9
Mag
2012

La Spagna segue la Grecia?

E la fine arrivò. Bankia, quarta banca spagnola per attivi, è molto vicina al fallimento. Erano anni che andavo dicendo che il punto debole spagnolo erano le cajas ed in particolare Caja Madrid.

E Bankia è Caja Madrid, poiché nacque dalla fusione tra l’entità madrilena e la valenciana Bancaja. Un matrimonio politico come quasi sempre si è visto nella ristrutturazione bancaria spagnola.

Prima di riprendere la storia veniamo ai fatti.

Bankia ha attivi per 300 miliardi e 32 miliardi sono i crediti dubbiosi legati al solo settore immobiliare. C’è un’altra area di rischio per le banche spagnole, questa volta le più grandi, che si chiama debito pubblico.

Infatti Santander e BBVA, molto forti grazie alla loro capacità di internazionalizzarsi negli anni, hanno i portafogli sempre più pieni di debito pubblico spagnolo e portoghese. E lo spread portoghese rispetto ai bund decennali tedeschi rimane sempre intorno al 10 per cento. Un molto livello elevato che di fatto certifica il fallimento quasi certo del paese luso.

Le casse di risparmio spagnole sono pieni di attivi dubbiosi. Solamente Caixa, la prima delle cajas, sembra avere i bilanci un po’ più in ordine. E questa cassa di risparmio è l’unica “risparmiata” dai giochi della politica.

Come infatti funzionano le cajas spagnole? Erano controllate dalla politica regionale che di fatto ne sceglieva i vertici.

Famosa è la lotta per decidere la presidenza della vecchia Caja Madrid. La Spagna stava affondando e il partito popolare aprì una dura lotta interna tra la Regione madrilena e il Comune di Madrid per decidere chi mettere alla guida dell’entità finanziaria. Alla fine vinse Rodrigo Rato che proprio ieri è stato costretto a dimettersi.

Le dimissione arrivano mentre sembra inevitabile che Bankia riceva almeno altri 10 miliardi di euro pubblici dal FROB, il fondo di ristrutturazione bancaria. Solo a Bankia sono arrivati ormai più di 15 miliardi di euro, ma le stime più recenti indicano che il settore delle cajas ha necessità di almeno 100 miliardi di euro.

Solo Bankia ha pesato fino ad ora l’1,5 per cento del PIL, ma i suoi attivi sono pari a poco meno di un terzo del totale dell’economia spagnola.

La crisi delle cajas è enorme e non è un caso che negli ultimi giorni negli ambienti governativi spagnoli si sia sussurrata la possibilità di creare una bad bank dove possano essere messi tutti gli asset tossici delle cajas regionali.

Una bad bank che avrebbe un impatto pesantissimo sui conti spagnoli. Non tanto sul deficit perché per la contabilità pubblica gli aiuti fin qui immessi non ricadono sul deficit, quanto sul debito spagnolo. Attualmente questo è fermo al 68 per cento (fine 2011), ma rischia di sfondare la soglia dell’80/85 per cento nel giro di pochi mesi.

Una soluzione che si avvicina sempre più alla situazione irlandese dove è stata proprio la debolezza del settore bancario a portare ad un salvataggio da parte della Commissione Europea. Però la Spagna non è l’Irlanda, dato che l’economia spagnola è molto più grande e si parla di quasi 50 milioni di abitanti.

I mercati sono preoccupati e lo spread spagnolo rimane fisso sopra i 400 punti.  Se la Spagna affonda con le cajas,  la sopravvivenza dell’Euro sarà ancora più complicata.

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14 Responses

  1. Fabio Cenci

    Ormai non e’ piu’ una questione di SE…..ormai molti paesi Europei sono tecnicamente falliti. L’iniezione di denaro dal nulla, seguendo la moda della FED, non fara’ altro che rendere il crollo piu’ doloroso e l’impatto piu’ devastante.

    Deve finire questa economia basata sulle scatole cinesi, sui derivati che sono >> 10 volte il PIL mondiale, le obbligazioni “strutturate” (si, molto strutturate), i compensi immondi dati a chi ha creato quest’immensa …….a………(Passera quanto ha preso di buon’uscita per i buoni servizi resi agli azionisti??)…..tutto questo DEVE finire.

    Bisogna tornare all’economia produttiva, alla fine delle LEVE, alla separazione tra banche d’affari e banche vere e proprie che devono fornire la linfa vitale alle imprese.

    Altrimenti l’Armageddon non ce lo toglie nessuno. Tutti i politici fanno finta di non capire, i Greci ancora si illudono di potersi tenere l’Euro al prezzo della loro miseria e di quella dei loro figli.

    Non hanno capito un accidente; NON si salveranno CAPRE e CAVOLI.

    Fine del Truman Show. La Finanza VA RIFORMATA.

    O adesso o la fine sara’ quella dei Greci.

  2. mick

    Si non è più possibile, se mai lo è stato, permettere di derivare nuovi derivati dai derivati dei derivati..
    Il bello è che poi questa carta straccia manda all’aria il sottostante che magari manco ci si ricorda più cosa sia!
    Io non sono contro il mercato finanziario. Ma questa è una follia. C’è un limite a tutto

  3. claudio p

    I cittadini investono i propri risparmi in banca e le banche comprano titoli di altri Stati, cioè finanziano i debiti creati dai politici negli altri paesi.
    La commistione tra politicanti e istituti finanziari ha come fine ultimo quello di drenare risorse dai cittadini che lavorano e producono e di metterle a disposizione delle caste parassitarie al potere, un po’ come le tasse.

  4. Marco Tizzi

    Ma quindi, spiegatemi, il problema è il debito pubblico o il debito privato? O entrambi?
    Perché se il problema sono entrambi io gradirei che qualcuno mi potesse dare una soluzione concreta, dato che io non ci capisco più nulla.

    Grazie.

  5. Giorgio

    @Marco Tizzi
    non esiste una soluzione, esiste, come in natura un darwinismo sociale ed economico. le strategie di sopravvivenza sbagliate sono identiche nelle conseguenze (fallimento/estinzione) e non importa se riguardano fauna, flora o la nostra evoluta società umana. Un modello economico è al suo capolinea, e la cosa deve essere accettata, rifiutarla non allontana la fine, ma allunga solo l’agonia. Il vero problema è che non sappiamo inulla del dopo. Forse sarà il modello cinese, libera economia sotto unico partito, oppure un’altra guerra mondiale. Le condizioni attuali ricordano molto il 1914.

  6. Marco Tizzi

    @Giorgio
    Eh, però qui non ci siamo: io son solo contento se sta andando in aria questo sistema economico.
    Perché personalmente mi fa schifo.
    Ma qui c’è gente che dice che se non abbasso il rapporto Debito/PIL è un problema, poi mi salta in aria la Spagna che ha un rapporto più basso del nostro, mentre sta bene il Giappone che ce l’ha il doppio.
    Il Washington Post dice che la Spagna salta per il debito privato, Giuricin mi dice che è colpa del debito pubblico e delle cajas, che praticamente sono pubbliche.
    Per carità mai ho creduto (e mai crederò) nella scienza economica, ma leggo dallo Spiegel al fatto quotidiano passando per mille blog economici e OGNUNO DICE UNA COSA DIVERSA.
    Se tanto non c’è soluzione, che si lasci che tutto salti in aria e ciao, ricominceremo in qualche modo.
    Questo stillicidio è assurdo e letale.

  7. matteo bartolini

    già ormai è difficile capirci più qualcosa, credo che la soluzione si possa trovare nella bibbia
    con un bel giubileo ogni 7 anni si annullano tutti i debiti e gli schiavi riottengono la libertà… chissà se gli israeliti lo hanno mai fatto davvero

  8. totò castrogiovanni

    @Marco Tizzi
    il debito giapponese non è un problema perchè è al novanta per cento in mano ai giapponesi e, soprattutto, perchè il Giappone ha enormi riserve valutarie che compensano il debito…

  9. ettore

    la mia opinione e’ la seguente:
    1- non e’ fattibile il salvataggio della Grecia, probabilmente non lo e’ mai stato, ma l’esposizione delle banche tedesche e francesi verso il debito pubblico greco ha consigliato al duo merckel-sarkozy di prendere tempo sperando…………….
    conclusione: grecia fuori dall’euro, soldi buttati.
    2- e’ molto probabile il fallimento della Spagna, in quanto non possiede un tessuto economico privato in grado di drenare soldi verso le casse pubbliche e quindi non sussistono i presupposti per un sostenimento a lungo termine del debito pubblico
    conclusione: si avvitera’ su se stessa, nessuno dei paesi euro mettera’ un soldo
    3- portogallo amen
    4 – l’italia rappresenta la linea maginot (speriamo non con lo stesso esito) fifty-fifty.
    tutto dipendera’ dal rigore nel taglio della spesa corrente e auspico anche oltre (spesa strutturata), se opereranno con l’accetta e riverseranno le risorse risparmiate nell’economia reale, abbassando vertiginosamente la pressione fiscale la macchina ripartira’ diversamente ci ingolferemo capottandoci.
    Ad un giovane consiglierei solo questo; studia il piu’ possibile, prepara le valige e emigra verso nord.

  10. LucaS

    Gentile Giuricin, la sua attenzione si è incentrata sule cajas ma mi chiedo in che condizioni sono i 2 giganti: Santander e Banco de Bilbao… Saranno anche internazionalizzati ma i bond pubblici li hanno anche loro all’attivo e le sofferenze sui crediti credo siano inevitabili.. anche considerando che la bolla immobiliare non si è affatto sgonfiata del tutto e che i prezzi presumibilmente scenderanno ancora! Mi chiedo se il mercato li stia prezzando in modo corretto? Io non credo proprio!

  11. norman69

    Il piano inclinato non lascia scampo. E’ inutile rimanere aggrappati con le unghie a una situazione che non ha più speranza. Quando le riforme e i tagli alla spesa pubblica sono necessari da subito, ma non c’è la volontà politica (o la forza politica…il che è la stessa cosa) di cambiare le cose nel brevissimo. Il resto è tutto fumo negli occhi che ci arriva dalla politica e dai media, che d’altronde sono pilotati dall’economia……e quindi dalla politica.
    Cominceremo a ridere quando la pubblica amministrazione si troverà con una mano davanti e una dietro; l’edilizia è al palo, il commercio boccheggia e la spesa pubblica aumenta.
    I grillini possono stare tranquilli che di acqua al loro mulino ne arriverà in abbondanza, e allora viva Grillo e le 5 stelle.

  12. Se non si pone una rigidissima separazione tra banche che fanno le banche commerciali, gestendo i risparmi e finanziando famiglie e imprese, distinte rigidamente dalle banche d’affari che fanno di tutto con i quattrini, giocando in borsa, imbottendosi di titoli tossici e facendo operazioni spericolatissime nei casinò mondiali non ne usciremo.

    Si tratta di fare una bella vacanza bancaria: riformiamo le banche, salviamo la gente.

    “Il settore finanziario globale sta diventando un’enorme bisca che mette a rischio l’economia reale. Il migliore modo per fermare questo processo è separare le attività bancarie ordinarie da quelle d’affari. I banchieri d’affari che vogliono fare scommesse finanziarie non dovrebbero avere il diritto di rischiare i soldi delle persone che si aspettano solidità e sicurezza. La bisca dovrebbe essere nettamente separata dalle funzioni bancarie ordinarie che consistono nel remunerare i depositi ed erogare prestiti in modo prudente“.

  13. Michele

    Sapete cosa vi dico? spero che le banche falliscano tutte. Vuol dire che non gli ridarò un centesimo di quello che gli devo (un pacco di soldi…!) E poi mi procuro un pò di sementi e mi faccio l’orticello dietro casa. La casa annessa al capannone il cui leasing non riesco più a pagare da quasi un anno…

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