Concorrenza in tutto, tranne che nelle cose importanti
Pare che all’Onu anche il Presidente del Consiglio abbia fatto professione di “montismo”, dottrina economica riconducibile a noto professore della Bocconi per cui la concorrenza è il “regolatore” migliore di tutte le cose, fuorché quelle importanti. Si legge infatti sul Corriere:
Nel suo intervento il premier cita due volte Obama, che «con grande slancio ideale ha chiamato tutti noi ad una grande responsabilità per il futuro del mondo». E il futuro del mondo deve avere un approccio multilaterale ai problemi, includere tutti e non escludere nessuno. Condivisione è anche per il Cavaliere la parola chiave. Aggiunge sul futuro dell’economia: «Il nuovo modello di sviluppo dovrà basarsi sul rifiuto del protezionismo e sull’apertura dei mercati, perché i Paesi più poveri possano beneficiare appieno delle opportunità di crescita offerte dal commercio internazionale, a patto che rispettino i diritti umani ». Così come occorrerà «regolare in modo più stringente i futures e abolire i paradisi fiscali».
A chiunque riesca a spiegarmi – in maniera non montiana (il professore bocconiano ci ha provato in un paio di articoli per il Corriere) ovvero logica – il nesso causale fra le due cose, libertà degli scambi e armonizzazione fiscale, giuro di regalare una copia del mio libro preferito, “La cognizione del dolore” di Gadda, il cui titolo sembra parlare del futuro che ci attende.












