26
Ott
2011

Vite imprevidenti, esistenze amministrate (ossia, sui paradossi pensionistici)

Un paradosso. Nel mio ambiente di lavoro, l’università, quando incontro qualcuno non più giovane e con l’aria triste ci sono buone probabilità che sia lì lì per lasciare l’accademia. I ricercatori a 65 anni e i professori a 70 ormai sono costretti ad andarsene a casa, e in genere lo fanno con la morte nel cuore. Leggo sulla stampa di oggi che anche un luminare in malattie infettive dell’ospedale di Brescia, professor Giampiero Carosi,  è costretto ad andare in pensione (è nato nel 1941) e ad abbandonare l’Istituto universitario che dirige.

Poi c’è il “resto del mondo”, ossia il nuovo leader del sindacalismo tricolore, Umberto Bossi, quotidianamente in trincea per difendere il diritto ad andare in pensione prima dei 65 anni, mentre l’Europa, Angela Merkel, gli opinionisti illuminati, le agenzie di rating, il Fondo monetario internazionale e – chi lo sa? – forse anche l’Uefa e i mormoni dello Utah spingono per una riforma che ritardi quanto più sia possibile l’età del pensionamento.

La contraddizione (in parte apparente) è presto detta: un professore anziano costa ai conti pubblici assai più di un professore pensionato, e poiché si spera che non verrà sostituito l’operazione – sul piano contabile – è conveniente. Se invece un operaio smette di lavorare, non vivrà più con i soldi che prima riceveva dall’impresa in cambio del suo lavoro, ma con il denaro che l’Inps avrebbe dovuto accantonare e investire (e che invece sono spariti nel buco nero della previdenza di Stato).

Tutto discende dal fatto che il mondo, da tempo, è a testa in giù. La gente non ha la possibilità di gestire da sé il proprio risparmio previdenziale, costruendosi una pensione per la vecchiaia. No: la statizzazione della previdenza fa sì che siamo tutti immersi in logiche collettiviste. Si paga tanto (di sicuro) e si riceverà qualcosa (forse). Le pensioni di Stato hanno riscritto Karl Marx in questi  termini: “da ciascuno secondo le sue possibilità, e quanto più può; e a ciascuno secondo la sua capacità di strappare benefici e privilegi”.

Lo Stato, che un tempo era essenzialmente guerre e conquiste, oggi è divenuto buono. Lo Stato, oggi, è in primo luogo la Previdenza che si prende cura di noi. Possiamo anche diventare più stupidi di quanto non siamo già, possiamo anche giocare tutti i nostri soldi alle slot-machine del bara sotto casa. Che importa? Lo Stato pensa ai noi e amministra la nostra vita. Perché mai dovremmo lamentarsi?

P.S. Sempre sui giornali di oggi si può leggere che tra meno di venti mesi potranno ottenere il diritto al vitalizio pensionistico i quarantacinquenni Italo Bocchino e Alberto Giorgetti, e molti altri (magari meno noti) che sono nella loro situazione. Ma il vero problema non è tanto la Casta. Il nemico da sconfiggere è il socialismo.

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32 Responses

  1. Alberto

    Ah certo, il vero problema non è la casta! E non è neppure l’evasione fiscale ocontributiva. Non lo sono i faccendieri, i corrotti e i corruttori che si sono ingrassati in decenni di gestione allegra delle risorse pubbliche. Il vero problema sono i lavoratori che hanno lavorato per una vita versando regolarmente i contributi. Quelli sì che sono il problema! Quelli sono i polli da spennare! I loro contributi serviranno a consentire di continuare ad eludere e ad evadere tasse e contributi, ad incassare mazzette e consulenze taroccate. Ce lo chiede l’Europa?! Beh l’Europa sono milioni di lavoratori onesti. L’Europa è il 99% degli europei, non un carrozzone indecente di finti liberali che dovrebbe tornarsene a casa il prima possibile!

  2. Manuel Montanari

    Caro prof. Lottieri. è sempre un piacere leggerLa. Sottoscrivo ogni sillaba. Cordialità

  3. michele

    L’unico appunto che farei all’articolo è che il professore universitario da quanto diventa pensionato percepisce una minor somma di danaro ma non “produce” più ricerche/lezioni. Salvo che con ciò non si volesse far intendere che la produttività dei professori di una certa età tenda già di per sé allo 0.

  4. Andrea Chiari

    “Il nemico da sconfiggere è il socialismo”. Ero tentato di rispondere alle argomentazioni dello scrivente, che meritano attenzione, ma questa conclusione mi ha fatto cascare le braccia. Credo che roba del genere si trovi oggi solo negli USA dalle parti dei fanatici della destra repubblicana. Spero che il Nostro importatore abbia pagato i diritti doganali.

  5. andrea dolci

    @michele: un prof di 70 non produce piú nulla da almeno 20 anni e si “limita” a gestire il potere connesso al suo ruolo…..a parte ovviamente rarissime eccezioni.
    Mia moglie sta lavorando con un prof. di meidicna che nonostante sia molto ma molto in là con gli anni non molla la cattedra perché suo figlio non ha ancora maturato i gradi per poterne prendere il posto !

  6. Andrea 73

    Post, a mio modesto parere, penoso.
    L’esempio (il prof. universitario) è incongruo rispetto alla tesi che si sostiene e la conclusione è un commento da bar stile “Zanzara” di Cruciani e Parenzo.
    Ne abbiamo letti di migliori.

  7. Ci stiamo avvicinando pian piano al vero problema.
    Il vero nemico non è il socialismo, ma l’astrazione. Porsi difronte alla complessità senza tener conto dei vari fattori in gioco.
    Sul tema delle pensioni stiamo vivendo un paradosso. Le aziende vogliono disfarsi del personale over55 e sopra i 55 anni non assumono più (nonostante che sarebbero quasi assunzioni a tempo determinato…) non solo perchè “costano” ma anche per un’ideologia della “milano da bere” (settore informatica, turismo, terziario avanzato…)
    D’altra parte lo stato, con altre motivazioni ideologiche, per fare cassa, vuole allontanare le pensioni.
    E che dobbiamo fare noi ? I disoccupati per 12 anni??
    No! Il problema è “come valorizzare il lavoro degli Over50” e le idee sarebbero molte, ma da attuare gradualmente.
    PS: Se fosse solo per una questione di conti, è vero che in europa non ci sono le pensioni di anzianità, ma è altrettanto vero che non ci sono nemmeno i contributi previdenziali che gravano così pesantemente come quelli che abbiamo dovuto versare noi, dagli anni 80!!!

  8. Diego Loro

    Caro Professore, come osa palare male del socialismo? Cosa penseranno di lei coloro che non potrebbero prender sonno se ad un certo punto, gli occhiali non scivolassero dal loro naso per posarsi, anch’essi del tutto locupletati, sulla critica della ragion pura?
    Che diranno le gerarchie ecclesiastiche, che coinvolgono nella condanna del “neo liberismo” l’autorità dello Spirito Santo senza nemmeno sentirsi obbligate a spiegare come si presenti e come si distingua questa mala pianta da quelle che arrecano beneficio e, perché no, gioia alla persona umana?
    E, non fosse che per rimanere più vicini alla realtà delle consuete quotidiane relazioni interpersonali, come la prenderanno i molti ( certo troppi ) che pensano che un’equa
    distribuzione delle risorse disponibili renderebbe meno “feroce” la convivenza su questa
    “aiola” su cui ci sentiamo confinati?
    Lo so : si tratta di gente che non sa nemmeno di non sapere, ma mica possiamo farli fuori solo per questo e comunque sono molto più numerosi di “noi”e dunque adeguiamo
    il nostro linguaggio al prudenziale principio del “nisi caste saltem caute”…
    Insomma io penso, come lei, che il socialismo sia il nemico da sconfiggere, ma non perché immorale o contrario ai principi etici delle moderne società civili, ma molto più
    semplicemente perché costa troppo.
    Credo che chiunque abbia conseguito un adeguato livello di istruzione sia perfettamente
    in grado di comprendere che le strutture dell’ordinamento sociale quanto più sono
    costose tanto meno sono in grado di assolvere alla finalità di alleviare la fatica del
    vivere ai meno fortunati. Il lusso si addice e conforta i ricchi non certo i poveri.
    Spiegare a chiunque abbia orecchie per intendere che noi liberali (e/o neoliberisti) perseguiamo l’obiettivo della “massima possibile elevazione umana” senza, per ciò stesso, rinnegare il realismo irrinunciabile e necessario perché l’obiettivo non si trasformi
    in una chimera ingannatrice e utopistica è l’unica cosa che ci rimane da fare.
    Si è già, molto autorevolmente, riconosciuto che noi liberali abbiamo qualcosa da farci
    perdonare da questo punto di vista ed è, ormai, un vecchio discorso e un irrisolto problema.
    Mi permetta di aggiungere, in nome dell’amicizia e della considerazione che mi legano a lei, che l’ appellativo di “nemico” riservato al socialismo coinvolge irriducibilmente un giudizio sui socialisti e che in questo momento storico forse non è politicamente condivisibile.
    Con la massima stima
    Diego Loro

  9. Enrico

    Caro Prof. Lottieri,
    io che conosco bene il mondo universitario le posso dire che il paradosso e’ solo apparente. I professori universitari non timbrano il cartellino, non sono soggetti al controllo dell’orario, e a una certa eta’ hanno un potere di cui non possono certo godere appena usciti dall’universita’. Si tratta di una categoria privilegiata. Non si meravigli se un operaio che fa un lavoro usurante, o anche un impiegato che sta’ a contatto con il pubblico dietro ad uno sportello delle poste desideri andare in pensione appena maturato il diritto.
    Saluti

  10. Peter

    Giusto in parte dire che i cittadini devono essere piu’ adulti, ma lei ha provato mai a far 40 anni di medico al pronto soccorso o nelle urgenze o in psichiatriia? O il muratore o l’operaio in fonderia? Abbiamo una organizzazione del lavoro tale che il lavoro svolto a 30 anni deve essere uguale a quello dei 70 anni. Lei si immagina infermieri e medici settantenni sottoposti a duri turni intervenire in situazioni d’urgenza? Per stipendi ridicoli che non permettono risparmi che possano consentire di andar via e aspettare tranquillamente la pensione anche per qualche anno? Stendo un velo pietoso sugli esempi da lei fatti come “persone che hanno voglia di lavorare”. E l’ipocrisia sul lavoro ai giovani a fianco delle cariatidi? In realta’ o gli uni o gli altri, non si scappa. Molto c’e’ da fare per cambiare le cose ma per favore non “un tanto al chilo”. E decidere coinvolgendo le persone ed avendo chiaro di che cosa si parla, non spararle grosse su cose che si conoscono appena, “per sentito dire”. L’obiezione dei “lavori usuranti” e’ una bufala, non esiste una legislazione a riguardo. Poi per inciso: le imprese gli uffici e gli ospedali non ne potranno piu’ di settantenni pieni di acciacchi con lunghi periodi di malattie e assenze a vario titolo. Soluzione? O lo sfascio o raddoppiare il personale con i giovanii a costo raddoppiato. Bisognerebbe tornare sulla terra!!! Se volete capire veramente qualcosa lasciate perdere i sindacati o organizzazioni varie e cominciate a girare per i luoghi di lavoro. Un consiglio: per chi non ha mai lavorato fare un mese di lavoro volontario affiancato da tutor.

  11. Federico

    Onestamente, a me pare che il problema che il post pone sia uno, e forse non tutti i commenti l’hanno colto. E cioè che il sistema previdenziale di Stato prima obbliga ogni lavoratore a finanziare la cassa comune, poi la gestisce in maniera folle e, infine, stabilisce quando si deve andare in pensione: spingendo via qualcuno prima del tempo e ritardando altri… La soluzione (l’unica) è privatizzare la previdenza, che poi vuol dire soltanto tornare all’antico. Ognuno pensi al proprio futuro esattamente come pensa al proprio presente. Oggi non abbiamo – non ancora… – uno Stato che assegna ad ognuno uno stipendio, poiché il compito di lavorare e guadagnare è un compito individuale. Stessa cosa deve avvenire per le pensioni. Risparmi privati, piani di accumulo individuali, concorrenza tra sistemi, spirito previdente, risparmio ecc. queste sono le strade. Lo Stato, al limite, può preoccuparsi di aiutare un po’ quelli che possono trovarsi in difficoltà. Ma solo un po’, altrimenti nessuno fa più nulla e tutti confidano nei soldi di Pantalone…

  12. Pietro Barabaschi

    Caro Carlo,
    quando si sono oltrepassati tutti i limiti, mi spiace dirlo, occorrerebbe il “dictus”, il Dittatore nell’accezione dell’antica Roma, per raddrizzare la schiena.
    Pietro Barabaschi

  13. Alberto

    Dopo questo confuso articolo, capisco questo dubbio di enciclopedicità su wikipedia.
    Cosa c’ entri il socialismo, col nostro sistema pensionistico, che presenta indubbie anomalie, come le baby pensioni, non si capisce dall’ articolo; negli altri paesi europei, importanti, le anomalie sono minori, ma l’ impostazione di fondo è la stessa ed i sistemi sono indubbiamente meno iniqui e le regole valgono per tutti, inclusi i rappresentanti politici.
    Ribadisco, l’ articolo è completamente sballato e mistificatorio.

  14. ALESSIO DI MICHELE

    Egr. prof. Lottieri,

    sottoscrivo in pieno quello che lei dice; anzi, la trovo persino un po’ troppo timido, ed al riguardo vorrei fare ciò che chiamo “l’ esempio del caffè”: la previdenza pubblica obbligatoria è stata inventata perchè se no il lavoratore cicala da vecchio non sa come mangiare, bla, bla, bla,…; beh, tutti noi la mattina abbiamo bisogno del caffè, se no siamo così rimbambiti che, mettendoci al volante per andare in uffico, ci “abbracceremmo” il primo platano cittadino: quindi il caffè è più importante delle pensioni, perchè attiene non al decoro di vita, ma proprio alla sopravvivenza, e non possiamo permettere che qualcuno non lo compri perchè non si ricorda, perchè lo trova caro, …: facciamo delle luminose trattenute sullo stipendio ed accreditiamole alla Lavazza, che ci consegni a casa le cialde, ma con dei minimi di consumo garantito e senza poter rivendere le cialde soprannumerarie. Tutto sommato stiamo confrontando la sopravvivenza immediata, nostra e di innocenti pedoni, con una futuribile autosufficienza alimentare, e la prima è chiaramente più importante.

    Oppure parliamo di libertà: fai i tuoi accantonamenti/le tue polizze: se non vuoi, liberissimo, ma da vecchio vivi sotto i ponti, e, se ti lamenti, ti mando quelli della Folgore ad insegnarti l’ educazione. It’ s freedom, my baby: ma quanti italiani la vogliono veramente ed intimamente ?

    Cordiali saluti

    ALESSIO DI MICHELE

  15. MitMar

    Certo che prendere ad esempio del superlavoro iperfaticante i professori titolari di cattedra universitaria ci vuole veramente della scienza. Anzi, del socialismo!
    Un mio amico elettricista si infila da 40 anni nelle intercapedini a stendere cavi come un ratto. E’ stanco, sfinito nel fisico.Ha versato i suoi regolari contributi e vorrebbe andare in pensione. Non ci potrà andare ancora per, almeno, tre anni (ne ha quasi 60).
    La mia vicina di ombrellone al mare, professoressa di ginnastica alle scuole medie, una faticaccia! Andrà in pensione quest’anno a 58 anni. Fresca come una rosa.
    Giuliano Amato prende 31.000€ di pensione al mese. (cfr: “Sanguisughe” di Mario Giordano) di cui una bella fetta come prof universitario.

  16. foxtrot1959

    D’altronde, quando sul blog di un noto parlamentare, leggi frasi come queste, cosa ti resta da pensare?

    GUZZ – mai scritto per target, mai fatto il furbo, mai soddisfatto segmenti di pubblico. Ho la gioia dell’impopolarità, a destra e a sinistra. Quella è la mia argenteria. E andrò a votare una manovra che mi deruberà di 15 mila euro l’anno ostringendomi a nuovi debiti, e lo farò perché va fatto.

    Rispondi a questo commento
    RiccardoP scrive:
    15 agosto 2011 alle 13:29

    Cioè dopo che dichiari più di 400.000 euro mi racconti che 15.000 euro (3,7%) ti metteranno nei debiti, è una provocazione vero?

    GUZZ – NO, 400 mila euro lordi sono 200 mila netti (di cui circa 100 mila da pensione di giornalista). Ho una separazione con tre figli recentissima che comporta alimenti per € 70.000, due mutui di cui uno per la casa dei figli, un affitto pesante e altre pesantezze. Mantengo una sorella sola e nullatenente e ho 71 anni e sono costretto a lavorare come un negro senza riposarmi mai.

    http://www.paologuzzanti.it/?p=1766

    (…e sorvolo sull’arroganza e la maleducazione con cui risponde alle perplessità sollevate da alcuni.
    Ciononostante, gode tutt’ora di considerazione da parte di altri, che giungono a giustificarlo e apprezzarne le risposte.
    Fate un po’ voi…).

  17. Federico

    E’ incredibile come vi siano socialisti, che difendono la rapina pensionistica in atto (obbligo di finanziare lo Stato idrovoro), che poi s’incavolano (come l’Alberto qui sopra) che si incavolano quando si parla di socialismo a proposito di un sistema previdenziale colletyovo, statale e coercitivo. Dovremmo chiamarlo “liberista”???? Per non parlare di quanti non capiscono, o fingono di non capire, che il post non è in alcun modo una difesa dei professori universitari, ma fa solo riferimento alla contraddizione di un sistema che obbliga ad alcuni ad andare in pensione a una certa proprio mentre impedisce ad altri di andarvi. Con un sistema previdenziale pensionistico “alla cilena”, che l’IBL propone da tempo http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_188_Pinera.pdf, ognuno – muratore, medico, professore, operaio ecc. andrebbe in pensione a suo piacere. Ovviamente nella logica sottolineata da Alessio Di Michele qui sopra.

  18. Alberto

    Pubblico qui di seguito i dati ricavati dalle classifiche OCSE, sulla spesa per PENSIONI E SANITA’ (somma pensioni e famiglie in flusso di cassa, servizi e taglio tasse) in % PIL in alcuni paesi ocse (dati 2007); non ci sono dati successivi ad oggi. N.B. La spesa pensionistica in Italia dal 1990 al 2007 è diminuita del 57,1% per gli uomini e del 22,1 per le donne, caso unico nel panorama OCSE dove ad es: in Germania è aumentata nello stesso periodo del 24,1% ed in Francia del 10,6 per gli uomini e del 162,8 per le donne.

    SPESA PENSIONISTICA IN % PIL(VAL. 2007)

    Austria: 15,6 ; Belgio: 15,9 ; Francia: 16,6 ; Germania : 15,1 ; Grecia 13,4 ; Italia: 16,9 ; Giappone : 13,7 ; Spagna: 9,7 ; U K: 14,6 ; USA 12,4 ;

    SPESA PER LA SANITA’ PUBBLICA

    Austria: 6,8; Belgio: 7,3; Francia: 7,5 ; Germania: 7,8 ; Grecia: 5,9; Italia: 6,6 ; Giappone: 6,3 ; Spagna: 6,1; UK: 6,8 ; USA: 7,2 ;

    La somma delle due spese pubbliche è pari:

    Austria: 22,4; Belgio: 23,2; Francia : 24,1; Germania: 22,9; Grecia: 19,3; Italia: 23,5; Giappone: 20,0; Spagna: 15,8; UK: 21,4; USA: 19,6;

    Quindi questi sono dati certi e verificabili, e da questi dati, ognuno può rendersi conto che il socialismo non c’ entra nulla, a meno che non si vogliano considerare basati su economie socialiste quei paesi che si citano e praticamente tutti i paesi OCSE, dato che sono tutti in un range di -1,62 %(USA) e + 2,88% (FRANCIA) RISPETTO ALLA MEDIA DI 21,22% sempre RISPETTO AL PIL. Compare inoltre lo strano fatto, che la spesa per questi due settori, da noi, non sia molto diversa da altri paesi avanzati, evidentemente le cause della spesa abnorme e dello stock del debito sono altre ed è là che occorre intervenire. In grande, le cause credo siano da addebitare alla spesa per la politica ed i suoi derivati e per l’ evasione fiscale abnorme, qui da noi e che ho quantificato in circa 2300 MLD negli ultimi 20 anni.

  19. Andrea Chiari

    Anch’io ho preso un caffè stamattina e mi si è sbollita un po’ la rabbia per certe derive ideologiche che mi sembrano inaudite per la civile Europa, poco utili e intellettualmente cretine. C’è gente che smania per mettere in vetrina le proprie fobie ideologiche e ogni occasione è buona. Le argomentazioni sono la scusa l’ingiuria finale, bavosa e rissosa. Cosa c’entra il socialismo (e quale socialismo tra i tremila che ci sono stati e ci possono essere?) con le pensioni baby inventate dai democristiani e non in auge in alcun regime socialista reale o annacquato o immaginario né ora, né prima né in prospettiva? Però una domandina me la faccio. Fintanto che la pensione, per un generoso ricarico dovuto a nuove leve giovanili sul mercato che ora non ci sono più, garantiva meccanismi come il modello retributuivo, poteva andare bene un intervento dello stato o meccanismi pubblicistici premianti. Ma se c’è il sistema contributivo in cui, in sostanza, io avrò indietro soltanto quello che avrò versato, perchè non mi posso fare una pensione privata? Qual’è il valore aggiunto dell’INPS? O si tratta alla fin fine di conservare il carrozzone? Se si sceglie (o si è costretti a scegliere) un sistema contributivo che farà sputare sangue ai nostri figli (avranno pensioni da fame) allora andiamo fino in fondo in questa logica e diciamo loro: si arrangiassero con una qualche previdenza privata che non darebbe risultati peggiori. Se siamo contributivi, a questo punto prendiamoci in toto il modello americano. Si gradiscono risposte da sinistra.

  20. Massimo74

    @Alberto

    L’evasione non c’entra nulla con il debito pubblico,anzi paradossalmente rappresenta un freno alla crescita dello stesso.Se vai a guardare i dati ti accorgerai infatti che ogni qualvolta lo stato ha recuperato soldi dall’evasione,questi sono stati impiegati non per abbattere il carico fiscale su chi già paga le imposte,bensì per finanziare nuovi aumenti di spesa.Del resto in italia nonostante l’elevata evasione (la quale però è concentrata quasi esclusivamente al sud),abbiamo uno stato che incassa ogni anno molto più di altri paesi europei come ad esempio la Germania.Come si spiega allora il fatto che in quel paese i servizi offerti ai cittadini sono molto più efficenti di quelli del nostro stato?

  21. Alberto

    Quali dati? Ricominciamo con le puttanate che sei solito dire? Quale evasione è stata recuperata e per cosa è stata utilizzata, e la dinamica della spesa secondo te è stata accelerata da quei pochi miliardi recuperati nei contenziosi, o è andata alla deriva per conto suo?
    Fino al 2006, il recupero è stato minimale, come dovresti sapere, robetta, eppure il debito è aumentato enormemente; la coppia Visco, Prodi, ha recuperato qualcosina, parlo di cosine strutturali ed il debito è diminuito, in quei due anni, o sbaglio?
    In sostanza comunque, nel mio discorso, l’ evasione era riferita semplicemente alla pressione fiscale, che è altissima (53% reale su chi paga ed arriverà al 55% nel 2013), per questo motivo e sempre per questo motivo (soprattutto ma non solo ovviamente) blocca le imprese e crea condizioni di grave sleale concorrenza.
    L’ evasione al sud? Ne abbiamo già diffusamente disquisito in precedenza ed anche su questo punto, hai detto solo balle.
    Massimo, te lo ripeto, studia di più, sei simpatico ma sei un contaballe con i fiocchi.
    @Massimo74

  22. Riccardo

    Alberto cita numeri veri e certificati, nessun altro è in grado di rispondere con dati di fatto altrettanto veri e certificati, perchè non esistono.
    Altro che socialismo, stiamo assistendo in Italia e nel mondo ad una offensiva liberista senza precedenti, la fetta di torta viene spostata dai “borghesi futuri proletari” ai “capitalisti”.
    Borghesi che vi state impoverendo sempre di piu svegliatevi!
    Abbiamo cumuli di liquidità inoperosa nelle casse delle multinazionali e dei fondi sovrani, se questa non è una trappola della liquidità di keynesiana memoria.!

  23. Alberto

    Dato che dopo aver rilevato quanto sotto, sono molto preoccupato, credo sia opportuno riflettere, e posto questo intervento, già esposto sull’ articolo di Giannino.

    Mio caro Giannino, il suo articolo è la dimostrazione evidente, della confusione in cui si dibatte l’ Europa ed ovviamente concordo con tutte le considerazioni che lei espone e tutte le preoccupazioni che si colgono nell’ articolo, molto ben fatto, e panoramico, e direi che ben si accoppia con quello di Piero Torrazza di qualche giorno fa.
    Vorrei solo portare un ulteriore contributo che mi fa venire la pelle d’ oca, ancor di più, e cioè, la situazione dei deficit di bilancio in area OCSE, attuali e previsti fino al 2012; questa situazione,

    2005* 2006*2007*2008*2009*2010*2011*2012*

    Australia 1.2* 1.3* 1.4* -0.2* -4.9* -5.9* -2.8* -1.4*
    Austria -1.8* -1.7* -1.0* -1.0* -4.2* -4.6* -3.7* -3.2*
    Belgium -2.8* 0.1* -0.4* -1.3* -6.0* -4.2* -3.6* -2.8*
    Canada 1.5* 1.6* 1.4* 0.0* -5.5* -5.5* -4.9*-3.5*
    Chile .. .. .. .. .. .. .. ..
    CzRep. -3.6* -2.6* -0.7* -2.7* -5.8* -4.7* -3.8* -2.8*
    Denmark 5.0* 5.0* 4.8* 3.3* -2.8* -2.9* -3.8* -3.0*
    Estonia 1.6* 2.4* 2.5* -2.9* -1.8* 0.1* -0.5* -1.7*
    Finland 2.5* 3.9* 5.2* 4.2* -2.9* -2.8* -1.4* -0.6*
    France -3.0*-2.3* -2.7* -3.3* -7.5* -7.0* -5.6* -4.6*
    Germany -3.3*-1.6* 0.3* 0.1* -3.0* -3.3* -2.1* -1.2*
    Greece -5.3*-6.0* -6.7* -9.8*-15.6*-10.4*-7.5* -6.5*
    Hungary -7.9* -9.3* -5.0* -3.6* -4.4* -4.2* 2.6* -3.3*
    Iceland 4.9* 6.3* 5.4* -13.5*-10.0* -7.8* -2.7* -1.4*
    Ireland 1.6* 2.9* 0.1* -7.3*-14.3*-32.4*-10.1*-8.2*
    Israel -4.9* -2.5* -1.5* -3.7* -6.4* -5.0* -3.7* -2.9*
    Italy -4.4* -3.3* -1.5* – 2.7* -5.3* -4.5* -3.9* -2.6*
    Japan -6.7* -1.6* -2.4* -2.2* -8.7* -8.1* -8.9* -8.2*
    Korea 3.4* 3.9* 4.7* 3.0* -1.1* 0.0* 0.5* 1.3*
    Lux. 0.0* 1.4* 3.7* 3.0* -0.9* -1.7* -0.9* 0.0*
    Mexico .. .. .. .. .. .. .. ..
    Neth. -0.3* 0.5* 0.2* 0.5* -5.5* -5.3* -3.7* -2.1*
    New Ze. 4.7* 5.3* 4.5* 0.4* -2.6* -4.6* -8.5* -5.8*
    Norway 15.1* 18.4* 17.5* 19.1* 10.5* 10.5* 12.5* 11.9*
    Poland -4.1* -3.6* -1.9* -3.7* -7.4* -7.9* -5.8* -3.7*
    Portugal -5.9* -4.1* -3.2* -3.6*-10.1*-9.2* -5.9* -4.5*
    Slov.Rep. -2.8* -3.2*-1.8* -2.1* -8.0*-7.9* -5.1* -4.0*
    Slovenia -1.5* -1.4*-0.1* -1.8* -6.0*-5.6* -5.6* -4.1*
    Spain 1.0* 2.0* 1.9* -4.2* -11.1*-9.2* -6.3* -4.4*
    Sweden 1.9* 2.2* 3.6* 2.2* -0.9*-0.3* 0.3* 1.4*
    Switz. -0.7* 0.8* 1.7* 2.3* 1.2* 0.5* 0.6* 0.9*
    Turkey .. 0.8*-1.2* -2.2* -6.7* -4.6* -3.3*-3.0*
    U.K -3.3* -2.7*-2.8* -4.8* 10.8* -10.3* -8.7* -7.1*
    USA -3.3* -2.2*-2.9* -6.3*-11.3* -10.6*-10.1*-9.1*
    EU (15) -2.6* -1.4* -0.7* -2.1* -6.3* -6.0* -4.2* -3.0*
    OECD -2.8* -1.3* -1.3* -3.3* -8.2* -7.7* -6.7* -5.6*

    Ora dato che il PIL totale dei paesi OCSE ammonta a circa 37. 000 MLD di $, questo significa, un aumento del debito OCSE di quasi 2.500 MLD nel 2011 e di ulteriori 2.100 MLD nel 2012.
    Io credo che questo significhi un ulteriore grossissimo problema, per noi, per rifinanziare il nostro debito, visto che vanno a scadenza ulteriori enormi quantità di stock di debito pregresso nel mondo, soprattutto USA che si sommano a questi due ultimi.
    Non riesco onestamente a vedere un orizzonte sereno, per noi e per il mondo, a meno che, non si inventino nuove ed inusitate strategie globali.

  24. Alberto

    Ho scoperto stasera, che l’ altro tagliatore di pensioni, Lamberto Dini, si porta a “casetta” (tanto per dire una cosa che renda l’ idea), euro 40.000 mensili, lordi e poi, credo tutto il resto da parlamentare, sempre pagato da noi. @MitMar

  25. Massimo74

    @Alberto

    Quello che dovrebbe studiare di più sei tu,nessun governo ha mai ridotto nè debito nè spesa pubblica in termini assoluti.Prodi e Visco hanno solo ridotto il rapporto debito/PIL,ma questo non certo per merito loro,ma solo perchè l’economia cresceva (in parte grazie anche alla bolla monetaria creata dalla FED che poi è scoppiata nel 2007),mentre lo stock di debito ha continuato a crescere sempre sotto qualsiasi governo.Certo,si può disquisire sul fatto che con alcuni governi il debito sia cresciuto più che con altri (i governi presieduti da Berlusconi con Tremonti all’economia da questo punto di vista si sono dimostrati come i più nefasti per quanto riguarda la gestione della finanza pubblica),ma alla fine si tratta comunque di discorsi di lana caprina,la morale è che tutti i governi hanno aumentato sia la spesa che il debito pubblico(così come hanno aumentato le tasse).
    Per quanto riguarda l’evasione fiscale ti confermo che ogni volta che è stato recuperato qualcosa,il maggiore gettito non è MAI (e sottolineo MAI) stato utilizzato per ridurre le imposte su chi già le paga,si è invece deciso di utilizzarlo per finanziare nuova spesa corrente;questo è successo con Prodi e Visco che avevano recuperato circa 6 miliardi di euro dalla lotta all’evasione ed è successo con l’attuale governo che stando ai dati forniti dall’agenzia delle entrate ha incassato quasi 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010 realtivi a maggiori imposte evase.Ora dimmi,ti risulta che di questi 20 miliardi sia stato restituito qualcosa ai cittadini sotto forma di minore tassazione?A me pare che le tasse non solo non sono diminuite ma addirittura sono aumentate(!) e secondo i dati forniti da bankitalia l’anno prossimo raggiungeremo il record del 44% di pressione fiscale(che poi su chi paga diventa almeno di 10 punti più alta).
    Sull’evasione al sud,mi dispiace ma le balle le dici solo tu,io ti ho postato dati inconfutabili provenienti direttamente dall’agenzia delle entrate ma anche da vari istituti come la CGIA di mestre e da importanti economisti come Luca Ricolfi che nel suo “il sacco del nord” ha dimostrato in maniera inequivocabile come in regioni come Lombardia o Emilia Romagna il tasso di evasione sia inferiore a quello di paesi come la Germania (dove l’evasione è al 15%) o la Svezia (evasione al 16,5% circa),mentre in regioni come la Calabria vi sono tassi di evasione con punte che arrivano fino al 85%.Tu da parte tua non sei riuscito a smentire in alcun modo questi dati e le uniche ricerche che hai postato per cercare di avvalorare la tesi che vede l’evasione come un fenomeno radicato indistintamente ad ogni latitudine dello stivale è quella relativa all’evasione accertata.Come ebbi modo di spiegarti quella volta il dato relativo all’accertamento è un dato che lascia il tempo che trova in quanto lo sanno anche i sassi che al sud i controlli del fisco sono quasi del tutto inesistenti e si concentrano invece (sembra assurdo ma è proprio così) nelle regioni più virtuose,cioè quelle del centro-nord.Da ciò si comprende facilmente come l’unico strumento serio per valutare l’intensità (non l’entità che per forza di cose sarà maggiore nel nord visto che l’economia in quelle zone è molto più sviluppata) dell’evasione sia il confronto diretto tra quanto viene dichiarato e i consumi che si registrano in un determinato territorio,e questa è proprio la base su cui si fondano gli studi del sociologo Ricolfi così come quelli dell’agenzia delle entrate.Ti è più chiaro ora il concetto?

  26. Alberto

    Vatti a rileggere le balle che che hai raccontato sull’ evasione al sud e a cui ho già risposto in precedenti occasioni, se ti ricordi, ti dissi e dimostrai che l’ evasione è un fenomeno complesso e variegato e ti ho portato appunto i dati dell’ agenzia delle entrate per tipologia di contribuenti e che poi hai cercato di contestare, sballando, affermando che a sud ci sono meno accertamenti e questo è falso, vatti a guardare i dati. Per il resto sei tu che hai parlato di debito assoluto, io parlavo di debito in rapporto al PIL.
    Palle che continui a sparare senza ritegno.@Massimo74

  27. Alberto

    E poi, vedo che non leggi con attenzione e con sagacia quel che ti scrivo; quando ti ho detto che l’ evasione blocca gli imprenditori onesti e crea sleale concorrenza, volevo farti capire e speravo che lo capissi da solo, che la crescita del PIL risente di questa situazione e pesantemente; ma non solo, i cento miliardi e passa annui di evasione, (2.300 in 20 anni), sicuramente, anche se in parte, se venissero introitati, darebberero la possibilità di ridurre le imposte, drasticamente, perchè la spesa, per il nostro Paese, per i grandi comparti, è già in linea con il resto OCSE, come ti ho dimostrato. Quello che manca, è appunto l’ evasione e la spesa corrutiva. @Massimo74

  28. Alberto

    Ancora una volta, poi ti allego i dati degli accertamenti 2009 del MEF,

    http://www.fiscooggi.it/files/Accertamenti_II.DD_Iva_Irap_2009.pdf

    da dove potrai di nuovo rilevare che non si fanno favoritismi per il sud. Anzi probabilmente, per numero di aziende e di persone fisiche residenti, nelle varie macroregioni, forse il sud è addirittura in condizione di maggior quantità di accertamenti.
    Quelle analisi che tu riportasti, commissionate da Regione Veneto, basate sulla differenza tra redditi di dichiarati e tenore di vita, furono contestate e secondo me a ragione da altro ente, posto a sud e come già ti dissi e cercai di farti capire, senza successo, non tenevano conto di redditi non tassati, ma perfettamente regolari, che a sud, rappresentano una importante porzione del relativo PIL.
    Addirittura poi, ti esposi questo lavoro basato su dati MEF e Bankitalia (vedi Tab. 3 in particolare),

    http://www.brunochiarini.it/conference/Zizza.pdf

    dove i tassi di evasione sono addirittura inferiori al sud, maggiori al centro (come risulta un po’ ovunque, cioè il centro è molto evasivo) e intermedi a nord.
    Poi ancora, ti avevo indicato una serie di dati, relativi all’ evasività per tipologie di contribuenti e per reddito pro capite, che in qualche modo, appunto davano conto delle differenze strutturali ed economiche delle tre macroregioni.

    @Massimo74

  29. CLAUDIO DI CROCE

    Io credo che in un paese civille uno dovrebbe decidere di andare in pensione quando vuole alla condizione che quanto riceve sotto forma di capitale o rendita sia in proporzione a quanto ha versato e alla sua speranza di vita , cioè in funzione dell’età.Quanto più è giovane e meno prende a parità di quanto versato altrimenti diventa un mantenuto dai contribuenti.
    Come mai è tanto difficile applicare questa norma semplicissima ?

  30. Massimo74

    @Alberto

    Non è falso,c’è stato anche un articolo del sole24 ore di qualche mese fà che testimoniava come nel meridione ci siano meno controlli fiscali rispetto al resto del paese.Comunque i dati relativi agli oltre 100 miliardi di imposte evase lasciano il tempo che trovano perchè non tengono conto che ad esempio del fatto che se qualcuno dichiara meno di quanto effettivamente guadagna,avrà poi una maggiore capacità di consumo che lo porterà presumibilmente a spendere di più e siccome i consumi sono tassati con l’IVA o le accise(come la benzina),alla fine una buona parte di quelle imposte evase ritornano al fisco.Bisogna considerare poi che oggi molte attività vengono svolte proprio perchè essendo al nero risultano convenienti,mentre se venissero portate alla luce non ci sarebbe più incentivo a continuare a lavorare sopportando una tassazione del 68%.Si evince, pertanto,che anche se lo stato riuscisse ad eliminare totalmente l’evasione non incasserebbe certamente 100 miliardi in più,ma molto meno anche considerando il fatto che i controlli fiscali non si fanno a costo zero e anzi richiedono ingenti risorse.Comunque visto che non ti sono bastati i link che ti avevo postato l’ultima volta riguardo alla maggiore intensità dell’evasione al sud,ti posto un altro link,questa volta relativo ad uno studio effettuato dalla CGIA di Mestre:
    http://www.cgiamestre.com/2011/06/il-rischio-evasione-dilaga-al-sud/

    “Per il resto sei tu che hai parlato di debito assoluto, io parlavo di debito in rapporto al PIL.”

    Sei stato tu a dire che il debito pubblico è calato sotto la gestione Prodi-Visco grazie al recupero dell’evasione fiscale,mentre
    io ti facevo notare che il debito non’è calato affatto (anzi è cresciuto),quello che è calato è il rapporto debito/PIL,ma questo non è certamente merito di Prodi ma solo del fatto che l’economia era in un periodo di espansione anche grazie alla bolla dei mutui subprime creata dalla FED negli USA e che stava per scoppiare di lì a poco.
    Comunque non hai risposto alla domanda del mio precedente e post e cioè: come ti spieghi il fatto che lo stato in italia, nonostante l’alta evasione incassi ogni anno molto di più di quanto non faccia un paese come la Germania e nonostante ciò offre ai cittadini italiani non solo meno servizi ma anche servizi qualitativamente più scadenti rispetto a quelli di cui godono i cittadini tedeschi?

  31. Alberto

    Massimo io credo, a questo punto, che ulteriori polemiche, siano superflue e che ogni lettore di questo blog, abbia tutti gli elementi per fare le sue corrette considerazioni e stabilire dai documenti e dai concetti da noi esposti quali siano le reali questioni.
    Per la questione finale che mi poni, la risposta per me è ovvia; siamo un paese da rifare da cima a fondo e credo, dai dati che continuamente espongo, inclusi quelli sulla corruzione e sugli sprechi, che si sia capito.@Massimo74

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