Pagare i politici per quel che valgono
La discussione sulle retribuzioni dei manager pubblici, seguita all’ipotesi di tagli prospettata dal governo, com’era immaginabile, si è polarizzata ideologicamente tra le voci del sentimento anticasta, che plaudono all’idea di dare finalmente un taglio ai burocrati nominati dagli amici degli amici e i bastian contrari, che pur di non apparire demagogici, si arrampicano sugli specchi a difendere l’indifendibile.
- nessuno potrebbe guadagnare dall’attività politica più di quanto ottiene dal suo lavoro ordinario
- chi percepisce redditi non dichiarati dovrebbe rinunciarvi per fare politica
- il limite al tempo consentito all’attività politica favorirebbe un utile ricambio
- si abolisce o ridimensiona la figura del politico di mestiere che spesso non riesce a comprendere le esigenze dei cittadini che devono lavorare per vivere
- il peso dell’ultima retribuzione verrebbe mediato con gli anni precedenti limitando la convenienza di “aumentarlo ad arte”











