28
Mar
2011

Un indizio di come gli USA stiano fallendo

In fondo era stato annunciato: se le Banche Centrali continuano a comprare titoli-letame qua e là, quel che ci si può aspettare è che le scoppino in mano. Una cosa già detta più volte è che questa politica è solo un modo per nascondere perdite latenti, farle scoppiare in pancia a un ente pubblico (la Banca Centrale), e quindi “finanziarle” con soldi pubblici. Ma si sapeva che i bilanci non avrebbero mentito (qualche riferimento a caso: qui qui e qui).

A fine 2010 la BCE è ricorsa a un aumento di capitale per coprire il rischio patrimoniale dato dal possibile default, e comunque svalutazione, dei titoli acquistati; per lo meno è una mossa trasparente. La Federale Reserve invece, si può dire, “trucca la contabilità”.

Sì, Trichet ha chiesto 5 miliardi di euro perché il capitale del suo istituto si allineasse al maggior rischio di perdite. D’altra parte se continui a comprare titoli greci portoghesi e irlandesi senza che questi Stati rivedano la propria politica di bilancio al fine di essere in grado di pagare il proprio debito, le paure di svalutazioni diventano legittime. Per la verità questo scenario non solo era prevedibile, era pure il più probabile, ed è un chiodo su cui ho battuto più volte. Tanto per illustrare cosa avviene, si pensi a un bilancio di una Banca Centrale (BCE) con asset (titoli) pari a 100, capitale pari a 8, e passività per 92 relative all’emissione (dal nulla) di moneta (fig.1):

 

Fig.1 BCE
 

Attivo

Passivo

 

asset

100

8

capitale
     

92

emissioni
    100

100

 

 

Poniamo adesso che la Banca registri un utile (interessi dai titoli sottoscritti e dai prestiti della sua moneta) di 3; in bilancio risulteranno interessi per 3 nell’attivo e l’utile verrà incluso nel capitale (fig.2), e in un momento successivo tale utile verrà pagato come dividendi e “trasferito” al Ministero del Tesoro del relativo Governo (fig.3 uguale a fig.1):

 

Fig.2

BCE

 

Attivo

Passivo
  asset 100

11

capitale
  interessi

3

92

emissioni
    103

103

 
 Fig.3  

BCE

 
 

Attivo

Passivo  
  asset 100

8

capitale  
     

92

emissioni  
    100 100    
                 

 

Può darsi il caso che si registri una perdita, ad esempio per una caduta del valore dei propri asset da 100 a 97; in tal caso le perdite si scaricano prima sul capitale (fig.4) e poi il tutto viene ripianato con liquidità proveniente sempre dal Tesoro che quindi “ricapitalizza” la Banca Centrale (fig.5). La Banca Centrale riprende quindi a lavorare come prima (la liquidità diventerà nuovi prestiti o in generale asset).

 

Fig.4

BCE

 
 

Attivo

Passivo  
  asset 97

5

capitale  
     

92

emissioni  
    97

97

   
 Fig.5

 

BCE

 
 

Attivo

Passivo
  asset

97

8

capitale  
  liquidità

3

92

emissioni  
   

100

100

   
                   

 

Si capisce che, nell’esempio, se la perdita fosse superiore a 8, l’ente tecnicamente andrebbe in fallimento (capitale insufficiente). Con l’invenzione ultima della Fed, questa non potrà mai fallire, perché la perdita non va più a ridurre il capitale ma viene “appostata” a parte: se la Fed dovesse segnare una perdita di 5 dovuta ad una generale svalutazione del 5% del proprio portafoglio, o perché il 5% di questo va in default, registrerebbe una voce a parte che si chiamerà “Interesse sulle banconote della Federal Reserve dovuta al Tesoro degli Stati Uniti”, senza toccare il capitale (quindi senza portare il fallimento) da ripianare con il tempo attraverso gli utili della stessa Fed.

Il fatto ridicolo è che questa voce andrebbe nel passivo con segno negativo (fig.6), il che contabilmente ha lo stesso valore di iscriverlo nell’attivo: in effetti si tratta di un ripianamento finora dovuto dal Tesoro ma che non verrà realizzato in forma liquida immediata, e quindi è una specie di “credito” (fig.7). Sempre contabilmente non si tocca il capitale, quindi non c’è un fallimento. Peccato però che la realtà sarebbe comunque quella di un ente sottocapitalizzato, e nel caso di perdite superiori al capitale, di uno Zombi!

 

Fig.6

Fed

 
 

Attivo

Passivo  
  asset 95

8

capitale  
     

92

emissioni  
     

-5

Tesoro  
    95

95

   
 Fig.7

 

Fed

 

Attivo

Passivo
  asset

95

8

capitale
  Tesoro

5

92

emissioni
    100

100

 
                 

 

Vista in un altro modo, si arriva velocemente alla stessa situazione che in realtà consegue da un processo più articolato ma anche più “espressivo”: abbiamo di fronte una Fed che ha effettivamente subito la perdita segnando la decurtazione del capitale (fig.8), che quindi crea nuova moneta per importo pari alla perdita e la presta al Tesoro (fig.9), che quindi provvede istantaneamente a utilizzarla per ricapitalizzare la Fed, che con il rientro della moneta va a ridurre la voce passiva relativa all’emissione di moneta (fig.10 uguale a fig.7):

 

Fig.8

Fed

 

Attivo

Passivo
  asset 95

3

capitale
     

92

emissioni
    95

95

 

 

Fig.9

Fed

 

Attivo

Passivo
  asset

95

3

capitale
  Tesoro

5

97

emissioni
   

100

100  

 

Fig.10

Fed

 
 

Attivo

Passivo  
  asset

95

8

capitale  
  Tesoro

5

92

emissioni
    100 100    

 

Qui si vede un altro aspetto della faccenda: si crea inflazionismo nella misura in cui lo Stato ha “assorbito” titoli-letame, sempre e comunque. I costi mi sembrano evidenti.

 

Allora, l’innovazione contabile della Fed non è un modo di risolvere nulla: in aggregato l’ente Banca Centrale più Tesoro registra comunque la perdita, e la paga in modo surrettizio tramite il debito pubblico (nell’esempio, con un 5% di attivo “improduttivo” che si mangerà la distribuzione di utili al Tesoro con l’aggiunta del costo-opportunità dato proprio dalle poste “improduttive”).

Ma la Fed, come qualsiasi altra Banca Centrale – come e più di qualsiasi ente statale – non sarebbe mai fallita comunque: lo Stato avrebbe coperto comunque le perdite, oppure la Fed avrebbe stampato moneta (acquistando titoli di Stato, finanziando così il Governo, per procedere poi alla ricapitalizzazione – che come dimostrato è un’altra via per ottenere lo stesso risultato). Allora, perché questa specie di mezza-truffa o gioco delle tre carte?

Io direi che gli USA stanno sempre peggio, per quanto ci sia stato un problema di recessione, Obama ha fatto errori consistenti di gestione del bilancio ed adesso manca la liquidità per affrontare un possibile “rosso” della Fed. Con una mossa molto “all’italiana” si pensa di rendere una perdita nei fatti una specie di asset positivo da ammortizzare, scaricando sul futuro il relativo costo. Veramente, nessuna novità, anzi un passo indietro come civiltà politica!

 

E credo che il dato peggiore non sia tanto la necessità di misure straordinarie per proporre il “secondo/terzo round” di problemi connessi alla politica monetaria e fiscale – era scontato che sarebbero arrivati – bensì che un Governo abbia l’anima così sporca da dover cercare di mascherare la realtà senza far almeno professione di onestà intellettuale. Ditelo una buona volta: “abbiamo sbagliato e abbiamo finito i soldi”; anche perché i fatti parlano per voi!

61 Responses

  1. sinbad

    Bel post.
    Due domande.
    “…ente pubblico (Banca Centrale)”….Ente pubblico?? non è un po’ forte questa affermazione? …o mi sbaglio?

    “…si tratta di un ripianamento dovuto dal Tesoro ma che non verrà realizzato in forma liquida immediata…” Se ho capito bene si dà per scontato che il Tesoro (LO STATO) ripianerà tout court le perdite della Banca Centrale, se non oggi, domani. Quindi la Banca Centrale opera in “moral hazard”, giusto?

  2. Enrico

    @sinbad
    La Federal Reserve è un ente amministrato da persone scelte dal Governo federale (i membri del Board of Governors, il Presidente e il Vicepresidente della Fed), distribuisce gli utili netti al Tesoro degli USA, le sue funzioni vengono descritte da leggi del Congresso etc. Ovvero è un ente pubblico: “it is an independent entity within the government”. http://www.federalreserve.gov/generalinfo/faq/faqfrs.htm#5

    Come ogni ente pubblico, il rischio di fallimento della banca centrale è pari a zero (può fallire un ospedale pubblico ? ). In questo caso, la banca centrale può creare il denaro che le serve a ripianare le perdite, prestarlo al Tesoro e farselo rendere.

  3. Angelo

    Solo un commento spero che muoiano,loro ed i perenni conflitti di interessi con guadagni se và bene privati e se và male a carico dei cittadini.UNA sola domanda faccio a chi voglia rispondere (spero il Dr. Giannino lo faccia) tutti questi debiti chi li paga?

  4. Silvano_IHC

    La Fed, come qualsiasi Banca Centrale, è l’agente monetario del Tesoro. Nel caso dell’Unione Europea è l’agente monetario di una confederazione di Stati. Tramite questa il Governo produce base monetaria in regime di monopolio e da questa riceve i proventi del signoraggio.
    I debiti vengono pagati in termini di diluzione del potere d’acquisto (a parità di altri condizioni) dagli utenti, i.e. dai cittadini che impiegano la moneta. A prescindere dal fatto che l’impatto immediato sui prezzi al consumo sia parzialmente sterilizzato da un incremento delle riserve bancarie, il Q.E. comporta de facto una redistribuzione di potere di acquisto a favore del settore finanziario.

  5. Giovanni Bravin

    Premesso che non ho uno specifico bagaglio di conoscenza finanziaro, ho però una buona memoria. Una cinquantina d’anni fa, gli USA si vantavano di avere a Fort Knox riserve auree per l’equivalente in dollari cartacei che annualmente stampavano.
    Fu Charles De Gaulle a mettere in dubbio questa affermazione americana. Subito dopo, gli USA tolsero la convertibilità oro/Dollaro… Le banche americane hanno sempre giocato sporco, ed ogni tanto qualcuna salta agli “onori” della cronaca!

  6. sinbad :Bel post.Due domande.“…ente pubblico (Banca Centrale)”….Ente pubblico?? non è un po’ forte questa affermazione? …o mi sbaglio?
    “…si tratta di un ripianamento dovuto dal Tesoro ma che non verrà realizzato in forma liquida immediata…” Se ho capito bene si dà per scontato che il Tesoro (LO STATO) ripianerà tout court le perdite della Banca Centrale, se non oggi, domani. Quindi la Banca Centrale opera in “moral hazard”, giusto?

    La Banca Centrale non è assolutamente un ente privato: i soggetti principali vengono nominati dal Governo, e sebbene una parte degli utili sia distribuita agli azionisti (banche private), questi non hanno potere (formale almeno) di gestirne la politica (appunto dettata da esponenti di nomina pubblica); gli utili decurtati dai dividendi vengono girati al Tesoro dello Stato di riferimento, e eventuali perdite vengono coperte dallo Stato stesso, e questo perché è scritto nello statuto della Banca Centrale stessa (in fondo è l’agente monetario dello Stato, e questi legami non possono essere diversi). Quindi è un ente pubblico nato per volontà pubblica e non soggetto al diritto privato.

    Gli azionisti della BCE sono le Banche Centrali degli Stati, ed a loro va l’utile dell’ente; queste Banche Centrali nazionali poi ri-gireranno tali utili tra dividenti e ritorni (o ripianamenti) ai relativi Tesori.
    P.S. la distribuzione dell’utile della BCE non è proporzionale alle quote sottoscritte dalle BCN ma ai parametri di PIL e popolazione degli Stati membri, con l’effetto di una redistribuzione a favore di soggetti come Grecia Irlanda Spagna… a danno della Germania (v. la Tragedia dell’Euro, Bagus, di prossima uscita).

    Dato questo, la Banca Centrale sa che non fallirà mai, e opportunamente coperta dallo Stato può effettivamente comportarsi un po’ “azzardando”. o meglio “azzarda” come lo fa lo Stato, nemmeno si pone il problema.

  7. Giovanni Bravin :Premesso che non ho uno specifico bagaglio di conoscenza finanziaro, ho però una buona memoria. Una cinquantina d’anni fa, gli USA si vantavano di avere a Fort Knox riserve auree per l’equivalente in dollari cartacei che annualmente stampavano.Fu Charles De Gaulle a mettere in dubbio questa affermazione americana. Subito dopo, gli USA tolsero la convertibilità oro/Dollaro… Le banche americane hanno sempre giocato sporco, ed ogni tanto qualcuna salta agli “onori” della cronaca!

    Basta tu non faccia casino tra banche private e Banca Centrale che non ha niente a che vedere con le prime. Il problema dell’oro era che in teoria la Fed poteva emettere moneta sono in rapporto all’oro detenuto, ma nei fatti (essendo il braccio monetario di un governo che per natura è dirigista) ne emetteva di più contando sulla forza politica; poi un giorno i francesi si alzarono male e chiesero, come nei patti del Gold Standard, di ritirare l’equivalente di oro dei dollari che detenevano, e lì gli USA fecero saltare il tavolo dicendo che non si convertiva più nulla (elegante per dire “ci avete sgamati, non abbiamo l’oro che dovremmo avere”).

  8. MitMar

    Più passa il tempo e più penso che sia meglio, pragmaticamente, allontanarsi il più possibile dagli USA ed avvicinarsi ad un asse Russia-Cina-Brasile.
    Quelli quando scoppiano fanno la fine della centrale di Fukushima trascinandosi dietro tutti quanti. Certo, la Cina farà di tutto per tenerli in piedi ma verrà il giorno in cui, terminate le operazioni in Africa, potrà lasciarli a spasso e ci sarà da ridere (o da piangere).

  9. sinbad

    Dunque, mi pare di capire:

    1) La Fed è amministrata da persone SCELTE dallo Stato.
    2) Gli azionisti sono banche private che però non hanno potere di deciderne la politica (almeno formalmente). Ente privato ad amministrazione controllata?
    3) Le eventuali perdite vengono coperte dallo Stato
    4) gli utili (in parte?) vanno allo STATO. I dividendi (e parte degli utili?) vanno agli azionisti (pagamento dovuto alla gestione monetaria, immagino)

    Mmmmmmhhh…
    Domanda.
    Posso io come cittadino americano fare un esposto alla corrispondente Corte di Giustizia accusando i membri della Fed di frode basandomi sul semplice principio che non posso creare debito e ricomprarmelo? se vincessi cosa succederebbe? e se invece del cittadino americano fosse quello europeo?

    Grazie

  10. Andrea Tribulini

    Tutto vero il ragionamento, meno una cosa: “Obama ha fatto errori consistenti di gestione del bilancio ed adesso manca la liquidità per affrontare un possibile “rosso” della Fed”. No, caro mio, gli errori li ha compiuti (e li sta ancora compiendo) Ben Bernanke

  11. giulio rossi valdisole

    @Andrea Tribulini
    L’America non ha la minima idea di quanti dollari sono in circolazione per il mondo. Risolverà i problemi stampando moneta, metodo errato ma decisamente efficace. Cosa che non può fare l’Europa perchè non c’è una testa che dirige, ma tante e tutte in disaccordo.

  12. MauroLIB

    Un po’ di chiarezza sulla FED.

    Le banche azioniste della Federal Reserve sono per statuto banche nazionali americane, ad oggi suddivise in dodici distretti: Boston, New York, Filadelfia, Cleveland, Richmond, Atlanta, Chicago, St. Louis, Minneapolis, Kansas City, Dallas, San Francisco.

    La legge, tuttora in vigore ed emendata circa 200 volte, fissa in 100 dollari il valore di ogni azione e nel 6% il dividendo per azione (per un massimo di 6 dollari ad azione) che il consiglio direttivo può decidere di distribuire. La restante quota di utili viene trasferita al Ministero del Tesoro americano.

    Le banche azioniste della Federal Reserve sono per statuto banche nazionali americane, ad oggi suddivise in dodici distretti: Boston, New York, Filadelfia, Cleveland, Richmond, Atlanta, Chicago, St. Louis, Minneapolis, Kansas City, Dallas, San Francisco.

    Le azioni di ogni distretto possono essere detenute sia da banche americane che straniere.

    Attualmente il distretto di New York controlla gli altri undici ed è di proprietà di banche private:

    La Banca Rothschild di Londra
    La Banca Warburg di Amburgo
    La Banca Rothschild di Berlino
    La Lehman Brothers di New York —- fallita nel 2008!
    La Lazard Brothers di Parigi
    La Banca Kuhln Loeb di New York
    Le Banche Israel Moses Seif
    La Goldman Sachs di New York
    La Banca Warburg di Amsterdam
    La Chase Manhattan Bank di New York

    Il Federal Reserve Act del 1913 prevede che i nomi degli azionisti della FED debbano restare segreti. La sede legale è in Porto Rico, quella operativa e amministrativa a Washington DC.

    Su quest’ultimo punto il commento è d’obbligo : W LA TRASPARENZA

  13. @sinbad
    2) smetti di pensarlo come un ente privato. NON E’ UN ENTE PRIVATO. Al massimo può avere una forma “privata” come società per azioni, ma non è soggetto al diritto privato, è un ente dello Stato.
    4) non fare casino: i dividendi sono una parte degli utili, una specie di “interesse” riconosciuto agli azionisti; quel che resta degli utili (molto) va allo Stato.

    Riguardo il tuo dubbio, mi pare che il Senatore USA Ron Paul abbia appunto chiesto più volte qualcosa di simile, oltre alla chiusura della Fed. Attualmente gli Statuti (europei e USA, ma pure tutto il commonwealth, e credo Isreale e altri) dovrebbero vietare l’emissione di debito statale subito ricomprato dalla Banca Centrale… è un fatto che si studiano sempre nuovi escamotage per arrivare allo stesso risultato (quel che ho descritto nel pezzo è appunto un modo di ottenere lo stesso risultato senza formalmente fare questo “acquisto a pronti”). Il punto è che sono organi nazionali e sovranazionali che allo stesso tempo vigilano sull’osservanza di detto divieto, e permettono poi l’adozione di escamotage… si fanno la legge e si fanno l’inganno, quindi intentare simili cause è inutile.
    In Europa… mah, ce ne sono ancora troppi che pensano che la Banca Centrale sia privata per poter arrivare al tuo pensiero.

  14. Andrea Tribulini :Tutto vero il ragionamento, meno una cosa: “Obama ha fatto errori consistenti di gestione del bilancio ed adesso manca la liquidità per affrontare un possibile “rosso” della Fed”. No, caro mio, gli errori li ha compiuti (e li sta ancora compiendo) Ben Bernanke

    Bernanke non l’ha eletto il Paparatz, l’ha eletto il Congresso; e se lo Stato USA ha un debito crescente che nel 2050 ceteris paribus arriverebbe al 200% del PIL è colpa dell’amministrazione fiscale. Poi per l’amor del cielo, Bernanke è quel che è…

  15. sinbad

    @Leonardo, IHC
    Grazie
    2) “non è soggetto a diritto privato” ottimo!! è una espressione molto utile. Nel forma non è un ente privato e agisce (sempre nella forma) nell’interesse dello Stato. Ok, la forma è salvata, sulla sostanza lascio volare la fantasia.
    4) hai ragione. scusa l’errore da profano

    Beh…però non penso che sia peregrina come idea accusare lo Stato, specie laddove la Costituzione cita eventuali necessità di copertura delle spese e dove la Giustizia abbia organi molto “distaccati” dalla politica. Aggiungo che forse ci sono elementi per pensare che i debiti vadano contro certi diritti fondamentali quando superano “deliberatamente” certe entità…Non so, forse per i “volenterosi” varrebbe la pena fare degli esposti mirati.
    grazie ancora
    sinbad

  16. Roberto Boschi

    Caro dott Baggiani,
    la sua trattazione è, formalmente, inappuntabile: descrive esattamente ciò che sta facendo la FED ed in quali pericolosissime acque (è probabile, ma non è detto) potrebbe portare l’America (e tutto l’occidente con loro): se si materializzasse quel punto di arrivo la recessione post Lehman sarebbe uno zuccherino al confronto di tutto l’amaro che dovremmo ingerire per anni e anni.
    Potrebbe, però, ricordare a tutti perché la FED sta facendo questo? Mica glielo ha chiesto il dottore?
    Potrebbe ricordare che Gli USA, dopo una crescita effimera perché “drogata” dal super-debito delle Famiglie, stanno, faticosamente, percorrendo la strada del rientro dal Debito Privato, provando ad usare tutte le possibili armi economiche (fra cui quella monetaria) con una disoccupazione all’ 8,9% (se contiamo gli “scoraggiati” sarebbe olre il 10%), provando, quindi, a non deragliare nella Depressione Profonda?
    Non ho gli strumenti ne le conoscenze dei dati per sapere se questa grande scommessa USA (sostituzione di debito pubblico a quello privato e ritorno ad una crescita “sana”) sarà vinta. Certo loro ci stanno provando!
    Stanno facendo molti errori? può darsi, anzi sicuramente ne fanno e ne faranno, ma ci stanno mettendo la volontà e la faccia.
    La parte che meno mi convince di questa mega scommessa non è, badi bene, l’uso delle leve a disposizione, ma il fatto che non stanno operando con la medesima forza nel rimuovere la più profonda causa degli eccessi precedenti: la fortissima disuguaglianza nella distribuzione dei redditi (I super banchieri hanno ripreso a percepire stipendi e bonus da favola, la classe media amaricana, stando ai dati Bloomberg aggioranti a metà 2010, continua ad avere redditi che sono infinitesimi rispetto ai super-manager o agli azionisti di controllo).

  17. Riccardo

    Più che la disugualianza dei redditi io sono convinto che il problema consista nella cosidetta globalizzazione: ormai si investe sempre più nei paesi del terzo mondo e quindi si crea ricchezza nei paesi del terzo mondo.
    Si ha un bel dire che questo crea ricchezza per tutti (più lavoro per il terzo mondo, prodotti meno cari per i consumatori del primo mondo): in questa lunga traversata verso questo mitico futuro, il presente per noi europei (ed americani) medi ci riserva opportunità ogni anno sempre più ridotte.
    La scelta è tra lavorare con minore potere di acquisto e minori garanzie sociali, lavorare di più per meno oppure non lavorare (oppure ancora andare in Cina, India, Russia ecc.).
    Ma non voglio essere pessimista ad oltranza: abbiamo ancora tanta di quella ricchezza in europa e negli USA, che per due generazioni possiamo stare a posto (sempre che si vogliano ripartire equamente i sacrifici!)

  18. Giovanni Bravin

    @Leonardo, IHC
    I Francesi si alzano spesso male, o col piede sbagliato. La Francia, pur avendo vinto la II GM, non ha basi NATO americane sul suo suolo, al contrario della GB!
    Potrei continuare con altri esempi, ma le cito solo uno, recentissimo. La Francia era pronta ed ansiosa ad attaccare la Libya, prima ancora che la E.U. avesse espresso un parere in proposito.

  19. Silvano_IHC

    @sinbad
    E’ un soggetto pubblico punto e basta. Casomai la forma delle banche centrali può avere reminiscenze di diritto privato in quanto, quelle più antiche, sono nate come un cartello di banche private, sponsorizzate dal sovrano con lo scopo di finanziare le spese di guerra (ex. Bank of England). De facto sono pubbliche. L’errore è pensare che lo Stato risponda ed agisca per conto del cittadino. Lo Stato è monopolio del potere e chi lo detiene inciucia regolarmente con gli amci degli amici. Dalla finanza all’industria. Il fatto che vi siano molte persone, in Italia credo la maggioranza, che amino l’idea di “pubblico” e contemporaneamente schifino politici e grand commis è un grandioso esempio di strabismo. Come si concili l’idea di uno stato “grande e giusto” con la consapevolezza che questo, in pratica, venga poi sistematicamente governato da una casta la quale sfrutta il proprio ruolo per estrarre vantaggi a spese del lavoro dei cittadini lo ignoro: posso prendere solamente atto che in molti ci riescono.

  20. Nikolai

    Toh guarda è un solazzo (si fa per dire) scoprire che i campioni del rigoroso liberismo galattico non applicano altro che la solita regola truffaldina del socializzare le perdite e privatizzare gli utili.
    Mi sfugge poi come possano, loro e l’Occidente, pensare di uscire dal disastro a cui hanno portato il mondo intero senza cambiare le basi che l’hanno causato. Anzi, non mi sfugge affatto perchè vale la regola (liberista) del compianto marchese Del Grillo: “Io so’ io e voi non siete un cxxxo.”
    Col dettaglio che gli USA a differenza di Argentina, Grecia & c. possono ribaltare a piacimento qualsiasi loro guaio sui terzi.

  21. Fabio Cenci

    Andrea Tribulini :
    Tutto vero il ragionamento, meno una cosa: “Obama ha fatto errori consistenti di gestione del bilancio ed adesso manca la liquidità per affrontare un possibile “rosso” della Fed”. No, caro mio, gli errori li ha compiuti (e li sta ancora compiendo) Ben Bernanke

    Vero, ma e’ anche vero che Obama ha tenuto li’ Bernanke e gli ex Goldman Sachs come Geithner.

    Di chi e’ la responsabilita’ se non del Presidente? Chi sceglie gli uomini che devono ricoprire incarichi vitali?

  22. sinbad

    Eh già!!! Scrive proprio bene Roberto Boschi qui sopra.
    Ma perchè la Fed ha deciso di indebitare il Tesoro? non “glielo ha mica chiesto il dottore”!!!!
    Perchè mai salvare le banche a scapito dei cittadini?
    Anche questo potrebbe essere oggetto di uno esposto. Dopo tutto perchè i “miei”soldi (o delle Banche Centrali? ma sono statali …) dovrebbero salvare i banchieri? e se i banchieri sono così importanti a livello strategico, perchè allora non si sottopongono le banche a ferrea disciplina contabile invece di farle fare ciò che vogliono?
    Ce lo ha ordinato il medico?
    sinbad
    Ps. a proposito, senza fare troppo il complottista, attenzione al “metallo” fisico che si trova a Tripoli. Visto che è stato “rubato” al popolo libico sarebbe bene che qualcuno monitorasse che sia utilizzato o come riserva di stato o per la ricostruzione fino all’ultimo grammo. Vero? non vogliamo mica che vada a finire in qualche forziere privato, vero? Leggo sul corriere che stanno arrivando gli AC-130 e gli A 10. Sicuramente servono per allontare i ladri, vero?

  23. @Roberto Boschi
    Gentile Boschi
    io non ho capito dove vuol arrivare. Se voglia proprio partire ab origine, vorrei ricordare che c’è alla base soprattutto in Europa un welfare insostenibile e negli USA il progetto di ownership society, cioè “una casa per tutti”, che è stato lanciato dal Governo. Per rendere le due cose sostenibili sono stati tenuti i tassi bassi, infatti avrebbero aiutato il debito privato e pure quello pubblico. Rapidissimamente, questo ha creato uno squilibrio monetario (interventismo, che è di marca socialista, come le buone intenzioni di welfare e ownership, e non certo liberista) che dispiega i suoi effetti in forma di ciclo economico.
    Gli USA, come altri Stati, hanno solo cercato di mettere una pezza ai disastri da eccesso di debito e moneta con… altro debito e moneta. Il fatto della Fed è solo un passaggio di questo lungo percorso di buone (spero) intenzioni e errori politici.
    Poi, devo dire che io analizzo la questione con gli strumenti della Scuola Austriaca (ma conosco anche le altre – l’università mi aveva ben indottrinato), e quindi posso vedere legami e meccanismi che altri possono non condividere, ed è inutile scannarci.

    A me basta che il pezzo faccia capire che legame c’è tra creazione di moneta e debito, e che la riforma contabile tradisce tutta una serie di problemi (oltre che la natura decisamente non privata della Fed).

  24. Andrea

    Seguite un blog di grandi economisti che sbugiardano gli stregoni neoliberal… New Deal 2,0. Li si parla di economia, non di credenze religiose.

  25. Nikolai :Toh guarda è un solazzo (si fa per dire) scoprire che i campioni del rigoroso liberismo galattico non applicano altro che la solita regola truffaldina del socializzare le perdite e privatizzare gli utili

    Non basta dirsi “liberista” per esserlo. E non ammettere l’errore, e quindi non sottostare alla disciplina del “fallimento”, non è decisamente da “liberista”.

    Magari gli USA sono più liberisti della Bielorussia, poco ma sicuro, ma da qui a dirsi liberisti puri ce ne corre… Fa male, ma di liberismo nel mondo ce n’è poco: il combinato dei debiti pubblici dovrebbe essere oltre il 50% del PIL mondiale (la Cina è al 30%, sotto la media… da ridere!), e già questo significa che metà della domanda “non è di mercato”, se poi ci mettiamo sul lato dell’offerta le “imprese pubbliche” la quota di mercato nel mondo si riduce ancora…
    E’ così, quando un soggetto riassume molto potere politico con possibilità di decisione in ambito economico, il liberismo va a farsi friggere (vedi commento di Silvano).

  26. Andrea

    Chi fallisce sono gli Stati dell’euro che hanno ceduto la loro sovranità monetaria ai mercati dei capitali privati…con una moneta fiat sovrana e’ impossibile fallire, ma si i chigago BOY possono dire qualsiasi cretinata.
    100 persone detengono 600.000 miliardi di dollari in prodotti finanziari. Il PIl degli USA e’ di 14.000, non servono a nulla i nostri discorsi…i criminali chiedono addirittura tagli alla spesa.

  27. Andrea

    1000 scusate…bhe poco cambia. Il cosidetto libero mercato ha creato in tutti settori Immensi Monopoli ma la maggior parte degli economisti mainstream hanno la faccia di bronzo di spiegare i misteriosi benefici di questa buffa teoria ottocentesca.

  28. Andrea sei fuori strada e non poco.
    Il monopolio ha origine legale, quindi il problema non è il mercato ma la politica.
    Gli Stati DEVONO fallire se sono mal gestiti, e la gente DEVE sentire il rischio e chiedere amministratori migliori. Questo è mercato.
    La cessione di sovranità monetaria è stata una manna per molti Stati che non avevano più credibilità, come l’Italia: gli ha fatto scendere i tassi e ha reso il debito più sostenibile, dando respiro per risistemare i conti e la struttura produttiva; questo non è stato fatto non per colpa di cessione di sovranità monetaria ma perché lo Stato è incapace di gestire l’economia e ha solo speso di più nello stesso modo fatto fino al momento, e ora rischia di fallire.
    Basta con questa storia: se si fallisce è perché le entrate non coprono le uscite, e questo perché o si tassa poco o si spende troppo e male, e questo in prima istanza non c’entra nulla con la sovranità monetaria che invece ha dato respiro, ma è un problema di capacità di gestione dei conti.
    E come stai vedendo, anche con una fiat money si può fallire.

    I Chicagos diranno cretinate, ma vedo che sono in buona compagnia

  29. Andrea

    Leonardo ah ah l’euro ha reso il debito più sostenibile? Questa e’ bella…guarda che la moneta moderna e’ nata nel 1971 e da allora il debito sovrano non e’ più un problema. Il debito diventa un problema grazie a coloro che governano attualmente le banche centrali, che vogliono convincere che uno STato spende come un cittadino o che può fallire come un’azienda. Grazie all’euro oltre a questa buffa credenza religiosa, noi siamo in una gabbia senza via d’uscita. Lo spauracchio dell’inflazione, dello stato che spende come i cittadini e’ falso per parecchi secoli, ma la moneta moderna non funziona più come quando esisteva la riserva dell’oro.

  30. Andrea

    Il debito pubblico americano da quando e’ nata la moneta moderna ad oggi e’ cresciuto del 500%. nessuna spirale inflazionistica, nessun Zimbawe.cercate l’intervista di Bernnanke a 60 minutes..

  31. @Andrea
    L’euro ha reso da un giorno all’altro il debito di alcuni Stati più sostenibile. Vedi di non decontestualizzare le frasi! I tassi sui titoli di Stato italiani ad esempio sono crollati da un giorno all’altro solo per il fatto che l’Italia non poteva più decidere di monetizzare il debito, e questo è stato un vantaggio seppur temporaneo. Che poi la successiva gestione dell’euro sia stata allegra è un altro discorso, ma tu non puoi trascurare che il disastro finanziario di alcuni Stati è colpa soprattutto della cattiva gestione della cosa pubblica.
    Da quando c’è la fiat money sono falliti a più ripetizioni diversi stati, sia in Europa che negli USA, magari non te ne sei accorto tu perché li chiamavano “ristrutturazioni” e non distingui forma da sostanza.

  32. Andrea :Il debito pubblico americano da quando e’ nata la moneta moderna ad oggi e’ cresciuto del 500%. nessuna spirale inflazionistica, nessun Zimbawe.cercate l’intervista di Bernnanke a 60 minutes..

    CHe poi per rafforzare l’idea che il problema del debito pubblico sia la fiat money si prenda un’intervista proprio a Bernanke, famoso inflazionista mondiale e tremendo voltagabbana dell’economia teorica (hai letto o no cosa scriveva negli anni 80 e 90 e cosa ha fatto invece alla Fed?) mi pare veramente un ossimoro colossale.

  33. Gli USA sono liberali solo con i poveri: se sei un politico, un banchiere, un avvocato, un medico, un dipendente pubblico locale, un manager di una grande corporation, un burocrate della Fed, puoi permetterti tutto, tanto pagano gli altri.

    Io dubito che gli USA riusciranno a salvarsi: hanno imboccato la strada del declino e ci si stanno affezionando tanto quanto l’Italia. Lo retorica liberale è forte tanto quanto la pratica liberale è debole, e i problemi strutturali sono così tanti che per uscire dal declino dovranno adottare cure da cavallo che creerebbero sommosse anche in un Paese disciplinato e responsabile.

    Non si può salvare la democrazia da sé stessa, esattamente come non si può salvare un tizio che ogni volta che lo si lascia libero prova a suicidarsi in innumerevoli modi.

  34. Roberto Boschi

    Gentile Leonardo,
    condivido con Lei che “..il disastro finanziario di alcuni Stati è colpa soprattutto della cattiva gestione della cosa pubblica.” Noi, in Italia, ne sappiamo qualcosa. E’ anche verissimo che l’Euro, fino a Lehman, ha permesso a molti Stati tutto questo, (fra cui, in parte anche noi), indebitandosi allegramente tanto il mercato prezzava lo stesso rischio per Germania e Grecia.
    Qui, per inciso, nasce una domanda sulle virtù del mercato: perché non ha valutato correttamente il rischio di differenti debitori sovrani?
    Ma, ancor peggio, i tassi bassi hanno permesso ai privati, tramite le banche, di indebitarsi per consumi e speculare su immobili oltre ogni ragionevole limite (e qui, ulteriore domanda, ad un economista di scuola austriaca: perché il mercato non ha prezzato il rischio crescente che si stavano assumendo le famiglie e le Banche Irlandesi, Spagnole, Americane, Inglesi, ecc?).
    Lei sa bene che fino al 2007/2008 la teoria dominante era proprio questa: il mercato ha sempre ragione perché i comportamenti sono sempre razionali.
    Purtroppo gli schiaffi presi dal 2008 in qua hanno fatto e stanno facendo ricredere molti sulle virtù del libero mercato Puro e Duro.
    Cominciare a ragionare su questo aspetto, che cioè il capitalismo ha bisogno di regole, di controlli fatti da agenti terzi e di uno Stato che deve svolgere la sua funzione di ridistrubutore e fornitore di servizi, non vuol dire non riconoscere che proprio lo Stato, in quanto opera in monopolio per molti dei servizi/prodotti che eroga/produce, deve essere gestito con efficienza quanto è, anzi, molto di più di qualunque azienda privata.
    La sana competizione politica e l’alternaza delle elites sono la maggiore garanzia a che questo avvenga: non conosco altra possibile via per ottenere questo.

  35. @Roberto Boschi
    Veramente, nel momento in cui la disciplina monetaria è parsa venir decentrata “alla Germania” era lecito aspettarsi una maggior disciplina fiscale; in quel senso il mercato non ha sbagliato; i differenziali sui titoli pubblici riflettevano comunque sempre una scala di maggiore o minore rischiosità. Se poi il mercato si accorge di esser stato preso in giro (cioè: gli Stati non hanno imboccato la via della disciplina, gli Stati più forti non salvano tutti indiscriminatamente, la crisi è peggio di quanto venisse raccontato…) il problema magari non è del mercato in sé ma del tipo di disclosure (falsatissima ad esempio nel caso greco) degli Stati.

    Dovresti poi sapere che la politica monetaria degli ultimi direi venti anni è stata progressivamente sempre più lasca, soprattutto dopo la dot.com, e la creazione crescente di moneta distorce alla base la capacità di valutazione degli operatori: il mercato nel complesso sa decidere se i segnali, i prezzi, sono veritieri, il tasso è un segnale di posizione tra risparmi e investimenti, e i prezzi di posizione tra domanda e offerta – nel momento in cui distorci lo strumento creando politicamente moneta o fissando o forzando i tassi in basso, il mercato (fatto di singoli operatori) è indotto all’errore.
    Quindi gli eccessi (errori) del mercato derivano da risposte razionali a falsi segnali causati dalle politiche statali, che non permettevano la corretta stima dei rapporti di scarsità.

    Personalmente non sono d’accordo che la dottrina al tempo facesse perno sulla razionalità e autonomia del mercato. A parole di sicuro, ma la crescente mole di interventi statali e regolamentazioni fa pensare che in realtà non si volesse tutta questa autonomia del mercato. Il settore bancario ad esempio è stra-regolato, io ci sono dentro, e credo che solo da fuori si possa pensare che sia una giungla sregolata.
    Un mercato duro e puro, ripeto, non c’è praticamente mai stato.

    La vera regola che serve al capitalismo è la responsabilità personale: chi sbaglia fallisce. QUesta è la prima regola violata da quando le banche e gli stati si sono impegnati a salvare questo o quel mercato o impresa o settore. dal 2000 la cosa è, secondo me, lampante.

    Ti faccio notare una cosa essenziale: la struttura dei tassi si erige partendo dal tasso di base della Banca Centrale, da cui non si può prescindere, che non è un tasso di mercato ma un tasso politico. Vedi tu se da questa base può derivare un qualsiasi mercato “puro”…

  36. La sana competizione politica e l’alternaza delle elites sono la maggiore garanzia a che questo avvenga: non conosco altra possibile via per ottenere questo.

    Io sono d’accordo con questo; in realtà però è necessario togliere quanta maggior voce in ambito economico a qualsiasi soggetto politico, altrimenti non farà altro che agire prioritariamente per accrescere il proprio potere… o farsi corrompere

  37. il capitalismo ha bisogno di regole, di controlli fatti da agenti terzi e di uno Stato che deve svolgere la sua funzione di ridistrubutore e fornitore di servizi,

    L’agente terzo principale è un giudice che protegge il diritto dei privati e rafforza gli impegni che questi prendono tra loro. Se lo Stato si comportasse solo da agenzia di servizi sarebbe bello… ma per natura logica, per la necessaria incompletezza delle sue informazioni, non può far meglio di un privato, e a causa della sua natura “di diritto pubblico” è abbastanza prono a far di peggio. Sulla redistribuzione… io sinceramente ne vedo pure troppa, la distribuzione che io vorrei dovrebbe essere solo quella del “SEI BRAVO, TI PAGO DI PIU'” che una azienda non può fare a causa degli accordi di coloro che si fanno paladini dell’uguaglianza e della distribuzione.

  38. Qualcuno mi dice perché le discussioni non restano mai nei confini dell’oggetto del post quale che sia, ma si allargano regolarmente ai massimissimi sistemi? Anche stavolta, da una regola contabile della Banca Centrale si va alle fondamenta del capitalismo, argomento tra l’altro intrattabile adegautamente attraverso commenti.
    Ma restare sul pezzo mai eh?

  39. MauroLIB

    Caro Boschi,

    mi permetta qualche osservazione. Il grande inganno perpetrato ai danni del mercato da parte dei mascalzoni keynesiani che dominano il mondo è stato proprio convincere la gente a pensare che il mercato libero non funziona quando il mercato libero … non c’è mai stato.

    Ma dove lo vede lei un libero mercato, se è tutto un florilegio di interventi monetari e interferenze di banche centrali e governi su qualunque cosa? Massa monetaria in espansione, interessi bancari pilotati, ‘iniezioni’ di liquidità per salvare prima banche ora stati interi?

    E la vulgata che questi mascalozoni hanno diffuso qual’è? – Vedete che il liberismo non controllato genera disastri? -. E’ allucinante. Neanche il Ministero dell Verità di Orwell sarebbe stato cos’ bravo a svuotare le parole di significato!

    Gli economisti di scuola austriaca lo stanno dicendo da decenni che ci saremmo trovati a questo punto. E dicono anche come finirà (e che farà tanto tanto male). Certamente che il mercato non se n’è accorto, perchè non è un mercato libero ma drogato dalle false informazioni che interventi a tavolino hanno propagato a tutto il mondo.

    Non basta la sana competizione elettorale e l’alternanza delle elites se si lascia intatto il sistema che consente loro di fare soldi facili (e finti) e promesse elettorali a debito per comprare il consenso. Bisognerà con le buone, anzi con le cattive poichè la situazione è andata troppo oltre, tornare alla moneta vera, quella che non si può moltiplicare per decreto. Quella che costringe qualunque imprenditore a investire le ‘sue’ risorse facendo bene il suo mestiere (non costruendo case inutili o dot com che durano due anni) e qualunque cittadino a poter risparmiare il suo sudato soldino che nessuno avrà il potere di svalutare a tavolino.

    Questo dice la Scuola Austriaca.

  40. sinbad

    @Leonardo, IHC
    Se dovessimo rimanere sul tema del post e non avendo dubbi che il suo bel contenuto sia vero (al di là delle idee, tutti qua ti ringrazieranno perchè questa è vera informazione) beh…lasciami dire…agli occhi di una persona comune quello da te descritto si chiama truffa a danno dei cittadini.

    Aggiungerei un aggettivo: truffa legalizzata perchè, come hai ben descritto, tutto si inquadra nell’ambito di un preciso ambito legislativo che mi fa pensare che i parlamentari italiani siano dei dilettanti rispetto a quelli anglosassoni (eheheh…della serie “chi è senza peccato…..”).

    A queste condizioni tre sono le possibili soluzioni:
    1) il cittadino pagherà e starà zitto
    2) il cittadino fa un esposto legale (sempre che sia possibile) sperando di vincerlo.
    3) la rivoluzione (che si innescherà quando il potere di acquisto della classe media raggiungerà un livello minimo da stabilire)

    Mi sembra che, almeno in certe parti del mondo, si va verso la soluzione 3)
    sinbad

  41. Logos

    @Andrea
    Andrea sono d’accordo con te sulla distribuzione della ricchezza ma non sull’euro. Cmq è inutile discutere con i Chicago boys avranno sempre ragione loro, sono come i socialisti che parlano della terra promessa. La natura di questo debito è privata, non pubblica. Prima delle varie bolle, per capirci sotto l’amministrazione Clinton, il rapporto daficit-pil USA era eccellente, credo al 60%. Il problema è iniziato quando si è deciso di salvare le banche con i soldi pubblici e di fare guerre in giro per il mondo. In Europa quegli stessi soldi sono stati usati per fare della speculazione approfittando dei tassi prossimi allo zero (vedi anche il ruolo delle agenzie di rating che sono private). C’è un bellissimo cartone animato “The american dream” sul web ( anche su youtube ma solo in inglese purtroppo), molto interessante a riguardo e che spiega benissimo la genesi dei fatti in questione (da Napoleone ed i Rothschild). E’ evidente la pressione della lobby dei banchieri ed anch’io nutro, come molti, seri dubbi sulla natura (non solo giuridica) delle Banche centrali che, comunque, almeno negli USA, in origine era privata (ecco i Rothschild). Ci fu un presidente USA, Andrew Jackson, che ripagò per intero il debito ed emise moneta di Stato (non della Federal Reserve) per agirare il diritto di signoraggio. Lo stesso presidente ebbe modo di dire più tardi:”Il debito nazionale e’ una frode perpetrata verso gli Usa dagli interessi dei banchieri internazionali. La migliora soluzione per il debito nazionale e per la sicurezza sociale e’ che gli Usa smettano di permettere ad una societa’ privata di stampare la moneta e di caricarci sopra gli interessi. La Federal Reserve dovrebbe essere abolita come un punto di partenza per liberare gli Usa da una falsa dipendenza”.
    Per farla breve, le cose andarono male lo stesso. L’unica legge sempre valida è quella di Darwin.

  42. Logos :@Andreasono come i socialisti che parlano della terra promessa.

    mah
    a me quelli che parlano di terra promessa sembrano quelli che dicono di aver trovato la soluzione per crescere all’infinito con pane e f**a per tutti, e non mi pare di essere né io né altri in questo sito. Mi sa che il Ministro della Verità sta lavorando bene.

  43. Logos

    @Andrea

    Scusa, il 60% era il rapporto DEBITO-PIL e non come ho scritto deficit-pil… Dato interessante perchè dice una cosa non sempre detta. Durante le amministrazioni più “liberali” (leggi conservatori) il debito pubblico esplode. In un bellissimo editoriale, forse del Washington post, non ricordo adesso, in occasione del centenario dalla nascita di Ronald Reagan si sfatava, dati alla mano, il mito che avesse tagliato le tasse, in effetti era il contrario, grazie al finanziamento di colpi di stato in mezzo mondo e al progetto faraonico dello scudo spaziale, la finanza pubblica era esplosa. In UK, con Brown ed i laburisti le cose non erano andate così male, si era intorno al 60-70% DEBITO-PIL dopo 10 ani di Blair (labourist anche lui), il guaio come sempre è sorto quanto si è deciso di nazionalizzare molte banche per salvarle. Il problema è il privato non il pubblico, Italia a parte.

  44. Enrico

    @Logos
    Il cartone che citi è pieno di inesattezze. Non voglio intasare questo post con altri argomenti, ma nei commenti presenti qui ( http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=112700372138051&id=279217954594 ) le trovi elencate – con tanto di fonti che le smontano. Tanto per dimostrarti che ti hanno propinato una bufala colossale: la Federal Reserve non esisteva ai tempi di Jackson, quindi quella presunta “citazione” è fasulla. Chiediti come mai chi te l’ ha detta ti ha mentito.

    Invece di bollare i fantomatici “banchieri internazionali” e i terribili “speculatori” come causa di tutti i mali del mondo, forse sarebbe il caso di capire le responsabilità dei nostri politici. Così magari non li rivotiamo alle prossime elezioni…

  45. Enrico

    @Andrea
    A parte che la fiat money è nata molto prima del 1971 (basti considerare che diversi paesi europei avevano abbandonato la convertibilità aurea durante la Prima Guerra Mondiale), la questione del debito pubblico è molto semplice. I casi sono tre:

    1) lo Stato ammette di non poter pagare i suoi debiti, quindi fa bancarotta e perde credibilità ;

    2) lo Stato usa la creazione di moneta per pagare i suoi debiti e quindi genera inflazione elevata;

    3) lo Stato smette di fare deficit di bilancio e paga i suoi debiti, tagliando la spesa pubblica inutile e/o aumentando il prelievo fiscale.

    Ovviamente le soluzioni 1) e 3) piacciono meno al Governo, quindi in passato è stata sperimentata la 2) con conseguente inflazione – quella che secondo sarebbe solo “uno spauracchio” .

    Dopo i casi di inflazione elevata avvenuti nella Repubblica di Weimar, in Zimbabwe, in Ungheria e – in misura minore – anche in Italia e in altri paesi occidentali, non ci dovrebbero essere più dubbi sul fatto che un’ eccessiva creazione di moneta abbia queste conseguenze. Visto che ci sono persone (come te) che ancora non l’ hanno capito, è evidente il motivo per cui i politici ricorrevano così spesso alla seconda opzione. Grazie al cielo, nei paesi più sviluppati sono state introdotte delle regole che rendono più difficile (ma non impossibile, purtroppo) finanziare il debito pubblico attraverso la creazione di moneta.

  46. Silvano_IHC

    @Logos
    Credo che una volta superati i quindici anni di età, guardare cartoni animati su you tube (con tutto il rispetto parlando per Walt Disney), non sia il miglior modo per avere delle solite basi su cui argomentare le proprie opinioni. Nello specifico, per quanta antipatia nutra verso le Banche Centrali, dubito che Andrew Jackson – sicuramente ottimo oppositore dei cartelli bancari – si sia espresso nei termini da Lei citati a proposito della Federal Reserve, essendo morto sessantotto anni prima della sua istituzione.
    Nessun dubbio sul fatto che Stato e Banche Centrali si siano accollati debiti privati, ma i principali avvocati della “ZIRP” (Zero Interest Rate Policy) e dei QE 1, 2, 3 … n si trovano (idealmente parlando) dalle parti di Krugman & friends.

  47. Logos

    @Silvano_IHC
    Primo. Mi sembra che il cartone animato citato non fosse di Walt Disney, ergo lei sta parlando di una cosa che non conosce affatto e che comunque rappresenta uno strumento di divulgazione tanto quanto questo post, giusto o sbagliato che sia. Conta la sostanza delle cose e non la forma.
    Secondo. La citazione era proprio di Andrew Jackson e derivata da un semplicissimo copia ed incolla. Sono cosciente di non essere tanto dotto quanto lei. Per tornare al “nostro” discorso, all’epoca di “banche centrali” ce ne furono due o tre in ordine temporale, a dire il vero, e nella mia citazione non compare la FED. Jackson ebbe a che fare con la seconda di queste, strettamente connessa con la House of Rothschild (privata), la quale risulta ancora attiva. Tanto attiva da essere coinvolta nel crack di Anglo-Irish Bank e, dunque, nel bail-out generale dell’Irlanda. Aveva ragione Jackson, insomma. La Tigre celtica con le sue basse imposte, così come l’Islanda, è andata in crisi con un bassissimo rapporto debito-pil, addirittura ben al di sotto del 50%, per il salvataggio delle zombie banks (private) e non meno per il ruolo svolto nella vicenda dalle agenzie di rating (private e soprattutto statunitensi). La parentesi delle agenzie di rating sarebbe, credo, molto interessante da introdurre per dare un senso ed un contesto al suo esercizio di ragioneria e spiegare così quello che conta davvero, ossia la fiducia che i mercati nutrono, per il momento almeno, nei confronti degli Stati Uniti d’America e della loro tripla A. Temo che la storia sia abbastanza lunga però ed ammetto la mia infantile ignoranza. Passo a lei la palla.
    Mi dica piuttosto, dov’erano i profeti Krugman & Co quando è scoppiata la bolla dei mutui e quella precedente dei “dot-com”? stavano mica leggendo Topolino?…
    Terzo. Me ne scuso ma ho tirato in ballo la FED solo per comodità e per semplificare la storia sul diritto di signoraggio negli USA. Lei saprà benissimo a cosa mi riferivo. Infatti, in quel paese per molto tempo, dal 1862 al 1971, ebbero corso anche gli “United States Notes”, cosa ben diversa dai “Federal Reseve Notes”. I primi erano stampati direttamente dal Tesoro mentre i secondi, tutt’oggi in corso e comunemente usati, vengono stampati dalla FED. L’ultimo a stampare moneta al di fuori del Federal Reserve System fu, credo, JF Kennedy. Evidentemente una piccola dicotomia esiste. Del resto qualcosa del genere avveniva anche con la lira italiana e continua ad avvenire con l’Euro oggi. Infatti, sulle banconte italiane appariva la Banca d’Italia mentre sulle monete solamente la dicitura “Repubblica italiana”. Perché? La risposta è che nel primo caso il diritto di signoraggio, quindi di stampare le banconote, era esercitato dalla Banca d’Italia, le cui quote di partecipazione al capitale sono per il 94,33% di proprietà di banche ed assicurazioni private, nel secondo tale diritto era appannaggio del Tesoro mediante la Zecca dello Stato. Ecco perché la proposta di Tremonti di introdurre la banconota da un euro ha fatto sorridere qualcuno a Bruxelles.

    PS Un’altra cosa curiosa è che a dar vita al piano salva banche sia stato proprio Henry Paulson, all’epoca Segretario del Tesoro USA ma precedentemente Chairman and Chief Executive Officer di Goldman Sachs. E’ stato il caso o il volere di Dio?

  48. Piero

    bravo… bell’articolo…

    sommiamolo alla abolizione del principio contabile del mark to market sostiuito dal costo storico…

    aggiungiamoci che molte banche trasferiscono i debiti i società esterne che poi son sempre loro (clamoroso il caso Barclay con 10 mld nelle isole esotiche)

    finiamo con un pò di 2013… quando i Piigs dovranno inserire, se vogliono il soldi del Salva Sovrani, clausole di compartecipazione al rischio di default a carico dei propri cittadini che sono allo stesso tempo creditori e debitori di sè stessi…

    e ne concludiamo che… l’occidente straindebitato è seduto su 1000 bombe finanziarie.. non sappiamo quando… non sappiamo come.. non conosciamo l’ordine di default… ma sappiamo che il crack non potrà che prima o poi avvenire..

    abbiamo vissuto MOLTO SOPRA le nostre possibilità.. e pagheremo… con discriminazioni sempre + forti tra forti e deboli.. ricchi e poveri.. furbastri ed ingenui…

  49. bilbo

    Caro Oscar come la mettiamo sul fatto che la banca centrale stampa moneta di carta dal costo di ca 0,50 euro (abbondando) e ce la fa pagare al valore nominale più il tasso di interesse? Come la mettiamo sul fatto che i titolari delle banche centrali sono le banche nazionali le quali sono di proprietà delle banche private le quali sono di proprietà ad esempio delle fondazioni o di grossi gruppi internazionali i quali sono di proprietà dei soliti noti…… Scusa Oscar posso sembrare sotto effetto di crack ma qualcosa nel sistema non funziona. Perchè ci nasce ha gia’ un debito che non pagherà mai e se per caso è sfigato magari nasce in qualche paese africano e quindi diparte dopo qualche mese….. Scusa Oscar ma qualcosa non torna…. E non penso che i vari indstrialucoli o i vari sindacalucoli risolveranno qualcosa. Grazie Oscar anche solo per aver letto una riga. Aloa

  50. Marco L.

    Faccio due premesse doverose.
    Primo, non sono e non sono mai stato marxista, non mi pare di avere particolari nostalgie stataliste e ho sempre creduto nel funzionamento di quello che genericamente viene chiamata la società occidentale.
    Secondo, non ho difficoltà ad ammettere che di economia ci capisco ben poco e ancora meno di scuole di pensiero.

    Detto questo, sono perplesso quando di fronte a queste difficoltà economiche, specialmente i grandi indebitamenti, i rischi di fallimenti di grandi proporzioni, il predominio della finanza su altri settori dell’economia, si continua a dire che è tutta colpa del poco liberalismo.

    Non ho argomenti per confutare questo credo, ma alcune cose non le capisco e le pongo in forma di domande.
    I crediti facili concessi alle famiglie americane, le bolle speculative, i titoli spazzatura sono dovuti a eccesso di regole e controlli o a una loro riduzione chiesta negli anni precedenti in nome del liberalismo? “Con meno regole il mercato è più efficiente e si regola benissimo da solo”. Si è visto come.

    Peraltro non è una novità. La spaventosa depressione del ’29 da cosa fu innescata se non da un eccesso di credito, fondamentale credo dell’econimia liberista e capitalista? Per mettere un cerotto prima, per stabilizzare l’economia poi e infine per uscire dopo un decennio dalla crisi ci vollero interventi pubblici nell’economia. Oltre a mettere una serie di regole per evitare che il disastro si ripetesse. Regole poi smontate a paritre dall’era Regan.

    Dopo il ’29 si fece circa quello che s sta ripetendo adesso: cerotti e salvataggi per evitare che un crollo dopo l’altro trascini a terra l’intera casa americana e stabilizzazione con la statalizzazione del debito privato. Se e come ne usciranno non lo so, ma di chi è stata la colpa? Non è forse della casta che si è data più libertà di azione e che andava raccogliendo premi Nobel di economia insegnando quanto è bello il liberalismo?

    Non sto proponendo in alternativa l’URSS, ma qualche regolata bisognerà pur darsela e l’incrollabile (in alcuni ben interessata) fede nel liberismo dovrà pure attraversare almeno qualche riflessione.

  51. Quelli che vengono chiamati eccessi della finanza sregolata (tutta la storia dei mutui…), come più volte detto qui ma anche sul mio sito, sono le conseguenze di spinte statali verso certi risultati socialmente desiderabili, come la casa per tutti (ownership society). In quel caso, ad esempio, c’era un mercato “diretto” da “incentivi” statali… appunto si è visto come è finito.
    Cmq il settore subprime non è quello che ha “scatenato” la crisi, è solo il primo settore in cui si sono visti i disequilibri causati da tanto tanto Stato nell’economia, a partire dai tassi di riferimento, passando dagli incentivi discrezionali sull’industria, fino ai parametri legali di solidità bancaria.
    “l’errore” che commetti è pensare che il mercato oggi sia un mercato libero; finché non vedi quanto è profonda la mano pubblica non puoi che pensare un po’ così à la marx (si fa per dire).

  52. Marco L.

    Ho capito. Il mercato libero al 100% non ci sarà mai, quindi ogni guaio lo si potrà sempre attribuire a questa imperfezione nella concorrenza e non verrà scalfita la nostra fede nel liberismo che salva l’uomo e lo porta in Paradiso.
    Come pensavano e facevano i marxisti, solo che tutti loro, tranne qualche inguaribile dinosauro, si sono arresi al fallimento dell’ideologia.

    Ma se il liberismo perfetto, o almeno in un grado sufficiente, non lo si trova da nessuna parte al mondo, in quale iperuranio possiamo cercarlo?

  53. @Marco L.

    Guarda, meglio che studi un po’ di economia. Partendo da zero.
    Se vai sul sito del Mises (o del Bruno Leoni) trovi dei bei testi di base.
    Il Mises, se leggi l’inglese, è meglio, ne ha di più e di tutti i generi (gratis).

    Tutti i casini che ci sono stati sono stati ( più quelli che stanno arrivando) ci sono stati perché le banche centrali possono stampare moneta. Senza quella possibilità, il resto è impossibile che arrivi a questi livelli. Nessuno dice che il libero mercato sia perfetto, ma le crisi se le risolve rapidamente e senza scaricare i costi su chi non centra.

    In particolare, la Grande Depressione è stata causata dalla FED (che non intervenne ) e da Hoover (che fece il contrario di quello che doveva fare. Dopo di che venne FDR che mise il Grande davanti alla Depressione e con le sue politiche tenne l’economia depressa per un ventennio. La stessa situazione, nel 1920, si risolse senza l’intervento dello stato in pochi mesi, proprio perché lo stato non intervenne.

    Il motivo per cui l’Italia (le banche) se la sono cavata meglio di quelle Inglesi e americane è perché nessuno si è mai fattol’illusione che il governo volesse o potesse intervenire (non ci sono i soldi per farlo). Quindi hanno evitato di mettersi in posizioni pericolose.

  54. @Marco L.
    No, non hai capito niente, e non ho detto questo, mi sa che sei partito un po’ troppo con i paraocchi e vai a confondere ideale con storico.

    E anche se il liberismo fosse impossibile avrebbe ragione di parlarne appunto in termini “uranici”, come appartenente a quel mondo di idee che ci permettono di decifrare o interpretare la realtà, o se vuoi come paradigma verso cui tendere per rendere la gestione dell’economia “meno sbagliata” di quella attuale.

    E ora chiudo, basta con i commenti off topic, chi vuol fare un crociata contro il capitalismo (senza nemmeno sapere cosa è) se ne vada pure a commentare altrove in posti più consoni. Che scatole! C’è sempre qualcuno che con tre righe e due fatti estratti a sorte vorrebbe risolvere un dibattito lungo generazioni.

  55. Marco L.

    Come ve la prendete per così poco! 🙂

    La mia ignoranza in economia l’avevo dichiarata subito, ma effettivamente devo aggiungere delle scuse, e poi non turbo più la discussione, per questa entrata forse poco ortodossa, certamente non irrispettosa.

    Si tranquillizzino. Non è mia intezione organizzare alcuna crociata contro il capitalismo che considero un dato di fatto, e considero una dannosa utopia ogni velletario tentativo di far finta che non esista o che si possa sostituire con qualcos’altro. E non voglio nemmeno imperversare nel blog.

    Perchè allora non ho resistito dall’intervenire? Perchè mi incuriosisce questa incrollabile professione di fede nel liberismo.

    Viaggiamo ciclicamente da una crisi economica all’altra. Ai piani alti dell’economia e della finanza è una zuffa continua mentre ai piani bassi è sempre in agguato la concreta possibilità di andare a dormire sotto i ponti, ma pare che si ricerchino e si ammettano solo cause esterne e non si prenda in considerazione che qualcosa forse potrebbe anche dipendere da un pensiero che mette il denaro non solo come il primo (fin qui si può convenire) ma come l’unico motore e regolatore della storia.

    Poi se qualcosa va storto, e succede di continuo, la colpa è sempre degli altri. Esattamente come, permettetemi che poi mi ritiro in buon ordine, hanno sempre detto i comunisti nei tempi in cui spadroneggiavano, dove ogni guaio veniva sempre dai nemici della Rivoluzione, con la erre maiscola, e mai perché questa rivoluzione un tantino bacata di suo forse lo era.
    Best regards…

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