rischioso, ci sono alcuni soggetti che hanno beneficiato della prima fase di “aiuti” (chiamiamoli aiuti ma sono solo prestiti), in sostanza grazie agli “aiuti” hanno avuto modo di liquidare le proprie posizioni. Stessa cosa hanno fatto quando la BCE è intervenuta sul debito spagnolo e italiano: questi soggetti hanno liquidato. Ci sono diversi studi che circolano in ambito accademico in cui si evidenzia come questa crisi nasca per un problema di vigilanza prudenziale in alcuni paesi europei (Germania, Francia, Olanda, ecc) nel senso che le autorità di questi paesi hanno permesso che certe banche arrivassero ad avere delle esposizioni esagerate su determinati paesi (a rischio) e che ciò abbia contribuito da un lato ad alimentare le bolle (le ricordo che quando a metà del decennio scorso Irlanda e Spagna cercarono di limitare il credito fondiario furono bacchettate dalla Commissione che vedeva in tale limitazione una violazione del principio di libera circolazione dei capitali) dall’altro a esposto in maniera esagerata il sistama bancari di tali paesi, con alcuni settori di tali sistemi bancari (penso ad esempio al caso lampante delle Landesbanken) oggi tecnicamente falliti.

  163. LucaS

    X Mandingo

    Sul punto 1 controllerò senz’altro però onestamente mi suona molto molto strano… se fosse come dice lei come mi spiega gli oltre 700 miliardi (in continua crescita) di esposizione della Germania a target 2?
    Tornando invece al micro: è vero che molte banche e assicurazioni hanno via via liquidato (soprattutto quelle tedesche) però non hanno certamente liquidato al valore nominale: ci hanno “smenato” eccome anche loro!
    Comunque io la vedo molto diversamente sulla Germania: secondo me se c’è qualcosa da rimproverargli è che è troppo accondiscendente verso i piigs! Per esempio che cavolo continua a fare i complimenti a Monti a fare (Shauble un giorno si e l’altro pure)? Se le cose vanno avanti cosi la Germania si troverà costretta a subire la monetizzazione della BCE senza che l’Italia abbia fatto 1 sola vera riforma e gli altri paesi europei continueranno impunemente a fare le cicale! Perchè in questi giorni non cominciano a dire chiaramente che l’Italia deve attuare alla lettera tutta la famosa lettera della BCE come precondizione per ogni minimo intervento della banca centrale? Già questo sarebbe più sensato: ti aiuto a certe condizioni! Non ti sta bene? Arrangiati! In America dicono Beggars can’t be choosy!

  164. Giorgio

    Spread. Come finirà? Se la Corte Tedesca dovesse non promuovere il fondo saranno problemi, ma saranno ancor maggiore se lo approveranno con alcune notazioni. Mi spiego su quest’ultimo caso. La Corte potrebbe sostenere che il Fondo é coerente con gli accordi di solidarietà ma non con i principi fondatori dell’Euro e quindi sostenere che il fondo potrebbe liberare le mani al governo tedesco, libero di difendere i suoi valori, principi e tutelando il risparmio tedesco. Cosa potrebbe fare il governo tedesco? Una cosa molto semplice e rivoluzionaria. Introdurre in Marco e allo stesso tempo non abbandonado l’Euro. Perché quale motivo? Col Marco, disporre della sua valuta forte con cui emettere i futuri bund, ipersicuri, molto più degli attuali e usare la valuta Euro come strumento valutario per le esportazioni. Non solo. Il cittadino tedesco avrebbe la libertà di scegliare come essere pagato: Marco o Euro e decidere come a sua volta pagare le imposte. Ovvio che i Tedeschi usaranno il Marco all’interno dei confini e quando andranno all’estero per le vacanze, ma le imprese quando dovranno esportate useranno la valuta Euro che nel frattempo si sarà di molto svalutata. La cosa interessante di questo gioco é che lo possono fare solo loro, in quanto un’altra nazione, ad esempio Spagna, che interesse avrebbe ad introdurre la Pesetas? Nessuno sul breve e medio termine. Un cittadino spagnolo o greco messo di fronte alla scelta se essere pagato con la sua valuta nazionale che sarebbe ipersvalutata o con un Euro molto svalutato ma non iper svalutato sceglierà sempre la seconda, il minore dei mali.
    La Germania con l’Euro esporterebbe merce a valori competitivi e col Marco interno terrebbe bassa l’inflazione. Lo scudo e la lancia. La cosa buffa é che i trattati firmati non vietano questo e se uno li va ad analizzare e studiare, furono (paradossalmente) i tedeschi che l’Euro non lo volevano e che lo subirono in cambio della riunificazione, ad imporre di non prevedere una via d’uscita. Il Motivo era semplice. L’Euro dei trattati avrebbe dovuto essere un Marco travestito, ma se le cose si fossero messe male, avrebbero comunque potuto rintrodurre il loro vecchi Marco senza perdere il vantaggio di un’euro svalutato.

  165. Mandingo

    LucaS :X Mandingo
    Sul punto 1 controllerò senz’altro però onestamente mi suona molto molto strano… se fosse come dice lei come mi spiega gli oltre 700 miliardi (in continua crescita) di esposizione della Germania a target 2?Tornando invece al micro: è vero che molte banche e assicurazioni hanno via via liquidato (soprattutto quelle tedesche) però non hanno certamente liquidato al valore nominale: ci hanno “smenato” eccome anche loro!Comunque io la vedo molto diversamente sulla Germania: secondo me se c’è qualcosa da rimproverargli è che è troppo accondiscendente verso i piigs! Per esempio che cavolo continua a fare i complimenti a Monti a fare (Shauble un giorno si e l’altro pure)? Se le cose vanno avanti cosi la Germania si troverà costretta a subire la monetizzazione della BCE senza che l’Italia abbia fatto 1 sola vera riforma e gli altri paesi europei continueranno impunemente a fare le cicale! Perchè in questi giorni non cominciano a dire chiaramente che l’Italia deve attuare alla lettera tutta la famosa lettera della BCE come precondizione per ogni minimo intervento della banca centrale? Già questo sarebbe più sensato: ti aiuto a certe condizioni! Non ti sta bene? Arrangiati! In America dicono Beggars can’t be choosy!

    guardi il funzionamento di Target2 è una cosa che quando inizia a lavorarci nel 1998 mi provocò non pochi mal di testa… comunque, per riassumere, l’esposizione Target2 della Germania nei confronti dell’Italia deriva dai flussi di denaro in uscita dall’Italia verso la Germania stessa. Se lei ad esempio va a chiedere ad una filiale di banca a Monaco di Baviera se ci sono degli italiani che hanno aperto conti li le diranno (se sono onesti) che sono bizzeffe. Ecco, ogni volta che un italiano trasferisce denaro dal suo conto in Italia al suo conto in Germania il “sistema” Target2 prevede una compensazione automatica di tale trasferimento, questo perchè originariamente si cercava di manternere una qualche forma di statitità del sistema ed evitare, quindi, i flussi da un paese ad un altro (per evitare le crisi). non è andata come si prevedeva e quindi adesso c’è chi ha problemi Target2 (che sono problemi relativi, perchè da un lato ogni compensazione è garantita da ampio collateral che ogni partecipante a Target2 deve fornire, e dall’altro bisogna considerare che – nel caso della Germania – ogni euro di esposizione a Target2 significa un euro entrato nel sistema bancario locale). Io le ho fatto l’esempio dei privati, ma questi numeri derivano principalmente dal fatto che le imprese (tedesche, in questo caso) non tengono più liquidità in Italia, non si fidano.

    sulla sciagurata lettera che Tremonti e Berlusocni andarono a chiedere alla BCE, mi pare che buona parte del programma sia stato messo in atto, anzi c’è chi sostiene che buona parte della recessione che vediamo derivi proprio dall’implementazione di tali richieste…

  166. Alberto

    E’ in pratica il doppio euro; mi spiega come sarebbe possibile evitare che il nuovo marco esca se è così forte (magari si fa incetta di pacchi di Marchi e ce li portiamo qui, tanto chi ti ferma, senza frontiere doganali?) e poi che i cespugli (Finnici, Olandesi, Austriaci etc) ancora forti della Germania, facciano la stessa cosa? Non solo ma secondo lei, noi saremmo così stupidi da accettare un ulteriore aumento della loro forza competitiva e del loro comportamento squaliforme?@Giorgio

  167. Alberto

    Folgori, le ho chiesto come è arrivato ai 50/70 MLD annui; abituiamoci a dare i riferimenti, altrimenti quello che si scrive non ha molto valore, non le pare? Io cerco di farlo sempre, altrimenti sto zitto.@roberto folgori

  168. Mandingo

    Alberto :Mandingo in un precedente post avevi affermato che la quota di debito in mani estere è il 30%, anzi in nostre mani è il 70%. Io avevo chiesto la fonte, riesci a fornirmela cortesemente?@Mandingo

    non avevo visto la domanda, mi dispiace, ho fatto una veloce ricerca sui vari links che mi sono fatto sull’argomento per vedere se trovavo la fonte ma evidentemente non mi sono segnato il link…, immagino comunque che i dati siano presenti nell’ultimo Bollettino Statistico BoI

  169. danilo

    danilo51, ma i tedeschi sono consapevoli di che cosa succederebbe in casa loro se l’Italia, secondo paese manifatturiero d’Europa, uscisse dall’euro, con un ritorno alla lira e di conseguenza con una consistente svalutazione della “liretta”? quanta competitività in più avrebbe la lira? e quanto si sopravvaluterebbe il marco (partito nell’euro con un cambio favorevole/basso) e quindi che fine farebbero le esportazioni tedesche in Europa, posta la dissoluzione dell’euro, possibile se esce l’Italia?

  170. Mazzivr

    AHAHAHAHAH muoio dal ridere(per non piangere), tecnocrati che da mesi si scervellano x trovar soluzioni alla crisi quando basta una dichiarazione di Draghi e torna l’euforia? Ma ci rendiamo conto? Ma è tutto vero o viviamo in un gioco in scatola?

  171. Mazzivr

    Quindi aggiungo…se una dichiarazione come quella fatta da Draghi vale circa 40 punti di abbassamento spread, ma che ne dica altre 6, 7 e ci leviamo dai guai..(non troppe altrimenti si corre il rischio che i mercati ricordino che Draghi è italiano..)

  172. Alberto

    Questa follia sempre più evidente, da parte dei mercati, della BCE, delle cancellerie etc etc. è la cosa che mi preoccupa di più; ancor di più dello spread. Immagini se dopo questa dichiarazione non succede nulla, sarà la mazzata finale! Ma io mi chiedo, Darke spara una cosa del genere senza consultarsi con nessuno? Si o no? E se si dove si leggono gli appoggi espliciti di Berlino? Io non li vedo. E poi dove sono questi 1/2 della BCE? @Mazzivr

    @Mazzivr

  173. claudio

    gentile dott giannino,
    sta girando all’impazzata questa mail, che le giro prontamente.
    Fa riflettere e pensare, cosa sempre piú rara, ma sopratutto ,come le sue trasmissioni, fa indignare.
    Resta il dubbio che sia vera, e qualora lo fosse, avrà modo di affinare ancora di piú gli artigli..
    buon lavoro
    claudio
    Oggetto: I: Fwd: I: Belle notizie, ma dall’estero
     
     
    Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo.
    17 luglio 2012
     
    ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va
    al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di
    centri urbani con periferie dissestate. Ha fatto inviare un documento
    (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione
    centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando
    e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo “un
    dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il
    lusso di acquistare una bella vettura con il
    proprio guadagno meritato,
    vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non
    ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. Touchè. Via con le Peugeot e
    le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare
    (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata
    ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per
    aumentare la competitività e la produttività della nazione”. Ha abolito il
    concetto di scudo fiscale (definito “socialmente immorale”) e ha emanato
    un urgente decreto presidenziale stabilendo
    un’aliquota del 75% di aumento
    nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5
    milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal
    compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati
    disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1
    settembre come insegnanti nella pubblica istruzione. Ha sottratto alla
    Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che
    finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un
    piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole
    elementari
    avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture
    nazionali. Ha istituito il “bonus cultura” presidenziale, un dispositivo
    che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come
    cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati
    disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in
    modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo
    contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale. Ha
    abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni,
    e
    case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che
    finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business
    legati a strategie di mercato avanzate. Ha varato un provvedimento molto
    complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi
    offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve
    agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa
    supplementare: prendere o lasciare. Ha decurtato del 25% lo stipendio di
    tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del
    40%
    di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro
    all’anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un
    fondo garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in
    condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la
    durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e
    per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza toccare il
    pareggio di bilancio.
    Risultato: ma guarda un po’ SURPRISE!! Lo spread con i bund tedeschi è
    sceso, per magia. E’
    arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470).
    L’inflazione non è salita. La competitività re la produttività nazionale è
    aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa
    parte.
    Hollande è un genio?

  174. roberto folgori

    Leggo solo ora la Sua richiesta: e’ una stima approssimativa , per stimolare il dibattito,basata sul 10% dei compensi , pubblici e privati, consulenze incluse,che presumo,( e’ difficile avere dati precisi) possano ammontare a c a500 miliardi annui( stipendi ,consulenze e servizi nella PA ammonterebbero a ca la meta’ secondo varie stime, e quindi raddoppiare mi sembra plausibile e prudenziale)oltre una quota derivante dagli stimoli ad acquisti di questi Titoli per i benefits che incorporerebbero.
    Circa l’altro punto, potendo per legge, nella mia ipotesi,questi Titoli essere idonei ,ed anzi forieri di vantaggi,a varie operazioni necessarie nell’economia reale (es garanzia nei mutui e nei prestiti richiesti a Banche, sostituire le fidejussioni fra privati) non resterebbero chiusi nei cassetti( licenza visto che sarebbero dematerializzati, ma girerebbero, scongiurando il pericolo che Lei giustamente temeva,di poter togliere risorse ai consumi.anzi credo che sostituendo utilmente altri mezzi , fiamziari ,potrebbero contribuite a liberare nuove risorse..grazie di aver letto la mia proposta,e del giudizio che mi e’ sembrato sostanzialmente positivo. Cordialmente,rf
    href=”#comment-37409″>@Alberto

  175. LucaS

    Sono veramente incavolta nero con Draghi! Proprio adesso che finalmente il mercato ci aveva costretto a fare tagli aggiuntivi, che il governo stesso iniziava a parlare di dismissioni e si ventilava di abbassare gli stipendi agli statali ecco che Draghi toglie tutte le pressioni per questi tipi di interventi… Vergognati! 6 assieme a Patroni Griffi il miglior salva sedere degli statali, della casta e del Sud. Spero solo che i membri sani di mente del board della BCE ti fermino in tempo prima di creare l’Unione delle Republiche Socialiste d’Europa! In questo modo poi perdi ogni credibilità: avevi condizionato gli aiuti alle riforme della famosa lettera… adesso che niente è stato attuato pari il cu… agli irresponsabili parassiti comunque.. complimenti davvero!

  176. Steve76

    Ragazzi ho sentito che a settembre è in uscita il nuovo singolo hit musicale dei giovani alla ricerca del primo impiego.
    Il “refrain” sapete qual è?
    “Se potessi avereee, mille lire al meseee…” 🙂
    Allacciatevi le cinture, eehhh…

  177. Marco Tizzi

    @LucaS
    Eh, no, Luca: i giudizi dei mercati si accettano o non si accettano nel bene e nel male. I mercati stanno dicendo (urlando a dire il vero) che vogliono una banca centrale a garanzia del debito pubblico anche nell’Eurozona, come in tutto il resto del mondo.
    Questo è il messaggio: se non lo accettiamo, allora stiamo dicendo che i giudizi dei mercati non contano.

    Qualunque tipo di riforma politica, inclusi tagli a spese e tasse, deve essere fatta da politici eletti che abbiano tali riforme a programma.
    E’ l’unico modo, i governi tecnici e i commissari sono solo scorciatoie che non funzionano mai.
    La shock therapy è un fallimento, fatevene tutti una ragione.

    E cmq i mercati non stanno festeggiando le parole di Draghi, ma le ferie della Merkel: via lei, si stappa lo champagne! 🙂

    P.S.
    Felicitazioni per il cambio di sesso 😀

  178. LucaS

    X Marco Trizzi

    1) Se è per questo anch’io vorrei giocare a tennis come Federer peccato che non ci riuscirò mai. Un conto è quello che i mercati chiedono ma poi bisogna fare i conti con l’oste! E l’oste si chiama Germania: loro la BCE come la FED non la vogliono e l’hanno fatto scrivere chiaramente a suo tempo nei trattati e nel mandato della Bance Centrale proprio per evitare quello che Draghi vorrebbe fare. Voule farlo lo stesso? Benissimo ma non con la Germania dentro l’euro! A quel punto potrà stampare tutti gli euri che vuole ma nessuno li accetterà perchè non avranno alle spalle economie solide che producono ricchezza vera come quella tedesca.
    2) Infatti io non sono per i governi tecnici! Sono per la troika al comando fino a quando non rimborsiamo i debiti… dopo potremo autogovernarci ma fare i belli coi soldi degli altri (investitori e produttori di ricchezza) proprio non riesca ad accettarlo.
    3) Anche ammettendo che Draghi debba intervenire faceva cosi fatica a dire “Compro i vostri titoli 1 secondo dopo che avete fatto A,B,C,D ed E”? Cosi l’ha data vinta allo stato ladro, alla casta, al sud e agli statali e domattina non mi stupirei se cancellassero l’abolizione delle 3 province che hanno tagliato e rinviassero quella cosa ridicola della spenging review… vogliamo scommettere? Questi qui li devi proprio annientare! se ti limiti a ferirli soltanto 6 già morto prima ancora di iniziare!

  179. Marco Tizzi

    @LucaS
    1) Che la Germania avesse fatto scrivere alcune cose sui trattati e, soprattutto, nel mandato della BCE è vero, ma è anche vero che i trattati non si possono considerare eterni e imperturbabili nel tempo, ovviamente, altrimenti non avrebbero più senso le elezioni: basta che un Governo scriva in un foglio che ci dobbiamo tutti mozzare gli organi genitali e noi dobbiamo mozzarceli per sempre?
    E comunque stai tranquillo che la Germania ha già cambiato idea: sentono che il fuoco si sta avvicinando e hanno paura di scottarsi. Posto che l’idea sia sempre stata quella: ricordo che i trattati li hanno scritti membri della CSU/CDU (ad oggi meno del 30% dei tedeschi) e che Schroeder li ha già fatti modificare. I giornali di centro-sinistra in Germania stanno massacrando la Merkel e nessuno (0%) è sfavorevole alla garanzia della BCE. Anche l’organo ufficioso di stampa di CSU/CDU, lo Spiegel, non pare per niente negativo (spiegel.de/international/europe/markets-surge-after-ecb-president-mario-draghi-vows-to-protect-euro-a-846629.html)
    2,3) Se vuoi tagli e fine delle prebende, Luca, devi semplicemente votare per qualcuno che non sia oggi in parlamento. Tanto anche se arriva la troika prima o poi se ne va, no?
    Fuori il gatto i topi ballano.
    Bisogna far fuori i topi.

  180. LucaS

    X Marco

    1) Certo che la CDU, CSU ti sta proprio sulle palle è! Guarda che la SPD mi sembra altrettanto risoluta su questa linea. Proprio pochi giorni fa l’ex ministro del tesoro ha parlato in modo molto chiaro e poi c’è l’ex mitico membra socialdemocratico della Bundesbank che ha scritto il libro antiimmigrati… PS Io non sono contro gli immigrati: semplicemente sono contrario a ogni forma di welfare a loro favore per almeno 10 anni! Dopo quando si saranno integrati, trovato un lavoro come tutti gli altri e pagato le tasse avranno anche loro i diritti che hanno gli altri e se non gli va bene possono tranquillamente tornare al loro paese che come dici tu di manodopera, specie a basso valore aggiunto, non se ne sente la mancanza. Adesso se vuoi chiamami pure razzista e denunciami ad amnesty international!
    2) Sul votare gente fuori dal parlamento con me sfondi una porta aperta! E dipendesse da me farei io stesso il partito domattina ma un partito che nasce da zero in Italia ha bisogno di gente con visibilità tipo Giannino per attecchire! E poi senza vincoli esterni è molto più difficile portare avanti le nostre proposte perchè i cittadini vedono solo la parte negativa.. se invece ci sono i vincoli stringenti sono gli altri in grossissima difficoltà: sono costretti a “vendere” tasse ai produttori per non sfiorare casta, dipendenti pubblici e sud.. auguri! Pensaci bene: Berlusconi è durato cosi tanto perchè per anni gli è stato possibile continuare le prebende senza farne sentire il peso ai produttori di ricchezza che imbambiti lo votavano in massa… solo con questa resa dei conti la gente apre gli occhi e forse ancora non basta!

  181. LucaS

    X Marco off topic

    Sto seguendo da vicino la vicenda e-cat: pare ci sia stata recentemente una grossa accelerazione e che le cose stiano prendendo la strada giusta… Fossi in te seguirei la vicenda anche dal punto di vista lavorativo: se è vero quello che dicono le imprese possono fare un’ulteriore grande efficientento e riorganizzarsi ulteriormente… tutto pane per i tuoi denti!

  182. Alessandro

    LucaS :
    Sono veramente incavolta nero con Draghi! Proprio adesso che finalmente il mercato ci aveva costretto a fare tagli aggiuntivi, che il governo stesso iniziava a parlare di dismissioni e si ventilava di abbassare gli stipendi agli statali ecco che Draghi toglie tutte le pressioni per questi tipi di interventi… Vergognati! 6 assieme a Patroni Griffi il miglior salva sedere degli statali, della casta e del Sud. Spero solo che i membri sani di mente del board della BCE ti fermino in tempo prima di creare l’Unione delle Republiche Socialiste d’Europa! In questo modo poi perdi ogni credibilità: avevi condizionato gli aiuti alle riforme della famosa lettera… adesso che niente è stato attuato pari il cu… agli irresponsabili parassiti comunque.. complimenti davvero!

    Guarda che questa crisi del debito sovrano è una classica opportunità per fare soldi , soldi grossi.
    Quando un titolo azionario sulla base di un rating negativo perde il 15% in 2 giorni poi magari sulla dichiarazione opposta di un nessuno di qualche altra societa di rating immediatamente guadagna l’8% in 2 ore. Questa è la speculazione a loro del futuro dell’Italia, dell’Europa, Euro o Nuova Lira non gliene frega niente sono come i bookmakers inglesi che scommettono su tutto. Allora questo significa che le dichiarazioni scontate e per nulla convincenti di Draghi sono servite agli speculatori per le ricoperture. Domani mattina altri bei guadagni. Ripartono dallo spreadbund/btp a 475 e dal cross eur/usd a 1,229/1,230 vedrete che alla prima dichiarazione di qualche nessuno tedesco o olandese andra giu tutto come al solito. L’Italia dovrebbe cercare di salvarsi da sola , questi squali dei mercati finanziari non fanno prigionieri. Altroche l’IMU l’avanzo primario , la tassa di lusso sui SUV e sulle barche , tutte sciocchezze colossali classiste e totalmente dannose per l’erario in termini di IVA. Bye

  183. LucaS

    Scusa Ale lungi da me darti torto, l’unico problema è che se non sono i mercati a darci una spintarella noi, che come dici giustamente dobbiamo salvarci da soli, non facciamo un emerito tubo. Senza gli spread avresti ancora tremonti o visco e al solo pronunciare tagli saresti stato linciato in pubblico.

  184. Alberto

    Grazie, più o meno avevo intuito che il calcolo era fatto su una percentuale basata sul totale delle prestazioni pubbliche e private ai dipendenti. Però mancanonel calcolo i redditi da impresa, piccola media e grande, individuale e collettiva, che andrebbero trattati nello stesso modo credo. I conti che lei ha fatto mi tornano, io feci un calcolo mesi fa, del totale degli stipendi e delle pensioni che ammontava a circa 520 MLD, non lo trovo ma a memoria era: 200 MLD pensioni (12% PIL al netto altre prest.), 120 MLD stipendi statali, 200 MLD stipendi lav. dip . @roberto folgori

  185. silvia ferretto

    LucaS :
    Sono veramente incavolta nero con Draghi! Proprio adesso che finalmente il mercato ci aveva costretto a fare tagli aggiuntivi, che il governo stesso iniziava a parlare di dismissioni e si ventilava di abbassare gli stipendi agli statali ecco che Draghi toglie tutte le pressioni per questi tipi di interventi… Vergognati! 6 assieme a Patroni Griffi il miglior salva sedere degli statali, della casta e del Sud. Spero solo che i membri sani di mente del board della BCE ti fermino in tempo prima di creare l’Unione delle Republiche Socialiste d’Europa! In questo modo poi perdi ogni credibilità: avevi condizionato gli aiuti alle riforme della famosa lettera… adesso che niente è stato attuato pari il cu… agli irresponsabili parassiti comunque.. complimenti davvero!

    Sobrio e delicato…comunque sono perfettamente d’accordo..

  186. Marco Tizzi

    @LucaS
    1) sì, lo ammetto, ho un po’ una fissa sulla CDU. Il fatto è che nel 2006 ho visto la semifinale con un alto esponente di quel partito e ho patito per 118 minuti le più grande orda di insulti e luoghi comuni che Bossi a Scampia gli avrebbe fatto un baffo. Sappiamo come è andata a finire (e puoi immaginarti la mia reazione). Poi amo troppo i tedeschi per vederli così mal rappresentati: non che l’SPD sia meglio, sia chiaro, è che tanto quanto noi hanno una classe politica che non ne rappresenta la grandezza. Il successo del partito dei pirati non è un caso, ne riparliamo alle prossime elezioni.
    Poi forse conta anche inconsciamente che casa dei miei sia stata occupata dai nazisti: sono cresciuto con i racconti di mia nonna di quei mesi e coi racconti di mio nonno, contemporaneamente prigioniero in inghilterra, che definiva la prigionia “il periodo più bello della mia vita”.
    Di sicuro conta.
    2) Per la prima volta in 60 anni avremo, forse, ben due alternative. Tocca a noi.
    Spero solo che il movimento-Giannino non diventi un centro di reciclaggio: già sentire la sua amica Meloni in prima fila, per quanto fosse forse la meglio dell’ultimo governo, mi lascia molte perplessità: che ci fa una fascista (cresciuta nel fronte della gioventù) tra i liberali?
    Più statalista di un fascista non c’è.
    Ma comunque va bene, l’importante è che sia chiunque tranne PDL-TerzoPolo-PD-IDV-SEL.
    Ho una gran voglia di ricominciare a vivere una vita normale, senza dovermi preoccuparmi di chi (comunque mai davvero degnamente) mi rappresenta.

  187. Marco Tizzi

    @LucaS
    OT
    Temo che l’E-Cat sia già tecnologia militare/governativa. Da quel che ne so (mi so informato, che credi! ;)) non c’è trippa per gatti piccoli come me.
    Ma è vero che se parte è uno sconvolgimento tale che forse non esiste un paragone storico.
    Si spalanca un mondo di tale sviluppo che fa quasi paura.
    Ma sono prontissimo, tranquillo 🙂

  188. LUIGI BOTTAI

    Caro Direttore,

    dopo il delirante appello di Guido rossi e altri su Il Manifesto voglio subito iscrivermi all’associazione/partito/movimento/formazione che Lei ha ideato. dove e come posso farlo? cordiali saluti. luigi bottai

  189. adriano q

    E così bastano quattro chiacchiere per chetare l’avida speculazione.L’anelito a riprendersi dei mercati fa quasi tenerezza.Le oscure manovre e gli occulti disegni per demolire l’euro diventano un mistero buffo.Non si aspetta altro che chiarezza e basta un cenno per tornare a volare.Così,per poco,lo spread si depura dagli oneri impropri.I fondamentali rimangono però inalterati ed alle parole devono seguire i fatti.Servono a poco i trucchi di istituto.Strutture terze come ESM sono ridondanti o inutili perchè quello che possono fare lo può fare meglio la BCE.E quello che occorre è comprare con moneta fresca e non con prestiti da partita di giro i bond di tutti in caso di bisogno.All’abile bluff di Draghi l’astuto mercato risponderà “carta” e dopo lo scambio se invece di “vedo” si risponderà “passo” il piatto piangerà nell’ultimo “all in”.

  190. Paolo

    Giannino deve pubbliche spiegazioni in merito a quanto affermato da lui nella puntata del 15.11.11 di Matrix.
    Giannino sosteneva che la Bce non potesse anche volendo comprare i titoli di stato di quei paesi sottto attacco speculativo, a differenza di Paolo Barnard che dimostrava con protocclli alla mano l’effettiva capacità di questa di poter acquistare quei titoli.
    Draghi dichiara in questi giorni che la bce è disposta a tutto per salvare l’euro, anche comprare titoli di paesi in difficoltà.

    Giannino per favore ci spieghi

  191. roberto folgori

    Mi fa piacere che ci troviamo sui conti, e un po sul concetto.non so pero se e’ una idea su cui lavorare per affinarla (la mia e’ poco più che abbozzata) verificarne pro e contro.Mi sembra che il padrone di casa,Giannino, non l’abbia notata per ora.buon we,rf,@Alberto

  192. Giuseppe

    Sono un assiduo ascoltatore di Radio 24, specie del GR e degli approfondimenti giornalistici. Da qualche settimana ascolto sempre piu’ stupito i quotidiani comizi, conditi di proclami e di invettive, specie contro lo stato, che infarciscono il programma condotto da Oscar Giannino. Il leit-motif e’ il solito: il debito/deficit pubblico costringe ad aumentare le tasse, complici gli sperperi per una spesa pubblica fuori controllo (approccio peraltro condivisibile). Peccato che questa analisi rappresenti una sola faccia della medaglia, una porzione di un sistema ad incastro, fatto anche di evasione fiscale, contributiva, assicurativa e delle piu’ varie truffe ai danni dello stato, responsabili, al pari del clientelismo e dell’assistenzialimo pubblico, del baratro della spesa pubblica fuori controllo.

    Perche’ il dott. Giannino dedica solo e quasi sempre il suo programma ad invettive contro la spesa pubblica e lo stato spendaccione/oppressore, dimenticando sistematicamente l’altra faccia della medaglia, parimenti responsabile del disastro italiano? L’aumento della pressione fiscale tenta di compensare l’abnore ed altrettanto oppressiva evasione mentre i soliti “furbi” giustificano la propria “slealta’” verso la societa’ proprio dal livello di “oppressione” fiscale, in un tipo circolo vizioso che si automantiene e si autogiustifica da entrambi i versanti. Che senso ha calcare sempre e solo la mano su un aspetto enfatizzando una parte del sistema, mentre il problema e’ come rompere il circolo vizioso, intervenendo su entrambi i versanti per sbolccare la reciprocita’ delle motivazioni/giustificazioni? E’ questa visione parziale e di parte che sconcerta e mette in dubbio l’autorevolezza del giornalista!

    In una delle ultime trasmissioni e’ arrivato addirittura ad equiparare le imposte statali alle estorsioni mafiose, come se non sapesse che lo stato in 4 regioni e’ soffocato da una criminalita’ che spadroneggia sulla societa’, nega il libero mercato e la concorrenza taglieggiando, minacciando, estorcendo imprenditori e commercianti e intimidendo chi si oppone alla sue vessazioni, rapine e violenze! Questa ossessione anti-statale, senza approfondimenti nei confronti dei fenomeni sopra descritti, non fa che giustificare lo spirito anarcoide di una parte della societa’, la storica tendenza all’evasione fiscale ed una propensione all’illegalita’ diffusa, che sono la principali piaghe del nostro paese, specie nelle regioni del sud, come coraggiosamente denuncia il presidente Lo Bello.

    Giuseppe

  193. Mauro Carrannante

    Programma di governo per Monti, che mi sembra non sappia o voglia sapere che pesci pigliare: 1. Vendita di asset pubblici per almeno 600 mld di euro, iniziando da quote di minoranza di eni/enel/ similari;2. conseguente abbattimento del debito pubblico;3. Riduzione del monte salari dei dipendenti pubblici, o tramite licenziamenti o tramite “premio di non licenziabilità-non posso licenziarti, paga un premio per questo-, almeno del 40% del salario; 4. Destinazione alla eliminazione/riduzione irap-is dei risparmi così ottenuti, sotto forma di credito di imposta, ovvero le imprese godranno di tale riduzione solo dopo aver dimostrato di aver fatto investimenti di miglioramento processi/prodotti a valore aggiunto per l’economia italiana con conseguente creazione di posti di lavoro; se l’imprenditore dovesse farsi l’ennesimo yacht, non vedrebbe il becco di un quattrino. Sei mesi così e il pil schizza su del 3-4%; 5. a quel punto, si va in europa e si dice: o BCE come lender of last resort, o italia è fuori dall’euro, con un’economia fortissima, pronti ad “asfaltare” i tedeschi sull’export a valore aggiunto. Ciao mauro carrannante

  194. LucaS

    X Paolo

    Guardi che non ha capito bene: Giannino non ha mai detto che la BCE non possa acquistare titoli di stato dei paesi sotto attacco.. e d’altronde sarebbe stato stupido poichè è esattamente quello che è successo un po di tempo fa e probabilmente succederà quest’estate…! Giannino semplicemente sosteneva, in modo sacrosanto, che la BCE se lo fa è perchè l’ha deciso lei, e che non vi è in alcun modo tenuta… mentre quell’imbecille di Barnard diceva che la BCE aveva il dovere di intervenire e che siccome non è intervenuta ha causato un cambio di governo che per lui è assimilabile ad “un colpo di stato” (parole sue). Ti rendi conto dell’idiozia e ignoranza di quest’uomo? Giannino gli ha semplicemente ricordato che la BCE non prende ordini dai governi e che decide la sua politica monetaria in modo autonomo e che non può fare da badante ai governi che per convenienza scelgono di non fare riforme serie e ristrutturarsi. Chiaro adesso? Io al posto di Giannino non avrei perso nemmeno tempo a rispondergli perchè cosi facendo i telespettatori pensano che abbia detto una cosa opinabile su cui si può essere d’acordo o meno… e non una boiata pazzesca, insomma c’è il rischio che lo prendano sul serio.

  195. LucaS

    X Giuseppe

    Menomale che è “un assiduo ascoltatore di Radio 24″…. Tutti i casi concreti di aziende che sono state massacrate e costrette a chiudere da Equitalia non le ha mai sentite? Tutti i casi in cui lo stato si da ragione da solo e nega ogni minima possibilità al contribuente di far valere i suoi diritti e illustrare i suoi argomenti! Ma si rende conto che sta mettendo sullo stesso piano le schifezze che fa lo stato e questa supposta “evasione”… ma in che mondo vive lei scusi? Guardi io spero solo che tutte le aziende se ne vada no dall’italia e che restino qui solo quelli coi suoi paraocchi ideologici.. voglio proprio vedere poi chi paga tutti i parassiti che ci sono qui in Italia… Allora di evasione non ce ne sarà più perchè chi produce sarà stanco di essere depredato dallo stato che lei nemmeno si accorge di spaleggiare… Prima fallisce lo stato e meglio è! Con zero stato e tasse a zero allora si ma fino a quel punto per me l’Italia non è più il mio paese.

  196. Alberto

    Non lo so, ci penserò su ancora, però le idee, anche le più strane, potrebbero funzionare; intanto purtroppo la proposta di Mario Baldassarri ed altri, per valorizzare circa 400 MLD di patrimonio da far confluire in un fondo obligazionario garantito, non è stata accolta dal governo.

    Infine per quanto riguarda il problema del debito, si propone una operazione di valorizzazione di una quota importante dell’ingente patrimonio pubblico al fine di abbattere per un importo molto consistente e in tempi rapidi l’ingente debito pubblico italiano. In sostanza si tratta di mettere a disposizione una quota di circa 400 miliardi di euro di asset, beni e diritti, disponibili e non strategici oggi in capo allo Stato e che valorizzati potrebbero in tempi rapidi riportare il debito pubblico sotto la soglia psicologica del 100 per cento del PIL. È evidente che nelle attuali condizioni di incertezza e turbolenza del mercato la vendita immediata degli asset del patrimonio pubblico non incontrerebbe una corretta valorizzazione. L’operazione prevede, quindi, la costituzione di una società per azioni con capitale quasi completamente in mano ai privati per trasferirvi gli asset da valorizzare. La società acquisisce la liquidità necessaria prima attraverso la sottoscrizione della maggioranza del capitale sociale da parte di soggetti privati operanti nel settore bancario, finanziario e assicurativo e poi ricorrendo al mercato con l’emissione di titoli obbligazionari con allegato warrant che concede ai possessori dei titoli l’opzione di acquisto futuro dei beni.
    L’emissione dei titoli obbligazionari avverrà in base ai valori effettivi degli asset ceduti, individuati a seguito di una due diligence svolta da primari istituti italiani ed esteri, affinché alle obbligazioni sia assegnata la tripla A dalle agenzie di rating. L’operazione si svolge come segue. Lo Stato trasferisce alla Cassa depositi e prestiti in via preliminare, con un contratto preliminare di vendita, un insieme di beni e diritti disponibili e non strategici per un valore di circa 400 miliardi di euro. Il contratto preliminare contiene l’elenco dei beni e diritti promessi in vendita con valori attribuiti in via provvisoria ma sottoposti a controllo da parte di istituzioni indipendenti specializzate nella valutazione di asset.
    La Cassa depositi e prestiti conferisce il contratto preliminare nel capitale della società per azioni “fondo immobiliare Italia”, costituita dalla legge con capitale iniziale di un milione di euro conferiti dal ministero dell’economia e delle finanze. Il contratto medesimo riceve la valutazione in base alle regole ordinarie previste dall’articolo 2343 del codice civile. La Cassa diviene quindi azionista del fondo immobiliare Italia.
    Il fondo immobiliare Italia delibera un ulteriore aumento di capitale sociale con l’obiettivo di portarlo a 100 miliardi di euro. La sottoscrizione è aperta agli operatori bancari e finanziari italiani ed esteri. Successivamente, il fondo immobiliare Italia emette obbligazioni a medio termine con annesso warrant negoziabile separatamente allo scopo di reperire l’ulteriore liquidità necessaria all’acquisto in tranche successive degli asset dello Stato a titolo definitivo. Le risorse finanziarie trasferite allo Stato a fronte della vendita definitiva degli asset vengono destinate esclusivamente all’abbattimento del debito pubblico.

    Le resistenze dell’ Agenzia del Demanio sono enormi ed andrebbero azzerate radicalmente, ma Monti anche qui latita, a mio avviso e si fa condizionare.

  197. buffet warren

    ci si presenta alle elezioni per impedire il liberismo votando contro in parlamento e fare macelleria sociale per diminuire le tasse dei ricchi. non cascate nel tranello. i padroni vogliono solo dimuire i costi di gestione e impedire le libertà di mercato.

  198. Claudio Di Croce

    E’ bastato una sparata propagandistica dell’altro Mario che ha prodotto una riduzione assolutamente momentanea dello spread – che è sempre su livelli stratosferici ovviamente per colpa di SB – che il nostro caro leader cedesse alle pretese dei partiti e rendesse ancora più insignificante la diminuzione della spesa pubblica concedendo alle regioni , invece di ridurre gli SPRECHI ENORMI in termini di personale e tutto il resto nella sanità pubblica ,di aumentare l’addizionale IRPEF .
    La patrimoniale è sempre più vicina .

  199. lorenzo camboni

    Non capisco perchè nel palazzo non capiscono!!!!! burocrazia e tasse fanno si che dal 2008 le imprese stanno tirando la cinghia lavorando 12 ore al giorno e rimettono i soldi. chi ha intenzione di investire tra vincoli e burocrazia non lo può fare. non si vede la fine della crisi e quindi mettetevi nei panni di un piccolo imprenditore cosa fare? tira giù la saracinesca PER FORZA! inoltre tra tasse, controlli, adempimenti, imu la gente sta sappando dal paese e stanno portando via i soldi! Continuamo a fare manovre, aumentare tasse e rompere le scatole e pensiamo di migliorare e rilanciare l’economia?

  200. lorenzo camboni

    Molti dipendenti burocrati non risentono assolutamente della crisi. Continuano beati loro a prendere lo stipendio da anni e vengono appena sfiorati dalla crisi giusto perchè hanno dovuto pagare l’imu. Quando devono controllare un’azienda diventano fiscali all’inverosimile ad anche se vengono contraddetti per orgoglio si accaniscono. Sapete qual’è il risultato? che già esasperati dalla situazione gli imprenditori non si sentono rappresentati da questo Stato e quindi o vendono a gruppi stranieri o chiudono!!!!!
    Ma c’era un ministero per la semplificazione o sbaglio quanto è costato? Stiamo attenti ! già 25 anni fa c’era chi strillava roma ladrona e siamo finiti peggio ho paura che anche oggi rischiamo di farci abbagliare dalle “stelle” e ci ritroveremo ancora opportunisti incapaci di interpretare le realtà e soprattutto di esperienza sul campo!

  201. Alessandra

    Temo che la patrimoniale sarà la scelta suggerita ed intrapresa da quella massa di burocrati inetti e spreconi che da sempre scansano ogni teglio e continuano imperterriti a sperperare i soldi dei cittadini! Le resistenze imbarazzanti alla spending review mi sembrano emblimatiche in questo senso! Più che di patrimoniale, io parlerei però di un’ulteriore patrimoniale perchè l’IMU è già una patrimoniale. Per altro, in un paese in cui solo lo 0.36% della popolazione dichiara più di 300.000 euro di reddito, a chi si applicherà la patrimoniale? In Francia Holllande tasserà (forse) al 75% la porzione di reddito eccedente il milione di euro, ma in quel paese ci sono dichiarazioni dei redditi di tutto rispetto. Ma da noi? Se nuova patrimoniale sarà, penso che deciderò di scendere in piazza per chiedere che finalmente sia lo Stato a tagliare se stesso. Io, francamente, sto tagliando da mesi e non ho più nulla da dare,

  202. mario m

    L’articolo spiega bene il garbuglio multifattoriale. Io dico, che c’è poco da fare. Noi non dobbiamo insistere così tanto che i nostri problemi li debbono risolvere altri senza poi perdere sovranità e soprattutto continuando dopo a fare peggio che peggio. I tedeschi sopportano questi nostri infingimenti già da 20 anni. Non sono santi e anche io li accuso, ma quando vedi il tuo socio che ogni giorno fa “pochette” e non vuole smetterla, viene il giorno che la società si rompe, e si rompe male. Con la loro tipica educazione, non ci dicono chiaro e tondo cosa vogliono da noi, siamo noi che dobbiamo capirlo, e non diamo il minimo segnale. Vogliono che la spesa pubblica CALI. che i dipendenti statali CALINO. Che gli uffici pubblici CALINO. Vogliono che la gente avvii attività in proprio! Vogliono che la smettiamo di elargire pensioni senza contributi! Che gli appalti li vincano chi paga le tasse! Che i contributi cee vengano erogati A CHI PAGA LE TASSE! Vogliono che i partiti restituiscano l’ immenso partimonio accumulato col denaro pubblico essendo i partiti enti senza scopo di lucro!! Ecc ecc. Non si finirebbe più. Se ne facessimo una al mese, altro che debito pubblico . Saremmo fortissimi. Dobbiamo farlo noi! Oppure lo sporco mestiere lo farà qualcun altro ma non ci piacerà.

  203. maria cristina

    Mi rendo disponibile ad andare nelle piazze e anche di più.
    Non avrò mai la pensione, possiedo un piccolissimo patrimonio immobiliare che mi garantiva una vita decente e ora me lo vogliono sottrarre a suon di tasse. La mia famiglia ha lavorato per tre generazioni al fine di dare un pò di sicurezza a figli e nipoti. Io penso da molto tempo che, dato che la ricchezza dell’Italia è per lo più privata, lor signori hanno pensato bene di dare fondo a quella.
    SONO VERAMENTE INCAZZATISSIMA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  204. giancarlo

    Questi sono matti, con la gragnuola di tasse che ci hanno appioppato e che ci ha veramente azzoppati , hanno ottenuto il risultato opposto!! Basta guardare l’auto, a forza di più accise, più tasse, più IVA, più superbollo, le vendite di luglio sono un fantastico – 32% sul luglio del 2011 che venne definito una tragedia.
    Il risultato: 3 miliardi in meno di entrate da iVA e 220.000 lavoratori del settore che stanno per passare da cassa integrazione a disoccupaxzione (…a vita??)… e sugli immobili, si ripete, una mazzata da 20 miliardi di tasse sui proprietari e una mazzata al settore immobiliare che non vedo come potrà mai più riprendersi. Non basta la piazza, ci vogliono i mitra. Lo dice uno che nel ’68 era schieratissimo per legge, ordine, Patria e stupidaggini del genere.

  205. romrub

    Caro dott. Giannino, la seguo da sempre, prima mi piaceva per quello che diceva e per come lo diceva; adesso mi continua a piacere, per come lo dice il suo pensiero, che non condivido.

    Io sentendola mi ritengo un privilegiato, devo essere l’unico italiano che ha pagato meno tasse con il governo di centrodestra: 1018 € di ICI prima casa per quattro anni, totale 4072 €, circa 4000 € per due anni di cedolare secca. Insomma sto superando indenne la stangata di Monti perchè ho quei 8000 € in precedenza risparmiati. Però sono arrabbiati egualmente, perchè quei soldi li sentivo ormai miei, e non mi fa piacere il dovere sborsarli.
    Ho una domanda da farle, visto che adesso, tutti i politici, o quasi, si stanno strappando i capelli per l’ex eliminazione dell’ICI prima casa, che è costata all’erario (nel periodo di vigenza) circa 14 miliardi di €, mi domando e le domando, oltre a me, chi ne ha usufruito di tale abolizione. Se non sono stato il solo come risulta dalla cifra complessiva, dovrebbe voler dire che milioni di italiani hanno avuto un abbassamento delle tasse, da parte del governo di centrodestra. Ma se è vero questo, perchè lei recita in continuazione il mantra del centrodestra che ha messo le mani in tasca ai cittadini? ….. Ma lei ha una prima casa?
    on inalterata simpatia, cordialmente la saluto.

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