16
Nov
2009

Contrari, essendo favorevoli, alle proposte anti-crisi de Lavoce.info

La redazione de lavoce.info ha lanciato una nuova iniziativa: ogni giorno vengono offerte ai lettori (ed ai politici) pillole di idee per uscire dalla crisi. Tra le prime idee pubblicate, c’è quella di Maria Cecilia Guerra.

Sul fronte delle aziende, per Guerra la priorità è lo sblocco dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Sul fronte delle famiglie, l’economista propone l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari ed una riduzione del carico Irpef sui redditi medio-bassi, attraverso una detrazione sul reddito da lavoro.

Si può essere contrari essendo favorevoli? Vi dico che si può, perché è ciò che accade al sottoscritto leggendo il pezzullo della collaboratrice del sito animato da Tito Boeri.
Ognuna delle proposte avanzate è ragionevole: gli ammortizzatori sociali hanno bisogno di una profonda riforma, che li renda universali e non discrezionalmente legati alle scelte di politica industriale del governo di turno; lo Stato debitore nei confronti delle imprese è immorale; la riduzione delle tasse ai lavoratori può dare una spinta all’offerta di lavoro e alla ripresa della produttività.

E’ la premessa di Guerra che non convince: le proposte che avanza sarebbero l’alternativa ad un non desiderabile taglio generalizzato della pressione fiscale. Perché mai? Non vale forse per le tasse ciò che vale per gli ammortizzatori sociali, e cioè che un intervento universale e non discrezionale è assolutamente più efficace, meno distorsivo, più “equo”?

A proporre la riduzione delle tasse sui redditi medio-bassi, si rischia spesso di ritrovarsi il professorone di turno che propone una “sana redistribuzione”, un aumento di tasse ai ricchi in favore di un taglio per i poveri. E sarebbe pessimo.

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12 Responses

  1. carlo

    ma far pagare le tasse alle coop no per esempio? tagliare i trasferimenti a patronati e sindacati che spostano solo torpedoni di pensionati da una “manifestazione popolare” all’ altra? e aumentare l’ iva ? in un momento in cui le pressioni inflazionistiche sono scarse si potrebbero sostenere le imprese all’ export invece di finanziare l’ invasione della paccottiglia prodotta in paesi dove il lavoro è schiavitù. visto che è li a proposito l’ abbronzato vada a farsi un giro in fabbrica invece di sproploquiare di diritti umani.perchè quello è il punto di equilibrio del mercato del lavoro.se vuoi competere con i cinesi avrai o il deserto o condizioni di lavoro cinesi.

  2. alessandro mangini

    Pienamente daccordo col suo commento; poi sempre la solita storia dei redditi medio bassi, per carità legittimo ma, i dirigenti? o quadri? possibile che nn vengano mai seriamente presi in considerazione?? ci si rende conto che una grossa fetta di vecchi diplomati o giovani laureati fortunati (quelli che si fanno il mazzo 12 ore, che vendono, che trattano col personale…) che pre crisi ma soprattutto pre € guadagnavano quelle 4 lire in più che li gratificava e li stimolava a fare sempre meglio, sono costantemente demotivati e trattati da ricchi(FALSO) da tutte le parti politiche?
    In Italia esistono solo industriali e operai?

  3. andrea lucangeli

    Maria Cecilia Guerra , unitamente al Prof.Giavazzi, sono stati gli implacabili “PM del popolo” nella puntata 02/11/09 dell’Infedele dove hanno spietatamente demolito (con premeditazione e dolo…) la politica economica di Tremonti SENZA CONTRADDITTORIO….- La faziosità di certi personaggi è imbarazzante, solo Lerner può avvalersi di certa manovalanza…per le sue trasmissioni “stile Cuba di Fidel ” (l’ho scritto a Lerner e pure a Guerra e Giavazzi, non ho ricevuto risposta naturalmente).-

  4. Pietro

    @andrea lucangeli
    Vorrei capire perchè si parli come un delitto ( lesa maestà o oltraggio al sovrano?) a proposito di una trasmissione televisiva, essere faziosi, cioè non nascondere cio che si pensa e il fatto che queste opinioni siano basate su convinzioni personali è molto meglio della finta obbiettività di tanti commentatori di serie B.
    Il problema della mancanza di contraddittorio mi sembra secondario, è ridicolo usare gli stessi argomenti dei sostenitori della par condicio dopo averla criticata come un aberrazione politicamente corretta.
    Se Giavazzi e la Guerra hanno detto stupidaggini le persone intelligenti se ne accorgeranno facilmente, se le loro critiche sono argomentate e corrette, non è certo impedendo simili trasmissioni che la reale qualità della politica economica di Tremonti possa venire a galla.

  5. Nessundorma

    Ogni italiano deve essere uguale di fronte alla legge. Anche chi chiude il negozio dopo anni di versamenti di contributi ha diritto alla disoccupazione.

  6. andrea lucangeli

    @ Pietro Quando Gad Lerner vuole è un ottimo giornalista (pur con tessera di partito in tasca, come ha detto ieri sera…).- La trasmissione di ieri ne è stata un cristallino esempio: ospiti ben bilanciati, contraddittorio garantito a tutti, moderatore equanime.- Viceversa l’ignobile puntata del 2/11/09 è stata una imboscata mediatica (premeditata, come mi ha confermato Oscar Giannino) tesa a svillaneggiare Tremonti e con lui tutto il governo.- Che a questa operazione canagliesca si siano prestati “fior di professoroni” è francamente sconcertante: dove sono i principi della democrazia liberale? E’ questo che insegnano ai loro “discepoli”: distruggere implacabilmente il proprio avversario politico con un “processo del popolo” senza contraddittorio e senza difesa? Non è cambiato proprio nulla dai tempi di Toni Negri?

  7. Gigi

    A mio modesto avviso ritengo che diminuire le tasse in se non significhi nulla perchè alla diminuzione deve necessariamente corrispondere un taglio. Il problema dei tagli da ormai più di vent’anni è che si sono dimostrati una via sbagliata per come applicata. E’ stata usata l’accetta e non il bisturi. Gli sprechi sono all’ordine del giorno. A titolo esemplificativo basterebbe iniziare da Sanità (una centrale acquisti regionale obbligatoria per ogni regione – si veda il modello intercentER), Allungamento dell’età in cui si va in pensione (w lo scalone proposto e poi ahimè bocciato nell’ultima legislatura), Informatizzazione spinta (soprattutto della magistratura) e riforma della PA con organizzazione per obiettivi e non per funzioni.
    Serve capacità, visione e tenacia: cioè tutto quello che manca ai nostri politici (tutti)

  8. pietro

    Sinceramente mi sembra pura paranoia paragonare una trasmissione televisiva ad un processo.
    L’espressione di opinioni anche ferocemente critiche nei confronti del potere politico non è un “processo” , nessuna persona viene incarcerata nè condannata a morte, i telespettatori sono liberi di cambiare canale, e nel 99% dei casi sono abbastanza intelligenti da valutare con la propria testa la sostanza delle cose che sentono.
    Anche il paragone con Toni Negri è abbastanza assurdo, credi forse che troppa libertà di opinione sia pericolosa?
    Oltre a ciò l’esperienza degli ultimi 20 anni sta a dimpostrare chiaramente che le trasmissioni televisive non hanno nessuna influenza sulle opinioni degli italiani, pretendere un controllo governativo ( anche solamente con un presunto diritto al contraddittorio ) su tutti i media mi sembra molto più vicino al Venezuela di Chavez che ad una democrazia liberale.

  9. andrea lucangeli

    @ Pietro Ma dove vivi? Non lo sai (o fai finta di non sapere) che in Italia i processi si fanno prima in TV e poi (molto molto dopo, ottenuto il risultato mediatico) segue eventualmente la fase dibattimental-processuale stabilita dal Codice di Procedura Penale.- L’opinone pubblica (purtroppo) si forma ANCHE seguendo la TV e non sui libri o studiando “le carte”.- Una trasmissione televisiva (seppur di nicchia come l’Infedele) ha il dovere (innanzitutto giornalistico) di garantire quella famosa “par condicio” di cui la sinistra per anni si è riempita la bocca.- Oppure lo si dica a priori: la par condicio vale solo per la sinistra (di maggioranza e governativa), quando è in maggioranza il centro destra allora non vale…..- Ripeto, bell’esempio di democrazia liberale.- Se vogliamo parlar chiaro – evitando le “paraculate” – il problema è che la sinistra (a prescindere e per definizione) è convinta di essere sempre nel giusto e sempre politicamente corretta….- Il resto (forma, sostanza, par condicio, contraddittorio) è irrilevante per coloro che sono convinti di avere sempre la verità in tasca….- Su Toni Negri (per carità di Patria) stenderei un velo pietoso…..

  10. bill

    Tornando alle proposte della Guerra: solita, per quanto riguarda la limitazione del calo delle tasse solo per i redditi bassi, paccottiglia socialistoide.
    Però sono migliorati da quelle parti: fino a poco tempo fa avrebbero richiesto una bella patrimoniale su quelli che, nelle loro testoline, sarebbero i “ricchi”, in pieno Franceschinistyle…

  11. Cla

    Non mi nascondo: odio sentire il mio gioielliere piangere miseria perché percepisce 1200€/mese, o il dentista che dichiara un imponibile IRPEF inferiore alla pensione di mio padre.

    Il vero problema è che il loro imponibile è in qualche modo netto – possono detrarre cellulare, macchina, pranzi, ecc ecc – mentre il mio stipendio e la pensione di mio padre sono in un qualche modo LORDI, perchè cellulare computer, macchina, assicurazione e così via non sono da me detraibili.
    Qui è la enorme disparità tra lavoratori dipendenti e quelli autonomi, che in parte spiega perché a parità di imponibile i tenori di vita sono marcatamente diversi tra le due categorie.

    O si tassano i beni degli autonomi contandoli come imponibile nell’irpef oppure si permette a me di detrarre le stesse spese dal mio lordo irpef.

    Altrimenti non ci sarà mai uguaglianza.

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