11
Nov
2009

Clima, Obama vede i sorci verdi

Lo diciamo da tanto tempo, noi di Chicago-blog. E non era difficile da capire. Ma ormai, è pressoché certo che il Senato americano non voterà alcun provvedimento climatico entro la fine dell’anno. Niente Senato, aria fritta a Copenhagen. Niente 2009, voglio vedere se l’amministrazione si presenterà all’appuntamento col mid term portando in dono the biggest tax increase in American history. Il bello è che a dirlo non sono i soliti gufi, tra i quali mi iscrivo volentieri: sono i leader democratici ad ammettere che, di questo passo, si andrà poco lontano.

Tanto per capire da che parte soffia il vento:

It’s common understanding that climate-change legislation will not be brought up on the Senate floor and pass the Senate this year.

Max Baucus, Chairman, US Senate Finance Committee

Il senso è chiarissimo. In questi termini, no way. E, allo stesso modo, in questi tempi, no way. Non è difficile comprenderne le ragioni: la recessione ha piegato l’economia americana. Sarebbe davvero difficile, in un momento come questo, presentarsi al proprio elettorato dicendo che, sapete, c’è da salvare il mondo e quindi bisogna consumare meno, pagare di più. Hai voglia a raccontare la favola dei green jobs (oggi l’ha recitata Jeff Sachs, che infatti esprime l’auspicio ma non fornisce dati, perché i dati sono contro di lui). E comunque non puoi raccontarla a quelli che il job lo perdono perché, disgraziatamente, è carbon-based: si tratti di dipendenti dell’industria del carbone o del petrolio, oppure di impiegati in settori energy intensive che, già indevoliti dalla crisi, riceverebbero dal climate bill un formidabile incentivo a delocalizzare. Tanto più che qualunque provvedimento teso a tagliare le emissioni avrebbe effetti profondamente regressivi.

A questo punto, il castello di carte crolla. Copenhagen non sarà il vertice del secolo, ma just another meeting. E Obama non è il redentore. E’ just another George W.

You may also like

Caro bollette costi energia
Caro bollette e pulsioni anti-mercato. L’Italia spende troppo, le ferite si allargano
tassa extraprofitti
Extraprofitti, un flop annunciato. “Intollerabile elusione” o riflesso della sospetta incostituzionalità della norma?
Cosa è il Green Deal Europeo
Rifiutare la neutralità tecnologica: un modo per far male i calcoli

2 Responses

  1. andrea lucangeli

    Oltre al Premio Nobel per la Pace proporrei ai “soloni di Stoccolma” di conferirgli pure quello dell’Economia….tanto, prima o poi, qualcosa di buono farà…..che diamine, non può mica fare tutto subito….per il momento accontentiamoci: ha un bel sorriso, è fotogenico, è “colored”, ha una “bella” moglie e non si strozza davanti alla TV con le noccioline…..non basta?

  2. damiano

    bah . penso che finche non assisteremo a fenomeni naturali tipo “the day after tomorrow” la gente (socialisti , capitalisti ) non capira’ che la natura vince sempre . d’altronde bisogna cercare di salvare il salvabile per le future generazioni , per noi e’ tardi ..

Leave a Reply