21
Mag
2012

Tre fenomeni dalle urne

Abitualmente, sul blog qui evitiamo commenti solo politici, ci concentriamo sull’economia e dunque sulle politiche economiche. Ma mi pare che per una volta si debba far eccezione. Il ballottaggio delle amministrative ha confermato e amplificato il primo turno. Tutto potete dire e pensare, tranne che esserne rimasti stupiti se leggete – non ho detto se condividete, ma se leggete – quanto da mesi scrivo su queste colonne. Chiunque abbia un minimo di antenne sensibili per cogliere ciò che si muove di recente sempre più tumultuosamente nella testa, nella pancia e nel portafoglio degli italiani, non credo possa dire “non me l’aspettavo”. Leggendo le migliaia di lettere che mi arrivano – sono diventate davvero migliaia dacché abbiamo lanciato l’iniziativa disperatimai@radio24.it – e le centinaia di telefonate, personalmente avevo avere dubbi. In sintesi, e lasciando a ciascuno il pieno diritto di spaccare il capello per cogliere questo o quel dato a mio giudizio più di contorno, siamo in presenza di tre macrofenomeni. Uso questo termine perché cambiano il quadro della politica italiana. Nel senso che la seconda Repubblica come l’abbiamo conosciuto è fi-ni-ta. Era già finita politicamente dopo una troppo lunga agonia che non ha fatto bene al Paese, mentre l’euro si avviava a propria volta a diventare un Vietnam. Ma ora è definitivamente sepolta, per espresso e inequivocabile segnale degli italiani.

È finita innanzitutto perché il crinale Berlusconisì-Berlusconino che ha dominato dal 1994 viene archiviato e diventa materia per gli storici – di qui a un futuro mediolungo, per il momento suggerirei di astenersi. Viene archiviato non nel senso – qualcuno nel vecchio centrodestra scommetto che continuerà a pensarlo, povero lui – che Berlusconi non si è esposto alle amministrative mentre, se tornasse a battere un colpo alle prossime politiche, allora sì che le cose tornerebbero come prima. Viene archiviato perché dovunque i ballotaggi sono stati ancora tra vecchia destra e vecchia sinistra, la destra è stata nella stragrande maggioranza dei casi travolta. Se qualcuno penserà a destra che la Puglia fa eccezione, è meglio che ci ripensi. Un conto è la maggior compattezza relativa a seguito della presenza di leader locali con un proprio radicamento, come nel caso pugliese da Lecce a Trani, altro è il senso generale dell’evaporazione del centrodestra a cominciare dal Pdl, in tutto il Nord dell’elettorato d’opinione, che ne rappresentava storicamente un bastione. Da Como a Lecco a Monza scendendo a Lucca e Camaiore, il Pdl evapora. La credibilità di chi ha per 18 anni promesso politiche liberali e sussidiarie, liberalizzazioni e privatizzazioni, meno spesa pubblica e meno tasse, e ha fatto esattamente l’opposto o ha fatto i fatti propri, è semplicemente finita.

È finita anche perché – secondo macrofenomeno – non funziona la valvola di compensazione che in meno della metà del Paese aveva visto, ai primi evidenti segnali di crisi del Pdl, aumentare di converso quelli alla Lega. Tutti i ballottaggi con candidati leghisti sono stati persi. La crisi di credibilità anche qui non è di Belsito o del cerchio magico o della disinvoltura nell’utilizzo del denaro pubblico. È Umberto Bossi ad essere finito come residuo leader politico. La Lega per risalire faticosamente parte della sua china dovrà effettuare una cesura radicale. Non so se ne avrà la forza e il leader, quella forza e quel leader che il Pdl avrebbe dovuto avere da un anno a questa parte, e non ha saputo darsi.

Il terzo macrofenomeno riguarda la sinistra. L’exploit di Orlando a Palermo, la vittoria di Doria a Genova, si aggiungono ai precedenti del tutto analoghi casi di Napoli, Cagliari e Milano. Il Pd perde la guida, i suoi candidati alle primarie sono bocciati, Fassino sindaco di Torino resta l’eccezione e non la regola. È vero però che la sinistra non evapora affatto, a differenza del centrodestra. Semplicemente, il segno che viene dal suo elettorato è di una forte richiesta di politiche antagoniste rilegittimate dal basso, un no al rigore cieco sommato al movimentismo civile e sociale che punisce la confusa linea istituzional-elitaria delle vecchie leadership Pd-Ds-Pds. In ogni caso, la sinistra ha davanti a sé non una ma più prospettive, se le saprà scegliere senza confondersi per strada. Nessuna di esse però è alla francese, perché un forte partito inequivocabilmente socialista che raccolga il testimone della destra che sbaglia nella storia italiana non c’è, e non s’inventa con marmellate pluridentitarie di leader dimezzati. Oggi come oggi la cosa più probabile è che ci penserà Repubblica e il suo editore, a dare la linea.

L’elevato astensionismo e l’esplosione di consensi del movimento Cinquestelle sono il frutto di questi tre macrofenomeni. Un frutto più che annunciato. I grillini sono davvero cosa altra e diversa rispetto ai vecchi partiti. La loro incoerenza e confusione programmatica sui temi economici, di mercato e d’impresa sarà ora chiamata a chiarirsi. Ma i candidati vincono con poche migliaia di euro, e sono un giusto e sentito schiaffo in faccia popolare ai miliardi dilapidati dal sistema dei partiti in truffe e camarille di amici, parenti e amanti. Questo elemento viene prima di tutto, perché gli italiani ne hanno le tasche piene non della politica, ma della cattiva politica.

Chi è liberale e si batte per sussidiarietà e famiglia, meno spesa pubblica ammazzacrescita e dimagrimento dello Stato tassicodipendente, ha pochi mesi per lanciare dal basso un soggetto politico che col Pdl attuale e il suo sterile continuismo nulla può avere a che fare, sempre che trovi facce nuove e insieme conosciute, forti di una propria credibilità e coerenza. Altrimenti, gli italiani non potranno che confermare alle politiche quel che oggi hanno espresso: e ancor più lo faranno di fronte alle prevedibili agonie recessive, se l’Europa esplode come tutto lascia sembrare.

121 Responses

  1. Michele Turano

    speriamo che come hanno delegittimato i vecchi non abbiano ” l’ardire ” di rileggitimarli tra qualche anno

  2. gennaro

    giannino la penso esattamente come lei occorre organizzarci e subito e penso che radio 24 e la sette debbano e possano avere un ruolo.

  3. Ago

    Alle prossime elezioni politiche mi piacerebbe tanto che si presentasse un partito (un solo partito, non una coalizione) che, da qualunque area esso provenga e qualunque nome esso si dia, proponesse questo programma:

    PROGRAMMA DI GOVERNO:

    Dimezzamento dei parlamentari.
    Taglio del 70% dei loro attuali emolumenti e divieto di cumulo.
    Semplificazione e velocizzazione estrema della normativa attuale per legiferare.
    Aumento dei poteri del presidente del consiglio.
    Abolizione di tutti gli attuali assurdi benefici di legge per le condanne penali.
    Tetto massimo per qualunque pensione, a chiunque appartenga, pari allo stipendio in corso dei parlamentari e divieto di cumulabilità.
    Legge elettorale nuova (e seria).

    Tempo massimo per eseguire questo pugno di provvedimenti, un anno, poi dimissioni irrevocabili del governo e nuove elezioni.
    Tutto questo solo se si raggiunge il 60% dei consensi alle urne, altrimenti (da programma e statuto) scioglimento del partito.

    Sarebbe l’unica condizione che mi farebbe recare alle urne.. e spero che in tanti la pensino come me..
    Qualsiasi altro voto a qualsiasi altro partito o coalizione di quelli attualmente in essere sarebbe, oltre che sprecato, equivalente ad un “concorso esterno per associazione a delinquere”!!

  4. si tratterebbe di forgiare, per questo Paese, la forma etica, che l’Italia non ha mai posseduto. Qui, l’etica è stata sempre affidata alla memoria, più o meno prossima, di eventi storici determinati, se non proprio determinanti: risorgimento, poi resistenza, come se due parole come queste, senza dubbio intrise di epica e fascino, bastassero a scagionare tutto un popolo da eccessi di nefandezze.
    Parma è un bell’esempio: la città che esce distrutta dall’avidità del Tanzi investe tutte le sue speranze su un giovane che “sulla carta” rappresenta l’idea di purezza politica, di missione. Faranno di tutto per contrastarlo; spero che non accada, spero che “i grandi saggi” veglino sul suo operato e gli diano una mano.
    L’unica speranza di cambiamento sta tutta nel ravvedersi in fretta. poi non rimane che la violenza.

  5. andrea

    Dr.Giannino, Lei ha, e lo sa da molto tempo, una immensa prateria davanti a sè.
    Dovrebbe radunare gente credibile del calibro del Prof.Nicola Rossi, Direttore dell’Ibl, ma non solo. Forse anche un sindaco come Tosi potrebbe raccogliere consensi sostanziosi in tutto il Nord. Ed io guarderei anche all’area dei Radicali.
    In ogni caso, la Sua mission sarebbe il recupero del vastissimo astensionismo che non voterà MAI per D’Alema ed i suoi alleati e neppure per Grillo.
    Certo, non c’è da illudersi che si tratti di un elettorato antistatalista al 100%, ma d’altronde neppure Lei è un libertarian austriaco. E nessuno lo pretende.
    Lei, fondamentalmente e legittimamente, è un efficientista della macchina statale come lo fu il Suo maestro Friedman (nell’interpretazione di Rothbard).
    Infine, credo che la minaccia di una prossima pesante tassa patrimoniale da parte delle forze del Centrosinistra, sarà il cavallo di battaglia principale, e forse unico, di una battaglia probabilmente disperata, ma irrinunciabile.
    Buon lavoro e buona fortuna!

  6. Vincenzo N.

    cito:
    “Chi è liberale e si batte per sussidiarietà e famiglia, meno spesa pubblica ammazzacrescita e dimagrimento dello Stato tassicodipendnte, ha pochi mesi per lanciare dal basso un soggetto politico che col Pdl attuale e il suo sterile continuismo nulla può avere a che fare”
    Giannino, sembra il suo ritratto.

  7. Raffaele Pallotto

    Analisi perfetta!!!! Ora però, Oscar, fai presto, lancia questo nuovo soggetto politico liberale e liberista. I tempi sono maturi. Vai Oscar: “spacca”!!!!!! Saremo veramente in molti ad appoggiarti e sostenerti. Cogli l’attimo.

  8. Massimo Formenti

    Ok!
    A quando ordunque?
    Cosa ancora ti frena carissimo Oscar?
    Perché semplicemente non provarci concretamente?
    Mi auguro sinceramente che tu rompa gli indugi.
    Diversamente, in molti resteremo ad osservare dove andremo a finire di qs passo; con la consapevolezza di aver perso una preziosa occasione.
    Non voglio sperare, voglio credere che le cose possano concretamente migliorare.

  9. Sebastiano Ingrassia

    Giannino io voterò e sosterrò il progetto. Qui da New York mi rendo immediatamente disponibile. Coraggio allora !

  10. Zeno

    Grazie sig. Oscar,
    Pero’ adesso bisogna andare avanti, e credo che siamo in molti a condividere il suo pensiero, e quindi, ognuno per le sue possibilità a seguirla in questa ripartenza che credo ci meritiamo. o almeno la dobbiamo ai nostri figli.

  11. Concordo perfettamente e credo che oggi l’unica persona che possa avere la credibilità e la visibilità per prendere la testa di un’iniziativa politica coerentemente liberista sia proprio Oscar Giannino. Non vedo altre alternative.
    Serve un “Partito dei Contribuenti” – c’è tutto lo spazio possibile e ritengo si tratti dell’unica possibile speranza per contrastare il collasso economico e culturale del paese.

  12. Marcello Mazzilli

    GIANNINO !!! Noi siamo pronti.. e tu ?!!?!?!?

    Giannino presidente del Consiglio !!!!

  13. Riccardo

    Dai su, candidati! Sarebbe ora! La squadra di governo in parte la conosceremo già. Però ricordati che devi scegliere bene chi “struca el boton” altrimenti fai la fine di Silvio, Prodi e D’Alema…e non sono degli esempi lusinghieri!

  14. Forza Oscar, dimentica le sciocchezze della lobby nuclearista e le suggestioni e la deferenza affettiva verso il vecchio mentore Ostellino, e sono con te senza se e senza ma…
    Forza, non esitare, cos’hai da perdere ?
    Mal che vada potrai sempre rappresentare una minoranza sì, ma di grande spessore, come lo fu il Partito Repubblicano di Ugo La Malfa.

  15. Bruno

    La Storia insegna, Grillo ne è la riprova. Non si tratta di prendere più voti di tutti, si tratta di vincere! Occorre sostenere con fermezza quel che si sente come giusto, corretto, sano e fondamento di una società che possa avere un futuro. Se fosse la riaffermazione di un patto sociale che veda nelle energie di ciascuno il motore dello sviluppo e nella sclerotizzazione di posizioni, burocrazie, privilegi ingiustificati ciò che lo impedisce e lo osteggia, se fosse una laica e ferma convinzione che questi fardelli si possono buttare e che nei loro confronti non devono esistere soggezioni, io sarei lì.

  16. enzo

    Sono daccordo che ormai tutto è cambiato.
    Gli italiani non voterenno più i partiti o vecchi politici, ma solo chi farà
    almeno quello che propone Ago, sui cui punti concordo.
    Dimezzamento dei parlamentari.
    Taglio del 70% dei loro attuali emolumenti e divieto di cumulo.
    Semplificazione e velocizzazione estrema della normativa attuale per legiferare.
    Aumento dei poteri del presidente del consiglio.
    Abolizione di tutti gli attuali assurdi benefici di legge per le condanne penali.
    Tetto massimo per qualunque pensione, a chiunque appartenga, pari allo stipendio in corso dei parlamentari e divieto di cumulabilità.
    Legge elettorale nuova (e seria)

    e aggiungo
    possibilità di essere eletti per massimo due legislature.

    che se falliranno non dovranno più ripresentarsi perchè non saranno più eletti a costo di cambiare schieramento.

    Errori ne potranno fare solo tre, poi dovranno ritirasi altrimenti il loro partito non vedrà più voti.
    I capi partito lo devono sapere che se ripresentano personaggi le cui credenziali non siano ineccepibili, non avranno più voti con la conseguenza di sparire dal parlamento.
    Gli italiani si sono svegliati

  17. Francesco P

    C’è un partito che ha vinto dappertutto e, a livello complessivo ha conseguito il 48,62% dei consensi: l’astensione.

    Poi c’é il partito del nulla che ha vinto ove è riuscito ad andare al ballottaggio. Partito del nulla perché la proposta del M5S non porta da nessuna parte; intercetta, però, una domanda reale di rinnovamento, partecipazione e di onestà. Secondo alcuni sondaggi – per quanto valgono i sondaggi in una situazione in veloce evoluzione – ad oggi supererebbe il 12% dei consensi in un eventuale elezione politica.

    La crescita impetuosa dell’astensionismo rispetto al primo turno ed i confronti vinti dai rappresentati del M5S, ove presenti, ci dicono che la storia si è messa correre, almeno dal punto di vista del corpo elettorale.

    La vittoria del centro sinistra in 92 comuni, pur con un PD in forte calo di consensi, ci dice quale potrebbe essere l’assetto del futuro Parlamento. Un parlamento che potrebbe essere eletto si e no dalla metà degli aventi diritto. La maggioranza sarebbe costituita da mediocri funzionari PD, qualche consumato demagogo giustizialista, qualche sindacalista, un po’ di nostalgici di Stalin e di Breznev, ed un’opposizione piccola, divisa, eterogenea, capace di strillare, ma mai di proporre alcunché di credibile. Se quelli di Monti sono tempi bui, quelli del dopo Monti potrebbero essere il nero assoluto.

    In compenso il corpo elettorale manifesta con veemenza una domanda di strategia politica e di pragmatismo che si combinano con il rinnovamento delle istituzioni e dei personaggi.

    Fare gli schizzinosi in questo momento sarebbe come consegnare il Paese ad una massa di burocrati scalcinati senza neppure provare a sfruttare un’occasione che la Storia non riproporrà per almeno un’intera generazione.

  18. LucaS

    X Oscar
    Quando dici che chi è liberale ha pochi mesi per mettere in pista un’alternativa dici una cosa giustissima però dici solo mezza verità! Per es. poniamo che io domani mattina voglia “mettermi in pista”.. mi faccio il mio sito internet, qualche video su youtube, scelgo pochi punti programmatici di base e inizio a esprimerli… ma cosa ottengo? Poco e niente! La verità è che il movimento 5 stelle ha avuto un catalizzatore enorme in Grillo mentre se una persona qualunque avesse proposto per es. no agli inceneritori avrebbe fatto poca strada… morale della favola: servono dei personaggi catalizzatori in grado di dare un volto e una voce che potrebbe essere lei o altri! Senza di questi è impossibile che nasca un tea party italiano e ci terremo l’attuale offerta politica fino al definitivo default tra qualche anno… Da liberale penso che il mio eventuale partito debba essere contraddistinto dai punti programmatici e dai valori e non dal leader (l’esatto contrario del centrodestra che si identifica con Berlusconi qualsiasi cosa faccia e che non ha alcun programma se non fare gli interessi personali del capo e della sua banda) però nella fase iniziale questi soggetti servono!!! Ci pensi!

  19. Gaetano

    In questo momento, quello che manca è un leader, un movimento che possa unire questo fiume di persone insoddisfatte, come mè che ha creduto (illuso) in Berlusconi, che alle amministrative non ha votato partiti presenti in parlamento e che scenderebbe in piazza o farebbe settimane di sciopero per cambiare questa situazione, perchè abbiamo due modi democratici per protestare, scendere in piazza tutti uniti senza distinzione di categoria o mandarli a casa negandoli il consenso dal basso. Non capisco chi del centrodestra ha votato il centrosinistra in questa tornata elettorale, spostando i voti verso una parte politica che è già stata al governo e sappiamo come è andata.
    Non vedo all’orizzonte chi possa far scattare la scintilla per tutto questo, continuando a subire questo stato di cose.

    Gaetano Roncone

  20. andrea

    Giannino, ti ascolto sempre e condivido moltissimo quello che dici. Bisogna batterci tutti contro uno Stato padrone e una politica che non lavora per il bene del Paese.
    Mi piacerebbe votarti come Ministro dell’Economia.

  21. Stefano

    Lo Stato A costruisce strade e ferrovie reali e digitali, recupera e tutela il suo enorme patrimonio artistico, valorizza le sue risorse naturali, investe in scuola ed educazione, costruisce e ristruttura ospedali e carceri e paga gli impegni presi con le società che forniscono i servizi necessari per gli obiettivi elencati e per altri di effettivo interesse pubblico.
    Così facendo lo Stato A spende ma accresce il benessere della popolazione ed il capitale umano, artistico, infrastrutturale, economico ….

    Lo Stato B, invece, riduce in parte le spese, ma anche quelle finalizzate a creare infrastrutture, beni e servizi per la popolazione.
    Lo Stato B aumenta le tasse e per ridurre le uscite ritarda a dismisura il pagamento di quelle imprese che hanno fornito beni e servizi.

    La ricchezza della nazione B, il sentiment che gli investitori esteri avranno verso questo stato, la propensione ad aprire imprese nello stato B credete che siano maggiori di quelle che saranno presenti per lo stato A ????

    Perchè dovremmo allora continuare ad essere uno stato B e non cercare di essere uno stato A, anche se questo generasse ulteriore debito ?
    Come si valuta il capitale umano, il benessere generato, il valore non puramente monetario che determina la ricchezza della nazione A ?
    ….non è che stiamo considerando solo un mondo ad una dimensione, quella finanziaria, quando le dimensioni dell’Uomo sono tante di più ?

  22. andrea

    Anzi…ti dirò di più per la tua concretezza, onestà, e ideali liberali dovresti essere il nostro Presidente del Consiglio.
    Vaiiii Oscar…..adesso è il momento!!!!!!

  23. FABRIZIO PANIGUTTI

    Buondì Oscar , qua in Friuli i Terremoti sia fisici che politici , li assorbiamo con calma , ma credo che le parole scritte da Giannola Nonino e Claudio Magris , nel supplemento del Corsera della scorsa settimana , siano indicativi di come ci sia una nostalgia della “Felix Austria” e che i Parlamentari eletti , non possano incidere come quelli Veneti (vedi il passante di Mestre) , ma credo che Beppe Grillo cavalchi l’onda , come fece a suo tempo Antonio Di Pietro dopo Tangentopoli ; forse , ha ragione il Card. Bagnasco che come cittadino della Città del Vaticano , ha delineato l’esigenza di riproporre la delocalizzazione politica dei singoli e l’elevazione del quorum di rappresentanza parlamentare in senso INGLESE , aldilà della rappresentanza regionale dei varii movimenti autonomistici ; quindi concordo con Francesco P. per riscrivere la LEGGE ELETTORALE , uguale a ROMA come in tutte le 21 CAPITALI REGIONALI ( Trento e Bolzano comprese) o se ci stufiamo delle stesse facce , prendiamo l’esempio del più antico STATO D’EUROPA , …la REPUBBLICA DI SAN MARINO !!!!!!! ( ps. L’anonimato non è chiarezza di pensiero , secondo me) .

  24. Alberto Bignone

    Condivido @’idea che le elezioni amministrative abbiano subito la decisiva influenza dello squallido spettacolo che la politica nazionale ha dato di se. Tuttavia la domanda che mi pongo e’ se la popolazione abbia valutato e giudicato l’azione amministrativa locale o abbia votato e non votato di pancia, cioe’ per rispondere ad un bisogno di cambiare anche là dove il cambiamento del modo di governare era già cambiato. Nelle elezioni ha vinto il cambiamento e nulla piú. Per altro verso l’unica offerta politica alternativa è rappresentata dal M5S formazione che nonostante sia spesso contraddittoria perche’ in una fase magmatica di sviluppo, parla alla gente e la ascolta. Il Pdl di Alfano e Berlusconi, la lega di Bossi e Maroni, L’udc di Casini e la sinistra tutta, vivono su Marte.

  25. Alberto Mag

    Caro Oscar. E’ vero quanto scrivi, ma conviene guardare anche a un dato macroscopico: il livello del non voto è enorme. Ciò significa che quasi la metà (questi i dati dei ballottaggi) dell’elettorato non si vuole identificare con le proposte in campo. Ovvero non vuole votare chi, per la sua parte politica, gli viene proposto ma neanche vuole votare per la parte avversa. Ciò conferma, se necessario, la disfatta del centro destra e della Lega, che non hanno saputo (e potuto) avanzare proposte decenti, anche per l’enorme alone di giusto sdegno (mediaticamente ben alimentato dalla sinistra) che comunque contorna questi raggruppamenti politici. Condivido la necessità, direi l’urgenza, di trovare un nuovo riferimento per i veri liberali che sono stati traditi dalle promesse fatte e non mantenute. E’ il modo del tradimento che aggrava ancora di più il senso di abbandono e di presa in giro: fosse stato per evidenti e dichiarate necessità che si sono manifestate, unitamente a un agire sobrio e serio, forse, e dico forse, si poteva salvare qualcosa. Ma l’evidenza dei fatti, i latrocini e il clientelismo vigliacco e da suburra hanno palesato la reale natura di gran parte di questi signori. Solo per sè, la retata del potere e dei posti, l’agire subdolo che pubblicamente dichiara di perseguire certe politiche e sottobanco agisce per depredare. E’ questo lo schifo che aggrava il tradimento.
    Esorto nuovamente te e altri a prendere campo e a scegleri i compagni di ventura. Quelli che non hanno votato sono lì che aspettano

  26. Vincenzo N.

    L’avete visto Bersani? è lì col suo faccione con una slide in mano che spiega che il PD ha vinto! metà della gente NON VOTA e lui, che viene da un mondo dove il voto era un obbligo prima che un diritto, è contento!! è contento perché vede profilarsi all’orizzonte i sogni di gioventù, quelli sempre repressi dalla realtà. Non gli interessa come vanno le cose, l’importante è piazzare i suoi al posto giusto. Avesse almeno raccolto un plebiscito dall’altra metà dei votanti, macché! per vincere a Genova e Palermo deve calare le braghe, come già a Milano e altrove, e poi Parma!, la situazione più simile allo stato italiano, dove hanno un buco di bilancio di 600 tonnellate, lì lo hanno spazzato via votando il primo venuto, l’unico cha ha avuto il merito di essere credibile quando diceva che col passato non aveva niente a che fare. E bravo Bersani! sei coerente con tutta la tua vita! continua pure con le balle!!
    Sordi perfino ai richiami della natura è mai possibile che ABC non sentano lo smottamento sotto ai piedi?
    Giannino, stringa i tempi.

  27. Daniele, Napoli

    per me passeremo ad una nuova fase solo quando non avremo più partiti e sindacati che si sostituiscono allo Stato. Avremo cioè i vari organi dello Stato che funzionano sotto indicazioni del Parlamento che è indirizzato dal partito che ha vinto le elezioni e dal Governo. Ma gli organi dello Stato devono essere indipendenti. Attualmente, invece, vedo ancora conoscenti ed amici che vanno sul partito o sul sindacato per un lavoro o per essere aiutati a ridurre l’attesa per un ricovero in ospedale. E tralasciamo, per amore di patria, le troppe volte che sentiamo o leggiamo che un dirigente è stato nominato solo perché legato ad un partito o ad un singolo uomo politico.
    Uno o due conoscenti mi prendono, bonariamente, in giro dicendomi “bisogna saper vivere”. Forse anche per questo i partiti tradizionali (PD e PdL, ad es.) hanno visto diminuire i loro voti. I cittadini chi dovrebbero votare? persone a cui poco prima si sono rivolte per essere aiutate? Persone, cioè, che sanno non trasparenti?
    E lasciamo stare le troppe auto blu o altre cose di tipo economico poiché, per una volta, lei ha detto che si parla di politica e non di economia.
    Scusate se dico cose “sconvenienti”.

  28. giuseppe

    Scenari davvero nuovi!

    L’affermazione del Pd nel Nord Industriale mette questo Partito (e sopratutto i suoi alleati) davanti alla responsabilità di gestire sistemi economici complessi. Se vanno avanti con le solite idde tassaiole non dureranno tre mesi. I cittadini li manderanno in esilio in Calabria.

    Il Pdl tiene al Sud (del veccho schema di Berlusconi – con la Lega al Nord e con An al Sud – è rimasta in piedi solo la seconda parte) e accentua la sua anima statalista.

    Si aprono davvero prospettive per i Liberali? Penso che in Italia manchi una formazione liberaldemocratica in senso lato. In Inghilterra,Francia e Germania esistono, anche se hanno nomi diversi e sono piccole. La loro mission è interloquire positivamente coi Lib di destra (ai quali appartiene probabilmente Giannino) e con la Sinistra Riformatrice (alla quale apparteneva – almeno fino a poco tempo fa – Nicola Rossi ) Non considero assolutamente Liberaldemocratici l’Udc e tantomento il partitino di Dini, ma probabilmente qualcosa che assomigli al vecchio Pri di Ugo La Malfa. Insieme ad altri pezzi che possono provenire anche dal mondo cattolico.

    L’affermazione di Grillo è positiva. Monti ha resuscitato la Burocrazia Italiana, che ora si sente in diritto di esercitare il suo ruolo in maniera autoritaria ed autoreferenziale. Ma adesso, in molte città, ha il fiato sul collo, e deve stare attenta a quello che fa.

  29. Emanuele A.

    Caro Giannino,sono da sempre un elettore di Sinistra. Parzialmente convertito proprio dalla sua predicazione, io ci sono!
    PS. Ma quando dice “sussidiarietà” non dice CL vero?

  30. Mattia

    Oscar, la seguo che vivo interesse ormai da diversi anni e ancora una volta le ribadisco la maia cieca e totale fedeltà a lei e alle sue idee.
    Premesso questo le chiedo però di “sporcarsi le mani”, credo che oggi non sia più sufficiente esprimere opinioni e ipotizzare soluzioni, credo che oggi il DOVERE di persone come lei sia quello di “FARE”.
    Non sono il primo e non sarò l’ultimo a esortarla a creare/costituire un soggetto politico…ma la prego faccia presto….temo che il continuare a rimandare la sua “calata” in politica alla lunga faccia perdere a noi la speranza e a lei la credibilità.
    Auguri

  31. MICK

    Carissimo Giannino coraggio… ci vuole qualcosa di COMPLETAMENTE NUOVO. Grillo docet!
    Capisco la sua ritrosia ma c’è un’enorme bisogno di una nuova proposta politica liberale, liberalista e libertaria .
    Le dico francamente io sono un parmigiano e ho votato per Pizzarotti ma chiaro che avrei parecchi problemi a votare un candicato di Grillo a governo nazionale!!! Al limite me ne starei a casa

  32. Paolo

    Davvero viviamo un periodo di transizione.
    Verso dove ?
    Verso gli Stati Uniti d’Europa o verso la frantumazione totale, ognuno per sè e Dio (per chi crede) per tutti ?
    Un sogno, un disegno.
    Dicevo senza speranza, senza prospettiva, c’è paralisi, agonia, morte.
    Senza dinamismo interiore e senza una direzione “creatrice” che si attua nella storia una Società implode.
    Quale sogno, quale disegno ?
    Verso dove ?
    Dobbiamo chiedercelo.
    Andando avanti così i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Più Società, meno Stato ?
    Magari,
    ma come ?
    E’ pensabile, nella Repubblica Italiana, smantellare uno stato sociale che si è pesantemente stratificato nella vita reale di ognuno di noi, sia in termini reali che di aspettativa concreta ?
    A me pare difficile (molto difficile).
    In concreto che fare ?
    Che strategia per ottenere un consenso elettorale significativo ?
    Quale linguaggio ?
    Quali slogan ?
    Quale credibilità ?
    Cosa dire sul debito ?
    Cosa dire sull’Europa ?
    Chi sarebbero i destinatari della mission ?
    Le elezioni, prima di qualsiasi considerazione, vanno vinte.
    E, in caso di vittoria, cosa farebbe Lei, nei primi 100 giorni, senza sollevare una pesante ostruzione sociale ?
    Attendo fiducioso, e “in bocca al lupo” !

    Paolo

  33. AlxGmb

    Sig. Giannino,
    potrebbe fissare una data, un luogo e organizzare una riunione.
    Invitare coloro che sono interessati ad una iniziativa liberale di scuola austriaca e cominciare a guardarci in faccia e capire:
    – quali competenze abbiamo da mettere in campo
    – quali punti programmatici possiamo condividere
    – di quale budget riteniamo di poter disporre
    – quanti possono impegnarsi fisicamente
    – da quale parte del paese veniamo
    – quante liste possiamo costruire e in quali parti del territorio
    – ecc.

    In attesa della fase operativa, distinti saluti.
    AlxGmb

  34. ROBERTO RAGAZZINI

    Carissimo Dott. Giannino.
    Coraggio e avanti. Si proponga Lei per un nuovo movimento liberale. Movimento che si impegni a fare quello che Lei in buona parte dice da anni: meno Stato, meno tasse, meno rappresentanti eletti per il parlamento, per le regioni, per i comuni, basta province, ottimizzare la burocrazia che deve essere al servizio dei cittadini e delle imprese, vero riconoscimento delle capacità individuali e di impresa, meno baroni dentro l’università, trasparenza nella politica, pragmatismo, basta finte ideologie politiche ormai morte, rapidità nelle decisioni, repubblica presidenziale a doppio turno, vera digitalizzazione della PA, privatizzazioni a tappeto, riduzione del deficit con forte contributo delle smobilizzazioni pubbliche, etc. etc.
    Dott. Giannino ci faccia sognare!
    Cordialità
    Roberto Ragazzini

  35. francag

    ho visto ieri sera matrix. ed ho avuto conferma che il nuovo avanza con il sindaco di firenze e con il nuovo sindaco di parma. I giovani intelligenti non mancano, sono sinceri, parlano la lingua di chi vuole farsi capire ed hanno l’onestà di ammettere le loro carenze tecniche ma anche la consapevolezza che rivolgendosi a dei tecnici competenti possono risolvere i problemi. Non vi è stato dibattito politico ma confronto positivo di idee, mi sono piaciuti e ho avuto conferma ce il nuovo avanza.
    Ieri analizzavo quel che resta della seconda repubblica e sono arrivata alla conclusione che questa non è mai iniziata,perchè nel lontano 1992 quando i partiti socialista e dc sono stati spazzati via per corruzione è rimasto il partito comunista che pure era corrotto ma si è salvato perchè tanti dei loro iscritti ed i giudici hanno creduto al compagno che sbaglia enon al partito corrotto e corruttibile, e qundi la struttura rimaneva inalterata. le conseguenze le abbiamo sotto gli occhi oggi.
    ho creduto in Berlusconi e la delusione è stata grande, ora non mi resta che il movimento 5stelle oppure Lei caro Giannino se solo si deciderà a portare avanti in concreto le idee liberiste che condivido.
    Coraggio e auguri, Io ci sono

  36. Alberto P.

    Forza Dr. Giannino!!!

    E’ da tempo immemore che lo dico, FACCIA questo movimento, saranno in tantissimi a seguirla ed a sostenerLa!! Quando è in TV Lei catalizza tutti per la Sua competenza e capacità orativa!! Se ne rende conto si o no?

    E’ l’ora di salvare l’Italia,è l’ora di accendere il fuoco della speranza liberale fin qui illusa…

    Bisogna sfruttare il momento che è unico e irripetibile visto il vuoto nel centrodestra e i soliti sinistrati a cui non affiderei nemmeno un triciclo…

    FORZA FORZA e ancora FORZA Dr. GIANNINO, SIAMO TUTTI CON LEI!!!!

    Alberto P.

  37. Luca R

    Buongiorno Oscar
    credo che sia ormai ora di prendere delle decisioni, o stiamo a guardare o meglio, democraticamente e con intelligenza e lungimiranza, fondiamo un nuova corrente politica pronta a raccogliere il 51% dell’elettorato.

    Siamo in molti Italiani che credono ancora in un nuovo modo di fare politica buona per tutti.

    Basta dare il via!

    Luca R

  38. Davide Girolami

    Egr. Giannino, l’alta astensione dei votanti delle ultime consultazioni amministrative ha di fatto tolto autorevolezza e diritto di governare agli amministratori eletti.
    L’alto astensionismo, infatti, rappresenta un voto politico nel senso che l’elettorato attivo non si sente più rappresentato nè dai partiti nè dai politici.
    La costituzione dovrebbe consentire, la dove non si rechino alle urne almeno il 50% dei votanti, di “commissariare” comuni, province e regioni affidando la loro amministrazione a delegati tecnici dello stato.

  39. adriano q

    Esatto,si è spenta la spinta propulsiva sia di Berlusconi che di Bossi.E’ finita ed è una illusione pensare di trovare sostituti perchè i loro movimenti si identificavano in loro e senza di loro non possono vivere al di là di un “radicamento” limitato nel tempo e nello spazio.Al posto di “radicamento” userei un’altra parola ma sono inutili dettagli.Esatto,”un partito inequivocabilmente socialista non c’è” e per motivi storici non ci sarà mai se qualcuno non avrà il coraggio di Pansa di raccontare la realtà.ll movimento cinque stelle fa da salvagente ai naufraghi,come nel ’94 Forza Italia.Di fronte al nulla chi non aderisce alla sinistra statalista si aggrappa a tutto quello che può avere una parvenza di alternativa.Contano poco i programmi anche perchè siamo freschi reduci da una stagione di promesse deluse.Purtoppo credo che sia tardi per un “nuovo soggetto politico”.Occorreva partire ieri.Domani chi avrà come interesse primario e vitale la scelta per una qualsiasi ipotesi che non abbia la certezza di un’ulteriore tassazione galoppante,si orienterà su coloro che già sono una sicurezza realizzata.Auspico che,per le politiche,chi si astenuto ci ripensi e ,come al solito,si rassegni a scegliere il meno peggio.Non votare sarebbe l’opzione più sbagliata perchè si rivaluterebbe il voto di appartenenza e clientelare,come nelle elezioni appena concluse.Non c’è più tempo per le speranze sperimentali.

  40. Tony D

    La situazione è drammatica, innanzitutto perchè chi 18 anni fa si è impossessato della bandiera del liberalismo ne ha fatto scempio e ora l’elettorato la identifica con Berlusconi e FI/PDL, un disastro.
    Aiutaci Giannino, sei la nostra unica speranza…

  41. stefano belli orsini

    Non vorrei sembrare ottimista, ma se Giannino parla per l’ennesima volta di “nuovo soggetto politico che parta dal basso” significa che quanto meno ci sta riflettendo, non penso sia così perfido da illuderci. A quest’ora avrebbe già chiarito che non intende impegnarsi in prima persona, altrimenti sarebbe stato veramente improvvido… Poi per carità, può essere che la discesa in campo di Giannino non avverrà per motivi “tecnici”, ma questo è un altro discorso, ma credo che almeno il problema se lo sia posto. In ogni caso spero che il “tentennamento” non duri a lungo, Giannino ci faccia sapere al più presto, in un senso o nell’altro.

  42. Paolo Venturini

    Giannino qui Giannino là, ma quando la finirà la gente di centrodestra di andare dietro alle farfalle? Prima si sono buttati con il malefico nano di Arcore e la sua grottesca corte dei miracoli composta di ladri, mafiosi, faccendieri, corrotti, fascisti e fascistoidi, puttanelle e criminali, energumeni tascabili e analfabeti di ritorno. Qualcuno ha pure votato Lega Nord, chiaramente sto parlando della parte intellettualmente più svantaggiata della popolazione del Settentrione (quella, per intenderci, che metteva elmi celtici e beveva acqua miracolosa del Po: pare strano, ma questi minus habentes hanno condizionato la realtà politica italiana per anni). Adesso hanno preferito Grillo e i suoi grillini al centrosinistra. Domani chi sa? Giannino? Boh, vedremo e ce la godremo.
    Quello che va detto è che in questo forum abbondano gli ex elettori di Berlusconi e Bossi, che fanno finta di niente e, senza neanche – che so – sputarsi in faccia e chiedere perdono al Paese promettendo d’ora in poi di non recarsi MAI più alle urne, continuano a spiegare come va il mondo. Ora invocano Giannino. Ci sarà da divertirsi. Ma andare a lavorare no?

  43. giuseppe

    @Paolo Venturini
    Non mi pare ci sia stata una gran scelta. A parte il lato boccaccesco della questione, fra Prodi e Berlusconi hanno fatto la gara per cacciarci nei guai.
    Sono tra coloro che negli ultimi anni hanno fatto più di una prova.
    Onestamente non ne ho azzeccata una, compreso l’aver creduto che al centro potesse nascere qualcosa di buono. Ma altrettanto onestamente devo dire che non è colpa mia. Non sono io che guido il gioco. Se ho una colpa, è stata quella di avere fiducia nelle parole. Che però è condizione essenziale per ritenersi ancora facente parte del genere umano e non sputarsi in faccia, come dice Lei.
    Ma molti – e più intelligenti di me, o presunti tali – hanno sbagliato. Io non ho determinato nulla, ma alcuni hanno anche delle responsabilità pesanti.
    Se allunga un attimo lo sguardo,ne trova subito qualcuno.

  44. Paolo Venturini

    L’unica chance del cdx è creare un grande rassemblement moderato, legato alla tradizione del popolarismo europeo, che non è liberista, e giocarsela col PD. Altrimenti, proponendo improbabili e inattuabili liberismi, stravincerà la sinistra. Contenti voi…
    In Italia ormai l’ideologia liberista è screditata per il fatto che è stata sostenuta dal Pdl e dalla Lega. E’ finita per sempre, fatevene una ragione.

  45. Fabio Cenci

    signor Venturini……

    non capisco proprio dove vuole andare a parare. Giannino e’ onesto e dice: il cdx e’ morto, amen; la Lega e’ morta, amen.

    Lei invece cosa pensa? Che D’Alema e Bersani siano il nuovo che avanza? Vendola il nostro vate ?

    Di Pietro il nostro “volete burro o cannoni” ?

    Orlando?

    Cosa ritiene si debba fare in questo paese? Continuare a pompare soldi nello Stato per il quale lavora? In cambio dei magnifici servizi e della scandinava efficienza dimostrata negli ultimi 60 anni?

    Che ricetta propone?

    Facile stroncare, difficile proporre. Lei e’ contro questa Europa dell’Euro o a favore? Dobbiamo rimanerci dentro a tutti i costi o andarcene dopo aver valutato i costi?

    E’ per l’IMU? Per la patrimoniale secca o per la patrimoniale “for ever”?

    Il nostro carico fiscale, in cambio dell’immondizia di servizi offerti dallo Stato, e’ probabilmente il piu’ alto al mondo; lei vuole aumentarlo ancora o diminuirlo? E se vuole aumentarlo chi crede che sopravvivra’: i ricchi o i poveri? E se vuole diminuirlo dove vuole reperire le risorse: aumentando il trasferimento di soldi verso lo Stato con le sue 100.000 articolazioni o verso il mondo produttivo?

    Insomma…..ho capito che ci vuole vedere tutti a Canossa, ma chi sono i suoi super eroi?

  46. liberamens

    A me sembra che 5 Stelle sia una grande opportunità. Non si può sempre far politica dalla poltrona o dal computer.
    Se la base del movimento è l’onestà e l’apertura a chiunque abbia voglia di controllare e o contribuire all’operato dei “manager amministratori” non più polititci. (hanno chiesto i curriculum per fare la giunta !!) c’è quanto basta. il resto lo devono fare tutti i cittadini. Ma non dalla poltrona a criticare e basta. Ma di solito noi liberali non siamo molto attivi politicamente….

  47. ALESSIO DI MICHELE

    “Chi è liberale e si batte per sussidiarietà e famiglia”: questa è l’ unica cosa dalla quale dissento. Sarebbe finalmente il momento di parlare di individui, dopo secoli di familismo mafioso. Eh sì, perchè la famiglia in Italia degenera nella prosopopea, perchè la degenerazione della famiglia è la base culturale della ‘ndrangheta ad esempio, perchè parlare di famiglia significa uccidere, od almeno mettere in terzo piano l’ idea di individuo e di sua specificità, perchè siamo (o dovremmo essere) individui per 24 ore al giorno dalla nascita alla morte, ma siamo genitori o nonni per un periodo molto più breve, … Non ci dovrebbe essere quell’ antica querelle sul quoziente familiare semplicemente perchè andrebbe abolita la progressività delle imposte, perchè il sistema dovrebbe occuparsi solo di non ostacolare (troppo) l’ attività, ad esempio economica: poi, se il tuo reddito lo passi tutto al pediatra per i tuoi sedici figli, o te lo fumi di marijuana, non dovrebbe cambiare niente.

  48. andrea

    @ALESSIO DI MICHELE
    Sono completamente d’accordo con Lei.
    L’individuo, nell’epoca contemporanea, è sempre considerato secondario rispetto ad una ampia varietà di enti collettivi.
    Invece, anche la famiglia, e nel senso migliore del termine, dovrebbe essere una libera e responsabile scelta individuale. Non un’imposizione da Stato etico.
    Per me Libertà individuale è sinonimo di Responsabilità individuale e viceversa.

  49. giuseppe

    @Paolo Venturini
    Questa cosa, purtroppo, l’ho già sentita.
    Anche il Popolarismo Europeo (quello di De Gasperi, Schuman, Adenauer) è morto da un pezzo. Il Ppe è oggi il partito dei banchieri europei, è la Destra.
    Non a caso Berlusconi è proprio nel Ppe. Anche la parola “moderato” mi è venuta in puzza. Non significa nulla. In molti casi assume valenze assolutamente negative. Ci sono i liberisti, i liberaldemocratici come me e i socialdemocratici. Vanno cercate le convergenze possibili. E Giannino è una persona intelligente e ragionevole. In questo particolare momento, però, nel quale lo Stato ha debordato e straripato, la ricetta non è certamente un’altra dose di statalismo. Se poi Lei dicesse chiaramente per chi tifa, i suoi interlocutori potrebbero ribatterLa sul suo stesso piano. Non crede?

  50. mick

    @andrea
    @ALESSIO DI MICHELE
    Sono d’accordo con voi.
    Vorrei solo aggiungere che quando si parla di famiglia non necessariamente si deve intendere la famiglia canonica (in tutti i sensi!). Bisogna spostare l’attenzione sull’individuo e ciò ad esempio nel caso dei figli minori vuol dire cambiare completamente ottica: aiutare/non ostacolare il minore ie non la famiglia come entità unitaria. Ad esempio invece di uno sgravio fiscale ai genitori, faccio costare meno la scuola, porto ad un livello decente le borse di studio ecc. ecc.
    Per quanto rigurda la sussidiarietà può essere e deve diventare una buona cosa a patto che non si trasformi in nuovi monopoli o rendite di posizione!! (Cavoli sento sussidiarietà e mi viene in mente CL)

  51. Paolo Venturini

    Dico semplicemente che se il cdx vuole sopravvivere deve avere un consenso elettorale del 30% circa per occupare stabilmente l’area moderata. E questo non si può fare – si tratta di realismo, poi uno può anche credere a Cappuccetto Rosso – con un programma iperliberista alla Giannino. Si può fare invece con un programma di necessaria mediazione e convergenza al centro, che magari faccia leva su alcuni aspetti del liberismo, della meritocrazia e dell’efficientismo, ma che poi non pretenda di privatizzare tutto, tagliare tutto, licenziare tutti gli statali, abolire tutte le province. E’ quello che dicono molti invasati di questo blog, pura chiacchiera al vento… Sapete benissimo che inseguire le utopie non porta a nulla. Se uno non ci crede, poi, può anche fondare un partitino d’opinione ultraliberista. Prenderebbe il 2% dei voti come i vecchi PLI o PRI e stop.

  52. giuseppe

    @Paolo Venturini
    Il Pri liberista? E comunque prendeva il 5%. Il povero Ugo La Malfa cercava di opporsi disperatamente alla follia insensata dei democristiani meridionali, che ci ha largamente condotti al punto in cui siamo, e per questo minacciava spesso di far cadere il Governo (qualche volta lo faceva) L’unica vera Riforma Tributaria degna di questo nome l’ha fatta Visentini, che ha probabilmente triplicato la base contributiva, senza minacciare manette o sfracelli. Il tutto nella pace sociale. A suo tempo non ho condiviso la marcia dei quarantamila e l’abolizione della scala mobile, ma su questo aspetto tutti sono stati concordi, o non critici. Poi è finito tutto con Oscar Mammì, che non era certo un liberista. Come pure liberisti non erano Renato Altissimo e Valerio Zanone.

  53. giorgio

    ha perfettamente ragione oscar giannino;
    le mie priorità:
    1) meno sprechi meno spesa improduttiva meno tasse dimezzamento spesa politica
    2) riorganizzazione politica con due soli mandati elettorali e esclusione condannati
    3) meritocrazia a qualsiasi livello
    4) assistenza solidarietà effettive
    5) giustizia europea e non “africana” con leggi semplici efficaci da non interpretare
    6) deburocratizzazione ed efficienza amministrativa con internet
    questo solo per cominciare veramente a cambiare registro ed avvicinarci al mondo progredito

  54. @lex

    Buonasera Dott. Giannino,
    apprezzo che anche lei abbia finalmente preso atto che cito testualmente “La credibilità di chi ha per 18 anni promesso politiche liberali e sussidiarie, liberalizzazioni e privatizzazioni, meno spesa pubblica e meno tasse, e ha fatto esattamente l’opposto o ha fatto i fatti propri, è semplicemente finita”, mi permetto solo di farle notare che chi, come il sottoscritto, negli anni passati si permetteva di cercare di far notare agli altri che “forse” il Cavaliere si faceva allegramente gli affari suoi veniva bollato da molti dell’area del centro destra come un bolscevico che di economia non capiva nulla.

    Che la lega abbia perso invece di credibilità non è strano a mio avviso, a me sembrava strano che la propaganda che portava avanti facesse ancora presa sul proprio elettorato visto che, magari sbaglierò dato che non sono proprio di quella parte politica, quanto promesso per anni a me non sembra sia mai stato realizzato

    Sulla analisi della sinistra sono completamente d’accordo con lei e per dirla con una battuta: “Adesso che non c’è più Berlusconi, Bersani e la Bindi cominciano a stare sulle scatole anche a me che li ho sempre votati”.

    Premesso ciò mi auguro che quanto da lei auspicato ovvero la nascita di un nuovo soggetto liberale credibile ed autorevole possa realizzarsi perché io credo che abbiamo tutti veramente bisogno di alzare il livello del dibattito politico ed iniziare a discutere seriamente dei seri problemi che dovremo affrontare nei prossimi mesi.

    Cordiali saluti

  55. Giacomo

    Caro Oscar, dalla Toscana la attendiamo con trepidazione nell’immensa prateria che si è aperta. Credo che sia giunto il Suo momento. Lo faccia.

  56. W Grillo, se fossi stato in Italia lo avrei votato forse.
    ma lui non e’ la risposta. ci vuole ben altro per ovviare ad una de-civilizzazione in Italia.
    il fatto e’ che e’ finita – per fortuna – la democrazia, la delega, i partiti.
    ma i cittadini da soli non possono dire andiamo al potere e diciamo “non paghiamo il debito pubblico”.
    il giorno dopo finiremmo come l’Ucraina senza gas dalla Russia a morire di freddo.
    ci vuole una risposta nuova, fuori dal sistema.

  57. Franco Iannaccone

    Prevedo per il M5S alle prossime elezioni politiche una percentuale di voti di almeno il 30% su base nazionale, e spiego la ragione.
    Hanno individuato la formula adatta per trascinare i cittadini e guadagnare consenso attraverso il coinvolgimento orizzontale, il metodo 1vale 1 è come l’uovo di Colombo.
    Questo consente di selezionare le persone capaci e preparate, coloro che hanno idee valide e sopratutto indicano percorsi chiari e trasparenti.
    Stimo Giannino e apprezzo molto la sua onestà intellettuale, mi piacerebbe sapere se i contatti con il Sindaco Emiliano e altri procedono e se il programma da stilare per un nuovo soggetto politico è a buon punto.
    L’ideale sarebbe mettere a disposizione le competenze e arricchire l’inesperienza del M5S con l’apporto e il contributo di soggetti come Giannino, Emiliano, Cacciari e tanti altri per poter trascinare l’Italia fuori da questa melma paludosa che “tutti i politici” attualmente in Parlamento, i sindacati, le associazioni di categoria, i boiardi di stato, in una parola (i poteri forti) l’hanno costretta ad affogare.

  58. Stefano

    La nazionalizzazione temporanea delle banche: capitalizzano meno di 100 miliardi di euro ma detengono oltre 400 miliardi di debito pubblico, che, una volta tornato allo Stato, potrebbe essere annullato facendo tornare al 100% il rapporto debito/PIL e riducendo di circa 15-20 mila euro la spesa annua per interessi.

    Un po’ di sano pragmatismo (in fondo anche Einaudi accettò l’idea di una patrimoniale straordinaria) non guasterebbe ….

  59. Egregio Giannino, l’ho sentita alla TV ma mi sembra che il suo semplice auspicio che l’amministrazione pubblica diventi più efficiente non serve a nulla.

    Se anche da domani non ci fosse più fila alle poste, ed i treni arrivassero in orario, la spesa pubblica (=salari dei dipendenti) non cambierebbe.

    La domanda è: “in Italia, oggi, è possibile ridurre le tasse a valori inferiori al 10% (ex: come la svizzera), mantenenendo al contempo il pareggio del bilancio?”
    La risposta è: “NO”.

    “Perché?” Risposta: “perché lo Stato costa troppo”.

    Ma quali sono i costi dello Stato? Risposta:
    – prevalentemente stipendi e consulenze;
    – passivi su attività che non gli competono;
    – interessi sul debito.

    “Ma un partito che si proponga di ridurre quanto sopra, avrebbe successo elettorale?”
    Risposta: “NO”, perché i beneficiari di tale sistema sono in sovrannumero, e gli altri sono influenzabili dalla demagogia. DIMOSTRAZIONE: esiti degli ultimi referendum.
    A parte l’ultima voce (antieuropea), che toccando solo gli interessi bancari, si sta facendo popolare.

    CONCLUSIONE1: non vi sono, quindi, possibilità di cambiamento totale ed immediato. I ribaltamenti violenti non sono proponobili, in quanto l’esercito (o i suoi vertici) non sono particolari vittime del sistema attuale.

    CONCLUSIONE2: l’unica possibilità di cambiamento, quindi, è progressiva. Ma progressione in senso cronologico, significherebbe tempi progressivamente tendenti all’infinito.

    Per esclusione, io vedo una sola soluzione possibile, ai fini di un cambiamento strutturale e costituzionale epocale ed immediato: in progressione geografica.

    Un pò come la Cina ed Honl Kong, ma più nel verso dell’annessione dell’italia a tanti suoi piccoli Hong Kong che il contrario.

  60. Emanuele Leoni

    @Paolo Venturini

    certo che sei un bel mentecatto. Io non chiedo sicuramente perdono (soprattutto a te) per aver votato berlusconi tutte le volte che ho potuto. Come giannino dice nell’articolo berlusconi e il pdl hanno si tradito le attese, ma in quegli ideali appunto libertari sussidiari ecc di cui si facevano promotori io ci credevo e ci credo tuttora. Per questo non voterò mai PD o sinistra, perchè so benissimo che quegli ideali la sinistra non ce li ha. PUNTO! E sembra proprio, da come parli, che tu queste idee non le condividi, quindi vota dove vuoi ma non rompere.
    E soprattutto non venire a dire che è stato berlusconi il problema dell’italia, quando prodi e compagnia hanno pur avuto i loro anni per cercare di migliorare le cose… e mi pare che abbiano fatto peggio di berlusconi. Almeno lui l’ICI l’aveva eliminata

  61. Federico Guella

    Caro Giannino, ci provochi sulla politica? Accettiamo la sfida e mettiamo, momentaneamente, da parte l’economia. Io credo che chi mostri stupore per il risultato elettorale o dica “non me l’aspettavo”, appartenga sostanzialmente a due categorie: gli autenticamente idioti e gli autenticamente arroccati a difendere un mondo di privilegi di cui, evidentemente, beneficiano e che vedono progressivamente messo a rischio e sgretolarsi. La seconda è quella più pericolosa poiché farà di tutto e, sottolineo, di tutto per evitare che ciò accada.
    Una volta per tutte diciamoci con franchezza come stanno le cose; gli elettori avevano di fronte il seguente panorama: a) centro destra, partito espressione di un Premier puttaniere che non ha saputo mantenere una delle numerose promesse elettorali, regalandoci, nel contempo, una classe politica dirigente fatta di di mignotte, leccaculo, faccendieri e sospetti collusi con la mafia che oltretutto si riverbera anche nel mondo delle Imprese. Centro sinistra, coalizione priva di una stabile linea politica ed efficace progettualità economica, abituata a parlar bene e a razzolare male. Stiamo ancora aspettando le dimissioni dei Penati, dei Tedesco, dei Fini e ci dilettiamo ogni giorno con le cronache del sig. Lusi. In ultimo, il Governo, forse la delusione più grande. Privo di legittimazione popolare, trovava la sua unica giustificazione nella possibilità di realizzare interventi improponibili per le colazioni politiche tradizionali, da sempre incapaci di concretizzare qualsiasi, anche minima, politica di tagli della spesa pubblica. E’ l’unica cosa che non sta facendo! Tagli agli stipendi della casta pari a zero, anzi attivata l’ennesima commissione di studio che ha prodotto risultati zero. Tagli agli stipendi dei manager pubblici: annunciati, andremo a vedere quanto realizzati. Tagli ai doppi, tripli…24esimi incarichi, tutto tace. Tagli alle mega pensioni dai 25 mila euro/mese in sù: scherziamo, meglio prendersela con gli anziani a 800 euro/mese. Riforma del lavoro: umoristica. Riduzione del numero di parlamentari: “stanno a disegnà li scenari”. Nuova IMU: patetico dilettantismo legislativo. Abbiamo bisogno d’altro? Di che cosa ci dobbiamo meravigliare, del voto elettorale? La popolazione ne ha veramente piene le scatole e, se questi non capiscono (e non vorranno capire) il clima sociale continuerà a deteriorarsi pericolosamente.
    Da tutte le parti arrivano segnali che i provvedimenti di questo Governo sono sbagliati e non sostenibili ma, come tutti i “tassicomani” è incapace di ascoltare e di cambiare: l’unica possibilità è quella di ricoverarlo in una comunità di recupero. Primo obiettivo: impedirgli di nuocere ulteriormente a se stesso e agli altri!

  62. Fede

    Cari tutti, se siamo tutti ascoltatori di Giannino un motivo ci sarà…”La passione si sente”. Evviva la passione. Evviva Giannino che magari qualche volta spara cazzate, ma si sente che ci crede e già questo è un buon motivo per ascoltarlo. Io poi condivido quasi tutto, quindi…
    Il movimento 5 stelle una cosa di certo l’ha insegnata. Si puo fare politica, e che politica, senza rimborsi elettorali. Vi pare poco ? Un nuovo PLI ? Potrebbe nascere “dal basso” ? Sulla rete ? Da gente come voi (noi) ? Personalmente mi sento liberale da sempre, ma non ho mai votato Bernasconi perchè non lo ritenevo credibile per portare avanti le istanze liberali, troppo condizionabile dai giudici, conflitto d’interessi, festini e Bossi (ragazzi, oh, dico Bossi…..). Allora speriamo che ci sia qualcuno di più credibile che dica “Meno Stato”, “Meno pensioni”, “Più lavoro” (perchè i 40 enni disoccupati di oggi cosa saranno tra 30 anni ?), “Meno leggi” ecc. Viva Giannino

  63. attilio

    Il mio è un augurio: spero che anche Tu scenderai in pista in prima persona, c’è davvero bisogno del contributo di tutti.
    Forse il messaggio più grande del movimento 5 stelle è proprio questo:” basta con i guardoni della politica, ognuno si impegni in prima persona!”

  64. freedom

    guido cacciari :
    Egregio Giannino, l’ho sentita alla TV ma mi sembra che il suo semplice auspicio che l’amministrazione pubblica diventi più efficiente non serve a nulla.

    Il fatto è che il bravo Oscar si è formato alla Scuoila di Chicago di Milton Friedman che era uno statalista efficientista piuttosto che un vero libertarian.
    Probabilmente Oscar è un riformista liberale, un pragmatico.
    Auguri comunque!
    E forza Merkel! Nonostante i tuoi errori ed i tuoi ritardi sei sempre meglio dei keynesiani Hollande, Obama e Monti messi assieme.

  65. Gug

    Ricordo che mentre si era alla vigilia della più grande crisi finanziaria della storia Prodi ei grandi centri studi politici dei DS ci intrattenevano a parlare di DICO, PACS ecc ecc.!!!
    Sarebbe bellissimo avere un partito al 2% che quando si fa una riforma del piffero del mercato del lavoro dice quello che penso io che non dice NESSUNO tra tutti quelli che partecipano a quei tavolini inutili e che poi sono le regole che vigono in tanti paesi a democrazia ben più avanzata della nostra.O sul processo civile, o sull’ istruzione, universita’ ecc ecc.Almeno non mi devo vergognare del mio voto.
    Tanto chi vince vince dopo tre mesi siamo punto e daccapo, cioè , come sta capitando a Monti , non si fa più niente.

  66. Luca Zerilli

    Caro Giannino,

    il problema sta nel fatto che una classe dirigente non si crea dal nulla. Siamo reduci da 20anni di incompetenze varie e di posti di potere occupati da persone assolutamente inadeguate al ruolo. Ed ora che i soldi vengono a mancare e che bisogna essere davvero bravi, i nodi vengono al pettine e le incompetenze si sentono tutte.

    ho 29 anni e non credo assolutamente in questo paese. Lo dico non perchè leggo repubblica, ma perchè lo vedo tutti i giorni per strada e sul posto di lavoro. Siamo finiti come paese. Credo che semplicemente andremo sempre più giù, fino a quando non accadrà qualche grande cataclisma sociale a livello europeo. Che forse (e dico forse) cambierà qualcosa.

    La colpa non è dei politici che sono inadeguati ed incompetenti. La colpa è nostra che li abbiamo votati. E non parlo di berlusconi, troppo facile sparare sul peggio del peggio, parlo ti tutti nessuno escluso. Vorrei essere qualunquista ma purtroppo è la realtà.

  67. adriano q

    L’errore apparente fu la strada delle tasse,l’estate scorsa.L’alternativa alla cultura corrente imponeva l’abbattimento del debito,le dismissioni,il risparmio e la razionalizzazione della spesa.La scelta avviò l’inizio delle manovre di abbandono,causato dall’indennizzo dei 600 milioni.Le diverse fazioni parlano di leggi o giustizia ad personam.L’amore per l’ovvio mi fa preferire la seconda ipotesi.Chissà se vi sono gli accordi ma la musica delle assoluzioni è cambiata e sperare di contenere le perdite si può.Per questo,a mio parere,le manovre di disimpegno sono progressive e irreversibili.Gli aspetti ludici e boccaceschi sono marginali e non determinanti.E’ patetico l’appello di chi invoca il ritorno del Cavaliere ,ormai Inesistente.Resta il Deserto dei Tartari del successore.Caliamo un velo pietoso sui nomi che si rincorrono.Per la lega è un discorso di assimilazione nel sistema.Le volpi democristiane l’avevano previsto,sbagliando solo nei tempi.Dopo vent’anni si può sopportare il nulla dei risultati,non lo spolio delle risorse come da copione comune.Il giudizio sommario e ingeneroso sia di Giannino che di alcuni ragazzi del blog su Berlusconi dimenticano che un altro visionario carismatico disposto a rischiare del suo non c’è.Sia concesso a chi ci provò,l’onore delle armi,nel momento della resa.Ha vinto il muro di gomma.Fine della storia.

  68. antonio

    Sempre a proposito della ormai diffusa “strategia del terrore” a proposito di una eventuale uscita della Grecia dall’area euro, segnalo da ultimo il pezzo di Zingales dall’Espresso in edicola. Vi si legge testualmente: “Ritornare alla lira significa anche svalutare di un 30-40 per cento la nostra moneta sull’euro. Risultato? il tracollo del PIL”. Mi pare piuttosto evidente che il Gruppo Espresso/Repubblica (ma anche la Stampa ec.) si distingua per essere a capofila degli “allarmisti dolosi” (alcune forzature che si leggono nell’articolo – ad esempio sul caso Argentina – lo dimostrano con chiarezza). Ma perchè? Una delle ipotesi possibili è che taluni ambienti della finanza traggano ( e trarranno) vantaggi dal mantenimento dello status-quo (creare il “pericolo esterno” o il “terrore” è il modo migliore per la conservazione dello status-quo). Questi vantaggi possono essere di breve periodo,concretizzabili con speculazioni finanziarie (di cui mi sfuggono i contorni); oppure possono essere di lungo periodo, nel senso che:

    – un progressivo depauperamento del sistema industriale
    – un progressivo aggravamento del debito (pubblico e privato)
    – il vincolo del fiskalpakt

    diventino condizioni necessarie, alcune già realizzate (quasi sufficienti) per invocare una smobilizzazione del patrimonio pubblico a prezzi di saldo, ovvero un trasferimento di risorse praticamente forzato dal settore pubblico a quello privato. Storicamente tutto questo è già accaduto in passato ( ad esempio la vicenda Infostrada che fu ceduta ad “un privato” per 750 miliardi e immediatamente rivenduta ai tedeschi di Mannesmann per 14 mila milirdi. Fonte: Renato Altissimo).
    Se questa è la strategia di alcuni gruppi finanziari nei prossimi mesi, una ulteriore condizione da soddisfare perchè la strategia funzioni dovrebbe essere il ritorno della sinistra al governo, più in particolare quella parte di sinistra che storicamente ha mostrato una grande “sensibilità” per la tematica delle privatizzazioni ( e che oggi, del tutto casualmente, si schiera a spada tratta a favore dell’euro). Per inciso alla riuscita di tale strategia sarebbe di ostacolo l’attuale atteggiamento di intransigenza della Germania ( perchè suscettibile di provocare delle reazioni in grado di determinare problemi al corretto funzionamento del meccanismo: ad esempio Hollande).
    A me sembra che, se tutto questo è vero (ma è già stato ampiamente discusso in questo blog), la migliore strategia possibile sia recuperare una nuova forza politica antagonista alla sinistra che riaffermi con forza la tematica della sovranità, nazionale e monetaria. In questo momento storico, bongré malgré, non sarei contrario neanche ad un ritorno super-liberale di Berlusconi (quello prima maniera), se fosse capace ed in grado di stoppare una strategia perversa che porterà inevitabilmente a danni irreversibili per il nostro Paese.

  69. mario unnia

    Se nelle prossime elezioni politiche votasse il 30% degli aventi diritto, la grande maggioranza dei non votanti potrebbe dar vita all’ammutinamento fiscale con lo slogan ‘no representation, no taxation’. Prospettiva certo ardita, ma non impossibile.

  70. Tenerone Dolcissimo

    Il cdx ha perso perché si è unito al partito delle tasse e del latrocinio. Non si può promettere di abolire le province e poi diventare il covo dei manigoldi che le vogliono mantenere (Castiglione e Socciu in prima linea). A sinistra sono abituati a pagare senza fiatare, nel presupposto che la casta (pardon la “elite rivoluzionaria”) sa come impiegare i nostri soldi meglio di noi. Ecco il motivo per cui la sinistra ha retto

  71. Fabio Cenci

    A proposito di spese inutili e di fallimento totale dei partiti tradizionali: hanno “pizzicato” sul sito WSI la Finocchiaro con i tre gorilla che trascinavano il carrello della spesa per la rappresentante del popolo!

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1383117/politica/finocchiaro-fa-la-spesa-da-ikea-con-le-guardie-del-corpo.aspx

    Grande Finocchiaro, LEI si che ha capito tutto, e sa interpretare l’esigenza delle GGGGENTE.

    Che GIOIA vedere tre omoni trascinare solo per LEI il carrello della spesa!

    Queste si sono spese utili che ci faranno uscire dalla melma.

    Congrats!

  72. Toni Copo

    Sono stato 3 settimane in Oriente, Cina, Hong Kong, Singapore, Kuala Lampur: un’energia, una vitalità, entusiasmo, negozi e ristoranti pieni…mi viene il groppo alla gola tornare domani Treviso alle nostre miserie. Con 30 anni di meno non avrei esitazioni: vis dall’Italia SUBITO.

  73. Paolo Venturini

    Io? Ho sempre votato SVP anche se sono italiano perché, vivendo in Alto-Adige ed essendo un pubblico dipendente della sanità, mi fa comodo la forza di questo partito che non consentirà mai che la Provincia autonoma di Bolzano sia messa in discussione. Che ci provino, i liberisti da strapazzo, con la loro patetica battaglia contro le province, e vedrete che i tedeschi dell’Alto-Adige ricominciano a far saltare i tralicci.
    Da italiano non amo molto l’arroganza di certi tedeschi della zona, ma la loro forza politica tutela anche me, dipendente pubblico della sanità con stipendio superiore del 30% (e giustamente, essendo la provincia ricca) a quello del resto d’Italia.
    Per quel che riguarda i berlusconiani del forum, che si nascondono ma ci sono (eccome se ci sono) non ho detto che devono votare PD. ho detto che devono sparire per sempre dalle elezioni in Italia, vista la pessima prova che ha datto l’alleanza di Pdl-Lega (o meglio: l’associazione a delinquere). Tutto qua.

  74. giuseppe

    @Paolo Venturini
    Non mi dica che quelli di San Leonardo in Passiria o di San Lorenzo di Sebato quando La incontrano Le fanno l’inchino ! A parte gli scherzi, la peggior disgrazia per gli Altoatesini sarebbe (con tutto il rispetto per l’Austria – che conosco bene e che amo) tornare con l’Austria. Non credo che i carinziani di Spittal sarebbero disposti a pagare il presidente quanto quello della Provincia di Bolzano. E cioè molto più di Obama.

  75. Marco Tizzi

    Paolo Venturini :

    Da italiano non amo molto l’arroganza di certi tedeschi della zona, ma la loro forza politica tutela anche me, dipendente pubblico della sanità con stipendio superiore del 30% (e giustamente, essendo la provincia ricca) a quello del resto d’Italia.
    .

    Giustamente un par de ciufoli, dato che io (lombardo) pago le tasse anche per lei.
    Io sono favorelissimo all’indipendenza o all’annessione all’Austria del Trentino Alto Adige, ma finché si resta in Italia si paga e si prende tutti uguali.

  76. giuseppe

    Arriva Montezemolo? A parte lui, per il quale nutro una velata diffidenza, Irene Tinagli, Nicola Rossi e Federico Vecchioni. Se si aggiungesse Sofia Ventura (tanto per dire) sarebbe un segnale positivo. Se si aggiunge Marchionne, scappare subito. Insomma, sto con gli occhi aperti, sforzandomi di mettere da parte quelle prevenzioni che Montezemolo e tutti gli ex nobili mi ispirano. Qualcosa di Liberale, ma non cieco furore ideologico.
    Un tentativo di mediazione politica e sociale? Boh !! Che ne pensa Giannino?

  77. Paolo Venturini

    La realtà dell’Alto Adige non può essere compresa né giudicata secondo criteri banalmente economici. L’errore dei liberisti, speculare d’altronde a quello dei marxisti, è che giudicano solo l’aspetto economico che, nella vita, non è l’unico. Esiste, ed è più importante, quello politico. L’autonomia altoatesina, ben diversa da pagliacciate quali la Padania, il Parlamento del Nord, l’ampolla del Po e ciarpame simile, è politicamente legata a cause etnico-linguistiche ben precise. Qui vive una consistente minoranza linguistica tedesca (che in provincia è maggioranza) che, per ragioni politiche, gode di grandissimi privilegi tutelati da normative internazionalmente riconosciute. Esistono, piaccia o meno, fatti politici decisi anche in dispregio a criteri di buon senso economico, ma se questo serve ad evitare guai maggiori ben venga.

  78. giuseppe

    @Paolo Venturini
    E’ il “capolavoro” politico di Andreotti. Forse non c’era altro sistema, ma l’A.A. è rimasto in Italia a suon di soldi. Bolzano città, come Lei sa, era stata già “italianizzata” da Mussolini a forza di immigrati e anche una toponomastica che orbita intorno a Barletta, o giù di lì. Fino agli anni ’70 i Carabinieri (mal tollerati) erano l’unico presidio dello Stato a Prato alla Drava (Winnebach, sbaglio?). la Polizia solo a Bolzano e la Stradale. Una presenza molto più attenta e “discreta”che nel resto d’Italia (e questo non è un male) Credo che anche la Finanza non andrà mai oltre Cortina (non ce la vedo a Brixen, Brunico o Merano – d’altra parte in Austria ed in tutta Europa non esiste niente di simile) La prima volta che venni in A.A. (nell’82) alloggiai all’Hotel Kreuz di Bressanone. La Signora dell’Hotel mi disse “Oggi è arrivato un pulmann di vostri connazionali” Da allora ci sono tornato parecchie volte (le Dolomiti sono impareggiabili) anche per comprare qualche bottiglia delll’ottimo Sylvaner di Novacella. A proposito, dentro l’Abbazia c’è il monumento au caduti…Austriaci (lo dico per far capire a chi non conoscesse bene l’A.A.) Piano piano i tedeschi si sono ammollati e non sono più così scorbutici, ma i prezzi sono andati alle stelle e tutto è diventato un pò troppo artificiale. E’ venuta meno anche un pò di serietà “austriaca”. Si sono molto italianizzati. Per cui da una decina d’anni mi sono spostato dall’altra parte della Valle della Drava (Berg im Drauthal). Le montagne sono ugualmente belle – anche se non paragonabili alle Oddles – , i prezzi sono molto più abbordabili (evadono un pò anche là) e sopratutto gli Austriaci sono molto più gentili degli Altoatesini.

  79. ROBERTO NATALI

    Un breve elenco di personalità di indubbio valore e prestigio che, mettendosi insieme al di là delle simpatie politiche personali o dei ruoli ricoperti, potrebbero dare vita ad un qualcosa (chiamiamolo come vogliamo) che sarebbe capace di farsi propulsore di un più vasto schieramento, il quale potrebbe ritagliarsi un ruolo molto incisivo sulla scena politica del futuro prossimo.
    Oscar Giannino, Piero Ostellino, Angelo Panebianco, Giampaolo Pansa, Matteo Renzi, Sofia Ventura, Fiorella Kostoris, Nicola Rossi, Nicola Porro, Stefano Zecchi, Pietro Ichino, Marcello Veneziani.
    Mi fermo qui, ma ci sono senz’altro tanti altri, giovani e meno giovani, donne e uomini, che potrebbero dare una mano e coinvolgere ai vari livelli chi, come me, non ne può più di uno Stato onnipresente, onnipotente e soffocatore di tante energie che, se liberate, potrebbero rivitalizzzare il nostro ormai asfittico Paese.

    Roberto Natali – Bologna
    tel.051320360

  80. giuseppe

    @ROBERTO NATALI
    La Kostoris mi dice francamente pochino.
    Giampaolo Pansa ha cercato di riscrivere la Storia al contrario,ma non vedo cosa c’entri coi liberali. Tutti gli altri O.K.

  81. Roberto pesaresi

    Facciamo noi un partito antitase. Chiamiamolo PBS partito del buon senso seguiamo le idee in campo fiscale del dr. Giannino e poi sburocratizzazione ai massimi livelli!

  82. Kamadora

    Quando un coglione vive nel benessere procuratogli da altri coglioni dovrebbe avere la decenza di tacere.

  83. giancarlo

    venturini: la realtà dell’Alto Adige è strettamente legata solo al mare di denaro che gli viene trasferito dai tempi del terrorismo separatista per impedire, appunto, quest’ultimo. In pratica, gli altri italiani debbono svenarsi, per mantenere questa piccola popolazione di presuntuosi che oltrettutto non perde occasione per offendere i suoi connazionali e che pretende pure di darci lezione (guardate quanti asili abbiamo noi…. etc.. bella forza, coi nostri soldi!!). Gli alto-atesini, così come tutti i membri del nostro parlamento, dovrebbero semplicemente andare a ca…

  84. marco

    Caro Giannino, tutto si paga, l’ingresso e l’uscita. Ed il prezzo aumenta col passare del tempo. Troppo tardi si son svegliati i cesaricidi (pochi mesi) Bruto e Cassio dovettero prendere i pugnali contro cesre perchè il senato non aveva osato fermare le sue legioni sul Po. I liberali veri avevano l’orticaria se non nel ’94 dal 2001!!!!!
    Dieci anni di sana opposizione PERSI
    Chi ha la faccia di palta da dire NON CAPIVO?
    Adesso non è una frana ma la VALANGA

  85. @ Luca Zerilli

    Purtroppo condivido. Giannino continua a dire che si può esternalizzare settori della PA senza creare disoccupazione, ma l’efficienza non la fa solo l’imprenditore, ma soprattutto il dipendente: tutti gli ignoranti improduttivi che lavorano nella pubblica amministrazione, una volta immessi in un libero mercato, sarebbero spazzati via in tre secondi e vedrebbero crollare sotto i piedi tutte le loro certezze, una botta psicologica impressionante e chissà quanti si ammazzerebbero.
    Diciamo le cose come stanno: in Italia si vive bene perché si lavora poco, c’è poca competizione e la vita è in generale meno stressante. Questo avrebbe anche funzionato, ma non ai livelli di spesa ai quali ci siamo abituati, ci siamo indebitati troppo, ora il sistema sta saltando per aria. Se ci ridimensioniamo tutti in proporzione e impariamo a vivere felici con meno soldi (cosa fattibilissima), e impariamo a lavorare un po’ di più (non troppo) e soprattutto in modo più efficiente, ci dedichiamo di più alla crescita culturale e meno al gossip e al calcio e alla moda e agli altri surrogati della vita vera e della cultura, possiamo anche avere qualche speranza, se invece continuiamo a invocare la crescita e a deprimerci se non possiamo comprare l’iPhone siamo fregati. E io temo, ahimè, che siamo fregati. Io di lottare non ho una gran voglia e non vedo una prospettiva di cambiamento, se tutto andrà a rotoli me ne andrò in un altro paese (o in un altra regione, magari in Alto Adige 🙂 ).

  86. @ giancarlo

    La Sicilia con gli stessi soldi dell’AA e le stesse risorse naturali mi sembra abbia ottenuto risultati un tantino diversi. Gli altoatesini i loro soldi li hanno spesi bene, bisogna dargliene atto. Poi nessuno è perfetto, per l’amor di dio. Ma un po’ di efficienza altoatesina non farebbe male al resto d’Italia e soprattutto al sud.

  87. Giannino number one! Dal basso dei miei 23 anni vorrei darle 2 consigli :
    1. Non metta “the end” e non incoraggi suicidi…perché (purtroppo) la causality con i mass media si inverte. Proporrei di mettere “what if we all stopped payin taxes – sharon jones & dap knights”. Un po di sano funky ci starebbe, se non fosse per i rischi giuridici di istigazione a non pagare

    2. Aiuti a riformare e svecchiare il PRI o scenda in campo autonomamente! Basta che si muova! Fatti non pugn…. Altrimenti finirà per essere definito un demagogo Pure lei!!!

    Grazie
    A

  88. Il disorientamento che ci assale, ha inizio dalla Costituzione. La nostra magna carta trae origine da un conflitto ideologico e volge a spegnerlo dando impulso al lavoro come fattore privilegiato di promozione sociale. Ciò significa che la persona sia ridotta a essere subordinata al lavoro, e l’occupazione sia formata esclusivamente dall’attività socialmente utile. Ne deriva che la personalità dell’uomo sia sviata dalle sue naturali aspirazioni nel cogliere le opportunità di ottenere le risorse necessarie a un proprio progetto, per seguire, invece, un percorso protetto per tutelare, attraverso un mero diritto egualitario al lavoro, una dignità sociale ancora imbevuta dalle stesse ideologie originarie che da conflittuali si sono trasformate in consociate. La parola “libertà” latita. La libertà di noi italiani è andata a fondo nel mare degli innumerevoli diritti inderogabili, irrinunciabili e velleitari che il parlamento emana. Al diritto positivo corrispondono libertà negative. La libertà nasce dall’etica e dai doveri enunciati sotto forma d’istruzioni nei manuali per usare le cose del nostro mondo sempre più complesso. La costituzione non può parlare di diritti, ma di libertà. La nostra Legge fondante può essere scritta in poche parole: libertà di parola, libertà di culto, libertà dal bisogno e libertà dalla paura. Sono le quattro libertà proclamate 6 gennaio 1941 dal Presidente Franklin Delano Roosevelt al Congresso degli Stati Uniti d’America.

  89. Alberto Loddo :
    Giannino number one! Dal basso dei miei 23 anni vorrei darle 2 consigli :
    1. Non metta “the end” e non incoraggi suicidi…perché (purtroppo) la causality con i mass media si inverte. Proporrei di mettere “what if we all stopped payin taxes – sharon jones & dap knights”. Un po di sano funky ci starebbe, se non fosse per i rischi giuridici di istigazione a non pagare
    2. Aiuti a riformare e svecchiare il PRI o scenda in campo autonomamente! Basta che si muova! Fatti non pugn…. Altrimenti finirà per essere definito un demagogo Pure lei!!!
    Grazie
    A

    Giannino capisce e tenta di farci capire. Credo che percepisca più di quanto noi siamo in grado di assimilare … e il suo intento si esaurisce nell’accendere una discussione come questa. Alberto dice la sua, e prendiamo atto del suo disagio; peraltro mi sembra indefinibile il principio secondo il quale la “causalità”(o casualità?) si inverta con i mass media, e, fuori luogo, proporre di non pagare le imposte. Caro giovane, non dia consigli e concorra a costruirsi un progetto prima di invecchiare!!

  90. Finalmente! Io sono in militante radicale pronto a contribuire a creare un soggetto politico di lotta liberale e libertario. Necessario è unirci: Bonino, Pannella, Boldrin, Rossi, Cacciari, Della Vedova e Giannino candidato premier!

  91. Fabrizio

    Time is now! Politica partendo dalle esigenze reali della gente, un blog come primo aggregatore di persone che si scambiano opinioni sui suggerimenti di Giannino… Ora e’ il momento di formare un movimento che inizi sul serio a costruire un’alternatva liberista agli attuali partiti-zombi… Il movimrnto 5 stelle insegna. Oscar sono pronto!

  92. corrado magistro

    La sollecitazione è giusta: bisogna lanciare dal basso per una migliore rappresentanza.
    Dall’alto continuano a lanciare massi che soffocano ogni libertà…
    L’ultima riferitami questa settimana: la proposta di riforma per il licenziamento nel pubblico impiego riguarderebbe tutti tranne … i soliti professori universitari.
    Bisogna continuare a dire che non siamo tutti uguali di fornte alla legge, specialmente se tale legge viene fatta sempre dai soliti noti che stranamente non si curano della destabilizzazione sociale che provocano provvedimenti iniqui, ignorando per di più ogni tecnica legislativa e nella consapevolezza che anche questa volta il Governo dei Professori passerà la mano, cioé la legge.
    Suil punto cerco conferme o osservazioni dal nostro Oscar Giannino, se vuole.
    Che si riparta dal basso per amor di Patria e per rendere libero e non più schiavo il popolo.

  93. a2000

    Caro Oscar Giannino,
    ci sono i “paesi di merda” e ci sono i “paesi di merde” presi uno ad uno quanti ne sono.
    La svizzera per esempio.
    Dal Corriere del Ticino di oggi in prima pagina: “L’Italia si sta trasformando in un paese di orfani. Politici naturalmente …”
    Loro invece, dopo l’orzo preso a Marignano, sono diventati neutrali e sciacalli.

  94. Crux

    Caro Oscar,
    oggi abbiamo ricevuta la bocciatura ufficiale da parte di una azienda tedesca ad alta tecnologia che era interessata ad aprire un design center a Catania. Motivo: pur trovando attraente e numerose il bacino di risorse umane (stiamo parlando di ingegneri elettronici specializzati in semiconduttori) la visita dei dirgenti tedeschi alla camera di commercio e’ stata (per loro) scioccante.
    Loro si aspettavano qualcuno che parlasse in Inglese a cui chiedere informazioni e la possibilita’ di prendere un appuntamento. Hanno trovato, invece, una babele. Si immagini due vice- president costretti a fare ore di fila e a farsi tradurre da qualcuno, non qualificato, dubbi e quesiti.
    Qualora avesessero aperto il piano era l’assunzione di 10 persone a tempo indeterminato subito con possibilita’ di aumentare il numero di impiegati a seconda dei risultati.
    A COSA PENSANO MONTI & CO? Bisogna colpire i dirigenti e gli impiegati non meritevoli di queste pessime realta’ perche’ impattano sulla nostra vita profondamente.
    Alle prossime elezioni votero’ grillo, anche se non sono d’accordo su almeno il 20% del suo programma.
    Saluti

  95. Marcello Pistolesi

    Commento sulle tre questioni politiche sollevate. Personalmente non penso che il Berlusca abbia pensato ai fatti suoi: purtroppo non lo hanno lasciato fare anche perchè nel PDL vi erano troppi ex democristiani abituati alle camarille ed intrallazzi. La lega si è suicidata da sola e continua a fidarsi troppo di Maroni che rimane un grande esecutore se ha compiti specifici (grandissimo Ministro dell’Interno), ma non ha la statura dello “statista” ed è troppo permaloso ed in politica bisogna saper abbozzare. Le forze nuove ci sono, i giovani validi pure, bisogna saperli inquadrare con un progetto politico PRECISO e non fumoso. Marcello Pistolesi

  96. Ok, ma l’ultima volta che i rappresentanti politici della parte liberale del paese sono stati azzerati, (ricordate mani pulite?) si è creato spazio x un nuovo soggetto politico che veniva da Arcore. Quindi con un certo timore mi chiedo: a chi toccherà adesso?

  97. Luca

    che confusione…
    non crediate che m5s e un giornale tipo il fatto quotidiano siano di sx!!!

  98. Alessandro

    Salve Giannino,
    perfetto quadro della situazione politica italiana.

    Oggi purtroppo di liberale non abbiamo più nessuno in Italia… perchè non scende in campo lei con un movimento tutto suo?
    Noi la sosterremo al 100% perchè abbiamo tanto bisogno di gente come lei.

    Saluti,
    Alessandro

  99. andrea

    ………………..ehi Oscar ha pienamente ragione………………purtroppo l’Europa si è mossa in ritardo,ormai è questione di giorni………………e poi si vedrà

  100. andrea

    ………………….tra il potere a Siria e il potere a Roma………………c’è poca differenza………solo la religione……………….il resto,i due paesi, è solo dittatura

  101. Luca

    Ho ascoltato la trasmissione Nove in Punto del 21-6 e vorrei ringraziare ancora una volta lo splendido Dott Giannino per le sue sacrosante invettive allo stato tassicodipendente ma per quanto riguarda Andrea Zucchi (che stimo come imprenditore e sottoscrivo le sue analisi) mi preme rilevare la sua totale assenza di gusto e cultura nel definire la sala Bot (di Osvaldo Bot noto artista futurista) brutta e non meritevole di essere conservata.

  102. Margherita

    Paolo Venturini :
    Giannino qui Giannino là, ma quando la finirà la gente di centrodestra di andare dietro alle farfalle? Prima si sono buttati con il malefico nano di Arcore e la sua grottesca corte dei miracoli composta di ladri, mafiosi, faccendieri, corrotti, fascisti e fascistoidi, puttanelle e criminali, energumeni tascabili e analfabeti di ritorno. Qualcuno ha pure votato Lega Nord, chiaramente sto parlando della parte intellettualmente più svantaggiata della popolazione del Settentrione (quella, per intenderci, che metteva elmi celtici e beveva acqua miracolosa del Po: pare strano, ma questi minus habentes hanno condizionato la realtà politica italiana per anni). Adesso hanno preferito Grillo e i suoi grillini al centrosinistra. Domani chi sa? Giannino? Boh, vedremo e ce la godremo.
    Quello che va detto è che in questo forum abbondano gli ex elettori di Berlusconi e Bossi, che fanno finta di niente e, senza neanche – che so – sputarsi in faccia e chiedere perdono al Paese promettendo d’ora in poi di non recarsi MAI più alle urne, continuano a spiegare come va il mondo. Ora invocano Giannino. Ci sarà da divertirsi. Ma andare a lavorare no?

    Tanto per capire Lei che farfalle è avvezzo seguire , di grazia e se è lecito chiedere… da che pulpito viene la sua predica ?

    forse da quel pulpito/palco che vede nelle recenti feste dell’unità due imbonitori fianco a fianco del calibro di Bersani e Casini fare comunella e melina per preparare i loro avventori al ‘’nuovo’’ che avanza?

    Si sà che in certe regioni è da tempo che se la intendono e i risultati nei bilanci si vedono in tutto il loro ‘’splendore’’

    Era ora che uscissero allo scoperto

    Vien da chiedersi se i loro elettori da quando hanno visto Bersani abbozzare con Fini e ora intendersela con Casini, abbiano compreso che dietro gli ideali politici di un tempo, resta oggi solo il timore di perdere lo scranno
    e per scongiurare questo timore, si contemplano alleanze che un tempo avrebbero fatto inorridire i loro capi storici

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