1
Feb
2010

Di Grecia e slippery slopes – parte I

Questo post si divide in due parti: da un lato l’analisi di breve termine della situazione greca e delle opzioni di policy, dall’altro l’analisi delle conseguenze di lungo termine del modo in cui i problemi politici vengono affrontati. La conclusione della prima parte è che la soluzione migliore è politicamente quasi impossibile da attuare perché è temporalmente inconsistente; la conclusione della seconda è che più i politici creano problemi, più chiedono potere per potervi rimediare: il sistema politico in questo modo si autoalimenta e genera un rincorrersi di problemi veri e soluzioni temporanee che porta a soluzioni inefficienti ed illiberali, e nel lungo termine probabilmente insostenibili. Un cane che si morde la coda è meno assurdo di una politica che si erge a soluzione dei problemi che essa stessa ha creato. Per ora mi limito al primo livello di analisi… la seconda parte è più breve ma più difficile da seguire.

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1
Feb
2010

Clima, se gli scienziati sbagliano di 300 anni….

Più che i ghiacciai, a sciogliersi sempre di più, sotto il sole cocente degli scandali, sono le panzane catastrofiste che sul clima alcuni scienziati continuano a propinarci. Nell’ultima settimana, in particolare, c’è stata una escalation di notizie, ma sarebbe più corretto parlare di fatti concreti, che quanto meno meriterebbero un bel “mea culpa” da parte dei profeti di sventura. Read More

31
Gen
2010

Se rubare i dati diventa morale…

Ci risiamo. Proprio come due anni fa, la Germania si trova di fronte all’ennesimo dilemma: comprare o non comprare dati di presunti evasori fiscali in Svizzera da un informatore segreto ? Nel 2008 la spy story ordita dai servizi segreti tedeschi (BND) e partita con il benestare dell’allora Ministro delle Finanze Peer Steinbrück (SPD), si concluse con l’arresto di centinaia di contribuenti tra cui anche Klaus Zumwinkel, capo di Deutsche Post (che poi patteggiò un anno più tardi la pena, senza che vi fossero imponenti manifestazioni di piazza organizzate da questurini alla Travaglio). Di allora riproponiamo questa nostra intervista ad Alberto Mingardi per la rivista Ideazione. Read More

30
Gen
2010

Tasse e spesa: no alla tesi di Perotti

Roberto Perotti notoriamente non è un lafferiano come noi, e ciò nulla toglie alla sua erietà di economista e accademico. Proprio per questo, voglio e devo esprimere un ferm e ragionato, oltre che rispettoso naturalmente com’è costume in questa casa, totale dissenso rispetto alla tesi che oggi ha espresso sull’editoriale di apertura del Sole 24 ore. Perotti ha ragione pienamente, secondo me, su tre punti centrali. Ma singolarmente torto sulla conclusione che ne trae. Read More

30
Gen
2010

Dal giudice via libera alla coltivazione di mais ogm. E Zaia sragiona

Zaia dixit. La reazione del ministro pro tempore delle Politiche Agricole e Forestali alla sentenza del Consiglio di Stato – che, su ricorso dell’ottimo Silvano Dalla Libera di Futuragra, riconosce il diritto degli agricoltori di seminare varietà di mais ogm iscritte al catalogo comune, in linea con la normativa comunitaria – è di quelle che lasciano esterrefatti. Read More

28
Gen
2010

Buone notizie

Addio Mindestlohn per i postini. Così ha deciso la massima istanza amministrativa federale tedesca. La dichiarazione di illegittimità deriva solo da un vizio formale del Ministero del Lavoro, certo, ma spesso è proprio la nullità della forma a nascondere l’inconsistenza della materia. Il salario minimo nel settore postale era una misura patrocinata dal precedente governo rosso-nero e opportunisticamente dalla stessa Cancelliera (in modo di consentirle di superare a sinistra i socialdemocratici e toglier loro argomenti di lotta politica) al fine di aiutare l’ex-neo monopolista di Stato a reggere la concorrenza nei confronti degli operatori privati a ridosso della completa apertura del mercato a livello europeo. Qui un nostro commento sul tema risalente a due anni fa. Al tempo della sua introduzione, quell’oncia di liberalismo che ancora è sedimentata nell’animo di alcuni tedeschi si scatenò. Ci fu addirittura una severa campagna di stampa per denunciare l’illegittimità di un simile accordo in termini di Ordnungspolitik. Di quei giorni conservo ancora in camera mia il magnifico manifesto riportato qua a lato, che recita più o meno: “Cara signora Merkel, lei è stata eletta con il compito di lavorare per la Germania e non per Deutsche Post