7
Gen
2010

America For Sale

Prima la notizia del meeting segreto tra alcune banche d’affari e i notabili Democratici centristi e pro-business, che solo agli occhi dei malevoli ha prodotto il decisivo intervento dei New Democrats nell’annacquamento della riforma della regolazione finanziaria. Oggi quella secondo la quale, a dicembre 2008, l’allora capo della Fed di New York ed oggi Segretario al Tesoro, Timothy Geithner, avrebbe ordinato ad AIG di non rendere noti, nelle comunicazioni societarie, i nomi delle controparti a cui l’assicurazione americana, divenuta buco nero governativo, avrebbe effettuato i pagamenti in adempimento dei contratti di credit default swap.
Pagamenti, vale la pena ribadirlo, che sono avvenuti sulla base di 100 centesimi per dollaro di protezione venduta sui derivati creditizi, a tutto beneficio dei soliti noti, quali Goldman Sachs, in quello che appare un salvataggio dalla porta di servizio. E’ di questi mesi la polemica sull’opportunità di proteggere integralmente i creditori, durante i bailout. Tema che appare il comune denominatore degli effetti della crisi finanziaria globale, e di cui l’ultima manifestazione in ordine di tempo è  la decisione del presidente islandese di sottoporre a referendum popolare l’approvazione della legge che decide il rimborso integrale di Regno Unito ed Olanda, che a loro volta avevano provveduto a indennizzare integralmente i propri connazionali depositanti di Icesave. Questo è un aspetto critico della riforma della regolazione, come segnaliamo da tempo: se ed in quale misura rendere alcune tipologie di creditori compartecipi delle perdite, in modo da ridurre il moral hazard implicito in salvataggi integrali. La nostra risposta, da sempre, è affermativa.
Quanto alla situazione americana, e dopo le arrampicate sui vetri di Ben Bernanke, che sostiene che la bolla non sia figlia della politica monetaria lasca, bensì di un deficit di regolazione (quella stessa regolazione il cui enforcement e revisione era sempre compito della Fed), appare sempre più evidente che la vera analogia tra Barack Obama e George W. Bush risiede nell’essersi consegnati mani e piedi a quella lobby di banksters che sta ponendo le basi per nuovi e maggiori crack futuri.
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Simon Johnson, ex capo-economista del FMI, e contitolare di The Baseline Scenario, sul Too Big To Fail. Senza appello.

6 Responses

  1. “se ed in quale misura rendere alcune tipologie di creditori compartecipi delle perdite, in modo da ridurre il moral hazard implicito in salvataggi integrali. La nostra risposta, da sempre, è affermativa”

    Una domanda interessante è come rendere i creditori compartecipi delle perdite; se legislativamente a priori o a posteriori per mezzo di un giudizio sulla natura sostanziale di una operazione di credito? e nel secondo caso, chi deve decidere, un giudice o una autorità amministrativa o politica?

  2. eonia

    Se non erro le filiali di AIG sia a Londra che a Parigi operavano autonomamente come bancassicuratori e consulenti, tanto vero che godevano della denominazione –banca-, verso le maggiori istituzioni bancarie/finanziarie europee.
    I nomi delle maggiori banche sono già noti a cui prima si vendeva il cds, il cd’s e poi il cdo per la tranquillità di tutti gli attori partecipanti ai maxi affari.
    Fare l’elenco delle banche clienti della banca AIG, non toglie e non aggiunge nulla al comportamento spericolato e delinquenziale che le filiali avevano messo in essere.
    Il dramma è stato di trovarsi all’estero con una simile operatività e in casa aver assicurato gli artefici che confezionavano i prodotti sintetici e di default.

  3. @eonia: AIG FP London era la struttura specializzata in credit derivatives, quella deputata a vendere protezione, ed operava da controparte anche di operazioni americane. Prassi peraltro non inusuale, per chi lavora nell’ambiente della finanza.

  4. eonia

    X M.Seminerio.

    Mi sembra che stiamo dicendo quasi la stessa cosa.
    A mio personale avviso se di scandalo si vuole parlare, non è tanto non aver reso plateali i nomi di chi in seguito è stato salvato coi soldi del contribuente americano, ma aver taciuto due fatti pericolosissimi.
    L’Europa sarebbe esplosa al pari della bomba atomica se le sue banche radicate proprio da questa parte dell’oceano non avessero avuto il pagamento dei cdo 100/100.
    Il pagamento pieno probabilmente ha richiesto dei negoziati febbrili fra FED e BCE.
    A seguito dei (probabili) negoziati la BCE abbassò i tassi, sottraendo attrattiva ai capitali di posizionarsi sull’euro, godendo del differenziale dei tassi.
    Noi sappiamo solo che sono stati firmati accordi di fluttuazione valutaria fra le due divise per mld di dollari.

    Ma notizie in questo senso non si leggono.

    Anche i cittadini americani sono avvelenati con GS.
    Probabilmente non si potevano fare distinguo fra Europa ed America.

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