26
Feb
2023
Infografica sul prelievo fiscale sui carburanti nell'Unione Europa

Sì, l’Italia tassa i carburanti molto più della media UE

Secondo Paolo Attivissimo, il grafico utilizzato dall’IBL nell’ambito della nostra campagna di approfondimento e comunicazione sui temi dell’inflazione “racconta balle”, perché mostra il livello della componente fiscale gravante sui carburanti in alcuni paesi europei in modo “deformato”.

Il grafico non nasconde in alcun modo le informazioni rilevanti. Anzi, le mette con grande evidenza: il cutoff (70 centesimi) è evidenziato con un carattere di dimensioni superiori a qualunque altra scritta; inoltre per ciascuna barra sono riportate le etichette col valore effettivo delle imposte. E’ proprio per questo che lo stesso Attivissimo ha potuto replicare il grafico con “tre secondi passati su LibreOffice”: altrimenti avrebbe dovuto cercare i dati precisi e, anziché tre secondi, ci avrebbe messo un po’ di più.

Il grafico contiene tutte le informazioni necessarie a essere compreso e le fornisce con la dovuta evidenza. Tant’è che, nelle migliaia di commenti che abbiamo ricevuto attraverso i diversi canali, seppure diversi si siano lamentati della scelta della scala, nessuno – ma davvero nessuno – ha pensato che le imposte italiane fossero dieci volte superiori a quelle spagnole. Prova che il grafico ha sortito l’effetto desiderato (mostrare lo squilibrio fiscale tra l’Italia e gli altri Stati membri dell’Ue) senza ingannare nessuno. Inoltre, il tweet incriminato non fa che rimandare a uno studio più ampio – lo Special Report IBL intitolato Modeste proposte contro l’inflazione – in cui la questione viene ovviamente analizzata in modo più approfondito.

D’altro canto, lo stesso grafico replicato da Attivissimo mostra come la differenza nel prelievo sia considerevole. E, a dirla tutta, forse neppure porre un cutoff a zero è, in questo caso, corretto: poiché a livello europeo è definito un livello minimo di accisa (per la benzina, 35,9 cent / litro più l’imposta sul valore aggiunto), se l’oggetto dell’approfondimento sono le scelte nazionali, è questa la base a cui fare riferimento. Questo semplicemente per dire che non c’è né inganno (i dati sono riportati in modo esaustivo e corretto) né malafede (il grafico è pienamente leggibile) ma una scelta (certamente arbitraria) legata agli obiettivi dell’approfondimento, i quali possono essere diversi e che possono giustificare, nelle rappresentazioni grafiche, il ricorso a cutoff diversi.

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