Peter Thiel e la fine della politica
Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Giovanni Giorgini uscito oggi su Lisander
Il nemico è la nostra stessa domanda in figura / E lui andrà a caccia di noi, e noi di lui, fino al medesimo destino.
Theodor Däubler, Sang an Palermo
Uno dei più acuti filosofi politici novecenteschi, Leo Strauss, sosteneva che la civiltà occidentale fosse il prodotto dell’incontro di due tradizioni diverse, alternative ma non incompatibili, simboleggiate dalle città di Gerusalemme e Atene – la fede e la filosofia come risposta alla ricerca della verità.
Anche se i pensatori politici hanno guardato molto più spesso ad Atene, non hanno tuttavia trascurato Gerusalemme, fornendo interpretazioni spesso illuminanti di questioni religiose. Per fare un esempio soltanto, che ci avvicini al nostro tema, due dei più grandi pensatori politici novecenteschi, Carl Schmitt e Hans Kelsen, hanno fornito interpretazioni suggestive ma opposte del famoso scambio tra Gesù e Pilato in Giovanni 18, 37-40.
Se per Kelsen il comportamento di Pilato e la sua celebre domanda «Che cos’è la verità?» riflettevano una visione relativistica e democratica – pur con esito drammaticamente negativo – per Schmitt erano il simbolo dell’incapacità di decidere connaturata nel liberalismo: alla domanda fatale «Chi volete libero, Gesù o Barabba?», il liberalismo risponde istituendo una commissione d’inchiesta.












