22
Ago
2009

Addio a Franco Forlin

L’Istituto Bruno Leoni piange la scomparsa di Franco Forlin, suo tesoriere dal 2004 e una persona semplicemente fondamentale per l’operatività e la crescita dell’Istituto. Nato nel 1941, Forlin è stato stroncato da un lungo male, che aveva affrontato col supporto amorevole della moglie Marcella e della sorella Edi.

Conoscevo Franco da quando, per il ventesimo anniversario della sua azienda, decise di fare un regalo particolare a clienti, fornitori ed amici: un libro che rientrasse nella tradizione di pensiero che aveva appreso da Sergio Ricossa, sui banchi dell’università di Torino. Gli parve naturale andare a chiedere consiglio all’antico maestro. Ricossa ebbe la bontà di suggerirei che fossi io a scriverlo, e ne venne fuori un pamphlettino (Lettera a un amico no global), con una bellissima prefazione di Ricossa stesso.

Che un libro nasca così, è cosa rara dappertutto – ma in Italia in particolar modo. Il fatto che un imprenditore italiano, di mezzi non illimitati, volesse investire su uno strumento di promozione delle idee di mercato mi stupì enormemente. Questo rendeva Franco ancora più “eccentrico” nella business community torinese dei suoi cappelli vistosi e della predilezione per le cravatte a farfalla. Minoritario in tutto, le sue fedi erano il liberismo e il Toro.

Quando, poco dopo, cominciammo a parlare di fondare l’Istituto Bruno Leoni, coinvolgere Franco venne naturale. Ci si immerse con tutto se stesso, come in passato aveva fatto con altre associazioni non profit e circoli di vario genere. Non scettico ma giustamente preoccupato, all’inizio, circa le nostre possibilità di successo, osservò la crescita dell’Istituto con meraviglia, stupore, ed entusiasmo. Ci trovammo assieme a gestire qualche difficoltà. Franco seppe giocare un ruolo determinante anche in situazioni complesse e scivolose.

In breve, maturò una convinzione granitica, che non si vergognava affatto di esternare e condividere: che l’Istituto Bruno Leoni fosse impegnato in una grandiosa e difficile missione di “civilizzazione” della cultura italiana. Per questo, faceva per l’IBL senza sforzo cose piccole e grandi.

I liberisti dovrebbero saperlo, ma spesso se ne dimenticano: l’organizzazione è tutto. Le idee migliori non camminano da sole, hanno bisogno di crescere all’interno di “serre” adeguatamente curate. Se l’Istituto Bruno Leoni, pur con tutti i suoi errori e i limiti, è riuscito a “strutturarsi” in qualche modo, il merito va in prima battuta ascritto al senso dell’organizzazione, di più: alla passione dell’organizzazione, che aveva Franco Forlin.

Senza di lui, questa piccola iniziativa non avrebbe potuto svilupparsi in maniera ordinata e consapevole. Senza di lui, l’IBL sarebbe probabilmente abortito – come accade a molte realtà simili. La nostra gratitudine nei suoi confronti e’ pari solo al dolore. Addio, Franco.

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5 Responses

  1. Carlo Stagnaro

    Franco è stato, da tanti punti di vista, una delle persone singolarmente più importanti per l’IBL. Senza la sua determinazione, senza la sua passione ed entusiasmo, senza la sua cocciutaggine piemontese nell’imporre ordine (contabile e formale, anzitutto) all’interno dell’Istituto, questa avventura si sarebbe probabilmente arenata molto prima. E’ stato più di un amico: un compagno di strada, di quelli che ti sorreggono e ti aiutano quando non sai dove sbattere la testa. Ed è stato anche un interlocutore attento e polemico, di quelli che non si stufano di controbattere quando qualcosa o qualcuno non li convince. Mi piace pensare che da dove si trova adesso, col suo farfallino e il suo sorriso, continui a seguire l’IBL e a tifare per il liberismo. Le nostre idee e questo disgraziato paese hanno un dannato bisogno di persone, e imprenditori, come lui. Grazie Franco, e addio.

  2. Questa è una brutta notizia davvero. Ho avuto la fortuna di conoscere molti anni fa Franco, col quale ho partecipato a più di un’iniziativa, oltrechè condiviso la nascita dell’IBL. Un altro grande uomo di libertà che se ne va. Un altra persona importante che mi ha dato qualcosa ci ha lasciati. A nome del Movimento Libertario un abbraccio ed un ultimo sentito saluto.

  3. Carlo Lottieri

    Franco è stato un uomo generoso, determinato, propositivo, affettuoso, disinteressato. Un idealista concreto, che sapeva riconoscere le potenzialità di persone anche molto più giovani di lui: più inesperte e non di rado variamente incaute. E’ stato una persona capace – al tempo stesso – di credere nelle idee e di affezionarsi alle persone: appassionato ai principi della libertà perché davvero rispettoso degli altri e delle loro esigenze.
    Nell’IBL è stato molte cose al tempo stesso, oltre che uno tra i primissimi che hanno messo mano al portafogli per sostenere questa piccola, grande avventura.
    In questa triste giornata d’agosto, ora che ci ha lasciato, mi piace ricordare sopra ogni altra cosa la sua cura per i particolari e la sua passione per le “piccole cose”: per quei dettagli che solo i superficiali possono considerare inutili o insignificanti.
    Quell’attenzione alle minuzie era il tratto caratteristico di uomo sempre scrupoloso, mai scontato e mai superficiale, che ha saputo soprattutto essere un uomo di cuore. E in questo momento di distacco forse solo talune parole antiche (da Platone, “L’apologia di Socrate”) possono apparire all’altezza: “non può esserci male per un uomo buono, né da vivo né da morto, e niente di quanto lo riguarda è trascurato dagli dei”.

  4. Oscar Giannino

    Ho aspettato un giorno, perché questo è sempre l’effetto che mi fa la morte di chi ho conosciuto. Ai vivi si deve il rispetto, ai morti sempre la verità. Poiché chi trascura di imparare da giovane perde il passato ed è morto per il futuro, grazie a Franco non siamo morti. Né lui, né noi. Se sapremo fare altrettanto con chi viene dopo, quello che ha saputo fare lui.

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