13
Ott
2009

Come non detto

Non faccio in tempo a dire (al Mises Seminar) che i continui interventi statali manu monetari nell’economia creano un sistematico moral hazard che rende impossibile il normale funzionamento del mercato, in quanto socializzando i rischi si trasformano i mercati finanziari in un tragico common, e non faccio in tempo ad aggiungere che cercare di risolvere i problemi di una tale politica mediante regolamentazioni prudenziali non fa altro che esasperare il trade-off tra efficienza e stabilità, che la Commissione Europea cerca di dimostrare che ho ragione con una proposta tesa ad ammazzare l’efficienza del mercato pur di garantirne una stabilità resa irraggiungibile dal continuo interventismo statale.La Commissione, infatti, ha proposto di limitare il Loan-to-Value dei mutui al 40%. Questo significa che per comprare una casa da 250,000€ occorrerà, se passa la proposta, avere 150,000€ in contanti. In sostanza, significa tagliar fuori milioni di persone dal mercato immobiliare, o, in termini più economici, impedire la capitalizzazione della propria ricchezza futura (perché un mutuo non è che un anticipo sul proprio futuro reddito, essendo prestito al consumo*), in modo che solo chi è già ricco e chi ha già risparmiato possa accedere al credito, mentre risparmi e ricchezze future non saranno più economicamente spendibili.

Che dicevo a Sestri?

  • Che il moral hazard incentiva il rischio creando opportunità di profitto “inefficienti”, e che impedire agli imprenditori di perseguire profitti, veri o falsi che siano, in un’economia di mercato implica enormi costi di enforcement e monitoring.
  • Che il moral hazard incentiva la ricerca di strumenti per girare attorno alle regole, visto che l’assicurazione (la put option) implicita nell’interventismo funziona anche quando gli imprenditori cercano di aggirarle.
  • Che siccome trasformare i mercati finanziari in un common ne rende il funzionamento rischioso e inefficiente, e siccome l’alternativa ai mercati è ancora più esposta al moral hazard (chi ha mai visto un politico pagare per i propri errori?) e all’inefficienza (basti pensare alla public choice), l’interventismo statale impone la scelta tra la padella e la brace.
  • Che tra la padella dell’inefficienza (vincolare i mercati per impedire al moral hazard di origine politica di influenzare i mercati, togliendo libertà di scelta agli imprenditori) e la brace dell’instabilità (quando il policy moral hazard va avanti a briglie sciolte) non esiste una terza via, a meno di non eliminare la fonte di moral hazard, cioè l’interventismo statale nei mercati finanziari.

Nel frattempo, a furia di intervenire e assicurare i mercati, i mutui a tasso variabili stanno ricominciando a crescere. Come dice l’economista spagnolo Jesus Huerta de Soto, l’interventismo statale in campo monetario ha come conseguenza necessaria il trasformare il mercato in un malato di disturbo maniaco-depressivo.

In definitiva, c’è una cospirazione della Commissione Europea per dimostrare che ho ragione? Vogliono sponsorizzare il mio Nobel per l’Economia? No, purtroppo. Semplicemente, l’interventismo ha una sua ferrea logica interna, che va a favore della classe politica e contro tutto il resto della società. Stiamo oggi pagando le conseguenze di lungo termine della demagogica discrezionalità monetaria di Greenspan e di Bernanke, che nonostante la sconfitta intellettuale della discretion rispetto alle rules, ha vinto la battaglia delle politiche negli ultimi due decenni.

Middle-of-the-road policies lead to socialism, diceva Mises, che aveva capito già tutto ciò quasi un secolo fa.

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