23
Set
2011

La polemica: Il falso problema di Linate

La cancellazione di tre voli di AirFrance – KLM da Malpensa per riposizionarli su Milano Linate ha riaperto un’antica discussione. Tale spostamento è stato visto come l’ennesimo fallimento dell’aeroporto varesino a causa della non chiusura dello scalo Forlanini. Il city airport milanese deve essere chiuso per permettere la creazione di un hub su Malpensa? Anche nel settore aeroportuale è possibile la concorrenza?

Molte voci di critica si sono levate dopo che la compagnia francese ha deciso di spostare i voli parigini a Linate. Tale decisione è del tutto logica, perché il city airport è molto più comodo rispetto allo scalo varesino e permette non tanto un riempimento maggiore degli aeromobili, quanto una crescita dello yield, vale a dire i ricavi per passeggero chilometro trasportato.

Nonostante questo, lo scalo di Malpensa, dopo il dehubbing di Alitalia ha continuato a crescere grazie ad una strategia di sviluppo del punto a punto. Nel corso dei quattro anni, successivi alla decisione dell’ex amministratore “Prato” di chiudere l’hub di Malpensa di Alitalia, non solo sono arrivate nuove compagnie che hanno attivato voli intercontinentali, ma Easyjet, la seconda compagnia low cost europea, ha sviluppato un network molto esteso (oltre cinque milioni di passeggeri annui).

Nel corso dell’ultimo triennio, Lufthansa ha provato a sviluppare un sistema di hub and spoke nello scalo di Milano Malpensa. Tuttavia, quest’anno, poco prima delle elezioni comunali, la compagnia tedesca ha deciso di chiudere questo esperimento. I dati a disposizione sembrano mostrare che Lufthansa subiva una concorrenza molto forte da parte di Easyjet su determinate rotte, e il load factor non era così elevato come quello della compagnia inglese.

Tale esperimento è dunque venuto meno e lo scalo di Malpensa si trova ancora una volta a ripartire con una strategia point to point.

Molti critici di Linate affermano che lo scalo milanese sia il vero colpevole del mancato rilancio di Malpensa. La cancellazione del city airport provocherebbe per decisione politica la chiusura di uno scalo da 9 milioni di passeggeri, solo per cercare di creare un sistema di hub and spoke su Malpensa.

In questo modo si ridurrebbe la concorrenza, decisione già adottata da altri paesi europei quali la Francia, dove i diversi Governi hanno sempre deciso di puntare sul champion national per sviluppare il trasporto aereo.

La conseguenza è che la Francia è stata superata dall’Italia per numero di passeggeri intra-europei dal momento della liberalizzazione, poiché il mercato francese è quello che meno si è sviluppato nel corso dell’ultimo quindicennio tra i grandi paesi.

Bisogna dunque decidere se l’Italia vuole sviluppare l’interesse di creare un champion National o quello di tutti i viaggiatori, che magari preferiscono andare a Malpensa ed utilizzare Easyjet o a Bergamo per usufruire delle tariffe di Ryanair.

Bisogna oltretutto appuntare che l’Italia non ha un grande operatore aereo; Alitalia trasporta meno di un terzo dei passeggeri Ryanair e di AirFrance – KLM, mostrando quindi di essere un vettore regionale.

Linate è un aeroporto limitato per legge in tema di movimenti orari. La limitazione dei 18 voli orari, decisi per legge ormai un decennio orsono, derivano dalla volontà di sviluppare la fusione tra KLM e Alitalia. Ormai un’altra epoca del trasporto aereo.

Linate potrebbe essere privatizzato e messo in concorrenza con Malpensa, anch’esso privatizzabile dal Comune di Milano.

Nel settore aeroportuale è recente la decisione inglese di separare la proprietà degli aeroporti nell’area londinese e quella scozzese. BAA è stata costretta a vendere alcuni “gioielli” perché ritenuta monopolista in queste due aree, dimostrando che anche nel settore aeroportuale è necessaria una sana competizione.

Bergamo è diventato il quarto scalo italiano grazie alla capacità di intercettare i desideri dei consumatori e alla capacità di Ryanair di cambiare il mercato del trasporto aereo. Anche il trasporto aereo è un mercato, anche se troppo spesso rimane una visione statalista dello stesso.

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13 Responses

  1. dedi

    mi sembra un ragionamento confuso, si parla di privatizzazioni ma si tralascia di dire che i vincoli dei vari areoporti sono diversi, iin piu’ sulla base di tali vincoli se eliminiamo le low cost company, malpensa e forse bergamo dovrebbero chiudere.
    credo che la privatizzazione sia un bene pero’ per tutti stesse regole.

  2. lionello ruggieri

    L’unica cosa che mi sembra chiara in questo scritto è che l’Alitalia, lungi dall’essere una compagnia di bandiera, è solo un vettore regionale con scarse prospettive.

  3. andrea61

    La Sea non mollerà Linate neanche a morire perché il costruendo mega centro commerciale nelle area ex-dogana di Segrate garantira’ flussi copiosi di stranieri che verranno a fare shopping col mordi e fuggi.
    Qualcosa mi dice che quel giorno scompariranno le limitazioni sul numero di voli orari.

  4. massimiliano

    Condivido l’articolo aggiungo solo che forse bisognerebbe anche provare ad “alzare la visione”. Il modello hub & spoke che futuro avrà? Con il prossimo ingresso (ricordo che con gl’investimenti nel trasporto aereo si ragiona in termini di decenni) di aeroplani più economici e con capacita’ di “camminare” per tanti chilometri (B787 e A350) avrà ancora senso “smistare” tutto su un unico aeroporto? Quanti milioni di euro servirebbero oggi (chi li ha?) per implementare un modello di business hub & spoke col rischio di risultare superato una volta a regime? Il treno hub per il nostro paese credo sia ormai passato bisognerebbe piuttosto capire quale sara’ il modello prossimo venturo. Le grande alleanza qualcosa lo stanno già dicendo: air france e’ in crisi (hub) e sta cercando di capire come posizionarsi per questo millennio, british airways ha deciso di puntare prevalentemente sul continente americano (dall’argentina all’alaska), lufthansa si e’ specializzata nel multi hub e noi? non dimentichiamo che l’Europa soffrirà sempre più la concorrenza dei grandi hub medio-orientali: Dubai, Abu Dhabi, Qatar ecc ecc

  5. a mio avviso la specializzazione di Malpensa sul point to point a scala europea ed streeuropea e quella di Linate su tratte regionali è sostenibile, ma tutte gli atti dei decisori e degli stakeholders dovrebbero essere congruenti

  6. Mi sembra che sui voli intercontinentali in Italia oramai siamo messi piuttosto male. Io sto lavorando con una società sudafricana e per volare devo fare scalo in Germania, Francia, Olanda o Spagna. Mi sembra che questo sia un esempio del nostro declino. Il Sudafrica è un paese pieno di opportunità in Germania ci sono almeno 2 voli diretti al giorno.

  7. Sined

    “Concorrenza nel settore aeroportuale…”…ovvero in un mercato dove (per Milano) i soggetti che dovrebbero farsi concorrenza sono detenuti da un unico proprietario, dove le barriere all’ingresso sono insormontabili (che facciamo costruiamo aeroporti ogni 20km?!?!), fortemente regolamentato e politicizzato. Ma di che stiamo parlando?!?!

    La specializzazione di Malpensa e’ stata una necessita’ e chi ci lavora sa bene come sono cambiate le cose da quando Alitalia se n’e’ andata.
    Per quanto riguarda Linate comodo e massimizzare o meno lo yield…mi piacerebbe vedere qualche dato. Giusto per sua conoscenza, da MXP si arriva in centro Milano in 30 min (se ha volato su CDG o qualsiasi hub europeo escluso Londra la sfido ad arrivare in centro citta’ in meno di 30 min!); inoltre dovrebbe sapere che i MXP-CDG lasciavano malpensa praticamente strapieni.

  8. dedi

    @massimiliano
    mi sembra molto interessante quello che scrive,sarebbe bello un approfondimento circa le ipotesi future e le risposte coerenti.
    per ora so che da milano per prendere un intercontinentale devo andare da altra parte e cio’ e’ stupido,ridicolo,antieconomico grazie ai politici stupidi.

  9. Andrea Giuricin

    Concordo con Massimiliano che l’arrivo dei nuovi B787 e A350 cambierà il concetto di viaggio anche nel lungo raggio. Non è facile immaginare oggi come sarà il trasporto aereo tra 10 anni, ma l’hub and spoke potrebbe avere sempre meno importanza.
    La concorrenza tra aeroporti può esistere, ma è ovvio che si debba separare la gestione di Linate e Malpensa. Ora è tutto in mano al Comune di Milano, ma una separazione sarebbe auspicabile.
    Nell’area milanese non vi sarebbe nessun aerioporto da costruire, ma solo da gestire diversamente.

  10. dedi

    Andrea Giuricin :
    Concordo con Massimiliano che l’arrivo dei nuovi B787 e A350 cambierà il concetto di viaggio anche nel lungo raggio. Non è facile immaginare oggi come sarà il trasporto aereo tra 10 anni, ma l’hub and spoke potrebbe avere sempre meno importanza.
    La concorrenza tra aeroporti può esistere, ma è ovvio che si debba separare la gestione di Linate e Malpensa. Ora è tutto in mano al Comune di Milano, ma una separazione sarebbe auspicabile.
    Nell’area milanese non vi sarebbe nessun aerioporto da costruire, ma solo da gestire diversamente.

  11. dedi

    @dedi
    si arriveranno i b787 ma dove?
    a fiumicino!
    milano con tre aeroporti NON Ha VOLI INTERCONTINENTALI se non rari.
    Questo e’ il punto irrisolto, produce danni economiici notevoli perche’ la maggioranza degli utenti e’ al nord e se ne vanno a francoforte ( io 12 volte per anno) o zurigo.E’ veramente inaccettabile che Milano sia ridotta a un citta’ di provincia,dobbiamo aspettare una Padania per ottenere una soluzione?
    Spero proprio di no,pero’ il rischio c’e’.

  12. Fabrizio

    Mi pare che in tutti questi commenti manchino i riferimenti alle centinaia di migliaia di persone che abitano nei dintorni di Linate e che gia’ sopportano un inquinamento acustico e ambientale non trascurabile. Linate e’ tutt’altro che un ‘city airport’, visto che dalle 6 di mattina a mezzanotte inoltrata i sorvoli sui centri abitati sono gia’ piuttosto frequenti. inoltre non vi e’ nessuna politica di selezione degli aeromobili che possono essere utilizzati in un vero ‘city airport’. Lo dimostrano i frequenti sorvoli dei vetusti ‘DC9’. A quste considerazioni aggiungo anche la scelta ‘dissennata’ delle autorita’ che gestiscono le rotte aeree di spalmare su un vastissimo raggio d’azione i sorvoli, ottenendo come unico risultato l’aumento esponenziale dei cittadini che subiscono i disagi connessi al traffico aereo. Credo che un ulteriore incremento del traffico su Linate provocherebbe un’autentica sommossa popolare. Personalmento ritengo che non ci siano alternative al rilancio di Malpensa e alla ricollocazione di Linate come un vero e proprio ‘city airport’, come avviene per esempio a Londra con l’aeroprto cittadino

  13. dedi

    oggi richiamo dell’europa a malpensa per disastro ecologico.
    cigliegina sulla torta per formigoni e lega.

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