Tirannia fiscale n. 5: l’insolenza di un ingiurioso spot di Stato
In questo blog abbiamo spesso modo di riflettere sugli effetti negativi di un regime fiscale sfacciatamente oppressivo insediatosi, passo dopo passo, sotto la copertura di norme e sentenze che apoditticamente vedono in ogni soggetto d’imposta un sicuro evasore, a meno di contraria dimostrazione da parte del contribuente, fatta comunque salva l’odiosa ed iniqua disposizione del solve et repete che a breve entrerà in vigore. Nella lotta all’evasione, lo Stato ricorre anche all’arma del ricatto psicologico. Da qualche giorno, infatti, la RAI ospita gli spot dell’Agenzia delle entrate, del Ministero dell’economia e del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i quali tendono a identificare indistintamente come parassiti gli evasori, accostandoli a poco attraenti specie di vari invertebrati. Sorprende negativamente la circostanza che l’oligarchia di burocrati, politici e governanti i quali proprio attraverso la tassazione vivono a carico dei contribuenti, con un incredibile capovolgimento di posizioni abbia l’insolenza di dare del parassita a chi passa loro gli alimenti. Lo Stato, infatti, non è un ente astratto ed incorporeo, ma è un elefantiaco complesso di persone e strutture il quale, tramite il prelievo fiscale, rappresenta, a rigore, il parassita per eccellenza della società.











