17
Ott
2012

Deduzioni per l’auto irragionevolmente limitate

Pur di incrementare il gettito questo Governo, come quelli precedenti, si presta ad manovre che sconfinano nel sopruso fiscale alimentando impunemente la già grave situazione di congiuntura con l’effetto di esporre le Imprese ed i Lavoratori Autonomi a maggiori oneri tributari e nel contempo di minarne la già compromessa competitività: nei fatti il Premier Monti “predica bene, ma razzola male” perché,

nonostante i proclami rassicuranti e la propaganda incoraggiante, continua a spingerci nel baratro. L’ulteriore intervento sulla deducibilità delle spese relative alle autovetture strumentali ne costituisce un ennesimo esempio.
Il regime attuale prevede che può essere dedotto un ammontare pari al solo 40% della quota di ammortamento (calcolata senza superare il valore massimo di € 18.076,00 che è già di per sé uno sbarramento illogico ed assurdo) e delle spese di gestione (bollo, assicurazione, manutenzioni, carburante, …): la ratio di questo trattamento speciale risiede nella presunzione che l’autovettura viene utilizzata sia per assolvere alle esigenze lavorative, sia per esigenze personali, anche indipendentemente dalla sua destinazione strumentale eventualmente esclusiva; siccome sarebbe estremamente complicato, se non addirittura impossibile, stabilire quanta parte della spesa è riferita all’attività e comunque si potrebbe prestare a facili elusioni, la deduzione è stata forfetizzata nella misura del 40% (fino al 2006 tale promiscuità era individuata nella misura del 50%). E’ molto improbabile che, dedicando al lavoro almeno 5 giorni su 7, si possa astrattamente ritenere congruo un utilizzo dell’autovettura per scopi privati inferiore al 50%, ma nell’incertezza il sistema del fifty fifty è almeno un criterio convenzionale generalmente accettato e riconosciuto.
La riforma Fornero, per finanziare gli oneri derivanti dalla nuova normativa sul lavoro dipendente ed assimilato, dal 2013 aveva già previsto la riduzione della deduzione al 27,50% senza alcun fondamento logico e nemmeno ragionevole; la differenza del 12,50% ovviamente avrebbe appesantito ingiustamente il prelievo fiscale a carico delle Imprese e dei Lavoratori Autonomi ed influito negativamente sulla loro competitività. Con la Legge di Stabilità in corso di approvazione il Governo ha ora ulteriormente eroso la deduzione riducendola al 20% a decorrere dal 1° gennaio 2013 (???) andando ad aggravare ulteriormente la situazione delle Imprese e dei Lavoratori Autonomi che accuseranno un aggravio complessivo pari addirittura al 20%, ma (come si dice) “i soldi degli altri non valgono mai niente” e perciò in regime di emergenza finanziaria tutto è possibile … tanto, alla fine, nessuno protesta mai!
A questo punto si impone però una verifica di congruità: l’auto è indubbiamente uno strumento essenziale ed indispensabile per qualunque attività imprenditoriale o professionale e, considerato il tempo che normalmente occupa, può essere logico e ragionevole presumere che solo il 20% (o il 27,50%) delle relative spese siano verosimilmente riconducibili all’esercizio di quella stessa attività di Impresa o di Lavoro Autonomo?
Se si potesse disporre di una “auto blu” (come chi vara certe norme), non bisognerebbe utilizzare quella personale e non si potrebbe neppure vantare alcuna deduzione, ma dovendo necessariamente utilizzare l’auto propria si deve necessariamente considerare quanto incide il relativo costo nell’esercizio dell’attività. Considerando impraticabile l’adozione di un criterio di tipo personalizzato e dovendo perciò ricorrere a valutazioni generali ed astratte, si può ipotizzare la seguente situazione: ogni settimana è formata da n. 168 ore (giorni 7 x ore 24) e comprende generalmente n. 56 ore (giorni 7 x ore 8) dedicate al riposo notturno; delle n. 112 ore che rimangono almeno n. 40 ore (anche se mai si scende al di sotto delle n. 60 ore settimanali) vengono dedicate al lavoro; l’incidenza del tempo dedicato al lavoro imprenditoriale o professionale (n. 40-60 ore settimanali) su quello effettivamente disponibile (n. 112 ore = n. 168 ore totali – n. 56 ore di riposo notturno) è perciò del 36-54% con una media di almeno il 45%. Di conseguenza, se si volesse stimare una soglia di deduzione compatibile con la situazione di chi gestisce una attività di Impresa o di Lavoro Autonomo non si potrebbe mai scendere al di sotto del 45%; l’originaria soglia del 50% basata sulla valutazione equilibrata dell’inestimabile era perciò perfettamente congrua e coerente.
Ciò dimostra l‘assoluta illogicità ed irragionevolezza della riduzione della deduzione fiscale riguardante le spese dell’auto e la sua natura clamorosamente impositiva discriminatoria e perfino persecutoria in danno di uno specifico comparto economico formato dalle Imprese e dai Lavoratori Autonomi. La pressione fiscale si può infatti aumentare sia incrementando le aliquote delle imposte, sia riducendo le spese deducibili; nel primo caso, essa si distribuisce indistintamente su tutti i Contribuenti; nel secondo caso invece penalizza soltanto quella categoria di Contribuenti formata dai cd. “lavoratori indipendenti” …, ma tanto sono tutti evasori e perciò chissenefrega!

41 Responses

  1. Carlo Piana

    Non posso che sottoscrivere parola per parola. Se uno va a controllare il mio telepass vede quasi soltanto casa-lavoro-casa, e non sono pochi soldi (tra bollo, assicurazione, autostrade, benzina, tagliandi, gomme siamo sui 5000 euro all’anno, senza contare il deprezzamento). Già il 40% è assurdo. Il 20% è una barzelletta. Come la tassa sul telefonino dichiarato per uso business eccetera eccetera. Voglio emigrare!

  2. lorenza

    COSA VUOI CHE IMPORTI ALLA FORNERO E COMPAGNI DI MERENDE TANTO HANNO IN DOTATAZIONE L’AUTO BLU CON TANTO DI AUTISTA E GUARDIA SPALLE A SPESE NOSTRE, 365 GIORNI ALL’ANNO

  3. Enrico Bertolotti

    Non sono d’accordo. Perchè anche il 50% in alcuni casi è veramente poco. Oggi esistono strumenti di controllo molto soffisticati che consentono di verificare certamente il percorso (telepass), il consumo di carburante (carta di credito), gli altri costi (siamo obbligati a bonificare tutti i pagamenti di fatture). Pertanto un controllo ad hoc è certamente fattibile. Si dovrebbe poter optare per una soluzione “forfettaria” (50%) o analitica (come, d’altronde, fanno già gli agenti di commerico). E certamente non vado a Grumello (tanto per dire) per turismo durante la settimana. In aggiunta ci sono i conta chilometri elettronici che consentono una verifica corretta anche dell’utilizzo. Preferirei di gran lunga un controllo + accurato che questa rapina reale (alla mancata deduzione di costi si aggiunge il falso reddito dovuto al rimborso in fattura delle spese sostenute!!!!)
    Su 50.000 kilometri significa che 22.550 Euro in meno di spese sacro sante non mi sono riconosciute e altrettante sono poste quale reddito!! Facciamoli pagare le auto blu, senza possibilità di detrazione e poi vediamo.

  4. Enrico Bertolotti

    Aggiungo: perchè la Corte dei Conti o altra Corte (sono troppe anche queste, si perde il conto) ha cassato i provvedimenti per i magistrati? Perchè erano discriminatori nei confronti di una categoria (la LORO!! guarda caso). Perchè non impugnano anche questi di provvedimenti? perchè hanno l’auto di servizio e pertanto la cosa non li tange!

  5. Lucio Adorni

    Oltre a condividere tutto chiedevo se questa riduzione riguarderà anche gli agenti di commercio ??!!??
    Già le spese sull’auto sono diventate insostenibili se poi non riusciamo neanche a dedurle veramente per noi agenti di commercio che passiamo oltre l’ 80% del nostro tempo in macchina è veramente finita !!!!
    Io spero sempre in Oscar Giannino e il suo Fermare il Declino !!!!!!

  6. Dibo

    Non ricordo quanto è che posso detrarre, da dipendente, circa auto, benzina ed autostrada (queste ultime due, 500€ mese).
    Se qualcuno mi illumina gliene sarò grato.

  7. Mike

    L’ennesima, vergognosa e impunita rapina da parte dello “Stato – Ladro – Tassicodipendente”……

  8. carlo

    evviva evviva ,ci stanno facendo quello che le guerre non sono riuscite a fare , distruggere il nostro povero amato paese ,peccato eravamo fino a qualche anno fa’ anche contenti,ora per continuare ad esserlo bisogna cominciare a vedere le cose al contrario, state sicuri c’ elo faranno fare e ci conviceranno, cosa buona è giusta, perchè la colpa è nostra non dei politici,no loro decidono per noi e lo fanno a fin di bene,loro,,poi io mi domando che se a qualcuno lo stipendio che andrebbe dimezzato , sembrerebbe poco , o come mai nessuno torna a fare quello che faceva prima ,ma si giustifica che fare politica e una passione , e ALLORA LA FACCIA FACENDOCI SPENDERE LA META’ PER IL SUO STIPENDIO CHE DIAMO NOI CON TUTTE LE TASSE CHE PAGHIAMO TUTTI I GIORNI O,,, NO, e soprattutto basta politici che difendono categorie di indifendibili altrimenti amministrandoci con il bastone e la carota loro insieme a chi vogliono,,,,, fanno quello che li pare noi si subisce in silenzio e a moversi si rischia di fare il gioco altrui…COSA DICEVO ????? ? non importa stai tranquillo non importa ,HO LETTO SOPRA OTTIME OBBIEZIONI E COMMENTI GIUSTISSIMI CONDIVISIBILISSIMI,ma non importano, non importano,ora che so di piu’ mi fa muovere e noi dobbiamo stare fermi altrimenti si fa gioco.

  9. Manuel Seri

    @Lucio Adorni
    Al momento non si ha notizia di una riduzione della deduzione che possa interessare anche gli Agenti e Rappresentanti di commercio (risparmiato anche dalla riforma Fornero); bisognerà attendere il varo del testo definitivo della Legge di Stabilità

  10. Manuel Seri

    @Dibo
    A favore dei Lavoratori dipendenti le spese per la produzione del relativo reddito vengono riconosciute sottoforma di detrazione d’imposta in misura decrescente rispetto all’aumentare del reddito (cfr. art. 13 del T.U.II.DD.): ad esempio, per un reddito annuo di € 28.000,00 è riconosciuta una detrazione fiscale di € 1.338,00 che, rapportata al coefficiente specifico ed all’aliquota IRPEF del 27%, corrisponderebbe ad una spesa deducibile di € 3.345,00

  11. Marco Tizzi

    @Dibo
    Un dipendente che usa l’automobile per trasferte di lavoro ha diritto ad un rimborso spese che è completamente esentasse per quanto ne so.

  12. Marco Tizzi

    @Dibo
    Nessuno può detrarre i costi per recarsi sul posto di lavoro (tranne i politici, che possono avere un rimborso anche per quello. Tanto paghiamo noi).
    La razio è diversa: quanto si usa l’automobile per trasferte lavorative?
    Per i lavoratori dipendenti c’è la certificazione da parte del datore di lavoro: le trasferte vengono pagate a parte e sono esentasse. Completamente esentasse, incluso l’uso dell’auto aziendale!!!
    Per i lavoratori autonomi si pone il problema: in quale percentuale il lavoratore autonomo usa l’auto per trasferte?
    Non essendoci certificazione si provvede ad una stima: nel resto del mondo le percentuali si aggirano intorno al 70-90%
    Noi siamo arrivati al 20%.
    Quale sarà il risultato?
    Che io addebiterò il doppio ai miei clienti per le spese di trasferta, già più alte che nel resto del mondo, che addebiteranno ai loro clienti e così via, finché non si arriva ad un aumento dei prezzi finali di beni e servizi.

    Oppure trasferirò la mia partita iva in Svizzera, dove posso scaricare l’auto al 90% e le mie tasse questo Stato ladro non le prenderà più.

  13. Dibo

    @Marco Tizzi
    Fai bene.

    Io mi limiterò a tagliare sempre di più qualunque spesa superflua, perchè quei 500 euro al mese da qualche parte devono uscire.

    Mi spiace per ristoranti e pizzerie, che non mi vedranno più.
    Mi spiace per gli alberghi, che non mi vedranno più.
    Mi spiace per i negozi di abbigliamento e calzature, che mi vedranno sempre meno.
    Mi spiace per tutti quegli artigiani dai quali mi facevo fare quei lavori che comunque sono capace di fare: mi arrangerò da solo e non li chiamerò più.
    L’auto me la terrò fino a rottame: Marchionne venderà le sue automobiline ad altri.

    Sono un cattivo consumatore finale, dipendente lavativo, che ormai non ha più nulla da dare.

  14. Felix

    @Marco Tizzi
    Assolutamente corretto, il dipendente prepara delle note spese calcolando i costi a tariffa ACI dei chilometri fatti per lavoro con la propria auto che vengono pagate esentasse. Chiaro che i chilometri casa ufficio non li calcola, non sono a carico dell’azienda. In alcuni paesi ( La Svizzera che tu menzioni ) il dipendente invece scarica dalle tasse i chilometri fatti da casa al luogo di lavoro in base ad una “tariffa ACI Svizzera” impostata per legge. Quando capiranno che il problema non siamo noi imprenditori ma è lo stato ? Ci vediamo in Svizzera, anche io ci sto pensando seriamente !

  15. Felix

    @Dibo
    Ti capisco benissimo e ti prego di guardare la risposta che ho dato a Marco Tizzi, non sono le aziende che sbagliano a chiedere di scaricare le spese di trasferta ( auto ) in modo corretto, siete voi dipendenti che dovete incavolarvi malamente e richiedere di detrarre dalle tasse le spese REALI di produzione del vs. reddito ( spese necessarie per lavorare ) tra cui spesso le più pesanti sono proprio quelle di trasporto. E’ chiaro che se pensate che il problema sono le aziende continuerete a vedere aziende che chiudono o che se ne vanno all’estero poi…. no lavoro no spese per auto…. perfetto !

  16. Vito

    È noi commercialisti che usiamo l’auto quasi esclusivamente per recarci agli uffici finanziari e ai clienti? Perchè ci trattano in modo diverso dai rappresentanti ed agenti di commercio? Personalmente la trovo una ingiusta discriminazione, anticostituzionale!!!@Lucio Adorni

  17. Marco Tizzi

    @Dibo
    Hai capito esattamente come andrà a finire: loro fanno finta di lavorare per te, tu fai finta di lavorare per loro, come in Unione Sovietica.

    Benvenuto nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Europee.

  18. Daniele

    Eppure ci vorrebbe tanto poco a capire che …. invece di fomentare guerre di popolo (ah voi autonomi tutti evasori vi leviamo l’auto!! e voi invece dipendenti tutti a battere la fiacca e tutti in bus!) basterebbe semplicemente consentire a tutti, anche i privati, di dedurre il 100% dei costi, portando il limite d’acquisto a 30.000 euro, per rimettere in moto un settore come quello dell’auto che in Italia pesa tantissimo con il suo indotto e non solo!!
    Più deduzioni, più vendite, più produzione, più occupazione, più domanda ed il circolo diventerebbe virtuoso.
    Invece ‘sti geni della lampada …. ;-(((((

  19. Daniele

    Inoltre potrebbero così recuperare dalle imposte indirette ciò che perdono su un lati da quelle dirette.
    IVA al posto di IRES, IRAP e IRPEF.
    Lo stesso giochino ma alla rovescia che hanno fatto la settimana scorsa con la diminuzione delle aliquote IRPEF alle fasce più deboli e il contemporaneo aumento di un punto di IVA da 21% a 22%.
    Che tristezza!!

  20. Claudio Trento

    Le auto vanno targate all’estero, ma la soluzione definitiva sarebbe che la Germania ci conquistasse, cosi finalmente risolveremmo tutti i problemi italiani.

  21. Stefano Elena

    Il (mal)Governo Monti si sciacqua ad ogni ora il velupendolo con l’Europa. Allora perché non adottare la media dei grandi paesi europei (Inghilterra, Spagna, Francia, Germania) che prevedono per l’auto aziendale di società e professionisti la deducibilità al 100% dei costi d’acquisto (senza il vergognoso tetto di 18.700 euro (con cui oggi non ci si compra nemmeno un’utilitaria, figuriamoci un veicolo di classe appena superiore, indispensabile anche per una banale questione di sicurezza passiva quando si macinano oltre 50.000 km/anno), il 100% dell’Iva e il 100% delle spese di uso e manutenzione. Qui il (mal)Governo Monti sta applicando a tutti coloro che quotidianamente tirano la carretta di questo disastrato Paese una pesante tagliola di anticompetitività e di concorrenza sleale nei confronti degli altri imprenditori e professionisti europei, che possono far valere costi e tariffe migliori di quelle degli operatori italiani grazie alla maggiore (e doverosa!) deducibilità di costi certi e verificabili.
    Il taglio della deducibilità dei costi auto causerà un altro pesante contraccolpo al settore della produzione e della vendita, con conseguente calo di gettito (il settore automotive genera per il fisco del Belpaese oltre il 16% del gettito complessivo), con coseguente rischio di produrre altri pesanti buchi nei conti dello Stato sia per mancato gettito che per maggiori oneri derivanti da licenziamenti, ammortizzatori sociali e chiusura di migliaia di picole e medie aziende.
    Possibile che i (fanta)tecnici al (mal)Governo Monti non ci abbiano pensato? Possibile che per alimentare le solite rendite di posizione a pagare siano sempre coloro che sulle strade devono andarci sempre e comunque, senza alcuna auto blu con scorta al seguito?

  22. Paolo 54

    @Dibo
    io l’ho già fatto, il taglio intendo.
    E anche andando al lavoro in treno (lavoro a 200km da casa durante la settimana), oltre a raddoppiare i tempi di viaggio non ridurrei le spese correnti ma solo quelle fisse di manutenzione e sostituzione della macchina.
    Che ora ha 215.000 km e dovrà farne tanti altri perchè siamo già in negativo durante il mese, grazie anche a leggi folli

    Eppure tanti giornalisti non si accorgono ancora di che razza di Dracula senza cervello sia questo cosiddetto “professore”. A proposito ma uno che parla così male inglese come diamine ha fatto a studiare in america ? Come Prodi, con laurea alla London School, che dovette fare un corso di inglese per andare alla Comunità Europea ?

    I “professori”: Amato, Prodi, Monti >>> i peggiori disastri

    disastri perchè distruggono le attività, le aziende, il know how e non pagano, anzi

  23. Manuel Seri

    @Dibo
    No: il dipendente usufruisce soltanto della detrazione forfetaria variabile che dovrebbe coprire (almeno in parte) le spese per la produzione del reddito che comprendono anche il costo sostenuto per raggiungere la sede di lavoro con qualunue mezzo (anche a piedi!).

  24. Massimo74

    @Daniele

    Basterebbe eliminare la tassazione sul reddito sia delle imprese che delle persone fisiche (magari rendendola incostituzionale) come propone da sempre di fare Ron Paul negli USA.In questo modo non ci sarebbe più il problema di decidere cosa dedurre e in che percentuale.Non ci sarebbe più bisogno neanche di compilare alcuna dichiarazione dei redditi e il ricorso al commercialista diventerebbe a quel punto del tutto ridondante.Si tratterebbe di un risparmio notevole in termini di costi e riduzione della burocrazia per cittadini e imprese.

  25. Gaetano Morgante

    La pressione fiscale ormai ha raggiunto livelli tali da disincentivare qualsiasi attività imprenditoriale o di lavoro autonomo. Di fatto stiamo assistendo all’introduzione di un “socialismo di mercato” ovvero ci lasciano l’illusione di essere ancora proprietari della nostra casa e della nostra attività, ma nella realtà espropriandoci della gran parte del reddito generato ci tolgono anche la possibilità di mantenere la proprietà della casa e dell’attività. Ci lasciano formalmente la proprietà per spronarci a lavorare come matti per poi dare quasi tutto a loro, a quel punto possono permettersi stipendi faraonici e lussi imperiali, nonchè tangenti milionarie che tanto verranno pagate da noi, e poi mi parlano della mancanza di senso civico degli evasori fiscali, oltre al danno la beffa………….

  26. paolo 75

    Il potere di acquisto di salari e stipendi è saltato, non corre come la i media ci vogliono far credere, le tasse sui beni posseduti ci impiccano,
    continute a parlarne e denunciare la situazione il silenzio è morte grazie

  27. TERZO STATO

    Massimo :
    @Lucio Adorni
    Per gli agenti di commercio resta tutto come prima.
    Per tutti gli altri, dal 2013 scatta il regime di schiavitù con le catene…

    Gli agenti di commercio sono già stati pestati negli ultimi 10 anni. Tale professione è ridotta ai minimi termini, tanto da essere meno profittevole di un qualunque lavoro dipendente. La vessazione tirannica è partita proprio dall’auto.
    Nel 1999 si potevano detrarre fino a 50 milioni di lire e attraverso strumento di credito come il leasing, si potevano recuperare anche in 2 anni. Nel 1999 con 50 milioni si comprava una Mercedes classe C station wagon. Da allora la cifra non è stata modificata ma in euro si chiama 25000 euro cioè una Golf, per massimo l’80%, ed in 5 dicasi 5 anni. Considerando una media di 50000 km annui, la macchina è da buttare prima di averla recuperata fiscalmente. Accoppiando questo elemento al prezzo del gasolio, chi fattura meno di 80000 euro lordi di provvigioni annue, guadagna meno di un bidello.

  28. Antonio Cappa

    Io, ingegnere chimico libero professionista, percorro 30.000 km/anno. Circa 25.000 sono di lavoro. Considerando un banale costo di 0,4 euro/km, 10.000 euro tondi tondi l’anno (solo per lavoro intendo). Dei 12.000 euro complessivi, ne scaricherò 2.400. Quindi 10.000-2.400 = 7.600 euro di mancato scarico = 3.500 euro di tasse in più.

  29. Molto Triste

    Questa la regalo al governo, forse Grilli se ne potrà vantare.

    Alcune autostrade hanno 2 (due) corsie, abbiamo pensato di aggiungere una terza corsia in modo da incrementare la viabilità del 50%.

    Dopo alcune settimane : la terza corsia non potrà essere realizzata per mancanza di fondi e per cui la viabilità si riduce del 33%.

    Ma poiché l’abbiamo aumentata prima del 50% e poi ridotta del 33,3% in totale il governo ha migliorato la viabilità complessiva del 16,66% (50%-33,%).

    Sono numeri, mica cose inventate.

  30. Daniele

    @Massimo74
    Siamo troppo “avanti” per quest’Italia.
    Se invece ci tengono un po’ all’oscuro e fomentano il conflitto tra le categorie e le classi sociali con leggi “ad hoc”, dedicheremo le nostre attenzioni agli “orticelli” altrui, invece che ragionare sull’intero sistema.
    “Guardare il bosco dall’alto” richiede uno sforzo quasi “ascetico” a chi è abituato a vedere vari individui “correre urlando nel bosco”.
    E’ una battaglia persa!!
    … forse però lo tsunami che arriverà a marzo 2013 un po’ di sconquasso lo farà e chissà che non cambi qualcosa …

  31. Massimo74

    @Daniele

    La politica, da sempre, trae il proprio consenso attraverso la logica del “divide et impera”.Perchè pensi che abbiano inventato il sostituto d’imposta?

  32. Lorenzo

    Massimo74 :
    @Daniele
    La politica, da sempre, trae il proprio consenso attraverso la logica del “divide et impera”.Perchè pensi che abbiano inventato il sostituto d’imposta?

    Ecco un altro punto programmatico: abolizione dei sostituti d’imposta.

    Non è la prima volta che masscrano l’auto.
    Nel 2006 Visco disse a settembre deducibilità auto dal 50% al 0% per l’anno in corso (più retroattivo di così…).
    Fu una vendetta perchè lo stato italiano perse una causa sull’IVA relativa alle auto e dovette rimborsarla (però la pratica costava almeno 200 Euro).
    Da una veloce statistica, l’auto la uso oltre 80% per lavoro.
    La vicenda mi ha causato 6000 Euro di “danni”.
    Ho comprato un furgone così la deducibilità è del 100% e adesso viaggio per lavoro con quello…

  33. Massimo74

    @Lorenzo

    Conosci Giorgio Fidenato (fondatore insieme a Leonardo Facco del movimento libertario) e la sua battaglia contro il sostituto d’imposta?

  34. Cesare

    Non c’è nulla da stupirsi siamo in uno stato ladro e strozzino, i cui politici,tecnici o non tecnici, da almeno 40 anni si inventano qualunque cosa pur di rubare soldi ai cittadini per coprire i buchi di bilancio creati dalla loro incompetenza e cialtronaggine..poi da veri ipocriti si stupiscono se c’è l’evasione fiscale

  35. Lorenzo

    @Massimo74
    Ne ho sentito parlare.
    Vorrei che entrasse anche in FiD questo principio di civiltà: ognuno deve pagare le SUE tasse. In questo momento i lavoratori dipendenti non ricevono fisicamente in mano il salario lordo, non devono quindi fare un F24 il 15 del mese e quindi non hanno la corretta sensazione della tassazione.
    Il sostituto d’imposta è lo strumento del “divide et impera” di questo stato ladro, falso (Grilli: riduzione di 1% dell’IVA…!!!) e vigliacco (azienda: fai tu lo sporco lavoro di depredare il dipendente per me).

  36. Cesare

    non solo: si penalizza anche il mercato dell’auto; a volte alcune imprese/professionisti cambiavano l’auto solo in base al risparmio fiscale. Ora questi contribuenti renderanno l’auto un bene appartenente solo alla sfera personale a la terranno per molto più tempo. Ciò si rifletterà anche sugli studi di settore, in quanto l’auto (privata), non verrà indicata, spingendo al ribasso la congruità. Complimenti per i multipli risultati negativi conseguiti.

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