12
Ago
2015

Migranti e Italia: la Chiesa ora esagera

Nel 2014 in Italia son sbarcati 170 mila migranti, e 120mila nelle sole isole siciliane. Nel 2015, il trend in corso conferma quella cifra, anzi secondo la polizia di frontiera ai ritmi dei salvataggi di questi ultimi giorni si potrà superare la quota di 200 mila.

Queste le ruvide cifre dell’emergenza migranti nel nostro paese. Cifre che rendono pochissima cosa l’accordo europeo di redistribuzione di 32mila unità complessive. Ma anche numeri che dovrebbero far riflettere le persone assennate, prima di prorompere in tirate polemiche francamente stupefacenti. Mi riferisco questa volta non alla politica italiana, ma alla Chiesa cattolica. Al papa Bergoglio, che dall’inizio del suo pontificato rivolge appelli all’Italia ad accogliere tutti i migranti, fino al punto di aver definito pochi giorni fa strage e omicidio volontario non farlo. Ai vescovi italiani, che con monsignor Galantino hanno dato dei “piazzisti da quattro soldi” ai politici italiani che chiedono di distinguere tra rifugiati che hanno i titoli per essere accolti, e vasta maggioranza di migranti che sono da reimpatriare, o da redistribuire secondo criteri paritari con altri paesi Ue.

Per rispetto e convinzione, non applico ai vertici della Chiesa i criteri della polemica che la politica alimenta al suo interno, o che i media riservano giustamente talora alla politica. Stupefatto dunque dall’aspra durezza delle parole usate dal pontefice come dai vertici della Chiesa italiana, ho deciso di capire meglio. Umilmente, ho ripreso in mano il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica, ufficialmente elaborato dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Per comprendere, dottrina alla mano, la scelta di toni tanto duri, visto che non si tratta certo di procacciarsi voti alle prossime elezioni contro Salvini o contro Grillo.

Al capitolo ottavo, dedicato alla comunità politica, i paragrafi dal 379 al 382 sono chiari e illuminanti. “Gesù rifiuta il potere oppressivo dei capi delle nazioni, ma non contesta mai direttamente le autorità del suo tempo. San Paolo invita ai doveri dei cristiani verso le autorità, demandate al bene comune. San Pietro esorta i cristiani a un’obbedienza responsabile verso le autorità che fanno rispettare la giustizia, assicurando calma e tranquillità. Solo quando la politica si autodivinizza, allora diviene la Bestia dell’Apocalisse, e contro di essa come contro Satana bisogna essere duri fino al martirio”. Sono tutte citazioni testuali.

Quel che mi chiedo è se, di fronte a politici che – con toni diversi, e a volte ricorrendo a parole criticabilissime – chiedono comunque misura e discernimento nell’accogliere 200mila migranti l’anno, i vertici della Chiesa cattolica usino le parole che hanno usato identificandoli ormai nella Bestia dell’Apocalisse. Non so voi, ma la risposta che mi do è che no, non è francamente possibile. I numeri del fenomeno che si abbatte sull’Italia devono indurre anche la Chiesa al rispetto di quel senso della misura e del bene comune che gli apostoli identificavano come il metro vero dell’atteggiamento e del tono dovuti dai cristiani alla politica.

Ieri il responsabile immigrazione della Caritas, Oliviero Forti, polemicanente rintuzzando Salvini, Zaia e altri che chiedono quanti migranti sia disposti a ospitare la Chiesa italiana, egli per primo non ha smentito che la disponibilità nel 2014 a fronte di 170mila sbarcati non era superiore alle 15 mila unità. La lista dei conventi che ospitano migranti messa on line dalla Cei è smilza. E non sono mancati casi come quello della Diocesi di Crema, che ha comunicato la sospensione dell’accoglienza agli immigrati in un convento della città, ”a causa della tenace e strenua opposizione di molti genitori” di un’attigua scuola. Certo, come ha ricordato Forti, in diversi casi sono le caratteristiche architettoniche dei vecchi conventi e seminari a non essere adeguate ai criteri di sicurezza necessari per ospitare i migranti. E ha concluso che occorrerebbe un tavolo istituzionale per risolvere il problema. Ecco, quest’ultimo appello ci sembra più consono alla gravità del tema. La Chiesa cooperi con lo Stato, visto che le 23mila parrocchie italiane possono di sicuro far di più che offrire accoglienza a 15mila migranti.

Le gerarchie cattoliche non possono pensare che milioni di italiani non leggano trascrizioni come quelle pubblicate dalle indagini di Mafia Capitale a Roma, in cui Buzzi dichiara esplicitamente “tu c’hai un’idea di quanto ce guadagnamo co’ gli immigrati? Il traffico di droga rende meno”. E anche le cooperative bianche e cattoliche, e politici che a loro facevano rifierimento, sono coinvolti in indagini che mostrano come tra il corrispettivo assicurato dallo Stato e i costi veri sostenuti, il traffico di migranti sia nel nostro Paese occasione di turpe mercimonio. Non meno orrendo di quello degli scafisti in mare. E con tanti saluti alla fede in Cristo e ai doveri di solidarietà che le gerarchie predicano.

Lo Stato italiano, su questa materia, è pieno di pecche. Finisce per demandare a Comuni ed Enti Locali la sistemazione di un numero sempre più elevato di migranti dopo aver assolto ai doveri di salvarli in mare, perché non si è dotato mai di un efficace e trasparente sistema di gestione nazionale del fenomeno. Ma proprio per questo milioni di italiani – al di là delle mire politiche di Salvini e Grillo – sono allarmati per l’impatto di un fenomeno di queste proporzioni. Che ogni sera ai tg diventa più gigantesco.

Non deve sfuggire alla Santa Sede che l’altro megacorridoio europeo di ingressi in Europa paragonabile quantitativamente al nostro, quello centreuropeo sulla frontiera balcanica, vede in atto strategie di paesi di governi e sensibilità diverse, come Ungheria e Germania, volti però a stringere le viti dell’accoglienza, ampliando la rete dei cosiddetti “paesi sicuri” da cui transita il flusso, come Serbia e Macedonia , e dichiarando sin d’ora che i migranti che raggiungono le loro frontiere saranno riaccompagnati a quei paesi di precedente transito. Di conseguenza resta solo la porta sud, spalancata agli arrivi in massa: cioè la porta mediterranea che sbocca sulle coste italiane. Spalancata anche perché le gerarchie cattoliche dichiarano apertamente che uno Stato che si ponga anche solo il problema della sostenibilità del fenomeno, del discernimento di chi possiamo ospitare rispetto a chi no, è uno Stato assassino. Ed è dell’Italia che stanno parlando, non di tutti i paesi europei.

Ecco perché un appello a misurare le parole delle gerarchie cattoliche mi sembra necessario. Tanto più quando si parla a nome di un’autorità che non è di questo mondo, ma che con le concrete possibilità offerte dal nostro dolente paese deve per forza fare i conti. Per non sconfinare in un’utopia che del cristianesimo non è parte, perché la sua dottrina insegna a fare il meglio possibile rispetto alle risorse finite e ai difetti degli umani, ai quali – con tutta la migliore volontà – i miracoli sono impossibili.

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34 Responses

  1. Roberto

    Caro Giannino,
    ti leggo sempre volentieri ma questa volta hai “”toppato”.

    Quei Partiti che chiedono blocco migranti, lo fanno col peggior intento possibile. Giocare sulla pelle dei disperati x prendere voti da gente
    impaurita! Ma impaurita da cosa?
    Oltretutto chiedono cose impossibili, come riportarli a casa. E dov’è la loro casa?
    Sono proposte già fatte dal Governo Berlusconi-Bossi e cadute miseramente nel ridicolo,poichè di impossibile attuazione.

    Una migrazione a carattere “biblico” (per rimanere sul tema Papa Bergoglio) non si ferma coi muretti e le barriere.

    Ci vuole calma, razionalità ed..umanità. Cose che, per fortuna, questo Governo possiede, mentre l’opposizione di destra + M5S è una canea
    di ululati alla luna e proposte irrealizzabili e anche in pò naziste (diciamolo pure), solo perchè sanno che il tempo lavora in favore
    della maggioranza e di chi vuole accettare i migranti. Hanno fretta di votare prima che la gente si tranquillizzi, poiché non sta succedendo
    niente, ma proprio niente.
    (i migranti integrati e che lavorano rendono all’erario diversi miliardi all’anno. Ma questo il duo Salvini-Grillo, non lo dicono,
    altrimenti i voti..scappano!)

    Buon lavoro e cordiali saluti

  2. FR Roberto

    Mi permetto alcune osservazioni con approccio un po’ random…
    In un mondo perfetto non avrei nulla in contrario ad accogliere tutti, però purtroppo, come sempre accade, le risorse disponibili sono limitate, e per ogni extracomunitario che si accoglie, bisogna essere chiari, e dire a chi si toglie qualcosa.
    Con tutta onestà, la Chiesa di fronte ad una dichiarazione così forte, dovrebbe far seguire alle parole fatti più concreti.
    Ricordo che solitamente i paesi definiti come più evoluti, hanno politiche contro l’immigrazione clandestina molto rigide, e controllano chiunque entra nel loro territorio. Perché io quando vado all’estero devo esibire documenti di identità, visti, biglietti aerei per il rientro in Italia, devo subire tamponi anti droga, perquisizioni, prelievo delle impronte digitali, fotografie, pseudo interviste/interrogatori, mentre in Italia chi arriva accede senza alcun controllo?
    Ricordiamoci anche che non è raro che tra le persone che scappano da un paese, ci siano spesso dei delinquenti disposti a tutto pur di fuggire dalle prigioni durissime nelle quali dovrebbero soggiornare.
    E non per ultimo, non dimentichiamo che in Italia, ad ogni euro di soldi pubblici spesi, si aggiungono non so quanti euro di sprechi.
    Vi sembro populista e qualunquista? In realtà il mio obiettivo è quello di essere realista, e quindi molto spesso pessimista (a ragion veduta).

  3. Anonimo

    Un grande ragionamento per dimostrare di non aver capito niente!!! Rileggere meglio il Vangelo… ed accertarsi sulle reali dichiarazioni della Chiesa che non sono quelle riportate… ma solo erroneamente interpretate!

  4. Francesco_P

    Non c’è dubbio che l’enorme massa di clandestini, che rappresenta una vera e propria invasione, stia creando problemi sociali e di ordine pubblico di elevata gravità tanto in Italia quanto in Europa. Esiste anche un pericolo latente, ma pronto ad esplodere con minimo preavviso come un vulcano di quelli più pericolosi: si tratta della la guerra islamista che questi soggetti potrebbero condurre se adeguatamente fanatizzati dai predicatori ed organizzati dalle cellule terroristiche già presenti sui nostri territori. Non ci vogliono doti speciali per riconoscere che oggi ci si sta comportando in modo quanto meno irrazionale.
    Il problema più grave sta sull’altra sponda del Mediterraneo. Infatti, dal traffico dei clandestini ci guadagnano gentaglia come i mercanti di schiavi, i signori della guerra, i gruppi terroristici, i politici e i funzionari corrotti, ecc.
    Ovviamente, se non ci fosse la cosiddetta “accoglienza” questi loschi figuri non potrebbero condurre i loro affari.
    La Chiesa cattolica conosce queste cose, ma le ignora dimostrandosi alleata dei più loschi figuri. Alla Chiesa cattolica – ricordiamoci che è sempre quella del potere temporale, della santa inquisizione, ecc. – non interessa nulla ne degli italiani, ne degli europei. Tantomeno si occupa degli africani. Il focus della sua azione si è spostato da tempo dove esistono ancora masse di ferventi cattolici, cioè in America Latina. L’elezione a papa di Bergoglio, gesuita e sudamericano, è il fatto più visibile di questo cambiamento nelle priorità della Chiesa cattolica.
    La Chiesa cattolica è sempre quella stigmatizzata nei versi della Commedia (canto XIX – vedere http://divinacommedia.weebly.com/inferno-canto-xix.html )

    Di voi pastor s’accorse il Vangelista,
    quando colei che siede sopra l’acque
    puttaneggiar coi regi a lui fu vista;

  5. adriano

    Bene,bene,anche noi abbiamo il grande satana.Mi ricordo che una volta i repubblicani erano anticlericali.Essere “anti” certo non va bene,gli storici steccati neanche ma anche un riguardo particolare verso chi predica l’irrazionale stona.Che peccato.Credevo di liberarmi della DC ed invece ritorna.Pensavo che lo stato laico ignorasse le chiese ed invece rimangono in primo piano.Anche lì i “piazzisti” probabilmente hanno interessi,visto le adunate oceaniche.Penso sarebbe meglio archiviare la pratica.Comandano ancora loro e ha ragione Luttwak.Saremo sostituiti da popoli più malleabili dalle favole.Fortunatamente la biologia aiuta e rimane l’unico mezzo certo per la liberazione dalla teologia.

  6. andrea61

    Sull’immigrazione si sta giocando la solita partita delle contrapposizioni ideologiche che consentono a tutti di di farsi belli davanti ai propri stakeholders senza affrontare veramente il problema. Le istituzioni poi hanno seguito a ruota e la PA ha nascosto che buona parte dei mali derivano dalla sua pessima performance.
    Eppure basterebbe vedere cosa succede nei paesi “normali” dove una pratica di asilo non dura 14-18 mesi ma meno di 30 giorni, dove l’immigrazione clandestina è un reato penale che comporta la detenzione sino ad avvenuta espulsione, dove i rimpatrii sono possibili perchè i Governi non tagliano i fondi per la cooperazione internazionale e i soldi servono in ogni caso a stringere accordi bilaterali e non a foraggiare le ONG vicine al Governo del momento.
    Tutto questo non risolve il problema ma di certo senza queste precondizioni non si va da nessuna parte.
    Quanto alla Chiesa, penso alla mia Parrocchia dove in momento di crisi si è promossa una ristrutturazione (inutile) dell’oratorio per 500.000 euro e la sostituzione di un finestrone con una vetrata artistica da 90.000 euro il tutto con l’imprimatur ufficiale della Diocesi di Milano il tutto finanziato da noi parrocchiani che per due anni ci siamo sorbiti prediche su come dovessimo cristianamente glorificare il Signore aumentando le offerte e ignobili gabelle per permettere ai nostri figli di accedere ai sacramenti. Questa Chiesa non mi pare che abbia la levatura morale per potersi permettere di muovere ingenerose prediche nei confronti del Governo Italiano.

  7. stefano

    Voglio raccontare una scena di cui sono stato testimone nei giorni scorsi in una città di provincia del Veneto. La via era quella del seminario vecchio, sull’altro lato una chiesa aperta al pubblico con funzioni religiose quotidiane, nella stessa via una libreria cattolica gestita dai francescani (forse qualcuno riconoscerà la città di V.). Una suora sta parlando con una signora attempata, immigrati. Il dialogo si fa teso, la suora sfodera i soliti argomenti alla papa Francesco, la signora risponde per le rime, chiede ‘se dobbiamo mettere a rischio anche il futuro dei nostri figli per questa gente…’, e così di seguito. Fino a qualche anno fa, un dialogo di quel tipo, un tono di quel tipo da parte di una signora che esce da una funzione religiosa, nei confronti di una suora, in questa città sarebbe stato impensabile. Oggi succede. Forse anche nelle fasce di popolazione più saldamente ancorate alla chiesa sta spuntando l’idea che la chiesa stessa, il papa, i religiosi, sono i ministri del culto ma non necessariamente della verità. La quale non può essere per nessuno un bene da prelevare comodamente in chiesa, ma può essere solo frutto di una ricerca personale.

  8. kaci

    Non si può avere il burro e i soldi del burro: le cause sono da contabilizzare sul passivo dell’économia mondiale, quale esternalità negative del sistema. i paesi di orgini sono falliti per due motivi. L’illegitimità politica e le politiche del debito. Come si vede il mondo e’ rotondo, non puoi nascondere sotto il tappetto le sporcizie!!!!!!!!!
    Pace e bene

  9. maboba

    Gli immigrati integrati rendono soldi all’erario. Il problema è proprio qui. In una situazione con il 44% di disoccupazione giovanile come faremo ad integrare centinaia di migliaia di nuovi giovani immigrati? Sicuro che saranno fonte di reddito anche per l’erario e non invece che di manodopera a bassissimo costo che contribuirà a rendere permanente quel dato? che non diverranno fonte di monodopera illegale? che tutto questo slancio di solidarietà da parte di molti non sia in realtà anche un po’ peloso e frutto di un interesse ben poco altruistico (Buzzi docet)?

  10. Anonimo

    Servono correttivi sistemici URGENTEMENTE. Nel medio-breve termine: L’ONU IN PRIMIS NON E’ FUNZIONALE. Riequilibrare l’UE, dando più spazio alla dimensione Mediterranea- non con il vogliamoci bene-, ma responsabilizzando i potentit del sud contro una presenza economica efficace. Nel breve Invadere PACIFICAMENTE E UMANITARIAMENTE LA LIBIA: una DELEGAZIONE DI ORGANIZZAZIONE UMANITARIE EUROPEE INSIEME A MOVIMENTI DEMOCRATICI DEL NORD AFRICA- NON COINVOLTI CON GLI STATI- ANDARE INSIEME IN UNA PROCESSIONE IN LIBIA PER PREMERE SULLE PARTI, PERCHE NASCA UN GOVERNO D’UNIONE PACIFICA. LA PRESENZA FISICA FARA SENTIRE TUTTO IL PESO DELLA LA RESPONSABILITA ALLE PARTE E CREERA UNA SENSAZIONE DI FARE PARTE DI UNA COMMUNITA’ INTERNAZIONALE ATTORNO. COSI FACCENDO SI TOGLIE OGNI POTENZIALE POLITICO A CHI VIVE DI CONFLITTO PSICOLOGICO TRA NORD E SUD MEDITERRANEO. INFINE PERCHE NONUN UTOPIA DI ACCOMPAGNAMENTO: UNA CONFEDERAZIONE MEDITERRANEA DEI POPOLI!!!!!!!!!!

  11. kaci

    Il buonismo e’ male, il cattivismo e’ peggiore. Servono correttivi strutturali, al livello istituzionale mondiale: l’Onu deve essere di prossomità, l’Unione europea deve sviluppare la sua dimensione mediterranea, con progetti reali verificabili sul terreno. Insomma, leggere nella giusta dimensione i segnali. Se gli USA che hanno certo un muro col Messico , hanno anche integrato il Messico nel Nafta e’ possibile solo dove la cultura politica non é fatto di casta di nobili decaduti che parlano fino allo sfinimento per non concludere nulla. Oggi, se avessimo una cultura politica funzionale, vedremmo gli ONG europee unirsi in un slancio umanitario e INVADERE FRATERNALMENTE la Libia. Non per occuparla, ma per fare sentire la fratellanza umana a questo popolo e da quel atto umanitario spriggionera una dinamica positiva tra i contendenti, per il bene comune. Invece siamo ancore ai riflessi piccolo-borghese, mentre tutto crolla. Mancano progetti politici come una dimensione mediterranea, anche in prospettiva globale. Per fare fronte all’asia serve la leva più forte. Quale dimensione se non quella regionale come leva per uscire dalla crisi? Non dico Enrico Mattei, ma almeno i liberali possono sfidare il nulla che lascia il posto all’integralismo.

  12. Gianfranco

    Ogni tanto mi chiedo se veramente qualcuno usi il cervello oppure no.
    E’ evidente, infatti, che lo stato vada in netta perdita, con gli immigrati – integrati o no -.
    Innanzitutto non hanno un titolo di studio, quindi svolgono lavori di bassissimo livello, e per “rendere” devono necessariamente lavorare in nero. Quindi niente tassazione.
    Anche se fossero a libri, sarebbero comunque sotto il reddito minimo, quindi ancora niente tassazione.
    Nel momento, pero’, in cui uno di questi ha bisogno di un dottore, lo stato paga. Paga per lui e per la sua famiglia. Cioe’ paghiamo noi.

    Quindi e’ ridicolmente palese che la motivazione di questa immigrazione incontrollata e’ volta allo sfruttamento di una manodopera ignorante e di infimo livello. Tanto e’ vero che i cinesi sono molto piu’ degli africani, ma lavorando nel commercio sono di tutt’altro livello e non li considera nessuno.

    La partita di giro si chiude tra chi li sfrutta, che ha forza lavoro a virtualmente zero, ed il ribaltamento dei loro costi (sanita’, ospitalita’…) sulla popolazione.

    Non ci vedo niente di morale, di etico ne’ di sociopolitocoglobale in questo.

    Quello che vedo e’ un mucchio di gente che parla, a favore o contro, ma che quando si reca al supermercato e’ felice di comprare i pomodorini a 2 euro. Magari Bio. Raccolti da un povero disgraziato a 10 euro al giorno (che pero’ spediti al paesello sono una bella cifra).
    Senza poi contare che c’e’ ancora qualche imbecille che pensa che “gli pagheranno la pensione”. Non capendo nemmeno che non sara’ possibile, dato il sistema contributivo e gli infimi salari.

    Come sempre, questa gente, fara’ paura tra due o tre generazioni. Perche’ non sono mica subnormali: sono uguali a noi in tutto. Quindi i primi sputeranno il sangue e l’anima, i loro figli faranno elementari e medie, i nipoti prenderanno la laurea. Allora si’, che vorranno dire la loro. Avremo, con 150 di distacco, gli stessi problemi che hanno avuto gli USA. Oppure, nel caso andasse male, semplicemente li faremo fuori, come da buona tradizione europea.

    Chiesa, non Chiesa, destra, sinistra, rossi, neri: se qualcuno guarda, nel 2015, ancora a queste cose, ha un’ottima riserva di attivita’ neuale inutilizzata.
    Ciao.

  13. kaci

    Ignorante a chi? Ho un diploma universitario nel commercio internazionale, parlo 4 lingue. Il sistema mondiale ha “deregolato” oppure rottamato i diritti nel sud del mondo, adesso arriva anche in occidente, dove si pensava che fossero “diritti naturali” il posto fisso e la pensione. Insomma l’ignoranza e’ quella di chi si pensava al sicuro e manco al dovere di solidarietà verso la parte del mondo sotto tenaglie. Le piccole imprese diffuse una volta non avranno più mercato. Il paradosso e che senza la giusta cultura non si otterà neanche quella dimensione che garantirebbe massa critica per competere. Queste imprese potrebbero con un buon accompagnamento usare i paesi del sud mediterraneo come leva. Anche cui la cultura politica non e’ matura e disfunzionale al massimo, quando Enrico Mattei seppe coniugare il bene dell’italia negli interessi dei paesi partners. Serve ASSOLUTAMENTE un ricambio di classe dirigente per fare di queste crisi- crisi della sponda sud del mediterraneo- e quella della sponda nord, e dare una alternativa allo status quo tanto utile alla politica del piccolo cabotaggio. Oscar Giannino ha provato ma forse serve un altro sacrificcio.

  14. Gianfranco

    Leva di cosa? Ma cosa stai dicendo? Cosa vai dicendo?

    Forse hai una laurea e parli 4 lingue, ma fai una fatica bestiale nella comprensione dell’italiano. Beh, svegliati un po’.

    Innanzitutto una classe politica e’ frutto della societa’, quindi per sostituirla dovresti cambiare prima la societa’. Mi pare strano che debba insegnarti queste cose, dato che ho solo un diploma.

    Secondo: l’Africa e’ troppo incasinata per fare qualunque cosa. Ogni 2 per 3 ci sono rivolte e scontri. Chi e’ lo stupido che vorrebbe investire li’?

    Terzo: l’Africa e’ musulmana. Quindi un posto tristissimo, a meno che tu non sia ultraricco. Dimostrazione: i sultani per divertirsi vengono in Europa, non vanno certo in Tunisia. Quindi chi investe li’, uscito dalla fabbrica, ha come ultima alternativa quella di contare cammelli per addormentarsi, mentre in posti un po’ piu’ comunisti e tranquilli, come Shanghai, puoi bere, drogarti ed andare felicemente ad escort e svagarti.

    Quarto: non illuderti che questa gente conti qualcosa. Noi siamo europei. Siamo cattivi e figli di puttana. Se ti illudi che quattro panzoni viziati dettino legge, vatti a rileggere un po’ di storia. Quando ci girano le palle, noi, sterminiamo.

    Quinto: piantiamola con questa cazzata del “sistema mondiale”. Se Inglesi prima ed Americani poi hanno preso in mano l’Arabia, e’ perche’ i nobili arabi si sono fatti comprare. Se il Congo e’ quello che e’, e’ perche’ le discordie tribali sono ancora micidiali (confrontare con l’Afghanistan, per vedere come, pur scannandosi tra tribu’, li’ non si passa). La causa prima dello sfruttamento del terzo mondo e’ che basta andare da 4 capotribu’ con 2 vacche e un cellulare e quelli ti lasciano scavare oro e diamanti.

    Per tutto il resto c’e’ mastercard e cazzate preconfezionate. “si dovrebbe fare” “si potrebbe fare” “si vorrebbe fare”.
    Non si deve, non si puo’ e non si vuole.

    Ultimo: rido degli imbecilli che pensano che basti andare in un posto ad esportare la democrazia perche’ tutto funzioni. Questi ignorano la cultura, la tradizione ed il pensiero locale e pensano che, con 4 euro, tutti siano disposti a vendersi. Per non parlare della religione. Questi discorsi da americani mi fanno ridere a crepapelle. Andate, andate in Libia con le gomme da masticare…

    Comprendes?
    G.

  15. Anonimo

    La sociètà ha più volte rifiutato i regimi che trovano sostegno soltanto in occidente. Gueddafi sadam sono stati eretti da voi! Non e’ assolutamente vero che non si possa produrre in paesi detti islamici: in indonesia in turchia in marocco, tutti paesi dove quando i governanti sono partecipi dei benefici la differenza cuilturale si adegua. E’ una scelta italiana allora, perché i Francesi ci vanno , certo facilitati dalla lingua, ma e’ un dato secondario. La tribu prende spezio che lascia il vuoto politico prodotto dai dirigenti africaini scelti in funzione delle multinazionali. La democrazia e’ una modalità organizzativa adattabile. L’India funziona in Nigeria . Le idee vanno trapiantate non imposte. Oggi fare la guerra significa, anche dal lato economico, piombare in una crisi decennale.

  16. Anonimo

    Senza l’America saresti ancora sotto il fascio. La barbarie e’ anche quando s’imbarcarono milliaia di ebrei per i campi di esterminio, il binario 21 e’ ancora li. Viva l’America, che sono sicuro che arriverà ben presto in nord-africa prima degli europei, che pensa col retrovisore. Coccolatevi nella presunta superiorità. Mi fanno ridere questi imbecilli che non sanno niente e si ergono da professorini!

  17. Gianfranco

    se tu avessi ragione, caro mio, le cose andrebbero diversamente da come vanno.
    se le cose vanno come stanno andando ora, e’ perche’ ho ragione.
    ed e’ meglio essere “professorini” e guardare la realta’ per quella che e’, piuttosto che uscirsene con filosofeggiate da tafazzi tipo “la democrazia e’ una modalita’ organizzativa adattabile”.

    da professorino, posso dirti che la democrazia e’ nata come governo del popolo. quello che non capisce la gente e’ che “popolo” non significa “tutto il popolo”, ma quelli che contano. ed e’ vero da Atene in poi.

    se quelli che contano, culturalmente, non hanno sviluppato alcun senso etico perche’, non per colpa loro, si sono persi il cristianesimo, la riforma protestante, l’illuminismo (e qualche altra bagatella del genere) ma si ostinano a fare la guerra al vicino perche’ 3000 anni fa l’antenato di questi gli ha rubato una capra, non c’e’ niente che tenga.
    questo perche’ la tribu’ e’ il centro della vita della persona, com’era da noi il comune 1000 anni fa. hai studiato un po’ l’Italia attorno al 1000? Lodi brucia Milano, poi Crema brucia Lodi, poi Alessandria non si schiera con l’Imperatore, ma gli Ezzelini invece si’…
    prendi Firenze: non s’e’ forse accresciuta obbligando i paesi vicini a cederle il potere, scrivendo poi all’imperatore che “sotto nessuna costrizione”… comandava Firenze?

    ma se tu hai bisogno del gasolio per andare in ferie o riscaldarti e devi estrarlo, e il fottuto deserto e’ diviso in 123 tribu’ in guerra, prendi la piu’ forte, fai fuori le altre 122 e fai un contratto. la colpa di chi e’? di chi non riesce a vedere oltre la propria duna oppure tu, che vuoi scaldarti e andare a spasso?
    gli americani non c’entrano come un cavolo a merenda.

    tu sei affetto dal “dovrebbe essere cosi'” e te ne pasci. invece non e’ cosi’ e quello che pensi e’ toltamente indifferente ai gestori della democrazia.
    cerca almeno di non farti prendere in giro.
    tipo citare 3 paesi su di un totale di 2 miliardi di abitanti. ma di che stai parlando? e’ come dire che in italia ci sono 3 comuni che rispettano il bilancio, quindi c’e’ speranza. dimenticando che quelli sono posti dove l’adulterio, l’omosessualita’ ecc sono considerati reati capitali. alla faccia della condivisione dei benefici.

    ciao e rilassati: ti garantisco che e’ solo un gioco.

  18. stefano

    Molta parte della cultura e della dirigenza italiana ha guardato all’Europa come a qualcosa che prometteva di morire definitivamente in quanto italiani, divenuti ormai insopportabili a se stessi, e di rinascere come europei. Perché morire in quanto italiani? Fatevi un giro in Campania, Calabria o Sicilia per capirlo: il popolo sempre più incanaglito, con i telefonini e gli smartphone in mano, la borghesia, incafonita, imbarbarita, allo sbando … E più o meno la stessa parte, maggioritaria, della cultura e della dirigenza italiana ha guardato alla Chiesa conciliare, al suo buonismo un po’ vago e un po’ bolso, come all’unico pensiero al quale poter abdicare senza pericolo dopo la caduta delle ideologie. Due rinunce vergognose, in realtà, per un paese che vorrebbe essere ‘la patria della cultura’! Ma finalmente l’Europa mostra il suo vero volto, e anche la Chiesa mostra il suo vero volto, due volti che non è possibile non guardare in faccia. E ci si comincia ad accorgere che le due abdicazioni o morti programmate sono indignitose, inaccettabili. Morire queste morti non servirebbe a niente, perché in realtà non ci è affatto concesso di morire, ma soltanto di vivere nell’infamia di una sconfitta voluta. Siamo all’inizio di una nuova fase?

  19. Anonimo

    Amène! Se tutto fosse sviluppo chronologico saremmo da un bel po democratici come dai canoni creci. Invec il fatto dei comuni del medio evo e le città stato non hanno determinato una direzione ma il cambiamento avviene per rotture successive, che “i cosidetti ” scatologi” vogliono dare un unica anima a dei percorsi distaccati. Il giappone non conosciuto i comuni del medio-evo e nella sponda sud necquero Sant Agostino e l’archetipo dell’occidente, ovvero amore e psiche, e’ soltanto il bisogno della piccola politica che traccia rigidamente i confini per bisogno identitario. Adamo ed eva furono più moderni di Michell angelo perché non avevano bisogno di discriveresi la normalità, perché la visserò. Se tutta questa civiltà fosse fatta uomo non avremmo avuto il fascismo e il nazismo. . …Per l’islam religione che discende direttamente dall’ebraismo e dal cristianesimo, non é altro ch’è un percorso a tentennamenti che fà barcolare l’uomo nel buio. Ma gli umani sono rassicurati dal conosciuto quindi si fà certezza del le cose conosciute e si idealizzano perché e’ più facile cercare lì ch’altrove dove nella mente non vi e’ ancora un disegno da verificare nella rèaltà. E’ il limite intrinsèco all’uomo. Noi vivamo una crisi multidimensionale, crisi economica crisi politica sia in europa che nel resto del mondo. Servono nuove convezioni per delineare gli spazi e limiti della nuova cooperazione tra popoli e paesi.

  20. Anonimo

    Ho chiesto a mauro un mio vicino della valle trompia cosa ne sapesse diei medici di dante allighieri, giusto per fare il punto sull’idea di modernità ancorata ai geni, i famosi comportamenti genetici. Disse ” teuch terun…” Quindi la tesi della democraticità acquisita biologicamente non mi convince. Pazienza. Se per scelte soggettive, certo che sceglierei senza dubbio alcuno il cristianesimo perché Gesù mi e’ più famigliare. L’islam ha plaggiato quanto poteva dal cristianesimo, siccome la fotocopia non e’ mai unguale all’originale il risultato e’ stravolto. Oggi la suddivisione superficiale e’ tra musulmani e non, ma il mondo e’ pronto PIU CHE MAI ad unirsi in un slancio unitario. Servono gli uomini giusti per orientare il mondo verso lidi di pace e fratellanza universale. Una nazione federale cone strutture di controllo et diritti /doveri universali. Ogni tempo le sue esigenze e le sue utopie. L’europa e’ differente perché crede ai sogni e produce i sogni, non certo fermarsi ai sogni del passato da svegli. Il modello massonico e’ una traccia da potenziare perché non?!
    Buona giornata e arrivederci.

  21. stefano

    @Gianfranco
    Spiace leggere questo ‘no’. La ‘nuova fase’ di cui parlavo deve iniziare da noi, o deve esserci regalata da qualcuno? E’ chiaro che più nessuno ci regala prospettive di alcun tipo, quindi deve venire da noi. Dalla nostra capacità di rifiutare l’idea che un fenomeno come quello attuale della migrazione di massa venga subìto passivamente, come se non avessimo più una coscienza, che ci impone di rendere conto di ciò che facciamo, e di tenere sotto controllo i fenomeni di casa nostra, in particolare: di non accettare l’illegalità sistematica, neppure se ce lo chiede il papa o l’Europa. Io vorrei chiedere a papa Francesco se non si accorge che il suo sostegno all’illegalità dei clandestini lo rende pericolosamente simile al suo predecessore Pio IX, che sosteneva l’illegalità dei briganti. Certo, c’è tutta una letteratura che ha sostenuto le ‘ragioni’ dei briganti, ma noi che possiamo pensarne? Che andavano aiutati? E standosene comodamente a Roma? Ma forse il papa argentino non conosce questa storia … Nell’ultimo comunicato congiunto Merkel-Hollande molti hanno voluto vedere una definitiva resa alla logica dell’accoglienza sempre e comunque; ma c’è una parolina in quel discorso che va notata: ‘rimpatrio’. Pensare di rimpatriare i migranti significa pensare a come n o n subire il fenomeno, pensare a come fare prevalere la coscienza sul fatalismo dei nostri politici da strapazzo (‘esodo biblico’ ‘volete vuotare il mare con un bicchiere?’ e via banalizzando), ma anche su altri politici che chiedono di espellere a calci, e simili. Ci vorrà il tatto e l’abilità politica di Merkel e Hollande perché si possa arrivare, secondo modalità rispettose e umane, al rimpatrio della grande ondata? E noi italiani? Tutti pecore del gregge di Francesco, o di quello di Salvini?

  22. Gianfranco

    Ma caro Stefano,
    tu dimentichi che, visti dall’esterno, i politici “da strapazzo” li abbiamo eletti noi.

    Non puoi chiedere allo stesso gruppo di eletti di prendersi la totalita’ di qualunque responabilita’, dicendogliene poi dietro di ogni tipo, e poi quando la cosa non conviene piu’ perche’ ci tocca sul vivo e da vicino, pretendere facciano il tuo interesse.

    L’italiano medio, e inserisco te e me all’interno di questa classificazione, non ha capito che la politca non puo’ essere basata sui buoni principi, sulle buone promesse, sulla morale e tutte le altre cazzate. La gente che decide deve essere gente seria. Serissima.
    Invece noi ci ostiniamo ad eleggere perfetti imbecilli.

    Ora, per la nostra cultura, chiunque portasse un messaggio di un certo tipo (senza cioe’ i soliti buoni principi che nessuno applica, le buone promesse che si sa gia’ non verranno mantenute, il moralismo da 4 soldi e tutte le altre cazzate), non sarebbe eletto.
    Quindi il cerchio si chiude: noi possiamo solo eleggere “gente da strapazzo” che poi agisce “da strapazzo”.

    Il problema e’ culturale. E’ di come noi affrontiamo la realta’ e come ci rapportiamo tra noi e la societa’.
    Altro che “nuova fase”.

    Ciao.

  23. stefano

    @Gianfranco
    D’accordo, ma c’è l’italiano medio, il tedesco medio, il francese medio, lo spagnolo medio … Io non credo che di tutti questi l’italiano medio sia per forza il più cialtrone, il più irresponsabile, e per giunta il più cinico quando va a votare. Io vedo, abitando in Italia, intorno a me tanta gente normale, che lavora e risponde di una famiglia, di un’attività, eccetera. Solo che spesso si è creato un corto circuito tra l’elettore e il suo partito, tra la Chiesa e il suo fedele. L’elettore voleva risposte forti, e il politico di turno diceva quello che si voleva sentire da lui. Il fedele voleva una forte riaffermazione della sua identità, e la Chiesa (pensiamo a Giovanni Paolo II, ancora rimpianto da moltissimi fedeli …) parlava senza riflettere alle conseguenze di certi buoni propositi (accogliere tutti, braccia aperte, il tuo fratello non lo puoi chiudere fuori di casa tua, ecc). Quello che ho cercato di dire in questi post è che forse un po’ di gente ha capito o sta capendo l’errore, e possiamo chiederci se si intravvede da qualche parte ad es. qualche politico che comincia a parlare un altro linguaggio, un linguaggio moderato nella sostanza, e grazie al quale l’intesa tra elettore e politico si consolidi nella partecipazione alla moderazione, nel proporre progetti ambiziosi e coraggiosi con un linguaggio cauto (l’esempio di Merkel e Hollande …), e non più nel senso di una difesa ossessiva e un po’ isterica dell’identità contrapposta ad altre identità (come quando andavamo un po’ tutti ‘alla presa del Palazzo d’Inverno’, qualunque cosa fosse). Vorrei fare, in prima approssimazione, nomi come Toti, Passera, Tosi.

  24. Gianfranco

    Caro Stefano, li problema non e’ di linguaggio o di contrapposizione. Figuriamoci. E’ proprio di DNA.
    Io non voglio usare parole a sproposito, quindi ti rimando a due libri secondo me eccezionali: Antistoria d’Italia e Antistoria degli Italiani. Piu’ il secondo che il primo, spiegano quanto sia profonda la traumatizzazione operata nel nostro paese negli ultimi secoli e di come ci abbia resi quelli che siamo.
    Morale: lo stagno e’ questo, i rospi sono questi. Cambia il gracidio. Forse qualcuno gracida in modo piu’ simpatico, meno estremista e piu’ “moderato” di altri.
    Ma lo stagno e’ quello, e pure i rospi.
    Non e’ una nuova fase. L’italiano non cambia. Non votera’ mai per migliorare. Votera’ per comodo. Per rabbia. Ma mai per responsabilita’, per coscienza, per etica. Per il proprio utile, mai per il bene della societa’ in cui vive.
    Se tu avessi ragione, o se io avessi torto, la prima cosa che dovremmo fare e’ cambiare la costituzione del nostro paese. Ci dovrebbe essere un movimento costituzionalista che dovrebbe rifondare la base dello stato da li’, superando l’eterna rottura di palle del fare le cose all’italiana, cioe’ a meta’ ed alla cazzo.
    Quelli che nomini, e bada bene nulla di personale, servono a chi li vota per uno scopo. Ma se provassero ad andare oltre, ad esternderlo, a portarlo a sistema, verrebbero abbattuti come cani rabbiosi dalla maggioranza dei cittadini.
    Siamo cosi’. Amiamoci cosi’.
    Troppi anni in America, sono stato. E’ durissima tornare a concepire una societa’ formata da antisociali.
    Ciao. Spendi quei quattro soldi, compra quei libri, c’e’ scritto tutto.

  25. stefano

    @cambiare la costituzione del nostro paese.
    Su questo sono d’accordo con te. L’Italia, proprio per le caratteristiche che tu sottolinei (ma che sono tendenze storiche, non DNA: vogliamo essere razzisti con noi stessi??) avrebbe bisogno di una costituzione concepita in modo completamente diverso, direi fin dalla prima riga. Una costituzione non iper-retorica, come questa, ma rigorosamente antiretorica. Quindi davvero servirebbe un movimento costituzionalista in grado di agire a fondo. Allora la ‘seconda’ o ‘terza’ … non so più, ho perso il conto… repubblica potrebbe cominciare, mentre ora in effetti siamo sempre inchiodati alla prima. Anche in Francia ogni ‘repubblica’ è iniziata con una nuova costituzione, non ‘riaffermando i valori eterni’ sempre della stessa! Ma non si accorgono quanto sono ridicoli (es. Bersani: “La nostra costituzione è un gioiello”)???

  26. Gianfranco

    Oh, andava tutto bene finche’ a suon di debito pagavamo tutto e tutti e “si stava bene”.
    La nostra costituzione ha preso il posto di mussolini, e la base su cui poggia e’ la stessa.
    Perche’ le folle oceaniche si tramutassero in piazzale Loreto, hai visto quante guerre, morti, bombe e disastri sono dovuti accadere.
    Eppure, anche in quel momento, dato che non conosciamo altre modalita’ di legame col potere, invece di scrivere una costituzione per l’essere umano (un po’ come Gesu’ quando parlava del rapporto tra uomo e scritture, o basta prendere la dichiarazione d’indipendenza), ne abbiamo scritta una patetica, per il ventesimo secolo.
    Quindi, prima che la gente dica “questa costituzione fa ridere”, dovra’ patire piu’ o meno le stesse cose. Altrimenti si tirera’ a campare indefinitamente.
    Questo, tra le altre cose, e’ il compito del governo attuale: far poggiare la barca sul fondo senza farle perdere l’assetto e senza fare alcuna riforma.
    Per tornare all’articolo, la nostra cultura e’ impregnata, oltre che di valori cristiani – che poi sono valori assoluti, presenti in ogni cultura – anche di paura folle della Chiesa che, fino a pochi anni fa, aveva l’Indice, un po’ prima l’Inquisizione, le crociate, ed ha sterminato con zelo chiunque le andasse contro. Direi metodicamente dal nono secolo dopo Cristo. Nel nostro DNA c’e’ una paura folle.
    Non stupiamoci, quindi, se qui, al contrario di tutto il mondo cristiano, il clero viene cosi’ seguito e puo’ permettersi certe affermazioni: il suo potere qui e’ reale, tangibile, fisico. Altro che ultraterreno.
    il mio non e’ anticlericalismo. e’ storia. anzi, io mi definirei cristiano. 🙂

    Ciao.

    ps: Alessandro Magno aveva raso al suolo la capitale di Dario, e si capisce il perche’ ha fatto bene.

  27. stefano

    @ la gente dovrà patire –
    La gente da noi patisce già. Noi come italiani stiamo già duramente soffrendo: della nostra mancanza di fiducia in noi stessi.
    Ciao.

  28. Gianfranco

    MA noi abbiamo una suprema fiducia in noi stessi!!! 😀
    La fiducia che dice che continuando ad agire al di fuori della realta’, comunque la sfangheremo!!!
    Siamo antisociali e socialmente stupidi, ma siamo convinti di essere sostanzialmente piu’ furbi di tutti.

  29. stefano

    @agire fuori della realtà
    io credo che, nella nostra Italia succube, siamo fin troppo il servo che si adegua a qualunque cosa possa fare piacere al padrone. Ma secondo te cosa dovremmo fare per ‘agire secondo il principio di realtà’? scendere tutti in strada a vendere frittelle? organizzare party notturni di mogli e figlie con stranieri benestanti? perché magari in certi paesi dell’Africa pure lo fanno …

  30. Gianfranco

    Secondo me, sinceramente, e’ inutile perdere tempo su questi dibattiti che stanno al meta’ tra il morale, il politico ed il sociologico.
    Secondo me, non c’e’ niente da fare. Non si puo’ cambiare il DNA di un popolo costruito in cosi’ tanto tempo, a meno di gravissimi traumi. A noi non e’ bastata una guerra. Non ne sono bastate due. Siamo sempre i soliti furbacchioni egoisti e antisociali. Chiunque prometta pane e figa vince. E noi lo votiamo sapendo che la promessa di pane e figa e’ falsa.
    Io scrivo solo per dimostrare che, si’ potete fottermi, ma sappiate che sto esattamente come dove e quando e perche’. So anche chi.
    Normalmente basta aprire un libro di storia per capire cosa succedera’, dimostrando che lo studio della storia non serve a una benemerita fava: il cerchio di persone che traggono vantaggio dal sistema si restringera’ sempre di piu’, lo scontento aumentera’, il sistema cadra’. Si parla di decennni, forse piu’ di un secolo.
    Io scrivo solo per dire che so esattamente cosa sta accadendo.
    Prenditi quei due libri, c’e’ gia’ scritto tutto. E molto meglio 🙂

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