8
Mag
2012

L’economia in ginocchio, la fan-ta-sti-ca sberla dalle urne

Il primo turno delle amministrative italiane mi ha reso assolutamente felice. Ripeto as-so-lu-ta-men-te. Anche se i numeri economici da cui nasce mi rendono preoccupato e triste. Non capire che cosa esprimano quei numeri, e dunque restare stupiti dalle urne, è ilsegno che i vecchi partiti sono dei cadaveri. Dei tanti pensosi commenti preoccupati dell’antipolitica e del successo dei grillini, come di chi lo nega si chiami Napolitano o Ferrara, me ne rido e penso sia giusto farlo. Sarò urticante per i signori dei partiti attuali, ma chi mi legge qua credo non se ne stupisca, perché da moltissimo tempo ho spiegato come vedessi finito  il vecchio centrodestra come il vecchio centrosinistra. Questa tornata amministrativa lo dichiara ufficialmente. La Seconda Repubblica è finita. Finalmente, dico io. Il motivo è francamente tanto oggettivo che sta nelle vite di noi tutti, qualunque sia il partito che in passato abbiamo votato o non votato.

Sta nel fatto che gli italiani negli ultimi sei mesi sono stati dolorosamente costretti – dopo aver tenacemente tenuto gli occhi chiusi per troppi anni facendosi convincere da politici irresponsabili – ad aprire gli occhi sulla realtà. Dopo aver tremato per sei mesi all’idea, dal giugno a novembre 2011, l’Italia potesse essere lei con la sua esplosione il detonatore dell’euro, oggi gli italiani si avviano a una perdita del Pil procapite del 2% e un calo dei consumi reali procapite del 3%, dopo anni di consumi zero seguiti all’altra botta del 2008-2009. Siamo a 22 punti di produzione industriale in meno rispetto ai picchi di metà 2007. Gli investimenti scendono dalla bassa media 2001-2007, pari a 21% di Pil ogni anno, verso quota 18% in questo 2012. La disoccupazione torna a due cifre, come all’inizio del 2001 prima del pacchetto Treu, ma con la differenza che oggi coi contratti atipici ci siamo giocati una generazione. La pressione fiscale sale di 5 punti di Pil rispetto a un decennio fa, e non è al 45% come dicono le statistiche ufficiali ma al 54% detraendo dal Pil ufficiale l’Italia in nero che le tasse non le paga, mentre la spesa pubblica sul Pil legale è al 60%.

A differenza del 2008-2009 quando la crisi colpì duramente le imprese che esportavano, oggi a essere in ginocchio, in preda a una moria che abbatte decine di migliaia di aziende, è il tessuto della piccola e piccolissima impresa che lavora per il mercato domestico: stremata dalle esose pretese fiscali di uno Stato ladro che non paga i suoi debiti commerciali e non compensa i crediti fiscali per oltre 100 miliardi di euro; dal credit crunch di banche che stanno a propria volta a redditività zero e con cinque mesi di depositi negativi; e dal fatto che tutti sono diventati cattivi pagatori. Di qui lo stillicidio quotidiano di piccoli imprenditori che s’impiccano e si sparano. Nel silenzio generale di politica e governo, che dovrebbero entrambi vergognarsi. Perché la responsabilità è di vent’anni di politica sbagliata – destra e sinistra – facendo sempre salire insieme spesa pubblica e tasse –  ma anche oggi dell’algido governo tecnico in carica, che non riesce a capire che occorre immediatamente cambiare linea, metter mano a Cassa Depositi e Prestiti per pagare i 100 miliardi che lo Stato deve da anni alle imprese, e abbattere il debito pubblico privatizzando i mattoni di Stato, non continuano a pestare di tasse gli italiani, imposte dirette con le addizionali locali, imposte indirette con l’aumento dell’Iva, imposte patrimoniali con l’IMU e sui conti titoli.

Forse che non basta un bilancio così amaro e disastroso, per comprendere come  e perché centrodestra e centrosinistra vengano giustamente fatti a pezzi nelle urne?

Naturalmente, le crisi dei diversi ceppi politici non sono eguali.

Ma chi può davvero stupirsi, che la Lega venga bastonata dopo quello che è successo intorno a Bossi, e che a salvarsi sia solo il bravo Tosi a Verona, che pure due mesi fa rischiava l’espulsione?

E che il Pdl di fatto non esista più sul territorio, perché semplicemente nessuno dei suoi vertici riesce ancora a dire che la lunga epoca di Silvio Berlusconi è fi-ni-ta, e se nel Pdl resta chi dice il contrario allora bisogna semplicemente andarsene, per cercare facce e idee com-ple-ta-men-te nuove?

Il Pd naturalmente dice che lui vince e la destra perde. Per carità, i suoi resti di consensi e dirigenze territoriali hanno una resilienza incomparabilmente maggiore alla volatilità evaporata del fenomeno berlusconiano. Ma Bersani e D’Alema si illudono, se pensano di essere gli Hollande nostrani. A Genova come a Palermo oggi, come a Milano e Napoli e Cagliari ieri, vincono sindaci  che hanno fatto a pezzi i candidati Pd alle primarie. E che vengono scelti e stravotati proprio per questo. E tutti indicano al vecchio partito dal nome finto-nuovo alleanze e politiche diverse da quelle sin qui praticate e dichiarate da Bersani, analoghe a quelle della sinistra antagonista che ha fatto perdere 30 punti al Pasok in Grecia.

Il successo del movimento cinque stelle nasce di qui. Per conto mio non è solo più che comprensibile, ma anche benedetto. E’ l’unico – insieme ai radicali – che sul contributo pubblico ai partiti pratica un coerentissimo rifiuto e restituisce i soldi allo Stato. Il trio A-B-C è riuscito a non capire neanche che la vicenda Lusi e quella Belsito, mentre gli italiani sono in ginocchio per le pretese dello Stato,  imponevano una drastica legittimazione morale e la rinuncia di almeno metà del contributo, visto che in 18 anni le cifre rendicontate sono di poco superiori a un quarto dei miliardi incassati.

Naturalmente, sono ragionevolmente certo che centrodestra e centrosinistra non tireranno affatto dal voto le conseguenze che sembrano inevitabili a me. Strattoneranno invece il governo Monti, facendo ballare ancor di più l’Italia mentre l’Europa impazzirà nel forte rischio che la Grecia esca dall’euro e i francesi respingano il fiscal compact, le banche spagnole esplodano e l’Italia a ruota. Nel Pdl i coraggiosi non abbondano, e troppi s’illudono di esser comunque salvati dalla scelta di chi considerano ancora leader, cioè Berlusconi. Il Pd dirà pensosamente che l’Italia e l’Europa vanno finalmente a sinistra, mentre invece il serio rischio è che entrambe vadano a ramengo. E brinderà naturalmente alla fine dell’età neoliberista, che in Italia non è sem-pli-ce-men-te mai esistita, visto che destra e sinistra hanno entrambe alzato spesa e tasse. Non abbiamo mai avuto né un Blair a sinistra né un Cameron a destra, in questo Paese.

Solo se Grillo andrà ancor più su nei sondaggi nazionali, forse qualcuno uscirà dal vecchio schema dei 18 anni alle nostre spalle. Altrimenti, ne sarà fatta giustizia elettorale dal basso, qualunque sia la data delle prossime politiche. Alle quali bisogna andare non con una legge proporzionale, ma semplicemente con partiti e alleanze diverse.

Per i liberali liberisti personalisti e sussidiaristi come me, c’è da gioire, e insieme non c’è molto da sperare. Tranne esser pronti a un’offerta politica diversa che ci consenta di testimoniare che l’Italia può crescere – e dico a cominciare dalla componente demografica, abbattuta per l’umiliazione della famiglia da parte del leviathano statuale tassicodipendente- solo con uno Stato radicalmente diverso.   A governare saranno naturalmente con ogni probabilità altri, statalisti vecchi e nuovi. Ma chi non pensa che debba essere amaro e pieno di fatica, il cammino della redenzione e della rilegittimazione liberal-liberista dopo 17 anni di promesse  vergognosamente tradite dal centrodestra berlusconiano, secondo me si illude della grossa.

119 Responses

  1. claudio p

    Eh sì.. peccato che Grillo e il liberismo siano agli antipodi. E peccato che i radicali, che pure sono liberali, liberisti e libertari, le abbiano già provate tutte senza che gli italiani gli abbiano mai veramente ascoltati e capiti.

  2. Valino

    In questa analisi manca il ruolo che i giornali stanno seguendo.

    Sembrano preparare il nuovo ma smontano Grillo. Secondo me vedremo anche qlc nuovo movimento legato direttamente alla finanza.

    Fantasie. Naturalmente.

  3. Marco Tizzi

    “da moltissimo tempo ho spiegato come vedessi finito il vecchio centrodestra come il vecchio centrosinistra”
    Noto che il terzo polo non viene nemmeno nominato. Infatti non esiste. Pensate a quanto Fini-Casini-Rutelli vi rompono le palle su tutti i media e rendetevi conto che questa gente quota il nulla cosmico.

    Quindi, Oscar, che fa mi fa un bel movimentino? 🙂

  4. Riccardo

    Si candidi, organizzi una squadra, si vada nelle città e nelle piazze! Io ci sto, lei?

  5. Signor Giannino,
    mi sto spellando le mani dagli applausi. Io a palazzo Chigi ci manderei lei. Giuliano Ferrara invece lo manderei a quel paese di nome Francia, visto che gli piace tanto Hollande. I lacché del regime tassassino di Monti ci ripetono con voce suadente da grandi fratelli: bisogna mantenere la calma, gli imprenditori non devono suicidarsi ma devono imparare a fare sacrifici, dobbiamo fare sacrifici perché abbiamo campato al di sopra delle nostre possibilità, i sacrifici sono per il nostro bene… Mi verrebbe da dire quella parola cara a Grillo, tanto per rimanere in tema. Infatti non è vero che abbiamo campato a di sopra delle nostre possibilità: per decenni siamo stati spremuti al di sopra delle nostre possibilità dallo stato – che in cambio ci ha dato servizi pessimi – e adesso dobbiamo essere spremuti ancora di più. E non è vero che i sacrifici montiani sono per il nostro bene: distruggendo capitali, il fisco rende impossibile la ripresa.
    Il senatore Guzzanti, anche lui, non deve più permettersi di andare in televisione a dire che gli imprenditori italiani si suicidano perché come tutti gli italiani in generale sono dei bamboccioni viziati, dei mammoni incapaci di sacrificarsi…
    Infine, è necessario che qualcuno sbugiardi in tempo reale in diretta televisiva i bugiardi di sinistra quando dicono, come ieri sera all’Infedele, che questa crisi dimostra il fallimento del neoliberismo… E no, questa crisi nasce proprio dal contrario del neoliberismo. Nasce dallo statalismo keynesiano.
    Ma perché i buguardi possono andare impiunemente in giro a spacciare bugie stupefacenti? Ma è semplice: perché in Italia nessuno sa che cosa è il liberalimo e il liberismo. Vuoi un libro di Von Hayek o di Friedman? Devi fartelo mandare in lingua originale dagli Usa.

  6. Marco Bonaccorsi

    Concordo su tutto tranne la vendita dei beni pubblici perché temo che faranno cassa per aumentare la spesa pubblica , terminato il falò aumenteranno le tasse nuovamente ,quindi ,prima #OscarGianninoPremier e DOPO si potrà pianificare la dismissione

  7. gio

    Ci sto anche io, con Giannino, sempre, altro che Grillo!! che mi sa che votero’ se non trovo di meglio..

  8. ci fosse un bel partito liberale serio, quello che Forza Italia avrebbe dovuto essere!

    Forza Giannino, continui a insistere, le idee prevarranno. anche se le presenteranno come loro e nuove (e le imbastardiranno con i loro “ma”).

  9. Andrea

    Concordo con altri commentatori, per prima cosa ci vuole qualcuno di credibile! Magari prestato alla causa dell’Italia per un mandato……E Lei Dott. Giannino penso che si renda già conto di quanti sperano in un vostro impegno(il plurale è per inserire altri che Lei ben conosce e che possono agire nella stessa direzione)! O vuole commentare la fine dell’Italia? In tanti abbiamo bisogno!

  10. max

    Anch’io sono felice del risultato elettorale, mi disturba (seppur non sia una novità) che le forze politiche cercano e trovano una giustificazione per il risultato negativo, positivo o pareggio. Io ho sempre votato Berlusconi, e sinceramente non trovo alcun motivo di votare altri, ma sono deluso, veramente, speriamo almeno sia la volta buona per un minimo di rinnovamento della classe politica. Siamo stanchi di continuare a subire è ora di ribellarsi…. Forza Giannino!

  11. Paolo

    Dott. Giannino, lei è una delle poche voci coerenti e vere in questa situazione di malainformazione disastrosa.
    Un sogno sarebbe vederla a capo di una rivoluzione mentale… Si perché è questa che serve innanzitutto a questi poveri italiani, addormentati o drogati da calcio, gossip e menzogne.

  12. Davide

    Ci sto anche io! Giannino la seguo ogni mattina su radio 24 (sul podcast quando mi perdo qualche puntata), la leggo sempre sul blog… Io la seguo… L Italia ha bisogno di gente come Lei… Se un ‘comico’ sotto ogni punto di vista ha raccolto tanti consensi… Non oso immaginare quanti ne potrebbe raccogliere una persona del Vostro spessore intellettuale! Forza Giannino!!!!

  13. Marcello

    Caro Oscar,
    anche io sarei felice di vederla a capo del paese, ma penso che prima dovremmo constatare e verificare le macerie di questo andazzo tutto italiano di condurre la propria esistenza, comprendendo tutti noi cittadini, finalmente, che un paese civile è come una grande collana ed i cittadini sono le singole maglie…se una di esse comincia ad allentarsi o convoglia la propria forza altrove o addirittura si spezza…è l’inizio della fine per tutti!
    Dovremmo riacquistare dignità e coscienza per ogni nostra singola azione, sul lavoro, in famiglia e nel sociale.
    Dallo spazzino all’ingegnere, dallo spedizioniere al medico..dal senatore in senato al consigliere circoscrizionale…ognuno dovrebbe comportarsi come se il destino del proprio paese dipendesse da se stessi e dalla qualitá proprie azioni!

    Allora si che faremmo un salto sopra tutti, ma purtroppo qui nessuno ci fa sognare…!

    È un’utopia immaginare un’Italia così? Si, forse si…

    Saluti e grazie,
    Marcello

  14. Vincenzo

    Visto la politica attuale, molto meglio la “ANTI”, intesa come contrario. Grillo ha il merito di essere partito per primo senza vendersi a Bersani e C., ora però sta venendo anche il suo momento Giannino, forza!

  15. domenico fazio

    non ne posso più di constatare che Lei ha ragione, vorrei poter cominciare a dire Il Premier ha fatto bene! sempre che anche Lei entrando nel palazzo non sbatta la testa come il caro Monti!!!!

  16. Massimo Formenti

    E QUINDI CARISSIMO OSCAR?
    COSA DOBBIAMO FARE PER CONVINCERTI A PRENDER L’INIZIATIVA?
    NON CI MERITIAMO, NON TI MERITI, FORSE UNA POSSIBILITA’ CONCRETA?
    FORZA!

  17. MBB

    Grillo e soprattutto alcuni punti del suo programma non mi piacciono, ma il tipo di movimento che è scaturito dalla sua iniziativa travalica i suoi limiti ed è positivo. Positivo perchè potrà fare da stimolo ad altre iniziative simili con idee e programmi diversi, magari migliori. Definire tutto questo “antipolitica” è non solo sbagliato, ma deprimente, come se il giogo “statalista” cui continuano a volerci sottoporre partiti e il governo dei sapientoni fosse “la” politica. Triste e offensivo sentire parlare di “sdegno” verso proposte di compensazione fra tasse e crediti, che una qualsiasi persona di buon senso non può che giudicare sacrosante oltre che giuste. Triste, patetico e perverso poi da parte di chi per decenni ha difeso sistemi politici illiberali e criminali, costruiti sulla coartazione dei propri cittadini, cercare di coartare a sua volta , abusando della propria posizione, un movimento nato in piena libertà e legittimità che però “si permette” di svillaneggiare partiti ed istituzioni decotte. Un pò comico anche pensare che le scriteriate parole di Monti sulle responsabilità di chi ha provocato il disastro in realtà si appiccicano ben bene soprattutto al nostro primo cittadino che di questo sistema partitico che ne è la causa è vissuto e pasciuto per lustri e lustri.

  18. Alessandro Guerani

    Rimango sempre perplesso perché quando dalle giuste critiche alla politica attuale e passata (e alla sue scelte di politica economica) si passa alle proposte iniziano i problemi.

    Il problema in Italia più che il debito pubblico, è il risparmio e il debito privato, il primo sta diminuendo (dal 21% PIL del 2000 al 16% del 2011), il secondo è cresciuto (household debt dal 22% PIL del 2000 al 45% del Q1-2011) con quindi investimenti, e non solo consumi, finanziati sempre più dall’estero (CA dal quasi pareggio -0,2% PIL del 2000 al -3,1% del 2011 – tutti i dati sono dell’IMF). In poche parole l’Italia si sta impoverendo ogni anno di più e il risparmio interno è già insufficiente a coprire gli investimenti.

    Caro Giannino, io ho stima di lei e quindi non vorrei che “la vendita del mattone di stato” sia uno slogan o poco più. Vedo le banche tener su con gli stecchini certi grossi immobiliaristi decotti (i nomi li conosce benissimo) invece che obbligarli a mettere in vendita i loro assets.

    Quindi Le chiedo, non per polemica, ma proprio per capire se un eventuale suo programma economico abbia qualche credibile possibilità di riuscita: a chi li vendiamo i “mattoni di stato” per avere il gettito che lei prevede?

    Io l’unica opzione che vedrei è uno scambio forzoso di debito pubblico interno contro quote immobiliari, non mi pare molto liberale però veder tramutati i miei BTP in una quota del 0,02% della caserma dismessa fuori porta.

  19. adriano

    Certo Forza Giannino. Mettiamoci un tratto giacobino (tratto non di corda!!). Se antipolitica è vedere lucidamente l’ estraneità di grande parte del ceto politico raccolto dentro i partiti come in un fortino , ben venga l’ antipolitica. Grillo si è dimostrato un grande megafono ma è debole di idee anche se ha raccolto davvero gente nuova. Che facciamo Giannino , proviamoci

  20. adriano

    Davvero Giannino , questa storia della vendita del “mattone di stato ” pare anche a me piuttosto approssimativa. Corretto il principio ma a chi vendiamo ? quando ? a quanto. Proprio ad uno come Lei dobbiamo dire FORTE CHE è ORA DI FINIRLA DI DIRE “COSA SI HA DA FARE” E DI INCOMINCIARE A DIRE COME SI DEVE FARE. CHI NON LO SA O FARFUGLIA, TACCIA. IL PROBLEMA ITALIANO E’ ovviamente un eccesso di debito. La litania della crescita è solo una litania se non è declinata nel “come”. In italia, questo “nostro paese” c’è un fatto storico e antropologico. Lei è stato Lamalfiano , sa come me quanto La Malfa fu contrario alla costituzione delle Regioni e sa come è andata a finire. Bisogna usare il bisturi stando attenti però che il paziente non rimanga in mano al chirurgo.

  21. john galt

    Boh, Ferrara capisce di economia meno di Tremonti (il che è tutto dire). Oltre a ciò, si è pure preso una incomprensibile sbandata pro Napolitano. In pratica è ormai urtante anche solo starlo a sentire (peggio di quando si era messo a difendere Fini). Giannino, se lei riesce a trasformare questa sua rabbia in una proposta concreta di movimento (un partito lo trovo difficile) questo credo sia il milionesimo post di lettore che le offre appoggio materiale (in impegno diretto o finanziario). Continuare a “minacciare” di scendere in campo senza mai decidersi le farà fare la figura di un Montezemolo qualsiasi (in quest’ultimo caso, ovviamente, possiamo solo ringraziare il cielo che la discesa non sia ancora avvenuta).

  22. adriano

    Terzo intervento : le banche, le fondazioni. Vogliamo investigare i motivi per i quali le ns. 3 maggiori banche hanno portato a perdita negli utlimi due bilanci , quasi 30MD di svalutazione di Assets Immateriali (leggi avviamenti) . Questo vuol dire che hanno riconosciuto che i plus pagati per gli acquisti (guarda caso tutti v/estero, anche quanso di è trattato di Banche Italiane : Antonveneta) erano letteralmente “follie”. Ma viene il dubbio : fgollie o…altro??

  23. mimmo

    Attenzione che questi risultati elettorali portano il nostro paese in mano a coloro i quali sono stati disposti a venderla per trenta denari al primo che capita. E’ capitato già nel 93 con amato e ciampi e capiterà oggi con monti e draghi (britannia…..). Attenzione ci serve un nuovo partito di centro destra sennò useranno la sinistra per svenderci ancora.Grillo è fantastico, ma contro Monti Draghi Grilli Passera BCE FMI la city di londra ecc. grillo non basta………

  24. dario

    Non hanno ancora capito che abbiamo bisogno di dirigenti competenti e preparati!! chi meglio di Giannino? GIANNINO for president

  25. LucaS

    X Giannino di fronte al crollo (benvenuto) di Pdl e Lega è nostro dovere costruire un’alternativa per l’Italia produttiva che sta sul mercato contro lo Stato Ladro e il socialismo-reale che si sta sempre più diffondendo come una pestilenza in tutta Europa! O adesso o mai più! Adesso abbiamo l’opportunità di costruire un partito che porti avanti le nostre idee e che finalmente ci rappresenti! Non possiamo perdere questa occasione! Io sinceramente nel mio piccolo non posso fare molto se non cercare di informare chi conosco, dirgli di dare un’occhiata e certi siti come questo o ascoltare trasmissioni come Radio 24… insomma la domanda c’è, il problema è organizzare l’offerta! Il movimento 5 stelle è partito con Grillo, a noi servono persone come tipo lei o Boldrin che si mettano in gioco in prima persona! Mi rendo conto che è complicatissimo e che c’è molto più da perderci che da guadagnarci ma la prego di pensarci su: può continuare a fare informazione e sostenere le sue/nostre idee da una radio oppure da una posizione in cui può incidere maggiormente sulle decisioni finali… ci pensi almeno!

  26. Francesco

    Perfetto Oscar, condivido al 100%. Aggiungo questa domanda: non è diventato imbarazzante per te lavorare per una emittente che si ostina a lasciare spazio a gente pericolosa come Giuseppe Cruciani? Negazione dell’evidenza, mistificazione della realtà, manipolazione dello spazio radiofonico importante lasciatogli a disposizione, a mio avviso, possono creare danni tanto seri e gravi quanto quelli di chi ha responsabilità di potere. Per questi ultimi il M5S ha dimostrato che non ci vuole poi molto a sbarazzarcene, i Cruciani invece hanno un impatto addirittura generazionale. Lo dico da suo coetaneo, vergognandomi per questo, con la sensazione che la nostra vita sia diventata inutile rispetto a qualsiasi forma di crescita e miglioramento di cui fisiologicamente dovrebbe essere portatrice come qualsiasi altra generazione. La prego, faccia qualcosa, facciamo qualcosa. Boicottiamolo attraverso la rete. Interveniamo.

  27. Lorenzo

    #oscargianninopremier i concetti che esprime quotidianamente devono essere tradotti in azioni concrete. È frustrante leggerla e ascoltarla sapendo che le parole resteranno aeree. In questo momento c’è bisogno di lei, si proponga e vedrà in quanti la appoggeremo!

  28. Davide

    Allora FORZA Oscar, metta su questo movimento con qualcuno di degno, e diamoci da fare.
    Il centrodestra, come le dicevo, non esiste più, e se c’è UNA speranza di poter avere un ruolo importante questa è adesso, che c’è un enorme vuoto da riempire. Da gente con le idee giuste, non dai grillini.
    L’ultimo giro del genere è stato 20 anni fa ed è andato perso, ora c’è un’altra occasione, e se non si sfrutta questa potrebbero passare altri 20 anni.

  29. Tutta l’europa è attraversata da venti che sembrano positivi, nella misura in cui spazzano la politica degli ultimi 15 anni, ma aprono prospettive inquietanti, dalle sinistre radicali e stataliste, alle destre xenofobe, passando per i populisti senza programmi né spina dorsale. Dalla Francia all’Olanda, passando per la Grecia e l’Italia.
    Non posso accettare che alle prossime elezioni l’alternativa sia fra vecchi partiti e forze come queste. E non posso nemmeno “noleggiare” l’immensi Ron Paul.
    Facciamola questa alternativa liberale e liberista, facciamola con Giannino che funga da catalizzatore per elementi positivi, indipendentemente dalla loro provenienza.
    Io ci sono, e porto avanti la mia petizione simbolica che, come sempre, vi invito a firmare e diffondere.
    http://www.petizionionline.it/petizione/vogliamo-l-oscar-in-parlamento/6872

  30. Francesco P

    Il PdL è evaporato, i centristi si sono dimezzati e persino Di Pietro ha perso consenso in diverse realtà locali. Solo il PD, che pure ha continuato a perdere consensi, canta vittoria per un vistoso trucco: “grazie alle primarie ha vinto con candidati non suoi. ma della sinistra radicale”. Tutti i partiti della Prima repubblica che hanno fatto un’operazione di puro packaging sono crollati. Anche la Lega ha perso consensi, forse non quanti qualcuno s’aspettasse date le note vicende e nemesi della laurea albanese del Trota.

    In questo quadro sconsolante emergono due fattori negativi, il Movimento 5 stelle e l’astensione, ed un fattore positivo, il successo di Tosi a Verona.

    I grillini sono protesta viscerale, usano toni da giustizia sommaria e propugnano programmi che, se attuati, farebbero precipitare l’Italia nel medio evo in pochi mesi. Dell’attuazione dei programmi economici a dir poco folli mi preoccupo poco perché non li attueranno, della violenza verbale, della vicinanza ad ambienti ultra e black block e del modo sommario con cui attaccano tutto e tutti invece mi preoccupo molto: sono l’anticamera della dittatura, un’opzione che credo che alcuni vogliano attuare. Esempi famosi di come una risposta “ultras” a situazioni di degrado politico economico abbiano consentito la presa del potere da parte di spietate dittature ne abbiamo avuti tanti, anche in Europa; basta far mente locale al 1917, al 1922, al 1933, ecc. Se questo è il pericolo insito nel M5S, d’altro lato occorre riconoscere che i loro candidati applicano un utile francescanesimo politico e che mettono il dito nella piaga della vergogna generalizzata della attuale classe politica senza dignità e neppure il senso del ridicolo (basta ricordarsi che Scilipoti è una creatura di Di Pietro e tutta quel che è seguito…).

    L’astensione è un dignitoso nulla. A volte è veramente imbarazzante dare un voto non solo turandosi il naso, ma anche con la maschera antigas. Capisco l’astensione, ma è dimostrazione d’impotenza e contribuisce a far lievitare le percentuali degli immeritevoli.

    Tosi è un caso opposto. Ha ridotto di pochissimi punti percentuali il suo consenso pur avendo contro PdL e UDC, che facevano parte della precedente coalizione. Tosi non è un brillante showman, ma è una persona seria e pragmatica, che sa essere indipendente anche dalle vicende del suo Partito. Insomma, appena c’è una persona seria, il consenso arriva in modo trasversale.

    Credo che l’accelerazione degli eventi debba portare a delle riflessioni. Anch’io che in precedenza ero scettico circa la creazione di una nuova formazione politica, sto maturando la convinzione che ci sia lo spazio per agire e che ci sia anche tanta urgenza. Anzi, ci vorrebbero proprio delle persone serie che sappiano rappresentare delle opzioni credibili per gli elettori.

  31. gianni

    qui molti sognano—ma credete che adesso si andra’ a votare–ma quando mai—quelli non vogliono perdere il posto—elezioni rinviate per crisi al futuro….

  32. Michele

    Spero che le sberle agli attuali partiti non si fermino qui e sono fermamente convinto che non si fermeranno vista l’arroganza del potere di Dalema e inciuciari pidiellini. Verranno stritolati e maciullati perchè non hanno capito che sta crollando l’euro e l’Europa al soldo della Germania.Spero che Grillo e i Grillini continuino a battere il ferro ancora caldo.Rigor Mon(r)tis è solo patetico con le sue affermazioni sulle responsabilità altrui perchè sta facendo il dettato berlusconiano con parecchi errori grammaticali. Grazie Giannino di esistere!!!

  33. Adriano

    Io temo che bisognerà che la situazione peggiori ancora un pò per far pulizia di un certo ceto politico, sperando che la situazione non degeneri troppo.
    Non tutto è da buttare, ma i vari Renzi, piuttosto che altri di centro destra di cui ora non mi viene il nome dovrebbero avere il coraggio di sfidare la nomenclatura del partito.
    In ogni caso per dare uno scossone bisogna sin da subito effettuare un forte taglio delle aliquote fiscali, con buona pace del Fiscal (Mortal) Compact tanto caro all’Angelina…
    Contemporaneamente privatizzare tutte le municipalizzate, partecipate (ma più che altro sovvenzionate..) società di servizio pubblico, e tanti saluti a tanti consigli di amministrazione che altro non sono che aree di parcheggio per politici trombati o fonti di sostentamento per familiari di parlamentari (il compagno della sciura Brambilla è ancora consigliere di amministrazione dell’ACI di Milano o Monza o su di lì??).
    Il rapport deficit / pil così come il debito pubblico inizialmente peggioreranno, anche di molto, l’importante è non andare ad incrementare la spesa pubblica improduttiva.
    Se si rendesse necesario si potrebbe portare l’età pensionabile a 70 anni (chi vi scrive è ben sotto i 50 tanto per essere chiari ed è lavoratore dipendente), ed incidere sui famigerati diritti acquisiti diminuendo le pensioni già in corso di erogazione partendo ovviamente dall’alto.
    Ci sarebbe più reddito disponibile e molto probabilmente ripartirebbero senza aiuti di stato due settori quali auto ed edilizia strafondamentali per la nostra economia ed il nostro erario.
    Chiedo lumi a chi può vantare un grado di istruzione e conoscenza specifica in campo macro ecomico migliore del sottoscritto che si è fermato ad un umilissimo diploma, come si può pensare di rilanciare l’economia di un paese se si trascurano i consumi interni?

  34. Marco

    Ascoltando radio24 e leggendo Il blog, ho piena fiducia stima simpatia in lei sig. Giannino, spero nella sua entrata in politica…

  35. Caro Direttore,
    i liberali/liberisti come noi hanno l’americanissimo diritto-dovere di essere ottimisti. Lei purtroppo tende a non esserlo. Ci siamo noi lettori, c’è lei, c’è un popolo moderato deluso e milioni di italiani che aspettano un cambiamento in senso di meno stato e meno tasse ormai da 20 anni.
    Che aspettiamo a fare questa rivoluzione liberale? A propagandare lo stato minimo? Il fatto che abbia fallito Berlusconi nel proporla, non significa che dobbiamo morire statalisti e derubati dallo stato del nostro reddito che è solo e sol-tant-to no-stro!

  36. Forza Oscar, in tanti la sosterrebbero!

    Sul nuovo gruppo FB “Alternativa Liberale” lanciato da Claudio Romiti (https://www.facebook.com/groups/166571963472430/)
    ci si interroga su come passare dallo sfogo quotidiano all’azione in ottica liberista.

    C’è bisogno di una personalità di capacità comunicative eccezionali, credibile e competente che possa aggregare intorno a sé le migliori menti liberali.
    Lei Oscar! Forza!

    Gruppo di sostegno per lei: Oscar Fulvio Giannino: tieni duro! Meno stato, meno tasse! (https://www.facebook.com/groups/330500100347545/)

  37. Federico

    C’è urgenza di una “Giannino Alliance” che unisca Tea Party, Confcontribuenti, think-tank come l’IBL, movimenti secessionisti lontani dalla Lega come Veneto Stato o Pro Lombardia Indipendenza, il Movimento Libertario ecc. C’è un fermento che può trovare solo in Giannino il suo leader

  38. adriano

    Analisi impeccabile.Condivido assolutamente e quasi completamente.Bravo.Ho opinione leggermente diversa sul centro sinistra.Deve ancora finire il comunismo e più che “resilienza” parlerei di resistenza.Per il resto una ventata di analisi corretta.Finalmente,visto il ciarpame di commenti che circola.Anch’io ,pur non condividendo quasi nulla del programma a cinque stelle,benedico la sua vittoria e in queste condizioni sarei disposto a votarlo,ritenendo l’astensione inutile e dannosa.Ben venga anche un successo maggiore.Così come ben venga un movimento liberale e laico a sette stelle.Sono più ottimista di Giannino.Non escludo si possa non dico vincere ma almeno pareggiare.C’è tanto scontento e delusione ma anche volontà di reagire,se qualcuno offre un’opportunità credibile.Bisogna tentare.Non è detto che ci sia il buio oltre la siepe.

  39. antonio

    Chissà, forse fare terrorismo sul debito pubblico a qualcuno serve proprio a (s)vendere il mattone di stato. In passato questo è successo spesso. Ad esempio leggetevi l’intervista data da Renato Altissimo (ex ministro dell’industria) a Lerner: “….. La seconda, Infostrada – cioè la rete telefonica delle Ferrovie dello Stato – fu ceduta all’Ingegnere per 750 miliardi di lire da pagare in comode rate [ indovinate da chi ?? un premio per chi indovina] . Subito dopo De Benedetti vendette tutto per 14mila – ripeto – 14mila miliardi di lire ai tedeschi di Mannesman. L’Ingegnere è diventato ricco. Lo Stato decisamente più povero”.

    Si svegli Giannino !! e, per piacere, tolga quello stupido contatore del debito nella home page !

  40. Gabriele Putti

    Concordo tranne che per il riferimento ai radicali.
    Mi risulta che alla prova dei fatti non abbiano rinunciato ai rimborsi elettorali. Se non altro a quelli per le regionali 2010.

    http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2011/20110174/11A10364.htm

    Però mi sembra di ricordare che abbiano un accordo anche con il PD per 300.000 euro di rimborsi per l’alleanza che hanno fatto alle ultime elezioni politiche.

  41. Dr Giannino,sono d´accordo, aggiungerei solo che questa politica non ha capito che l´era televisiva e´finita e con essa i talk. le nuove generazioni volano in internet e questo Grillo lo ha capito bene. Ha dato una grande picconata alla democrazia parlamentare. non e´piu´necessaria. Con la rete la gente potra fare e decidere all´istante a costo zero. QUESTA SARA´LA VERA RIVOLUZIONE.

  42. MARIA LUIGIA

    GRANDE GIANNINO SEI UN MITO E L’UNICO ECONOMISTA IN GRADO DI SPIEGARE CON SEMPLICITA’ LA REALTA’ DELLE COSE. grazie per dare sempre voce alle piccole imprese ( come la mia) che tutto il giorno sono attaccate da tutte le parti. Ma io non mollo e mi sento un’ eroina , una sorta di partigiana del nuovo millennio perche’ penso comunque che senza economia reale non si possa sostenere nulla.

  43. enzo

    Come si fa,dopo aver letto l’articolo di Giannino,a non capire-mi riferisco al governo e a ABC- ,che, se si prende il pensiero espresso da Oscar G. in queste sue righe si risolvono tanti problemi italiani, in breve tempo che non gusterebbe, senza andare a spendere soldi per dei consulenti,i quali(soldi) si potrebbero girare alle mense di poveri che oggi, purtroppo,sono sempre più piene.Da queste “piccole” cose si percepisce la garnde incapacità che regna da tempo nelle istituzioni italiane. E’ un insulto all’intelligenza di tanti italiani che non vengono ascoltati- vedi Giannino- e altri che devono andare all’estero.Poi criticano i voti di Grillo che dice la verità e si comporta legalmente contenendo le spese e ha tante adesioni;povera Italia.

  44. AlxGmb

    Io resto pessimista e ritengo che la soluzione migliore per l’itaglia sia andare a fondo e poi ripartire.
    Politicamente il problema resta che le idee liberali/libertarie sono minoranza e non prenderanno mai il 51% dei consensi, che significa non avere la forza in parlamento di cambiare rotta.
    Detto questo, sapendo che è una battaglia persa, il mio aiuto lo offro anche io, perchè restare impassibili a guardare ed ascoltare personaggi come Napolitano, Fini, Bossi, Berlusca&Alfano, Bersani, Casini….viene proprio il vomito.

    Salut
    AlxGmb

  45. Paul

    Il primo punto del programma di un nuovo Partito Liberista o comunque si voglia chiamare dovrebbe chiaramente essere una riduzione drastica del prelievo fiscale su tutti, da ciò dovrebbe necessariamente conseguire tutto il resto a cominciare da una decisa riduzione del peso (in tutti i sensi) dello stato.
    A proposito di Grillo, nel suo programma economico (se mai ne esiste uno) si parla già di tassa di scopo per finanziare a livello locale una sorta di reddito minimo garantito per tutti e come inizio o fine non c’è male

  46. Luca

    Riguardo ai radicali . . . non sono diversi dagli altri . . anche loro si sono “beccati” 14 milioni di euro . . per radio radicale .. che non è un servizio pubblico . . e rimane sempre radio “di partito” . . peraltro si tratta di un servizio che dovrebbe essere fatto dalla RAI con le sue radio. . Mi sa che ognuno si fa “gli affari suoi” alla faccia degli italiani . . che continuano a pagare . .

  47. Francesco P

    @AlxGmb

    La vecchia Forza Italia appena nata raccolse un immediato successo proponendo un messaggio politico di libertà economica e di rinnovamento dello Stato. Lasciamo perdere che poi divenne una riedizione della DC e del PSI fino alla sciagurata adesione al PPE nel ’98.

    Credo che la ricettività della gente per una proposta di cambiamento in senso liberale dello Stato, dell’economia e della vita politica sia ancora più forte del ’94. Ovviamente bisogna spiegarla bene e vincere la diffidenza creata dall’inglorioso passato di FI-PdL e della Lega.

  48. ALESSIO DI MICHELE

    Ammiro Giannino per le sue idee, per la sua verve, ma di gran lunga di più per la sua ingenuità/ottimismo:

    1) io ho il cuore radicale da quasi 40 anni, ma quando, in occasione dei referendum di giugno, su “radicali.it” ho letto “lasciamo libertà di scelta, perchè ci vuole ben altro” ho considerato che erano stati infettati dal benaltrismo bersaniano e, come su “Medici in prima linea”, “li abbiamo persi”; ho sperato in un virus, ma firewall ed antivirus erano a posto;
    2) certo, se la demagogia fosse vendibile all’ estero, Grillo risolverebbe da solo qualunque problema economico italiano; ma credo che non la voglia nessuno;
    3) l’ imprenditore che si suicida merita il massimo di comprensione per la sua tragedia, prima di tutto emotiva. Però mi piacerebbe vedere una classe imprenditoriale con una mentalità più aperta: ad esempio gente che non preferisca farsi tagliare una mano al costituirsi come srl: Equitalia mi fa chiudere lo stesso, ma salvo casa; invece, e qulunque commercialista lo conferma, che scherziamo ? La srl costa quei 300 (400 ? 1.000 ?) euro in più all’ anno, quindi non se ne parla ! I costi ? Ma sì, proprio come mentalità abbattiamoli al massimo, chissene frega di un prodotto scadente. Invito ad esempio Giannino a farsi un giro per i bar o le pizzerie romane: per risparmiare sul caffè, sull’ olio, sulla mozzarella e sul pomodoro, vengono serviti caffè e pizze terrificanti: certo una pizza richiede ben 60 centesimi di olio perfetto, io ci metto 30 cent di porcheria ed ho abbattuto i costi, vuoi mettere ? Discorso analogo sulla qualità dei lavoratori, ad esempio; e potrei continuare.
    Quindi smettiamola di idealizzare le vittime: sono vittime, rischiano i soldi loro e quindi fanno quello che vogliono (al più non mi avranno come cliente, ma non c’ è certo il monopsonio), ma anche da parte loro occorre uno scatto di mentalità; guardate qua:

    http://www.youtube.com/watch?v=491J0nwfLi4,

    soprattutto da 1:45 a 1:58.

  49. fabrizio lucchi

    Forza Giannino, ci faccia sognare, si candidi, lei è l’unica speranza di questo sgangherato paese fino ad oggi guidato da caricature di politicanti.

  50. Vincenzo N.

    @Paul
    Loro, i Grillini, sono un magma, con tante “cellule”, li amalgama presentarsi come Partito dei Galantuomini mentre la credibilità deriva dal fatto che non sono preesistenti, che non hanno scheletri nell’armadio.
    Non v’è dubbio che portano via voti ai delusi della sinistra tradizionale (che, se continua così, sarà lei a soffiarli a loro..).
    E’ ovvio che quando parleranno di macroeconomia faranno fatica a pronunciare anche la parola, ma intanto loro procedono e occupano spazio, mentre di liberismo vero non ha il coraggio di parlare nessuno se non per metterlo in cattiva luce abbinandolo alle manovre di MM come fanno i vari Bersani, Lerner, Camusso etc. o giocando piuttosto sulla radice etimologica della parola come fa invece Berlusconi.

  51. Enrica

    Perchè prendersela tanto con il Movimento a 5 Stelle? Perchè vengono definiti Grillini? Forse che se fossero definiti Giannini sarebbero presi più sul serio?
    Non so se saranno la vera alternativa, ma ho massimo rispetto per chi ci mette la faccia pur non essendo un esperto di economia o amministrazione pubblica, o se ha come leader uno che fa il “comico” di mestiere, al più dovrebbe farci riflettere sul fatto che il lavoro che facciamo non ci dota necessariamente di chissà quale privilegio rispetto ad altri. La vita è fatta di opportunità, non uguali per tutti.
    Mi sembra che le menti laureate, avute in questi anni in parlamento non ci abbiamo portato tanto distante.
    Anche lei Giannino, non si può essere così tanto crudi, realisti, lungimiranti e starsene allo stesso tempo dietro le quinte, partecipando a talk show domenicali, visti principalmente da ospiti delle case di riposo.
    Cosa aspetta?

  52. ROBERTO NATALI

    Condivido al 101%, e non da ora, tutto quello che Giannino dice.
    Il rischio è che si affermino sempre più, in Italia ma nche all’estero, quei movimenti
    che sono contro tutto (i not in my backyard) che, non rappresentano di certo le idee
    e le richieste che vengono da un mondo sinceramente liberale e liberista.
    Roberto Natali

  53. Maurizio

    Gentile Giannino,

    vorrei esporle una mia riflessione,
    Quest’ anno la diminuzione del PIL sara’ del 2%, ma la recessione non colpisce tutti nello stesso modo.
    Lo stato LADRO ha figli e figliastri…..il settore statale ha recessione = 0, la recessione e’ interamente a carico della parte di Italia che campa sul settore privato.
    Poiche’ lo stato vale (=ruba) il 50% del PIL ne deriva che la recessione sul settore privato non e’ il 2% ma il 4%!

    Corretto o no ?

  54. giuseppe

    E’ il solito atteggiamento dei vecchi nei confronti dei nuovi arrivati.
    Venti anni fa alla Lega rimproveravano le stesse cose. Poi hanno dimostrato di saper amministrare i Comuni come e meglio degli altri. Oggi questo argomento nei confronti della Lega non lo usa più nessuno. Per contro, la Lega si è istituzionalizzata e guastata.

  55. adriano

    per la redazione : attenzione ci sono 2 Adriano che postano ; uno sono io. Non mi pare corretto. Vorrei indicazioni

  56. Mauro Ongaro

    Proposta: se vi intervistano per un sondaggio dite che voterete per Grillo, poi votate per quello che volete ma servirà smuovere le acque.

    Mauro

  57. Aimone Lodini

    Il successo dei grillini alle recenti elezioni comunali, in particolare a Parma, è un avvenimento che pone alcuni interrogativi.
    Primo: è giusto o sbagliato?
    Secondo: può avere uno sviluppo in campo nazionale?
    Terzo: i suoi sviluppi potrebbero essere benefici?
    Al primo punto la mia risposta è che si tratta di un avvenimento sostanzialmente democratico, e come tale non può essere definito sbagliato. Il movimento nasce dal sentimento popolare che la gestione della politica nazionale è condotta in modi sostanzialmente sbagliati, da politici non abbastanza preparati, da funzionari non sempre adeguati e guidata da interessi non sempre generali.
    Entrare nel merito richiederebbe una trattazione elaborata dei caratteri della democrazia, delle modalità di rappresentanza, della storia del nostro paese, che riempirebbe libri. Sull’argomento esiste una ampia letteratura, che chi vuole può consultare.
    Personalmente essendo di idee liberali, trovo molto adeguato lo scritto del Prof. Bruno Leoni, “La libertà e la Legge” uscito in inglese nel 1956, ma tradotto in Italia, guarda il caso, solo nel 90, se non erro, che in poche pagine tratta l’argomento in modo soddisfacente.
    Al secondo punto la mia risposta è si. Il movimento nasce dal desiderio di trovare soluzioni ai problemi che nascono nella “nuova” società. Dico nuova perché gli sviluppi sociali ed economici degli ultimi anni hanno modificato profondamente la società. Mentre d’altra parte i politici, comprendendo le varie associazioni collegate, cattolici, sindacati, ecc., sono rimasti legati a idee e principi vecchi, certamente non adeguati ai nuovi tempi. Il movimento raccoglie, mi sembra gente giovane, abbastanza istruita, in grado di elaborare proposte adeguate alla situazione. Però la rappresentanza politica di un movimento di questo genere, sostanzialmente popolare, senza organizzazioni particolari, pone certamente un grosso problema, anche se il Webb può giocare un ruolo importante.
    Al terzo punto la risposta è alquanto incerta. La democrazia diretta funzionava anticamente, quando la politica si faceva in piazza tra i “cittadini”. Ma i cittadini erano solo una piccola parte del popolo, quella benestante e istruita, mentre le masse povere e ignoranti ne erano escluse. Oggi molti se non tuti sono in grado di esprimere la propria opinione, ne nasce una grande confusione di pareri, tra i quali può essere difficile o impossibile fare una scelta. Dalla confusione può nascere scontento, dallo scontento la protesta, con conseguenze non immaginabili. Gli esempi della storia ci dicono che in tali casi, per sistemare le cose che ormai non sono più governabili, occorre la forza, un uomo forte, che prima o poi viene alla luce. E allora addio democrazia.

    Aimone Lodini
    Stradello A. Nattini,7
    43023 Parma
    Tel 0521244808

  58. giuseppe

    @Mauro Ongaro
    Quando ti intervistano per un sondaggio di opinione, alla seconda o alla terza domanda, se non gli piace chi sei o quello che dici ti mollano subito con una scusa. A me è capitato tre volte. Da allora, nessuno mi ha più telefonato.
    Tranne, naturalmente, quelli che vendono sevizi telefonici o energetici.
    All’ora di pranzo, tutti i santissimi giorni che Dio manda sulla faccia della Terra. Tanto per rompere le palle ed essere sicuri di beccarti.

  59. Bartolo da Sassoferrato

    Già il fatto che sia stato inserito in costituzione,attraverso un parlamento di nominati da 5 persone che non hanno alcuna voglia di contrattare posizioni ma solo di decidere a mani libere,senza che per altro la rai(servizio pubblico) abbia aperto dibattiti sul tema la dice lunga su quanto questo paese sia democratico.Dalla Grecia vedo poi un altra lezione che molti non colgono….c’è un problema di governabilità,ma nessuno pensa di cambiare la legge elettorale per poter escludere partiti che non si ritengono degni di sedere in parlamento(Napolitano docet),mentre da noi ogni volta si cambia legge lelettorale non in base a principi di rappresentanza ma in base alle convenienze dei soliti partiti che non vogliono perdere voti e con mille alchimie giuridiche restano sempre la.Proporzionale puro e nessun finanziamento alle formaziono politiche…cosi finalmente si vede che faccia ha questo paese.

  60. AlxGmb

    @Francesco P
    Egr. Francesco P, intuisco che Lei è ottimista e speranzoso che una seria proposta liberale possa affermarsi per cambiare le regole di questo stato; Lei valuta maggior la probabilità di riuscita oggi rispetto al 94, a patto di spiegare bene e vincere le diffidenze.

    Io credo che il problema, prima ancora che culturale (vincere le diffidenze e spiegare meglio) sia biologico: il cervello dell’itagliano medio si rifiuta di vedere la realtà e prenderne atto, con le conseguenze che questo comporta. Quando la realtà non è conforme all’idea e al pregiudizio dell’itagliano medio, egli nega la realtà.
    Sulla base di un cervello non abbastanza evoluto si sono poi depositati spessi strati di culture irrazionali, specialmente socialismo e cattolicesimo, che in itaglia hanno creato una corazza potentissima e resistente alla penetrazione di qualsiasi altra idea. Il risultato è una popolazione che bellamente si lascia calpestare e vessare da uno Stato che viene ritenuto comunque necessario e al quale si possono immolare anche le Vite di coloro che si suicidano.

    Senza arrivare ai vertici della politica (Monti & Co.), le suggerisco di frequentare il Consiglio Comunale della citta/villaggio dove Lei vive e si renderà conto della pochezza delle persone che decidono, anche solo quanto deve pagare di TARSU.
    E parliamo delle approvazioni dei Piani Regolatori dei nostri Comuni? Vivo in Lombardia e dal 2005 esiste la lr nr 12 che ha istituito i PGT: al fallimento della pianificazione centralizzata la lungimirante Lombardia come risponde? Con una nuova pianificazione centralizzata!
    NON una voce ha gridato allo scandalo.
    NON è diffusa in itaglia una capacità di analisi secondo un metodo scientifico (Popper, David Deutch), che innestata su idee liberali (Hayek, Leoni, Rothbard) possa produrre quella presa di coscienza che è la premessa fondamentale per poter cambiare.

    La mia sensazione è che oggi, come nel 94, gli itagliani aspettino la venuta di un nuovo Messia, di un nuovo salvatore della Patria, che prenda su di sè il fardello e eviti a tutti gli altri di accendere il cervello ed interrogarsi sulla situazione propria e di coloro che li circondano. Probabilmente andrà proprio così e gli itagliani si assopiranno per altri n anni…oppure si ritroveranno sul baratro e non ci sarà più il tempo di reagire…si volerà di sotto 🙁

    Si vive una volta sola, perchè in itaglia? Meglio andarsene.
    Salut
    AlxGmb

  61. Paolo Venturini

    Il liberismo è finito, mettevelo in testa! nessuno in Italia voterà mai un partito autenticamente liberista! Siete ridicoli!

  62. Claudio Di Croce

    Non condivido affatto l’esultanza di OG : i vecchi partiti sono stati bastonati sopratutto quelli reduci da una esperienza di governo negativa durante una crisi mondiale che non si ricorda da quasi un secolo. Tutti i governi della crisi sono stati bastonati dagli elettori al grido ” piove governo ladro “. E in questa situazione i movimenti alla Grillo hanno vita facile . Ma io credo che OG si renda conto che le uscite di Grillo tipo non rimborsiamo più i titoli di Stato sono molto ma molto peggio del male che vogliono combattere.Io credo che una classe politica seria dovrebbe andare in tv e dire : il sistema di welfare che ha imperato in Europa da cinquantanni , non è più sostenibile e tutti dobbiamo fare i conti con questa nuova situazione , dolorosa , spiacevole, ma inevitabile . Lo Stato deve ridurre TUTTA la spesa pubblica , il debito pubblico deve essere ridotto con la vendita dei beni di uno Stato fallito .La discussione tra i partiti può essere solo su chi deve pagare di più e chi meno per il nostro fallimento . D’accordo che gli italiani sono imbevuti da decenni di cattocomunismo imbroglione e ladro , ma dopo la seconda guerra mondiale persa in un modo catastrofico e dopo una feroce guerra civile spacciata per guerra di liberazione , sono stati capaci di risollevarsi in pochi anni , quasi come i tedeschi o i giapponesi.
    Non vedo quindi le ragioni per cui in una situazione molto migliore di quella degli anni quaranta non sia possibile fare altrettanto . Certo ci manca una guida politica credibile , ma non dobbiamo credere che i politici di allora fossero dei marziani , erano degli italiani con i pregi e i difetti tipici nostri , cioè di un popolo che oltretutto aveva creduto in stragrande maggioranza al fascismo .

  63. mick

    @ LUCA
    Ma è mai possibile?
    Cosa centra Radio radicale? La solita fola quando non si ha altro a cui aggrapparsi !!!!
    Radio radicale svolge un servizio pubblico eccellente che non ha paragone (ovviamente è anche una radio di partito che negli spazi rigorosamente separati fa anche quello) ne da Rai ne da alcun che di pubblico è nemmeno avvicinato! Anzi guardi che c’è pure un radio rai parlamentare l’ha mai ascoltata? Una pena e un costo abnorme. Mai sentito parlare di funzioni pubbliche svolte da privati? Ma forse no…

  64. AlxGmb

    @Paolo Venturini
    Lei è la conferma scritta della correttezza della mia analisi, sopra esposta.
    Questo è un caso in cui è triste avere ragione.

    Hasta siempre al compagno Paolo Venturini.

    Salut
    AlxGmb

  65. mick

    Sul boom del movimento 5 stelle ( non solo di Beppe Grillo) devo dire che condivido in pieno i sentimenti di Oscar Giannino…. ci voleva.
    Adesso è inutile star qui a parlare delle proposte politiche specifiche di Grillo. Chiaro che dice parecchie fregnacce …. c**** ma lo dice anche lui: è un comico!
    Quello che conta è un nuovo modo (almeno la speranza) di fare politica. E’ per questo che molti anche da destra e centro li hanno votati. Se non si capisce questo …
    Quello che manca auspico (per quello che conta) è proprio un nuovo partito (si partito, anche se leggerissimo!) che riprenda questa impostazione sul fronte liberale (laico, libertario e liberista).
    Ho paura che Giannino comprensibilmete sia molto titubante a mollare gli ormeggi e lanciarsi nell’avventura ma se lo dovesse fare penso che un buon numero di persone sarebbero disposti ad aiutarlo.. basta che non sentano puzza di vecchi figuri in cerca di nuova verginità!!

  66. Fabio Cenci

    Povero Paolo Venturini, lui crede che riuscira’ a sfangarla, come i Greci in altre parole. Caro Venturini l’avevo gia’ esortata a contattarmi via Chicago Blog fra 6 mesi, fine anno…..

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1EODS5

    La pacchia e’ finita Venturini, OVER….

    Il conto ci e’ stato presentato, come agli Spagnoli, ai Portoghesi, e i Francesi nel non lontano futuro.

    E’ il tempo della riforma della struttura dello Stato ladrone, delle Equitalie, della Finanza sporca e traditrice, quella che premia i Passera per l’alto servizio reso agli azionisti, e poi lo nominano ministro per lo sviluppo catacombale.

    Oscar Giannino ha ragione da vendere ad essere felice per la batosta dei partiti tradizionali=ZECCA, che hanno infestato questo paese parassitario. Anzi, volevoo dare a OG un motivo in piu’ per essere felice: tempo 6-8 mesi e lo spread va a 600-700-800, siamo tutti gia’ in attesa delle prossime FALSE iniezioni di liquidita’ LTRO e della FED (QE “n”), che genereranno quello che sappiamo…..falsa ripresa delle Borse drogate da questa liquidita’ inesistente dei truffatori delle Banche Centrali……illusione da parte dei Milioni e Milioni di Statali che loro non saranno colpiti……centinaia di migliaia di imprese che chiuderanno per sempre…..criminalita’ in netto aumento….

    Ecco….nel 2013 indovini un po’ caro Oscar…..per chi voteranno gli Italiani che saranno stati martoriati?

    Voteranno Silvio? Bersanov? Il poeta femmineo? Il MONEGASCO par excellance? Il Casinista di default?

    Indovina indovinello?

  67. AlxGmb

    @Claudio Di Croce
    Egr. Sig. Claudio di Croce, il boom economico degli anni 50 è stato possibile grazie agli Italiani che avevano voglia di lavorare IN UN CONTESTO CHE LO PERMETTEVA.
    Non fu merito dei politici, fu merito solo degli Italiani che intrapresero per creare ricchezza in un contesto dove le leggi erano molte, ma molte, meno di quelle di oggi e la burocrazia pesava molto, ma molto, meno di quella di oggi.
    Semplicemente i politici di allora non fecero in tempo a saccheggiare il paese e ridurlo la larva che è oggi.
    Suggerisco la lettura delle raccolte de Il Candido, di G. Guareschi, dove traspare la polemica con cui il Giovannino attaccava la DC, e De Gasperi in particolare; la polemica e le posizioni anticomuniste di Guareschi sono note nel mondo, meno le sue posizioni critiche contro la DC.

    Un esempio.
    Per avere le carte in mano e per esperienza personale:
    – 1956, un sabato mattina, Lombardia.
    Richiesta scritta a mano su carta comune e presentata in Comune per costruire un distributore di carburanti per autotrazione con annessa officina per cambio pneumatici e manutenzione automobili su terreno di proprietà a margine della strada statale.
    Il martedì pomeriggio (3.5 giorni dopo: TREVIRGOLACINQUE GIORNI DOPO), il Comune risponde positivamente con l’autorizzazione scritta a mano e firmata dal Sindaco sulla stessa carta usata sabato mattina per inoltrare la richiesta (non si sciupava nemmeno il foglio per rispondere).
    Il distributore fu costruito e ha dato lavoro e utili (denaro) a 6 famiglie per 60 anni.
    – 2011, Gennaio, Lombardia
    Emetto un ordine per la costruzione di un impianto fotovoltaico su struttura di proprietà. All’interno del progetto è prevista una cabina di trasformazione in media tensione.
    Fino a Dicembre 2011 NON si è mosso un mattone, non si è scavato un fosso, non si è posato un modulo, SOLO attesa della burocrazia e delle autorizzazioni.
    Fino a Dicembre 2011 gli unici che hanno lavorato sono stati i professionisti il cui lavoro è gestire/compilare/richiedere/ottenere burocrazia e autorizzazioni.
    Notare che la normativa per il fotovoltaico è definita come semplificata.

    Chiara la differenza tra gli anni 50 e questi?
    Chiaro perchè oggi nemmeno un giardiniere ha voglia di aprire la partita IVA?

    In questo paese resteranno solo i Paolo Venturini che quando avranno finito di parassitare l’organismo ospite e l’avranno prosciugato collasseranno con lui.

    Dalle mie parti si dice: “quand ghe nè pù, crepa l’asin e chel che ghè sù”

    Salut
    AlxGmb

  68. AlxGmb

    Non ho tempo di cercarlo nel blog, ma qualche giorno fa è passato inosservato un commento nel blog di un utente Campano che segnalava che la Ndrangheta sta riducendo le richieste del pizzo del 30% perchè si rende conto delle difficoltà economiche oggettive e non vuole perdere i poveretti che vessa.

    Monti & Co. aumentano la pressione fiscale.

    Ci sarebbe da ridere, se non fosse tragico fino alla disperazione.

    Salut
    AlxGmb

  69. Fabio Cenci

    x AlxGmb

    Che dire…..bellissimi entrambi i posts che ha appeno pubblicato.

    Gia’, il 1956, sono nato proprio allora….altri tempi….altra gente….

    Oggi bisogna arricchirsi in tre giorni usando leve 100:1……e il bello e’ che i venduti sono quei professoroni di Harvard, guardare il documentario in Italiano “Inside Jobs” che si sono venduti al potere finanziario delle Goldman Sachs e dintorni!

    Documentario impressionante che mette in luce CHI si e’ venduto per costruire questi castelli di sabbia che stanno franando alla prima botta di vento.

    Lo guardi e mi dira’…….e’ dinamite.

  70. antonio

    Salve a tutti. Posto un ottimo articolo dell’economista Alberto Bagnai che servirà a far capire qualcosa a quelli che sostengono la riduzione della spesa pubblica a tutti i costi.
    ——————————————————————————
    L’aritmetica del debito pubblico

    La Ruritania aveva un problema di debito pubblico. L’anno si era chiuso male. A fronte di un Pil di 5 miliardi di scellini ruritani, il debito pubblico era stato pari a 6 miliardi. Il rapporto debito/Pil quindi era stato di 6/5=1.2, cioè il debito era arrivato al 120% del Pil. Se vi siete già persi siete piddini, non preoccupatevi, ci pensa lui.

    I ruritani, popolo di antica cultura, veneravano l’unità. Che avete capito? Non l’unità politica: non erano certo così baggiani da volersi unire al loro ingombrante vicino, la Cracozia. No, solo un continente a guida belga (with all due respect) può credere che “uniti si vince”! E i ruritani, nella loro storia secolare, avevano già assistito all’implosione dell’Unione Europea. Solo che forse non l’avevano capita bene, perché anche se avevano una visione piuttosto lucida di cosa significhi “unità” in politica (qualcosa di simile a quello che succede quando un luccio incontra un persico), loro continuavano a venerare l’unità matematica, il numero uno: 1. Forse un antico retaggio pitagorico, la monade, l’origine di tutte le cose… Comunque, a loro questo fatto che il rapporto debito/Pil fosse 1.2 invece di 1 li disturbava proprio tanto. E quindi decisero virilmente di porvi rimedio.

    Immaginatevi il consiglio dei ministri ruritano. “Dovremmo prendere esempio dalla Cracozia! Guardate: lo scorso anno il loro rapporto debito/Pil era all’80%, ma riducendo la spesa sono riusciti a portarlo al 75%, in un solo anno. Austerità ci vuole! In fondo il nostro bilancio è in pareggio: basta un piccolo sforzo. Riduciamo gli sprechi e portiamolo in surplus! In questo modo il debito diminuirà e il suo rapporto al Pil arriverà a 5/5, che poi è uno degli infiniti modi nei quali si può esprimere la venerata monade: 5/5=1. E comunque, siccome l’austerità deve essere temperata dalla carità cristiana, e prima caritas incipit ab ego, propongo che si tagli un miliardo di scellini di spesa, senza aumentare le imposte. Che poi è esattamente quello che hanno fatto in Cracozia.”

    Plauso degli astanti.

    Si va, si taglia. Il popolo borbotta, ma la risposta è bell’e pronta: lo vuole la monade. E se lo vuole la monade, devi essere un mona per opporti.

    Un anno dopo.

    Arriva trafelato il governatore della Banca Centrale Ruritana (la BCR), con le ultime statistiche sul rapporto debito/Pil. Il consiglio dei ministri, fiducioso, attende di sapere qual è stato l’esito della manovra, ma non è difficile leggere sul volto del governatore della BCR un certo imbarazzo.

    “Allora, governatore, esponga, sciorini i dati: abbiamo la monade? Siamo al 100%?”

    “Be’, veramente le cose sono andate in un modo un po’ diverso”

    “Sì, immagino, l’errore statistico, i ritardi nell’implementazione delle politiche, qualche incomprensibile resistenza alla santa austerità, ma insomma, noi si è tagliato, e il rapporto, se non proprio fino al 100%, sarà sceso almeno al 105%, al 106%? Non saremo da meno della Cracozia, voglio sperare!”

    “Be’, veramente le cose sono andate in modo un po’ opposto (n.d.r.: notate la delicatezza): gli ultimi dati parlano del 125%”

    “Coooooooooooooosa!? Il rapporto è aumentato di 5 punti, da 120 a 125? Ma noi abbiamo tagliato!”

    “Sì, però, sapete, c’è un piccolo problema tecnico. Vedete, il fatto è che la spesa pubblica entra nella definizione del Pil. Noi siamo un’economia di mercato, e quindi il valore totale della produzione coincide con quello della spesa effettuata per acquistare i beni prodotti, che poi a sua volta coincide con la somma dei redditi percepiti da chi li ha prodotti. Sapete, la famosa identità: Y = C + G + I + NX. Il Pil, somma dei redditi (cioè valore della produzione effettuata) coincide con la somma delle spese per consumi privati, C, consumi pubblici, G, formazione di capitale fisso, I, e esportazioni nette. Del resto, pensateci: non è difficile: se nessuno spendesse, se nessuno acquistasse nulla, nessuno guadagnerebbe, e non avrebbe nemmeno senso produrre (visto che nessuno comprerebbe e che quindi non si sarebbe ricompensati per il proprio sforzo). Sì, lo so, è troppo semplice per essere capito. Ma rassegnatevi: la realtà è semplice! Dovrete fare uno sforzo. Ed è per questo che il totale del prodotto/reddito coincide col totale delle spese di famiglie (C), Stato (G), imprese (I) e estero (NX). Ora, voi avete ridotto G di una unità, tagliando tanti sprechi e qualche stipendio, e avete fatto senz’altro bene: in questo modo il bilancio pubblico, che era in pareggio, è andato in surplus di una unità, lo Stato cioè ha risparmiato, e con i suoi risparmi ha ridotto il debito da 6 a 5. Solo che purtroppo… per colpa dei tagli anche il Pil è sceso, da 5 a 4. Si chiama recessione, sapete. E il risultato è che mentre lo scorso anno il nostro rapporto debito/Pil era di 6/5=120%, oggi è di 5/4=125%”.

    “Ma come? Anche la Cracozia era in pareggio di bilancio, si è portata in surplus per un miliardo, e il suo rapporto debito/Pil è sceso! Forse che in Cracozia la spesa pubblica non entra nel Pil? Hanno truccato i conti? Si saranno mica rivolti alla GS anche loro? (n.d.r.: non quella dei supermercati)”.

    “No, no, la contabilità nazionale è uguale per tutti, e se vogliamo anche l’aritmetica. Sì, so che voi la chiamate matematica, ma sapete, qui stiamo parlando di aritmetica, di cose che avete tutti, compresi voi, lettori, studiato alle elementari, di cose che usate nella vita di tutti i giorni con grande scioltezza, ma che poi, quando si tratta di ragionare sui numeri dell’economia, accantonate, abolite, come se partiste dal presupposto di non poter capire. Eppure è semplice. La Cracozia aveva 4 miliardi di debito e 5 miliardi di Pil: 4/5=0.8=80%. Ha fatto anche lei il suo bel taglio degli sprechi: il debito è sceso a 3, il Pil è sceso a 4, e oggi la Cracozia à un rapporto debito/Pil a 3/4=0.75=75%. A cosa gli serva non si sa, ma comunque l’operazione in quel caso ha funzionato, perché aritmetica voleva che funzionasse. Non so se è chiaro. Comunque, è chiaro che dobbiamo prendere una decisione. Cosa intendete proporre per la prossima finanziaria”.

    “La situazione non ci lascia altra scelta: dobbiamo insistere sulla via dell’austerità. La monade lo vuole”.

    Appunto.

  71. Claudio Di Croce

    @AlxGmb
    Forse non sono stato chiaro : io ho detto che i politici italiani di allora non erano dei marziani ma degli italiani con i nostri pregi e difetti . Lei ha perfettamente ragione : gli italiani avevano voglia di lavorare , cosa che adesso esiste molto , ma molto meno. Ieri sera ho visto un documentario molto interessante su RAI 2 che ricordava le manifestazioni a Torino per Italia ’61. Un operaio di allora ha ricordato che la sera prima del suo matrimonio era stato chiamato a fare un intervento su un impianto . E’ andato a lavorare di notte e il mattino dopo si è sposato. Avete presente cosa sarebbe successo adesso ? Innanzitutto nessuno si sarebbe permesso di chiedere una cosa del genere , secondo colui che lo avesse chiesto sarebbe stato denunciato o arrestato subito per sfruttamento , schiavismo , e altre cose simili . I sindacati avrebbero indetto uno sciopero generale , cortei in tutta Italia , proteste alla TV con i giornalisti indipendenti alla Santoro e co.che avrebbero fatto trasmissioni speciali e così via . E l’impianto sarebbe stato fermo.

  72. Alessandro

    Condivido pienamente il pensiero di Oscar Giannino e spero sinceramente che gli italiani si sveglino!!!! non ci sono discussioni da fare o tecnici da consultare bisogna tagliare i fondi e basta!!! dal 10 febbraio sull’onda emozionale del caso Lusi il leader UDC, Casini, annuncia una proposta di riforma……. il resto lo conoscono tutti, nesssun partito ha avuto il coraggio di tagliare un centesimo del finanziamento, scusate rimborso, spero sinceramente che Grillo prenda il 60% dei voti e che poi non tradisca come hanno fatto tutti gli altri, spero che metta in atto delle riforme vere in linea con le necessità del paese per rilanciare un’economia che ha un potenziale alto e che non riesce ad esprimerlo soffocata dall’incompetemza di questi dirigenti e di quelli che li hanno preceduti. Spero che vengano proposte delle riforme del sistema politico che prevedano di applicare retroattivamente l’annullamento di qualsiasi pensione/indennità ecc…. erogata ai politici. Chi entra in politica deve secondo me avere prima di tutto un elevato senso del bene comune e quindi prenderà uno stipendio normale. terminato il suo compito va a casa e riprende a fare quello che faceva prima. Spero che vengano proposte ed attuate delle riforme tese ad incentivare il rilancio dell’industria italiana e straniera con proposte incentivanti per gli imprenditori, non mi dilungo oltre ma potrei scrivere fino a domani….

  73. Paolo Venturini

    E’ chiaro che in Italia e in Europa il liberismo non attecchirà mai. E’ più probabile che si affermi un movimento neonazista come quello greco che stabilisca un regime totalitario. In effetti, prendiamo il caso greco: i Greci, giustamente, non vogliono lo sterminio sociale che l’economia della finanza selvaggia vuole imporre loro. Tuttavia, sono comunque destinati ad impoverirsi, sia che accettino il piano di “salvataggio” sia che lo rifiutino. Praticamente alla fame. In questo contesto, è ovvio, un regime neonazista si affermerà con relativa facilità. Ricordate Weimar? Caos economico e politico. Nessuna ricetta poteva salvare l’economia tedesca e alla fine, dopo qualche tornata elettorale inconcludente, comparve Baffino (quello cattivo, non D’Alema). E’ matematico: la finanza affama i popoli e, superato il punto di non ritorno dei tagli alla spesa pubblica, si afferma il nazismo che si propone come risposta. Poi, magari, qualche problemino lo comporta anch’esso ma intanto si afferma. In Grecia si rivoterà il 17 giugno e scommettete che Alba dorata raddoppierà i voti? Basta poi qualche appoggio nelle forze armate e nell’esercito (diciamoci la verità: in Grecia queste istituzioni non sono esattamente liberali…) e il gioco è fatto. Chiaro? Io non so se l’Italia, la Spagna e compagnia cantante si salveranno. So per certo che è più facile vedere un regime neonazista piuttosto che il liberismo.
    E’ chiaro che tale regime in Grecia cadrebbe presto (magari perché va a impelagarsi – che so – in una guerra “panellenica” con la Turchia che lo bastonerebbe a dovere), ma in altri Paesi come l’Italia sarebbe più duraturo.

  74. Paolo Venturini

    In sostanza, il concetto che ho voluto esprimere è che nei Paesi poveri o impoveriti, si tratti delle Germania di Weimar o della Grecia attuale, le politiche di strozzinaggio e stupro ultraliberista portano, come reazione, al nazismo. La Germania di Weimar era strozzata dalle assurde riparazioni di guerra, la Grecia attuale dagli squali del FMI. Ma i risultati saranno gli stessi. Chiaro come il sole.

  75. ALESSIO DI MICHELE

    @ Paolo Venturini:

    si possono, ovviamente, avere opinioni diverse sui fatti, ma bisogna quanto meno accordarsi su quali siano i fatti, altrimenti si parlano 2 lingue diverse:

    1) a parte il fatto che il liberismo la Germania non l’ ha vissuto nè con Guglielmo 2°, nè con Weimar ed ancora meno con Hitler, la principale causa economica del nazismo sno stati probabilmente i proibitivi danni di guerra voluti in primis dalla Francia. Sarà spero chiaro che i danni di guerra, per essere imposti manu militari, non sono certo liberistici;
    2) se lei dice che in Italia mai si è visto liberismo poi dice che ci sono danni da ultraliberismo, beh, faccia pace con la logica; tra parentesi cosa ci sia di liberistico in una serie di banche salvate coi soldi pubblici e per questo obbligate a comprare pagherò di stato, lo sa solo lei; cosa ci sia di liberistico nella previdenza obbligatoria, nel principale operatore del metano proprietario dei tubi, nello stato che dalla benzina guadagna, senza fare nulla, più della Esso e degli arabi messi insieme, etc. etc. anche questo è come la verginità della Madonna: o fai atto di fede od è una presa in giro della decenza e della logica;
    3) rinnovi il suo armamentario retorico: la categoria della cattiva finanza affamatrice era grottesca negli anni ’30: oggi è pure rancida. E quando, invece, la cattiva finanza affamatrice sottoscriveva circa 1.000 miliardi di € di nostri debiti era ugualmente cattiva ?
    4) Ma italiani, greci, francesi, … non hanno nessuna colpa ? No, perchè una posizione del genere già l’ aveva presa Sordi quando faceva credere alla sua amichetta che i cattivi inglesi l’ avevano affamato chiudendo il canale di Suez (cfr. “Il vedovo”): anche qui l’ hanno preceduta, ed anche con una gran dose di umorismo nero.

  76. Paolo Venturini

    Chiacchiere! Lei vedrà che succederà alle elezioni greche del 17 giugno! Quando la svastica tornerà a sventolare sull’Acropoli forse vi pentirete di aver sostenuto la necessità di affamare i Greci.

  77. Bruno

    Le svolte autoritarie sono conseguenza di situazioni rese instabili dal punto di vista sociale, economico e etico. Quel che occorre chiedersi è perchè tali instabilità si verifichino e la riposta sarebbe molto articolata ma si può sintetizzare con una parola: collasso interno. Di questo stiamo tutti parlando: la nostra società come altre si sta avviando al collasso perchè non ha la volontà, non ha la forza morale, non ha la consapevolezza di essere un insieme dove ogni membro deve contribuire e portare un pezzo del peso della stabilità, del progresso, del sentire comune e del reciproco rispetto. Semplice ! E’ vivendo al di sopra delle proprie possibilità che questo sentire si alimenta? o vivendo una parte a spalle dell’altra come avviene da noi? o non garantendo una giustizia credibile, equa, ferma e rapida? o pensando alla occupazione politica come risoluzione dei propri personali problemi che si alimenta questo sentire? No, ovviamente, quindi non ha senso dire che si è affamata la Grecia, la Grecia si è affamata da sè e l’Italia pure lo sta facendo. O si cambia in fretta o si paga il prezzo che potrebbe essere anche il regime paventato. Per questi motivi e per altri è per esempio necessario ed urgente praticare una riduzione delle spese e un alleggerimento delle tasse e questa non è certo una misura recessiva. Rappresentare questi convincimenti è facile prevedere che non porti ad ottenere il consenso della maggioranza dell’elettorato, ma l’obiettivo non è ingannare o suggestionare l’elettorato, questo lo fanno da decenni i politici, con i risultati che si vedono.

  78. Giovanni Russo

    La perdono per conoscere poco Tosi e la realtà Verona. Tosi e’ una sciagura per la citta’ di Verona e lo sarebbe anche per Lega e il Paese nel caso dovesse passare a maggiori incarichi. Incarna la parte più di sinistra e populista della Lega, farebbe passare Di Pietro per un garantista, vede patrimoniali come la soluzione di tutti i problemi, sorregge le piu’ decotte vecchie industrie senza un minimo di investimenti infrastrutturali sul nuovo….e tanto altro…..Piu’ attenzione sulle cose che conosce poco.

  79. Giovanni Russo

    Anche me ha reso felice, ma solo perche’ c’e’ ancora qualche mese per le prossime elezioni. C’e’ ancora qualche mese per cercare di raggruppare i voti liberali-moderati in un qualcosa. Si dia una mossa anche lei che e’ uno dei piu’ adatti a farlo. Coraggio. Bisogna partire da subito , il tempo e’ poco..

  80. claudio p

    @Luca
    Condivido molto di quello che scrivi nei post, ma sui radicali sbagli. Sicuramente non sono dei santi, figuriamoci! Ma sono abbastanza diversi dagli altri.. il punto è che gli italiani orientati verso il centro-destra credono che i radicali siano un po’ comunisti; gli italiani orientati a sinistra vedono i radicali alla mercé delle multinazionali e dei padroni e a quelli orientati al centro sembrano un po’ degli anticristo.
    Secondo me se Giannino fondasse un movimento non si salverebbe dalla censura, dall’ostracismo, dalle menzogne e dalla propaganda statalista e sarebbe ridotto a un lumicino. Subirebbe lo stesso trattamento dei radicali. Che è poi lo stesso trattamento che ha subito Ron Paul (solo che gli americani sono un’altra cosa).

  81. antonio

    @Paolo Venturini

    Lei ha perfettamente ragione. La crisi della Grecia ( e del sud Europa) deriva esattamente dal cambio fisso (euro) e dal differenziale di inflazione con i paesi cd. virtuosi ( che NON sono affatto virtuosi nonostante quello che ci vogliono far credere). Il che ha portanto ad un eccezionale incremento del debito estero (NON del debito pubblico). Per la Grecia sarebbe una VERA BENEDIZIONE uscire dall’area euro (ma naturalmente adesso cominceranno ad uscire le analisi terroristiche delle vari Ubs ec. sulle conseguenze catastrofiche dell’uscita della Grecia dall’euro..)

  82. Vincenzo N.

    @Paolo Venturini
    ma, ragionando sulle quantità – e non sui casi che non fanno volume – lei dove li vede i prodromi del neonazismo in Italia? guardi che la Resistenza è viva nei vostri cuori ma aveva fatto il suo tempo già nel 1945, poi ha campato di rendita e di ricordi perché così faceva comodo per riempire le piazze. Io vedo solo la dittatura attuale con l’abito grigio di MM che trasferisce i risparmi alla classe politica, a qualche oligarca e a milioni di dipendenti statali e talvolta anche privati il cui controbuto alla produzione in media è a saldo negativo. Essi hanno posto di lavoro e reddito garantito, mentre la gente che deve far quadrare i conti e vivere del SUO lavoro è disperata. Bersani Vendola Camusso e C. sono ancora lì con la loro vecchia idea: aumentiamo i poveri e crescerà la nostra base elettorale, poi, al momento giusto, rifondiamo il m’inCULpop (in verità abbeverandosi al Corriere e Rep ci si accorge che esiste già) e godiamo come i fascisti che siamo sempre stati. Loro incarnano la nomenclatura alla pari dei furbi che si spacciano per liberali in modo da pescare voti nell’altra sponda politica, quella che (quando c’era) ha sempre e SOLO chiesto di stare dalla parte giusta del muro.

  83. AlxGmb

    Paolo Venturini :
    Chiacchiere! Lei vedrà che succederà alle elezioni greche del 17 giugno! Quando la svastica tornerà a sventolare sull’Acropoli forse vi pentirete di aver sostenuto la necessità di affamare i Greci.

    Alla richiesta di far rientrare i suoi ragionamenti in un percorso logico, il compagno Venturini risponde: Chiacchiere!
    Bellissimo 🙂
    Sig. Venturini, è persino divertente leggerla, ma cerchi di portare un contributo costruttivo, argomentato e logico…andar per rane non serve a nulla.

    Certo, la sua posizione illogica, confusa e disinformata è maggioritaria in itaglia e probabilmente avrà la meglio alle prossime elezioni politiche, ma questo non significa che sia la posizione giusta.
    Ai tempi di Galileo, solo “Galileo” aveva ragione, gli “altri” avevano tutti torto.
    Noi siamo “Galileo”, lei gli “altri”.
    Si è una magra consolazione per noi, lo so, e probabilmente Lei sorriderà di questo mio atteggiamento.

    Continuando ad inseguire idee socialiste di pianificazione, ed idee socialiste e cattoliche di giustizia sociale non faremo che andare a fondo.
    In effetti i due grossi bacini elettorali sono proprio il pensiero socialista e il pensiero cattolico, chi pesca lì, in buoina fede o no, dicendo ciò che volete sentirvi dire, ha probabilità elevate di successo elettorale…i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Sig. Venturini, Lei ha ragione, esiste il rischio di una deriva totalitaria; ed io sto facendo il porto d’armi.

    Saluti
    AlxGmb

  84. Fabio Cenci

    Esatto, il cattocomunismo imperante in Ita(g)lia ci portera’ alla rovina, cosa che il faccione di Casini mi ricorda ogni giorno che passa; del resto l’immenso debito pubblico che abbiamo ha raggiunto le cifre attuali, piu’ o meno, gia’ 20 anni fa, dopo l’era Craxi.

    Forse il Signor Venturini ignora che in Grecia vivevano da Dio pur essendo un paese povero; cola’ persino i figli prendevano le pensioni di reversibilita’, e il numero degli statali (ergo degli improduttivi) era impressionante.

    Certo che ci sono state 100 concause, e che l’adesione alla moneta unica sia stato il colpo del K.O., non c’e’ dubbio, ma certo la virtuosita’ e la lealta’ del contribuente Ellenico non era, come in Italia, a livelli teutonici, diciamo cosi’, o Svizzeri.

    Quando un paese come in Italia ha uno stato che spende, spesso in modo abominevole, il 60% del PIL….dilapidandolo in “n” mila attivita’ sterili e improduttive, non c’e’ piu’ denaro per crescere; ed e’ notorio che buona parte del 60% serve per mantenere l’apparato statale stesso, che diventa sempre piu’ bulimico con il passare del tempo.

    Se questa e’ la ricetta per toglierci dai guai prepariamoci al peggio.

  85. giuseppe

    A occhio e croce per la Grecia non dovrebbe essere così difficile uscire dall’Euro come per noi. O sbaglio? Una fortissima svalutazione, ma chissenefrega! Già da questa estate farebbero il pieno di valuta pregiata col turismo. Inoltre, non avendo praticamente industria, non subirebbero chissà quali contraccolpi. Hanno per la verità una grossa flotta o almeno grossi armatori. Quindi non dovrebbe essere nemmeno difficile diversificare i loro approvviggionamenti in tecnologie e risorse alimentari. Magari sarà difficile che possano comprare Mercedes e Bmw, ma se si accontentano della Tata…
    Morale: un Paese così piccolo e forse così semplice da amministrare… ma chi glielo ha fatto fare a cacciarsi nei guai? (Commento da ignorante)

  86. antonio

    La Grecia uscire dall’euro ? come fece l’Argentina nel 2001. Interruzione cambio fisso con euro , svalutazione della dracma 40/50 %, inflazione al …. boh, pil a -5/6 % e dopo un paio d’anni ricominciano a respirare: tassi di crescita al 6/7 %, boom export e tedeschi inca….ti come Hitler… FORZA GRECIA !!

  87. antonio

    @AlxGmb

    Caro AlxGmb, tra le politiche neoliberiste e le keynesiane mi pare che la storia abbia definitivamente bocciato la scuola dei Chicago-Boys. L’area euro è una tipica declinazione della politica neoliberista ( con quali brillanti effetti a tutti è dato vedere…)

  88. giuseppe

    @Paolo Venturini
    La svastica? Mhh… Mi sa tanto che è molto più facile che la Grecia trovi un protettore nella Russia di Putin. Questo nessuno lo dice, ma è un vero problema. La Russia non è oggi meno pericolosa di cinquant’anni fa.
    E sapendo chi è il compare, nemmeno per noi c’è da stare allegri.

  89. AlxGmb

    antonio :
    @AlxGmb
    Caro AlxGmb, tra le politiche neoliberiste e le keynesiane mi pare che la storia abbia definitivamente bocciato la scuola dei Chicago-Boys. L’area euro è una tipica declinazione della politica neoliberista ( con quali brillanti effetti a tutti è dato vedere…)

    Egr. Sig. Antonio, se per bocciate intende mai applicate, allora si: sono state bocciate.
    Le politiche keynesiane hanno vinto? Se intende che sono state applicate, allora si: hanno vinto.

    Se vogliamo guardare la realtà: l’intervento pubblico in tutti i campi impera anche nel “libero” mondo occidentale e questa non è esattamente la ricetta della Scuola Austriaca.
    O Lei, onestamente, ritiene che gli Stati non si impiccino di economia e di ogni altro aspetto della nostra vita?
    Alcuni esempi:
    – il debito che tanto fa paura a tutti…è pubblico
    – la scuola italiana, che ha tre volte i dipendenti del Pentagono…è pubblica
    – la Sanità, persino quella Lombarda che funziona meglio di altre itagliane…è pubblica
    – la gestione del territorio (pianificazione centralizzata dell’uso dei suoli)…PUBBLICA!
    – i trasporti (ferrovie, autostrade)…sostanzialmente pubbliche o monopoliste
    – l’Euro sarebbe una invenzione neoliberista? Si rilegga cosa scriveva Von Mises.

    Mi scusi, ma io questo effetto devastante e conclamato che determinerebbe la conferma di un fallimento storico della Scuola Austriaca non riesco a vederlo.

    Parlando dell’itaglia il punto è semplice: lo Stato gestisce il 60% del PIL!! Sarebbe “roba” da Scuola Austriaca? Mah, forse non parliamo la stessa lingua o non abbiamo le stesse informazioni.

    Salut
    AlxGmb

  90. Massimo74

    @antonio

    In europa non esiste la benchè minima ombra di liberismo: abbiamo debiti pubblici giganteschi, spesa pubblica ben oltre il 40% del PIL (in italia poi abbiamo raggiunto il record del 52%), tassazione iperprogressiva sul reddito, contributi pubblici alla green economy,contributi all’agricoltura, salvataggi di banche e aziende decotte a spese dei contribuenti, corporazioni, cartelli,dipendenti pubblici sovradimensionati,ecc.;cioè quello che tu definisci liberismo non è altro che pianificazione politica dell’economia di mercato tipica dei sistemi socialisti e keynesiani.Se vuoi un esempio di paesi liberali e liberisti dove lo stato è molto meno invasivo,ti consiglio di dare uno sguardo all’australia, al canada, alla svizzera o a hong kong: noterai come proprio questi paesi grazie ad un economia molto più libera della nostra, crescono molto
    più di noi, hanno meno disoccupazione,meno povertà e debiti sovrani molto più bassi.Quello è l’esempio che si dovrebbe seguire per tornare ad avere un sistema economico competitivo, invece in europa e in particolare in italia ci stiamo avvicinando sempre più ad un’economia pianificata di tipo sovietico.Ergo, il liberismo lo vedi soltanto tu.

  91. antonio

    @Massimo74

    Mi sembra chiaro che tu non hai un’idea molto precisa di liberismo, neoliberismo, keynesianismo ec.ec. Cmq, per inciso, lo sviluppo italiano degli anni ’50 (richiamato in qualcuno di questi post), avvenne in pieno keynesianismo (fino alla fine degli anni ’70).
    La grande stron..ta fu fatta nel 1981 (complici ed ispiratori anche il tedeschi), con il divorzio Tesoro/Banca d’Italia ( da allora il debito passò da circa il 30 a oltre il 100% del pil).
    Le politiche keynesiane furono messe da parte dopo la grande crisi petrolifera successiva al ’73 (coesistenza disoccupazione/inflazione: impossibile nell’equilibrio keynesiano). Comunque i “successi” dei Chicago Boys sono a tutti noti: Pinochet, Videla ec.ec. (teoria dello shock). E da ultimo questa meraviglia dell’euro.

  92. Massimo74

    @antonio

    Negli anni 50′ la spesa pubblica italiana era al 30% del PIL (oggi siamo al 52%),inoltre non c’erano i contratti nazionali,l’art.18,lo statuto dei lavoratori,ecc, quindi l’italia di allora era un paese molto più libero (e molto meno sindacalizzato) di quanto non lo sia oggi.

    Ti ricordi quanto era il tasso di inflazione ufficiale prima del divorzio tra tesoro e banca d’italia del 1981?

  93. giuseppe

    @Massimo74
    Sì. Ma nel 1975 c’erano i contratti nazionali e si andava bene un pò tutti.
    Nel ’50 invece i ragazzi giravano scalzi e coi moccoli al naso.
    Se dopo l’80 si sono commessi errori imperdonabili,non è una buona ragione per tornare a tempi peggiori. L’Italia era un Paese più libero? Nel ’62 la polizia di Scelba sparava sugli operai a Modena. Qualche anno dopo qualcuno tentava un comico colpo di Stato…
    Oggi bisogna guardare agli altri Stati Civili ( Francia e Inghilterra – per la Germania nutro sempre qualche diffidenza) L’Italia degli anni ’50 assomigliava un pò troppo alla Spagna di Francisco Franco o alla Grecia dei Colonnelli.

  94. Fabio Cenci

    Antonio,

    “questa meraviglia dell’Euro” ci e’ stata spacciata come la piu’ grande conquista del popolo Italiano dai cari Prodi, Ciampi, Amato, ecc.

    Gli occhietti ridanciani di Prodi quando parlava di Euro sono rimasti impressi nella memoria collettiva.

    Non e’ con ricette socialiste trinariciute che si potra’ tornare a crescere; non e’ con slogan del tipo “salario come variabile indipendente da….” che potremo farcela.

    Prima ve lo mettete in testa, meglio e’. A me la macelleria sociale non piace; ma e’ esattamente quello che sta facendo Monti & Fornero con l’allegro supporto del “socialista” Bersani e D’Alema, ecc. e Napolitano, o no?

    Vi va bene che Bersani faccia questo?

    A me Monti non piace, cosi’ come penso che le politiche di Keynes siano fallimentari, non solo quelle di Friedman, e come penso che il “business model” stia cambiando ovunque nel mondo.

    Non e’ con 4 milioni di statali che faremo concorrenza agli altri, se lo scordi.

    Il mondo e’ cambiato, bisogna smetterla di fare gli ultimi kamikaze nella giungla; la guerra e’ finita, quella tradizionale tra destra e sinistra, categorie ULTRA sorpassate che appartengono al 19. secolo.

  95. Giacomo

    @tutti

    Posso confessarvi una cosa? Ho la netta sensazione che Giannino faccia come Grillo.Vuole forzare la gente a prendere coscienza della situazione per spingerli in maniera genuina a rappresentarsi.I cittadini votano i cittadini!

    A quando la costituente liberale del nuovo movimento?

  96. Massimo74

    @giuseppe

    Ovvio che negli anni ’50 c’era povertà, eravamo appena usciti da una guerra disastrosa e avevamo un paese intero da ricostruire, ma è stato in quel periodo che si sono gettate le basi (grazie anche a persone illuminate come Luigi Einaudi) per quello che poi sarebbe stato il boom economico degli anni ’60.
    I contratti nazionali hanno penalizzato pesantemente sopratutto l’economia del sud a causa dell’abolizione delle gabbie salariali e hanno contribuito a far crescere la disoccupazione e il lavoro nero in quei territori.

  97. Massimo74

    @antonio

    L’inflazione fu solo in parte provocata dalla crisi petrolifera, il grosso però dipendeva dal fatto che lo stato finanziava il proprio deficit attraverso l’emissione di nuovi titoli che venivano acquistati direttamente dall BI con moneta fresca di stampa.Non a caso in altri paesi come ad esempio la germania, l’inflazione durante gli anni ’70 era sì elevata, ma non superò mai l’8% (il picco massimo si raggiunse nel ’73 con il 7,9%), mentre in italia viaggiavamo regolarmente con un inflazione a 2 cifre.Solo dopo 1981, cioè dopo il divorzio tra banca d’italia e ministero del tesoro, l’inflazione iniziò a calare in modo sensibile.
    Comunque dai tuoi discorsi mi pare di capire che tu sia favorevole all’inflazione come mezzo per ridurre in termini reali il debito pubblico.Dico bene?

  98. giuseppe

    @Massimo74
    Su Einaudi non mi permetto di esprimere nessun dubbio. Un Gigante.
    Ma se fosse in mio potere fermare il tempo (magari) lo fermerei alla fine degli anni ’70. Del mitico ing. Valletta e del ruffianismo che lo circondava preferirei farne a meno. Una Nazione è grande quando riesce a crescere tutta insieme.

  99. antonio

    Massimo74 :
    @antonio
    L’inflazione fu solo in parte provocata dalla crisi petrolifera, il grosso però dipendeva dal fatto che lo stato finanziava il proprio deficit attraverso l’emissione di nuovi titoli che venivano acquistati direttamente dall BI con moneta fresca di stampa.Non a caso in altri paesi come ad esempio la germania, l’inflazione durante gli anni ’70 era sì elevata, ma non superò mai l’8% (il picco massimo si raggiunse nel ’73 con il 7,9%), mentre in italia viaggiavamo regolarmente con un inflazione a 2 cifre.Solo dopo 1981, cioè dopo il divorzio tra banca d’italia e ministero del tesoro, l’inflazione iniziò a calare in modo sensibile.
    Comunque dai tuoi discorsi mi pare di capire che tu sia favorevole all’inflazione come mezzo per ridurre in termini reali il debito pubblico.Dico bene?

    Non era proprio così. Dai un’occhiata a : http://leprechaun.altervista.org/andreatta_ad_usum_delphini.php

    Io sono super-favorevole a svalutazioni competitive come quella del ’92 (che portò degli enormi benefici al nostro paese nonostante un “poverino” di allora bruciò un mare di riserve in lire per sostenere un cambio indifiendibile: indovinate chi …). Con le svalutazioni competitive possiamo mettere a TERRA la GERMANIA … è la cosa di cui hanno più paura ….
    Quanto al debito pubblico se ritorniamo alla sovranità monetaria diventa un problema INESISTENTE (il nostro porblema è il debito ESTERO, soprattutto privato, e NON il debito pubblico)

  100. Il giudizio sul Pdl è tutto racchiuso nel recente voto anche se dubito che gli attori del partito riusciranno a comprendere il comportamento del loro ex elettorato. Un paragone può chiarire la loro preparazione. Pensiamo a un medico che cerca di dare un nome a una malattia. Ricettario alla mano ordina analisi a non finire ma con una risposta che non riuscirà mai a interpretare. I sondaggi costosi si sprecano ma i nostri eroi non hanno le sonde giuste per capire. Scambiano sempre “fischi per fiaschi”.Proviamo ad andar giù duro. Salvo rare eccezioni incapaci e vagabondi con una presunzione incurabile. Fino a quando Berlusconi faceva miracoli tutto bene. Quando la situazione è cambiata sono piombati in una depressione nera per un futuro che li ha colti impreparati a programmare .Che fare? Casini con i sui spiccioli di senatori e deputati è diventato un loro capo. Li riassicura proponendo anche una legge elettorale fantasiosa e che esploderà nel dopo voto. Col suo “siamo seri” li convince che è giusto portare in processione ,con Bersani, lo stendardo dell’ imu e quello dei rimborsi elettorali. Il tassa-monti è una medicina amara che salverà il paziente. ABC in salita verso il Colle e di ritorno a Montecitorio .E il viaggio continua. C’è chi li prende ancora sul serio?

  101. sergio

    Credo che ai nostri politicanti non sia ben chiaro il concetto di liberalismo e libero mercato , limitandosi ad inutili e sterili liberalizzazioni quali taxi,parcelle professionali e farmacie ,evitando accuratamente di toccare settori che darebbero impulso agli investimenti privati ,alleggerendo in modo significativo la spesa pubblica ; mi riferisco alla privatizzazione del trasporto ferroviario ,separando la rete infrastrutturale dal servizio di trasporto ;mi riferisco all’ENEL, separando la rete di trasporto dalla produzione con la privatizzazione delle esistenti centrali ;mi riferisco alla privatizzazione di Fintecna-finmeccanica ,lasciando ai privati la costruzione di navi,aerei,elicotteri e treni; mi riferisco alla privatizzazione di innumerevoli servizi oggi svolti da partecipate ed enti pubblici di diritto privato.Si occupi lo Stato di controllare,ma per bene, il rispetto di norme e tariffe e lasci la gestione dei servizi e dei relativi investimenti ai privati.

  102. Alessandro Molinelli

    Caro Oscar …
    Forse perchè sei tra i pochi illuminati.
    O forse perchè sei abbastanza lontano dal bosco per vedere le cime degli alberi.
    O ancora perchè la Tua passione Ti spinge e trascina chi come me Ti segue appena possibile.
    In ogni caso … non Ti sembra che sia giunto il momento di raccogliere il consenso che gia hai e diffonderlo ancora di piu per cominciare dal basso una lotta come quella che anche Grillo sta tentando ?
    Ti seguiremmo …. Per la vita, per il futuro dei nostri figli, non piu per il nostro.

  103. francesco miglino

    E’ NOSTRO DOVERE CONOSCERE I NOMI DEI DEVASTATORI DEL NOSTRO PAESE ED I DANNI PROCURATI AL’ ITALIA DALLA INTRODUZIONE DELLA PARITA’ DI BILANCIO.
    UN DOCUMENTO DIRETTO AD OBAMA SU CUI ERA FONDAMENTALE DIBATTERE PER DIFENDERE IL NOSTRO AVVENIRE E’ STATO VOLUTAMENTE IGNORATO DAI GIORNALISTI AFFILIATI ALLE TESTATE A PARTECIPAZIONE BANCARIA.

    I PREMI NOBEL PER L’ ECONOMIA HANNO SCRITTO AL PRESIDENTE OBAMA SCONGIURANDOLO DI NON INSERIRE NELLA COSTITUZIONE DEGLI STATI UNITI IL VINCOLO IN MATERIA DI PAREGGIO DEL BILANCIO.

    NEL NOSTRO PAESE IN FORTE FASE RECESSIVA, SENATORI E DEPUTATI IN CARICA, ESCLUSI ALCUNI ASTENUTI, INVECE DI SOTTOPORRE AD UN REFERENDUM POPOLARE LA MODIFICA DELL’ ARTICOLO 81 DELLA COSTITUZIONE E DIFENDERCI CHIEDENDO INVESTIMENTI IN EURO BOND PER RILANCIARE L’ ECONOMIA, INSERISCONO IL PAREGGIO DI BILANCIO NELLA COSTITUZIONE IN OSSEQUIO ALLE DIRETTIVE DELLA GRANDE FINANZA CHE SPECULA SUI NOSTRI CONTI E RENDE AMARA E INSOPPORTABILE LA VITA DI MOLTI DI NOI.

    LETTERA INVIATA DAI PREMI NOBEL AL PRESIDENTE U.S.A. SU CUI E’ NECESSARIO RIFLETTERE.

    Cari presidente Obama, presidente Boehner, capogruppo della minoranza Pelosi, capogruppo della maggioranza Reid, capogruppo della minoranza al Senato McConnell, noi sottoscritti economisti sollecitiamo che venga respinta qualunque proposta volta ad emendare la Costituzione degli Stati Uniti inserendo un vincolo in materia di pareggio del bilancio. Vero è che il Paese è alle prese con gravi problemi sul fronte dei conti pubblici, problemi che vanno affrontati con misure che comincino a dispiegare i loro effetti una volta che l’economia sia forte abbastanza da poterle assorbire, ma inserire nella Costituzione il vincolo di pareggio del bilancio rappresenterebbe una scelta politica estremamente improvvida. Aggiungere ulteriori restrizioni, cosa che avverrebbe nel caso fosse approvato un emendamento sul pareggio del bilancio, quale un tetto rigido della spesa pubblica, non farebbe che peggiorare le cose.

    1. Un emendamento sul pareggio di bilancio avrebbe effetti perversi in caso di recessione. Nei momenti di difficoltà economica diminuisce il gettito fiscale e aumentano alcune spese tra cui i sussidi di disoccupazione. Questi ammortizzatori sociali fanno aumentare il deficit, ma limitano la contrazione del reddito disponibile e del potere di acquisto. Chiudere ogni anno il bilancio in pareggio aggraverebbe le eventuali recessioni.

    2. A differenza delle costituzioni di molti stati che consentono di ricorrere al credito per finanziare la spesa in conto capitale, il bilancio federale non prevede alcuna differenza tra investimenti e spesa corrente. Le aziende private e le famiglie ricorrono continuamente al credito per finanziare le loro spese. Un emendamento che introducesse il vincolo del pareggio di bilancio impedirebbe al governo federale di ricorrere al credito per finanziare il costo delle infrastrutture, dell’istruzione, della ricerca e sviluppo, della tutela dell’ambiente e di altri investimenti vitali per il futuro benessere della nazione.

    3. Un emendamento che introducesse il vincolo del pareggio di bilancio incoraggerebbe il Congresso ad approvare provvedimenti privi di copertura finanziaria delegando gli stati, gli enti locali e le aziende private a trovare le risorse finanziarie al posto del governo federale. Inoltre favorirebbe dubbie manovre finanziarie (quali la vendita di terreni demaniali e di altri beni pubblici contabilizzando i ricavi come introiti destinati alla riduzione del deficit) e altri espedienti contabili. Le controversie derivanti dall’interpretazione del concetto di pareggio di bilancio finirebbero probabilmente dinanzi ai tribunali con il risultato di affidare alla magistratura il compito di decidere la politica economica. E altrettanto si verificherebbe in caso di controversie riguardanti il modo in cui rimettere in equilibrio un bilancio dissestato nei casi in cui il Congresso non disponesse dei voti necessari per approvare tagli dolorosi.

    4. Quasi sempre le proposte di introduzione per via costituzionale del vincolo di pareggio di bilancio prevedono delle scappatoie, ma in tempo di pace sono necessarie in entrambi i rami del Congresso maggioranze molto ampie per approvare un bilancio non in ordine o per innalzare il tetto del debito. Sono disposizioni che tendono a paralizzare l’attività dell’esecutivo.

    5. Un tetto di spesa, previsto da alcune delle proposte di emendamento, limiterebbe ulteriormente la capacità del Congresso di contrastare eventuali recessioni vuoi con gli ammortizzatori già previsti vuoi con apposite modifiche della politica in materia di bilancio. Anche nei periodi di espansione dell’economia, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita economica perché gli incrementi degli investimenti ad elevata remunerazione – anche quelli interamente finanziati dall’aumento del gettito – sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati da riduzioni della spesa di pari importo. Un tetto vincolante di spesa comporterebbe la necessità, in caso di spese di emergenza (per esempio in caso di disastri naturali), di tagliare altri capitoli del bilancio mettendo in pericolo il finanziamento dei programmi non di emergenza.

    6. Per pareggiare il bilancio non è necessario un emendamento costituzionale. Il bilancio non solo si chiuse in pareggio, ma fece registrare un avanzo e una riduzione del debito per quattro anni consecutivi dopo l’approvazione da parte del Congresso negli anni ’90 di alcuni provvedimenti che riducevano la crescita della spesa pubblica e incrementavano le entrate. Lo si fece con l’attuale Costituzione e senza modificarla e lo si può fare ancora. Nessun altro Paese importante ostacola la propria economia con il vincolo di pareggio di bilancio. Non c’è alcuna necessità di mettere al Paese una camicia di forza economica. Lasciamo che Presidente e Congresso adottino le politiche monetarie, economiche e di bilancio idonee a far fronte ai bisogni e alle priorità, così come saggiamente previsto dai nostri padri costituenti.

    7. Nell’attuale fase dell’economia è pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente. I grossi tagli di spesa e/o gli incrementi della pressione fiscale necessari per raggiungere questo scopo, danneggerebbero una ripresa già di per sé debole.

    KENNETH ARROW, premio Nobel per l’economia 1972
    PETER DIAMOND, premio Nobel per l’economia 2010
    WILLIAM SHARPE, premio Nobel per l’economia 1990
    CHARLES SCHULTZE, consigliere economico di J.F. Kennedy e Lindon Johnson, animatore della Great Society Agenda
    ALAN BLINDER, direttore del Centro per le ricerche economiche della Princeton University
    ERIC MASKIN, premio Nobel per l’economia 2007
    ROBERT SOLOW, premio Nobel per l’economia 1987
    LAA TYSON, ex direttrice del National Economic Council

    francesco miglino segretario partito internettiano

  104. davide ardu

    Da poco sono stato nella segreteria studenti della mia facoltà (a Cagliari).
    Fila immensa, orario di chiusura dell’ufficio una del pomeriggio, ma i dipendenti per non tornarsene a casa alle tre chiudono le porte a mezzogiorno non lasciando più entrare nessuno. Essendoci un solo ingresso per il pubblico, da mezzogiorno fino all’ora di chiusura una funzionaria abbandona il suo lo sportello per andare a fare il vigile urbano, non facendo passare più nessuno. E così i tempi per l’utenza raddoppiano, la segreteria per un’ora su quattro ogni giorno paga una persona per nulla, e sopratutto se non vuoi tornare un’altro giorno devi attendere dentro anche se avevi già preso il ticket; non puoi sbrigarti neanche qualche commissione come restituire il libro che hai preso dalla biblioteca di fronte, o andare a prenderti il quaderno per studiare nell’attesa. Ma le pare normale? E tutto questo va avanti da anni. Uno studio dimostra che le regioni dove i servizi del pubblico funzionano meglio sono quelle più avanzate. Io mi chiedo, a quanto ammonta il danno per questa idiota inefficienza? Ho fatto notare sia a un funzionario che al presidente della facoltà che esistono metodi più intelligenti di affrontare questo problema organizzativo: basterebbe chiudere le porte e far uscire chi sta ancora aspettando dentro dopo mezzogiorno dalla porta dove entrano i dipendenti (come fanno le farmacie), oppure dare un numero limitato di ticket a mattinata. Invece no. Per cause incomprensibili a noi comuni ignoranti, un’impiegata deve stare un’ora a non far niente e tenere ostaggio dentro chi ancora sta aspettando. Perché il dirigente con cambia sistema, non ci vuole niente, non bisogna cambiare nessun regolamento, sarebbe facilissimo, si può fare SUBITO. Ma perché in Italia non è mai possibile cambiare niente, anche quando si tratta di cose semplici, persino stupide?
    Perché i baroni del Pubblico sono esenti dal rendere conto della loro produttività a qualcuno, non hanno alcun interesse a far migliorare il loro settore? E non è vero che non è il caso d’interessarsene perché si sta parlando soltanto di una banale questioncina come la fila in un ufficio universitario, perché è lo stesso meccanismo, lo stesso disinteresse che poi porta a scrutinare voti in quattro giorni anzichè due, e a tutte le altre lungaggini che tutti sappiamo. Propongo una legge per responsabilizzare anche i dipendenti pubblici, renderli movibili, soggetti ad una remunerazione rapportata alla loro produttività, e pubblicare in internet una statistica sul grado di soddisfacimento degli utenti con cui si rapportano.


    Davide Ardu, studente, 23 anni

  105. francesco miglino

    IL PROF. MARIO MONTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, DEVE TRANQUILLIZZARCI DIFENDENDOSI DALL’ ACCUSA DI ESSERE UN “UN BUGIARDO ED UN CRIMINALE CHE LAVORA PER PORTARE ALLA ROVINA L’ ITALIA” LANCIATAGLI PUBBLICAMENTE DAL GIORNALISTA PAOLO BARNARD.

    Egregio prof. Mario Monti, Lei è stato pubblicamente definito un “bugiardo ed un criminale” nel programma “ L’ ultima parola” del 25/05/2012 trasmesso sulla rete di stato Rai 2 dal noto giornalista Paolo Barnard che ha poi affermato: “ (…) quello che le industrie italiane stanno vedendo oggi e’ un progetto di distruzione e di deflazione economica del sud-Europa.” E rivolgendosi a Lei ha detto: “(…) questo disgraziato ci sta rovinando con delle politiche studiate a tavolino per deflazionare l’ economia e mandare migliaia di famiglie e di aziende in rovina per un cartello di speculatori finanziari e di industrie speculative franco-tedesche a cui lui risponde.”

    Egregio prof. Mario Monti, in qualità di Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana ha il dovere istituzionale di tranquillizzarci difendendo la Sua onorabilità, dimostrando agli Italiani, nei Tribunali della Repubblica, che le accuse gravissime che Le sono state rivolte sono infondate.

    Le abbiamo ripetutamente espresso stima, certi che il Suo solenne giuramento di fedeltà alla Costituzione La vincolasse a lavorare per il bene dell’ Italia, difendendoci, grazie alle conoscenze da Lei acquisite nei circuiti della Bildenberg, della Trilaterale e della Goldman Sachc, da eventuali progetti della grande finanza dannosi per il nostro Paese, ed affinchè elaborasse e proponesse all’ Europa ed alle banche regole e metodi che favorissero la ripresa e lo sviluppo di cui il Suo Paese ha vitale ed urgente bisogno per rilanciare le industrie dalle variegate e geniali produzioni reali.

    Purtroppo annotiamo il costante prevalere di quella Germania che, in un recente passato, ha devastato l’Europa cavalcando il mito dell’ “arianità” e che oggi impone, con la cura delle “virtù contabili tedesche”, un’ austerità che ha dimostrato nei fatti di essere rovinosa, poiché non ha salvato ma scientificamente distrutto l’ economia greca, causato gravi sofferenze al popolo greco e crudeli patimenti agli innocenti bambini greci che, nel cuore della civile Europa, soffrono la fame e la denutrizione come documentato e denunciato dall ‘ Unicef.

    Contiamo sulla Sua consapevolezza e sulla Sua denuncia della perversità di questi itinerari imposti alla Grecia, non compatibili con la cultura europea ed il sentire dei popoli europei, ma frutto di prassi economico-bancarie palesemente ed innegabilmente distruttive, che debbono essere da subito condannate e avversate per impedirne l’ applicazione anche in Italia.

    Purtroppo i risultati concreti delle cure europee finora applicate sono i suicidi avvenuti in Italia che si sommano con quelli avvenuti in Grecia, la incertezza delle famiglie, la disperazione degli imprenditori che nelle banche non trovano accoglienza per finanziare i piani produttivi. Per questo sollecitiamo le immediate soluzioni fattibili a costo zero da prendersi per il bene comune, come previsto dalla Costituzione a cui Lei è vincolato da un giuramento di fedeltà.

    Proponga con urgenza la legge a costo zero per imporre alle banche di scegliere se essere ordinarie o speculative, classificazione socialmente utile ed indispensabile, peraltro in fase di elaborazione anche in America.

    La Cassa Depositi e Prestiti dispone di una liquidità inutilizzata di circa 180 miliardi di € con cui è possibile erogare da subito i 100 miliardi di lavori eseguiti per conto dello stato da migliaia di imprenditori che rischiano il fallimento. Il pagamento dei debiti, oltre a dare impulso ai consumi ed alla ripresa, non incide sul debito pubblico ed evita la perdita di migliaia di imprese che non riapriranno più se falliscono, nonché il suicidio di decine di imprenditori. La soluzione Passera non risolve le drammatiche situazioni dell’ immediato ed allunga l’ agonia di molte aziende.

    Siamo certi che difenderà il Suo onore, provando che lavora per il bene dell’ Italia e che il giornalista Paolo Barnard, benché organizzatore di un convegno a Rimini che ha visto la presenza di importanti premi Nobel per l’ economia, si sbaglia e danneggia la Sua immagine causando angoscianti apprensioni e diffondendo il sospetto che Lei lavora per portare alla rovina l ‘Italia e l’ Europa al servizio della speculazione finanziaria.

    Restiamo in attesa di seguire il processo e la fase dibattimentale della Sua difesa e distintamente La salutiamo.

    Francesco Miglino

    segretario del partito internettiano.

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