20
Set
2010

Di nucleare e dischi volanti. Di Antonio Sileo

Riceviamo da Antonio Sileo e volentieri pubblichiamo.

Questa mattina, mentre in ritardo mi scapicollavo nella metropolitana di Milano, ho acchiappato una copia di Affari&Finanza, il supplemento economico de laRepubblica,. Immantinente sono stato colpito dal titolo dell’editoriale del direttore, Massimo Giannini, “L’Italietta nel caos atomico”. Ho iniziato a leggere avidamente. Richiamo al presidente del Consiglio per la (perdurante) non nomina del ministro dello Sviluppo Economico (che dell’energia è competente). Giusto e inevitabile. Dubbi e sospetti sulla ramanzina fatta dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che oltre a criticare l’eolico, pesantemente, ha rilanciato la ripresa di produzione nostrana di energia da fonte elettronucleare. Oltre al danno anche la beffa, viene da dire – scrive Giannini – e almeno per due ragioni una politica e l’altra tecnica. 

L’atomo ricorda sempre di più le «grandi opere» disegnate sulla lavagna nello studio televisivo di Bruno Vespa. Da un anno è tutto fermo – incalza l’editorialista. Non proprio, visto che l’approvazione in extremis del d.lgs. n. 31/2010, testo che attua la delega contenuta nella legge Sviluppo, un tassello significativo, è del 15 febbraio di quest’anno. Ma va bene: un po’ bisogna semplificare. Anche perché l’Agenzia per la sicurezza non ha ancora un organigramma. Ci siamo! Qui si sfonda un balcone, di una casa in verità già un po’ diroccata. In effetti, come di recente ha facetamente scritto un (super)esperto come GB Zorzoli: l’’iter previsto per il rilancio del nucleare accumula ritardi che neanche nei momenti peggiori della loro travagliata storia le ferrovie e l’Alitalia sono riuscite a eguagliare.

Si passa quindi alle ragioni tecniche: «L’Italia, al palo dai tempi dei referendum, punta a centrali di terza generazione, Nel resto del mondo se ne costruiscono di quarta già un pezzo.», inizia Giannini.

Ora (come del resto è molto noto a lettori di fumetti e science fiction) si sa che gli Americani sono riusciti a smontare l’impianto di aria condizionata del disco volante caduto a Roswell nel 1947 già a metà degli anni ’60. Si trattava appunto di un reattore di quarta generazione che da allora è stato utilizzato per alimentare gli illuminatissimi casinò di Las Vegas. Non ci risulta però, come si vede in tantissimi B movie, che sempre gli Americani non abbiano reso di dominio pubblico la suddetta tecnologia spaziale.

L’articolo si conclude con il «crossover» tra i costi del nucleare e solare fotovoltaico, ma forse era la pubblicità di una nissan Qashqai. Mi scuso con i lettori, perché proprio a questo punto mi sono ritrovato i cancelli sbarrati della linea 3 della metro, la gialla (quella più nuova e nota anche per le tangenti), a causa dell’esondazione di sabato del fiume Seveso: mi sono un po’ incazzato e forse ho capito male. In ogni caso su quest’ultima (non)questione, cioè il confronto tra nucleare e fotovoltaico, rimando, per esempio, a un Briefing Paper di IBL, dove si ricorda subito che quanto riportato dal New York Times sull’argomento è stato rettificato.

Certo, però, che se le ragioni politiche possono essere condivisibili, su quelle “tecniche” non ci siamo; proprio. 

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20 Responses

  1. Invece che ribattere a Giannini sarebbe interessante sapere la tua opinione riguardo la trasmissione “ultima parola”che trattava di energia atomica.Il giornalista mi pareva un pò più informato del vice direttore di repubblica.Sarebbe interessante sapere se le notizie fornite sono vere o “verosimili”.Mi interessa sapere come la pensi perchè sei fra i pochi che pur avendo un opinione netta sai essere equilibrato e mai banale.

  2. Ops doppio errore ;l’articolo non è tuo e la trasmissione che trattava di nucleare era “presa diretta”.Sarebbe comunque interessante conoscere il tuo pensiero in merito alle tesi proposte dalla trasmissione.

  3. Andrea

    Sicuramente corrette tutte le considerazioni nel paper… Tuttavia bisognerebbe introdurre un’altra componente di costo del nucleare che neanche la NC WARN prende in considerazione: Quale è il peso dei costi certi nella presenza ma non nella loro quantificazione (anche sociali in termini di salute pubblica) che i materiali di scarto dell’industria nucleare produce?

  4. Andrea

    Buongiorno,
    non sono contrario al nucleare per ragioni politiche o ambientaliste. Sono però preoccupato dai costi di costruzione degli impianti e dai livelli di sicurezza ottenibili in Italia.
    La prima preoccupazione è motivata dal fatto che il costo del primo reattore EPR, che pare essere la tecnologia da noi prescelta (per accordi EDF-ENEL), è lievitato da 3,7 a 6,4 miliardi di euro in Finlandia, non oso pensare cosa possa succedere da noi, vista la nostra tradizione in materia.
    La seconda preoccupazione è invece motivata dalla consapevolezza che troppo spesso nel nostro paese chi prende uno stipendio per effettuare controlli spesso ne prende un secondo per non effettuarli, anche nelle opere rilevanti.

  5. Ducas

    Ottimo il paper di IBL, metre l’articolo del NYC è senz’altro viziato. Però il vero confronto non è tra Nucleare e Solare, ma tra Nucleare e Combustibili convenzionali. C’è uno studio del MIT con le stime dei costi per taglia di impianto ($/kW) e della materia prima per enrgia prodotta ($/kWh) http://web.mit.edu/nuclearpower/pdf/nuclearpower-update2009.pdf. Però in tabella i dati riportati, sono relativi agli USA, e sono quindi abbastanza significativamente diversi dai nostri, sia per la costruzione che per le materie prime. Più relativamente alla nostra situazione italiana c’è uno studio della SIF, con i dati riportati nelle tab 6.2 e 6.3 del Libro Bianco dell’Energia http://is.gd/fkVK2 .

  6. antonio

    Il governo ha deliberato per il nucleare. Bene, ha la maggioranza e decide. Ma cosa ha deciso se non c’è ancora la struttura burocratica per dare il via al tutto ? E’ l’esecutivo in deficit , non i suoi critici che ci sono e ci saranno , seri on poco che possano essere.

  7. Alessandro

    l’Italia punta al nucleare di terza generazione perchè ora è quello che si costruisce nel mondo, basti vedere alla pagina ufficiale dell’AIEA http://www.iaea.org/programmes/a2/
    Il nucleare di quarta generazione dovrà aspettare uno o due o più decenni,è un disco volante che atterrerà, forse, ma se lo si vuole la ricerca deve prepararlo adesso, ed è quello che dovrebbe fare un paese ad (ex) industrializzazione avanzata, come l’Italia.
    E speriamo che il disco volante si porti via anche le scorie. Quelle sono la vera (irrisolta, da 50 anni) discriminante tra nucleare e resto del mondo.

  8. angelo carbone

    Ora mi viene da pensare,in questo benedetto paese chi parla,scrive ed in genere argomenta le questioni più disparate non ne conosce affatto la materia (primo handicap),secondo (ma questo è tipico italiano ed è inversamente proporzionale al primo)pensa di saperne più di tutti come un oracolo da cui non possono (per definizione) uscire “errori” o “falsità”. Nel merito il nucleare è al giorno d’ oggi una tecnologia da sviluppare con la ricerca (con piccole centrali) concentrandosi nel contempo a sviluppare non la fissione ma la fusione,questo oltre ad eliminare le scorie darebbe energia illimitata con elementi inesauribili(idrogeno).Il punto della questione è dovuto alla vecchiaia (anagrafica e mentale) della ns classe dirigente politica che inoltre non è qualificata su queste questioni.Ritengo invece da sviluppare il sistema inventato alla fiat nel 76 che prevedeva motori a scoppio (di piccole dimensioni al posto delle caldaie) che usando il metano producevano in cogenerazione acqua calda e elettricità immessa in rete diminuendo nel contempo la dispersione dovuta al trasporto a lunghe distanze oltre ai costi di manutenzione ed ai rischi di black out come effetto domino.Tali sistemi insieme ad un utilizzo della energia più oculato risolverebbe ogni problema.

  9. stefano

    @angelo carbone
    il punto primo e il secondo, si applicano anche a te?
    Per quanto riguarda il TOTEM, ovvero la cogenerazione made in fiat, ce ne sono ancora in giro, ho avuto la fortuna di vederne uno qualche anno fa, nel trevigiano (ma se non erro a Vicenza ce ne sono altri).
    La cogenerazione è studiata da tempo, teoricamente è un’ottima cosa, ma, conti alla mano, rientrare dalla spesa è praticamente impossibile. Almeno questo dicono alcuni studi che ho potuto leggere.
    Cerca su internet e troverai di tutto.
    Non vedo alternativa al nucleare.
    Se vuoi facciamo ricerca per trovare il modo di sfruttare la fusione
    anziché la fissione, ma nel frattempo cosa si fa? Tra l’altro se non ricordo male Rubbia nel perorare l’uscita dal nucleare ai tempi del famoso referendum (grazie Carlo!) sosteneva che entro 50 anni avremmo avuto la fusione, ma mi pare che abbia cannato.
    L’unico suggerimento che mi sento di dare è: comprarsi delle cyclette, dotarle di dimano, e mettere la famiglia, nonni e gatti compresi, a pedalare (5 ore al giorno).
    E se hai un criceto, anche lui può fare la sua parte!
    In questo modo in 1 anno potremo risparmiare fino a 20 euro!
    Senza contare la forma fisica!
    (Come dicono gli ambientalisti d’accatto): se tutti faremo questo piccolo sacrificio, il pianeta ci ringrazierà!
    Oh yeah!

  10. angelo carbone

    ovvio che vale anche per me,da ing. civile ti dico che oltre la metà del calore delle case và perso ne vogliamo parlare? il rendimento di un motore a scoppio è del 30% ne vogliamo parlare? Il rendimento di una centrale elettrica a carbone (Fusina ad esempio) è del 40% ne vogliamo parlare? I consumi sono cresciuti ma la maggior parte è calore che si disperde nello ambiente che oltre ad essere antieconomico genera tutti quei fenomeni tipo temporali violenti e improvvisi oltre alla montagna di diossido di carbonio nella atmosfera.Io voglio capire l’ idea è quella di produrre di più per sprecare di più o cercare di aumentare l’ efficienza in modo da raddoppiare la produzione almeno senza modifiche al sistema oltre a quello di renderlo più efficiente? Ti faccio una domanda come mai la assicurazione di un auto costa meno di quella di uno scooter che in città è molto meglio? Come mai non si investe in piste ciclabili fatte sul serio e non a presa in giro? Perchè quando si sviluppano i piani di intervento (Lr 11/2004) non si pensa prima alla mobilità e poi a sviluppare il piano di conseguenza? I motivi sono sempre politici in cui non entro nel merito.Dico solo questo quando stò male vado dal medico per la diagnosi dal farmacista per la cura e non il contrario…

  11. stefano

    Eccoci caro Angelo. Sugli sprechi energetici, d’accordo.
    Sono contento che tu mi dica che oltre metà del calore delle case va sprecato. Se vuoi continuo io e ti rivelo, come geometra, che l’inquinamento atmosferico nei centri urbani italiani, almeno qui al Nord, è dovuto principalmente al riscaldamento domestico. Le auto in realtà incidono meno.
    Però quando si superano i famosi limiti “scatta il blocco del traffico”. Proviamo a far scattare il blocco dei riscaldamenti e vediamo se la gente non s’incazza: ti stanno buttando fumo negli occhi.
    Le case non sono costruite male solo dal punto di vista delle dispersioni termiche (se vuoi qui possiamo scrivere un romanzo), ma tutto il “sistema edificio” è progettato con i piedi. L’architetto ha le sue idee, l’ingegnere altre, il termotecnico ne ha altre ancora, l’efficienza nell’uso dell’energia elettrica manco la consideri. E tra progettisti non ci si parla (per fortuna che ci siamo noi geometri, che di idee non ne abbiamo sin dal principio, e il cerchio si chiude).
    In effetti la gente, visto che l’energia è così a buon mercato, si diverte a sprecarla, mettendo al massimo il riscaldamento e tenendo le finestre aperte, così, a spregio.
    Ma piantiamola con queste chiacchiere da bar sport!
    Il consumo elettrico di una casa è costituito anche dall’illuminazione: circa il 3%.
    AAAAHHH! Le lampade a basso consumo, non Goldrake, salveranno la Terra!
    No, salveranno le industrie nordeuropee dalla concorrenza delle lampadine cinesi.
    Il motore a scoppio (endotermico ciclo Otto 4 tempi?) rende intorno al 30%? In internet c’é anche quello ad acqua. Costo carburante zero, inquinamento zero, spreco zero. Il problema è far accendere l’acqua.
    Cosa posso farci io se i motori sono inefficienti? Posso prendere un’auto più risparmiosa, ma bisogna vedere se lo Stato è così cortese da lasciarmi qualcosa in tasca per poterlo fare. E qui, scusa, mi altero lievemente anche con i consigli giusti:”andate a far benzina dove costa meno!”. In Venezuela allora, perché il costo dei carburanti da noi è per la gran parte: TASSE!
    Parliamo pure del rendimento non ottimale delle centrali a carbone: 40%. Più che parlarne non so che fare. Hai in mente un sistema che renda il 45%? Faccelo sapere.
    Ed eccoci ai fenomeni atmosferici e al CO2.
    Da quanto dici posso dedurre che temporali violenti, grandinate varie, tifoni, terremoti, tsunami e brufoli sul collo ante rivoluzione industriale siano stati delle specie di “ritenute d’acconto” che la natura ci ha graziosamente elargito prevedendo la gran mole di diossido di carbonio in fieri. Mi rendo conto di non essere un Nobel, ma quando penso che Al Gore invece lo è…
    Relativamente al differenziale di costo tra l’assicurazione di uno scooter e quello di una macchina (qui sarebbe da specificare quale scooter e quale automobile), ti do una risposta molto semplice: chiedilo al tuo assicuratore.
    Per quanto riguarda strade e piste ciclabili: ma sai cosa vuol dire fare una strada? Non costruirla in senso materiale, intendo, ma tutti i comitati e gli appetiti da soddisfare. Per non parlare degli espropri dei terreni (guarda come sono fatti certi tracciati, non è colpa del famoso “maiale ubriaco” se sono così). E poi l’Italia è lievemente iperurbanizzata proprio dove mancano le strade, dove le vai a fare? Come allarghi quelle esistenti?
    Ora la domanda te la fo io: dimmi come si fa a raddoppiare la produzione consumando la stessa energia.
    Sei ingegnere, prova a pensare a quello che ti dicono prima di bertelo, cerca i dati e fai i tuoi conti, vedrai che circolano tante di quelle balle spacciate per Vangelo da far paura.
    E adesso al lavoro. Ciao

  12. diana

    @stefano, angelo carbone:

    circa la fusione nucleare: come la mettiamo con i neutroni che produce la reazione?
    Per rimanere in tema “sindrome dell’oracolo”, vi consiglio la lettura degli articoli apparsi su “Le Scienze” questa estate, dove sono mostrati tutti i problemi tecnici che dovranno essere risolti prima che si possa parlare di applicazione pratica.
    Chi, ora, afferma che occorra accantonare la fissione in attesa della vicina tecnologia basata sulla fusione è in malafede o è male informato (nessuna presunzione da parte mia, ammetto la mia ignoranza).

  13. diana

    @stefano

    circa l’inquinamento atmosferico: gli studi dicono esattamente il contrario di quanto affermi, a Milano per esempio il traffico è responsabile di circa 2/3 del particolato (su cui il Comune paga le multe alla EU), mentre il riscaldamento produce il 20-25%. Per i composti solforati è un po’ differente, ma l’origine veicolare è preponderante.

  14. stefano

    @diana
    concordo pienamente sulla fusione nucleare, infatti io criticavo quei signori che hanno cercato di dare da bere alla gente che la fusione fosse dietro l’angolo. Inesauribile e gratis.
    Per vari principi di fisica direi che potrebbe magari essere abbondante, magari economica, ma niente è inesauribile.
    Ma soprattutto al momento non c’è.
    Siccome ho sempre pensato che viaggiare con una Panda vera si faccia più strada che con una Lamborghini immaginaria, propendo per la fissione.
    Per l’inquinamento se mi dai i link degli studi che citi, volentieri colmo la mia ignoranza. Fatto sta che non sono riuscito a trovare un documento che mi dica le percentuali delle cause di inquinamento.
    Solo un articolo del Corriere del Veneto, ma generico.
    Epperò dice che non è il riscaldamento domestico, ma di gran lunga l’industria.
    Personalmente ritengo che se si lavassero le strade più spesso, ci sarebbero meno polveri per aria, ma magari sbaglio.
    In ogni caso aspetto i tuoi link e ringraziandoti in anticipo.

  15. angelo carbone

    Calma io non parlavo di inquinamento,quello è un effetto non la causa dei problemi.Il punto è che le scelte politiche sono votate a fare aumentare i consumi (difatti siamo definiti consumatori non cittadini).Io stò parlando del fatto che il motore a ciclo di otto ha avuto nel tempo pochissimi cambiamenti ma nella sostanza a parte proclami poco e nulla è stato fatto,le auto anzi sono sempre più pesanti più tecnologici ma la velocità commerciale è nelle città bassa talmente bassa che muovendosi in bici si arriva prima.Io ripeto bisogna incentivare l’ uso degli scooter in città e non fare pagare ecopass ma semplicemente parcheggi scambiatori e blocco totale delle auto in città.Ripeto e concordo con Stefano in questo che i tecnici fra loro non parlano ma anche questo è un effetto e non la causa infatti dovrebbero essere i politici ad obbligare (conferenza dei servizi L. 15/2005,accordo di programma dlgs 267/2000) al dialogo ed alla sintesi ma sono loro i primi a litigare senza approdare mai a nulla.Il risultato è piano della mobilità locale,regionale e nazionale inesistente ed anzi in alcuni casi con piani locali tra loro contrastanti.Ritornando alla questione è questa invece di incentivare acquisti di frigoriferi o auto perchè non si incentiva la realizzazione di cappotti termici agli edifici? Per come la vedo io bisogna prima ottimizzare l’ esistente poi se questo non basta si realizzano nuove centrali ma ipotizzando un dimezzamento dello spreco (sia volontario che non) non sarebbe necessario nulla.Ricordate il CIP6 qualche intelligente di legislatore ha scritto che è per energie rinnovabili e assimilate ma dove vogliamo andare con queste furbizie???? Andrà tutto a rotoli in questo paese a breve poi ripartiremo un dejavu.

  16. stefano

    @Angelo Carbone
    La parola magica l’hai detta tu: ecopass.
    E anche tassa di proprietà. In effetti il costo della benzina dovrebbe essere sufficiente ad indurre la gente ad andare a piedi; purtroppo non lo si fa perché non esistono i mezzi pubblici. O meglio, esistono ma sono inadeguati.
    Le società di trasporto, in genere di proprietà pubblica (per quanto ne so), pretendono prima di avere i clienti, e poi, eventualmente, di adeguare il servizio.
    Sul fatto che si vada troppo in macchina si può essere d’accordo, ma siamo sicuri che la PA sarebbe felice di vederci tutti in autobus o in treno? Ti faccio un esempio: quando devo andare a Vicenza, abito in questa provincia, invece che passare per i Comuni di Montecchio Maggiore, Altavilla, Creazzo, preferisco infilarmi in Autostrada. In 5 minuti arrivo, ed evito i famosi semafori con multa incorporata, evito il traffico. Insomma, 50 cent ben spesi, tenuto conto che tra l’altro chefacendo file e passando semafori, con lo “stop and go” conseguente, spenderei forse di più.
    Meno carburante, meno multe siano esse per eccesso di velocità che per altro: tu non hai il sospetto che i vigili siano nascosti dietro l’albero per ripianare il bilancio comunale?

    L’incentivo ai cappotti c’è, è il famoso 55%, derivante dalla finanziaria 2007 (L.296/2006).
    Bellissimo incentivo, se hai soldi da spendere; se non ne hai continuerai a non risparmiare sul riscaldamento. Per ora non si prevede che continuerà dopo il 31/12/2010.

    Incentivi: giusto! Quoto al 100%. Perché incentivare i frigo, le lavatrici, i forni, ecc.? Sono contro, preferisco si abbassino le tasse, e poi ognuno si regola da solo. E’ mai possibile che i nostri amministratori debbano sempre metterci il becco?
    Ora ti chiedo: secondo te quanto si risparmierebbe a usare direttamente l’acqua della caldaia (che Dio maledica le murali!) anzichè l’elettricità? Ovviamente con un circuito a ricircolo.
    Ho fatto un calcolo “nasale”: circa 1/3 dei consumi elettrici.
    Non male, direi, stante il fatto che se si fa un impiantino appena decente, nemmeno spendi di più per il metano.

    Sul CIP6 non ti rispondo neanche. Tra gli altri difetti ho anche quello di essere juventino, e ho in uggia un certo petroliere ecologo. Nonché onesto (come ben udibile nelle nuove intercettazioni).
    Ciao

  17. diana

    @stefano

    Circa le fonti di inquinamento atmosferico a Milano, ecco un primo link:
    http://217.31.113.127/RSA/capitolo_3/main_indicatore_07_app.htm

    “[nel Comune di Milano] il traffico autoveicolare costituisce la principale fonte di inquinamento per buona parte degli inquinanti: contribuisce, infatti, al 36% delle emissioni di CO2, a circa il 50% di quelle di COVNM, e alla maggior parte delle emissioni di NOx (76%), PM10 (83%) e CO (96%). Gli impianti di riscaldamento costituiscono la seconda fonte, in ordine di contributi percentuali: ad essi è attribuita, infatti, la produzione del 58% delle emissioni di CO2 e di circa un quinto di quelle di NOx (21%) e PM10 (16%). [..]”

    Ulteriori informazioni riguardanti la Lombardia le potete trovare cercando l’Inventario Regionale delle Emissioni in Aria (INEMAR), esistono gli analoghi per altre regioni italiane. In Provincia, aumentano le emissioni da riscaldamento (i famigerati caminetti, vietati infatti sotto i 300mt slm) e da siti industriali (centrali termoelettriche ecc), ma il traffico rimane una delle sorgenti preponderanti per il particolato.

  18. Riccardo

    Triste vedere come il bravo Giannini diventi portavoce delle più cliccate leggende energetiche. D’altra parte osare mettere in evidenza i limiti delle rinnovabili in Italia, per una qualche oscura ragione, pone a rischi di deferimento alla santa inquisizione politica.
    Ma continuando la galleria dell’orrore, potremmo dire che tutto il mondo sta abbandonando il nucleare di terza generazione perchè è quasi pronta la quinta, mentre in realtà non esiste nemmeno la quarta. Nessuno dice che in realtà l’impianto di condizionamento del’ufo conteneva il segreto della sparizione di Elvis, segreto usato già per dissimulare la spedizione americana sulla luna, mai avvenuta come è ormai noto a tutti.
    Ma a questo possiamo sempre rispondere facendo spallucce.

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