19
Set
2009

Exor-Fideuram, lettura autentica del Corriere

Chapeau al Corriere della sera di De Bortoli, che oggi in prima pagina pubblica un bel pezzo di Massimo Mucchetti critico dell’annunciata acquisizione di Banca Fideuram da parte dei torinesi di Exor. L’Italia dei poteri banco-industriali stamattina si è scambiata sul filo del telefono una caterva di interpretazioni autentiche dell’affondo del Corriere. Non è solo giornalismo a schiena dritta, non troppo diffuso di questi tempi. De Bortoli, come sempre, è anche un abile tattico, capace di lanciare più messaggi con la stessa bottiglia. Di conseguenza, quella che per forma e sostanza è una critica ai torinesi di Exor e un richiamo agli irrisolti problemi dell’auto che invoca aiuti di Stato minacciando altrimenti il disastro, per metafora e sillogismo si può anche leggere diversamente. È l’annuncio indiretto che è Passera, più che John Elkann, a registrare segni d’impasse. Il 29 settembre il comitato esecutivo di Banca Intesa non deciderà la cessione di Fideuram ai torinesi, perché la Banca d’Italia si è messa di mezzo e ha ricordato che una banca non si compra a debito, tanto meno di questi tempi. In più, alla fine Banca Intesa sottoscriverà i Tremonti bonds, dopo dieci mesi di polemica ininterrotta da parte di Passera. Così dicono alcuni autorevoli lettori del Corriere. Se è così è ancora più interessante, visto che nel frattempo in parecchi si aspettano che Passera svolga un ruolo non esattamente di secondo piano, in quell’ipotesi di “colpo di Stato delle élite finanziarie ed editoriali irresponsabili” di cui ha tuonato oggi Brunetta da Cortina, con l’occhio rivolto alla pronunzia della Corte costituzionale sul lodo Alfano.

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1 Response

  1. Piero

    Che non esista l’amicizia ma solo temporanee convergenze di interessi e dimostrato da Passera : Silvio gli salvò i crediti inesigibili in Alitalia+AirOne ed ora lui gli complotta contro insieme alla Banda GS (Draghi, Monti, Prodi.. cmq a mio parere meno peggio di Lui) x illudere il popolo mediatico d’aver salvato gli interessi come promesso in vittoriosa campagna elettorale (x completezza di info l’accordo Prodi-Airfrance fu fatto cadere non solo dai Sindacati ma pure dallo stesso Silvio x sputtanare un Mortadella già intrappolato elettoralmente).
    Però ho un dubbio strategico : Silvio ha oggettivamente allontanato l’Italia da Europa+Usa avvicinandosi a famosi Democratici carichi di commodity… mica sarà che l’asse banca-industria ha paura (giustamente secondo me) di questa svolta ?

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