10
Set
2026
intelligenza artificiale

Il potere prima del potere: l’intelligenza artificiale e la nuova sovranità computazionale

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Fabio De Felice uscito oggi su Lisander

C’è stato un tempo in cui, per comunicare a distanza, bisognava comprare un gettone telefonico. Quel piccolo oggetto di metallo consentiva l’accesso a una rete pubblica e il suo valore seguiva le decisioni sulla tariffa telefonica. Oggi, per accedere alla più importante infrastruttura cognitiva che stiamo costruendo, utilizziamo ancora gettoni, solo che li chiamiamo “token”.

I token sono le unità attraverso cui viene misurato l’utilizzo dei grandi modelli di intelligenza artificiale. Li consumiamo quando chiediamo a una macchina di riassumere un documento, scrivere un programma, analizzare un’immagine o elaborare milioni di dati.

La differenza rispetto al vecchio gettone è sostanziale. Il suo valore si formava all’interno di un’infrastruttura sottoposta alla sovranità pubblica, mentre il prezzo dei token viene stabilito dalle imprese private che controllano i modelli e le infrastrutture necessarie al loro funzionamento.

Il passaggio dal gettone al token racconta così qualcosa di più profondo dell’evoluzione tecnologica, racconta uno spostamento del potere. In questo passaggio, la controversa figura di Peter Thiel diventa particolarmente interessante, non tanto per l’eccentricità delle sue letture filosofiche o per le provocazioni sulla democrazia, quanto perché rappresenta meglio di molti altri l’incontro fra capitale, tecnologia e politica che caratterizza la Silicon Valley contemporanea.

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