Ue: ma un Hamilton, dov’è?
Non ha parole adeguate, per esprimere quel che di ora in ora penso di fronte alle vicende della politica interna, ai convulsi preparativi per le elezioni regionali ricchi di colpi di scena, a un centrodestra che si trva nelle condizioni, a quest’ora e questo giorno, di non avere un presidente candidato né in Lazio né in Lombardia. Roba da perdere per sempre ogni diritto alla credibilità. Questa è la mia opinione, senza mezzi termini né distinguo. Tuttavia, per delle classi dirigenti degne di questo nome, l’obbligo è a guardare insieme più in alto e più a fondo, concentrandosi su vicende più importanti anche se apparentemente meno ricche di echi popolari. Tra queste, una ci riguarda direttamente, come Italia e come Paese membro dell’euro e della più vasta Unione Europea, anche se apparentemente si limita a lambirci, senza metterci a serio rischio. E’ la crisi del debito pubblico greco, la febbre che da metà gennaio sale insieme al suo rischio di mercato. Ci vorrebbe un Alexander Hamilton, questa è la mia opinione: ma non c’è. Non è l’Italia da sola, in crisi di credibilità.











