Mr. Thiel e l’Anticristo
Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Massimo Cacciari uscito oggi su Lisander
Circola per il mondo l’ideologue per eccellenza del mondo trumpiano tenendo conferenze riservate alle élites più esclusive sulla figura dell’Anticristo. Non si comprende bene se per annunciarne la venuta o per denunciarne l’operosa presenza. Ancora meno che cosa precisamente Mr. Thiel intenda con essa. Una serie di tremende battaglie precede il Giorno del Giudizio, in cui la Città santa, la nuova Gerusalemme scenderà dal cielo, dove se ne stava presso il Signore, acconciata come una sposa.
Battaglie dall’alterna fortuna; ora le potenze dell’Anticristo sono sconfitte, sembrano annientati i loro eserciti, ed ecco invece che si raccolgono e ritornano di nuovo. Alla fine sono esse che circondano il “campo dei santi” e soltanto il Fuoco che cade dal cielo le getta nell’abisso per tutta l’eternità. I “santi” debbono attendere questo Giorno armati di tutta la loro pazienza. La vittoria non sarà opera loro.
Che senso immagina abbia Mr. Thiel la propria venuta? I poteri che rappresenta incarnano la misteriosa figura, evocata da San Paolo, di colui che trattiene o frena la piena affermazione dell’Anticristo? Oppure considera tale figura un ostacolo che ritarda la definitiva vittoria del Signore, e vorrebbe perciò toglierla di mezzo al più presto? Oppure, ancora, ritiene che gli eserciti a sua disposizione siano in grado di realizzare con le proprie forze il nuovo cielo e la nuova terra? Che il Signore abbia conferito a loro direttamente questa salvifica funzione?
Parrebbe quest’ultima l’interpretazione più adeguata. Se pensiamo di poter annientare una civiltà millenaria, poiché ritenuta immagine della Babilonia, ricettacolo di dèmoni, dimora di tutti gli spiriti impuri e ributtanti, è chiaro che consideriamo noi stessi depositari e artefici in terra della volontà divina.












