11
Ago
2010

Fidenato “padrone a casa sua” e la Lega ogm

E’ difficile commentare i fatti, quando cose che sembrano ovvie generano un intenso dibattito politico. Vuol dire che, in verità, ovvie non sono. E questo non può essere privo di conseguenze. Comunque, i fatti. Una banda di delinquenti fa irruzione illegalmente in un campo di mais di proprietà di Giorgio Fidenato, campo peraltro posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria perché si suppone vi siano state seminate alcune piante di mais transgenico. I delinquenti fanno piazza pulita di tutto il mais, convenzionale o geneticamente migliorato che sia. Il ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, commenta seccamente: “squadristi”. Il suo predecessore e attuale governatore della regione Veneto, Luca Zaia, dice invece: “è stata ripristinata la legalità”. E aggiunge: “sugli ogm sono un no global”.

Ora, in questa vicenda ci sono tante componenti che non vanno mischiate. C’è la giusta battaglia di Fidenato perché l’Italia si adegui alle direttive europee sugli ogm (nel nostro paese vige una moratoria di fatto). C’è la sua azione dimostrativa per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla costante aggressione ai diritti degli agricoltori che vorrebbero poter usare gli ogm. Ci sono vari e complessi risvolti giudiziari. C’è un ministro dell’Agricoltura che tenta di allineare il nostro paese sulla rotta della modernità (bravo, bravo, e bravo Galan). Ma c’è, poi, qualcosa di molto grave. Cioè, che due irruzioni di fila in due campi di proprietà di Fidenato – della vicenda di pochi giorni prima avevo parlato qui – vengono sostanzialmente metabolizzate e tollerate. Il mondo politico, con poche eccezioni, si divide tra quelli che apertamente sostengono i metodi fascisti di Greenpeace e quelli che li appoggiano in modo un filo più democristiano. C’è che quasi nessuno si sente in dovere di esprimere solidarietà a Fidenato e al Movimento Libertario (per quel che vale, lo faccio – oltre che ovviamente a titolo personale – anche a nome di Chicago-blog e dell’Istituto Bruno Leoni), di sperare che le denunce presentate abbiano un seguito. Ci sono, soprattutto, due questioni.

La prima è politica. Che io sappia, solo Galan sul fronte istituzionale, e Piercamillo Falasca e Giordano Masini di Libertiamo su quello del più ampio confronto interno al centrodestra, hanno trovato scandalose e inaccettabili le dichiarazioni di Zaia. Il “governo del fare” non si è accorto che un autorevole esponente della maggioranza stava appoggiando la squadraccia no global e difendendo la distruzione della proprietà altrui. Il Pdl è troppo occupato con case e ville per accorgersi dei terreni agricoli. Il Pd, anche questa volta, è non pervenuto. A questo punto, non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi quando Nichi Vendola dice che Carlo Giuliani è un eroe. Strappa un sorriso che la punta di diamante dell’involuzione vendoliana del centrodestra sia il partito che, a long time ago in a galaxy far, far away, aveva come slogan: padroni a casa nostra. Altro che mutazione genetica. Del resto, si sa, la politica procura strani compagni di letto.

La seconda questione è più profonda, e riguarda il senso del nostro paese per la proprietà privata. Semplicemente, ci fa molta più paura che un poverocristo in Friuli pianti 6 (sei) piantine di mais ogm, del fatto che una banda di corsari gli calpesti il terreno. Del resto, questo è coerente con lo scandalizzarsi dell’evasione fiscale più che del fisco rapace, del mancato rispetto delle leggi più che delle leggi irrispettabili. La realtà è questa: il nostro ceto politico, come dimostra quotidianamente coi suoi comportamenti privati e con le sue decisioni pubbliche, si sente autorizzato a tutto e tenuto a nulla, e in particolare autorizzato a disporre liberamente di noi e dei nostri beni e tenuto a non rispettare né noi, né i nostri beni, né i nostri diritti.

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9 Responses

  1. Oscar Giannino

    Dopo aver ospitato due volte Fidenato su radio 24, scrivo anche qui il mio commento in diretta due giorni fa all'”invasione”.
    “chi avesse pensato, tra gli ascoltatori di radio24, che Fidenato esagerava parlando di’nazimaoisti’, ha oggi di che riflettere. sono fascisti verdi allo stato puro, e se qualche leghista pensa che poiché sono verdi non sono fascisti, vuol dire che il cervello gli è andato in pappa perchè non sa più distinguere il valore – prima ancora della direttiva comunitaria vigente in italia e violata dalla violenza prevaricatrice e fascista del fatto compiuto pseudoambientalista – della libertà e della prioprietà. Viva Fidenato, e chi con lui dà l’esempio che esistono princìpi da difendere coi fatti”

  2. Nell’intervista linkata Zaia pone un’interessante domanda: “cosa succederebbe se al posto di un campo di mais, vi fosse un campo di marijuana?”
    Ebbene, cosa succederebbe?
    I suoi compari NoGlobal non avrebbero invaso alcun campo, anzi, probabilmente avrebbero difeso il coltivatore. Non sarebbe una posizione necessariamente incoerente, visto che si autoritengono titolari del diritto di decretare cosa è giusto per il resto del mondo ed è opinione diffusa tra queste zecche che “l’erba sana non fa male” (o perlomeno non tanto quanto altre colture legali come la vite per il vino).
    I libertari continuerebbero ad affermare che la proprietà è sacra e che è l’invasione squadrista sarebbe un atto ingiustificabile.
    Zaia e gli squadristi verdi giustificherebbero la distruzione del campo di cannabis, continuando a disconoscere il diritto di proprietà (che qualche loro amico illuminato ci ha insegnato esser stato “superato” dopo la rivoluzione francese…), in base al principio per cui la prima illegalità giustifica qualsiasi atto illegale -e pure illecito- che si contrapponga a questa.
    Tralasciamo il giudizio sulla correttezza dell’operato del Ministero dell’Agricoltura italiano nel quadro delle normative europee che differenzia enormemente il caso Ogm dal caso Marijuana, facciamo quindi finta di ignorare questi dettagli, possiamo comunque dire che il fantomatico esempio della marijuana portato da Luca Zaia, non sembra denotare posizioni di incoerenza.

    Ma se invece di una campo di marijuana si trattasse in un vigneto di uva Fragola, Clinto o Bacò? Vitigni ILLEGALI, ma (giustamente) diffusissimi nelle terre di Zaia per uso privato o “quasi-privato”?
    Provi, Luca Zaia, se ha il coraggio della coerenza ad affermare al giornale che darebbe ragione ad una banda di vandali che irrompesse in vigneti privati a segare le piante di Clinto! Quanti veneti sarebbero ancora dalla sua parte?!

    E ancora, se si trattasse di una damigiana di grappa casalinga? Non è stata forse un’iniziativa del suo amico Vallardi, la legalizzazione della distillazione casalinga?
    La grappa fatta in casa, per le quantità elevate di metanolo che può contenere, è potenzialmente pericolosa se non si usano adeguate precauzioni. Eppure i leghisti la grappa l’hanno legalizzata, perchè giustamente ritenevano assurdo che lo stato venisse a mettere il naso tra i filari e le piccole cantine dei privati.

    Chi è l’incoerente?

  3. Mi associo anch’io a Stagnaro e a Giannino nel rinnovare la mia personale solidarietà a Fidenato vittima di ecofascisti in salsa leghisto-corporativa.
    Penso che il leghismo stia mostrano le vere radici storico e culturali da cui proveniva prima dell’incontro di Miglio da parte della sua dirigenza politica, e purtroppo temo che anche l’elettorato sia ormai di fatto sempre più quella costola della sinistra anticapitalista di d’alemiana memoria che mira al comunismo regionale del PCI degli anni ’70 mediante lo pseudofederalismo e attraverso rivendicazioni centraliste e partitocratiche che nulla hanno di secessionista ma sono tese sempre più ad affossare la proprietà privata.
    Non mi stupisco che i figli e i nipotini di tali signori siano i “volontari della legalità” di certi politici, dato che quegli stessi che militano nei centri sociali e nella setta di Greenpeace hanno un background pa(ri)tetico al pari di tali politicanti.
    Mi stupisco che la gente non abbia ancora capito che la Lega di secessionista non ha nulla e che di fatto è sempre più un modello di autarchia sociale e protezionista paragonabili alle istanze repubblichine missine degli ultimi 80 anni italiani in netta convergenza con il socialismo extraparlamentare degli anni di piombo.
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=J4HMJ
    per non parlare di chi mantiene l’ordine pubblico.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Maroni#Prime_esperienze_politiche_con_Democrazia_Proletaria
    Se questo è lo Stato federale padano-italiano meglio prepararsi gli opportuni deterrenti….

  4. Caber

    Tutta la mia solidarietà a Fidenato per le sue battaglie, sia quella per gli OGM che quella contro il sostituto d’imposta.

  5. PC

    Finalmente si inquadra correttamente cosa stanno diventando certi movimenti. Un po’ di anni fa si iniziò con i fasci di combattimento… coraggio, prepariamoci al peggio

  6. ANIMALI TRANSGENICI PER BLOCCARE L’AVIARIA? SOLO UN POLLO PUO’ CREDERE A QUESTA STORIA ! Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VASL’articolo su Science, che riporta i risultati di una ricerca dell’Università di Cambridge e di Edimburgo, ha suscitato grande clamore, perchè presenta la possibilità di poter creare (per il momento solo in laboratorio!) dei polli transgenici capaci di limitare la diffusione dell’influenza aviaria .La notizia ci ha lasciato un pò perplessi, perchè ci sembra l’ennesimo tentativo di far passare l’ingegneria genetica (che accende e spegne interruttori nel Dna) come la soluzione di tutti i mali generati dal modello agroindustriale attuale. La verità, purtroppo, è che le biotecnologie comportano costi e rischi aggiuntivi, di cui si dovrebbe far carico (ancora una volta) la società.Infatti, l’influenza aviaria mette in discussione le produzioni in œbatteria, tipiche del modello zootecnico industriale, perché si sviluppa e si trasmette più facilmente in una situazione in cui gli animali ammassati in spazi ristretti sono geneticamente identici (se si ammala uno si ammalano tutti), sono costretti ad una situazione di stress (con conseguente indebolimento del sistema immunitario), e regolarmente sopposti a cure antibiotiche (con conseguente aumento della resistenza agli stessi antibiotici).Il virus H5N1 potrebbe temere molto di più la reintroduzione delle antiche razze autoctone, la compresenza di una grande varietà di razze nella stessa azienda, il benessere degli animali, la disponibilità di ampi spazi, una corretta alimentazione.Anzi, probabilmente, come è già successo con le piante biotech resistenti agli insetti che hanno fatto registrare un aumento della resistenza degli stessi insetti, la soluzione tecnologica potrebbe rivelarsi un boomerang, perchè ridurrebbe ulteriormente la biodiversità delle razze utilizzate nella zootecnia industriale, creando un rischio di diffusione delle malattie ben più grave di quello attuale.Gli allevamenti sicuri sono possibili senza l’aggiunta di polli transgenici! Basta voler trovare le soluzioni senza lucrare sulla testa e sulla salute delle persone.ANCHE IL Vas Fvg Alto Livenza appartiene alla “Task Force per un’Italia Libera da Ogm”VAS FVG Alto Livenza (Associazione Nazionale di Protezione Ambientale)
    sito – http://www.VasFvgAltoLivenza.it email:info@vasfvgaltolivenza.it
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