20
Apr
2012

Spagna, Svezia ed Italia: chi spende di più?

Il titolo di questo articolo è volutamente provocatorio e riprende una pubblicazione di Oscar Giannino di pochi giorni fa proprio su queste colonne. È dunque facile rispondere a questo quesito, ma per molti potrebbe essere anche una sorpresa.

È l’Italia il “Paese della spesa pubblica” e tale livello è molto superiore sia a quello svedese che a quello spagnolo. Come ricorda giustamente e tristemente il prof. Ugo Arrigo la spesa pubblica italiana ha raggiunto il 50 per cento del prodotto interno lordo, ma quest’ultima variabile tiene conto anche dell’economia sommersa. Al netto dell’economia sommersa, circa il 20 per cento del totale, la spesa pubblica italiana ormai supera abbondantemente il 60 per cento.

Un triste primato, perché la Svezia, che per lungo tempo è stata presa come “scusa” o testimonianza ha ormai un livello di spesa molto inferiore a quella italiana. Siamo ormai nell’ordine di 10 punti percentuali di differenza, ma il livello dei servizi è totalmente di un altro “pianeta”.

Cosa si è fatto a metà anni novanta nel paese scandinavo per raggiungere tale obiettivo? Semplice, si è andato verso una riforma della pubblica amministrazione e si è spinto sull’acceleratore delle liberalizzazioni. Ad esempio si decise per una separazione della rete ferroviaria dall’incumbent, ma si introdusse anche il principio della licenziabilità dei dipendenti pubblici.  Read More

20
Apr
2012

Finanziamento ai partiti. Quale democrazia?

Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici destinati ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre finanziarie del 2010-2011- sarebbe un errore drammatico che punirebbe tutti allo stesso modo (compresi coloro che in questi anni hanno rispettato scrupolosamente le regole)[…], ma quali regole e quali scrupoli? È disarmante la retorica della relazione allegata alla proposta di legge 5123 sul controllo dei bilanci dei partiti firmata A, B e C che ancora dichiarano: […]e metterebbe (l’eliminazione del finanziamento pubblico) la politica completamente nelle mani delle lobbies, centri di potere e di interesse particolare.

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19
Apr
2012

La svalutazione rilancerebbe l’eurozona? – di Gerardo Coco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

In un recente articolo sulla situazione europea l’economista Nouriel Rubini della NY University afferma che le ultime misure della BCE e l’austerità fiscale, per quanto necessarie, non hanno scongiurato il rischio di un peggioramento della recessione che ora potrebbe estendersi anche alla Germania e Francia perché la stretta creditizia e il fiscal compact deprimono la domanda interna. Pertanto il famoso economista di origine turca auspica una strategia di crescita che rilanci la competitività dell’eurozona. Questa strategia dovrebbe contemplare ulteriori aumenti di liquidità e soprattutto, la svalutazione della moneta unica, decisiva per rilanciare lo sviluppo in Eurolandia.

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17
Apr
2012

Viva la Svezia, Monti ci ripensi!

Dal prossimo Panorama Economy

Al governo Monti farebbe molto bene adottare un modello che per decenni sinistra e keynesiani italiani additavano fino alla noia: quello della Svezia. E’ un Paese che ha effettivamente molto da insegnarci, sugli effetti dell’incauto connubio tra alta spesa pubblica e alte tasse. Per tantissimo tempo, gli statalisti italiani la indicavano come modello perché la somma di quei due temibili fattori si rivelava invece più che positiva, i  termini di crescita economica e di elevata coesione sociale, e per di più anche con bassa evasione fiscale, a smentita di coloro che indicano l’alta evasione italiana prodotto correlato alle enormemente accresciute pretese fiscali: in una sola generazione 20 punti percentuali in più in termini reali da chi le imposte le paga. Eppure, è proprio alla Svezia che Monti avrebbe dovuto e dovrebbe ancora ispirarsi. Read More

17
Apr
2012

Lo Stato è drogato, e Monti lo asseconda

Lo Stato è drogato. Drogato di entrate in crecita, per sostenere spesa in crescita. Come tutti i drogati, concepisce e persegue solo l’aumento delle dosi. Invece, bisognerebbe farlo smettere. Ho sperato che il governo tecnico fosse per lo Stato l’equivalente di San Patrignano, o della comunità di recupero che voi preferite. Invece no. Il governo asseconda il tossicodipendente, invece di contrastarlo e curarlo. Riprova: la delega fiscale approvata ieri.  Read More

14
Apr
2012

“Esosati” e Stato fiscale: eccovi la questione morale

Eccovi servita la “questione morale”. Non c’entra la filippica scagliata contro i tangentisti da parte di chi le tangenti le pigliava dall’Unione Sovietica. Non c’entra neppure la gestione allegra dei soldi pubblici ad opera di quei comitati d’affari che ancor oggi si fregiano, impropriamente, del nome di “partiti”. Da Tangentopoli a Partitopoli sono trascorsi vent’anni ma ben poco è cambiato. I soldi sono troppi, la trasparenza troppo poca.

Non è questa però la “questione morale” di cui voglio parlarvi. Berlinguer la sventolava come pedigree di una presunta superiorità morale, i fatti lo smentirono. Oggi la questione morale riguarda il rapporto tra le casse dello Stato e le tasche dei contribuenti. Se abbandoniamo infatti la mistica dello Stato al pari della sua ipostatizzazione, se in altre parole vediamo nello Stato nient’altro che persone che gestiscono la cosa pubblica con il potere (e che potere!) di decidere quanto prelevare dalle tasche altrui, allora alcune domande s’impongono con urgenza. E’ forse moralmente giustificabile uno Stato che ti toglie quasi la metà di quello che guadagni col tuo lavoro? Read More

14
Apr
2012

Le rinnovabili non sono un derby

di Gionata Picchio e Antonio Sileo

In questi ultimi giorni il dibattito intorno all’incentivazione, che su queste colonne non possiamo non chiamare sussidi, ha avuto largo spazio sui media, superato solo da temi monstre come l’articolo 18. La guerra di cifre che si è scatenata, in tempi ordinari terreno di scontro per gli addetti ai lavori, ha portato i suoi fumi addosso ai consumatori finali, che di certo sanno solo che sono loro a sborsare. Sull’affidabilità, poi, delle stime circa la disponibilità a pagare dei già tartassati per consumare energia verde (o anche acquistare auto elettriche), ci sia consentito per inciso, spesso c’è da dubitare. Come spesso succede è partita la guerra delle cifre, a volte sparate un’ po’ fuori bersaglio come ci hanno ricordato C.Stagnaro e S.Verde. Read More

14
Apr
2012

Obbedienza cieca pronta e assoluta? Mai

My country, right or wrong? Con un accorato articolo di fondo sul Corriere della sera, Dario Di Vico ha voluto ribadire quello che, se si ragiona con la testa dei partiti, è un fatto ovvio: non c’è alternativa al governo Monti. Non esistono altre alchimie parlamentari che potrebbero reggere, tutti temono un “salto nel buio” elettorale, le forze politiche che sostengono Monti non contemplano neppure l’ipotesi di smettere di farlo, in attesa della sospirata revisione della legge elettorale. Che, per inciso, sarà probabilmente cucita addosso a uno schema di nuova grande coalizione, post-voto.

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14
Apr
2012

L’isola italiana dei tesorieri

“Rinunciare all’ultima tranche dei rimborsi elettorali? Impossibile, i partiti chiuderebbero”.  (On. Misiani, tesoriere del PD)

Il Fatto Quotidiano del 14.4.2012: Lega Nord e Italia dei Valori hanno annunciato che non prenderanno l’ultima tranche dei soldi dovuti dallo Stato. Il Partito democratico non può farlo: “Abbiamo speso tutto” ha confessato chi gestisce le casse democratiche.

“…. le donazioni da privati sono poche. I cittadini hanno molta poca propensione a donare ai partiti, anche per effetto del logoramento del rapporto con la politica”.  (On. Misiani dal Fatto Quotidiano del 14.4.2012)

Possiamo a questo punto ipotizzare un’intervista a un imprenditore immaginario in stile Misiani:

“Rinunciare all’ultima tranche dei fondi pubblici? Impossibile, l’azienda chiuderebbe. … i ricavi da privati sono pochi. I consumatori hanno molta poca propensione a spendere in favore delle nostre aziende, anche per effetto del logoramento della fiducia nel nostro settore”. 

Insomma la domanda non c’è più ma noi (partiti) abbiamo comunque bisogno di tanto denaro perché abbiamo un elevato livello di spese. Ma non avevamo già sentito una teoria del genere?

“Avevamo bisogno effettivamente di tanto denaro perché abbiamo un alto tenore di vita”. (Sig.ra Tarantini, da L’Espresso del 4.9.2011)